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 Donna violentata dai carabinieri

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Hoffa

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MessaggioTitolo: Donna violentata dai carabinieri   Dom Mar 13 2011, 14:01

ROMA - E' finita con un arresto la protesta, culminata nel lancio di bombe carta, contro la caserma dei carabinieri del Quadraro alla periferia di Roma, dove una ragazza madre di 32 anni in stato di fermo sarebbe stata violentata nei giorni scorsi da tre carabinieri e un vigile urbano ora indagati. Sabato mattina, un improvvisato sit-in di attiviste dei centri sociali e dei collettivi femministi si è trasformato in una veemente protesta con lancio di uova contro la sede locale dell'Arma. Nel pomeriggio si è poi saputo dell'arresto di un uomo accusato di aver lanciato bombe carta.

IL SIT-IN - Il gruppo di donne manifestanti ha urlato slogan non soltanto contro i militari - «Fuori i carabinieri stupratori» (ma i militari sotto accusa sono stati già trasferiti in altre città) - ma anche contro il sindaco di Roma: «Alemanno dimettiti». Dopo un breve corteo nel X Municipio le manifestanti si sono fermate nei pressi della caserma gridando anche: «Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa». Sul caso, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo: indagati tre carabinieri e un loro amico vigile urbano, anche se soltanto uno dei militari avrebbe avuto un rapporto sessuale con la donna, che era stata fatta uscire dalla cella e indotta a bere superalcolici.

«MEGLIO INSICURE» - Dopo aver lanciato uova verso la caserma, le donne hanno esposto striscioni con su scritto: «Carabinieri/sicurezza. Meglio insicure che violentate». «È l'ennesimo episodio di violenza sessuale a Roma che rappresenta il fallimento delle politiche securitarie di Alemanno - commenta Giovanna Cavallo, del movimento Action - Siamo qui per chiedere le dimissioni del sindaco e la rimozione immediata dall'Arma dei carabinieri dei protagonisti dello stupro».

L'UOMO ARRESTATO - Nel corso del pomeriggio personale del Commissariato Tuscolano e della Digos della Questura hanno arrestato S.G, romano di 31 anni, individuato come responsabile del lancio di una bomba carta, di petardi e altri oggetti verso la caserma dei Carabinieri durante la manifestazione di contestazione. L'uomo, una volta identificato, è stato rintracciato e sottoposto a perquisizione domiciliare. All'interno della sua abitazione sono state trovate tre bottiglie incendiarie oltre ad una tanica di benzina. È accusato di confezionamento e porto di materiale esplodente e danneggiamento aggravato

L'INCHIESTA - E, intanto, prosegue l'inchiesta della procura. I tre carabinieri della caserma romana del Quadraro - che sono stati sospesi in via precauzionale dall'Arma - ed il vigile urbano indagati per violenza sessuale dopo la denuncia di una donna di 32 anni saranno risentiti, prossimamente, dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Eleonora Fini. E dopo il trasferimento dei tre militari dalla stazione in altri reparti fuori dalla Capitale, anche il vigile è stato trasferito dal reparto della «viabilità esterna», dove lavorava, ad un ufficio interno della polizia municipale. Ma a presentarsi di fronte ai pm sarà anche la donna di 32 anni che ha denunciato gli abusi. Le indagini dunque puntano a chiarire cosa è successo nella caserma la notte tra il 23 e il 24 febbraio. Dalle deposizioni sarebbero stati due militari ad avere avuto rapporti con la donna. Ma alcuni elementi farebbero supporre che quella notte attorno alle quattro nella caserma potrebbero essere stati consumati anche altri rapporti sessuali tra le cinque persone presenti, ovvero i tre carabinieri, il vigile e la donna detenuta. Elementi chiave potrebbero emergere proprio dal nuovo interrogatorio della donna, una ragazza madre che la scorsa settimana era stata arrestata per un furto di vestiti e ha detto di essere stata violentata nella notte mentre era in caserma, agli arresti. Gli atti istruttori serviranno ai magistrati per approfondire alcuni aspetti della vicenda anche alla luce delle risultanze delle indagini tuttora in corso.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo quanto si è appreso dalla difesa, la cella dove era rinchiusa la donna sarebbe stata aperta da uno dei tre carabinieri coinvolti, l'unico in servizio in quel momento, che svolgeva il ruolo di piantone intorno alle 4 di quella notte. Tutto si sarebbe svolto in un clima «leggero», dopo che le persone coinvolte, compresa la donna che aveva chiesto di mangiare e bere, avevano bevuto alcolici. Dalle deposizione degli indagati emergerebbe che la donna avrebbe avuto prima un rapporto con i due militari. Poi ci sarebbe stato un approccio con il vigile, mentre è ancora da appurare il coinvolgimento del piantone che era in servizio, il quale era comunque presente e testimone dell'episodio. Il tatuaggio indicato dalla donna, infatti, sarebbe stato riconosciuto, da lei, proprio sul corpo del vigile. Secondo una delle versioni rese al pm, sarebbero stati in tre, dunque, ad aver approcciato la donna, tra cui il vigile, che era andato a trovare uno dei militari, suo intimo amico.

Redazione online
05 marzo 2011(ultima modifica: 06 marzo 2011)

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_5/violenza-caserma-sit-in-donne-lancio-uova-190160118548.shtml
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