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 Chiesa, religione: cosa ne pensate?

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AutoreMessaggio
07-09-2007

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MessaggioTitolo: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Mer Lug 13 2011, 18:44

Apro questo topic per chiedervi di chiarire meglio la posizione della rivista sulla tematica religiosa e sulla chiesa partendo dall'Italia ma anche in generale. Come inquadrate la questione nell'ambito della lotta anticapitalista e nazionalitaria? Personalmente ritengo sbagliato imporre di credere in qualcosa come allo stesso modo propagandare un ateismo che diventa, se imposto, una religione. Ognuno deve essere libero di credere o non credere in quello che vuole, rispettando le opinioni degli altri, l'integralismo, in un senso o nell'altro, fa male
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Sab Lug 16 2011, 08:17

mettiamola cosi'.
La religione potrebbe essere paragonata alla democrazia o a qualche altro aspetto della vita dell'uomo.
La chiesa puo' essere paragonata al governo o ai tribunali, alla scuola ecc. cioe' alle strutture che si arrogano il compito di gestire le aspirazioni della mente: la giustizia, di solito, non coincide con la legge.
La chiesa spesso non e' la casa di dio.
Se i credenti ne fossero coscienti, non ci sarebbero, ne' ci sarebbero state, guerre di religione.
2000snlp
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Dom Lug 17 2011, 10:13

Ho pensato una parabola migliore.
La miseria e la poverta' sono condizioni permanenti delle masse.
La speranza e' la virtu' che le sostiene.
I partiti di “sinistra” consigliano alle masse la moderazione e la pazienza.
Le chiese sublimano la speranza consigliando sacrifici e promettendo la beatitudine nei loro paradisi.
Il marxismo per primo ha spiegato le cause dello sfruttamento e rivendicato diritti terreni, ma i sacerdoti marxisti al potere si sono associati agli affamatori.
Come si fa a redimere le colpe dell'umanita', se ogni volta che si arriva alla porta del paradiso terrestre, si viene traditi.
2000snlp
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Hoffa

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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Mer Lug 20 2011, 16:53

Partiamo dal punto che dall'indomani della morte di Cristo sono cominciate le dispute tra le varie comunità cristiane, quando la religione cristiana venne accettata dall'Impero Romano cominciarono a fare tutto il contrario di quanto aveva loro Gesù comportandosi anche peggio di quelli che li avevano perseguitati. Basta vedere le vicende di Ipazia, di Giordano Bruno, Girolamo Savonarola o senza andare così lontano basta vedere cosa è accaduto a sacerdoti come Romero e don Pino Puglisi che cercavano di applicare sul serio l'insegnamento di Gesù e come le gerarchie ecclesiastiche li hanno abbandonati.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Sab Ott 08 2011, 00:34

07-09-2007 ha scritto:
Apro questo topic per chiedervi di chiarire meglio la posizione della rivista sulla tematica religiosa e sulla chiesa partendo dall'Italia ma anche in generale. Come inquadrate la questione nell'ambito della lotta anticapitalista e nazionalitaria? Personalmente ritengo sbagliato imporre di credere in qualcosa come allo stesso modo propagandare un ateismo che diventa, se imposto, una religione. Ognuno deve essere libero di credere o non credere in quello che vuole, rispettando le opinioni degli altri, l'integralismo, in un senso o nell'altro, fa male
Ti dico la mia, qualche considerazione senza pretese.
Farei in modo di porre politicamente in evidenza la contraddizione di fondo che sussiste tra una sensibilità cristiana coerente e il modo e la logica di funzionamento del capitalismo. La tematica nazionalitaria potrebbe trovare spazi e consensi in uno sviluppo politico propositivo di questa alterità.
La critica morale al capitalismo diffusa in ambienti cristiano/cattolici potrebbe essere irrobustita dall'analisi critica materialistica dello stesso e trovare nell'emancipazione dalla sudditanza all'imperialismo il presupposto per una prospettiva di società più consona a valori sociali, culturali e politici in cui i cristiani ed i cattolici si potrebbero riconoscere.
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Sab Ott 08 2011, 01:11

07-09-2007 ha scritto:
Apro questo topic per chiedervi di chiarire meglio la posizione della rivista sulla tematica religiosa e sulla chiesa partendo dall'Italia ma anche in generale. Come inquadrate la questione nell'ambito della lotta anticapitalista e nazionalitaria? Personalmente ritengo sbagliato imporre di credere in qualcosa come allo stesso modo propagandare un ateismo che diventa, se imposto, una religione. Ognuno deve essere libero di credere o non credere in quello che vuole, rispettando le opinioni degli altri, l'integralismo, in un senso o nell'altro, fa male
Nel 1848 la Repubblica Romana dichiarò il papato "decaduto di fatto e di diritto dal governo temporale dello Stato romano". Ricordo inoltre che la bandiera della medesima Repubblica era costituita da un tricolore con al centro il motto "Dio e Popolo".

Sulla scorta dell'esempio mazziniano di cui sopra si potrebbe dunque dedurre la necessità di distinzione tra l'insegnamento originario di Gesù Cristo e la sua manipolazione attuata nel corso dei secoli dalla Chiesa Cattolica (che tra l'altro ebbe ripercussioni sul processo di unificazione nazionale Italiano, come già segnalò l'acuto Machiavelli).
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DonV



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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   Gio Ott 13 2011, 13:22

A mio avviso la religione e` un'istituzione che spesso nasce come rivoluzionaria e moralizzante ma sempre si degrada trasformandosi in un centro di potere istituzionale. Parlerò qua di cristianesimo, che conosciamo meglio, ma il discorso vale per tutte.

Il cristianesimo andava ad innovare l'edificio ormai gravemente corrotto dell'ebraismo del tempio. Per quanto ancora legato alla zavorra dogmatica ebraica (comunque piena di barbarie), il Cristo propose una notevole evoluzione morale relativamente alla sua cultura di provenienza (nb. innovazione morale relativa: Gesù e/o i suoi discepoli non hanno inventato nulla, tutto quello che hanno detto di buono era già stato formulato da greci e indiani secoli prima). Questa evoluzione e` stata poi strumentalizzata da varie figure di potere che ne hanno usato la reale forza morale per legittimare le loro posizioni di privilegio e le loro lotte di potere. Le sanguinose lotte di religione giustificate da ridicole differenze di dottrina diventano comprensibili solo se interpretate come lotte di diverse comunità istigate da leader alla ricerca del potere.

Il ruolo storico delle chiese diventa quindi quello di pastori del gregge umano: intermediari che utilizzando la credulità e il bisogno di moralità delle masse ha lavorato per cementare il consenso verso le classi dominanti.

La giustificazione da parte loro di questo ruolo meschino e` che, per lo meno, mantenendo la chiesa cristiana come mezzo di controllo e indottrinamento si potevano salvaguardare un minimo di valori morali che nella schietta lotta al potere inevitabilmente vengono meno. Mantenendo almeno il ricordo scritto o una predicazione vacua di valori altri, la chiesa da una parte godeva dei privilegi dell'elite, dall'altra sentiva di preservare almeno in parte il bagaglio culturale positivo del Cristo.

E` importante notare come la chiesa abbia da tempo perduto questo ruolo. L'indottrinamento e il controllo delle masse che avveniva davanti all'altare oggi si consuma davanti all'altare catodico della televisione e delle pubbliche relazioni. I valori morali che pretendeva di difendere la chiesa sono stati sostituiti dai valori dell'internazionalismo, democrazia e libertà individuale, svuotati di ogni significato e contenuto esattamente come la chiesa faceva con la carità, la famiglia e la compassione.

L'ancien regime dei nobili aveva bisogno di un apparato di propaganda che insegnasse alla gente a rassegnarsi alle disuguaglianze e ai poteri costituiti. La chiesa del "dai a Cesare quel che e` di Cesare" e del "regno dei cieli" era perfetta per quello scopo. Ma la società borghese del consumo abbisogna di dottrine diverse: ha bisogno di individui isolati, capricciosi e superficiali che plachino i loro vuoti interiori nel consumo di massa. La maturazione delle tecniche di propaganda contemporanee ha visto lo svuotamento delle chiese e la rincorsa dei leader religiosi, onestamente terrorizzati, verso i politici per dimostrarsi ancora utili nel generare consensi in una importante svolta a destra di tutte le chiese cristiane in Occidente che continua oggi. La vera vittima di questa svolta a destra sono quegli stessi valori cristiani realmente morali che vengono sempre più massacrati dalle azioni meschine di realpolitik dei vertici ecclesiastici.

Io personalmente mi auguro che l'istituzione-chiesa muoia atrocemente, come ha ormai strameritato. Mi auguro altresì che la gente impari a riscoprire i valori morali che risiedono per natura nella coscienza di ognuno senza avvelenarli con ridicole zavorre dogmatiche e senza asservirsi agli scopi temporali di sedicenti leader. Ma d'altronde questo vale anche per la politica.
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MessaggioTitolo: Re: Chiesa, religione: cosa ne pensate?   

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