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 LA CRISI SUPERATA

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fcalvano



Numero di messaggi : 6
Data d'iscrizione : 13.11.09

MessaggioTitolo: LA CRISI SUPERATA   Dom Giu 06 2010, 19:38

LA CRISI SUPERATA
La prima fase della crisi è stata brillantemente superata dal duo magico Trebond-Berlusca.
Come avviene con gli uragani che si abbattono all’improvviso su uomini e cose, determinando morte e distruzione, così è avvenuto con l’avvento della crisi, anche se in questo caso il Tremonti ha sempre affermato che lui aveva previsto tutto. La crisi, la cui scintilla che ha incendiato la prateria è partita dalla bolla speculativa americana (e quando mai non è così?), ha naturalmente spazzato via anche nel nostro Paese decine di fabbriche, i cui lavoratori hanno costruito il nido sui tetti o si sono rinchiusi in un vecchio carcere di un’isola sperduta, e i cui titolari si sono spesso suicidati. Ma queste sono le regole della moderna comunità. C’è sempre qualcuno che ci guadagna (e molto) e altri che si suicidano o rimangono sul lastrico.
Ora bisogna passare alla fase due, la stabilizzazione della crisi in modo che essa diventi strutturale, e continui ad espellere mano d’opera o comunque eviti che dopo la fase uno, alcuni possano rientrare nelle aziende o che si possano creare spazi per dei giovani che da precari sono diventati aspiranti precari.
Per la fase due ci pensa, naturalmente, sempre il duo al comando. Per arginare la crisi si escogita una manovra, necessaria ed indispensabile, perché ce la chiede l’Europa. Tutti devono contribuire. Chi sono questi tutti? Ma, i soliti noti. Questa voltaperò incontreranno insormontabili difficoltà, nel momento in cui vanno a segare diritti acquisiti e consolidati, con manifestazioni ostili, scioperi, ma anche, verosimilmente, con ricorsi giudiziari dall’esito positivo, per cui la manovra, alla fine, sarà una farsa; a parte ciò, il paradosso piu’ stridente è che, ammesso che funzionasse, lungi dal sanare la situazione, finirebbe per aggravarla, e forse in modo irreversibile.
Tagli a salari e stipendi, blocchi per chi deve andare in pensione, allungamento dell’età pensionabile,blocco del TFR, non verifica per i falsi invalidi ma tagli generalizzati anche per chi è gravemente menomato, tagli selvaggi a regioni ed enti locali, che già non si reggono in piedi, tagli a settori che già oggi non dispongono della carta igienica e di quella per le fotocopie, al di là dell’equità e della giustizia, non potranno che provocare un’unica e sola, logica, conseguenza : la stagnazione, l’aumento dei disoccupati, il blocco totale per le giovani generazioni, la caduta a picco dei consumi, insomma l’effetto diametralmente opposto al dichiarato risanamento dei conti pubblici, che continueranno a peggiorare. Chi ne volesse conferma inconfutabile, è invitato a riflettere su cosa è avvenuto dal 1992 ad oggi : nonostante la prima manovra Amato di 90 mila mld di vecchie lire e tutte le altre manovre annuali per circa venti anni, lo stock del Debito Pubblico è aumentato in termini assoluti e in termini di rapporto Debito/PIL. Non occorrono altre dimostrazioni!
Allora non c’è soluzione? . Ma si, che c’è! Tutti i manuali di Scienze delle Finanze insegnano che le entrate di uno Stato possono essere ordinarie o straordinarie. Rientrano tra le prime tutte le imposte e tasse che l’Erario incassa quotidianamente; rientrano tra le seconde quelle aventi carattere eccezionale, non ricorrenti, appunto straordinario, quali ad esempio un’imposta straordinaria,una tantum, sui grandi patrimoni. E quale migliore occasione di quella che stiamo vivendo per chiamare a contribuire tutti, in primis chi ha accumulato grandi patrimoni? Anche perché essi o sono frutto di grande evasione o sono ricchezze accumulate con i lauti interessi sul Debito Pubblico, degli anni precorsi, ma che tutto il popolo italiano continua a pagare giornalmente con lacrime e sangue.
La Presidente degli Industriali Emma Marcegaglia, solerte nel preparare le parate show al Premier, sa benissimo che quando un’Azienda accusa un deficit patrimoniale, essa non si sana con i tagli della produzione, viceversa occorrono mezzi freschi da parte degli azionisti maggiori o è la fine. Lo Stato italiano è da decenni in grave deficit patrimoniale, viene mantenuto in piedi con l’ossigeno che le tasche ormai vuote dei soliti noti continuano ad alimentare. Ma senza “mezzi freschi” non si andrà da nessuna parte. I primi ad essere interessati ad un reale risanamento sono coloro che rientrano in quel 10% di cittadini che possiedono (secondo Bankitalia) il 50% della ricchezza finanziaria del Paese.
Come mai, né il duo al comando, ma neanche le ridicole forze dell’opposizione o i Sindacati, e neanche i mass media trovano il coraggio di proporre una simile misura riparatrice? Un prelievo straordinario con una aliquota del 10% su una massa di 1.400 mld di Euro darebbe un gettito di 140 mld. Altro che il taglio delle pensioni di invalidità ai derelitti!
Ma chi volesse avere maggiori ragguagli circa l’efficacia delle misure varate dall’attuale Governo e la famigerata crisi del 1929 e stabilire in che direzione vanno le prime , senza scomodare le teorie keynesiane, basta consultare, su Internet, Wikipedia alla voce New Deal, per apprendere facilmente che in quella occasione furono varate : “Una serie di lavori pubblici assorbirono tra i 2 e i 3 milioni di lavoratori disoccupati……In una situazione di inflazione galoppante ed evidente recessione, l'intervento da parte dello stato nell'attività produttiva e nel processo economico diveniva determinante per risollevare le sorti del paese e ridistribuire verso il basso la ricchezza, evitando dunque la sproporzione evidente nel dato periodo………L'intervento dello Stato nell'economia attraverso la realizzazione di infrastrutture, creazione di un Welfare State (stato assistenziale) in grado di poter sostenere la forza lavoro disoccupata, conseguente aumento della domanda per riavviare il processo produttivo furono i cardini dell'opera del primo mandato roosveltiano …….alcune delle misure stabilite per tamponare il fenomeno e restituire vitalità ad un settore vessato dalla stagnazione. Fu molto importante la costruzione di fabbriche statali , le quali diminuirono ulteriormente il numero di disoccupati.
Dal raffronto si può facilmente capire in che direzione sta andando questo sventurato Paese che, se non adotta urgentemente misure dirette a recuperare mezzi freschi togliendoli a chi ne ha in abbondanza, non ha che da aspettare una delle prossime mosse che la speculazione internazionale dei mercati finanziari prima o poi deciderà di scatenare. francesco calvano
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tadiottof



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MessaggioTitolo: la radice della crisi   Lun Giu 07 2010, 09:38

rilancio un mio intervento nel forum del 3 novembre 2008

La rivoluzione industriale, che si situa intorno al 1750, ha creato una nuova categoria sociale: il proletariato urbano.
La "rivoluzione dell'industria" e' conseguente all'accoppiamento delle macchine con i motori.
Le macchine c'erano anche prima dei motori; pensiamo ai carillon e agli altri congegni: orologi ecc. che erano messi in movimento da una molla o da contrappesi.
I motori hanno liberato gli operai dalla fatica muscolare, anche gli animali: buoi, cavalli non servono piu', e hanno moltiplicato la quantita' dei beni prodotti.
Gli operai addetti alle macchine devono soltanto controllare che la sequenza delle operazioni programmate sia senza intoppi.
Oggi il compito di sorvegliare le macchine, mosse dai motori, e' assegnato ai computer.
Percio' gli addetti alla produzione sono sempre meno.
L'occupazione dei proletari e' riservata al settore dei servizi, finche' non arrivera' un robot anche per queste operazioni.
2000snlp
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noname

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MessaggioTitolo: Re: LA CRISI SUPERATA   Mar Giu 08 2010, 01:03

Io senza voler togliere nulla alla fatica fatta per scrivere quanto è stato scritto,vorrei solo dire che secondo me le famose crisi finanziarie,altro non sono che un forte sconquassamento del sistema sociale,atto solo ed esclusivamente a far si che la Società non superi nelle sue proporzioni interne limiti in cui non v'è più differenza di qualità di vita tra chi comanda e chi dovrebbe continuare ad eseguire gl'ordini che avendo raggiunto appunto un ottimissima qualità di vita smette di eseguire ordini.
Le Società,la Società cosi conosciuta si regge su alcune basi,la base più importante è quella intrinseca alla sua divisione tra ricchi e poveri.
Il sistema attuale non potrebbe esistere se non ci fosse la divisione tra ricchi e poveri tra attori e spettatori,tra venditori e compratori,chi quindi ha in mano le sorti dell'Umanità,ogni volta che la Società arriva ad uno dei punti citati sopra,interviene con tutti i mezzi affinche si scongiuri il pericolo.
Non ci possono essere troppi venditori e pochi compratori,non ci possono essere tanti attori e pochi spettatori e per assurda verità non ci possono essere troppi ricchi proprio perche in Terra la ricchezza si guadagna sfruttando i poveri,no poveri in Terra ?? No ricchi.
Del resto secondo il mio punto di vista anche la grande crisi del 29',altro non servì che per far capitolare la Società che era arrivata dove non doveva arrivare proprio per quanto detto da me sopra.
Ripartire da zero lo fu nel vero senso della parola nel 29',ed oggi,per il momento, è bastato solo far abbassare la cresta a tutti.
Infine,io sinceramente non so l'Europa Unita,l'Euro, cosa abbiano portato ma mi domando cosa ne sarebbe stato della socialità e del benessere oggi,se per esempio gl'Italiani dai tempi dell'entrata in Europa non avessero dovuto fare solo sacrifici ???????
Dunque gia con la manovra "entrata in euro" ci siamo ritrovati tutti più poveri e quindi con meno potere,ora come se non fosse bastato,hanno tirato su la Crisi,cosi ora,passata la crisi o no,comunque si è ricreata una bella distanza e stile di vita tra chi comanda e chi no e questo è quello che contava per mantenere gl'equilibri tenuti in essere dagli sfruttatori della situazione.

Saluti
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tadiottof



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MessaggioTitolo: anacrosmi   Mar Giu 08 2010, 03:47

Citazione :
comunque si è ricreata una bella distanza e stile di vita tra chi comanda e chi no e questo è quello che contava per mantenere gl'equilibri tenuti in essere dagli sfruttatori della situazione.
Affermare che uno squilibrio e' un equilibrio e' un vero esercizio acrobatico.
Difendere la disparita' tra le classi, in nome della pace sociale, significa riconoscere le "ragioni" degli sfruttatori.
Compito di chi si richiama alla giustizia e all'equita', lasciando stare la fraternita' che e' gestita dai preti, sarebbe di educare le masse alla responsabilita'. Mi sembra che la colpa del socialismo (e del comunismo) sia proprio questa: non hanno saputo elevare la classe subalterna a responsabilita' di governo.
2000snlp
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fcalvano



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MessaggioTitolo: Re: LA CRISI SUPERATA   Mar Giu 08 2010, 12:00

possiamo essere più che d'accordo. Chi è disposto ad accettare le attuali stridenti, inconcepibili ed inaccetabili squilibri, per cui una aristocrazia vive nel lussso sfrenato, insensato o offensivo per il resto dell'umanità, come capita tanto per non far nomi al nostro Premier, e miliardi di persone nel mondo muoiono ancora di fame, è libero di farlo. Vuol dire che sta dall'altra parte, non certo assieme a chi vive sotto una soglia di povertà spaventosa.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: LA CRISI SUPERATA   Mar Giu 08 2010, 17:48

tadiottof ha scritto:
Citazione :
comunque si è ricreata una bella distanza e stile di vita tra chi comanda e chi no e questo è quello che contava per mantenere gl'equilibri tenuti in essere dagli sfruttatori della situazione.
Affermare che uno squilibrio e' un equilibrio e' un vero esercizio acrobatico.
Difendere la disparita' tra le classi, in nome della pace sociale, significa riconoscere le "ragioni" degli sfruttatori.
Compito di chi si richiama alla giustizia e all'equita', lasciando stare la fraternita' che e' gestita dai preti, sarebbe di educare le masse alla responsabilita'. Mi sembra che la colpa del socialismo (e del comunismo) sia proprio questa: non hanno saputo elevare la classe subalterna a responsabilita' di governo.
2000snlp
Chiedo scusa per il mio senso di colpa ma se ho ben capito devo fare una specifica,se ho capito, devo spiegare che quanto scritto è quello che io vedo e non quello in cui credo,io non credo che ma sono convinto che il sistema sociale attuale mai potrà permettersi di trattare tutti allo stesso modo,proprio perche in realtà tutt'ora il Sociale è retto dallo sfruttamento dell'Uomo sull'Uomo.
La Crisi economica è un modo per far si che questa legge permanga ma questo non vuol dire che io la condivida,è solo un analisi.
Ciao e scusate ancora se ho frainteso.

noname
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Grazie a Noname   Mar Giu 08 2010, 21:18

per la precisazione.
Voglio aggiungere tuttavia che coloro che hanno a cuore la giustizia e l'equita' non devono solo descrivere la realta', ma metterne in evidenza le contraddizioni e le storture.
2000snlp
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