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 Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.

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alekos18

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MessaggioTitolo: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Lun Giu 28 2010, 21:40

Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.
Italia in vendita.

Dimezzare i deficit pubblici entro il 2013: così a Toronto il G20 (forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, con dentro i 19 paesi più industrializzati, del G8 in primis, con l'Unione europea). La data –2013– è buttata là tanto per indicarne una, comunque irrealistica, certamente per la gran parte degli Stati europei, essendo i meccanismi monetari dell'euro ed i correlati parametri e direttive fatti apposta per generare strutturalmente dipendenza, anche debito quindi, e per vincolare, attraverso la spirale usuraia, a chi questo debito in ultima istanza controlla. Quella data serve solo per illudere che sia di breve durata la mannaia che continuerà ad abbattersi sui popoli e sulle rispettive classi subalterne, in termini di ulteriori "sacrifici", di riduzione delle spese sociali, di più tasse (dirette ed indirette) per destinazioni finali che rispondono ad interessi tutt'altro che nazionali, tutt'altro che collettivi. A Toronto, in altri termini, è stata ribadita la linea euroatlantica dell'asse FMI (Fondo Monetario Internazionale) – BCE (Banca Centrale Europea). Ad aleggiare, anche qui, la prospettiva di "finire come in Grecia", quale monito cui inchiodare rassegnate cittadinanze e classi da mungere.

A fronte di tutto ciò, il governo Berlusconi si allinea agli altri governi in Europa che aumentano gli investimenti per le spese di guerra dell'alleato/padrone USA, ora concentrate soprattutto in Afghanistan, e che, ultimo ma non ultimo, devono sostenere quel colossale prestito "europeo" formalmente "alla Grecia", in realtà destinato al pagamento delle spettanze per quelle banche d'affari USA, all'origine della crisi finanziaria di quel paese. In scia degli interessi USA, cui principalmente interessa la prospettiva di accelerare la centralizzazione delle politiche economiche e di bilancio degli Stati dell'Unione Europea a beneficio delle atlantiche Commissione Europea e Banca Centrale Europea per meglio controllare e direzionare le spinte di Stati ed economie potenzialmente concorrenti, ovviamente ci saranno spoglie appannaggio di grandi gruppi imprenditoriali e finanziari dei paesi satelliti. La City di Londra ha ad esempio accolto favorevolmente l’idea della vendita di alcune isole e dell'affitto di altre per lunghi periodi di tempo che l'amministrazione greca intende mettere in atto per ripianare gli enormi debiti che ha contratto negli ultimi mesi con Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale per evitare il collasso economico.

Non è quindi anomalo che gli echi di Toronto si facciano sentire anche in Italia. In base al federalismo demaniale, gli enti locali (innanzitutto i Comuni, ma anche Province e Regioni) potranno richiedere ed ottenere, a titolo gratuito, una serie di beni anche da mettere in vendita. Il Demanio ne ha indicati provvisoriamente circa 19mila, da parti delle Dolomiti all'intera isola di S. Stefano, sino al mercato di Porta Portese e all'intero Idroscalo a Roma, da San Pietro in Vincoli alla facoltà di Ingegneria della Sapienza, al faro di Mattinata sul Gargano, passando per ex aeroporti, palazzi storici, immobili vari, cinema, parchi, acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, eccetera. Il Demanio assicura per fine luglio l'elenco ufficiale e aggiornato dei beni. Tutto, comunque, a condizione che il guadagno sia usato per l'abbattimento del debito pubblico. Un debito pubblico di cui la quasi totalità degli italiani ignora (non è informata) cause e dinamiche che l'alimentano, e che cresce pressoché constantemente, nonostante le idrovore (tasse e balzelli diretti ed indiretti, aumento dei costi dei servizi, riduzioni di spesa sociale, ecc.) che centrodestra e centrosinistra in drammatica e servile continuità reiterano dissipando risorse, peggiorando le condizioni di vita del popolo italiano, acuendo la sudditanza atlantica di questo paese.

Indipendenza
28 giugno 2010
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urss94

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MessaggioTitolo: RE   Lun Giu 28 2010, 22:43

a mio avviso dovremmo riprenderci la sovranità monetaria come nel passato (ricordale le vecchie lire cin la scritta <<Repubblica Italiana>>?) molto interessante il progetto SIMEC che prevede l'immissione di una valuta <<reale>> con il corrispettivo valore in oro.... come nel 1944
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tadiottof



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MessaggioTitolo: moneta unica terrestre   Ven Lug 02 2010, 07:21

mescolate problemi di economia nazionale e internazionale con la "inter-dipendenza" tra Stati.
Il colonialismo e' finito negli anni 70 con l'abbandono delle colonie da parte di Gran Bretagna, Francia, Olanda, Spagna e Portogallo.
Dopo di allora si parla di neo-colonialismo, che pero' prevede la complicita' dei governi nazionali.
La moneta nazionale e' anacronistica; casomai si dovrebbe introdurre la moneta unica.
2000snlp
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Ven Lug 02 2010, 11:28

tadiottof ha scritto:
mescolate problemi di economia nazionale e internazionale con la "inter-dipendenza" tra Stati.
- In primo luogo parlare di inter-dipendenza non presuppone la sottomissione a un potere unico sovra-nazionale che di fatto cancelli la sovranità dei singoli stati.
- In secondo luogo la creazione di un potere unico non è mai "neutra", ma è sempre indice del fatto che esiste una potenza imperialista.
- Infine non ragionare per compartimenti stagni, andando invece a vedere i mille fili attraverso cui si intrecciano economia, politica e cultura, non è un limite ma semmai un merito. Il capitalismo non è solo un modo di produzione, ma è alla base di un sistema politico imperialista e di un sistema culturale fatto di individualismo estremo e altre belle cosette.

tadiottof ha scritto:
Il colonialismo e' finito negli anni 70 con l'abbandono delle colonie da parte di Gran Bretagna, Francia, Olanda, Spagna e Portogallo.
Dopo di allora si parla di neo-colonialismo, che pero' prevede la complicita' dei governi nazionali.
Nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo il neo-colonialismo ha comportato una dipendenza economica ancor più pervasiva di quella del colonialismo classico. Ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che l'esistenza formale di uno stato non implica automaticamente la sua indipendenza.
Riguardo la complicità dei governi nazionali mi sembra che Indipendenza sottolinei e denunci da sempre il loro servilismo.

tadiottof ha scritto:
La moneta nazionale e' anacronistica; casomai si dovrebbe introdurre la moneta unica.
2000snlp
L'euro c'è già. Visti gli ottimi risultati ottenuti intendi dire che sarebbe il caso di andare oltre e introdurre una bella moneta unica mondiale?
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tadiottof



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MessaggioTitolo: per gorritxo   Ven Lug 09 2010, 08:42

Se posso darti un compitino leggi a pagina 16 de "il Fatto" di giovedi' 8 luglio 2010, l'articolo "Gore Vidal la stupidita' della guerra".
Capirai perche' avrei preferito Hillary al posto di Obama.
Non sei obbligato a svolgere il compito, ma se lo farai ne trarrai vantaggio, ("cibo per la mente") e forse, a poco a poco, ti affrancherai dalle nostalgie rifasciste.
2000snlp
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Ven Lug 09 2010, 09:15

tadiottof ha scritto:
Se posso darti un compitino leggi a pagina 16 de "il Fatto" di giovedi' 8 luglio 2010, l'articolo "Gore Vidal la stupidita' della guerra".
Capirai perche' avrei preferito Hillary al posto di Obama.
Non sei obbligato a svolgere il compito, ma se lo farai ne trarrai vantaggio, ("cibo per la mente") e forse, a poco a poco, ti affrancherai dalle nostalgie rifasciste.
2000snlp
"Nostalgie rifasciste"?!? Al compagno Gorritxo??? Ne hai pochini di argomenti, Tadiottof, se ti riduci a dire fesserie del genere. Banalizzare il fascismo in questo modo fa veramente un favore al (neo)fascismo vero. Lasciando stare il fatto poi che la moderna forma di fascismo al suo vertice mondiale è ben rappresentata dalle politiche imperialiste USA tanto in salsa repubblicana che in salsa democratica (vedi l'escalation di Obama in Afghanistan) che tu non hai mai criticato, anzi, bellamente eluso e di fatto giustificato.
Dici di preferire Hillary al posto di Obama. Mah!!! Basta ripercorrere il curriculum di questo altro bel personaggio, a partire dagli esteri (è segretario di Stato), in piena continuità imperiale, per restare sconcertati dalle tue affermazioni.
Sovente nei tuoi post perori la causa dell'amministrazione USA, quale essa sia. Mi sembra che in tema tu sia un 'ospite' del tutto isolato in questo forum. Ti irriti se per questo vieni puntualmente criticato. Chi è di "Indipendenza" più volte ti ha ben risposto al riguardo. Lo stesso Gorritxo lo ha fatto, dicendo cose molto sensate. Non mi pare comunque una gran cosa finire a fare il tifo per Hillary o per Obama. Un consiglio per chiudere. Cerca di essere chiaro nelle argomentazioni. Se proprio vuoi rinviare ad altri articoli, almeno indica il link.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: il fatto quotidiano   Ven Lug 09 2010, 17:39

Non conosci il Fatto?
E' il giornale di Marco Travaglio e altri: Padellaro, Furio Colombo ecc.
Non c'e' il link; bisogna essere abbonati.
Ci sono tanti modi di dirsi comunisti, uno solo di essere fascisti.
Se vuoi capire di Hillary devi cercare il giornale, ormai in biblioteca (emeroteca. Spero di non averti offeso)
2000snlp
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Ven Lug 09 2010, 18:45

Allora Tadiottof, lo schema è sempre il solito: tu fai le tue sparate; qualcuno ti risponde smontandole; tu, non avendo argomenti, lanci accuse ridicole, fai ironia da quattro soldi, ti ergi a maestro di non si capisce che cosa... Ora, a me tutto ciò fa più che altro sorridere, però due o tre cose te le voglio dire.
- In un forum non ci sono maestri e allievi.
- A prescindere da questo, tu non hai lo spessore, la statura e l'autorevolezza per dare compitini a nessuno, per cui vedi proprio di abbassare la cresta.
- L'onere di argomentare ciò che affermi è tuo. Se ritieni che un articolo possa essere utile allo scopo, o metti il link oppure, qualora questo non sia disponibile in rete, ti fai carico di riassumerne per sommi capi i contenuti. Poi eventualmente se uno desidera approfondire se lo andrà a recuperare. Vedi invece di evitare la pagliacciata del "Perché dico questo? Ragazzo, leggi l'articolo x, leggi il libro y e forse capirai". Ma chi credi di essere?
Per il resto sottoscrivo quanto detto da iskra.

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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Mar Lug 13 2010, 14:43

Sarà il Portogallo il prossimo della lista?

Crisi: Moody's taglia rating Portogallo
Agenzia declassa paese da Aa2 ad A1, outlook stabile
13 luglio, 09:54
(ANSA) - ROMA, 13 LUG - Moody's ha tagliato il rating del Portogallo portandolo ad A1 da Aa2. Lo annuncia l'agenzia di rating. Per Moody's, che ha portato a 'stabile' l'outlook, le prospettive di crescita del Portogallo rimangono relativamente deboli e il rapporto tra debito e pil potrebbe avvicinarsi al 90%. Non sono in vista ulteriori interventi sul rating di Lisbona, anche perche' c'e' fiducia per un ritorno del deficit sotto il 3%.


Fonte: www.ansa.it
Link: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/13/visualizza_new.html_1852129873.html
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.   Mer Lug 14 2010, 14:51

''Nessuna parte politica può sottrarsi alla responsabilità collettiva di alleggerire in modo decisivo e di consolidare il bilancio pubblico riducendo il debito che noi abbiamo accumulato e che è un pesante fardello sulle nostre spalle''. Così oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che parla come Washington (per il tramite della Banca Centrale Europea) vuole.

Nessuno di questi (sub)dominanti nostrani spiega ovviamente come a questo (ulteriore) ceppo atlantico del debito estero si è davvero giunti e da cui, permanendo i vincoli di sudditanza (nazionale) esistenti e sempre più stringenti (si veda l'indotta, da Washington, "crisi greca"), non si uscirà mai...
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tadiottof



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MessaggioTitolo: consolidamento   Mer Lug 14 2010, 20:05

significa disconoscere il debito nei confronti di chi ha sottoscritto BOT e CCT.
non e' bello da parte di Napolitano.
2000snlp
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Un nodo della dipendenza: la spirale del debito estero.
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