Rivistaindipendenza.org

Il forum della rivista
 
IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  RegistratiRegistrati  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  Accedi  

Condividere | 
 

 Manovre, correzioni e nervosismo euroatlantico

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
alekos18

avatar

Numero di messaggi : 1014
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Manovre, correzioni e nervosismo euroatlantico   Sab Set 03 2011, 11:53

Manovre, correzioni continue e nervosismo degli speculatori politico/finanziari euroatlantici

Le continue riscritture attenuatrici di queste settimane dell'ennesima manovra finanziaria targata Eur/USA, in dirittura di varo, sta irritando la speculazione internazionale, i potentati politico-economici esteri e quanti, in Italia, contestano l'esecutivo Berlusconi (servilmente euroatlantico) in nome di un analogo ma più accentuato servilismo. Questa seconda (nell'arco di poco più di un mese) e comunque pesante manovra è frutto dichiarato ed esplicito –in passato si era meno sfacciati sul piano delle apparenze e della comunicazione– del commissariamento politico/finanziario dell'asse euroamericano Bruxelles-Francoforte-Washington (Commissione Europea – Banca Centrale Europea – Fondo Monetario Internazionale, ovvero il dicastero del Tesoro mondiale degli Stati Uniti).

A poche ore dall'approdo in parlamento della manovra, il governo salva le tre feste laiche (in realtà sacrosantamente politiche) che non saranno rinviate alla domenica, salva i mini-enti di ricerca e cultura da sopprimere se con meno di 70 dipendenti, non rinvia le tredicesime ma taglia del 30% gli stipendi dei dirigenti responsabili, esclude misure di condono).
Si vedrà quel che effettivamente uscirà. Intanto, già solo per questo, la risposta euroatlantica non si è fatta attendere.
Nel nuovo crollo delle Borse europee (bruciati 186 miliardi) ad essere maggiormente colpita è stata quella di Milano, con effetti anche sul fronte degli "eurobond" e ritorno ai livelli pre intervento BCE, intervento –lo ricordiamo– fatto passare come «aiuti», ma che ha riguardato l'acquisto di titoli, anziché sul mercato primario, su quello secondario. Cioè a dire su titoli già in circolazione, incentivando la speculazione e con funzioni da forzatura ulteriore (alla scadenza di questi titoli) per le prossime strette neoliberiste.

Non poteva mancare la voce dell'attuale inquilino del Quirinale, Giorgio Napolitano, già fermo fautore dei "bombardamenti umanitari" in Libia a fronte dei tentennamenti e delle incertezze iniziali (per ragioni di opportunismo interno e di interessi imprenditoriali 'italiani' nella Libia di Gheddafi) di Berlusconi e della Lega (ma non di Frattini, La Russa, ecc.). Quando la finanza euroamericana chiama, Napolitano rilancia. Eccolo così, oggi, in collegamento in videoconferenza al Workshop Ambrosetti di Cernobbio, stigmatizzare «ogni inclinazione nociva» nel processo per l'approvazione della manovra, anche per evitare l'insorgere di «antiche diffidenze».
Assunto il dogma del cosiddetto "debito pubblico" (in realtà debito estero usuraio con finalità politiche, inscritto in una dinamica strutturale di una sua inestinguibilità permanente) –corrispettivo imperialista finanziario delle bombe all'uranio impoverito e al fosforo bianco sulla Libia–, Napolitano precisa che «facciamo e faremo quel che dobbiamo fare (...) non in particolare obbedienza a imposizioni dall'esterno» (lapsus freudiano del nostro?), ma «per il nostro interesse» (quale non si sa e non importa saperlo).
Quindi, dopo aver rivendicato «scelte coraggiose come la rinuncia all'autorità monetaria» e l'ingresso nell'euro, arriva l'auspicio finale che è l'obiettivo euroamericano di tappa, fondamentale, in vista del quale viene costruita e fatta esplodere la cosiddetta "crisi greca", e cioè che sia varato presto «entro il semestre di presidenza polacca europea il pacchetto di governance economica». E questo «senza incertezze e riserve tali da produrre instabilità». Ecco qui: l'obiettivo è arrivare ad una «governance» unica, euroamericana, dell'economia (e delle finanze).

Insomma, alla vigilia dello sciopero generale del 6 settembre, ce n'è (ancora e abbastanza) per rendersi conto della sostanza e della portata da imprimere alle lotte politiche sociali (anche) in questo paese. La barbarie da contrastare si chiama "commissariamento euroatlantico": delle finanze e dell'economia e anche, a queste intrecciata, della politica estera italiana, con gli ultimi, ma non ultimi, "bombardamenti umanitari" (e relative occupazioni), in questa fase in Libia.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
iskra

avatar

Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 22.08.09

MessaggioTitolo: Re: Manovre, correzioni e nervosismo euroatlantico   Dom Set 04 2011, 13:39

Da tempo, su Napolitano, non ho più parole. Non mi sta stupendo vista la sua vicinanza ai poteri atlantici già quando da "migliorista" stava nel PCI.
Non vorrei incorrere nel reato di vilipendio dicendo ciò che penso del suo operato. Certo è che non mi rappresenta nel modo più assoluto. E secondo me non sono pochi in Italia a pensarla come me.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
 
Manovre, correzioni e nervosismo euroatlantico
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Aiutatemi!!! emergenza gambe...
» Aspettando il giorno delle Beta...
» 2ndo goirno post IUI
» Attività fisica quotidiana
» Inizio la preparazione con tanta ansia..aggiornamenti..

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Rivistaindipendenza.org :: Politica italiana-
Andare verso: