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 In morte di Francesco Cossiga

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tadiottof



Numero di messaggi : 621
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MessaggioTitolo: In morte di Francesco Cossiga   Mer Ago 18 2010, 08:49

Se non ricordo male, Cossiga era ministro degli interni quando fu uccisa Giorgiana Masi il 12 maggio 1977 a Campo dei Fiori a Roma durante una manifestazione promossa dai radicali a sostegno di referendum.
2000snlp
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: In morte di Francesco Cossiga   Gio Ago 19 2010, 10:31

In morte di Francesco Cossiga

Francesco Cossiga è stato dell'atlantismo un fedele servitore. Con sagacia e con ogni mezzo necessario. Significasse infiltrare, nei cortei, poliziotti in borghese con licenza di sparare e di uccidere, o inviare cingolati a Bologna (1977), o varare leggi (1980) di ulteriore stretta repressiva, o difendere ruolo e valore della committenza politica di Gladio-Stay behind (1990). Non lo piangeremo. Anche per questo. Ognuno piange i suoi morti.
Il che non toglie una compostezza emotiva, di rispetto, dovuta a chiunque di fronte alla sua morte, senza che questo significhi dimenticare né assolvere.

Più che uomo di partito (DC) è stato un uomo di (questo) Stato asservito. Spregiudicato e cinico nell'uso della forza, certo, ma colto e con una sua intelligenza, viva anche nella sua coerente imprevedibilità, più volte sfoderata nello svolgimento delle mansioni che era chiamato e si sentiva chiamato ad assolvere. Anche ricorrendo a dichiarazioni o atti non privi di lungimiranza nella loro logica. Seppe leggere gli effetti che le macerie del muro di Berlino avrebbero avuto sul sistema pentapartitico consociativo italiano e sul suo stesso partito (la DC) e, pur da uomo di immacolata e comprovata fedeltà atlantica, tentò, picconandoli, di salvare il salvabile anche cercando di cavalcare poi, con il suo sostegno a Di Pietro, l'operazione politico-giudiziaria che montava con la compiacenza interessata d'oltreatlantico. Cambiavano gli assetti geopolitici e Washington richiedeva amministrazioni colonizzate e subalterne più in linea con le proprie direttive egemoniche. Una sapiente delegittimazione giudiziaria di un ceto politico asservito, ormai tramontato e non più funzionale, intendeva accelerare in Italy-land i tempi per la sua sostituzione con un altro ancor più servile.
Da uomo di immacolata e comprovata fedeltà atlantica favorì la caduta del governo Prodi e l'ascesa di quello D’Alema nel 1998, sostenendolo con il partito politico da lui appena (e all'uopo) fondato, l’UDR. Un governo funzionale all'aggressione della Jugoslavia al fianco degli americani e con il non secondario effetto di saggiare dell'apparato metamorfico PCI-PDS-DS l'affidabilità atlantica, avviata quantomeno a partire dal riconoscimento e sdoganamento dell'«ombrello NATO» sancito a suo tempo da Enrico Berlinguer.
Sempre da uomo di immacolata e comprovata fedeltà atlantica seppe ora allearsi con la sinistra ora sostenere Berlusconi, e conservare l'omertà, qua e là squarciata da qualche sua dichiarazione (in qualche caso forse depistante, in qualche altro forse no), su piccoli e grandi "misteri d'Italia" (da Moro a Ustica, da Bologna alla strategia atlantica di stabilizzazione stragista, ecc).

Chissà perché, in queste ore, sia sostanzialmente passata sotto silenzio la sua vicinanza alla causa catalana e basca. Nella sua edizione elettronica del 17 agosto (http://www.gara.net/azkenak/08/216087/es/Fallece-Francesco-Cossiga-ex-presidente-italiano-defensor-causa-vasca) Gara, il quotidiano vicino all'illegalizzata Batasuna (sinistra patriottica basca), scrive: «Cossiga è stato conosciuto nei Paesi Baschi per il suo importante ruolo nella difesa della causa basca, dando impulso diretto ai recenti processi politici, da quello di Lizarra-Garazi al processo negoziale 2005-2007, combattendo apertamente la politica di messa fuori legge da parte dei governi Aznar e Zapatero. Tra le altre cose, Cossiga si è incontrato con esponenti della sinistra nazionalista basca (Batasuna, ndt) anche nei tempi più duri dell'illegalizzazione. Ha ascoltato le loro proposte per la pace e si è adoperato in iniziative come la “dichiarazione dei Sei”, firmata nel 2006 insieme ad altri referenti internazionali come Gerry Adams, Kgalema Mothlante, Adolfo Pérez Esquivel, Cuauhtemoc Cárdenas e Mario Soares (...). Nell'ultima intervista concessa a Gara nel 2007 sottolineava che “la magistratura spagnola ha un'origine ed una mentalità largamente franchista ed è legata alla ideologia della Hispanidad e che il Psoe ha una visione centralista della Spagna, a favore della repressione di qualunque movimento autonomista e indipendentista”».

Atti derivanti da una sensibilità nazionale, stante la sua origine sarda, o dall'ostilità politica mai nascosta nei confronti dell'ex leader del Partito Popolare ed ex capo del governo, il «franchista» José Maria Aznar?
Catalani e baschi comunque ringrazia(va)no, dal loro punto di vista giustamente, per l'utilità di queste contraddizioni nell'avverso campo atlantico.
Certo non si è trattato di una resipiscenza democratica del nostro. Di fronte all'Onda studentesca anti-Gelmini, intervistato dal Quotidiano Nazionale (22 ottobre 2008), così Cossiga suggeriva: «Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedali. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Indipendenza
17 agosto 2010
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tadiottof



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MessaggioTitolo: vivere nelle contraddizioni   Gio Ago 19 2010, 14:36

ognuno si fara' la sua opinione sulla base del massimo della conoscenza e dell'informazione sui fatti e misfatti del personaggio.
Senz'altro era schizofrenico (doppia pesonalita') in quanto cattolico osservante e praticante.
ll parrocco del suo paese a Sassari dice che andava a confessarsi tutte le volte.
Accettiamo di essere governati da persone schizofreniche?
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panizzi



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MessaggioTitolo: Re: In morte di Francesco Cossiga   Gio Ago 19 2010, 16:39

Il personaggio è noto come anticomunista e legato ai momenti più oscuri delle trame antipopolari, basta leggersi quanto consigliava a Maroni per reprimere le lotte degli studenti infiltrandoli di provocatori per poi massacrarli di botte da parte della polizia, basta ricordarsi di Giorgiana Masi e di Francesco Lorusso
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fcalvano



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MessaggioTitolo: in morte di aldo moro   Gio Ago 19 2010, 19:28

Cossiga era ministro dell'interno anche quando fu rapito e ucciso Aldo Moro. A seguito della tragica conclusione, fu costretto alle dimissioni. POI, per premio, fu eletto Presidente della Repubblica. Oggi, con la sua morte, tutto si può seppellire!
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tadiottof



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MessaggioTitolo: da Politica Internazionale   Ven Ago 20 2010, 15:49

"""""Oggetto: Re: “Mossad, base Italia” Lun Mar 29 2010, 15:25

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tadiottof ha scritto:
Nel libro abbiamo la conferma del ruolo reazionario, eversivo, antipatriottico della DC, nazionale e straniera, a partire da De Gasperi.
2000snlp

Mi sa che dal dopoguerra ad oggi tutte le classi dirigenti sono state più o meno servili all' "alleato" americano. Di patriottismo ci sarebbe davvero finalmente bisogno in questo paese.
Iskra""""""""""

Lo scambio torna di attualita', ma oggi il richiamo al patriottismo e' anacronistico.
2000snlp
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: In morte di Francesco Cossiga   Ven Ago 20 2010, 16:22

tadiottof ha scritto:
"""""Oggetto: Re: “Mossad, base Italia” Lun Mar 29 2010, 15:25

--------------------------------------------------------------------------------

tadiottof ha scritto:
Nel libro abbiamo la conferma del ruolo reazionario, eversivo, antipatriottico della DC, nazionale e straniera, a partire da De Gasperi.
2000snlp

Mi sa che dal dopoguerra ad oggi tutte le classi dirigenti sono state più o meno servili all' "alleato" americano. Di patriottismo ci sarebbe davvero finalmente bisogno in questo paese.
Iskra""""""""""

Lo scambio torna di attualita', ma oggi il richiamo al patriottismo e' anacronistico.
2000snlp
Sono d'accordo con Iskra. In Italia più si sono strette le catene della servitù, della dipendenza nazionale, più accentuato è stato ed è l'arretramento dei diritti sociali e delle condizioni materiali della classi subalterne. L'anacronismo di cui parli, Tadiottof, con riferimento al patriottismo, senza peraltro spiegare perché, è secondo me a-cronistico, cioè fuori dal tempo, fuori da questo tempo, fuori dalla realtà. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore è accettazione dello status quo peggiorativo andante.

Ovunque le classi subalterne e sfruttate sono riuscite a risollevare le proprie condizioni, a mettere in discussione il sistema capitalistico dominante, non a caso lo hanno fatto e lo fanno basandosi su un'idea forza, di base e propulsiva, quale quella di liberazione nazionale, indipendenza, patria, sovranità popolare. E' scritto nella Storia. E' Storia, volgendo uno sguardo internazionale, geopolitico, ai nostri giorni.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: prefissi   Sab Ago 21 2010, 07:17

guarda che a- e ana- hanno lo stesso significato.
la n si mette per questioni di pronuncia.
Non volermene se faccio il professore, e' per capirsi meglio.
Visto che a- ana- hanno lo stesso valore, dovresti meglio spiegare cosa intendi per "acronistico", perche' anacronistico vuol dire appunto "fuori del tempo" mentre utopia fuori dellla realta'" (letteralmente un luogo che non c'e', come ucronia "un tempo che non c'e', non esiste).
2000snlp"
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: In morte di Francesco Cossiga   Sab Ago 21 2010, 11:57

tadiottof ha scritto:
guarda che a- e ana- hanno lo stesso significato.
la n si mette per questioni di pronuncia.
Non volermene se faccio il professore, e' per capirsi meglio.
Visto che a- ana- hanno lo stesso valore, dovresti meglio spiegare cosa intendi per "acronistico", perche' anacronistico vuol dire appunto "fuori del tempo" mentre utopia fuori dellla realta'" (letteralmente un luogo che non c'e', come ucronia "un tempo che non c'e', non esiste).
2000snlp"
Scusate, Iskra e Tadiottof, se m'inserisco, ma parlavo giusto qualche sera fa con un compagno di anacronismo ed utopia.
Dunque, Tadiottof, sintetizzo: "ana-" ("indietro", "contro") richiama con "cronos" l'andare indietro nel tempo; "a-" l'essere privo/fuori, né "indietro" né "contro" quindi, e con "cronos" rimanda all'essere fuori dal tempo. Il che porta con sé l'essere fuori dalla realtà.
"Utopia" significa "in nessun luogo", ma adesso, non signifca, non prescrive che quel "luogo" non ci possa essere un domani.
Scusate ancora...
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tadiottof



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MessaggioTitolo: partecipazione al rosario?   Lun Ago 30 2010, 08:15

mi chiedo come possano esserci 1.874 visite a questo messaggio con soli 8 commenti e appena 11 visite sul "sistema carcerario"?
2000snlp
PS
coda ai precedenti commenti su questo topic
a- e' "alfa" privativo (negazione).
La enne di ana- serve per la fonetica
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