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 I Savoia e il massacro del Sud

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Hoffa

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MessaggioTitolo: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 11:21

In esclusiva, la prima parte della prefazione di Pino Aprile alla ristampa del libro " I savoia e il massacro del Sud " di Antonio Ciano

Dopo 15 anni dalla prima pubblicazione torna in tutte le librerie il bestseller di Antonio Ciano " I savoia e il massacro del Sud"



Con prefazione di Pino Aprile
Magenes editore

" I Savoia e il Massacro del Sud", il bestseller di Antonio Ciano, è in ristampa, a giorni sarà distribuito in tutta Italia dalla MAGENES.

Sarà presentato a Gaeta il 16 luglio 2011 da Pino Aprile alla presenza del Sindaco Dott Antonio Raimondi, dell'Assessore alla cultura Dott. Salvatore di Ciaccio.
L'incontro sarà moderato dal Dott. Erasmo Lombardi. Brani del libro saranno letti da Mino Forcina.

PREFAZIONE

di Pino Aprile


Questo libro fu pubblicato, la prima volta, quindici anni fa. È il risultato della riflessione, della dignità e dell’indignazione di un uomo che ha riscoperto, nella sua carne, una ferita antica e mai chiusa: il martirio della sua città, Gaeta, per favorire la nascita del- l’Italia unita, rivelatasi matrigna e persino ancora nemica di chi, a quella costruzione storica, ha pagato, per tutti, il prezzo più alto, in risorse e sangue. Antonio Ciano è un uomo perbene, mosso da quella passione civile che spinge alla ricerca della verità, alla denuncia delle storture, e soprattutto all’azione, magari in totale solitudine, o in assoluta minoranza; per l’incapacità di tradire il primo comandamento degli onesti: fa’ quel che devi!


Perché ne parlo così? Perché lo conosco.


Sono l’autore di Terroni, la rilettura, da Sud, di 150 anni di storia d’Italia, dal Risorgimento a oggi, con il racconto dell’invasione, le stragi, il saccheggio del Sud, gli stupri, le torture, le rappresaglie, le leggi per drenare danaro nel Meridione e spenderlo al Nord, allora come oggi (è solo un degno continuatore di una delinquenziale e consolidata pratica il ministro Giulio Tremonti che sottrae decine di miliardi di euro dai Fondi per le aree sottoutilizzare (cui erano destinati per legge!) e li dilapida all’ombra della sue Alpi, per esempio per pagare le multe europee per le truffe degli degli allevatori padani). È stato detto che Terroni ha risvegliato l’orgoglio del Sud e lo ha indotto a cercare strumenti politici per pretendere il rispetto di quel diritto all’equità, da parte dello Stato, che sin qui è stato negato ai meridionali (si era pensato di sostituirlo con l’insulto…).


Altrimenti, non si spiegherebbe il sorprendente successo del libro, che ha polverizzato ogni più rosea previsione editoriale, sino a divenire un fenomeno non solo letterario, ma sociale, politico. La verità è un’altra: Terroni ha incontrato un’onda insospettatamente alta, che era montata negli anni, senza che nessuno si fosse accorto di quanto potente e vasta fosse; nemmeno io che, pure, a questi temi ho dedicato studio e scritti.


Quella sollevazione di tanto popolo si deve ad altri: alla reazione dei meridionali per la quantità e vomitevole qualità di offese, discriminazioni, attacchi razzisti firmati dalla Lega e benedetti da buona parte dei reazionari del Nord, sostenuti da reazionari del Sud, ignorati da progressisti del Nord e del Sud: dallo sciagurato accordo Pagliarini-Van Miert (il primo, leghista, allora purtroppo per l’Italia e per il Sud, ministro; il secondo rappresentante dell’Unione Europea), che tolse, solo al nostro Mezzogiorno, gli sgravi fiscali concessi alle aree depresse del continente, e costò 100mila posti di lavoro nelle regioni italiane già a più alta disoccupazione; alle manovre leghiste per togliere a Napoli la paternità della pizza e della dieta mediterranea!


Ma quella sollevazione di tanto popolo si deve anche alla conoscenza diffusa da tanti autori, prima di Terroni, sulle vere vicende del Risorgimento e la diseguale, ferocemente diseguale, distribuzione delle risorse: nessuna industria ha reso tanto al Nord, quanto la fabbrica della sottrazione delle risorse destinate al Sud (persino l’Ici sulle case di lusso fu abolita in tutt’Italia, grazie al solito manolesta Tremonti, con i 3,5 miliardi di euro stanziati per riassestare strade e porti di Calabria e Sicilia).


Uno dei primi e più attivi di quella nuova leva di meridionalisti che produssero il riemergere di una sopita e rassegnata sensibilità è Antonio Ciano.


Continua (....)


http://partitodelsud.blogspot.com/2011/07/in-esclusiva-la-prima-parte-della.html
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 12:27

Su "Indipendenza" ho letto diversi scritti su quello che i compagni chiamano "colonialismo interno". Su questa questione un'idea me la sono fatta da un po' di tempo, proprio leggendo la rivista. E devo dire che mi piace molto il modo e l'angolazione con cui i compagni trattano l'argomento.
So che ci sono molti gruppi nel sud che fanno un lavoro speculare a quello della Lega al nord. Per diversi motivi non mi piacciono né gli uni né gli altri. Uno, perché vogliono spaccare la nazione e riportarci indietro ai comuni e a regni dinastici. Secondo, perché li vedo espressione di destre localistiche: non c'è anti-imperialismo, non c'è anti-capitalismo, non c'è un'idea di società che definirei "socialista" per intenderci
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Hoffa

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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 12:33

kamo ha scritto:
Su "Indipendenza" ho letto diversi scritti su quello che i compagni chiamano "colonialismo interno". Su questa questione un'idea me la sono fatta da un po' di tempo, proprio leggendo la rivista. E devo dire che mi piace molto il modo e l'angolazione con cui i compagni trattano l'argomento.
So che ci sono molti gruppi nel sud che fanno un lavoro speculare a quello della Lega al nord. Per diversi motivi non mi piacciono né gli uni né gli altri. Uno, perché vogliono spaccare la nazione e riportarci indietro ai comuni e a regni dinastici. Secondo, perché li vedo espressione di destre localistiche: non c'è anti-imperialismo, non c'è anti-capitalismo, non c'è un'idea di società che definirei "socialista" per intenderci

Più che altro io metterei in evidenza che l'unità d'Italia è stata fatta male e i metodi usati dai generali piemontesi verso le popolazioni meridionali furono brutali.
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 12:55

Hoffa ha scritto:
kamo ha scritto:
Su "Indipendenza" ho letto diversi scritti su quello che i compagni chiamano "colonialismo interno". Su questa questione un'idea me la sono fatta da un po' di tempo, proprio leggendo la rivista. E devo dire che mi piace molto il modo e l'angolazione con cui i compagni trattano l'argomento.
So che ci sono molti gruppi nel sud che fanno un lavoro speculare a quello della Lega al nord. Per diversi motivi non mi piacciono né gli uni né gli altri. Uno, perché vogliono spaccare la nazione e riportarci indietro ai comuni e a regni dinastici. Secondo, perché li vedo espressione di destre localistiche: non c'è anti-imperialismo, non c'è anti-capitalismo, non c'è un'idea di società che definirei "socialista" per intenderci

Più che altro io metterei in evidenza che l'unità d'Italia è stata fatta male e i metodi usati dai generali piemontesi verso le popolazioni meridionali furono brutali.
E per dire questo che nel sud sono nati tanti gruppi e gruppuscoli, alcuni si autodefiniscono anche partiti, che vedo infarciti di notabili locali e di fascisti, e che chi più, chi meno esaltano i Borboni?
Io salvo le posizioni di chi è davvero interessato ad una ricostruzione storica e di memoria della storia d'Italia. Non salvo invece nessuna delle forze "sudiste" (della Lega non parlo nemmeno) che ho la sensazione che speculino su delle tragedie storiche per fare carriera o per ambizioni di potere.
Dopo di che, ripeto, mi interessa molto come "Indipendenza" guarda alla storia dell'Italia, come leghi storia ed attualità e come, in ciò che sostiene, dica ed indichi strade che trovo in sintonia con le mie idee.
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Hoffa

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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 13:04

kamo ha scritto:
Hoffa ha scritto:
kamo ha scritto:
Su "Indipendenza" ho letto diversi scritti su quello che i compagni chiamano "colonialismo interno". Su questa questione un'idea me la sono fatta da un po' di tempo, proprio leggendo la rivista. E devo dire che mi piace molto il modo e l'angolazione con cui i compagni trattano l'argomento.
So che ci sono molti gruppi nel sud che fanno un lavoro speculare a quello della Lega al nord. Per diversi motivi non mi piacciono né gli uni né gli altri. Uno, perché vogliono spaccare la nazione e riportarci indietro ai comuni e a regni dinastici. Secondo, perché li vedo espressione di destre localistiche: non c'è anti-imperialismo, non c'è anti-capitalismo, non c'è un'idea di società che definirei "socialista" per intenderci

Più che altro io metterei in evidenza che l'unità d'Italia è stata fatta male e i metodi usati dai generali piemontesi verso le popolazioni meridionali furono brutali.
E per dire questo che nel sud sono nati tanti gruppi e gruppuscoli, alcuni si autodefiniscono anche partiti, che vedo infarciti di notabili locali e di fascisti, e che chi più, chi meno esaltano i Borboni?
Io salvo le posizioni di chi è davvero interessato ad una ricostruzione storica e di memoria della storia d'Italia. Non salvo invece nessuna delle forze "sudiste" (della Lega non parlo nemmeno) che ho la sensazione che speculino su delle tragedie storiche per fare carriera o per ambizioni di potere.
Dopo di che, ripeto, mi interessa molto come "Indipendenza" guarda alla storia dell'Italia, come leghi storia ed attualità e come, in ciò che sostiene, dica ed indichi strade che trovo in sintonia con le mie idee.

A me non interessa tanto un discorso revisionista ma mi piacerebbe capire attraverso lo studio dei documenti storici e delle testimonianze se per esempio si poteva conseguire una unità diversa rispetto a quella che ha consegnato l'Italia a una dinastia vergognosa come i Savoia. Per esempio dalle Cinque Giornate di Milano e dalla Repubblica Romana poteva nascere qualcosa di diverso?
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 13:14

Hoffa ha scritto:
A me non interessa tanto un discorso revisionista ma mi piacerebbe capire attraverso lo studio dei documenti storici e delle testimonianze se per esempio si poteva conseguire una unità diversa rispetto a quella che ha consegnato l'Italia a una dinastia vergognosa come i Savoia. Per esempio dalle Cinque Giornate di Milano e dalla Repubblica Romana poteva nascere qualcosa di diverso?
sì, vabbé, ma allora? Non è meglio pensare a costruire un'Italia diversa da quella asservita che c'è?
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MessaggioTitolo: Re: I Savoia e il massacro del Sud   Gio Lug 07 2011, 13:20

kamo ha scritto:
Hoffa ha scritto:
A me non interessa tanto un discorso revisionista ma mi piacerebbe capire attraverso lo studio dei documenti storici e delle testimonianze se per esempio si poteva conseguire una unità diversa rispetto a quella che ha consegnato l'Italia a una dinastia vergognosa come i Savoia. Per esempio dalle Cinque Giornate di Milano e dalla Repubblica Romana poteva nascere qualcosa di diverso?
sì, vabbé, ma allora? Non è meglio pensare a costruire un'Italia diversa da quella asservita che c'è?

Certo io lo faccio tutti i giorni. Altrimenti non sarei qui non vi pare?
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