Rivistaindipendenza.org

Il forum della rivista
 
IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  RegistratiRegistrati  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  Accedi  

Condividere | 
 

 Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
alekos18

avatar

Numero di messaggi : 984
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?   Ven Ott 28 2011, 01:36

Ragionierie euroatlantiche o sovranità, indipendenza, liberazione?

Se si sta dentro le linee d'indirizzo fondomonetariste dell'asse euroatlantico Bruxelles-Francoforte, se non si rimette in discussione l'Unione Europea e l'euro, se non ci si scrolla dalla condizione di commissariamento cui ci hanno portato decenni di politiche europeiste, qualunque cosiddetto "governo" che s'insedi a Palazzo Chigi non potrà che ridursi a fare conti da ragioniere. In un'ottica esclusiva di tagli, di smantellamenti di diritti, di svuotamento e cessione dei residui pezzi di sovranità nazionali, di abbassamento progressivo ed in prospettiva radicale delle condizioni di vita, di una vita degna di essere vissuta.
E' il destino inevitabile di ogni paese che accetta/subisce la subalternità, la sudditanza, il commissariamento.

I ragionieri dell'antiberlusconismo non faranno cose sostanzialmente diverse dai ragionieri del berlusconismo. Chi verrà dopo farà sempre peggio del predecessore e lo farà -il che è tutto dire- rimpiangere. E così a seguire. Perché è questo che chiede in ultima istanza l'Europa: chiede solo dei ragionieri che ratifichino decisioni prese 'altrove', fuori dai luoghi decisionali di questo paese, decisioni oggettivamente anti-nazionali, contrarie agli interessi reali di larghi strati bassi e medi di società, progressivamente peggiorative.
In aggiunta chiedono un'altra cosa: prontezza e fermezza nella repressione di insorgenze sociali e politiche che si manifestassero minacciando più o meno seriamente questo status di subalternità coloniale.

L'alternanza dei ragionieri politicanti di questi vent'anni ha mostrato che, al dunque, procedono nella stessa direzione, salvo contendersi -anche ferocemente- i privilegi e le rendite di posizione derivanti dall'essere i ragionieri di riferimento delle oligarchie euroatlantiche di Bruxelles, Francoforte, Washington.
A garantire ossequi ed osservanze, in questa fase c'è il presidente della cosiddetta Repubblica italiana, l'atlantista di ferro e di sempre Giorgio Napolitano.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
alekos18

avatar

Numero di messaggi : 984
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?   Dom Ott 30 2011, 22:52

"Grande Crisi" e "Grande Depressione". Vi siete chiesti come mai...

Domande: vi siete chiesti come mai la "Grande Crisi" e la "Grande Depressione", che si vorrebbero mondiali, colpiscono in realtà e in modo particolare tutti quei paesi che sono agganciati al sistema liberista americano? Vi siete chiesti come mai gli Stati Uniti, il paese con il ruolo di dominanza centrale nel mondo capitalistico, da questa crisi stanno -all'ingrosso- uscendo mentre peggiorano in linea inversamente proporzionale le condizioni economiche e sociali nei paesi/aree legati agli Stati Uniti storici da vincoli di subalternità, in primis l'Unione Europea, pur con differenziali interni? Infine, i pochi informati al riguardo si saranno chiesti come mai ci sono altri paesi che sono solo marginalmente toccati dalla "Grande Crisi" e dalla "Grande Depressione"?
Sì, "i pochi informati", perché di quest'ultimo punto in Italia non si parla. Figurarsi discuterne.

Si è superinformati -con aggiornamenti e riproposizioni continui di fatti, accadimenti e/o particolari anche i più morbosi- su annessi e connessi, premesse e conseguenze, ipotesi e ricostruzioni più o meno fantasiose di dinamiche e motivazioni di tragicomiche vicende personali (necessità sessuali di Berlusconi) o tragiche vicende che la grancassa massmediatica impone all'attenzione generale. Ultime in ordine di tempo (tra quelle scelte) le vicende che hanno visto vittime Melania Rea o Sarah Scazzi. Operazioni mediatiche, anche seducenti nelle modalità di 'costruzione', funzionali a 'fare audience' e allo stesso tempo intrattenere le menti, concorrere alla loro saturazione e indurre al distoglimento da 'altro'.
In questo 'altro', per le esistenze e le vite di milioni di persone, ci sta anche l'essere informati (tanto per cominciare) su come, in alcuni paesi, ci si riesca a sottrarre alla "Grande Crisi" e alla "Grande Depressione" e di conseguenza alle grandi macellerie sociali che, nelle nostre lande (e dintorni), vengono fatte passare per inevitabili e necessarie.

Tocchiamo l'ultimo degli interrogativi posti, da cui poi si potrebbe percorrere a ritroso la catena dei perché. I paesi che sono marginalmente toccati dalla "Grande Crisi" e dalla "Grande Depressione" guarda caso hanno adottato misure protezioniste. Perché non si vanno ad analizzare quali politiche abbiano adottato questi paesi per scoraggiare o addirittura fermare la delocalizzazione all'estero delle imprese? Come abbiano frenato fortemente, se non imbrigliato, la "mano libera" che tendono ad avere le grandi imprese ed i grandi gruppi affaristico-speculativi? Come siano riusciti ad invertire la tendenza alla perdita di posti di lavoro e alla crescita della disoccupazione? In che modo riescano a tenere contabilità e bilancio sotto controllo?
Parliamo di paesi in cui si sia compiuta o sia in atto una rivoluzione sociale? No, perlomeno non necessariamente a questo 'livello'. Parliamo di Argentina, Brasile, Cina, ad esempio. Si scoprirebbero aspetti singolari e ci si renderebbe conto che le cose non sono condannate ad andare per forza in un certo modo, come vuol lasciare intendere il martellamento massmediatico 'di casa nostra', cassa di risonanza dei dominanti esteri e dei servili sub/dominanti interni di questa nazione. Semplicemente si registra una forte presenza e ruolo dello Stato che esercita sovranità. Dopo di che ci si può dividere sugli sviluppi dell'esercizio (natura e modalità) di questa sovranità. Strade anche radicalmente divergenti. Non solo in termini di giudizio ma anche sul piano della prassi. Ma questa è un'altra storia, conseguente alla premessa. (Ri)conquistare la sovranità, l'indipendenza, è l'indispensabile premessa.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
kamo

avatar

Numero di messaggi : 271
Data d'iscrizione : 10.05.07

MessaggioTitolo: Re: Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?   Lun Dic 05 2011, 23:58

Considerazioni attualissime visti gli esordi di quest'infame governo Monti...
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
Contenuto sponsorizzato




MessaggioTitolo: Re: Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?   

Tornare in alto Andare in basso
 
Ragionerie euroatlantiche o indipendenza?
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Convenzioni Onlus: Abbiamo bisogno della vostra collaborazione.
» referendum per l'indipendenza del Veneto
» * Ginecologo a Milano

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Rivistaindipendenza.org :: Parliamo di Indi (riflessioni, suggerimenti e quant'altro)-
Andare verso: