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 L'Italia, la UE e l'età pensionabile

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sankara

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MessaggioTitolo: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mar Giu 08 2010, 10:36

L'Italia dovrà alzare da 60 a 65 anni l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche. La Commissione dell'Unione Europea avverte: al massimo entro il primo gennaio del 2012, altrimenti la procedura di infrazione continuerà. E boccia anche la proposta di gradualità del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Di fronte alla "ferma posizione" di Bruxelles nulla può essere opposto ed il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha detto che è possibile intervenire in questa materia con un emendamento al decreto sulla manovra da 24 miliardi all'esame del Parlamento.

L'Europa si conferma sempre più, per ciò che conta, luogo di scardinamento di conquiste sociali, oltre che dei princìpi della nostra Costituzione.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: non e' vero   Mar Giu 08 2010, 14:16

non e' colpa della Commissione europea (l'equivalente dell'Esecutivo nazionale senza i suoi poteri) se le situazione finanziaria dell'Italia e di altri membri dell'Unione e' tragica. La colpa semmai e' dei singoli governi.
La Commissione europea non puo' fare a meno di richiamare i governi ad amministrare meglio il proprio paese.
Amministrare meglio non vuol dire necessariamente ridurre gli stipendi, bloccare le assunzioni, ritardare l'eta' del pensionamento ecc.
Si potrebbe per esempio rinunciare a qualche Gran Premio, a emolumenti straordinari per i manager, per i politici ecc.
Brunetta e Sacconi potrebbero scegliere di risparmiare in altri settori.
Se ci presentassimo con un bilancio statale attivo e con un debito pubblico in diminuzione, non dovremmo rendere conto all'Europa della nostra politica sul welfare.
2000snlp
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mar Giu 08 2010, 22:32

tadiottof ha scritto:
non e' colpa della Commissione europea (l'equivalente dell'Esecutivo nazionale senza i suoi poteri) se le situazione finanziaria dell'Italia e di altri membri dell'Unione e' tragica. La colpa semmai e' dei singoli governi.
La Commissione europea non puo' fare a meno di richiamare i governi ad amministrare meglio il proprio paese.
Amministrare meglio non vuol dire necessariamente ridurre gli stipendi, bloccare le assunzioni, ritardare l'eta' del pensionamento ecc.
Si potrebbe per esempio rinunciare a qualche Gran Premio, a emolumenti straordinari per i manager, per i politici ecc.
Brunetta e Sacconi potrebbero scegliere di risparmiare in altri settori.
Se ci presentassimo con un bilancio statale attivo e con un debito pubblico in diminuzione, non dovremmo rendere conto all'Europa della nostra politica sul welfare.
2000snlp
Questa è la solita tesi che sento rilanciare di frequente quando si tratta di scaricare il peso di queste manovre su qualcuno. Questa dei governi poco virtuosi mi sembrava convincente fino ad un po' di tempo fa. Poi, seguendo quanto scrive "Indipendenza", mi sono fatto l'idea che le cose stanno ben diversamente da quanto appare. Non vedo la Commissione Europea come un organo di giudiziosi ed assennati signori che richiamano allegri e disinvolti governanti ad una sana razionalità di spesa e amministrativa. E la Commissione Europea non è un organo così privo di poteri come dici tu, anzi.
Mi ha colpito molto come scoppia la crisi greca. Corruzioni dei governanti locali a parte, il crack per le dimensioni e i modi che lo caratterizzano rivela cause più profonde e chiama in causa centri di potere finanziario esterno al paese, banche affaristiche americane in prima linea, con il ben noto speculatore Soros in azione. La manovra finanziaria italiana nasce da lì, e altri paesi sono incamminati su analoghe strade.
Mi sembra un po' di ripetere quanto scrive "Indipendenza", ma sono per me due domande semplici ed importanti: perché s'invoca la necessità di manovre così dure e non si spiegano i motivi per cui scoppia la crisi greca? Sento che paesi come la Spagna, il Portogallo, la Francia, l'Italia, l'Ungheria ed altri ancora, rischiano di finire come la Grecia. Perché? Perché non si spiega e si discute di questo? Mi chiedo inoltre a chi o a che cosa sono destinati i 24-25 miliardi di euro che s'intendono raccogliere?
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Forza UE!!!   Mer Giu 09 2010, 07:52

La Commissione Europea non e' il Soviet, e' espressione dei Parlamenti nazionali. L'Unione Europea e' una grande occasione.
I Commissari sono i ministri e il Presidente (come fu Prodi) il capo del governo.
La Bonino ad una mia domanda rispose evasivamente, fuorviando l'uditorio: rispose che si' i Commissari sono come Ministri, ma con meno poteri, per esempio non possono fare decreti!!!??
Sulla speculazione a proposito della crisi Grecia ho gia' scritto nel forum.
2000snlp
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 09 2010, 11:24

tadiottof ha scritto:
La Commissione Europea non e' il Soviet, e' espressione dei Parlamenti nazionali. L'Unione Europea e' una grande occasione.
I Commissari sono i ministri e il Presidente (come fu Prodi) il capo del governo.
La Bonino ad una mia domanda rispose evasivamente, fuorviando l'uditorio: rispose che si' i Commissari sono come Ministri, ma con meno poteri, per esempio non possono fare decreti!!!??
Mah tadiottof, trovo a dir poco sconcertanti queste tue affermazioni. Hai mai visto i Parlamenti nazionali votare la sfiducia alla Commissione Europea? La nomina dei suoi membri viene semmai approvata dal Parlamento Europeo (prima non era nemmeno così), tanto per dare un minimo di parvenza di legittimazione "democratica", anche se la nomina definitiva spetta al Consiglio Europeo. I suoi membri, comunque, attualmente uno per ogni Stato membro, non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con gli Stati di appartenenza, in quanto devono agire rispettando i dettami del Trattato; per tale motivo la Commissione viene definita come "organo di individui".

Sull'altra tua affermazione, basterebbe rilevare come sia la Commissione Europea e non i Parlamenti (come dovrebbe essere in una "democrazia normale") a detenere il potere di iniziativa legislativa: Parlamento Europeo e Consiglio di Stati possono solo approvare o respingere ciò che decide la Commissione. Ma ci sarebbe tanto da aggiungere in merito. Permettimi però di ritornare sulla questione riportata nel postato: la Commissione Europea ha ordinato all'Italia di elevare di 5 anni l'età di pensionamento delle dipendenti pubbliche. Ti faccio notare che ha specificato proprio questo provvedimento, non fantomatiche rinunce a premi ed emolumenti vari per manager e politici. Il Governo italiano, a questo punto, può solamente obbedire, senza esitazioni, pena l'avvio di pesanti sanzioni. E meno male che la Commissione non avrebbe poteri!

Per il resto, ti dò ragione: l'Unione Europea è una grande occasione....per le classi dominanti transatlantiche di smantellare definitivamente lo Stato sociale.
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 09 2010, 11:55

L'Unione Europea è uno strumento della dominazione USA, sia sul piano politico-militare, sia su quello economico: per gli USA infatti è indubbiamente più vantaggioso rapportarsi con un solo centro decisionale e una sola moneta. Se l'UE avesse una politica estera comune, come molti auspicano, non ci sarebbero stati gli esempi di paesi come Francia e Germania che non parteciparono alla seconda Guerra del Golfo. L'euro forte di questi anni ha solo avvantaggiato il dollaro, senza contare che tutte le politiche più anti-sociali rispondono a direttive europee. Gli stati hanno ceduto sovranità, in parte a alla Commissione (organismo non eletto da nessuno), in parte al mercato. In altre parole l'UE, lungi dal costituire un bilanciamento, un baluardo contro ciò che di solito viene definita come globalizzazione (un modo edulcorato di definire l'imperialismo), ne è stato invece il cavallo di troia.
Per chi dubitasse dell'interesse statunitense intorno al progetto di integrazione europea e all'euro, e credesse alla favoletta che l'UE sia l'unico modo per garantire ai paesi europei una certa indipendenza, esistono documenti della Casa Bianca che parlano chiaro, citati tra l'altro in interessantissimo articolo apparso su Indipendenza (n. 19/20, febbraio/maggio 2006, "UNIONE EUROPEA A STELLE E STRISCE - Integrazione economica e militare europea nelle strategie USA").
L'omologazione in atto mira a depotenziare le identità nazionali, che sono la base delle Costituzioni e delle democrazie dei singoli paesi. Esse vengono sostituite dal nulla: individualismo, american way of life, tecnocrazia (governo degli esperti), svuotamento della democrazia, fantomatica identità europea (che a seconda dei casi può essere declinata su differenti basi: Europa come culla degli illuminati campioni dei diritti umani da contrapporre ai barbari rozzi e incivili che abitano il resto dewl pianeta, l'Europa cristiana, e per le peggiori destre l'Europa bianca e ariana. In ogni caso è sempre un'identità escludente e non inclusiva, al contrario di quella nazionale).
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 09 2010, 21:31

Sankara
Citazione :
Mah tadiottof, trovo a dir poco sconcertanti queste tue affermazioni. Hai mai visto i Parlamenti nazionali votare la sfiducia alla Commissione Europea? La nomina dei suoi membri viene semmai approvata dal Parlamento Europeo (prima non era nemmeno così), tanto per dare un minimo di parvenza di legittimazione "democratica", anche se la nomina definitiva spetta al Consiglio Europeo.
Non capisco cosa vuoi dire e mi sembra che, in generale, non ci capiamo.
Le mie convinzioni sono che:
- viviamo nell'era post-industriale;
- il mondo e' destabilizzato;
- c'e' una sola potenza egemone;
- la sinistra, cioe' un Partito che organizza i dannati della Terra, non c'e' piu'.
Le conseguenze logiche sono quelle che vado predicando e cioe':
- prendiamo atto che sono gli USA a condurre le danze;
- la classe operaia ha perso al sua forza di condizionamento e di controllo;
- il ruolo della sinistra (di organizzare i dannati della Terra) l'hanno preso i preti.
2000snlp
PS
se vuoi fare il maestro, saro' ben contento di imparare.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: per essere piu' chiari   Gio Giu 10 2010, 04:56

i "lavoratori" non sono piu' centrali; la produzione, "automatizzata" sempre di piu', va avanti da sola, cosi' come in agricoltura si producono tonnellate di derrate alimentari con pochi lavoranti.
La massa di disoccupati e' diventata un peso morto, una congerie di "clientes", cioe' i plebei che nell'antica Roma ogni mattina si radunava davanti alle ville dei patrizi a reclamare "panem et circenses".
Chiaro che ci sono plebei e plebei: ci sono quelli che stanno nella manica dei patrizi, che prendono stipendi da manager, salvo poi venire incastrati come Briatore o Ricucci o Coppola, e quelli che hanno solo il sussidio di poverta'.
I patrizi locali attuali fanno tutti riferimento agli Stati Uniti e i loro manager operano in modo che gli Stati Uniti restino la potenza dominante: l'Europa Unita avrebbe un PIL superiore a quello degli Stati Uniti e quindi una notevole forza di contrattazione, ma ai patrizi europei non interessa mettersi in contrasto con gli Stati Uniti perche' la politica estera e' affar loro.
Russia e Cina, cioe' gli antagonisti storici degli Stati Uniti, non possono contrastare la politica estera degli Stati Uniti perche' sono inferiori in armamenti (hanno le atomiche ma non le possono recapitare senza che siano intercettate) e poi la Russia non ha una popolazione significativa (solo 150 milioni di persone) mentre la Cina (pur sovrapopolata 1 miliardo e mezzo di persone che rappresentano un mercato interno ragguardevole) ha il problema della carenza di energia. Se vogliamo questa e' una dimostrazione che non esiste per il momento alternativa al petrolio: se l'idrogeno o l'eolico o i pannelli solari fossero competitivi, la Cina non si lascerebbe condizionare dai petrolieri e li utilizzerebbe.
L'unica alternativa al petrolio che conosco e che pero' non puo' essere definitiva, e' l'olio vegetale. Mettendo a coltura i terreni incolti, stimati in 5 milioni di kmq, con un rapido calcolo (5milioni di kmq pari a 500 milioni di ha per 10 ton/ha) produrrebbero 5 mila milioni di ton di olio vegetale. Ammesso che mi sbagli di un fattore 10 resterebbe una produzione di 500 milioni di ton di olio pari alla estrazione annuale di petrolio. L Russia potrebbe farlo, ma per chi e poi loro hanno il petrolio e anche il metano. La Cina non puo' perche' non ha abbastanza terreno (e' grande quanto l'Europa, circa 9 milioni di kmq, ma solo un decimo e' coltivabile il resto sono montagne o deserti.).
Sono anni che metto nel serbatoio l'olio avanzato delle patatine fritte dopo averlo filtrato e il motore e' ancora funzionante. Il mio automezzo ha un motore normale, ma si potrebbero costruire motori dedicati. Se ogni famiglia mettesse nel serbatoio il litro di olio fritto avanzato, avrebbe un piccolo risparmio, circa un euro, ma lo Stato, dal momento che in Italia ci sono 20 milioni di famiglie, risparmierebbe l'acquisto di 20 milioni di litri di petrolio, circa 6-7 milioni di euro per volta.
Questi piu' gli altri che ho elencato nel precedente intervento sono i punti da prendere in considerazione per elaborare una strategia che riporti le masse a essere arbitre del loro destino, ammesso che ne abbiano interesse. Non e' infatti da escludere che alla massa non dispiaccia che altri pensino per lei.
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Gio Giu 10 2010, 15:53

Caro tadiottof, premesso innanzitutto che qui l'unico che cerca di fare il maestro sei tu, e non certo sankara:
- Le tue convinzioni sulla fase attuale non sono oggetto di discussione, anzi penso che siano largamente condivise da questi parti. Il problema riguarda quelle che tu definisci "conseguenze logiche". Realismo non significa pensare che ogni cambiamento è impossibile, o che la situazione contingente sia destinata a permanere in eterno, o che il corso degli eventi storici sia prestabilito e ineluttabile. Anzi, se c'è una cosa che la storia insegna è che nessun impero, nessun assetto politico, nessun sistema economico è mai stato eterno. Certo, può essere che noi non vedremo nulla di significativo in tal senso, e che l'unica cosa che potremo realisticamente fare sarà gettare semi che altri raccoglieranno. Ma proprio per questo, è più che mai necessario orientarsi nella direzione giusta, e la direzione giusta non è certo considerare il mondo attuale come una realtà immodificabile, e il voto per l'obama o il zapatero di turno come l'unica modalità per cambiare le cose. Se Lenin avesse ragionato come te se ne sarebbe stato a casa, se le suffragette avessero ragionato come te non ci sarebbe stato il movimento femminista un secolo dopo.
- Nello specifico la tua concezione di USA, Russia, Cina, Europa è ampiamente discutibile.
In primo luogo l'11 settembre dimostra che gli States non sono inattaccabili, per cui non sono al sicuro dalla minaccia nucleare. Per recapitare piccole testate nucleari ci sono altri modi oltre all'attacco convenzionale.
In secondo luogo l'arsenale nucleare americano, di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altro stato, non serve a vincere un'ipotetica guerra, ma solo a distruggere il pianeta. Voglio dire: nessuno è tanto pazzo da scatenare una guerra nucleare, tanto è vero che l'atomica è semmai un deterrente. "Se hai l'atomica gli USA non ti attaccheranno": questo è il principio che muove qualsiasi paese interessato al perseguimento di una qualche autonomia sulla scena politica internazionale, questo è il motivo per cui c'è tutto questo nervosismo della Casa Bianca intorno all'Iran. Se fosse come dici tu agli USA non dovrebbe fregare niente del programma nucleare iraniano. Concetti questi sottolineati opportunamente da gaspare 110 in un'altra discussione.
In terzo luogo, la Cina, pur essendo militarmente inferiore agli USA, economicamente è destinata nel medio-lungo periodo a superarli. Il debito pubblico americano è finanziato dai cinesi.
Infine l'Europa non è una grande opportunità manco per niente: innanzitutto anche unita sarebbe militarmente inferiore e succube degli USA, per cui ti contraddici: se nemmeno la Cina può secondo te aspirare a una indipendenza dall'egemonia americana, come potrebbe farlo l'Europa? In secondo luogo non tieni minimamente in conto che la Cina è una nazione, la Russia pure, gli USA anche... con tutto ciò che ne consegue in termini di coesione sociale, culturale, politica. L'Europa non è una nazione, non è un popolo, e non lo sarà mai. L'unificazione passa per lo svuotamento e l'implosione delle varie nazioni, sostituendole con il connubio individualismo-tecnocrazia, funzionale solo alla riproduzione del capitalismo. Che c'è quindi di positivo nell'UE?
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Ven Giu 11 2010, 19:04

Roma obbedisce e Bruxelles esprime soddisfazione. Sull'innalzamento dell'età pensionabile per le dipendenti pubbliche, all'ANSA il portavoce della vicepresidente della Commissione Europea, Viviane Reding, afferma: "l'Italia ha fatto esattamente quello che speravamo".
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Ven Giu 11 2010, 21:23

Caro Gorritxo abbiamo punti di vista diversi e temo che sia inutile affaticarsi per entrambi per trovare una piattaforma comune di azione.
I prossimi anni, o mesi, ci diranno chi aveva ragione e intanto avremo perso tutte e due e, forse, avremo perso anche Obama.
Mi scuso con Sankara per averlo scambiato con te: gli avevo proposto di insegnarmi qualcosa.
Ma non voleva essere un insulto, ne' una presa per i fondelli; trasmettere le conoscenze sta alla base del progresso.
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Gio Giu 17 2010, 12:21

Tadiottof, sai qual è la differenza fondamentale tra noi? Non tanto i differenti punti di vista (e meno male che ci sono differenze), ma le modalità con cui vengono espressi: come tutti gli altri utenti del forum del resto, io cerco di fare lo sforzo (più o meno bene, e con tutti i miei limiti) di argomentare ciò che dico (poi gli argomenti saranno anche discutibili, per carità, ma non è questo il punto in discussione); tu invece sentenzi senza fornire uno straccio di spiegazione. Un esempio tra tanti: continui a riproporre la tua apologia di Obama, affermando che è meglio dei suoi predecessori, ma avessi argomentato mezza volta questa tua convinzione. Ripeterlo in continuazione non vuol dire argomentare. Ah già, ma tu sei quello sintetico: la tua sintesi è solo una scusa per poter dire quello che ti passa per la testa senza avere l'onere di dimostrare in una discussione con dei ragionamenti che non sia una totale sciocchezza.
Poi chiaramente quando ti si fa notare tutto ciò, a seconda di come ti sei svegliato o ti alteri e accusi di malafede l'interlocutore, oppure assumi un atteggiamento di superiorità (più che mai ingiustificato), rifugiandoti nell'ironia e cercando di buttarla in caciara. Sia come sia, per quanto mi riguarda non varrebbe la pena discutere con te (che c'è infatti di costruttivo nel discutere con chi è capace solo di sentenziare?), se non fosse che sei il primo postatore di questo forum (http://indipendenza.lightbb.com/memberlist.forum?mode=overall_posters), e che pertanto un visitatore, leggendo la tua impressionante serie bulimica di messaggi, possa essere indotto a scambiare le tue affermazioni per la linea di Indipendenza. Questo è l'unico motivo per cui a volte proprio non riesco a esimermi dal contestare le tue sparate, quando cioè vanno a toccare quelli che sono certi nodi essenziali (imperialismo, dipendenza, Europa, ecc. ecc.).
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tadiottof



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MessaggioTitolo: allegoria   Lun Giu 21 2010, 08:17

Tentero' di spiegare il mio sostegno a Obama.

E' vero. Molti imperi si sono succeduti nella storia del pianeta.
Alcuni molto longevi: l'impero romano, l'impero ottomano, l'impero asburgico.
La loro durata dipendeva dalle capacità militari unitamente all'organizzazione dello Stato.
La potenza militare era basata piu' sulla quantità che sulla qualità, nel senso che le armi erano semplici senza la necessità di una tecnologia misteriosa e difficilmente riproducibile. Oggi c'è una differenza rispetto al passato: l'arma nucleare.

Gli Stati Uniti non rinunceranno alla loro superiorità e gli altri, compresi i Paesi alleati, non possono competere con loro. Messi alle strette, porto come esempio la battaglia di Saigon, dove subirono una disfatta, con la gente che fuggiva aggrappata ai pattini degli elicotteri e gli elicotteri e gli aerei buttati in mare dalle portarei, perchè non c'era tempo di metterli sottocoperta, la useranno; una umiliazione del genere non si ripeterà e gli alleati devono concorrere alla difesa.
Allora non potevano rischiare, ma oggi gli Stati Uniti userebbero la bomba atomica.
L'impero romano, in decadenza, senza Stato, non aveva un'arma analoga per fermare gli invasori.
Quindi bisognerà venire a patti con gli Stati Uniti e per fortuna in questo momento c'è un Presidente che è alla ricerca della pace, o meglio, della coesistenza pacifica, di kruscioviana memoria.

Berlusconi al governo è affar nostro, sta a noi cambiarlo; a loro non interessa l'ordine pubblico italiano o francese o irakeno, ma l'ordine mondiale e alla coesistenza si stanno adeguando Russia e Cina.
Vi ricordate il film “il pianeta delle scimmie”, il primo della serie?
Un'astronave in avaria scende su un pianeta, una landa desolata.
Gli astronauti girovagando capiscono di essere sulla terra quando si imbattono sulla statua della liberta' rovesciata sul bagnasciuga: si immagina che una guerra nucleare avesse distrutto tutto.
Nel film ci sono tre popolazioni protagoniste: le scimmie divenute intelligenti, una popolazione di uomini apparentemente normali, ma muti e stupidi, un'altra popolazione di uomini anche loro apparentemente normali e intelligenti.
Questa ultima popolazione nasconde le sembianze deformate con le maschere e adorano l'ultima bomba sull'altare della loro cattedrale.
Sono intelligenti, ma inermi e tengono lontano le scimmie con immagini illusorie, virtuali, come barriere di fuoco.
Quando le scimmie scoprono che la barriera di fuoco è finta, non brucia, e avanzano contro di loro, questi uomini imbelli, come kamikaze, fanno esplodere l'ultima bomba che distruggerà tutti i suoi abitanti simil umani.
Non so che lettura farete di questa allegoria: aspetto commenti
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tadiottof



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MessaggioTitolo: la guerra di guerriglia   Mar Giu 22 2010, 20:53

La guerra di guerriglia

Molti hanno scritto sulle sue modalità fin da Giuseppe Mazzini, arrivando al generale Giap.
Ma la guerra per bande non e' più attuabile.
Infatti oggi si parla di terrorismo e il terrorismo serve soltanto alla strategia della tensione.
Il terrorismo colpisce la popolazione, come farebbe la contro-guerriglia di Stato.
Le potenze antagoniste degli USA, che non possono essere sconfitti, si vale di disperati, più o meno istruiti (i piloti che si sono schiantati contro le Twin Towers), da usare come kamikaze.
Non si fanno scrupolo di mandarli al macello, come facevano i generali nella prima guerra mondiale mandando all'assalto le truppe contro le trincee difese da mitragliatrici.
Non sarà l'Islam, la religione, a far propri i bisogni della gente, a salvarci, ma la riconquista dei principi del marxismo.
Bisogna fare uno sforzo per istruire le masse, per rinnovare la conoscenza dei principi dell'economia.
Lo stesso Adam Smith, tanto lodato dai liberali, mette in guardia dalla benficienza.
Scrive nella “ricchezza delle Nazioni” che, per il pranzo, non dobbiamo contare sulla generosità del bottegaio.
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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 23 2010, 12:40

- Gli USA non possono essere sconfitti, forti di una superiorità militare e tecnologica indiscussa. Allo stesso tempo però non sono in grado di sopportare e metabolizzare perdite elevate e attacchi sul proprio territorio. Pensa all'11 settembre: l'entità delle perdite umane non è superiore a quelle subite da molti paesi, ma per gli USA il trauma è stato enorme. Questo perché ha dimostrato agli americani che non sono intoccabili.
- Gli USA non sono l'unico paese a essere dotato dell'atomica, e per quanto invincibili non sono inattaccabili. Il nervosismo americano in merito al programma nucleare iraniano dimostra che evidentemente gli USA temono un Iran dotato dell'atomica, ovvero un Iran in grado di perseguire nei fatti una politica estera autonoma. Se la realtà fosse come la dipingi tu tutta questa isteria intorno a Teheran non avrebbe senso.
- L'idea degli USA che perduta la loro egemonia si mettono a sganciare atomiche qua e là per il globo incuranti delle conseguenze, per quanto evocativa e suggestiva, mi sembra assai lontana dalla realtà.
- Nel valutare i rapporti di forza, tieni correttamente in considerazione tutti gli aspetti in cui gli USA sono più forti. Ti dimentichi però di prendere in esame anche gli elementi di debolezza che nel medio-lungo periodo (non certo nel breve) potrebbero verosimilmente metterne in discussione non tanto il ruolo di potenza, quanto quello di unica potenza globale.
- Hai reiterato le tue posizioni in merito agli USA e il tuo sostegno all'imperialismo americano. Continui a non motivare il perché Obama dovrebbe essere radicalmente diverso dai suoi predecessori, cosa che mi sembra assai fantasiosa. In primo luogo perché come tu stesso ammetti la vocazione degli USA all'egemonia non è in discussione. In secondo luogo perché non solo non sono mutati gli obiettivi strategici della politica estera americana, ma non è stato ridimensionato nemmeno lo sforzo bellico. Anzi in Afghanistan è semmai cresciuto.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 23 2010, 14:43

dimentichi l'aforisma di Andreotti: "il potere logora chi non ce l'ha."
Nel lungo o medio periodo chissa' cosa succedera', intanto, nel breve periodo, l'opzione militare e' da scartare.
Mi chiedi che cosa ha di speciale Obama.
Posso mettere in rilievo cosa non e': non e' Bush, non e' Reagan.
Mi sembra una persona ragionevole, forse piu' malleabile di Hillary, che gli preferivo.
Certo che la politica estera americana non puo' cambiare, ma sosteniamoli contro chi usa il terrorismo (e cioe' fondamentalisti mussulmani, oligarchi russi, arrampicatori cinesi), cosi' non avranno alibi e a questo punto avremo, avranno, (i sinistri, la sinistra) l'opzione diplomatica.
E adesso comincia a pensare alle strategie possibili.
Sostenere Obama puo' ridimensionare Berlusconi in patria.
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 23 2010, 15:26

tadiottof ha scritto:
dimentichi l'aforisma di Andreotti: "il potere logora chi non ce l'ha."
Nel lungo o medio periodo chissa' cosa succedera', intanto, nel breve periodo, l'opzione militare e' da scartare.
Scusa, quale opzione militare? Sei tu che stai sostenendo che qualora gli USA fossero lasciati soli dai tradizionali alleati scatenerebbero un'offensiva nucleare per mantenere il la loro egemonia.

tadiottof ha scritto:
Mi chiedi che cosa ha di speciale Obama.
Posso mettere in rilievo cosa non e': non e' Bush, non e' Reagan.
Mi sembra una persona ragionevole, forse piu' malleabile di Hillary, che gli preferivo.
Mi sembrano motivazioni ispirate solo dalla simpatia che la persona ti ispira, senza nessuna considerazione politica. Tra l'altro posso chiederti perché preferivi Hillary, se giudichi lui più malleabile?

tadiottof ha scritto:
Certo che la politica estera americana non puo' cambiare, ma sosteniamoli contro chi usa il terrorismo (e cioe' fondamentalisti mussulmani, oligarchi russi, arrampicatori cinesi), cosi' non avranno alibi e a questo punto avremo, avranno, (i sinistri, la sinistra) l'opzione diplomatica.
Cominciamo col dire che già l'uso del termine terrorismo presenta qualche problema. Qual è infatti il significato della parola?
Terrorista è forse un'azione armata che ha come obiettivo quello di fare più vittime possibile tra i civili? In questo caso qualsiasi azione militare condotta da qualsiasi esercito a partire dalla Seconda Guerra Mondiale (anzi dalla Guerra Civile spagnola e dalla Guerra d'Etiopia) potrebbe essere definita come terrorista. Gli USA che sganciano l'atomica su Hiroshima e Nagasaki sono terroristi.
Forse però terrorista è un'azione armata condotta non da eserciti "ufficiali". Ora, aldilà della discutibilità etica di questa concezione, vorrebbe dire che la Resistenza partigiana è stata terrorista. Inoltre, secondo la visione degli USA (non solo dei cattivoni repubblicani) esistono stati-canaglia che sostengono il terrorismo, ragion per cui anche un esercito (ma solo se è dello stato sbagliato) può essere terrorista.
Oppure dipende dagli ideali per cui combatte? Per cui ad esempio se sei islamico sei terrorista, mentre se sei laico no (questa era sostanzialmente la posizione di Bertinotti in merito alla resistenza irachena).
Mah, l'unica cosa evidente è che il concetto di terrorismo serve solo a identificare il nemico (il nemico degli USA e dei suoi servi), allo scopo di privarlo di ogni legittimità e a dipingerlo quindi come nemico dell'umanità.
In secondo luogo non mi interessa fare il tifo per questa o quella potenza qualora si presentasse uno scenario di lotta inter-imperialista. Mi interessa semmai capire se e in che modo un simile scenario possa o meno favorire una politica di indipendenza per l'Italia e le altre nazioni. Detto ciò, così a naso, tra un mondo dominato da una sola super-potenza e un mondo multipolare, mi sembra che la seconda ipotesi possa essere ragionevolmente considerata il male minore.

tadiottof ha scritto:
E adesso comincia a pensare alle strategie possibili.
Sostenere Obama puo' ridimensionare Berlusconi in patria.
2000snlp
Ammesso e non concesso che sostenere Obama possa ridimensionare Berlusconi in patria, l'idea che i problemi dell'Italia siano riconducibili esclusivamente al fatto che lui sia o meno al governo, non fa proprio parte della mia visione delle cose. Il giorno che il PD andrà al governo non saremo meno servi, né meno esposti a politiche sociali devastanti. Al massimo avremo la rottamazione sulle auto anziché sui televisori.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Mer Giu 23 2010, 22:34

non mi resta che inchinarmi (chinare il capo) al maestro.
Che dio ci scampi e liberi. L'altra opzione e': che dio ti fulmini.
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gian



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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Gio Giu 24 2010, 00:23

Leggere questa serie di interventi scritti da tadiottof, mi sembra di ascoltare quel " famoso" consulente del Pentagono Edward Luttwak - quando viene invitato, (più che altro ci viene imposto) sempre più spesso alla tv nazionale su programmi titpo Ballarò, a impartirci le lezioni "di politica estera corretta" per menteccati mentali.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Gio Giu 24 2010, 15:16

gian ha scritto:
Leggere questa serie di interventi scritti da tadiottof, mi sembra di ascoltare quel " famoso" consulente del Pentagono Edward Luttwak - quando viene invitato, (più che altro ci viene imposto) sempre più spesso alla tv nazionale su programmi titpo Ballarò, a impartirci le lezioni "di politica estera corretta" per menteccati mentali.
Infatti.....

gorritxo ha scritto:
...il concetto di terrorismo serve solo a identificare il nemico (il nemico degli USA e dei suoi servi), allo scopo di privarlo di ogni legittimità e a dipingerlo quindi come nemico dell'umanità.
In secondo luogo non mi interessa fare il tifo per questa o quella potenza qualora si presentasse uno scenario di lotta inter-imperialista. Mi interessa semmai capire se e in che modo un simile scenario possa o meno favorire una politica di indipendenza per l'Italia e le altre nazioni. Detto ciò, così a naso, tra un mondo dominato da una sola super-potenza e un mondo multipolare, mi sembra che la seconda ipotesi possa essere ragionevolmente considerata il male minore.
Condivido. Ovviamente bisogna costruire le condizioni politiche (incluse quelle organizzative di una forza politica adeguata e conseguente) per poter pensare di utilizzare spazi di manovra rispetto ad uno scenario del genere. Sono convinto che ci troviamo in sintonia anche su questo...

tadiottof ha scritto:
E adesso comincia a pensare alle strategie possibili.
Sostenere Obama puo' ridimensionare Berlusconi in patria.
2000snlp
gorritxo ha scritto:
Ammesso e non concesso che sostenere Obama possa ridimensionare Berlusconi in patria, l'idea che i problemi dell'Italia siano riconducibili esclusivamente al fatto che lui sia o meno al governo, non fa proprio parte della mia visione delle cose. Il giorno che il PD andrà al governo non saremo meno servi, né meno esposti a politiche sociali devastanti. Al massimo avremo la rottamazione sulle auto anziché sui televisori.
Parole sacrosante, gorritxo, anche se questa verità non è ancora divenuto un fatto acquisito perlomeno in larga parte della sinistra.

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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: L'Italia, la UE e l'età pensionabile   Ven Giu 25 2010, 12:57

tadiottof ha scritto:
non mi resta che inchinarmi (chinare il capo) al maestro.
Che dio ci scampi e liberi. L'altra opzione e': che dio ti fulmini.
2000snlp
Laughing Laughing Laughing Se non hai argomenti, non è che devi scrivere per forza. Alle volte il silenzio è d'oro, e fa fare più bella figura.

iskra ha scritto:
gian ha scritto:
Leggere questa serie di interventi scritti da tadiottof, mi sembra di ascoltare quel " famoso" consulente del Pentagono Edward Luttwak - quando viene invitato, (più che altro ci viene imposto) sempre più spesso alla tv nazionale su programmi titpo Ballarò, a impartirci le lezioni "di politica estera corretta" per menteccati mentali.
Infatti.....
(S)fortunantamente gli utenti di questo piccolo forum non appartengono alla categoria

iskra ha scritto:
gorritxo ha scritto:
...il concetto di terrorismo serve solo a identificare il nemico (il nemico degli USA e dei suoi servi), allo scopo di privarlo di ogni legittimità e a dipingerlo quindi come nemico dell'umanità.
In secondo luogo non mi interessa fare il tifo per questa o quella potenza qualora si presentasse uno scenario di lotta inter-imperialista. Mi interessa semmai capire se e in che modo un simile scenario possa o meno favorire una politica di indipendenza per l'Italia e le altre nazioni. Detto ciò, così a naso, tra un mondo dominato da una sola super-potenza e un mondo multipolare, mi sembra che la seconda ipotesi possa essere ragionevolmente considerata il male minore.
Condivido. Ovviamente bisogna costruire le condizioni politiche (incluse quelle organizzative di una forza politica adeguata e conseguente) per poter pensare di utilizzare spazi di manovra rispetto ad uno scenario del genere. Sono convinto che ci troviamo in sintonia anche su questo...
Ne sono convinto anch'io, iskra. La costruzione di un movimento organizzato politicamente su basi indipendentiste, nazionali, patriottiche e socialiste, per quanto allo stato attuale possa apparire una chimera, è l'unico vero obiettivo su cui bisogna lavorare. Mi sembra che Indipendenza, pur con gli scarsi mezzi a disposizione, si stia muovendo nella direzione giusta.
Occorre saldarsi, collegarsi con altre realtà, ma ci vuole molta cautela. Quando si parla di antimperialismo è facile imbattersi in gruppi e individualità che nonostante un'opera di maquillage portano avanti idee e concetti di derivazione chiaramente fascista, sia pure in modo non dichiarato. Sull'altro fronte invece bisogna scontrarsi con tutta l'ottusità, la profonda ignoranza e l'ostilità di chi, a sinistra e nel mondo dell'antagonismo, considera invece "fascista" il concetto stesso di nazione.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Pensioni: la svolta piu' pesante   Mer Ago 25 2010, 21:16

Descrizione e modalità di aggiornamento
Dal 1992 si sono succedute nel nostro Paese sette riforme previdenziali. I criteri per poter andare in pensione, i metodi di calcoli degli importi dovuti, i limiti posti ai trattamenti sono stati materia di leggi specifiche, ma soprattutto di interventi proposti e approvati nel corso delle manovre finanziarie annuali. Il risultato è stato che un settore, tanto delicato e bisognoso di tranquillità è stato sistematicamente sconvolto almeno ogni due anni. È da considerare, come ha peraltro sottolineato lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che i tagli e le restrizioni sono state "accettate" in un clima di assoluta indifferenza e addirittura di complice silenzio. Le novità introdotte però sono pesanti. La prima è un intervento tattico, mirato a ritardare l'uscita dal mondo del lavoro. Dal 2011, per coloro che matureranno i requisiti d'età e di contribuzione, non esisteranno più le famose finestre. Dalle originarie quattro si era già passati nel 2008 alla possibilità di due uscite. La nuova regola che è stata introdotta non pone in essere scadenze certe di ottenimento pensionistico, ma uno scivolamento di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per i lavoratori autonomi, dalla data di maturazione del diritto per tutti i futuri pensionati che abbiano raggiunti i requisiti per il trattamento di anzianità o di vecchiaia o, addirittura, abbiano maturato il massimo contributivo di quaranta anni.

In ambito sanitario restano esclusi, anche a detta dell'Inpdap, coloro che hanno avuto la proroga di due anni di servizio successivamente al raggiungimento del 65° anno d'età e quindi la possibilità di rimanere fino ai 67 anni. Dal 1° gennaio 2012 parte la nuova età per le pensioni di vecchiaia per le donne che lavorano nel pubblico impiego. Il nuovo limite, già innalzato a 61 per quest'anno e per il prossimo rispetto al precedente di 60 anni, sale a 65 anni. Resta la possibilità di andare in pensione d'anzianità al maturare delle "quote" previste dalla riforma Prodi del 2008. Inoltre, per i dipendenti pubblici è stata prevista la rateizzazione della buonuscita: 90 mila euro subito, da 90 mila a 150 mila dopo 12 mesi dalla rata e ulteriori 12 mesi per la parte di liquidazione superiore ai 150 mila.

articolo sulla newsletter di eDott.it
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