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 Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone

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AutoreMessaggio
sankara

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MessaggioTitolo: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 16:58

Vi invito a discutere di un paio di questioni di attualità politica.

La rottura nel PDL tra Berlusconi e Fini segnala che è finita (o comunque è entrata nella sua fase conclusiva) l'era di Berlusconi (non direi però del berlusconismo, che è poi una sottocategoria dell'americanizzazione di questo paese). E dunque –è questa la prima filiera di interrogativi che pongo– come mai, secondo voi, un Fini, figura collaudata di opportunista politico, si sgancia da un partito in cui potenzialmente, non scontatamente certo, avrebbe potuto essere il successore di Berlusconi? Come è collegabile questo con l'operazione di Casini che ha lanciato il "Partito della Nazione"? E che parte hanno, secondo voi, in questa vicenda, i poteri atlantici che restano i veri decisiori d'ultima istanza delle sorti (anche) del nostro paese?

Sul versante opposto ho la sensazione che si stia costruendo l'ascesa di Vendola a figura leader dell'area del cosiddetto centrosinistra, con d'altro canto le dirigenze di PRC e PdCI che mi sembrano allo sbando politico. Che pensate al riguardo? Che conseguenze vedete?
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 19:16

Citazione :
E che parte hanno, secondo voi, in questa vicenda, i poteri atlantici che restano i veri decisiori d'ultima istanza delle sorti (anche) del nostro paese?
Ciao.
Io non direi "poteri" o meglio,è sempre un potere che io però individuo come quello dell'essere Pappagallo,il famoso pappagallismo,copiare a spada tratta il vincitore,convinto che basti solo copiare il vincitore per essere veramente vincente.
Mi scuso per le solite introduzioni Laughing

Il Progresso colpisce ogni cosa,se io dovessi restare fermo alla mia idea di Sinistra di quando ero giovane e cioè un po di anni fa,onestamente oggi più della metà dei cosi detti elementi della Sinistra a me sembrerebbero di destra !!!!!!!
Con questa semplice cosa ho detto gia cosa ne penso delle tue domande.
Il Pappagallismo non ci sta facendo rendere conto che la Sinistra in America non esiste o meglio non esiste come la intendiamo noi.
In America esistono molti movimenti,esiste un qualche uno che ogni tanto si fa famoso e sembra criticare ma non stiamo parlando di Sinistra e tanto meno sinistra comunista.
Forse mi ripeto se qualcuno fa caso a quello che dico altrimenti meglio Laughing
Dunque Fini e Berlusconi cosa fanno ??
Berlusconi e Fini stanno scalzando via definitivamente l'opposizione posta li dalle votazioni popolari.
Quello che sta accadendo tra Berlusconi e Fini,sarebbe dovuto accadere come norma tra un esponente dell'opposizione ed egli,cioè Berluscotto ma invece nessuno a Sinistra o Centro o Centro sinistra ha avuto ilcoraggio di parlare come ha parlato e parla Fini,non che parli bene per me ma il gioco questo è,ci si pensi.
Non è la prima mossa che il Governo Berlusconi muove su questo fronte.
Tutto il mio discorso potrebbe sembrare ridicolo e lo sarebbe se Berlusconi o Fini avessero richiesto le votazioni anticipate ma nessuno dei due intende muoversi da dove è,dunque ecco che quanto dico non è ridicolo.
Poi se mi si permette c'è anche un aspetto della quale nessuno ha parlato.
In Italia i Governi non hanno mai durato molto ed onestamente nessun Politico aveva memoria di ciò,cioè cosa volesse significare stare 5 anni al Governo !!!!! Evil or Very Mad
Ecco dunque che alla male augurata da loro per primi conferma del popolo con le recenti votazioni regionali,tutto il Governo regente è andato in crisi.
Tutto è iniziato definitivamente con il rendersi conto che avrebbero durato 5 anni !!!!
Chiedetelo a Bertinotti che sola è stata stare li seduto alla presidenza della Camera,chiedetegli cosa avrebbe fatto se avesse saputo che ci sarebbe dovuto stare per 5 anni !!!!!!! Laughing Laughing
Tutto visto da qui eh !!
Berlusconi decide e l'unico che sta provando a tenergli testa è Fini,ora o lo fa come manovra strategica come detto da me per scalzare via definitivamente la Sinistra e Centro Sinistra,come del resto simile monovra è servita per scacciare la Sinistra Antagonista dal Parlamento,strategie..o comunque, l'Opposizione non ha voce in capitolo oltre che non avere una reale forza,visto che è Fini che visto da qui sembra l'Opposizione al Governo Berlusconi.
Ritornando all'America,tutto questo è gia avvenuto un bel po di anni fa.
In America ci sono Capitalisti e basta,nulla di Sinistra come la intendiamo noi e ben che meno cenni lontani di comunismo.
In Italia tutto ciò che può portare a Comunismo o Sinistra quella che non sopporta le proforme, deve essere abbattuta come in America
Mi scuso se sembro scrivere dal futuro ma voi che state con i piedi più per terra di me,fateci caso.
Ritornando alla battuta iniziale guarda caso non sono io che dice di Fini sembrare quasi uno di Sinistra,come dicevo riguardo al progresso e chi a me oggi mi sembra di destra anche se dice di essere di Sinistra.
Infine,avete presente quando una relazione dovrebbe finire ma uno dei due non vuole mollare,dal quel momento accadono una marea di cose che non sarebbero dovute accadere perche la relazione in realtà sarebbe gia dovuta finire.
Il Governo non molla e dunque ecco la nascita di mille e più perversioni per far quadrare sempre il cerchio.
Se il governo fosse caduto,tutto sarebbe normale ma il Governo non molla e dunque allora tutto è permesso per andare avanti,tra meno di tre anni chi voterà la Sinistra cosi ridotta,cioè al nulla ??
Ancora ciao.
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tiberio



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 20:03

Ricordo Fini come regista della mattanza di Genova luglio 2001 e non credo a conversioni e cambiamento sostanziali in età matura. Credo nella chiave di lettura opportunistica.
Il conflitto interno alla destra è reale, non è secondo me solo un gioco delle parti né può essere letto in chiave personalistica.
Berlusconi ha svolto formidabili servigi al padronato, alla Chiesa Cattolica Romana ed alla potenza americana; ne ha ottenuto ampie ricompense. Ma esagera, si fa prendere la mano dal delirio di onnipotenza e probablimente c'è anche un problema di decadimanto fisico e psichico. Non piace più, questo è evidente, ai suoi principali beneficiati.
Il suo potere personale resta comunque enorme e centrato su questa anomalia unica nel mondo occidentale di avere in mano, un politico, tre reti televisive commerciali, numerosi rotocalchi e alcuni giornali. Armi potentissimi in una democrazia formale matura e un po' marcia come quella italiana. Per questo in pochi seguono Fini nella destra. Tuttavia Fini non aveva scelta: la separazione da Berlusconi era l'unica carta possibile per accreditarsi come successore in un prossimo futuro come leader della destra italiana, accreditarsi intendo presso Confindustria, Vaticano e Ambasciata di via Veneto. Un azzardo inevitabile, secondo me. Chi può dire se gli andrà bene?
L'opposizione sta malissimo, è messa in un angolo; le forze comuniste sono tutte completamente morte, ma i gruppi dirigenti non se ne sono ancora accorti almeno apparentemente, lo dice uno che segue assiduamente il dibattito interno di PRC-PDCI-Federazione della sinistra e stendiamo un pietoso velo su Sinitra critica e PCdL e altre formazioni che ruotano intorno ad una sola persona. Il PD scalzato dall'IdV ha definitivamente fallito il suo progetto di bipolarismo all'americana ed è costretto ad una vetusta politica delle alleanze. In molti si aggrappano a Vendola che svolge la funzione che fu di Cofferati, animatore di sogni impossibili di rivincita. Le opposizioni insieme perdono per non credibilità, separate perdono per la legge elettorale. Il centro non ha i numeri, nemmeno con Fini.
Comunque Confindustria Vaticano ed America possono aspettare, tuttosommato la situazione attuale per loro non è male. Pensano al futuro, prendono le distanze, ma una alternativa può aspettare.... tutto sommato.
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Riccardo Alfonso



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 20:04

Il caso Fini-Berlusconi
Non sembra che a quella parte dell’opinione pubblica più attenta e meno vacanziera sia sfuggita il taglio dato dai due contendenti nell’area di centro-destra che si stanno beccando come farebbero due galletti consapevoli che esiste una sola possibilità d’esistere per essi in un pollaio tanto affollato di galline bramose d’avere il loro “re”. In pratica ci stanno dicendo con altre parole, beninteso, che quando è stata compiuta l’operazione di “accorpamento” delle due anime “storiche” del centro-destra facendo affluire i due movimenti nel Pdl, si intuiva che, essendo in due i fondatori, il tutto sarebbe finito, prima o poi, con una alternanza alla guida del partito. Ora Fini ha semplicemente rivendicato la sua “opzione” in nome di un diverso modus operandi nel quale vi fosse più democrazia interna, più rispetto per la legalità e minore conflittualità con le opposizioni, ma anche un rapporto meno squilibrato con l’alleato leghista. Ma il conto presentato non piace più a Berlusconi perché resta prigioniero di Bossi e dei suoi luogotenenti che rivendicano tra l’altro una “successione” leghista alla guida del governo e ventilano la possibilità che possa esserlo Tremonti. A questo punto il nostro capo del governo ha fatto un po’ di conti e ha compreso che tra i leghisti da una parte, e Fini dall’altra la scelta non poteva essere altro che scaricare il Presidente della Camera e il piccolo manipolo dei suoi supporter. Per Berlusconi diventa vitale tenere il controllo del Partito e nello stesso tempo tranquillizzare quello che ritiene l’alleato più sicuro e fedele. Per la successione c’è tempo per pensarci e per i prossimi tre anni molta acqua passerà sotto i ponti della politica. D’altra parte con i leghisti si può permettere strappi istituzionali, leggi ad personam ecc. che con Fini non potrebbe e, perché no?, ambire alla stessa presidenza della Repubblica. D’altra parte Fini può riscuotere credito dalla destra in nome della “vecchia appartenenza” ma continua ad essere visto se non proprio con diffidenza di certo con qualche riserva dagli stessi suoi sostenitori. E Fini a sua volta cosa sarebbe senza una carica istituzionale e senza disponibilità economiche? Poco meno di un bluff. Una bolla politica pronta scoppiargli tra le mani. E qui concediamo al Presidente del consiglio d’incassare un punto a suo favore, ma la partita è lunga anche se Fini ha poche carte e non certo da permettergli una vittoria a tavolino. Ora il gioco passa a Berlusconi e staremo a vedere se vorrà fare scacco matto o limitarsi ad una vittoria ai punti, ovvero chiedendo con una mozione di sfiducia di far dimettere il presidente della Camera o limitarsi a paventare tale eventualità per continuare a condizionarlo. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)
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Riccardo Alfonso



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 20:25

La candidatura Vendola alla leadership del Pd è una pura illusione. Non certo per demeriti del Governatore della Puglia, ma per la situazione politica generale e le diverse anime presenti in questo partito. Occorre un uomo o una donna diversi e, soprattutto, meno legati ad una "corrente politica" poiché parliamo di aggregazioni e non certo di rotture. Vendola ha ottenuto un successo personale in Puglia e gliene diamo atto. Ma non credo che tutto questo gli possa consentire di spaziare altrove con altrettanto successo. La partita a livello nazionale si gioca in un'area di centro dove gli equilibri sono delicati e sensibili e non si può partire a determinarli ne da sinistra ne da destra. Diciamo, per sgombrare il terreno da possibili malintesi, che l'attuale segreteria Bersani è inadeguata come lo era Franceschini, sebbene da considerarlo un male minore, ma non lo è nemmeno una leadership di Letta. E allora? Qui sta il punto e non solo l'interrogativo. A noi manca una personalità forte capace d'essere un riferimento per tutto quel popolo che si riconosce nel Pd e che è rappresentato, volenti o nolenti, anche dall'anima cattolica. Immaginiamo, ad esempio, se al posto della Bonino, con i suoi precedenti anticlericali, si fosse candidata nel Lazio una figura meno "confessionale" e meno "chiacchierata" in certi ambienti e avremmo, di certo fatta la differenza a quel poco che i due schieramenti hanno diviso per ottenere il successo.
Ma il discorso della leadership non deve farci sfuggire la necessità che il Pd si presenti con un programma e che dimostri tangibilmente cosa lo distingue dal Pdl e faccia, soprattutto, una scelta di campo se sostenere gli interessi di un popolo di lavoratori a "basse retribuzioni", disoccupati, precari, artigiani piccole imprese o gli interessi del grosso capitale e dei suoi poteri forti e lobbistici. Deve saper fare la differenza, crederci e farlo credere con determinazione e senza compromessi. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Sab Lug 31 2010, 21:08

una rottura perché certi poteri forti hanno intuito il delirio di onnipotenza di Silvio che talvolta, per questo, compie atti o azioni addirittura contro i suoi sponsor (vaticano confindustria modello americano ecc). E Fini cerca di smarcarsi e di costruire un futuro da leader su POLTRONE (l'uomo non ha mai lavorato in vita sua, cooptato ai tempi di Almirante come segretario Fdg in via Sommacampagna, poi MSI ecc).
L'uomo, ambizioso, di destra in quanto del fascismo ha sempre e solo visto quel che gli pareva (anticomunismo, libertà d'impresa, difesa dello Stato e della nazionalità ecc) cerca di dare una nuova destra al paese, totalmente asservita ai vari poteri forti, in primis gli USA e i suoi interessi, il liberismo e compagnia.
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panizzi



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Dom Ago 01 2010, 00:20

secondo me sono tutte operazioni di palazzo, niente da vedere con la cacciata di qualche esponente borghese come questi, per un'azione di massa, dietro a tutto ci sta la confindustria e i poteri forti nazionali e internazionali, per il vero antagonismo la pietra angolare da cui ripartire sono le situazioni come Pomigliano, lì si decide chi sta col padrone o contro.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Dom Ago 01 2010, 10:19

tiberio ha scritto:
L'opposizione sta malissimo, è messa in un angolo; le forze comuniste sono tutte completamente morte, ma i gruppi dirigenti non se ne sono ancora accorti almeno apparentemente, lo dice uno che segue assiduamente il dibattito interno di PRC-PDCI-Federazione della sinistra e stendiamo un pietoso velo su Sinitra critica e PCdL e altre formazioni che ruotano intorno ad una sola persona. Il PD scalzato dall'IdV ha definitivamente fallito il suo progetto di bipolarismo all'americana ed è costretto ad una vetusta politica delle alleanze. In molti si aggrappano a Vendola che svolge la funzione che fu di Cofferati, animatore di sogni impossibili di rivincita. Le opposizioni insieme perdono per non credibilità, separate perdono per la legge elettorale.
Il cuore del problema, secondo me, sta nell'assenza di idee, di un progetto politico. Si vive sul rivendicazionismo spicciolo sulle situazioni o sulle emergenze che di volta in volta si verificano. Tutto molto politicamente precario, frammentato, ambiguo quando poi si finisce con il gravitare con uno dei due poli (quello di centrosinistra) che al pari dell'altro ha il suo cordone ombelicale a Washington, all'atlantismo di Bruxelles.
Serve una grande idea aggregante. Quella che porta avanti "Indipendenza", fondata sulla denuncia della dipendenza e sulla rivendicazione della sovranità, ha secondo me grandi margini di espansione. Non solo di idee, anche di aggregazione.
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simyzag



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Dom Ago 01 2010, 11:42

Intanto le questioni sono due. rottura della maggioranza e leaderchip della "sinistra"
La rottura della maggioranza prende spunto con la rivalità leaderistica fra Fini e Berlusconi. In realtà sono i poteri della borghesia che si stanno spaccando e facendo la guerra . Da un lato vi è la linea dura di Marchiorre, quella più internazionalista, o globale dall'altra la linea più morbida della Marcegaglia quella più nazional popolare, fatta di piccola e media borghesia. Questo duello si rispecchia poi nel potere politico, appunto nel duello fra le due linee maggioritarie. Queste assumono poi i connotati più evidenti in un capitalismo dal volto legalitario e formalista fatto di rispetto delle regole, e queste vengono modificate con il consenso oppure senza, oppure dal "ce pensi mi" , più casereccio, populista, nel senso più reazionario , il berlusconismo, appunto. Da un lato Fini e quel che resta di AN con Casini , i ramoscelli moderati ed il PD , quello degli Ichino e di D'Alema, De Benedetti junior, Dall'altra i figli escsarioti ex An , con i vecchi del PSI, della DC più la cricca popolar affarstica dell'ex Forza Italia. La lega , non "ne può fregar de meno" a meno del federalismo e del mantenimento del loro potere localistico. Quali sarannno gli sbocchi? Tutto dipenderà da come finirà la lotta all'interno della Confindustria.

Quanto a Vendola, credo che la questione qui è un pò più complessa della semplice affermazione personale in Puglia. Li vi è stato un movimento di popolo, le fabbriche, che hanno scombussolato i vecchi equilibri notabili del potere locale. L'affermazione di Vendola è affermazione di popolo, di giovani che all'interno della fabbriche hanno assaporato il sapore della politica del fare e non solo parolaio. L'affermazione di Vendola sarà affermazione nazionale se riuscirà ad esportare le fabbriche dall'ambito regionalistico in ambito nazionale. Se ci riuscirà vi sarà un nuovo simbolo della "sinistra", se no ci riuscirà, allora rimarrà solo simbolo mediatico, solo il "ricchione pugliese" con l'orecchino, buono solo per le tv e i mass-media
Zag[http://vecchia-talpa.blogspot.com]
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Dom Ago 01 2010, 11:47

Riccardo Alfonso ha scritto:
il discorso della leadership non deve farci sfuggire la necessità che il Pd si presenti con un programma e che dimostri tangibilmente cosa lo distingue dal Pdl e faccia, soprattutto, una scelta di campo se sostenere gli interessi di un popolo di lavoratori a "basse retribuzioni", disoccupati, precari, artigiani piccole imprese o gli interessi del grosso capitale e dei suoi poteri forti e lobbistici. Deve saper fare la differenza, crederci e farlo credere con determinazione e senza compromessi.
Confidare nel PD secondo me è una pia illusione. Non è questione di uomini, ma degli interessi e delle ragioni che hanno portato alla sua costituzione. Strutture di questo tipo sono pensate per non essere modificate dall'interno da nessuna personalità. E dal "PD meno L", come scrive Sankara, non c'è davvero da aspettarsi nulla, come ha già dimostrato ampiamente. Piuttosto bisognerebbe riuscire a parlare alla gente del PD. Spingerla ad uscire da questo partito. Per farlo, penso sia necessaria una credibile proposta politica che tenga conto della realtà delle cose. Quanto scrive Iskra, che condivido e che ripropongo di seguito, è un ottimo punto di partenza.

iskra ha scritto:
tiberio ha scritto:
L'opposizione sta malissimo, è messa in un angolo; le forze comuniste sono tutte completamente morte, ma i gruppi dirigenti non se ne sono ancora accorti almeno apparentemente, lo dice uno che segue assiduamente il dibattito interno di PRC-PDCI-Federazione della sinistra e stendiamo un pietoso velo su Sinitra critica e PCdL e altre formazioni che ruotano intorno ad una sola persona. Il PD scalzato dall'IdV ha definitivamente fallito il suo progetto di bipolarismo all'americana ed è costretto ad una vetusta politica delle alleanze. In molti si aggrappano a Vendola che svolge la funzione che fu di Cofferati, animatore di sogni impossibili di rivincita. Le opposizioni insieme perdono per non credibilità, separate perdono per la legge elettorale.
Il cuore del problema, secondo me, sta nell'assenza di idee, di un progetto politico. Si vive sul rivendicazionismo spicciolo sulle situazioni o sulle emergenze che di volta in volta si verificano. Tutto molto politicamente precario, frammentato, ambiguo quando poi si finisce con il gravitare con uno dei due poli (quello di centrosinistra) che al pari dell'altro ha il suo cordone ombelicale a Washington, all'atlantismo di Bruxelles.
Serve una grande idea aggregante. Quella che porta avanti "Indipendenza", fondata sulla denuncia della dipendenza e sulla rivendicazione della sovranità, ha secondo me grandi margini di espansione. Non solo di idee, anche di aggregazione.
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Dom Ago 01 2010, 16:45

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Antid Oto

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Lun Ago 02 2010, 09:06

E' inutile farsi illusioni sul PD oramai del tutto subalterno a questo sistema. Occorrerebbe invece cercare di comprendere le ragioni per cui abbia ancora un seguito così largo nonostante la sua politica.
Berlusconi è forse finito ma a decretarne la fine politica è stata la sua immagine sempre più impresentabile e quindi non più tollerata dai poteri forti di questo paese (Confindustria e Chiesa).
Gli scenari possibili possono essere diversi, quello che non cambierà, purtroppo, è la sostanza delle politiche del capitalismo assoluto. Adesso ci sarà il momento del "massimo senso di responsabilità" che dovrà valere per tutti sinistra radicale compresa. A cuore ci saranno "le sorti del paese".
Niente di nuovo sotto il sole
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Lun Ago 02 2010, 12:21

Tratto dal Corriere della Sera, a firma A. Garibaldi, "Vendola nella masseria del banchiere. Primi esami da leader", 3 maggio 2010 ( http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/03/Vendola_nella_masseria_del_banchiere_co_8_100503018.shtml ).

Vi segnalo l'articolo. Ci sono elementi indicativi da tenere presente in futuro. Non sono convinto che Niki Vendola sia scontatamente l'astro nascente del centrosinistra italiana. Dovrebbe superare ostilità e diffidenze di settori cattolici del PD e di gruppi facenti riferimento alla vecchia guardia del PCI-PDS-DS. Certo, il governatore pugliese, con le sue "fabbriche", un pensiero ce lo sta facendo. E la cena alla Masseria Vitale mi pare vada nella direzione di accreditarsi nell’alta società economica e finanziaria, quella che da venti anni (almeno) sta sponsorizzando il centrosinistra.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Lun Ago 02 2010, 17:05

Antid Oto ha scritto:
E' inutile farsi illusioni sul PD oramai del tutto subalterno a questo sistema. Occorrerebbe invece cercare di comprendere le ragioni per cui abbia ancora un seguito così largo nonostante la sua politica.
Tu come te lo spieghi?

Antid Oto ha scritto:
Gli scenari possibili possono essere diversi, quello che non cambierà, purtroppo, è la sostanza delle politiche del capitalismo assoluto. Adesso ci sarà il momento del "massimo senso di responsabilità" che dovrà valere per tutti sinistra radicale compresa. A cuore ci saranno "le sorti del paese". Niente di nuovo sotto il sole
Tu cosa proponi? Prese troppo alla lettere, altrimenti, le tue parole finiscono fatalisticamente con l'essere preludio alla rassegnazione...
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Lun Ago 09 2010, 16:58

Interessante articolo di Leonardo Mazzei apparso sul sito del Campo Antimperialista http://campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1100:vendola-in-orbita-ferrero-nel-pallone&catid=13:italia-cat&Itemid=21
A giudicare da quel che leggo di tanto in tanto ho l'impressione che ultimamente siano state corrette le posizioni discutibili di qualche anno fa, che ne pensate?
L'articolo è stato pubblicato anche su fb http://www.facebook.com/note.php?note_id=421408311266&comments
I commenti però mi sembrano offrire uno spaccato abbastanza sconfortante del militante e/o elettore di FDS e SEL: nessuna capacità di concepire un'alternativa reale (non di poltrone), nemmeno sul piano teorico; e soprattutto totale allineamento con la propaganda dell'informazione asservita ai gruppi dominanti...
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   Mer Ago 11 2010, 11:02

gorritxo ha scritto:
Interessante articolo di Leonardo Mazzei apparso sul sito del Campo Antimperialista http://campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1100:vendola-in-orbita-ferrero-nel-pallone&catid=13:italia-cat&Itemid=21
A giudicare da quel che leggo di tanto in tanto ho l'impressione che ultimamente siano state corrette le posizioni discutibili di qualche anno fa, che ne pensate?
L'articolo è stato pubblicato anche su fb http://www.facebook.com/note.php?note_id=421408311266&comments
I commenti però mi sembrano offrire uno spaccato abbastanza sconfortante del militante e/o elettore di FDS e SEL: nessuna capacità di concepire un'alternativa reale (non di poltrone), nemmeno sul piano teorico; e soprattutto totale allineamento con la propaganda dell'informazione asservita ai gruppi dominanti...
Sì, Gorritxo, è evidente la "correzione" che dici. Sembra una ripresa di quanto sostiene "Indipendenza". I "nodi" posti da Mazzei nell'articolo che segnali, infatti, su "Indipendenza" non solo li poniamo da tempo ma li svisceriamo anche. Sono "nodi" (ne poniamo anche qualcun altro...) gravitanti attorno a quello decisivo, di 'asse', sulla necessità della sovranità, indipendenza, liberazione nazionale, da assumere se si vuole trasformare lo scenario politico e sociale esistente, modificare gli stessi assetti economici dominanti. Per la costruzione di quel polo patriottico socialista di liberazione che riteniamo imprescindibile e per il quale lavoriamo, sono nodi che confidiamo siano fatti propri, nell'agenda politica, da altre realtà dell'area anticapitalista/antimperialista. E' un confidare che ovviamente necessita, quale motore di avviamento e poi anche di alimentazione, del prosieguo e del continuo affinamento dell'intervento analitico/teorico e di iniziativa da parte nostra.

Il Campo Antimperialista oggi è molto ridimensionato, sotto diversi punti di vista. Scontano, giustamente, rapporti con una galassia politicamente ambigua di individualità e realtà, dai comunitaristi agli eurasiasisti alla cosiddetta "fascisteria di sinistra". Per il sostrato metaculturale e metapolitico che accomuna queste (e non solo queste) diverse espressioni di detta galassia, "Indipendenza" ha sempre rifiutato ogni tipo di rapporti sia con costoro sia con chi disinvoltamente li ha accolti. Riteniamo che a certe posizioni, comunque edulcorate e rese presentabili nella forma, non si debba mai dare spazio per ragioni di indirizzo e di prospettiva politica. Basta infatti analizzarle per evidenziare quali dinamiche e scenari vanno ad innescare. Qualche valida iniziativa del Campo è stata così inficiata da queste molto discutibili presenze e anche da connesse discutibili assunzioni politiche (l'anti-americanismo, ad esempio). Sono cose che si pagano politicamente e, dal nostro punto di vista, giustamente. In più certe dinamiche relazionali (diciamo così in modo molto generico...) che abbiamo avuto modo di osservare da parte dei gestori politici del Campo, più che altro della figura che lo rappresenta (Moreno Pasquinelli), non ci sono mai piaciute.

Per qualsiasi (altra) cosa in argomento, rimando a quest'altra discussione e suggerisco di proseguire lì.
http://indipendenza.lightbb.com/parliamo-di-indi-riflessioni-suggerimenti-e-quant-altro-f3/campo-antimperialista-eurasia-e-preve-che-rapporti-avete-t53.htm
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MessaggioTitolo: Re: Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone   

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Rottura Berlusconi-Fini. Ascesa di Vendola. Parliamone
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