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 Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?

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alekos18

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MessaggioTitolo: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Ago 12 2011, 04:39

Commissariamento euroatlantico o indipendenza verso il socialismo?

A giorni saranno noti i termini del salasso sociale e della depredazione economica prescritti dall'asse euroamericano BCE-FMI. In nome del rigore, del risanamento del debito, del pareggio di bilancio, si sostiene, con la stessa saccenza con cui in un recente passato e per decenni si sono illustrati i vantaggi che il deficit di bilancio comportava per l'opulenza dei paesi capitalistici.

Per l'Italia la condizione di servaggio è mutata con il mutamento dello scenario geopolitico il cui spartiacque è individuabile con l'esaurirsi della cosiddetta Guerra Fredda (1989-1991): prima una sovranità limitata, con ristretti margini di autonomia; poi un processo che, attraverso l'entrata nell'eurozona, ha portato al pieno e sfacciato tutoraggio umiliante e predatorio dei nostri giorni, di cui stiamo vedendo solo l'inizio. I maneggioni, i finanziamenti clientelari, l'elefantiasi del pubblico impiego, la Casta, sono un problema, ma un problema prodotto di un servaggio, il prodotto di un colonialismo interno (nord/sud) e di una dipendenza estera (Italia/USA) cui si sono intrecciati interessi grandi imprenditoriali e finanziari 'interni' (ad es famiglia Agnelli - Fiat) e referenze politiche centriste prima, 'tecniche'-centrosinistre-centrodestre poi.

Il debito, le Borse, i "mercati finanziari" sono Cosa Loro che vogliono scaricarci addosso come Cosa Nostra. Non si entra mai bene nel merito. Non si spiega, ad esempio, perché il debito estero –altra cosa dal debito pubblico– si sia impennato in tutti i paesi che hanno perso la sovranità monetaria e sono entrate nell’eurozona con differenze dovute al posizionamento dei rispettivi sistemi capitalistici nella catena di comando atlantica. Dall'introduzione dell'euro si è innescata una spirale di periodiche legnate anti-sociali, di politiche restrittive, ora di stagnazione ora di recessione, che eternizzano il debito, che mirano a riproporre nei paesi europei quella dipendenza da debito estero che da decenni è imposta ad esempio alla quasi totalità dei paesi africani, come forma di neocolonialismo economico e di protettorato politico. La BCE non commissaria un governo, ma mira a commissariare paesi. E lo fa avendo una referenza che in ultima istanza va al cuore dell'Impero, a centri di potere negli Stati Uniti.
Si è entrati in un circolo vizioso di cui il caso della Grecia è un precedente esemplare nel contesto cosiddetto europeo. La dominanza euroatlantica ormai usa il linguaggio salmodiante della successione mantrica neoliberista "risanamento del debito – rigore – pareggio di bilancio" e ne esige un'assunzione dogmatica da parte delle masse salassate per il tramite dei trasversali ceti servili politici di riferimento. Che siano urlanti contro chi osasse dire "no", contro chi osasse dire "usciamo dall'Unione Europea, dalla NATO, dall'euro, rifiutiamo di pagare un debito che non ci appartiene, che non abbiamo contratto come popolo". Quella successione mantrica, quei dogmi li si vogliono indiscutibili, e tali sono ormai anche per gran parte della sinistra italiana anche sedicente anticapitalista.

Eppure, sta offrendo una grande opportunità politica chi ha svenduto la dignità della nazione, i suoi interessi collettivi, chi ha abdicato alla sovranità della moneta nazionale, chi ha accettato da molti anni il commissariamento della politica estera da parte del Dipartimento di Stato USA e ora sta accettando, in modo ancora più spinto che nel passato, il commissariamento euroatlantico delle politiche economiche e sociali. Sta spianando la strada a che diventi patrimonio di larghi strati sociali dominati la consapevolezza della necessità di essere effettivamente popolo sovrano e l'importanza dell'indipendenza politica e della riscrittura di nuove modalità di relazioni interne e internazionali.
E' ora di incamminarci su una strada nuova per questo paese, che nei suoi 150 anni di esistenza non ha mai conosciuto effettivamente indipendenza e socialismo. Per sperimentare cosa significhino veramente giustizia, liberazione, felicità sociale. Una grande battaglia culturale e politica ci attende.

Indipendenza
12 agosto 2011


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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Ago 18 2011, 10:23

Apologia del commissariamento e della servitù atlantica dal giornalismo "embedded"
http://www.repubblica.it/economia/2011/08/17/news/mostrateci_la_lettera_di_trichet-20539861/
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Ott 24 2011, 22:53

L'asse euroamericano Bruxelles-Francoforte torna alla carica e pone un nuovo ultimatum predatorio all'Italia. Ancora spoliazioni, enormi, per destinare ulteriori risorse al buco nero della finanza speculativa prevalentemente angloamericana. Ancora in nome dell'Europa.

Tornano ad essere sotto attacco le pensioni. All'ordine del giorno la cancellazione delle pensioni d'anzianità e l'allungamento dell'età pensionabile. Nel governo Berlusconi si tratta. Dal centrosinistra e dal cosiddetto Terzo Polo (anch'esse cordate politiche servili al neoliberismo euroatlantico) lo s'incalza e lo si accusa di incompetenza per la sua non prontezza a piegarsi ai diktat di stampo fondomonetarista.

Vorrebbero "stabilizzare e far crescere l'Italia" restringendo il più possibile diritti e conquiste sociali, destabilizzando al ribasso le condizioni di vita dei ceti bassi e medi della popolazione.
La questione della sovranità e dell'indipendenza nazionale anche in Italia è sempre più drammaticamente all'ordine del giorno. E' bene prenderne atto e cominciare a muoversi di conseguenza.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mar Ott 25 2011, 00:02

Il sogghigno sarcastico di Sarkozy, contraccambiato in modo più contenuto dalla Merkel, in conferenza stampa, alla domanda se riponessero fiducia nella capacità dell’Italia di uscire dalla crisi, ha scatenato tra i neoliberisti di destra, centro e sinistra, con annessa Confindustria in interessata posizione di complemento, parole risentite per la dignità nazionale offesa.

Ancora una volta questo ceto servile tira in ballo strumentalmente ed impropriamente il concetto di nazione. Valga la perla che viene da uno spezzone di destra, il FLI di Gianfranco Fini, nelle parole del vicepresidente del partito, Italo Bocchino: "C'è un solo modo per rispondere all'offensivo sorrisetto di Sarkozy: fare le riforme che da troppo tempo son richieste all'Italia. Partendo dall'allungamento dell'età pensionabile". Concetto analogo espresso da altre figure del calibro di Casini, Marcegaglia, ecc. ecc.

Della serie: in nome della nazione fottiamo (in quanto servi euroamericani e per la nostra rendita di posizione) la nazione.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mar Ott 25 2011, 11:03

a mio parere il sorriso della Merkel e di Sarkosy e' di compatimento per l'elettorato italiano e di sopportazione per i suoi deputati; non sanno piu' come dircelo di rimuovere Berlusconi.
2000snlp
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mar Ott 25 2011, 15:33

tadiottof ha scritto:
a mio parere il sorriso della Merkel e di Sarkosy e' di compatimento per l'elettorato italiano e di sopportazione per i suoi deputati; non sanno piu' come dircelo di rimuovere Berlusconi.
2000snlp
Ancora con questa storia di Berlusconi all'origine di tutti i nostri mali? In questa fase, se non ci fosse la Lega (spiace dirlo) che lo fa per interessi d'immagine e di tenuta presso il suo elettorato, il Cavaliere si sarebbe piegato al nuovo ennesimo ultimatum dell'Unione Europea, stavolta sulle pensioni. E dall'altra parte che credi, che ci sia di meglio? Macché, sono più realisti del re.
Mi sa comunque che non hai ancora colto il problema dei problemi. Indipendenza è lucidissima nelle sue analisi e quanto dici è anni luce arretrato. Cerca di confrontarti con le sue argomentazioni. Potrebbe uscire qualcosa di positivo.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mar Ott 25 2011, 20:37

vuoi vedere che la Lega e' il nuovo partito comunista, NPC?
2000snlp
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Ott 26 2011, 00:59

L'Italia come la Grecia: tra commissariamento e ultimatum
E' scaduto oggi l'ultimatum di tre giorni al governo Berlusconi lanciato dal presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, "per fare le riforme e rassicurare i mercati" (cioè la speculazione finanziaria prevalentemente angloamericana). L’elenco degli ambiti d'intervento è esplicito: "mercato" del lavoro, imprese pubbliche da dismettere, giustizia, privatizzazioni, lotta all’evasione fiscale per drenare fondi all'idrovora finanziaria e militare del sistema di potere euroamericano.

Insomma, i vertici dell'Unione Europea e della NATO puntano a sbaraccare quest'amministrazione di destra. Lo stanno facendo da posizioni di estrema destra e per finalità strategiche da estrema destra euroamericana. L'obiettivo è sostituirlo con un'altra amministrazione ancora più subalterna e con una significativa copertura 'di sinistra' garante della pace sociale in vista della macelleria alla greca che sempre più si va configurando anche nel nostro paese e delle insorgenze sociali che seguiranno.
Il presidente Napolitano, allineato da molti decenni all'atlantismo più estremo, si sta facendo energicamente latore di questi diktat anti-nazionali e anti-sociali, e potrebbe intervenire fattivamente per accelerare il ricambio.

Costruire una resistenza patriottica nazionale, con una prospettiva di società marcatamente sociale, radicarla nel paese, che abbia chiare portata e posta in gioco, sarà una necessità che i fatti e i manufatti finiranno per porre.
Non c'è tempo da perdere.
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DonV



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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Mer Ott 26 2011, 13:39

Purtroppo non vedo via d'uscita. Un governo tecnico o di "sinistra" porterebbe solo ad una più rapida svendita del paese alla plutocrazia internazionale. L'effetto Argentina e` ormai inevitabile, salvo un'insurrezione popolare più grande e meglio organizzata del movimento Occupy globale.

Reindustrializzazione, protezionismo e redistribuzione progressiva dovrebbero essere parole chiave sulla lingua di tutti, ma sono assenti anche nei discorsi delle frange più sinistrorse della nostra politica.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Ott 27 2011, 04:47

la redistribuzione e' socialista, ma il socialismo e il comunismo sono abborriti oggi dall'opinione pubblica, formata dalla disnformazione.
La reindustrializzazione e' impedita dall'era post-industriale, il protezionismo non serve a proteggerci dalle economie forti e sarebbe un insulto alle economie deboli, contrario all'economia solidale.
2000snlp
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Ott 27 2011, 11:42

DonV ha scritto:
Purtroppo non vedo via d'uscita. Un governo tecnico o di "sinistra" porterebbe solo ad una più rapida svendita del paese alla plutocrazia internazionale. L'effetto Argentina e` ormai inevitabile, salvo un'insurrezione popolare più grande e meglio organizzata del movimento Occupy globale.

Reindustrializzazione, protezionismo e redistribuzione progressiva dovrebbero essere parole chiave sulla lingua di tutti, ma sono assenti anche nei discorsi delle frange più sinistrorse della nostra politica.
La strada è quella della lotta di liberazione patriottica che sostiene Indipendenza. Intanto penso che si debba determinare su queste basi un largo consenso sociale. Poi si porrà il problema di come rovesciare lo stato di cose esistente.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Ott 29 2011, 22:11

Siamo al grottesco ma anche al significativo. Dopo le parole di Berlusconi sull'euro («siamo di fronte a un attacco all’euro, una moneta strana che non ha convinto nessuno e che è di per sé molto attaccabile») e la sua messa in riga da parte della figura principale di riferimento (per ruolo istituzionale) dell'atlantismo più spinto, cioè Giorgio Napolitano («l’euro è un pilastro ed una scelta irreversibile»), Berlusconi se ne è uscito con la solita patetica pezza del «sono stato frainteso» e conseguenti rettifiche secondo i desiderata dominanti dell'euroatlantismo di fase, e cioè la necessità di un unico governo dell'Europa e via sciorinando.
Fin qui il grottesco.

Passiamo al significativo. Si tratta della dichiarazione del portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert (nella foto, ndr), secondo cui il governo italiano deve seguire quello che dice Napolitano. Il tutto con, sullo sfondo, l'ingresso alla presidenza della Banca Centrale Europea di Mario Draghi, personaggio di vecchio corso superatlantico, a costituire il formidabile duo di garanzia, con Napolitano, dell'osservanza dei diktat di Washington. Tra invio di lettere e avvertimenti altrettanto prescrittivi via tubo catodico le modalità del commissariamento dell'Italia si stanno esplicando in agghiacciante successione e normalità (cioè in assenza di resistenza alcuna).
In questo contesto la Germania si sta configurando come subpotenza ("sub" nei confronti degli USA) regionale europea, in scia e quale referenza principale sul continente di questa potenza dominante centrale, Germania che per questo intende ritagliarsi margini di ingerenza ed influenza più consistenti anche in Italia, la cui politica si vuole subordinata ai suoi interessi imprenditoriali e di drenaggio finanziario di fondi. Uno scenario che nell'insieme ricorda il Medioevo, con un imperatore e la sua gerarchia subordinata di vassalli, valvassori e valvassini.

La NATO, l'Europa e l'euro (per focalizzare in estrema sintesi l'origine 'politica' del nostro degrado a tutto campo) ci hanno riportato indietro di secoli. Serve un nuovo Risorgimento, stavolta veramente nazionale, per un ben diverso assetto di società e di relazioni inter-nazionali.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Nov 10 2011, 05:01

Sotto commissariamento imperiale euroamericano o liberazione?

L'asse UE-BCE-FMI detta ormai, sfacciatamente, contenuti e tempi della politica economica e sociale italiana. La NATO fa altrettanto con la politica estera italiana. Ambiti d'intervento diversi di una stessa regìa politica anti e sovranazionale. Il principale riferimento e garante degli interessi euroamericani di dominio nel nostro paese è, in modo particolare in questa fase, Napolitano. Nominalmente presidente della Repubblica, è consacrato apertamente nelle vesti di garante dalla grancassa massmedia ascara ed internazionale dei poteri sovranazionali che contano. Passaggio di tappa, come in Grecia, è la costituzione di un governo sedicentemente 'tecnico', ma fattivamente –come sempre per ogni governo– politico.

Come in Grecia Lucas Papademos (ex vice presidente della BCE) si appresta ad assumere la guida del governo, così in Italia è un uomo delle oligarchie finanziarie sovranazionali, Mario Monti, che viene pompato –e non da adesso– per un esecutivo più prono e servizievole di quanto lo sia stato quello Berlusconi. Incerta, in Italia, è solo la tempistica di questa operazione. Subito o dopo formali elezioni?
La sostanza non cambierà. I principali e solo iniziali provvedimenti, preannunciati, da lacrimogeni e sangue, già fanno impallidire quelli altrettanto liberisti, anti-nazionali ed anti-sociali, dell'esecutivo uscente. Sull'onda dell'emergenza finanziaria innescata dalla tenaglia debito (indotto)-speculazione, frutto delle dinamiche di funzionamento dell'euro e delle politiche incorporate imposte dall'Unione Europea, si va verso governi che sempre più apertamente obbediscono a direttive sovranazionali e mercatiste, con sedi effettive di riferimento e consulenza sparse tra Bruxelles, Francoforte, Londra, con cabina decisionale e di regìa d'ultima istanza a New York e a Washington.

Sovranità, indipendenza e liberazione nazionale sono già all'ordine del giorno. Da molto tempo di fatto, in maniera evidentissima sul piano politico generale in questi ultimi mesi, settimane. Non si uscirà da questa situazione di dipendenza e servitù, né oggi né mai, senza aver sciolto quei nodi, senza aver riconquistato quei beni comuni –fondamentali e fondanti di ogni società– che, pressoché completamente, stiamo finendo per perdere.
Chi intende cambiare lo stato di cose esistente (in termini anti-capitalistici ed anti-imperialistici, per basilari rivendicazioni di libertà, di giustizia, di felicità sociale, di una vita degna di essere vissuta) e nell'agire politico/sociale vi prescinderà, si auto-confinerà sui binari morti dell'incomprensione della realtà delle cose, della non credibilità e sensatezza delle sue tesi, dell'impotenza politica. Allo stesso tempo è bene preparasi a contrastare chi, senza averne credibilità (storica e/o politica), si appresta a cavalcare opportunisticamente, strumentalmente, queste idee-forza.
Patria, indipendenza e socialismo. Fuori i fascismi dalla Storia. Alla lotta!
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Nov 12 2011, 04:28

Il duo Napolitano-Monti, referenti dell'asse euroamericano UE-BCE-FMI, sospingerà ancor più l'Italia in una recessione lunga e devastante. E sancirà lo svelamento, anche per i più riottosi a riconoscerlo, della grottesca manipolazione dello spazio politico pubblico che vede fittiziamente contrapposti e strategicamente affini PDL e PDmenoL, i due partiti neoliberisti atlantici maggioritari (con relativi satelliti).
Questa consapevolezza, che sta maturando e diffondendosi, non è però sufficiente.

E' necessario parlare della truffa ideologica chiamata Europa ed Unione Europea, degli interessi e delle finalità teorizzate, perseguite e concretate in 6-7 decenni circa i vantaggi imperiali americani dell'imposizione di una moneta unica quale l'euro, di come i debiti pubblici sono stati magicamente trasformati in debiti esteri, degli effetti materiali, concreti, della cosiddetta libera circolazione dei capitali, di come stanno commissariando a tutto campo paesi interi (Italia inclusa, ovviamente), del perché protezionismo, ad esempio, è concetto vitale da riaffermare e quali misure protezionistiche avanzare come alternativa rivendicativa, realistica e credibile per i ceti popolari, alla devastazione sociale euroatlantica che avanza come un rullo compressore.

E' insomma indispensabile discutere dell'attualità, della validità e della necessità di idee-forza quali sovranità, indipendenza, liberazione, patriottismo, di come dare corposità di contenuto teorico, comunicativo ed operativo/militante a queste rivendicazioni. Per costruire massa critica sociale, per andare a cambiare, credibilmente e fattivamente, musica e suonatori dominanti.
Non c'è altra alternativa.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Nov 12 2011, 21:24

Utilizzano lo spread sui Bpt (Buoni del Tesoro Poliennali, ndr) alla pari dei "carri armati" che si usavano una volta per sospendere le regole della democrazia politica. Si parla di Italia, certo, non di Libia [se sulla Libia si gettano bombe, qui da noi si ricorre allo spread per sospendere la (parvenza di) democrazia che c'è].

A parlare in quel modo è una figura di destra, Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, in relazione al dimissionamento del governo di destra di Berlusconi da parte dell'estrema destra sovranazionale imperiale euroatlantista UE-BCE-FMI. Dal Partito Democratico a SEL di Vendola a Di Pietro siamo al sostegno a Mario Monti, l'uomo di UE-BCE-FMI. Che farà quel 'lavoro sporco' che nemmeno Berlusconi, che pure di 'lavori sporchi' ne ha fatti per proprio conto e per conto dell'Europa atlantica, si è sentito di fare. Il che, a ben vedere, getta ombre politicamente inquietanti su chi, a sinistra, guarda al PD per alleanze più o meno 'tattiche' senza avviarsi decisamente su ben altri binari d'intervento politico nel paese, quale quello patriottico.

Possibile che una cosa che, prima che essere di sinistra, è di una evidente ovvietà, la si debba sentire da un personaggio come Ferrara? Possibile che il contraltare cui appunto guarda la "sinistra" italiana (PRC, PdCI...) sia il PD il cui vice-segretario, Enrico Letta, dichiara: "Ci affidiamo a Monti per un governo non a tempo limitato".
Questa gente si appresta ad un'ulteriore fase senza precedenti della macelleria sociale che vogliono legittimare dietro parvenza tecnica. Ed hanno la sfacciataggine di sostenerla in nome degli "interessi nazionali"...
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Nov 14 2011, 05:43

Monti e la macelleria dell'asse UE-BCE-FMI

Obama, positivi i cambi di governo in Grecia e in Italia. Così il presidente americano Barack Obama all'Apec. Dal canto suo, il presidente della UE, Herman Van Rompuy, a colloquio con il presidente Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi, ha decretato: no a elezioni e chiarezza "per consentire ad un nuovo governo di applicare l'ambizioso pacchetto di misure". Bruxelles le vuole approvate subito così come vuole risposte a tutte le 39 domande sugli impegni presi da Berlusconi con l'Unione Europea (UE).

E spunta fuori anche l'ipotesi di rendere permanente la missione UE-BCE che sta ispezionando i ministeri per assicurarsi che le riforme vadano avanti. Il commissario europeo per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha parlato di "monitoraggio costante" sull'Italia, con rapporti trimestrali esattamente come viene fatto per i Paesi sotto programma di assistenza europeo (Grecia, Irlanda e Portogallo ad esempio).
Il primo rapporto sull'Italia, il team di esperti UE-BCE deve presentarlo prima del 29 novembre, giorno in cui l'Eurogruppo dovrà esaminarlo.
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alekos18

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MessaggioTitolo: “Abbasso Berlusconi! Viva Monti”    Ven Nov 18 2011, 00:14

Qualcuno tranquillizzi Diliberto: non siamo “alle interferenze delle oligarchie europee, delle banche e della finanza”, siamo alla direzione più sfacciata e diretta, che si sia vista in questo paese, delle stesse, siamo all’emanazione più ‘qualificata’ del potere euroamericano che conta. Con una singolare concomitanza temporale, di fase, con la Grecia dove, a capo del governo, hanno piazzato l’ex vicepresidente della Banca Centrale Europea, Lucas Papademos.
Qualche maligno potrebbe obiettare che certe cose Diliberto non può non saperle per la loro evidenza inequivocabile. In effetti servitù non è sinonimo di stupidità, quantunque s’accoppino spesso bene. Solo che, per chi come lui vuole andare al governo con il PD, è necessario far quadrare il cerchio, anche con spericolate affermazioni: e così, da un lato si occhieggia a Monti lanciando così segnali tranquillizzanti a chi conta davvero, dall’altro per ragioni di marketing elettorale si evoca l’antiberlusconismo.

Insomma, Diliberto dice qualcosa di accattivante e compiacente per il senso comune e la falsa coscienza di semi-colti e semi-impegnati sedicenti di sinistra a preludere allo scenario veramente sinistro che si sta delineando per gli interessi nazionali e per le classi sociali dominate di questo paese. “Abbasso Berlusconi, viva Monti” è la sintesi metamorfica della degenerescenza politica, della messa in panne cerebrale, dell’accomodamento nel sottobosco della pluridecennale multiforme servitù atlantica vigente trasversalmente in questo paese. Ai padroni piacendo!

http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=7885&mode=thread&order=0&thold=0
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etrusco

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Nov 19 2011, 15:43

Leggo sempre con molto interesse.
Sono del tutto in accordo con le analisi proposte da Alekos, il nostro Paese è stato commissariato ed è di fatto in mano ai poteri forti nazionali mondiali e sopratutto transnazionali. Un parlamento di clown e mezze figure corruttibili si prepara in questi mesi a dare l'assenso a provvedimenti contro i lavoratori e antisociali. A questo epilogo siamo giunti per l'insipienza dei nani e ballerine di governo, per l'insistenza speculativa dei poteri forti, per l'opera congiunta di media internazionali e nazionali. Popolo viola, girotondini, il fatto quotidiano..tutti felici e contenti! E non stupisce che lo siano anche Vendola e il pdci, che mirano ad una allenaza strategica con il pd e che sono reudci da 20 anni di questa politica.
Chi sono o chi dovrebbero essere adesso i nostri compagni di viaggio? Vengono meno gli antiberlusconisti di professione, restano coloro che predicano ancora come se si fosse nel 1848, restano relitti ideologici, restano partiti o movimenti come circoli privati che fanno testimonianza, restano movimenti confusi e indistinti che come sempre è stato non lasceranno niente. Quando proponevo una soluzione "Montonera", vagheggiavo la possibile creazione di un movimento di pensiero nuovo che partendo dall'amore incondizionato per il nostro Paese e il suo popolo, proponesse una nuova idea di socialismo e un nuovo sogno. Questo credo che si dovrebbe fare, perché se verranno lacrime e sangue, ci vorranno analisi a contrasto, militanza, impegno e soprattutto una prospettiva alternativa capace di andare incontro alla reazione di masse incazzate, altrimenti non ci sarà opposizione o questa sarà guidata da Sallusti e strumentalizzata da 100 incappucciati.
In nome del recupero della sovranità nazionale prima di tutto.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: come uscire dalla crisi indotta del debito   Mer Nov 30 2011, 05:43

dalla crisi non si esce senza riforme strutturali.
Le riforme strutturali non sono la riforma delle pensioni o della costituzione o della giustizia in Italia, come andava ripetendo Berlusconi, ma la riforma globale del finanziamento industriale e della proprieta' dei mezzi di produzione; intanto potrebbe cominciare l'Italia..
I mezzi di produzione per la chimica e siderurgia (per i semilavorati) devono essere di proprieta' pubblica, mentre la piccola e media impresa e l'artigianato (industrie di trasformazione) possono e devono rimanere di proprieta' privata; non sono certo la forbice del barbiere o la pialla del falegname o gli strumenti del meccanico, mezzi di produzione strategici.
Il finanziamento delle imprese deve essere sottratto alle banche; gli Stati finanzieranno oculatamente le imprese piccole e medie con i soldi prelevati dalle tasse e le sottoporranno a controlli severi del bilancio.
Tutto com'era ai tempi dell'IRI in Italia, ma per i controlli economici e per la gestione dell' industria di Stato (IRI) ci vuole gente onesta al governo dei Paesi.
Non ci devono essere persone corrotte o con interessi privati in conflitto con la gestione del patrimonio pubblico. Se fossero in lista e' meglio non andare a votare.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Dic 01 2011, 02:39

Il taglio –peraltro non per tutti– del vitalizio ai parlamentari è una misura irrisoria e cosmetica che la dice lunga sulla mannaia euroatlantica che sta per tornare ad abbattersi ancora, e ancora più pesantemente, sulle classi subalterne, inclusi ceto medio, larghi strati di lavoro autonomo, popolo delle partite IVA, piccola e media impresa, tutti in via di pauperizzazione andante. Si vuol dare una parvenza di equità in nome dell'ideologia falsificante e falsante del "tutti devono fare sacrifici". A sinistra è diffusa la tesi che i sacrifici li debbano fare i possessori delle grandi ricchezze, che siano loro a dover pagare, che debbano pagare la crisi coloro che l'hanno determinata. Certo, dovranno pagare caro, e tutto, ma così rivendicando si accetta l'impianto ideologico e la struttura sistemica (euroatlantica) che producono anche debito permanente, che si autoalimenta come arma di controllo politico e sociale.

Ergo, rifiutare una moneta che non ci appartiene, rifiutare la logica del debito e le connesse dinamiche di dominio monetario, fiscale, economico che ci hanno imposto preparando l'introduzione dell'euro e che hanno dispiegato pienamente dopo, rifiutare un'Europa che è solo un fottisterio ideologico del dominio imperiale di Washington e dei suoi principali beneficiari referenti, pur in via subordinata, in Europa.

O ci riprendiamo l'indipendenza e la sovranità, sbarazzandoci anche delle componenti ascare e sub/dominanti interne, e si costruisce massa critica ed una prospettiva politica conseguente in quella direzione oppure faranno a pezzi questo nostro paese, sotto tutti i punti di vista, nonostante dissensi e proteste anche rumorosi e imponenti, ma fattivamente impotenti.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Dic 23 2011, 22:07

Lo spread, il differenziale tra rendimento dei Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) italiani e bund tedesco, vola ancora senza freni e supera abbondantemente soglia 500 punti base.

C'è un dato di fatto ed un messaggio politico incorporato in tutto ciò. Il dato di fatto è che la macelleria sociale di Berlusconi prima e quella, senza pari e senza precedenti, di Monti poi, fanno macerie sociali e non servono a niente. Il messaggio è che l'estrema destra sovranazionale imperiale euroatlantista UE-BCE-FMI vuole ancora di più, in termini di spoliazione sociale e di beni e asset di Stato su cui mettere le mani.

La Bestia, ora che le è stato consentito di scatenarsi, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Vuole tutto, costi quel che costi. E Monti e chi lo sostiene hanno la sfacciataggine di parlare agli italiani, dicendo di agire in nome degli "interessi nazionali"... Già giungono da Francoforte-Bruxelles-Washington nuove sollecitazioni a fare di più, a tagliare di più, a stringere i tempi per l'attuazione solo del primo nucleo di direttive BCE-FMI contenute nella lettera di commissariamento di agosto di Trichet-Draghi e che è la linea politica di governo attuale dell'asse euroatlantico italoparlante Draghi-Napolitano-Monti-Bersani-Berlusconi.

E' sempre più urgente, cambiare rotta, mettere in campo misure protezionistiche, difendere gli interessi sociali delle classi e delle categorie sociali di questo paese vessate e dominate. Senza riprenderci la sovranità, non si vede come se ne possa uscire.
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etrusco

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Gio Dic 29 2011, 15:31

L'America Latina ci deve fare scuola, a vario titolo molti sono i paese che nel continente sudamericano stanno sfuggendo al giogo del capitalismo internazionale e alla longa manus dei governi Usa. Quei paese, con tutti i loro limiti, stanno vivendo una fase nuova e stanno, a modo loro, costruendo un vero e proprio blocco dell'alternativa. In Argentina ad esempio Cristina K e prima di lei e con lei suo marito, sulla scuola della migliore tradizione sociale peronista, hanno dato e stanno tentando di offrire risposte concrete e reali ai lavoratori argentini. E gli argentini hanno apprezzato e continuano a sostenere questo progetto, che va oltre le etichette consunte, oltre le singole bandierine, gli strapuntini e i pulviscoli di sigle dagli ISMI ormai improbabili. Se non riusciamo a costruire una teoria e dopo una base sociale SOVRANISTA anche in Italia, capace di incontrare gente nuova e contaminare con idee nuove, purtroppo siamo perduti. I movimenti, se non hanno solide e feconde radici, durano il tempo di una fiammata.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Dic 31 2011, 00:57

etrusco ha scritto:
Se non riusciamo a costruire una teoria e dopo una base sociale SOVRANISTA anche in Italia, capace di incontrare gente nuova e contaminare con idee nuove, purtroppo siamo perduti. I movimenti, se non hanno solide e feconde radici, durano il tempo di una fiammata.
Cosa proponi in concreto?
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Gen 02 2012, 03:29

Di qui al 31 dicembre 2012 bisogna rinnovare oltre 300 miliardi di euro di titoli di Stato. A tassi d’interesse attualmente troppo alti. Ed in uno stato di recessione economica che significa più deficit e quindi più nuovi titoli da emettere.

E che cosa fa il sedicente "governo di professori"? "Fase 1": mazzate fiscali e sociali per stroncare i consumi interni e aggravare la recessione economica. "Fase 2": dopo la stangata da 2100 euro a famiglia, si vuole ora "rilanciare l’economia" con riforme su lavoro, liberalizzazioni, "grandi opere". Si pensa di stimolare il PIL favorendo i licenziamenti. Si pensa di ridurre il tasso d'interesse sul nostro debito proletarizzando anche avvocati, farmacisti, tassisti. Si vuole allontanare lo spettro default devastando il territorio e a carico della collettività incentivando –"project financing"– i capitali privati.

Possibile che si creda a queste fandonie? Invertire la rotta: http://www.rivistaindipendenza.org/Editoriali/editoriale%2031.htm ( www.rivistaindipendenza.org )
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Dom Gen 08 2012, 20:16

Stop a “privilegi e sprechi”? No se a beneficiarne è il complesso militare-industriale USA. Monti non rinuncia ai 131 caccia di attacco F-35 della Lockheed Martin. Acquisto promesso da D'Alema (1998) e Berlusconi (2002, impegno firmato dall’attuale ministro della Difesa, Di Paola), deciso da Prodi (2007), deliberato da Berlusconi (2009). Spesa ad oggi prevista: 15 miliardi di euro in 12 anni.

Un «disastro» ed una «vergogna» destinata ad impennarsi (John McCain docet).
E non si tratta del solo salasso: dai caccia Eurofighter alla portaerei Cavour, dalle fregate Fremm al programma missilistico Meads, per non parlare delle “missioni all’estero”, la spesa militare è un pozzo senza fondo al servizio della strategia imperialista USA.

No agli sprechi e alle guerre euroamericane! Per nuove linee di politica estera (interessi nazionali su basi di cooperazione paritaria)!
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etrusco

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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Ven Gen 13 2012, 13:49

Le contraddizioni in questo quadro politico stanno già esplodendo e anche coloro che hanno concesso il loro plauso iniziale a Monti stanno già venendo smentiti nei fatti. Si sono fatti tagli iniqui e clamorosi sulle pensioni, si pensa ad una precarizzazione totale del mondo del lavoro, si rilancia il modello Marchionne, si vuole svendere l'industria pubblica e SMENTIRE il risultato del referendum sull'acqua, tutto questo mentre una pletora di collusi e lacchè assolve in Parlamento un uomo che dovrebbe frequentare il carcere da lustri e appare sempre più chiaro che le sbandierate liberalizzazioni SALVERANNO le solite potenti caste (notai, avvocati,...) per svendere lo svendibile.
Il quadro si chiarisce quindi e appare sempre più ampio lo spazio per un soggetto finalmente SOVRANISTA e SOCIALISTA.
Un soggetto nuovo che può diventare veramente di massa se intercetta settori nuovi e acerbi alla politica dove alligna il malcontento sociale e l'indignazione morale e se si fa portatore della cocente delusione che il popolo italiano ha di tutto quello che è stato politica dal 1993 ad oggi. La mia opinione è che tale soggetto debba guardare al futuro, fare pulizia degli ismi di ogni tipo, farla finita col nostalgismo di qualunque tipo e impegnarsi con un programma chiaro e punti precisi, per la strenua battaglia a difesa della sovranità nazionale minacciata e quindi dei diritti sociali più elementari che sono e verranno sempre maggiormente compromessi. Tale contenitore, se si vorrà vincente nella società, dovrà raccogliere i difensori delle istanze di sovranità della nostra Italia, guardare prima di tutto al conflitto capitale/lavoro in senso nettamente SOCIALISTA, raccogliere il meglio delle istanze umaniste e realmente ambientaliste. Un contenitore sovranista, socialista e plurale quindi, le cui radici culturali affondano nel risorgimento mazziniano e nel pensiero e l'azione di Pisacane e Garibaldi, il cui esempio ideale può e deve rifarsi alla Cuba della Rivoluzione, lo slancio ideale del Che, la difficile costruzione di Castro e la rivoluzione interrotta dei montoneros e dell'Unidad Popular cilena, modello imprescindibile di quella che oggi è la primavera sovranista e socialista del Latinoamerica. Nemici ce ne sono e ce ne saranno molti, le oligarchie internazionali, le oligarchie italiane serventi, i partiti serventi, i secessionismi inutili e servili ma anche certi nostalgismi ormai inutili e desueti, che sviano dagli obiettivi reali della lotta per l'autonomia del nostro Paese e del CONFLITTO CAPITALE LAVORO, in modo più o meno consapevole. Sarà dura, ma l'idea è talmente grande e le necessità talmente forti e stringenti che, a parer mio, vale la pena di crederci e provarci.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Gen 14 2012, 04:08

Declassamenti e colonizzazione

Standard and Poor's (S&P) declassa a catena Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Austria, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia. Per i meccanismi esistenti nel mercato finanziario globale a dominanza USA, si paventa un innalzamento dei costi di indebitamento di Stato ed imprese.
Ad indebolire, se non vanificare, i provvedimenti sociali capestro e le svendite in corso d'opera come nel caso italiano.

Motivo del declassamento: le misure varate sono giudicate ''insufficienti''.
In nuova impennata gli spread.

Eppure S&P, pur giudicando a rischio l'economia e le finanze italiane, salva l'esecutivo euroatlantico guidato da Mario Monti: avverte infatti che un ulteriore taglio del "rating" (grado di solvibilità dei debiti) sarà effettuato nel 2012 o nel 2013 se lobby e interessi particolari non ne accoglieranno le riforme o anche solo se ci fosse una fine prematura del suo mandato.
Forte del sostegno e della "promozione" di S&P, Monti ha dichiarato di essere ancora più determinato nel prosieguo del programma di riforme anti-sociali ed anti-nazionali stabilito.
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Sab Gen 21 2012, 23:55

Liberalizzazioni in Italia. Dal 1994 ad oggi, nel complesso, «le tariffe sono cresciute (...) in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati». Così la CGIA sintetizzava lo scorso mese l’andamento di tariffe e prezzi di 11 beni e servizi (dalle assicurazioni al gas, dalle autostrade ai servizi bancari).

Risultati analoghi registrano i dati delle liberalizzazioni in “Occidente”. Il governo Monti prosegue in tal senso aprendo ulteriori settori sociali alla rapacità dei “mercati” (es. servizi pubblici locali) e peggiorandone condizioni di lavoro (es. ferrovie) e diritti dei cittadini (es. professioni). Per infrastrutture, invece, ulteriori regalie ai potentati finanziari con incentivi ed emissioni di titoli garantiti da beni immobili, gravando ulteriormente sul debito pubblico.

No al divide et impera tra dipendenti ed autonomi! No al mercimonio delle professioni liberalizzate! No ai privilegi antinazionali e predatori delle oligarchie finanziarie estere ed italiote!
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Dom Gen 22 2012, 18:09

L'ideologia euroatlantica che in Italia, in questa fase, ha le sembianze falsamente "tecniche" del "montismo" (sostenuto da pressoché tutto l'arco parlamentare) è ormai all'offensiva in ogni ambito senza sostanziale, efficace, resistenza.

Ora, facendo leva sulle liberalizzazioni, si punta di fatto a facilitare e consentire l'accaparramento di beni e servizi da parte dei grandi gruppi particolarmente esteri (sovente il riferimento di Monti a quelli "europei", a marcare così l'importanza dell'integrazione assoluta di prospettiva).

Per indorare la pillola, si mette in campo il collaudato battage ideologico –assolutamente senza fondamenti– dell'avere a cuore gli interessi degli "utenti" presuntivamente sempre beneficiati, nei costi, dalle liberalizzazioni (mai realmente però, si pensi a assicurazioni, gas, autostrade, servizi bancari), la necessità di colpire egoismi categoriali (pur in parte oggettivamente esistenti, ma spostandone peso e valenza ad altri gruppi ben più potenti), la tutela degli interessi nazionali e del futuro dei giovani.

No alla colonizzazione euroatlantica! No alla guerra tra poveri ("giovani" contro "corporazioni", dipendenti contro autonomi, ecc.)! Resistenza nazionale contro la strategia di ritorno al Medioevo di Washington e Bruxelles!
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MessaggioTitolo: Re: Commissariamento o indipendenza verso il socialismo?   Lun Gen 23 2012, 02:51

«Per anni si sono rispettati più gli interessi delle singole categorie che quelli generali. Interessi che sono legittimi, ma l'insieme degli interessi delle varie categorie dà luogo ad una gabbia che fa danno al proprio Paese, che sprofonda». Così Monti a “In ½ ora” (Rai 3) con riferimento anche al movimento siciliano dei “Forconi”.

L’ascaro dell'Impero euroamericano, chiamato "dall’alto" ad affossare il Paese, ha la faccia tosta di bollare come “anti-nazionale” la riuscita mobilitazione del movimento Forza d’Urto, costituito dal movimento agricolo dei “Forconi” e da gruppi anche spontanei di autotrasportatori, pescatori, edili, disoccupati, artigiani, con l’acqua alla gola per il caro carburante, lo strozzinaggio fiscale, il degrado di pesca, agricoltura, in generale di tutto il Paese.

Una reattività protestataria e resistenziale sicuramente confusa ed ignara quanto ad individuazione delle cause e conseguenti processi di sganciamento e liberazione nazionale, da seguire nelle evoluzioni, nei comportamenti politici e nelle strumentalizzazioni di cui è oggetto, espressione però di un malcontento popolare reale che, se vuole incidere e concorrere al cambiamento, è necessario che s'indirizzi verso direttrici capaci di ribaltare il progetto statunitense di assoluto asservimento dell’Italia.

No al neofeudalesimo euroamericano! Per l'indipendenza e la sovranità nazionale senza le quali è sempre irrealizzabile qualsiasi prospettiva di giustizia sociale e di una vita dignitosa!
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