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 Noi ed il forum

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Rodolfo Loffredo



Numero di messaggi : 34
Data d'iscrizione : 31.08.07

MessaggioTitolo: Noi ed il forum   Gio Set 20 2007, 19:53

DOPO LE 4 COSE mandate al forum giorni addietro. Ti/vi ringrazio per le istruzioni tecniche e per le spiegazioni redazionali. Essenziali quelle sulla “lunghezza” dei messaggi. Essere concisi è la linea giusta: sapremo sempre esserlo?
Faccio delle ANNOTAZIONI qui. (Le faccio qui dopo averle fatte via email ad Indipendenza-redazione. Capirete.)
—Ho solidi dubbi sulla «adattezza» al forum dei miei pezzi. Non solo quelli (oddìo!) tuttosommato marginali sulle questioni (uffa!) circa i nomi da attribuire alle vie-strade-piazze in cui sono scivolato. Lì mi sono messo a far le prime bucce ad un testo, redattore/firma, di Indipendenza cartaceo — di cui (di lui e dell’argomento) non mi interessa nulla. Da sempre infatti chi può intesta le strade a chi gli pare. Pergamene cerimonie fanfare aule magne; opportunità & vanità. Poi quel che resta — per l’urbanista topografo, per gli Assessori all’Urbanistica e per i postini, messi ed ufficiali giudiziari, polizie diverse e per i viandanti — quei nomi non sono che «sequenze numeriche» (o se vi pare più figo «alfanumeriche») per riconoscere un indirizzo ed andarci. (Mi aveva divertito capire, dalle cento tracce che lascia di sé, la “forma umana” e la forma mentis del redattore bravo ma un po’ «bacchetta» se posso azzardare, un po’ troppo inconsciamente innamorato di valori come “ordine” e “autorità costituita”: valori suoi, che gli lascio tutti. Certo era spiacevole quel DEFINIRE STORICAMENTE GIA’ DA SUBITO, OGGI CHE E’ APPENA UN FRESCO IERI, il peso ed il valore di quei «fatti del G8 genovese»; ed indisponente vedergli ostentare puzza al naso versus il povero «ragazzaccio con l’estintore» ed i «mediatici» esibizionisti con le mani bianche; ma non sarebbe il primo a sputacchiar sententiae su questo quando certe sentenze non potranno che darle quelli che verranno dopo. E se il ragazzo Giuliani fosse stato di quelli che troppo rapidamente e senza sufficiente elaborazione teorica passano all’azione disordinata e violenta — al ‘calore del far casino’ — questo non lo può dire nessuno. Quindi, redattore-padreprefetto, lima il mirino.) Stop.
— No. HO SOLIDI DUBBI SULLA «ADATTEZZA» AL FORUM DEI MIEI PEZZI SULLA BORGHESÌA MAFIOSA. Se servirà parleremo di questo. (A partire dal fatto che non so se condivisibili o condivisi da Indipendenza, non sento per nulla la pulsione a «pubblicarli» comunque sia. Al contrario ho un certo riserbo sulla cosa.) Non voglio scivolare a parlarne se non è indispensabile. (E che il vostro garbatissimo 'psicologo-di-redazione' non «veda» in ciò una mia richiesta ‘sottile’! ‘Quella’ richiesta era dichiarata ma rivolta al mio amico-di-telefono F.) Quei pezzi NON HANNO l’AGILE FORMA DEL DIBATTITO, dell’epistolario con feedback epistolare, del quasi-chat seppure al rallentee, se ho capito bene lo spirito di un forum. E non so a quanti — a chi? — interessi oggi parlare di borghesia mafiosa. Forse la borghesia mafiosa — borghesia tout court — è il gas in cui siamo immersi e respiriamo contenti: non interessa a nessuno parlarne, inchiodarla, sputare sul piatto. Ci dà Valentino Rossi, Fabio Fazio, Fiorello, Riotta e Barbara Spinelli, ci promette auto euro4 per tutti e irrinunciabili favolosi inserti letterari ogni settimana.
— Circa le affermazioni che uno fa, di striscio, al forum. (Non solo le mie, I suppose.) Credo la cosa più «pesante» che ho detto in quel foruming lì è stata affermare [di striscio] «i due grandi partiti cattolici italiani: la DC ed il PCI». Che il PCI e le sue forme allotropiche dedotte fossero/siano «forme» a schema cattolico, a comportamento cattolico, a struttura interna e morale interna esattamente di un tipo che non può che definirsi «CATTOLICO». Questa affermazione aspetta riverberazioni, chiede risposte: od è data per acquisita — e ne sarei contento — o mette a disagio. Chissà. / Ho detto, ancora di striscio, del «caos Frey-Pinochettiano»: la risposta che aspetto è sapere se siamo sempre coscienti e persuasi che il partito di Frey era presente e stipulante — dette il consenso-assenso, sostegno e molto di più — e lo diamo per scontato; o se restringiamo il nostro zoom sul più «facile» e cattivo, assolvendo il resto. (Lo stesso che «praticar l’antiberlusconismo» e sentirsi solo per questo a posto.)
—LA CULTURA DEI PARTICOLARI. Di Indipendenza «cartaceo» ho sempre apprezzato la scelta redazionale di mettere le note «ovvie» ma appunto per questo essenziali e comode, rispettose del lettore ora smemorato, ora a buon diritto poco colto, a buon diritto (si!) distratto. La prima volta mi colpì positivamente che, alla paroletta Keynes, zacchete c’era una nota che mi lessi tutta tutta rimettendo a punto le mie nozioni sfrangiate, i ricordi incasinati, dando loro una riverniciatina. Fanno un gran comodo quelle note: che sennò magari uno allunga il braccio su una garzantina o su un Palmowski: i maneggevoli nemici. COME RIPORTARE QUESTO SUI TESTI DEL FORUM? VORREBBE DIRE dare un compito in più agli ‘admin’? Certo è che ho letto di un tal Neri mai inteso mentovare, e di un Tighler di cui mi giunge da lontano una illeggibile traccia mnestica residuo di chissà quali cronache; io stesso ho scritto nella mia breve vita di ‘interventore’ almeno una dozzina di parole e nomi così. Ed Evola, Eurasia, Stefano delle Chiaie: una notina a piè pagina avrebbe fatto comodo a molti. Dare il compito ai singoli ‘interventori’? Beh, accanto al “citatore in tedesco” (vedi sotto) che si aspetta di poter dire «La triste scienza, di cui presento alcune briciole all’amico [...]» certo di esser capito (e chi non capisce crepi o torni a scuola); o «58. La verità su Hedda Gabler.» e sentire un Oooh! di ammirazione… Accanto a questo ci sarebbero innumerevoli compilatori di dottissime prolississime scassacazzissime note. Non sarà facile.
— FORUM. A fronte di cose interessanti, vive, utili, prese da una Annalisa sul Cile (non starò sbagliando? in quei giorni smanettavo anche su wikypedia…) roba che copiai e spedii ad una signora in Trentino, una che passò un congruo pezzo della sua vita con un ‘compagnero’ cileno sfuggito per caso. un giorno prima del caos Frey-Pinochettiano. A fronte di preziosi interventi e reale «intelligenza scambiata» esiste la possibilità del:
— FORUM COME PALESTRA, o dilettanti allo sbaraglio? A tratti mi assale l’angoscia che un forum non possa essere ANCHE una “palestra” [evoluzione delle antiche «la palestra dei lettori»] dove gente di varia umanità possa citare Hegel senza che ce ne sia proprio bisogno (non strettamente), metterci la paroletta fighetta in tedesco — d’obbligo come pochi anni fa era d’obbligo dire & scrivere, ad ogni rigo, hic et nunc; o quando tutto doveva essere in salsa cilena , ed epistemologico ed ermeneutico, significante e significato, connotativo e denotativo e Kapitalanlage , e poi «circolo virtuoso», «annunciato», «implementare»— e dire «valoriale» certo che ci sarà qualcuno che gli risponderà «valoriale». E guardate che anch’io — che sceeemo! — ho scritto da qualche parte «morfema» quando avrei proprio potuto risparmiarmela la scivolata / vanità/ protoprofessorale che non la fila nessuno…(altra parola evitabile ma di gran brodo: «traccia mnestica»!) Parole inutilmente “domenicali”, un tempo bagaglio del cd ‘terrorismo culturale’; anch’io… Valoriale, morfema / forum come palestra, muscoli, tuffi, ‘io esisto’, pubblico su internet quindi sono.
— COMUNITÀ. Non entro nel fuoco del discorso. Mi sa di preti. Annoto, del tutto a margine, che avverto la paroletta (il lemma, via) «comunità» come TERMINE VASTAMENTE GRANDANGOLARE che prende la colorazione-significato che le proviene ‘dal resto’. Edizioni di Comunità, Comunità di Sant’Egidio, “cucine per comunità”. (E le cucine per comunità possono far da mangiare per innumerevoli tipi e forme di gruppi. Boyscouts, frati, focolarini, gladiotti, campioni olimpionici e truppe da sbarco, hotels 7 stelle e prigioni, basi a Nassirya come a… Le cucine per comunità non hanno di per sé colore politico.) È COME LA PAROLETTA «CONTENITORE»: portauova, porta bottiglie, hangar, baccello, fiala, vescica (natatoria, velenifera, urinaria, ai piedi,…) pentolino, pentolone, busta, tasca, bonza, silo, petroliera, grattacielo-di-uffici; forse addirittura — oserei — stato patria nazione. No, vabbé, fermiamoci al grattacielo-di-uffici! BEN ED ASSAI DIVERSO È «NAZIONALITARIO». Quello l’ho capito perfino io.
Mail 2: dell’11 sett ’07: «Ah, che ne pensi di quanto scritto sul forum in Il problema della sovranità e dell'indipendenza ("Parliamo di Indi"). Se vuoi intervieni anche su questo. Ciao».
Debbo leggerlo — leggerlo bene. Di solito dico che «non ho un’opinione formata sull’argomento», o… «non ho nulla di utile da dire o aggiungere». Così credo che sia. Mi piacerà leggerlo e stop. Se poi salterà fuori lo stimolo, si vedrà. (Segue.) = Il «problema» per me non è "il problema della sovranità e...ecc." (che avevo da subito letto e stampato e dimenticato per cause futili: ora ne ho tappezzato la stanza) ma il fatto che ad oggi - ora, insomma - mi era parso ci fossero 27 risposte a quel pezzo e di non sapere come aprirle. Invece di risposte non ce n’è mi dite. Sono le risposte che vorrei leggere. Qualcuno ne ha?
rodolfo loffredo
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Rodolfo Loffredo



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MessaggioTitolo: Un silenzioso anno dopo: non solo disaffezione.   Mar Ott 28 2008, 10:25

Era il 20 settembre del 2007. Oggi [28] siamo alla fine di ottobre di un anno dopo= 2008. Ho cliccato su "guarda le risposte a questo": nessuna risposta, e di quesiti non futili ne ponevo. Alcuni quesiti (obiezioni forse, ma in attesa di risposta) erano strutturali rispetto al forum, alla sua funzione, ed alla sua funzionalità. Nessuna risposta: come nessuna risposta [vedi ultime righe del mio di un anno fa] avevo trovato ad un problema posto non da me (ma, credo, lanciato da qualcuno degli interni alla gestione del forum). Era un problema di "sovranità ed indipendenza" e non aveva ricevuto - a quella data del set '07 - nessuna risposta!. (Ora guarderò se nell'anno gli è accaduto qualcosa.) Ma non è importante ora che io lo ritrovi. E' importante e grave che ad i questiti - alcuni utili, alcuni centrali, altri drammatici - non abbia mai risposto/riverberato/reagito esaurientenente & responsabilmente nessuno di quelli che "fanno" Indipendenza e leggono gestendolo questo forum. (Tranne che per sorvegliare, "passeggiare tra i banchi", e guidare; ed in qualche caso suggerire cose del tipo "perché non vai invece su Xyz e provi a dire la tua su questo?") Grave che non abbia riverberato né qui né sulla rivista anche quando l'oggetto della critica riguardava (e non marginalmente) argomenti trattati appena prima su Indipendenza.
Giunto a questo non posso far altro che chiudere e - raccolte le carte, gli scritti, i post, gli appunti ed i ricordi, e, riletti alcuni interventi altrui e miei - continui questo discorso con Indipendenza. Per far questo è possibile che mi serva del tempo; e la convinzione che farlo serva a qualcuno.
Con la solita vecchia stima, Rodolfo Loffredo.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Noi ed il forum   Mar Ott 28 2008, 11:57

Rodolfo Loffredo ha scritto:
Era il 20 settembre del 2007. Oggi [28] siamo alla fine di ottobre di un anno dopo= 2008. Ho cliccato su "guarda le risposte a questo": nessuna risposta, e di quesiti non futili ne ponevo. Alcuni quesiti (obiezioni forse, ma in attesa di risposta) erano strutturali rispetto al forum, alla sua funzione, ed alla sua funzionalità. Nessuna risposta: come nessuna risposta [vedi ultime righe del mio di un anno fa] avevo trovato ad un problema posto non da me (ma, credo, lanciato da qualcuno degli interni alla gestione del forum). Era un problema di "sovranità ed indipendenza" e non aveva ricevuto - a quella data del set '07 - nessuna risposta!. (Ora guarderò se nell'anno gli è accaduto qualcosa.) Ma non è importante ora che io lo ritrovi. E' importante e grave che ad i questiti - alcuni utili, alcuni centrali, altri drammatici - non abbia mai risposto/riverberato/reagito esaurientenente & responsabilmente nessuno di quelli che "fanno" Indipendenza e leggono gestendolo questo forum. (Tranne che per sorvegliare, "passeggiare tra i banchi", e guidare; ed in qualche caso suggerire cose del tipo "perché non vai invece su Xyz e provi a dire la tua su questo?") Grave che non abbia riverberato né qui né sulla rivista anche quando l'oggetto della critica riguardava (e non marginalmente) argomenti trattati appena prima su Indipendenza.
Giunto a questo non posso far altro che chiudere e - raccolte le carte, gli scritti, i post, gli appunti ed i ricordi, e, riletti alcuni interventi altrui e miei - continui questo discorso con Indipendenza. Per far questo è possibile che mi serva del tempo; e la convinzione che farlo serva a qualcuno.
Con la solita vecchia stima, Rodolfo Loffredo.
Come vola il tempo, eh Rodolfo? Il tuo cahier de doleances –se ben colgo– si sintetizza nel lamentare un'assenza di considerazione dei forumisti a quanto scrivevi. Fa parte della dialettica e anche dei forum. Non si è obbligati a rispondere. Se si ritiene importante ciò che si dice, si può provare a reimpostare la questione, a trovare un'altra forma anche solo espositiva, a riproporla partendo da spunti diversi. Dopodiché non c'è da farsi sangue acido. Il forum, in tal caso, può fungere molto bene anche come "palestra" di pazienza e di sensibilità/intelligenza dialettica. Da quel 20 settembre del 2007 il forum è sicuramente cresciuto. Prima ancora che per il numero degli iscritti, per il contributo di idee. Non mancherei poi di sottolineare la non banalità delle questioni che nel tempo sono state poste e discusse, ed il modo di affrontarle –nei contenuti e nel tono– tra forumisti, anche quando erano evidenti la diversità di posizioni ed il dissenso. Si tratta per noi di aspetti assolutamente importanti.

Vedi, l'argomento che richiami del forum ("Il problema della sovranità e dell'indipendenza") allora -nel settembre dell'anno scorso- non ha registrato un grande interesse. In quel tempo c'erano molti meno iscritti e pochi interventi. E dire che si tratta di una questione decisiva per "Indipendenza". Eppure nessuno di noi si è messo (riprendo una tua espressione) a "passeggiare tra i banchi" e lamentare sovrane indifferenze. Ci vuole pazienza. Molta. Lo dico in generale. Con il tempo, in altri modi, si è riproposta la questione, e da altre angolazioni il numero degli interventi è stato molto più alto (nel frattempo anche il numero degli iscritti è cresciuto). Non solo. Opportunità per intervenire su quella stessa questione, interfacciandola con argomenti che via via sono stati aperti e che in apparenza potevano apparire indifferenti o estranei, ce ne sono state a iosa e sono state colte. Il mio sommesso suggerimento è... ma non siamo "tra i banchi". Sai già tu. A ben ritrovarti. Questo forum, per crescere, ha bisogno (anche) di un tuo intelligente e costruttivo contributo di idee. E non speculare sulle pieghe di questa mia conclusione. Fa bene sorridere...
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kamo

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Data d'iscrizione : 10.05.07

MessaggioTitolo: Re: Noi ed il forum   Mar Ott 28 2008, 21:32

Rodolfo Loffredo ha scritto:
Era il 20 settembre del 2007. Oggi [28] siamo alla fine di ottobre di un anno dopo= 2008. Ho cliccato su "guarda le risposte a questo": nessuna risposta, e di quesiti non futili ne ponevo. Alcuni quesiti (obiezioni forse, ma in attesa di risposta) erano strutturali rispetto al forum, alla sua funzione, ed alla sua funzionalità. Nessuna risposta: come nessuna risposta [vedi ultime righe del mio di un anno fa] avevo trovato ad un problema posto non da me (ma, credo, lanciato da qualcuno degli interni alla gestione del forum). Era un problema di "sovranità ed indipendenza" e non aveva ricevuto - a quella data del set '07 - nessuna risposta!.
A me toccano gli estremi: o non mi risponde nessuno, o arrivano messaggi a valanga.

Rodolfo Loffredo ha scritto:
COMUNITÀ. Non entro nel fuoco del discorso. Mi sa di preti. Annoto, del tutto a margine, che avverto la paroletta (il lemma, via) «comunità» come TERMINE VASTAMENTE GRANDANGOLARE che prende la colorazione-significato che le proviene ‘dal resto’. Edizioni di Comunità, Comunità di Sant’Egidio, “cucine per comunità”. (E le cucine per comunità possono far da mangiare per innumerevoli tipi e forme di gruppi. Boyscouts, frati, focolarini, gladiotti, campioni olimpionici e truppe da sbarco, hotels 7 stelle e prigioni, basi a Nassirya come a… Le cucine per comunità non hanno di per sé colore politico.) È COME LA PAROLETTA «CONTENITORE»: portauova, porta bottiglie, hangar, baccello, fiala, vescica (natatoria, velenifera, urinaria, ai piedi,…) pentolino, pentolone, busta, tasca, bonza, silo, petroliera, grattacielo-di-uffici; forse addirittura — oserei — stato patria nazione. No, vabbé, fermiamoci al grattacielo-di-uffici! BEN ED ASSAI DIVERSO È «NAZIONALITARIO». Quello l’ho capito perfino io.
Così scrivevi sopra, all'inizio. Da "Indipendenza" ho imparato a distinguere il comunitarismo dal nazionalitarismo. E' davvero, come dici tu, una paroletta "contenitore" che vuole indorare il 'resto' cui s'accompagna. Ci sono casi in cui il concetto di "comunità" è appropriato, però non penso sul piano politico. Se ci penso, non riesco a trovare niente di sensato che si possa definire così sul piano politico. In sé è una parola superflua, o forse vuole indicare una stretta cerchia di persone, un gruppo, una setta. Alla fine mi pare un modo per mantenersi sul generico... che rimanda ad altro...
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