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 Solidarietà ai compagni dei Magazzini Popolari (Roma)

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MessaggioTitolo: Solidarietà ai compagni dei Magazzini Popolari (Roma)   Sab Mar 24 2012, 18:41

Solidarietà ai compagni dei Magazzini Popolari di Casal Bertone

Indipendenza esprime tutta la sua solidarietà ai compagni dei Magazzini Popolari di Casal Bertone, vittime di aggressione da parte di un gruppo di fascisti di Casa Pound.
In tempi come questi di macelleria sociale montante, la violenza dei gruppi neo-fascisti assume -come da prassi consolidata- il ruolo di bassa manovalanza al soldo del sistema, di fronte a cui occorre non abbassare la guardia.

Saluti patriottici e antifascisti
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MessaggioTitolo: Re: Solidarietà ai compagni dei Magazzini Popolari (Roma)   Mer Mar 28 2012, 18:47

Da facebook:

Massimiliano Veneziani avevo commentato già questo fatto da voi esposto e con molto sdegno ho condiviso la denuncia...poi m'imbatto su una dichiarazione che parla di un'aggressione ad una signora d 58 anni era colpevole di essere madre di uno di casapound (che mi fanno cagare anche loro) ora....mi dovete dire che cazzo hanno in testa 'sta gente!!! che infamata è contro una donna!! che cazzo c'entra con la "logica dell'antifascismo" io le chiamo infamate! ora ho capito che a Roma esiste un clima diviso tra fascisti e squadristi neri e squadristi con un altro colore cioè il rosso!!! che schifo di stupida logica di contrapposizione tra "simili" direi a 'sto punto!!! no al fascismo ma anche no alle vigliaccate squadristiche vestite anche di rosso!

Rivista Indipendenza Casa Pound parla di "aggressione" alla madre di un fascista nella "tarda mattinata" di venerdì 23 marzo. I media hanno poi ripreso la cosa. Della vicenda si ignorano circostanze, testimonianze, fatti precisi. Questo è allo stato conoscitivo. Un inciso: attribuire un'eventuale vigliacca aggressione ai compagni dei Magazzini Popolari diventa risibile solo conoscendo loro, le loro attività politiche e sociali nel quartiere, e, ancor prima, il loro modo di essere. Parliamo con cognizione di causa. Chiuso l'inciso. C'è una curiosa circostanza: quello stesso giorno, il 23, è stato il 5° anniversario della fondazione del circolo cosiddetto "futurista", emanazione di Casa Pound. Da giorni, a Roma, una ricorrenza pubblicizzata dai fascisti.

Ora, cosa ci faceva già dalla mattina di quel 23, ben prima della presunta suddetta aggressione, un camion di Casa Pound pieno di spranghe ed oggetti atti a offendere? C'era da fronteggiare qualche aggressione? Basta vedere i filmati e si vede che non c'era nulla del genere. Lo si vede dal numero di compagni che, dopo la provocazione dei fascisti avvenuta la mattina contro due compagni che stazionavano davanti al Centro Sociale dei Magazzini, avvertiti affluiscono e non in così cospicuo numero, stante la ristrettezza dei tempi dalle chiamate di "emergenza". E' peregrino pensare che la presunta suddetta "aggressione" ad una signora, madre di un fascista, serva a coprire/giustificare quell'iniziale provocazione davanti al Centro Sociale in vista di una prevedibile reazione spontanea, quindi improvvisata, dei compagni? Un modo per festeggiare un anniversario esaltando e compattando le proprie truppe?

Se non ci fosse stata l'aggressione ai compagni dei Magazzini Popolari, poche centinaia di metri di distanza dal circolo neofascista, non ci sarebbe stato quel corteo spontaneo che poi si è spinto sin sotto il su indicato circolo. Nei filmati si vede la distribuzione, dal camion di Casa Pound, di spranghe e quant'altro tra i neofascisti presenti. Tutto già pronto, preventivato. Dalle immagini si vede anche altro: una sproporzione di numeri, di atteggiamenti e di strumenti atti a offendere. Nutrito, preparato, ben 'armato', già pronto allo scontro, pressoché tutti con caschi in testa, il fronte dei fascisti; improvvisato e raccogliticcio quello dei compagni.
La vicenda ricorda molto il camion di Casa Pound e analoga distribuzione a propri militanti di spranghe e quant'altro il 29 ottobre 2008, durante una manifestazione studentesca contro la riforma Moratti, con intimidazioni e aggressioni agli studenti sia a Fori Imperiali sia poi, più intensi, a piazza Navona. Anche allora Casa Pound parlò di aggressione subita. Solito camion, solite spranghe. Insomma, c'è di che riflettere. Anche sul modus operandi delle cosiddette forze dell'ordine. Che fanno il loro mestiere.

Una lettura superficiale, avulsa dei fatti, avulsa dalla comprensione di un contesto politico più generale, può facilmente indurre a pensare che si sia in presenza di gruppi di facinorosi fuori dalla realtà. Uguali gli uni e gli altri, il 'colore' diverso, tutti però residuati di un tempo che fu. Vediamo piuttosto il tutto da una visuale più ampia. Guardiamo la storia di questo paese, nella fattispecie proprio al "perché" e "come" s'innescò la cosiddetta "strategia della tensione" alla fine degli anni Sessanta. Riflettiamo sulla situazione politica dell'attuale fase e alla condizione di sudditanza sempre più accentuata dell'Italia, con relativo crescendo di vessazioni, di compressioni, di sistematico smantellamento di diritti in nome dell'Europa (leggasi: dell'euroatlantismo), dalle pensioni all'art. 18, passando per una miriade di provvedimenti che stanno riportando l'Italia a condizioni di vita ottocentesche.
Casa Pound s'inscrive in questo quadro. Non solo come mazzieri. Significativa una notizia di cronaca politica, l'ennesima in tal senso da diversi anni a questa parte: il coordinatore di Casa Pound Lucca, Fabio Barsanti, si candida alle elezioni comunali di maggio nella lista del PdL (una delle referenze politiche euroatlantiche nel nostro paese). Non si tratta appunto del primo caso. Diverse altre candidature e reciproci sostegni, tra PdL e Casa Pound, e tra la prima e altre formazioni neofasciste si sono avute negli anni scorsi. Questo la dice lunga su certe forze sedicenti "rivoluzionarie", "anti-sistemiche", che poi ritroviamo a fungere da mazzieri contro chi, con le lotte, a questo sistema si oppone e intende mantenere alta, e far rialzare, la testa.
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