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 L'euro ha trasformato l'Italia in Stato insolvente

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alekos18

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MessaggioTitolo: L'euro ha trasformato l'Italia in Stato insolvente   Sab Nov 05 2011, 00:29

L'economia italiana è debole solo secondo i parametri di Maastricht. Se avesse ancora una banca centrale sovrana non sarebbe in questa situazione. La BCE? Incompetente e arrogante”. Così il giornalista economico britannico Ambrose Evans-Pritchard, responsabile della sezione economica internazionale del Telegraph, in un suo articolo di pochi giorni fa (http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100012986/revenge-of-the-sovereign-nation/). Ed ancora: "Lasciatemi aggiungere che l'Italia non è fondamentalmente insolvente. È in questi pasticci perché non ha un prestatore di ultima istanza, una banca centrale sovrana o una moneta sovrana. La struttura dell'euro ha trasformato uno stato solvente in uno insolvente. Ha invertito l'alchimia".
Secondo il giornalista britannico, intervistato via telefono da Peacereporter dopo la pubblicazione del suo articolo, la posizione debitoria italiana è fondamentalmente solida. L'Italia -dice- risulta uno dei Paesi più stabili d'Europa. L'indebitamento delle famiglie italiane e delle società non finanziarie italiane è il più basso d'Europa (42% del Pil, contro il 103 britannico, l'84 spagnolo, il 63 tedesco e il 51 francese, ndr) e ciò rende il debito aggregato italiano (pubblico più privato) inferiore a quello di Gran Bretagna, Spagna e Francia, ed analogo a quello della Germania.
Evans-Pritchard aggiunge che lo Stato italiano è uno dei pochi al mondo ad avere un avanzo primario, ovvero a incassare più di quello che spende. A conferma delle sue parole si vada a vedere come, dal 1991, quasi ininterrottamente, l’Italia vanti in bilancio un avanzo primario (cioè, al netto degli interessi, le entrate sono maggiori delle spese) ma si indebita annualmente per pagare –metà all’estero– gli interessi sul debito accumulato.

Sempre nell'intervista via telefono rilasciata a Peacereporter, Ambrose Evans-Pritchard prosegue con un'affermazione che, per chi conosce le tesi di Indipendenza non è affatto una novità, e cioè che "se il vostro Paese non fosse entrato nell'euro e aveste quindi una banca centrale sovrana in grado di attuare una politica monetaria autonoma espansiva a sostegno dello sviluppo la situazione dell'Italia sarebbe molto migliore". Dopodiché il nostro non dimentica di essere il responsabile della sezione economica internazionale del Telegraph e precisa: "ovviamente stiamo parlando in linea puramente teorica, perché ormai che siete dentro non potete uscirne: sarebbe una catastrofe per voi e per l'Europa in generale".

Intanto a Roma piomberanno a breve, ancora una volta, ispettori della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Con la benedizione del Premio Nobel per la Pace, il presidente USA Barack Obama, che ha detto che l'Italia si è impegnata a seguire il piano proposto al Fondo Monetario Internazionale (di tagli e svendite, ndr) e -ha assicurato- lo seguirà. Ad illustrare meglio la situazione ci ha pensato il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, precisando che gli esperti del FMI verificheranno ogni trimestre lo stato d'attuazione delle misure cui è stata vincolata l'Italia. Insomma, un vero e proprio monitoraggio come si addice ad un paese sotto tutela e commissariato. Misure che, consistendo in riduzioni salariali, tagli occupazionali, smantellamento/svendita di ciò che rimane dei settori strategici del nostro paese, avviterà ancor più in una spirale al ribasso il tenore e le condizioni di vita della popolazione e mirerà a impedire durevolmente -o per sempre- la possibilità di un'inversione di tendenza ed un affrancamento dell'Italia dalla sua condizione di servaggio.
Confrontarsi in ogni ambito sociale, politico e culturale della nazione su questi temi, agire di conseguenza, sono urgenze sempre più evidenti. Quali diversi assetti di società, differenti dagli attuali dominanti, sono pensabili senza avere indipendenza e sovranità?
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