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 Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?

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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Feb 03 2012, 01:19

Citigroup: il debito pubblico è il migliore amico di Monti.

In un rapporto commentato ieri da "Il Foglio", gli analisti della banca USA Baragiola e Fordham ritengono che Monti, superato aprile, possa durare fino alla fine della legislatura, addirittura accelerando su quelle riforme che "finora sono sembrate un po' troppo timide". Della serie: il bello deve ancora arrivare.

Due elementi richiamano gli analisti della banca USA.
Primo: il decisivo sostegno di Berlusconi. A parte la calma nel fronte giudiziario, con il Cavaliere che vede il processo Mills avviarsi verso la prescrizione, Monti "si è coperto da questo rischio congelando fino ad aprile l'asta per le frequenze televisive, cosa che sta molto a cuore a Mediaset. Il Cavaliere dovrebbe quindi scegliere se rientrare nell'agone elettorale (col rischio di perdere senza la Lega e provocando un'impennata degli spread) oppure continuare a fare il supporter di Monti negoziando sulle frequenze".

Secondo: il debito pubblico. "Ci sono 150 miliardi di bond da piazzare da qui ad aprile, se le aste andassero deserte non rimarrebbe altro che l'ipotesi Fondo Monetario Internazionale, con conseguente scenario greco".
Da qui al 2013, sempre secondo Citigroup, i miliardi di titoli da piazzare sono 370. Una spada di Damocle che la politica di emissioni del Tesoro addirittura sta rafforzando, prelidigendo il collocamento di titoli a scadenza inferiori all'anno che saranno anche meno costosi ma lasciano l'Italia sempre più alla mercé degli umori dei "mercati".
È questo il risultato dell'euro e della cessione della sovranità monetaria e finanziaria.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Feb 04 2012, 21:23

Italia commissariata da Bruxelles anche sul lavoro? Il presidente della Commissione UE, Barroso, ha proposto l'invio anche in Italia di esperti da affiancare a governi e parti sociali su come “creare occupazione”. È già dai tempi della famosa lettera Draghi-Trichet (5 agosto 2011) che l’UE preme su ulteriori riforme peggiorative sul lavoro, contrattazione aziendale e decentrata a scapito di quella nazionale e cancellazione dell’art. 18 su tutti.

Il ministro Fornero ha minimizzato: “si tratta solo di collaborazione”. Del resto, ieri non ha mancato di ribadire il verbo europeo ai pur servili sindacali confederali: “l'Unione Europea, i mercati, noi e voi sappiamo che questa è l'occasione per fare una cosa buona per il mercato” ed il tema occupazione deve essere affrontato “nel più rigoroso rispetto dei vincoli europei”. Della serie: non contano le aspirazioni ad un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito, prioritario è obbedire ai voleri di “mercati” ed UE.

E se non si fosse capito la Fornero ha puntualizzato: quello sul mercato del lavoro “è un dialogo, ma il governo sa cosa fare e farà di tutto per prendere il treno. Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il governo cercherà comunque di farlo”. Della serie: se siete d’accordo bene, altrimenti va bene lo stesso. Ecco un significativo esempio di “democrazia partecipativa” nei tempi del “governo tecnico” e del commissariamento UE.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Feb 06 2012, 16:17

“Il golpe dello spread”: purtroppo tocca sentire da destra, per quanto strumentalmente a fini di consenso (laddove al governo, al di là di strepiti folcloristici, è puntuale l’osservanza ai diktat USA-UE), cosa stia dietro le oscillazioni del differenziale –“spread”– tra bund tedesco e titoli italiani, la cui attuale caduta “non è merito di Monti e dei suoi sgherri, ma della Banca Centrale Europea, che per tutto il mese di gennaio ha iniettato liquidità acquistando titoli di Stato, soprattutto italiani e spagnoli”. Così il senatore della Lega Massimo Garavaglia rileva a La Padania il ruolo decisivo della BCE, che acquista titoli di Stato prima dell’apertura delle contrattazioni per dare una “spinta” ai mercati. “In generale, a partire dall’agosto scorso ad oggi, puntualmente ad ogni acquisto massiccio di titoli il differenziale dei principali Paesi in difficoltà si ridimensiona”. Altrimenti lo spread automaticamente si impenna. Come il 9 novembre scorso, picco dello spread e contemporaneamente data della nomina di Monti a senatore a vita. Il vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato svela pure che il 10 novembre, “chiusa” la legge di Stabilità in osservanza appunto a diktat UE, si trova a colloquio con gli ispettori della Commissione Europea e della BCE. Che gli chiedono, a governo Berlusconi ancora in carica (si dimetterà il 13 novembre), se sosterrà l’esecutivo Monti: sapevano già che sarebbe stato eletto presidente del Consiglio! Parole testuali degli ispettori: “lei lo sa che, se noi non compriamo debito, nel giro di due mesi l’Italia è in default?”. Il commento del quotidiano: “parole da Golpe”. Il nostro Paese sotto ricatto finanziario del complesso euroamericano di agenzie di rating e banche d’affari USA, FMI, Commissione UE e BCE, con potere (geo)politico a Washington: ecco l'esito dell’euro e della perdita di sovranità monetaria e finanziaria.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Feb 06 2012, 16:17

Italiani, tornate ad emigrare!
Monti a Repubblica.it: giovani, "non pensate necessariamente a un futuro in Italia"! Non è "monotono" stare "nello stesso posto per tutta la vita"? Allora più movimento: "Suggerirei di fare tranquillamente (bonta sua, ndr) la scuola in Italia, di cercare degli stage durante l'Università all'estero (...) e poi un periodo di specializzazione anche quello magari all'estero". Sentite che perle del Nostro: "comporre un percorso a segmenti che siano multipli"! Bisogna (anche qui) "compararsi" agli USA, dove "credo che un americano non pensi necessariamente al proprio futuro in America".

Berlusconi almeno ci fece sperare (sett 2011) con il suo "vado via da questo Paese (...)" (promessa non mantenuta), il consulente della banca USA Goldman Sachs non ci lascia neppure la speranza e ci esorta a lasciare l’Italia.
Con delicatezza, perché il 'governo tecnico' ha un’anima, tant’è vero che con la manovra di dicembre è stata introdotta "un'imposta su molte componenti del patrimonio (…) che non abbiamo chiamato patrimoniale per non urtare sensibilità". Com’è umano Lei! L’importante è che ci si levi dalle scatole.

L’Italia, in svendita, è terra di conquista. All'emigrazione montiana contrapponiamo e andiamo a costruire lotte per l'indipendenza nazionale e la giustizia sociale. Abbiamo una Patria da liberare!
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mar Feb 07 2012, 14:51

Apologia dello sradicamento.
Dopo gli “inviti” di Monti a spezzare la "monotonia" emigrando, rincara la dose il ministro Cancellieri: "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà. Il mondo moderno tende sempre più alla flessibilità, bisogna confrontarsi con il mondo che è cambiato".

Ennesima dimostrazione di arroganza dei ‘tecnici’? O forse ignoranza, dato che, purtroppo, nell'Unione Europea l'Italia è ormai il secondo Paese, dopo la Romania, per cittadini emigranti?

Alla collega dell'Interno ha fatto eco il ministro del Welfare, Elsa Fornero: "Non si può promettere un posto fisso, chi oggi lo promette, promette facili illusioni". E sulle riforme del lavoro: "non ci sono ricette miracolistiche e noi siamo stati chiamati a fare provvedimenti impopolari". Chiamati da chi? Sicuramente non dal popolo italiano!
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Feb 08 2012, 22:01

Posto fisso "monotono" e addirittura nocivo per l'economia. Dagli Stati Uniti arriva un editoriale del Wall Street Journal in cui si legge: "La più grande minaccia alla crescita economica dell'Italia non è il debito pubblico ma l'articolo 18 (…) relitto degli anni '70". E sempre all'art. 18 addirittura viene imputata la disoccupazione!

Una norma che adesso si prescrive che venga abolita, con l'analista Melchiorre che appoggia il presidente del Consiglio e il ministro Fornero che "stanno preparando il terreno per la grande battaglia di questo mese (…) la riforma dell'articolo 18 e di altre norme sul lavoro". Fa eco il segretario generale dell'OCSE, Miguel Angel Gurria, secondo cui Monti è "l'uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto".

Solo poche ore fa, del resto, il governo coloniale euroamericano di Monti ha di nuovo ricevuto plauso e sostegno di Washington. L’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, ha definito l’Italia l’alleato più affidabile degli Stati Uniti “grazie all’era delle riforme che sta aprendo Mario Monti”.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Feb 08 2012, 22:15

alekos18 ha scritto:
Posto fisso "monotono" e addirittura nocivo per l'economia. Dagli Stati Uniti arriva un editoriale del Wall Street Journal in cui si legge: "La più grande minaccia alla crescita economica dell'Italia non è il debito pubblico ma l'articolo 18 (…) relitto degli anni '70". E sempre all'art. 18 addirittura viene imputata la disoccupazione!

Una norma che adesso si prescrive che venga abolita, con l'analista Melchiorre che appoggia il presidente del Consiglio e il ministro Fornero che "stanno preparando il terreno per la grande battaglia di questo mese (…) la riforma dell'articolo 18 e di altre norme sul lavoro". Fa eco il segretario generale dell'OCSE, Miguel Angel Gurria, secondo cui Monti è "l'uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto".

Solo poche ore fa, del resto, il governo coloniale euroamericano di Monti ha di nuovo ricevuto plauso e sostegno di Washington. L’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, ha definito l’Italia l’alleato più affidabile degli Stati Uniti “grazie all’era delle riforme che sta aprendo Mario Monti”.
Alekos e voi tutti, leggete allora quest'altra chicchetta che ho trovato e ho preparato per la diffusione sui nostri mezzi di comunicazione:

Fondi USA sui titoli di Stato italiani. Lo riporta La Stampa di ieri. «Da gennaio, l’umore del mercato sui titoli di Stato italiani è decisamente cambiato». Significativi gli investimenti degli hedge funds USA, che nei mesi passati avevano speculato su un fallimento dell’Italia. Per Piero Verzetti, di Banca Akros, «lo spread alto è stata un’ottima occasione d’acquisto». Se per Draghi l'impennata dei rendimenti è stata un'opportunità per ulteriori mannaie sociali, per i banchieri USA è una ghiotta opportunità di profitto: la scorsa settimana, per i titoli a dieci anni, rendimenti attorno al 6%. In calo rispetto al 7,5% di dicembre, sempre però più elevati di quelli degli scorsi anni. E comunque insostenibili per un'economia in recessione, come un cappio al collo che il boia finanzario USA, bontà sua, ci allenta un tantino, riservandosi di ristringerlo qualora non dovessimo più riscuotere la sua "fiducia". A quando la rottura del cappio? Attraverso il ripristino di forme di protezionismo valutario che ci sottraggano all'"umore"/ricatti della finanza estera a dominanza USA?
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Feb 08 2012, 22:25

E quest'altra?

Governo coloniale Monti, lacrimogeni e sangue all'Italia, "super regali" (anche) alla finanza USA. Altro che riduzione del debito pubblico! Quando si tratta della grande finanza estera, il Tesoro spende e spande!

L'Espresso: "Super regalo a Morgan Stanley". Orazio Carabini fa sapere che il Tesoro ha "estinto", su richiesta della banca USA Morgan Stanley (la cui sezione italiana è diretta dall'ex direttore generale e ministro del Tesoro Domenico Siniscalco), una posizione in derivati con la banca stessa. Cifra sborsata: due miliardi e 567 milioni di euro. Rileva il giornalista: "L'episodio riapre la questione della trasparenza delle operazioni in derivati che sono gestite dal Tesoro nella più totale opacità. Nessuno sa a quanto ammontano (...)".

È prevedibile comunque che saranno profitti per la grande finanza e perdite accollate ai cittadini di questo Paese, considerate anche le operazioni sottoscritte da Regioni e Comuni. E' necessario interrogarsi e scoprire da cosa origini il debito pubblico italiano, quale sia la sua composizione, e quindi trarre ovvie e debite indicazioni di lotta!
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Feb 13 2012, 22:23

Liberalizzazioni, Bruxelles avverte il Parlamento italiano:"niente retromarce". Così un documento riservato della Commissione Ue visionato da "La Repubblica". Si tratta di un esame puntiglioso dei due decreti, valutati positivamente da Bruxelles pur con alcuni limiti. Ad esempio contro categorie come benzinai, farmacisti e notai la riforma "poteva essere più ambiziosa" e occorrerà procedere ad ulteriori aperture al mercato "al più presto".

Bisogna inoltre intervenire su mercato del lavoro, fisco, innovazione e giustizia civile.
Monti ovviamente obbedisce, e già da Washington ha affermato che le liberalizzazioni dovranno essere approvate nel giro di due settimane dalle Camere "con modifiche minimali".

Anche la cosiddetta "democrazia parlamentare" è un lusso in tempi di dominio euroatlantico sempre più pervasivo!
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Feb 13 2012, 22:24

La Banca d’Inghilterra annuncia la stampa di 50 miliardi di sterline (70 miliardi di euro) per comprare titoli di Stato della Gran Bretagna.

A prescindere da altre considerazioni, osservando la tragedia greca ed il dramma italiano, viene spontaneo chiedersi: perché questi Paesi non possono disporre di una Banca Centrale come a Londra? Perché i cittadini greci, italiani e sotto a chi tocca, bastonati economicamente e socialmente dall’euro, vanno dissanguati con aumenti di tasse e tagli alla spesa? Al solo scopo di autoinfliggersi una recessione che persino il Fondo Monetario Internazionale prevede con preoccupazione?

Quale riduzione del rapporto debito / PIL sarà mai possibile in uno scenario di desertificazione economica? È a questo che ci prepara Monti quando afferma che "cambieremo il modo di vivere degli italiani", già stravolto da decenni di riforme neoliberiste di destracentrosinistra?
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Feb 13 2012, 22:27

Napolitano: sull'art 18 "niente proteste". Diritto di sciopero vietato contro le riforme del mercato del lavoro effettuate (la Repubblica docet) per compiacere i mercati finanziari.

Da Helsinki il presidente Napolitano, "Re Giorgio" per il "New York Times" di dicembre, dopo aver espresso preoccupazione per le proteste in Grecia (e per la miseria in cui sono stati portati i greci?), auspica che i colloqui tra sindacati e governo si concludano con un accordo e che quindi possano "non esserci contro queste misure una protesta, seppur ordinata e legittima".

Napolitano afferma inoltre di non aver "motivo di ritenere che i partiti politici stiano per rovesciare il tavolo per mettere in crisi il governo" anche perché, ammonisce, "non sarebbe nell'interesse del Paese e non sarebbe nemmeno interesse delle forze politiche".
Chissà a quale Paese si riferisce Napolitano...
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Mar 07 2012, 17:25

Salta l'assunzione di 10mila insegnanti precari della scuola. Motivo? La copertura finanziaria non è garantita. Si tratta di 350 milioni di euro l'anno, secondo la relazione tecnica del governo Monti. L'Europa impone tagli e i "nostri" referenti coloniali si adeguano.

Stranamente i fondi ci sono per l'acquisto di 90 cacciabombardieri d’attacco Joint Strike Fighter F-35. Un programma che ad oggi è già costato all'Italia 2,7 miliardi con almeno altri 10 per l'acquisto degli aerei, il cui prezzo unitario, però, ha già fatto sapere l'azienda produttrice USA Lockheed Martin, salirà. Con in più gli ulteriori costi di mantenimento dei velivoli e annessa lievitazione di costi, sprechi e "budegt".

Cacciabombardieri d'attacco! Questo è quanto dovuto all'alleato/padrone USA, alle sue guerre d'interesse imperiale e anche alle sue grandi imprese. E si potrebbe continuare. Ad es., con la TAV...
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Dom Mar 18 2012, 01:08

Sulla precarietà del lavoro, Bruxelles comanda, Roma obbedisce. Barroso: la flessibilità del lavoro in entrata ed uscita è «fondamentale» e da approvare presto. Monti: riforme predisposte secondo «criteri e riferimenti formulati dalla Commissione Europea». L’odierna conferenza congiunta Monti-Barroso a Milano conferma come il governo coloniale italiota sia sempre ligio ad obbedire ai diktat euroamerikani. «Il governo italiano attribuisce straordinaria importanza alle sinergie e alle cooperazioni tra UE e Italia. Tutto ciò rientra nella tradizione storica italiana, ma questo governo ha intensificato il riferimento con l'Europa soprattutto negli atti di politica economica». Le misure di austerità e la conseguente recessione hanno quindi un principale responsabile: l’Europa e le sue direttive confacenti alle strategie di dominio globale del capitalismo USA.

Si pensi agli effetti dei parametri europei sull’indebitamento e della liberalizzazione dei movimenti di capitale. Ieri l'agenzia Bloomberg ha precisato che il pagamento nei mesi scorsi di 3,4 miliardi di dollari dell'Italia alla banca d’affari USA Morgan Stanley era finalizzato ad uscire da una “scommessa” sui tassi d'interesse. La cifra equivale a circa la metà dell'ammontare che il governo conta di incassare quest'anno dall'aumento dell'IVA. Sarebbe diventato meno costoso cancellare piuttosto che rinnovare dei contratti derivati –“swap sui tassi d’interesse” e “swaptions”, “opzioni per entrare in uno swap”– stipulati «a metà degli anni Novanta» (contratti da chissà quale governo…forse per entrare nell’euro?...) per ridurre il costo dell’indebitamento. Dal 2008 però, i tassi degli “swap” iniziano a crollare e la volatilità delle opzioni aumenta. Secondo le stime di Bloomberg, l’Italia si ritrova così a dover pagare alle banche per i contratti derivati, agli attuali valori di mercato, più di 31 miliardi di dollari.

Questi contratti sarebbero stati utilizzati per abbassare i costi dell’indebitamento (mettendosi in linea con i parametri europei), coprendosi dalle oscillazioni dei tassi d'interesse e dei mercati valutari. Si rifletti però sulla marginalità di tali problematiche nella pur sempre Italia a sovranità limitata degli anni Settanta pre Maastricht e Sistema Monetario Europeo, dove misure di controllo dei movimenti di capitale e finanziamento monetario, smantellate di fatto “in nome dell’Europa”, consentivano di tenere a freno i tassi d’interesse sul debito. Avendo abdicato (anche) la nostra sovranità monetaria e valutaria, ecco dover sottostare ai “capricci” dei “mercati finanziari” e ricorrere ai costosi servizi delle banche d’affari USA. Morgan Stanley ha registrato nel quarto trimestre profitti per 600 milioni proprio grazie alla risoluzione dei contratti con l'Italia. Verso i cinque principali operatori USA su derivati – Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan Chase– aggiunge ancora Bloomberg, l’Italia è esposta negativamente per 19,5 miliardi di dollari. Cifra che, sommata agli importi relativi alle banche europee, fanno salire l'ammontare complessivo appunto a 31 miliardi di dollari! Derivati da pagare, parametri europei da rispettare, riforme da varare: spirale del debito ed impoverimento non possono far altro che aumentare. Logiche conseguenze, sì, eppure la situazione potrebbe sfuggire di mano ai ragionieri coloniali al governo che, su commissione esterna, stanno devastando il Paese.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Mar 21 2012, 20:09

L'Unione Europea (UE) plaude alla riforma del lavoro varata dal governo commissariale di Monti. «Corrisponde al nostro obiettivo di un mercato più dinamico e la sua direzione è degna di sostegno», ha detto oggi il commissario UE all'Occupazione, Lazlo Andor. Detta riforma renderà più facili i licenziamenti. E, come da valutazione del dipartimento della Funzione pubblica, le nuove norme sui licenziamenti senza giusta causa e senza giustificato motivo saranno applicate anche ai lavoratori pubblici, poiché anche a loro si applica lo Statuto dei Lavoratori. Oggi il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, aprendo il direttivo e proponendo il pacchetto di 16 ore di sciopero contro la riforma del mercato del lavoro e in particolare per la difesa dell'articolo 18, ha prefigurato «un biennio di espulsioni di massa» dal mondo del lavoro. Stile Grecia, insomma. Uno scenario cui pesanti sono le responsabilità anche recenti del sindacato. Si pensi –ultimo, ma non ultimo– alla firma dell'accordo del 28 giugno scorso.

Niente di sorprendente, ma tutto in linea con la lettera di commissariamento al governo italiano dell'asse UE-BCE-FMI (agosto scorso) ed il sostegno alla nascita del governo euroatlantico di Mario Monti. Che, intervento dopo intervento, tassello dopo tassello, con il consenso parlamentare di centrosinistra, centrodestra e terzo polo, e l'avallo del super euroatlantico presidente della Repubblica, Napolitano, ha impresso un'accelerazione senza precedenti ad una riscrittura devastante e al ribasso della sovranità e degli assetti della società italiana, tale da far impallidire, in pochi mesi, vent'anni di berlusconismo (e di antiberlusconismo).

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Mar 24 2012, 01:41

"Una riforma lungamente attesa dal Paese, fortemente auspicata dall'Europa, discussa con le Parti Sociali". Così la nota di Palazzo Chigi diramata oggi sull'approvazione del ddl di riforma del mercato del lavoro.

Una sintesi che la dice lunga.

La prima parte rivela l'ipocrisia dei commissari contoterzisti del governo coloniale di questo paese che, con sprezzo del ridicolo, rovesciano la realtà che vede larghi strati della società italiana assolutamente contrari allo smantellamento progressivo dei diritti sociali e alle logiche dei licenziamenti facili.
La seconda parte ci ricorda che smantellamento dei diritti, impoverimento sociale e ulteriore perdita della sovranità nazionale stanno avvenendo "in nome dell'Europa".
La terza parte è la foglia di fico procedural-democraticista del dominio euroatlantico nel nostro paese.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Mar 28 2012, 20:48

Ci mancavano gli “esodati" (stime parlano di 350mila lavoratori), ultimo prodotto delle riforme dell'asse UE-BCE-FMI imposte ed applicate dal governo di riferimento a guida Mario Monti. Si tratta di lavoratori incentivati a licenziarsi con la prospettiva di poter arrivare alla pensione in un numero certo di anni, in cambio dell'accettazione di una quota di reddito sufficiente ad accompagnarli alla condizione pensionistica.

Ora, con la macelleria sociale del governo Monti, specificamente con le nuove regole fondomonetariste che hanno portato al fattivo smantellamento del sistema previdenziale pubblico, per ragioni "tecniche" (passaggio dalle vecchie alle nuove regole) la loro prospettiva è quella di un periodo di vita senza reddito e senza pensione. Non ci sono risorse di copertura.

Emblematici parole ed atteggiamento della ministro Fornero. Intervistata da Milena Gabanelli (trasmissione Report) ha liquidato il futuro di quelle persone (“siamo stati chiamati a fare un lavoro sgradevole, non a distribuire caramelle”); poi, per opportunità comunicative, ha farfugliato di possibile riassunzione di quei lavoratori (che nessuna azienda farà mai) e forse di un sussidio di disoccupazione, che coprirerebbe comunque un periodo molto breve (12-18 mesi a seconda dell'età) e non per tutti.
Good morning, Europe!
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Apr 04 2012, 03:52

Per il Financial Times sono in arrivo in Italia nuove misure di "austerity", cioè restrittive e socialmente depressive. Per far fronte alla crisi, riferisce il giornale finanziario britannico, servirà un'altra manovra correttiva, l'ennesima. Ovviamente da correggere poi con un'altra. Viene citato un rapporto confidenziale della Commissione Europea, dal titolo 'La situazione di Bilancio in Italia', circolato all'ultimo vertice a Copenhagen. Nonostante il dossier riconosca che Roma, da maggio 2010, ha varato misure "davvero notevoli" per consolidare il bilancio (oltre 100 miliardi di euro, per il 7% del Pil), tutto questo sarebbe reso di fatto inutile "da prospettive deprimenti per quanto riguarda la crescita e da tassi d'interesse relativamente alti". Quindi, riporta il Finanzial Times, "il governo dovrebbe essere pronto a evitare ogni ritardo nell'esecuzione delle misure e intraprendere ulteriori azioni se necessario".

Dormono sonni tranquilli le banche. I prossimi taglieggiamenti euroatlantici non li riguardano. E' arrivato l'ennesimo favore del governo Monti: le banche e le loro fondazioni non pagheranno l'IMU sui loro immobili perché sono "associazioni benefiche". La pagheranno invece, tra gli altri, gli anziani ricoverati in case di riposo pubbliche o private: agli immobili di loro proprietà verrà applicata l'aliquota prevista per le seconde case, con un salasso Imu senza precedenti e con pesanti ripercussioni sui bilanci di molte famiglie che già pagano rette elevate.

Il governo euroatlantico di Monti sta completando a tappe forzate la svendita di una nazione, sta mettendo in ginocchio il paese, sta violentando le vite di milioni di persone. Senza incontrare sostanzialmente resistenza. Con il sostegno del PDL, del PD senza L, dei centristi. Vent'anni di berlusconismo e di antiberlusconismo hanno prodotto questo. Ed ora, in questa fase, ad applicare le prescrizioni europee dell'asse UE-BCE-FMI ci pensa il governo Monti, tra l'altro -ma non solo- rastrellando soldi per indirizzarli non a beneficio della nazione, fuori dalla nostra patria. La riconquista della sovranità nazionale è strategicamente, in questa fase anche macroscopicamente, la madre di tutte le battaglie.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Apr 21 2012, 11:35

Il giornalista de "il Fatto Quotidiano" scopre adesso un video di diversi mesi in cui rileva che "l’impianto ideologico di Monti ha un perno: la crisi come potente motore delle riforme. Anzi più dura è la crisi, più vasta è l’emergenza più consistente sarà la cessione di sovranità degli stati europei. Concetto espresso in termini sostanzialmente analoghi da Mario Draghi. Ma quali riforme? E soprattutto cessione di sovranità a chi e per cosa?".

In sintesi sono queste le osservazioni del giornalista. Il video è da sentire e risentire. Non è superfluo rilevare, da parte nostra, il 'fascismo moderno' che prende forma dal tipo di formazione sociale euroatlantica di cui Monti è solo una delle figure tecniche di riferimento operativo.

Si risponde e se ne esce solo coniugando e riempiendo di contenuti concetti come Patria e Socialismo, sovranità e liberazione, indipendenza e giustizia/uguaglianza sociale. Insomma, un 'antifascismo moderno', serio e indispensabile.
Altrimenti ci faranno a pezzi; lo stanno già facendo, progressivamente...

http://www.marx21.it/italia/quadro-politico/1523-monti-parole-che-fanno-paura.html
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Apr 25 2012, 02:28

«Tokyo», sostiene l'economista Jean Paul Fitoussi, «si è visto abbassare il rating sotto il livello del Botswana, ma l'effetto sugli interessi dei suoi titoli di Stato è stato nullo. Questo perché la speculazione non attacca un paese che ha una banca centrale che può acquistare i titoli di Stato».
E ancora: «le Borse europee ballano perché l'Europa ha accettato, non esplicitamente, di mettersi sotto il controllo dei mercati finanziari e ha aperto spazio alla speculazione».

Insomma, rivendicare la giustizia sociale, la liberazione delle classi dominate, una prospettiva di società socialista, senza rivendicare il passaggio preliminare, fondamentale, decisivo, della sovranità e dell'indipendenza nazionale, della liberazione della patria, è pura declamazione, solo illusorietà.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-04-24/fitoussi-borse-ballano-perche-145750.shtml?uuid=AbZpszSF
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Mag 16 2012, 02:00

A "Porta a porta" l'europeista globalista Bersani sta tuonando contro le agenzie di rating e la speculazione finanziaria, finendo ogni volta –schizofrenicamente– con l'invocare più Europa per uscirne.

Sono proprio la liberalizzazione dei movimenti di capitali, la rimozione di ogni misura di protezionismo finanziario, la cancellazione della sovranità monetaria e politica, ad aver spianato la strada all'affarismo finanziario globalista e alla pervasività a tutto campo della colonizzazione euroatlantica. Centro, centrodestra e centrosinistra hanno condiviso decenni di sempre più accentuata politica europeista.

Ciò che stupisce è altro: perché a sinistra la questione della sovranità stenta così tanto a farsi strada? Perché non è un punto all'ordine del giorno? Perché non si discute di come articolare politicamente lotte per la sovranità nazionale e il socialismo? La Grecia –ultima ma non ultima– continua a non insegnare alcunché?
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Mag 19 2012, 02:11

La prospettiva che la Grecia receda dai Trattati europei ed esca dall'euro, riprendendosi la sovranità, è una prospettiva molto concreta. Con un'opportunità enorme: che oltre alla sovranità si colga l'occasione per regolare i conti con le oligarchie politico/imprenditoriali/finanziarie autoctone. Insomma, riprendersi la sovranità per –al contempo– riscrivere rapporti sociali e di produzione. Questa possibilità dipenderà dall'esistenza o meno, dalle relative capacità o meno, di azione politica di chi saprà incamminarsi lungo direttrici sovraniste socialiste rivoluzionarie. L'assenza di questo binomio (Patria e Socialismo) potrebbe altrimenti riproporre oligarchie di potere di classi oligarchiche dominanti autoctone. Una possibilità che si pone per qualsiasi paese che, prostrato dall'euroatlantismo, rescindesse i Trattati europei e tornasse, tanto per cominciare, alla moneta 'nazionale'.

E' quindi necessario lavorare in quell'ottica e per quella prospettiva politica. Comunque l'uscita della Grecia non sarà certamente indolore. Soprattutto non la renderanno tale. Uscire dal meccanismo predatorio/debitorio dell'euro non sarà consentito in modo indolore. Altrimenti, tanto più con una sua ripresa, sarebbe un esempio ed un incentivo per altri paesi ad uscire.
Intanto l'azienda britannica De La Rue, che stampa banconote per oltre 150 Paesi al mondo, per non farsi cogliere impreparata ("gli affari sono affari"), ha dato il via allo studio di eventuali piani per stampare di nuovo la dracma.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Lug 27 2012, 11:41

Draghi parla. La Borsa vola. Lo spread scende.
Cosa ha mai detto Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (BCE)? Un qualcosa di strategico in vista dei fini ultimi di chi questa crisi speculativa ha indirizzato su diversi paesi e sta attaccando la Germania (il bersaglio 'grosso' in Europa) per portare a più miti consigli chi traccheggia nell'accettare la cessione dei residui poteri di sovranità sulle politiche di bilancio e quindi sulla centralizzazione delle politiche economiche che ancorerebbe saldamente tutto il continente europeo al locomotore USA.

Quindi, cosa ha mai detto Draghi? Intervenendo alla Global Investment Conference, a Londra, alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, questo alto funzionario euroatlantico ha dichiarato la necessità di «uscire dalla frammentazione finanziaria», che l'Euro «è irreversibile e lo renderemo irreversibile», che «l'Eurozona è più forte di quanto si pensi». Quindi la stoccata finale: la BCE è «pronta a fare qualsiasi cosa serva a preservare l'euro. E credetemi», ha aggiunto, «sarà abbastanza». Si va dal riacquisto dei titoli di Stato dei Paesi nel mirino delle vendite all'evocazione, senza dirlo con precisione, di misure meno ortodosse. La BCE preannuncia, insomma, un ruolo ancor più protagonista e di vettore nelle politiche monetarie ed economiche, una funzione ancor più dirigente ed esclusiva. Il riferimento a Paesi come Italia e Spagna che hanno fatto «progressi notevoli negli ultimi sei mesi [leggasi: provvedimenti di macelleria sociale, ndr]» su risanamento dei conti pubblici e riforme, non creerà reazioni anti-euroatlantiche perché «bisogna continuare in questa direzione». E si continuerà perché in caso contrario (anche solo per ritardi o tentennamenti) –questa la minaccia implicita nelle parole di Draghi– la speculazione tornerà ad imperversare ed ulteriori misure di macelleria sociale si renderanno (come del resto inevitabilmente accadrà perché resistenze sussisteranno) necessarie.

Quali le posizioni su cui attestarsi per chi non intenda piegarsi alla «logica dei mercati», cioè, innanzitutto, alle principali banche d'affari, quasi tutte statunitensi, che stanno fungendo da ariete della geopolitica imperiale nordamericana? Dire che la speculazione non attacca tutti i paesi ma, come sta accadendo, solo quelli che non hanno una moneta sovrana ed una banca centrale che può acquistare i titoli di Stato. Dire che l'Unione Europea, i Trattati che sono seguiti, la liberalizzazione dei movimenti di capitali, la rimozione di ogni misura di protezionismo finanziario, la cancellazione della sovranità monetaria e politica, sono i principali (e non esclusivi) fattori che hanno spianato la strada all'affarismo finanziario globalista e alla pervasività a tutto campo della colonizzazione politica euroatlantica. Dire che è necessario, indispensabile, regolarsi di conseguenza sul piano dell'intervento politico in qualsivoglia forma e che è il rovesciamento di detti assunti la via maestra da seguire. In sintesi: organizzarsi, intervenire e lavorare per riprendersi la sovranità.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Ago 10 2012, 12:14

L'Italia precipita sempre più in una spirale di tipo greco. Anche da noi, ormai, si parla di passare ad una (s)vendita in grande stile del patrimonio pubblico e degli "asset" strategici molto più di quanto si sia fatto sinora. Peraltro è da rilevare, ammessa e non concessa questa ricetta predatoria dell'ideologia euroatlantica dominante, che le massicce privatizzazioni avviate da un ventennio non hanno modificato l'ammontare del debito estero italiano, che anzi ha continuato a crescere nel tempo raggiungendo il suo massimo storico in questi giorni. Tutte le misure euroatlantiche, imposte al nostro paese e messe in atto dai ceti politici servili di riferimento avvicendatisi all'amministrazione di questo paese, hanno in modo specifico aggravato la situazione economica e sociale. La perdita dei residui margini di sovranità politica del nostro paese (moneta, liberalizzazione dei movimenti di capitale, ecc.) ha trasformato il debito/credito pubblico (che è problema molto relativo...) in debito estero (che è una condizione capestro determinata per vincolare permanentemente un paese). Il debito estero che si è prodotto con i Trattati Europei e l'imposizione della moneta coloniale (euro) è un'arma imperialista collaudata in Africa ed America latina, che negli anni ha portato a un colonialismo a tutto campo e a miserie generalizzate. Chi ne è uscito, lo ha potuto fare per via politica, riprendendo in mano la rivendicazione della sovranità della propria nazione e lottando.

Oggi ci troviamo in una fase avanzata di un processo di indebitamento, strutturalmente insolvibile, in cui il federalismo demaniale ha rappresentato un passaggio significativo nell'appropriazione privata e/o estera dei beni pubblici e collettivi ( 27 luglio 2010 : http://indipendenza.lightbb.com/t629-federalismo-e-svendita-dei-beni-pubblici ). L'economista e (geo)politologo Edward Nicolae Luttwak, una delle voci del padrone (anche) di questo paese (gli Stati Uniti), che sovente trova spazio su giornali e trasmissioni radiotelevisive, più volte ha parlato della necessità e inderogabilità di una massiccia ed estesa dismissione del patrimonio pubblico italiano. Significativa una sua dichiarazione del gennaio scorso: «L’Italia ha un patrimonio immobiliare immenso, penso allo Stato, ma anche a Comuni, Province e Regioni. L’Italia dovrebbe affidare tutto ad una gestione professionale privaty-equity. E le cose cambierebbero davvero. Insomma, non basta svendere Telecom. Vendi Pompei a Disneyland e incassi tanti di quei milioni di euro per cui quell’immenso patrimonio ti rende e non diventa una passività. Vendi Villa Rosebery. Vendi l’Eni».
Niente di nuovo, comunque. Senza farne parola sui grandi mezzi di comunicazione –solo per fare degli esempi– nei mesi scorsi una porzione dell’Isola di Santo Stefano è stata venduta all'asta. Con 90mila euro, anziché comprare dei box, il solo imprenditore presente all'asta ha comprato alcuni ettari di macchia mediterranea, ivi connesse rocce di granito e spiaggia privata. Poco più di un anno fa era stata la volta di diversi ettari dell'isola di Spargi, autentico angolo di Paradiso inserito nel Parco Nazionale de La Maddalena, finita in mani private per 127mila euro. A fine 2010 (vedi "Indipendenza" n. 29, versione cartacea) erano migliaia e migliaia i beni pubblici messi in vendita dall'Agenzia del Demanio. Un elenco via via aggiornato ( http://www.agenziademanio.it/export/demanio/index.htm ) di immobili vari, porti, aeroporti, parchi, acquedotti, isole, montagne, messi sul mercato.

In queste ore è un accavallarsi di proposte di (s)vendita del patrimonio pubblico (piano Amato-Bassanini, piano Ceriani, piano Giavazzi, piano Grilli, piano Alfano-Berlusconi e via banchettando) dietro cui si muovono appetiti economico/finanziari e interessi geopolitici che, in ultima istanza, mirano all'acquisizione degli ultimi "asset" strategici del Paese. Defraudare un Paese degli snodi decisivi di sovranità politica, economica, finanziaria che possano consentire di costruire una qualsivoglia politica indipendente è l'obiettivo strategico –di ieri, di oggi, di domani– di ogni potenza coloniale e/o imperialista. E' interesse delle classi dominate di questo paese impugnare la bandiera della sovranità nazionale, costruire resistenza conseguente, attrezzarsi come movimento di liberazione. Altrimenti la macelleria sociale, che con i suoi "stop-and-go" stanno attuando, proseguirà sino a riportare l'Italia ad una "espressione geografica" e le sue genti a condizioni da colonia africana.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Dom Ott 28 2012, 02:48

Giusto per capire l'aria che tira.

Nei prossimi mesi "andremo a toccare il tabù della sovranità e della solidarietà". Sfacciate e arroganti le parole del presidente permanente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, parlando alla plenaria di Strasburgo. Che ha aggiunto: "fino a dicembre ci attende un lavoro difficilissimo" per la stesura del rapporto di riforma dell'Eurozona.
Quindi ha ricordato che "sono state fatte cose impensabili solo tre anni fa": "il 'six-pack', il prossimo '2 pack', il patto di stabilità e crescita e il fondo Esm". Infine: "non siamo alla fine del percorso (...) il lavoro sarà più difficile del previsto".

Riflessione: rialzare la testa si può. Si deve. Patria, sovranità, indipendenza, liberazione.
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