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 Un commento sulle elezioni amministrative?

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AutoreMessaggio
sankara

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MessaggioTitolo: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 11:09

Un commento sulle elezioni amministrative? Qualche idea 'costruttiva'?
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salkappa2

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MessaggioTitolo: Un commento sulle elezioni amministrative? Qualche idea...   Mar Mar 30 2010, 12:29

Qualche idea?
Amore, fratellanza, umiltà, benessere per tutti e basta con certe minuterie da gente di bassa fattura!
AuguriBelli.
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paolova



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 12:59

La perdita di identità e di valori della "sinistra" italiana, non può che produrre effetti come questo. Per quale motivo i vecchi comunisti che hanno ancora la falce e martello nel cuore, ed i giovani disoccupati o proletari senza lavoro dovrebbero votare per una "sinistra" che vota ni crediti di guerra o fa regali a banchieri ed industriali? A mio parere è necessario un nuovo Partito Comunista, realmente rivoluzionario, che si faccia carico dei bisogni e degli interessi del proletariato e delle classi oppresse; cosa non facile da costruire. Ricordo che nel '19, per entrare nell' I.C. di Lenin e Trotzky, occorreva sottoscrivere 21 punti irrinunciabili. Oggi il P.C.L. ne rivendica quattro: vogliamo partire da lì, o comunque da una piattafotma che qualifichi i comunisti rivoluzionari, distinguendoli dagli opportunisti, dai riformisti di tutte le risme e dagli stalinisti di tutte le sfumature?
Paolo V.
Resp.Prov. del P.C.L. di Massa Carrara
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luchia

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 13:06

Io penso che Berlusconi e Bossi hanno intercettato quella grande fetta di popolazione che negli anni '80 votava DC e PSI. Questa grande fetta di popolazione era per lo piu' apolitica, nel senso che votava piu' per quieto vivere che per un'idea. Chi votava PCI o MSI erano quelli credo piu' "politicizzati" o militanti. Penso che qui un ruolo chiave lo abbia avuto Berlusconi, che venendo dal mondo della pubblicita', sapeva che questa fetta di popolazione (anche detta “targhet”) era un boccone troppo ghiotto per lascerselo scappare. Chi faceva parte di questa enorme fetta di popolazone? Beh, guarda caso probabilmente proprio la grande massa da lui educata guardando Mike Bongiorno e telefilm (per lo piu' stupidi) Americani. Insomma, questa grande massa educata in vent'anni da una TV demenziale e strapiena di spot commerciali, e' poi diventata il suo bacino elettorale. Torno a ripetere pero' che secondo me il dato innovativo rispetto al passato e' la “politicizzazione” di questa grande fetta di popolazione: chi votava DC era anni luce dall'aver un'idea politica, era piu' gente che semplicemente amava il quieto vivere. Oggi questa grande fetta di popolazione non vuole piu' il quieto vivere, ma ha un nemico, e cioe' i “comunisti” e “Roma Ladrona”. E' una rivoluzione rispetto al passato, una rivoluzione che e' stata possibile grazie alla genialita'-criminale di Berlusconi che e' riuscito a “tirare nell'arena politica” una fetta di popolazione contro un nemico da lui inventato, educata in 20 anni di tv demenziale, e che da ormai diverse decade era stata abbandonata a se stessa sia dai partiti Italiani di destra che di sinistra.

Luca
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brunomorm



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 13:27

premessa:
non sono né di destra né di sinistra e credo che l'italia sia rovinata da quelli che, per motivi ideologici,
votano tutta la vita allo stesso modo qualunque cosa accada. per costoro i politici possono fare o non fare di tutto, tanto non cambia nulla.
commento ai risultati delle regionali:
sono contento x l'italia che sia finita così.
spiegazione:
il problema dell'italia è che esiste solo la destra,
l'alternativa non esiste perché la sinistra, da sempre, non sa che cos'è e che cosa vuole.
la rovina della sinistra sono i soliti parrucconi che stanno al comando da una vita e che l'hanno portata alla rovina, dalema, bersani, ecc..
lontani da qualunque contatto vero con la gente, sono incapaci di risolvere qualunque problema pratico per motivi ideologici.
esempio 1:
le gabbie salariali non possono esistere x motivi di principio,
anche se nella realtà possono risolvere problemi pratici della gente a fronte di esigenze reali;
ma la vera disuguaglianza è trattare come se fossero uguali situazioni differenti, cioé chi prende 1200 euro a milano e chi li prende a cosenza.
x la sinistra la realtà non conta, conta solo l'apparente uguaglianza formale di principio.
esempio 2:
le classi separate. anch'esse possono risolvere il problema pratico dell'integrazione.
sono un metodo sbagliato? ma almeno lo si provi! se non funziona si torna indietro, magari.
ma il blocco ideologico impedisce persino di provare delle soluzioni ai problemi, di vedere se funzionano.
l'importante, per la nomenclatura, è tacciare gli altri di razzismo e predicare una presunta superiorità morale sfiorando ormai il ridicolo perchè non ci crede più nessuno.
i razzisti a mio parere sono quelli che creano il razzismo x poi poterlo combattere a parole facendo finta di non vedere i problemi, ma lasciamo perdere.
la nomenclatura non ci sente: l'unica cosa che sta facendo anche ora è: ..negare la sconfitta! con dichiarazioni esilaranti, leggetele sui giornali!!
conclusione:
sono contento che il centrosinistra perda sempre più voti, mi auguro che arrivi a zero, quel giorno i parrucconi capiranno di doversene andare.
la salvezza della sinistra e dell'italia, che deve avere un'alternativa, è una sola:
che si azzeri tutto e che venga su anche a sinistra una persona nuova, dal basso, come sono venuti dal basso obama e bossi,
o dall'esterno, come è venuto dall'esterno berlusconi,
capace di catalizzare i voti di tutti intorno ad un partito nuovo e ad un programma unico e nuovo,
capace di attrare i voti di tutti cancellando i 100 partiti e partitini che hanno rovinato il paese finora.
ma finché i soliti nomi stanno lì, uno dal basso non verrà fuori mai,
come ha insegnato quello che hanno provato a fare a vendola contro la volontà popolare.
saluti, bruno
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salvo



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MessaggioTitolo: elezioni regionali   Mar Mar 30 2010, 13:37

Da quella che un tempo si sarebbe detta un'ottica di sinistra. Esistono un pò di tabù da abbattere, ne indico solo due per non essere invadente:
a) la fobia del movimento. Qualunque cosa si muove è potenzialmente ingovernabile e dunque viene tacciata come qualunquista, poco politica, poco prospettica, inutilmente provocatoria. L'esempio più consistente di "terrore" lo farei risalire al l'ultimo grande comizio di Cofferati a Roma. Era più spaventata la stessa sinistra di tanta grandiosità che non il centro-destra;
b) Il vento di Vendola. Lo ripeserei adesso, il neo presidente Niki : lui su un piatto della bilancia e Casini sull'altro, e chiamerei Dalema a leggere ciò che dice la bilancia. Esiste la necessità di un cambio di linguaggio? Perché il motore (molla/movente) della buona amministrazione dev'essere la linea di partito e il condominio delle alleanze e non una sensibilità nei confronti del reale che è ancora capace di trasmettere emozione e sensibilità? Perché qualunque ipotesi che tenda a riallacciare la spina con il territorio non sa spingersi oltre l'emulazione/invidia della Lega? Faccio fatica a parlare con chi questi problemi non se li pone neanche. Io ho votato PD, non so se il PD voterebbe per me.
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francescof

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MessaggioTitolo: elezioni   Mar Mar 30 2010, 13:49

Quello che possiamo dire che negli schieramenti sia di centrosinistra o di centrodestra nei loro programmi non esiste nulla sulla disabilità
Per questo la nostra battaglia continua contro questa politica antisociale
Vincitori e sconfitti 2 razze uguali cambiano i colori ma i politici sono sempre gli stessi
I veri sconfitti sono i disabili
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brunomorm



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 14:26

salvo ha scritto:
Da quella che un tempo si sarebbe detta un'ottica di sinistra. Esistono un pò di tabù da abbattere, ne indico solo due per non essere invadente:
a) la fobia del movimento. Qualunque cosa si muove è potenzialmente ingovernabile e dunque viene tacciata come qualunquista, poco politica, poco prospettica, inutilmente provocatoria. L'esempio più consistente di "terrore" lo farei risalire al l'ultimo grande comizio di Cofferati a Roma. Era più spaventata la stessa sinistra di tanta grandiosità che non il centro-destra;
b) Il vento di Vendola. Lo ripeserei adesso, il neo presidente Niki : lui su un piatto della bilancia e Casini sull'altro, e chiamerei Dalema a leggere ciò che dice la bilancia. Esiste la necessità di un cambio di linguaggio? Perché il motore (molla/movente) della buona amministrazione dev'essere la linea di partito e il condominio delle alleanze e non una sensibilità nei confronti del reale che è ancora capace di trasmettere emozione e sensibilità? Perché qualunque ipotesi che tenda a riallacciare la spina con il territorio non sa spingersi oltre l'emulazione/invidia della Lega? Faccio fatica a parlare con chi questi problemi non se li pone neanche. Io ho votato PD, non so se il PD voterebbe per me.
Salvo, ho capito quasi tutto. Quello che non ho capito è perché hai votato PD. Per cambiare la sinistra bisogna abbattere quella che c'è, il problema è proprio chi continua, non si sa perché, a votarla. Hai votato PD per far restare tutto com'è? Per salvare questa sinistra che fa sì che berlusconi resti al governo per sempre? Io ho un collega come te: qualunque cosa accada, vota PD. Deve averglielo raccomandato il suo medico, non so. quelli che campano di rendita contano su quelli come te e lui. Sai che dice? "D'Alema deve scomparire, ma allora anche Berlusconi". Non capisce che per combattere Berlusconi, a sinistra si deve mandare a casa chi c'è ora e metterci qualcun altro. Non capisce che Berlusconi non ha alcun motivo di ritirarsi, perché prende un mare di voti. Il problema di sostituire il vertice ce l'ha la sinistra. Veltroni, Franceschini, tra non molto andrà via anche bersani: ne hanno già sostituiti 3 in un anno, mentre continuano a dire che berlusconi è al declino, sono comici. Tra poco avremo il quarto, ma non è quella la soluzione. La soluzione è che il quarto dovrebbe venire dal basso. da fuori. A sinistra bisogna azzerare tutto.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 16:06

sankara ha scritto:
Un commento sulle elezioni amministrative? Qualche idea 'costruttiva'?
Laughing Laughing Laughing
In merito al costruttivo più che sperare che i sette colli di Roma franino,non saprei cosa augurarvi !!!! Razz Razz

Invece sulle Amministrative c'è tutto da ridere !
Mia Madre ha 80 anni ed ancora oggi vota in base alle sue conoscenze e non in base ai valori o progetti dei concorrenti,questo è un ricordo che risale alla mia giovinezza,forse in realtà non ho mai votato alla fin fine proprio perche forse la prima volta sono stato violentato dalla mia famiglia con l'imposizione di votare quello che dicevano loro,cioè quello che credevano o forse era un colui che li poteva praticamente aiutare.
Se nelle politiche dunque si può immaginare e sperare che ci sia ancora un valore sopra gl'altri che determini l'indirizzo di un voto,nelle Amministrative il voto è strettamente relazionato a chi ti può fare favori e che evidentemente li fa,se la cosa funziona dal 1946...
Laughing
Poi , Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing ..fin quando la Sinistra non riconoscerà lo sbaglio di avermi emarginato,mai risalirà la china. !!

Pensateci,persone come me emarginate da Rifondazione Comunista nei primi anni 90..,io ho resistito perche ero gia vecchio e deciso(avevo gia trenta anni) ma è in quegl'anni che in molti vista l'aria che tirava hanno ben pensato di scoprire la Destra con tutte le sue leccornie che da sempre offre ai suoi adepti.
Se io sono stato uno di quelli bandito da rifondazione comunista chi era dunque l'accettato ???
Visto che sono passati 20 anni ed io sto ancora qui ( si fa per dire),mentre voi( si fa per dire) non esistete più,non sarebbe il caso di ripensarci un po su ??
noname
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Lunadicarta

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MessaggioTitolo: dal Lazio   Mar Mar 30 2010, 16:16

Carissimi,

visto che mi avete scritto voglio rispondere con grande sincerità sulla mia regione, il Lazio.

Ebbene, il Lazio è una regione nata con un governo Mussolini, si tratta quindi di un territorio fortemente e storicamente legato alla destra nazionale.

La gente, però, è la stessa ovunque in Italia e purtroppo affida la propria fiducia a quello che è da considerarsi il "meno peggio" del momento.

Perché la Polverini ha polverizzato la Bonino?

E' ovvio: perché noi sinistra non avremmo mai votato il patto scellerato dei Radicali e del PD con Storace, accettando supinamente di vedere Fioravanti e la Mambro con un posto fisso alla Regione Lazio.

Infatti, ho voluto esperimentare e mi sono accostata ad uno dei gazebo della Polverini per capire e, sorpresa, ho scoperto che chiedevano di votare solo il "listino" e non gli "alleati".

Non so se mi spiego... Shocked

Quello che è da combattere non si chiama necessariamente Silvio.

Cosa fare?

Candidare in futuro solo gente onesta, lontana da tematiche proprie del terrorismo o delle corruttele da minoranza di scelta sessuale, esatto dico proprio quelli che stanno sdoganando uno dei fenomeni più osceni della storia dell'umanità:

il maschilismo.

Salut* Comunisti

ps: oggi è crollata la volta della Domus Aurea a Roma, così il compagno è accontentato :-)
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Daniele Vignandel



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 16:40

magari com'è giusto solo qualche ringraziamento visto che tutti hanno vinto


GRAZIE AL Presidente che con l'alternativa ha perso comunque e buttato alle ortiche coerenza e legalità per gente come Bresso e De Luca.

GRAZIE A De Luca e Bresso che con la loro umiltà,senso della sinistra,vicinanza alle classi più deboli sono riusciti a dare al centro destra tutta la malloppa...alla Bresso un augurio particolare di fare la stessa fine augurata alla gentile signora della val di Susa: MORIRE (politicamente sia chiaro)

GRAZIE All'eurocinquecentomilavoti che a una settimana dal voto si iscrive al partito giocandosi la credibilità e pensando di fare il solito salto sul carro del vincitore...i numeri in Veneto non sono da gioia!

GRAZIE alla segreteria Siciliana che ha capito che per avere i voti in Veneto bisogna ragionare alla Siciliana perchè sti quattro polentoni cosa vuoi che capiscano del loro territorio.

GRAZIE a Grillo al quale vorrei ricordare che se piazzi persone in 2 regioni su 5 con tutta la rabbia che serpeggia nel paese qualche candidato si è dipinto più bravo di quel che era veramente e se ascoltare dei cretini che ti dissero di coordinarsi (NON FARE UN PARTITO) come idea non era poi così stupida.

GRAZIE al PD che dopo la chemioserracchiani è tornato il solito malato terminale e come sempre NESSUNA lettera di dimissioni da segreterie stantie e ammuffite in quanto la colpa è sempre d'altri.

GRAZIE a tutti i resistenti e candidati del Veneto che son riusciti a creare una coesione,un corpo unico affinchè l'unione rafforzasse il metodo e la forza nella gente ma ringrazio anche per dei risultati in alcune priovincie che definirlo penoso è poco....tanto è vero che NESSUNO ha confermato i numeri di Sonia in Regione tranne Belluno che li ha ulteriormente aumentati...forse le campagne bisogna farle in giro e con argomenti più ai Veneti consoni.

GRAZIE ai Veneti che devo dire si dimostrano più intelligenti di molti di noi e hanno votato non il partito ma la persona che si è sempre dimostrata (a parole lo so ma questo sembra) vicina al proprio popolo...e dedicato anche a chi qui a nord est ha preso la poltrona europea e poi a parte gli incontri di partito....è partito e non lo si è visto più.

Ora scusate ma vado a prendere 2 fazzoletti e due camicie verdi per mio figlio....PERCHE'????

PERCHE' IN CASA DI COGLIONE NE BASTA UNO!!!!
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 16:57

Citazione :
ps: oggi è crollata la volta della Domus Aurea a Roma, così il compagno è accontentato :-)
Laughing Laughing Laughing Laughing
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ninog1965



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 17:53

[b]COMMENTO SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE :[/center]

Continuiamo a farci del male votando i SOLITI DEL PD che intanto si apprestano al prossimo inciucio con la maggioranza.
Vedi Legge sulle intercettazioni.
Fin quando non saremo asserviti completamente non avremo la necessità di reagire e quindi non lo faremo.

IDEA COSTRUTTIVA?

Mandare ad ogni avente diritto di voto una cartolina che dica più o meno :
Berlusconi, dall' alto della sua bassezza ci ha visto bene quando associava alla parola elettore quella di coglione
(mi scuso per il termine, ma se lo ha usato lui...).
Sei l'uno o l'altro ?
Oppure la tua persona viene descritta da entrambi gli appellativi ?
Ricordatene alle prossime elezioni.
Non esprimere il tuo dissenso non andando a votare !!!
Mancano tre anni alle prossime elezioni (se ci saranno)...da oggi in avanti tieni d'occhio quello che fanno i movimenti 5 stelle e confrontalo con quello che farà D'alema, il peggior leader della sinistra di tutti i tempi.
Aprite gli occhi, svegliatevi, leggete l'ultimo libro di Travaglio,
Ad Personam, e quando vi riprenderete dal disgusto per le malefatte lette...sarete dei cittadini nuovi !!!
Saluti Resistenti .
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daniela



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 22:19

Le ragioni delle sconfitte che la sinistra si porta dietro vanno cercate nella stessa sinistra stessa che al finir degli anni '80 cerca nelle sue trasformazioni una rinascita, a parer suo.
Però per chi come me in quegli anni era già un'attivista vedeva in tutto ciò un tentativo della emergente classe dirigente di trovare solo spazi e poltrone occupate da troppo tempo da vetusti e rincoglioniti uomini grigi, pronti a tacciare qualunque idea nuova come sovversiva.
Negli anni 90' nasce una speranza.
Nasce il partito della Rifondazione Comunista che porta a rivotare compagne/i che si astenevano dai tempi di Democrazia Proletaria.
Un partito giovane, che sta in mezzo ai movimenti, alla gente, nelle strade, capace di sfidare il potere facendosi trascinare e trascinando il mondo antagonista in mille avventure di opposizione e conflitto sociale ma anche questo si è rivelato un bluff.
Si imborghesisce presto.
A Venezia ne dà atto: dopo Genova il movimento, che lo aveva anche votato, diventa violento. I facinorosi vanno scaricati... il parlamento li aspetta!
Il movimento però è uno strano fenomeno sociale.
C'è e non c'è.
Rifondazione e gli altri partitelli comunisti nessuno è risparmiato, hanno fatto male i conti anche in quell'occasione.
Chi non votava ieri è ritornato a non votare
Come me.
E i risultati si vedono.
Tra l'altro sarebbe stato ipocrita votare la Bonino sia perché appoggiata dagli assassini di Roberto Scialabba e altri compagni e già questa è un'ottima ragione, ma anche perché negli anni '90 questa sedeva e appoggiava con i radicali l'allora governo Berlusconi.
Compagni fin tanto che questi non si schiantano con un aereo su un monte Superga a caso per lasciare spazio ad una nuova rinascita della sinistra ci troveremo sempre dentro un fattoria di animali, dove ci sarà sempre un maiale che vorra ergersi ad uomo.
Mi fermo qui che è meglio.

daniela
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alberto buttaglieri



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MessaggioTitolo: Elezioni regionali   Mar Mar 30 2010, 23:06

Alcune brevi considerazioni
1- E' evidente che un'opposizione focalizzata sul Cavaliere porta acqua al mulino della Lega che spende poi il suo populismo a favore di Berlusconi;
2 - se non si prende di petto la Lega, mettendo da parte miopi opportunismi elettorali,si va avanti lungo un vicolo cieco per la Democrazia;
3-le prospettive politiche aperte nel Lazio dalla Bonino e dalla Polverini sono le migliori possibili che possono offrire i due schieramenti ; il Vaticano ha perso Roma e ,se con il tempo non si laicizza- ma come può farlo con questo Papa, ci vorrà un altro Giovanni XXIII- perderà anche le campagne e il Paese.
Per loro vincere vuol dire semplicemente ritardare l'affermazione piena dei Diritti Umani.
4- Vendola ha vinto, oltre che per meriti propri, per la divisione del centro destra soprattutto considerando le questioni che riguardalo la Sanità in Puglia;
5- Il ruolo dell'UDC dipende evidentemente dalla capacità della sinistra di assumere posizioni chiare e fare scelte laiche decise.
6- I grillini dimostrano che non si ottengono risultati se non si attivano sinergie. La Tav in Piemonte si farà certamente, ma la Bresso (nonostante l'UDC) perde. in ogni caso le tematiche ambientaliste non possono essere esaustive per connotare una forza politica;
7- lo schieramento dei moderati musulmani a favore della Polverini delinea un nuovo scenario per la difesa della Laicità minacciata dall'alleanza tra tutte le espressioni religiose in contrasto con i Diritti Umani. Si giocherà su questo versante la partita interna alla destra ?
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Fabrissi



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mar Mar 30 2010, 23:58

Che dire, io ste cose le osservo da lontano (vivo nel Caucaso)...
ciò che colpisce di più, ma non è una novità, è la carica suicidaria che pervade la sinistra..
Un esempio che a voi risulterà lontano ma che mi ha colpito direttamente. Turin, l'ex-sindaco Novelli per attaccare Cota che ha affermato che se eletto sosterrà il piemontese, gli rinfaccia on-line d'essere un "pirla" perché tale lingua non esiste. Ora, non solo Novelli passa per ignorante (dato che la regione Piemonte ha norme e strutture dedicate alla tutela linguistica e finanzia da anni corsi e materiale didattico in lingua piemontese) ma si è posto come nemico esistenziale, proiettando tale immagine su tutta la sinistra, verso tutti gli appassionati che tra non poche difficoltà cercano di promuovere e parlare tale lingua a rischio d'estinzione. Tale gruppo non sarà massiccio ma, calcolando le entrate sulla Wikipedia piemontese ed altri siti ad hoc, almeno una decina di migliaia d'interessati li raccoglie. Giusto quelli che hanno fatto la differenza fra i due candidati...
C'e' poco da dire, i post-comu hanno perso completamente il contatto con la realtà
Dunque, fino a quando questa sinistra deficiente e traditrice non si toglie di mezzo in Italia c'é poco da sperare..
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Gaspare Serra



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MessaggioTitolo: REGIONALI 2010: IL “LEGHISMO” CHE AVANZA, IL “BIPOLARISMO” C   Mer Mar 31 2010, 00:27

ANALISI DEL VOTO E POSSIBILI PROSPETTIVE…

Concluso lo spoglio delle ultime schede elettorali quello che sconcerta di più è come tutti i protagonisti della scena politica italiana rivendichino ragioni per cantar vittoria, comparando dati elettorali magari incomparabili (elezioni regionali, politiche ed europee) purché favorevoli alla propria parte.

Tagliando corto sulle fantasiose interpretazioni politiche dei numeri elettorali, l’unico vero dato incontestabile è che queste ultime elezioni regionali (così come le precedenti elezioni Europee ed, ancor prima, Politiche) sono state vinte dal centrodestra, che ha fatto incassare al centrosinistra l’ennesima pesante “batosta” elettorale!
E’ alquanto surreale che il Pd cerchi ancora caparbiamente di arroccarsi dietro alla fredda somma delle regioni mantenute.

La “sostanza politica”, infatti, è che, nonostante 7 regioni su 6 siano state mantenute dal centrosinistra, le regioni Piemonte, Lazio, Campania e Calabria (le quattro strappate dal centrodestra al centrosinistra) rappresentano, da sole, più elettori delle 7 regioni aggiudicate dal centrosinistra, inoltre, nel complesso delle 20 regioni italiane, oggi il centrodestra governa circa 42 milioni di Italiani su un totale di 60 milioni!

Oltre ogni aspettativa, le elezioni amministrative svoltesi hanno espresso alcune indicazione chiare ed inequivocabili…

LEGGI IL RESTO DELLA NOTA SU:
http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-LEGHISMO-CHE-AVANZA-IL-BIPOLARISMO-CHE-MUORE-b1-p259.htm


Gaspare Serra:
http://www.facebook.com/profile.php?id=1301079791&ref=name

Blog “Spazio Libero”:
http://spaziolibero.blogattivo.com

Gruppo “Riformiamo lo Stato, rinnoviamo la Politica, ravviviamo la Democrazia”:
http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&gid=62981451472
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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 01:10

Pubblichiamo alcuni dei numerosissimi messaggi arrivati in redazione. Abbiamo risposto ai più, con un lavoro che ha tenuto impegnati alcuni di noi da stamattina. Ringraziamo anche i tantissimi che in queste ore sono venuti a leggerci sul forum. L'invito è ad iscriversi e a postare direttamente, oltre che andare a costruire insieme, politicamente, nella società.

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Promuovere una Costituente di organizzazioni, individui e gruppi per un Manifesto programmatico di tutte le forze anticapitaliste, antiimperialiste e nazionalitarie italiane che dia alle medesime consistenza e visibilità immediate. Tener presente e richiamare l'esempio storico del CLN o della Concentrazione antifascista a Parigi durante il Ventennio, proclamandosi "esuli in Patria" decisi a ridare una dignità ed una prospettiva di riscatto al nostro martoriato Paese. Critone ateniese

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Il dato più interessante è il netto aumento dell'astensione, anche se putroppo non ancora a livelli francesi. Continua l'erosione della finta "sinistra" di governo, vero puntello dei poteri forti del capitalismo nostrano e dell'imperialismo, che continua a perdere a favore dei movimenti demagogici di destra (Lega, Polverini, Berlusconi). L'antiberlusconismo di prammatica, privo di contenuti reali, premia solo (poco!) l'IDV.
Interessante il successo della pur ambigua lista Grillo in Val di Susa che determina la giusta sconfitta della Bresso in Piemonte. Irritante invece la vittoria dell'avventuriero Vendola in Puglia determinata dai conflitti nella destra.
Per il futuro non c'è che tentare di ricostruire una sinistra a partire dai problemi reali dei lavoratori (crisi, disoccupazione, precarietà, salario, pensioni, scuola e ricerca, sanità, difesa e rilancio del pubblico contro le privatizzazioni, internazionalismo, antimperialismo e difesa dei movimenti di liberazione ...).
Si può contare solo su poche disperse forze (piccole organizzazioni comuniste, sindacati e comitati di base, forse centri sociali ....). E' poco, ma questo passa il convento! Inutile illudersi sul recupero dei vari Ferrero, Diliberto, Rizzo ecc. Speriamo che la vecchia talpa stia continuando a scavare. Vincenzo B. (Roma)

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Fintanto che si compra il voto piuttosto che ricercare il consenso per un progetto finalizzato alla generazione del bene comune diviene difficile agire.Chi agisce per mera sete di potere non potrà creare che nuovo ulteriore malessere. Antonio P.

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Uno solo ... decidere qual'è la linea politica su cosette come:
1- La partecipazione alle guerre volute da altri e che secondo la nostra Costituzione sono "vietate".
2- Le centrali nucleari e lo smaltimento delle scorie radioattive.
3- L'Italia è il paese del sole, del vento, del mare e dell'acqua che sono beni di tutti e quindi il loro uso deve essere nell'interesse di tutti.
4- il TAV serve a qualcosa? E la scuola pubblica? E la sanità pubblica? E la ricerca scientifica? E l'uso delle staminali? E la laicità dello Stato?
Mi fermo qui ma bisognerà pure, prima o poi, decidere davvero da che parte stare invece di continuare ad ondeggiare e a far finta di dar ragione a tutti per non scontentare nessuno.
Se una volta temevamo di morire democristiani oggi siamo condannati a morire fascisti e xenofobi. kal

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La caduta del partito comunista italiano è iniziata molti anni fa, quando il PCI era all'apice della sua evoluzione e mancava poco per superare la nauseabonda, corrottissima e delinquenziale Democrazia Cristiana. Il bravo Enrico, invece di dare la spallata finale ai servitori del Vaticano e di Washingthon, inventò il "compromesso storico", che invece di far cadere il sistema clientelare e mafioso cautelato anche dalla CIA, decise di non abbatterlo sostituendolo con forze nuove e sane, ma di collaborare con la putrefatta democrazia cristian che dopo qualche anno si dissolse.

Quando il Partito che dalla sua nascita si era proposto di sostituire il capitalismo con il socialismo, cambiò di rotta e lasciò cadere i princìpi rivoluzionari per un cambiamento radicale delle strutture economiche, delle istituzioni sociali e per la divisione della ricchezza, cominciò l'inevitabile arretramento, fino all'infausta decisione dell'occhetto di cambiare il nome del Partito facendolo diventare un servitore della borghesia.

Come si può sperare che una sinistra così depravata e venduta possa raccogliere le simpatie dei lavoratori che non vedevano più in lei l'avanguardia operaia, ma una banda di individualisti corrotti che hanno rotto i ponti con la classe lavoratrice e gli ideali marxisti.

La crisi capitalista attuale continuerà per anni a provocare licenziamenti, distruggere i diritti acquisiti con le lotte sindacali, diminuire il potere d'acquisto dei lavoratori e perpetrare pesanti tagli alle spese pubbliche, come la sanità, l'istruzione, i trasporti pubblici, l'edilizia popolare ecc. ecc. Forse, nei prossimi anni, dato il continuo peggioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti, il popolo italiano capirà che si devono nazionalizzare le grandi imprese, le banche e si deve uscire dalla NATO, mettendo fine al colonialismo americano. Le prossime elezioni politiche saranno decisive per l'avvenire del Bel Paese, ed i votanti dovranno scegliere se restare una sempre più decadente base militare degli USA, oppure di sopravvivere prendendo la via del socialismo. Silvio M.

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Commento: il voto di scambio funziona molto bene a quanto pare.
Idee costruttive: per me coloro che si chiamano di sinistra dovrebbero stabilire una piattaforma comune di valori, principi e obbiettivi in base ai quali agire sia all'opposizione che al governo. Senza se e senza ma. L.B.
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Cara redazione,
io penso che nel medio termine questi risultati apriranno nuove contraddizioni: ora che governa direttamente Piemonte e Veneto, la Lega sarà costretta ad esigere il federalismo fiscale duro e puro. Come potrà ciò essere accettato dal blocco di interessi che sostiene la PdL (e l'UdC) al Sud?
Il miracolo politico di Berlusconi è stato proprio quello di cementare una cultura di governo maggioritaria con due spezzoni politici del tutto in antitesi fra loro quanto a interessi reali. Ora, raggiunta la piena egemonia, questi nodi dovrebbero venire al pettine.
Purtroppo, temo che qualsiasi novità nella politica italiana verrà da un'evoluzione del Centro-destra: l'altra parte (la nostra) è in piena paralisi, e vi resterà.
Cordialmente, Guido C.

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CONCORRENTI E NON ALTERNATIVI
Delle elezioni appena concluse bisognerebbe analizzare a fondo tre questioni: la colonizzazione del Nord ad opera della Lega che straripa verso le regioni centrali del Paese; l'astensionismo, il ruolo del PD.
La lega colonizza il Nord usando come arma il suo sostegno a Berlusconi per ottenere cessioni sempre più sostanziose di potere. Astuto partito di lotta e di governo. Di lotta, nel territorio, contro gli immigrati e la sinistra demonizzata sopratutto per le tasse. Quello che resta del PdL nel Nord è oramai sotto l'influenza dei leghisti. Bossi annunzia la sua candidatura a Sindaco di Milano come coronamento di un progetto. I leghisti hanno fatto una lunga marcia nella politica italiana. Il loro percorso è stato segnato da alcune pietre miliari che hanno cambiato la civiltà giuridica di questo paese: le leggi sulla sicurezza e l'introduzione della discriminazione etnica, le ronde, la riforma della scuola con il contingentamento dei bambini degli immigrati. Dalla condanna dei leghisti che piantano la bandiera della Repubblica Veneta sul Campanile di San Marco e dalle elucubrazioni filosofiche di Miglio è stata fatta tanta, tantissima strada. Oggi il Paese in cui vince la lega è diverso, profondamente cambiato, incattivito, sfasciato. La Rivoluzione Leghista è quasi compiuta. Credo che si accontenteranno del federalismo fiscale soltanto se riterranno conveniente continuare a drenare risorse da Roma "ladrona". Se le cose andassero male per l'Italia erigeranno subito una linea Gotica.
Come tutti coloro che hanno fatto una rivoluzione di destra, i leghisti sono una massa fanatizzata dall'odio verso i diversi e per i comunisti ed hanno un fortissimo spirito di clan. Non esitano ad eleggere il figlio di Bossi senza farsi turbare da scrupoli morali. Accettano di eleggere l'igienista dentale di Berlusconi nel listino di Formigoni. Governeranno con spirito discriminatorio. Soltanto i loro fedeli saranno ammessi a godere dei diritti finora riconosciuti a tutti. La pubblica amministrazione sarà la fortezza presidiata dalle loro guardie verdi.
L'astensionismo nasce dalla crescente somiglianza tra "destra" e "sinistra", termini impropri per indicare la coalizione di Berlusconi e quella del PD. Perchè votare Penati al posto di Formigoni? Che cosa hanno di diverso? Penati e grande parte degli amministratori pd sono stati durissimi con gli immigrati al pari e più della Lega e del PDL. Il Sindaco di Padova è giunto al punto di segare le panchine dei parchi per sottrarle all'uso dei poveri. Da Cofferati a Veltroni è stata una gara di ruspe per spazzare via le povere baraccopoli dei Rom. Senza alcuna pietà! Senza alcun rispetto per i diritti garantiti dalla Costituzione e da tante Convenzioni internazionali.!
Il Pd non è forza alternativa al PDL ma concorrente. Concorre per la rappresentanza dello stesso blocco sociale, dello stesso "mercato" di voti. Bersani ha fatto una levataccia per andare a parlare con gli operai Fiat di Torino ma il suo partito collabora intensamente alla distruzione dei diritti dei lavoratori. La legge 1167 che abbatte l'art.18 e rende difficilissimo l'accesso alla giustizia ai lavoratori è stato varata con una finta opposizione del PD. La destra ha fatto a pezzi il diritto del lavoro, ha precarizzato il lavoro, abbassato i salari con la sostanziale compiacenza del PD che ha eletto autentici squali della Confindustria nei suoi gruppi parlamentari. Quando Bersani parla di centralità del lavoro forse si riferisce alle imprese. Il lavoro tutelato dalla Costituzione è stato quasi cancellato dal PD che si accinge a dare una mano all'ultima spallata di Sacconi per sconfiggere definitivamente il movimento operaio: l'abolizione dello intero Statuto dei Diritti dei lavoratori. Naturalmente in nome della "modernità".
Il centro-sinistra non esiste più da quando Prodi ha ammutolito la sinistra presente nel suo governo obbligandola ad accettare gli accordi-capestro stipulati con i sindacati del luglio 2007. La sinistra, colpevolizzata di creare difficoltà al governo, veniva annientata nella sua identità politica e sociale ed il suo elettorato disperso.
Veltroni ha stipulato una conventio ad escludendum con Berlusconi modificando la legge elettorale e nello stesso tempo ha scomunicato la sinistra dichiarando la sua "autosufficienza". La sinistra è stata cacciata via dal Parlamento umiliata dalle cocenti delusioni del suo elettorato e dalla vulgata del "voto utile".
Il centro-sinistra è morto pur essendo una pallida prosecuzione dell'ulivo che era comunque una civilissima e democratica alternativa politica alla destra.
Il ruolo del PD è di concorrenza con il PDL. Ha ragione il Cardinale Tosi quando dice che la politica è lo scontro di Oligarchi che si contendono il potere. Oligarchi che sottraggono con i loro stipendi favolosi e i tanti privilegi risorse alla collettività. La politica in Italia costa più dell'intero servizio sanitario: oltre cento miliardi di euro l'anno!! Il professionismo politico è il più redditizio ed i politici sono accomunati dai palazzi del potere, dagli agi, dagli stessi consumi. Quando i programmi sono eguali e privilegiano la stessa borghesia parassitaria che ha scoperto da tempo il business della pubblica amministrazione per quale motivo il cassintegrato, il precario, l'insegnante espulso dalla riforma, il pensionato al minimo, l'utente tartassato dalle bollette dovrebbero andare a votare?
Il successo di Vendola è l'unica nota positiva perchè si realizza su un programma alternativo e non concorrente. Sbaglierebbe Vendola se accogliesse l'invito di Veltroni ad una collaborazione basata sempre su paletti da fissare a sinistra e su fumosi programmi nella sostanza simili a quelli della destra.
Mi auguro che Vendola abbia la capacità di pensare ad una sinistra che non abbia dentro di sè personaggi come Veltroni e D'Alema e che sia un movimento distante e diverso dal PD.
La sinistra può ripartire dal suo 6% conquistato in queste elezioni per aprirsi una strada verso il Parlamento. Questo se non cede ad esigenze di gruppi locali ansiosi di stare comunque nelle stanze dei bottoni. Pietro Ancona

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Non ho votato. Sono comunista e femminista; non mi interessa la rappresentanza istituzionale ma la rivoluzione. E ci credo ancora. Cristiana A.

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Elezioni marzo 2010

Non ci resta che la vergogna
di essere nati
in questo brandello di terra
in cui vincono sempre
gli epigoni
di un fascismo intramontabile.
E ora si levi
il tedeum del Vaticano
il magnificat delle puttane.

Umberto Santino (Centro Peppino Impastato)
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 08:18

Buongiorno a tutti. Un commento su queste elezioni amministrative? L'unica cosa positiva che si evince è che il popolo italico non vuole il bipartitismo, per il resto è tutto come da copione. Il figlio di Bossi primo nella sua lista....anzi per la prima volta primo in tutto, la fascista Polverini appena eletta che saluta i suoi elettori con un bel braccio teso, così tanto per ricordare a cosa stiamo andando incontro. Cota che vince in Piemonte, non c'è da stare allegri, ma è quello che ci meritiamo. Siamo il popolo della vergogna, il popolo che non sa prendersi le sue responsabilità, il popolo che crede che dare in mano il Paese a sedicenti fascisti sia cosa buona e giusta, quindi che dire se non augurare di sprofondare ancora di più nel baratro che orgogliosamente ci siamo scavati da soli.
Ieri ho letto un articolo dell'Unità con l'intervista del filosofo: Slavoj Zizek, ne riporto qui solo una piccola parte: ... «Benché questo possa suonare pessimistico e un po’ modesto, tutti gli sforzi della sinistra devono nel breve periodo dirigersi verso l’occupazione del terreno “neutrale”, moderato, per certi versi conservatore, per spingere Berlusconi sempre più verso i suoi eccessi, per farlo apparire più possibile meno moderato, meno “popolare” e più estremista». ..... Non sono assolutamente d'accordo. Negli ultimi trent'anni la sinistra ha sempre svolto il ruolo di "moderato" ed ecco i risultati.
Un altro passo importante dell'intervista è la citazione di Lenin: Quando ci si accorge di essere sul sentiero sbagliato – dice Lenin – non ci si può mettere a sedere e a pensare a come andare avanti. Bisogna tornare indietro, al livello zero e ripartire. Ovviamente si riferiva al centro-sinistra. Come si fa a tornare indietro a cominciare da capo, se non si hanno delle basi solide su cui ripartire. La sinistra, in Italia, non esiste più, e fino a che avremo nelle nostre fila individui come Bersani, come Fassino e co. saremo destinati a rimanere nell'oblio. Per quanto mi riguarda il mio pensiero è in linea con quanto detto da Monicelli nella tanto decantata serata: Raiperunanotte!!! Saluti.
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Giancarlo Roncato



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 11:00

sankara ha scritto:
Un commento sulle elezioni amministrative? Qualche idea 'costruttiva'?
Alcune considerazioni: i dati delle percentuali di voto nelle 11 regioni (ossia Italia meno regioni autonome e Sardegna e meno i voti siculomafiosi) dicono PDL 26,7 PD 25,9 ; i governatori eletti dal PDL sono per la quasi totalita' espressi dalla Lega e dalla compunente ex AN del PDL: non vedo dove Berlusconi abbia stravinto.
Il successo della Lega e' preoccupante: siamo di fronte ad un partito fascista, xenofobo e separatista; aumenta i voti perché cavalca qualsiasi malcontento: non vi stanno bene gli immigrati? e noi li buttiamo fuori; non vi stanno bene persone di diverse religioni? e noi non gli consentiamo di professare il loro culti né di mandare i figli nelle nostre scuole; separiamo i diversi (per razza, colore, religione) in tutti i posti pubblici: treni autobus etc. E' un partito fuori dalla nostra Costituzione.
Una volta i Partiti guidavano gli elettori verso comportamenti sociali etici, ora si fanno guidare dagli elettori verso derive populiste e panciste.
L'assenteismo è come da molti anni il problema della sinistra in cui nessuno riesce più a riconoscersi dopo i trasformismi continui per mantenere i voti dei cattolici, degli ex democristiani di area sinistra. Chi li vota si deve turare il naso e qualsiasi altro buco che possa permettere penetrazioni. Ritorni ad una identità perché se l'Italia è da sempre di destra e conservatrice + il Vaticano votante è inutile voler fare il partito di governo , faccia una opposizione seria, visibile e bellicosa e ne avrà i risultati. Provi anche a cambiare qualche vecchio rudere e dare fiducia ai talenti politici esistenti, via i D'Alema e dentro i Vendola ed i Cofferati.
Il nostro Presidente Napolitano continua il suo pisolino di 24 h giornaliere ed ogni tanto dice o fa dire: "abbassate i toni" ma non si è ancora accorto che c'è uno solo che tiene alta costantemente la provocazione l'ex galeotto mancato per leggi personali e prescrizioni assortite che si chiama Silvio Berlusconi. Non sarebbe il caso di fare nomi e cognomi di chi insulta il 70% degli italiani ogni giorno? Con uno che continua a tirarti i pugni in faccia non si può sempre porgere l'altra guancia (questo vale anche per l'opposizione). Ha forse paura del conflitto istituzionale? Ma allora si dimetta al più presto oppure si sieda ad un tavolo con Scalfaro e Ciampi e si faccia insegnare entro quali limiti va tenuto il potere esecutivo a prescindere dalla maggioranza di voti che ha raggiunto. Se attende che Berlusconi metta in atto i suoi progetti eversivi su intercettazioni, riforma della Giustizia e Presidenzialismo sarà molto tardi e forse sarà venuto il tempo di prendere la strada delle montagne come oltre 60 anni fa.
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 12:00

- Non so se è più grande il fastidio nel vedere la mia regione (il Piemonte) governata da un leghista, o il fastidio nel vedere come - sia le classi dirigenti del del centro-sinistra, sia la loro base elettorale - non facciano altro che inveire contro chi si è astenuto o ha votato per il Movimento 5 stelle. E lo dico da persona che questa volta non ha annullato la scheda come al solito da un po' di anni a questa parte (a casa me ne sto solo per le europee, per delegittimare un'istituzione nefasta), ma che, proprio in considerazione del fatto che il candidato era leghista, si è turato il naso e ha votato la Federazione della Sinistra (che ha sostenuto tecnicamente la candidatura della Bresso, ma non il suo programma, e quindi in caso di vittoria i suoi eletti avrebbero avuto mano libera di fare opposizione su TAV, delocalizzazioni e altri temi).
- Il trionfo dell'astensionismo e di Grillo in Val di Susa sono comunque dei timidi segnali da salutare positivamente: sono sintomo del fatto che molti non sono più disposti a farsi prendere in giro dal voto anti-berlusconiano.
- I due maggiori partiti non fanno il pieno di voti, anzi. Altro piccolo timido segnale positivo: l'idea di un sistema bipartitico non sembra attecchire tra gli italiani.
- Lunedì mi è capitato, nel marasma delle trasmissioni TV dedicate ai risultati elettorali, di sentir dire delle cose da Buttiglione che mi hanno fatto riflettere, soprattutto se pensiamo al contesto (quei programmi dove di solito i politici non dicono nulla di significativo, ma solo aria fritta). Ragionando sul fatto che in Piemonte l'UDC non si fosse rivelata decisiva, Buttiglione ha commentato così: "Sapevamo che la candidatura della Bresso non avrebbe esercitato una grande attrazione sul nostro elettorato, ma abbiamo deciso ugualmente di stare con il centro-sinistra per un motivo ben preciso: siccome questo federalismo fallirà - perché fallirà - siamo convinti che la Lega tornerà su posizioni secessioniste, e in questo senso volevamo evitare che si formasse un asse del nord, dal Piemonte al Veneto."

Proposte costruttive? Mah, il quadro a sinistra resta sconfortante: troppa gente vede ancora tutto solo attraverso la lente dell'anti-berlusconismo; troppa gente pensa che il problema stia nel fatto che i politici siano onesti o disonesti, senza pensare che per esempio il rapporto collusivo tra politica e affari è un effetto del sistema capitalista, non una sua disfunzione; troppa gente non pensa nemmeno in astratto che il capitalismo possa non essere qualcosa di necessariamente ineluttabile e insostituibile; troppa gente pensa che di fronte ai problemi dell'Italia la migliore soluzione sarebbe andarsene, ragionando così in termini iper-individualistici; troppa gente a sinistra, pur essendo politicamente e culturalmente ottusa, si crogiola nella convinzione di una presunta superiorità morale e antropologica nei confronti di chi vota per il centro-destra; troppa gente pensa all'idea di nazione come a un'anticaglia del passato, e a un'anticaglia para-fascista.... Su quest'ultimo punto però l'affermazione della Lega potrebbe paradossalmente scatenare una reazione positiva. L'anno prossimo ricorrono i 150 dell'Unità d'Italia: ora, ferme restanti le mille ombre del Risorgimento (a cominciare dal colonialismo interno di cui il sud è stato vittima), potrebbe essere l'occasione per riscoprire la valenza popolare di figure come Mazzini e Garibaldi, e risvegliare un po' di sana coscienza patriottica in settori tradizionalmente "di sinistra". Magari proprio a partire dal desiderio di reagire all'ondata di leghismo
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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 16:37

Aggiungerei:

Troppa gente dà ancora fiducia allo stato, non capendo cosa è e cosa determina.
Troppa gente crede ancora nelle facezie del plus-lavoro marxiano non capendolo e comunque non adeguandosi alle sfaccettature contemporanee.
Troppa gente persevera nel reputare esistente in sé il proletariato.
Troppa gente non capisce e foraggia le sfaccettature sistemiche di termini come socialismo, socializzazione, corporativismo, lobbysmo, pubblico, privato, democrazia, egualitarismo inerenti tou court all'oppresione.

Non commento il resto, anche per lasciarvi spazio.
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gian



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Mer Mar 31 2010, 18:03

Un nulla di fatto, e nulla di nuovo sta muovendosi attorno a noi.
Niente di nuovo anche in queste elezioni, se non scaramucce, screzi elettorali di raggruppamenti politici detti di destra e/o di sinistra che si contendono a suon di carte bollate, atti giudiziari e ceffoni, le cadreghe che vengono messe loro a disposizione in ogni tornata elettorale, ben sapendo che stanno perdendo continuamente consenso, per la loro incapacità di intendere e volere, voluta e coltivata al loro stesso interno.

L’unico collante delle forze dette di sinistra era l’ essere contro un uomo (B.), odiare un uomo, proporre anche di eliminarlo senza nemmeno l’ombra di un progetto politico alternativo, e forse ora con l’ennesima sconfitta della cosi detta sinistra, anche questo collante sta venendo meno.

I dirigenti di questi raggruppamenti politici sia di destra che di sinistra, anche in questa campagna elettorale hanno continuato a devastare il cervello degli italiani, sono diventati questi raggruppamenti forze antinazionali incapaci di invertire il degrado politico economico già avviatosi, forse senza ritorno, del nostro paese Italia.

Sono raggruppamenti di forze antinazionali al servizio dei nuovi progetti imperiali degli Stati Uniti, che in questa fase, soprattutto in Europa sono in funzione anti Russia.

In questo periodo credo serva costruire come priorità un raggruppamento politico che si collochi in primo luogo nella difesa dell’indipendenza nazionale, senza dare spazio a nazionalismi e razzismi esasperati, e senza negare l’importanza delle questioni sociali.
Credo che abbiamo bisogno in questa fase, di dar vita a dei blocchi sociali in grado di lottare, sia per tutelare il lavoro, le produzioni e le industrie in loco.
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Giancarlo Roncato



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MessaggioTitolo: Elezioni amministrative   Gio Apr 01 2010, 10:48

Ma chi ha vinto queste elezioni? Non di certo i partiti ma quella cricca di pedofili incalliti che risiede in uno Stato estero ( il Vaticano ) che oltre a vivere e prosperare come un parassita sulle nostre spalle si permette di entrare in tutte le nosre decisioni politiche addirittura dando delle precise indicazioni di voto agli elettori ( sig. Bagnasco ) . E le prime conseguenze - dopo la perdita del Lazio e del Piemonte sono le dichiarazioni di Cota che dice : fermero' la pillola abortiva che marcira' nei magazzini.
Cosi' potranno riprendere alla grande gli aborti clandestini sulla pelle delle donne; ma che forse la gestione di queste pratiche inumane sia nelle mani dei pedofili di cui sopra e della Lega?
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Gio Apr 01 2010, 11:26

Giancarlo Roncato ha scritto:
Ma chi ha vinto queste elezioni? Non di certo i partiti ma quella cricca di pedofili incalliti che risiede in uno Stato estero ( il Vaticano ) che oltre a vivere e prosperare come un parassita sulle nostre spalle si permette di entrare in tutte le nosre decisioni politiche addirittura dando delle precise indicazioni di voto agli elettori ( sig. Bagnasco ) . E le prime conseguenze - dopo la perdita del Lazio e del Piemonte sono le dichiarazioni di Cota che dice : fermero' la pillola abortiva che marcira' nei magazzini.
Cosi' potranno riprendere alla grande gli aborti clandestini sulla pelle delle donne; ma che forse la gestione di queste pratiche inumane sia nelle mani dei pedofili di cui sopra e della Lega?
Ieri le dichiarazioni di Monsignor (mica tanto) Fisichella: Anzitutto credo che dobbiamo prendere atto dell' affermarsi della Lega, della sua presenza ormai più che ventennale in Parlamento, di un radicamento nel territorio che le permette di sentire più direttamente alcuni problemi presenti nel tessuto sociale. Quanto ai problemi etici, mi pare che manifesti una piena condivisione con il pensiero della Chiesa.

Non credo ci sia da aggiungere altro!!
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Gio Apr 01 2010, 17:58

Il commento politico di Per il Bene Comune. Mi scuso per lunghezza. Nando

Elezioni regionali 2010
LA MALATTIA E' GRAVE, IL CORPO DEBILITATO,
MA GLI ANTICORPI . . . RESISTONO E CRESCONO
Nell'astensione c'è una base fisiologica, composta da persone amorfe, senza autostima e non consapevoli dei propri diritti, ma c'è anche, da anni, chi ha deciso di non collaborare con un sistema sociale ed economico, ingiusto e gestito dalla grande finanza, che usa la cerimonia elettorale per legittimarsi e tutelarsi.
Questa seconda componente è molto interessante, per noi che siamo tenuti fuori da un sistema elettorale mafioso e incostituzionale (qui in Italia serve la firma di migliaia di persone che dichiarino di sostenerti prima di arrivare al giudizio degli elettori, alla faccia del voto “segreto e libero” fissato dalla Costituzione) e non è mai stata tanto numerosa, +8% rispetto alle ultime regionali.

Studi più approfonditi sarebbero utilissimi, ma comparando i dati del 1980 con quelli attuali, emerge un differenziale di un +24% di persone che rinunciano al diritto di voto (Emilia +26, Campania +22).
E' però un dato che non va preso nella sua interezza, depurandolo di due fattori non “consapevolmente politici” che vi hanno concorso: il crescente contributo televisivo (particolarmente talk show, soap opera e grandi fratelli) e la grande diffusione delle droghe pesanti.

E' quindi evidente che tra gli aventi diritto al voto, pur cautelandoci con una sottostima, c'è almeno un 10-12% nuovo e un 4-6% storico di persone che rinunciano ad un loro diritto per manifestare sfiducia verso l'insieme dei partiti che sostengono il sistema, anche se parte di questi cerca di non farsi scoprire e, sulle quisquilie, veste i panni del feroce oppositore o della voce fuori dal coro.

La questione è talmente chiara che perfino dalle dichiarazioni stampa di alcuni tra i principali attori del teatrino politico, dietro le frasi fatte e le ovvietà (ma c'è anche chi ripesca la frase che per diventare democratici come negli USA possiamo perdere ancora qualche votante non maturo), viene ammesso che esiste il problema della pesante critica espressa dall'astensionismo.
Della chiara natura politica di questo astensionismo è indice anche il dato delle nulle e bianche, che resta alto (181.748 Campania e 57.066 Emilia, ma nel 1995 erano 465.310 in Campania, e 210.360 in Emilia). Sono quindi milioni (essendo 450.000 in due sole regioni) gli elettori che prima hanno “mandato messaggi” anche truculenti (o più gentili, come la scheda bianca che dice: “cosa dovrei scegliere se siete diventati tutti uguali?”), attraverso le schede che in ogni seggio sono viste dai rappresentanti dei partiti, ma che di fronte al “non pervenuto” di questi anni, hanno perso ogni speranza in un reale cambiamento dei partiti.

Noi di PBC, quali considerazioni possiamo trarre da questo voto, dopo aver nuovamente visto le vere nefandezze del sistema (altro che RAI per una notte, dove -aiutando Berlusconi, nel continuare a parlare di facezie- personaggi da noi strapagati, con il canone, e super presenti sui media, come Vespa, Santoro & compagnia, hanno lamentato di essere stati... censurati!) messe in atto contro la Lista civica della Rete dei Cittadini, di cui anche noi facciamo parte?
Siamo nuovamente costretti a denunciare la non applicazione della par condicio ed a rilevare che RAInews24, perfino a voto concluso, negli odierni grafici dei risultati non riporta la Rete dei cittadini con Marzia Marzoli, ma quella di Fiore / Forza Nuova, poi c'è la grafica della scheda elettorale, con il nostro simbolo appiccicato a quelli che sostenevano la Bonino (!?) e con l'apposito spazio per la timbratura delle schede, come sempre collocato sul retro della scheda, ma stavolta in corrispondenza dello spazio riservato ad una delle 18 liste (in modo che, passando, l'inchiostro la rendeva difficilmente leggibile), quello spazio, “casualmente” era il nostro!
Segno dei tempi è anche stato il ripetuto apparire su tanti muri di Roma di manifesti anonimi (bella spesa e bell'impegno organizzativo) che invitavano la sinistra pura a votare la Rete dei Cittadini, ovviamente per allontanare dalla lista della Rete dei Cittadini i voti di tutti gli elettori, visto che i comunisti avevano diverse loro liste tra cui scegliere.
Altro caso emblematico è quello di Fondi (LT), approdo sin dagli anni '80 di famiglie appartenenti a varie cosche di 'ndrangheta. Ebbene qui, oltre ad un importante incremento dell'affluenza alle urne, va segnalato il fatto che rispetto alla percentuale dei votanti, che è dell'81,6%, il 72,58% ha dato la preferenza a PDL/Polverini.
Ma come diceva De Andrè “..dal letame nascono i fior” e nel Lazio si è temprato un bel gruppo di persone che c'hanno messo faccia, impegno e competenza, oltre ad aver raccolto in poco tempo e con una inesistente visibilità tutte le firme necessarie a presentarsi e un onorevole 0,53% dei voti, pari a 14.684 consensi.
L'ottimo risultato di Termoli, l'altro punto in cui eravamo presenti, con il 4,16% ad Antonio Fasciano e il 2,34% alla lista, si mortifica con il fatto che anche qui ci siamo visti ingiustamente annullare schede (perché gli elettori avevano messo la croce sia sul nome del nostro candidato a Sindaco, sia sul simbolo del PBC! E dove dovevano metterle?.... Sulla fronte dei presidenti di seggio PD-PDL?) ma ci consente di valutare le nostre potenzialità sul territorio, in presenza di un gruppo organizzato, coerente e riconosciuto come tale dai cittadini.

Alcuni amici hanno pensato che la nostra crescita fosse troppo lenta, “mentre con Di Pietro o Grillo, o sinistra, o PD, o PDL, o...addirittura... i Radicali avremmo potuto farci eleggere, mantenendo coerenza con il progetto PBC”.
Viene da chiedersi che ci facevano qui, tra noi che ci siamo assunti l'onere di servire il bene comune, ma “a babbo morto” possiamo tirare le somme e constatare che noi, con grande fatica siamo qui e cresciamo, mentre quegli amici (forse davvero legati a qualche valore PBC, come l'antisionismo, la democrazia diretta e la proprietà pubblica della moneta oppure il giudizio sulle banche e sui cancrovalorizzatori) non sono nemmeno stati sostenuti da quegli stessi oligarchi di partito da cui sono stati convinti a lasciarci, per andare verso una poltrona di Consigliere.

La nostra analisi negativa sul comportamento elettorale degli italiani dipendenti dalla criminalità organizzata o invischiati nelle reti clientelari dei partiti (gestiti dalle banche, dalle Coop, dalla Compagnia delle Opere, dal grande costruttore locale o dal proprietario di molte cliniche e RSA), o ammaliati dall'efficienza dei mezzi di controllo delle masse praticati, fra gli altri, dalla Casaleggio o dai pensatori Rockfeller d'oltreoceano, resta immutato e con più ragione.
Di nuovo c'è questo atteso, ma non in tali imponenti dimensioni, manifestarsi dell'astensionismo.
Davvero un fiorire di anticorpi che cambia il quadro clinico e detta nuovi tempi e nuove modalità al nostro intervento politico; di questo discuteremo al prossimo Coordinamento ed alla prossima assemblea nazionale.
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fcalvano



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MessaggioTitolo: ULTIMA SPEME : L’ASTENSIONISMO   Ven Apr 02 2010, 01:03

ULTIMA SPEME : L’ASTENSIONISMO

Finalmente, era ora! L’astensionismo è diventato il primo partito. Manca un’altra piccola quota percentuale e possiamo mettere in crisi questo fradicio decrepito sistema di potere che ancora viene definito democratico. E’ solo grazie a questa falsa definizione che l’Imperatore e il grosso stuolo di suoi tirapiedi possono gridare alla vittoria, pur avendo totalizzato un netto calo sia in termini numerici che di percentuali rispetto a tutte le ultime competizioni. Che comunque necessitano di qualche commento chiarificatore.
PDL e Lega insieme allo 0,7 della destra hanno raggiunto una percentuale di circa il 40% dei voti espressi (circa 26 milioni), pari quindi a circa 10,4 milioni di voti. Se rapportiamo questo dato al totale degli aventi diritto al voto, pari a circa 41 milioni, ne consegue che la grande coalizione di destra osannante vittoria rappresenta realmente appena il 25% degli aventi diritti al voto. L’imperatore rappresenta un italiano su quattro, ma egli continua a parlare a nome di tutti gli italiani, che lo amerebbero e lo adorano. Un compianto, carissimo, amico, trainer calcistico, dopo ogni partita osava commentare : “ chi vince è un bel ragazzo, chi perde è una testa di c…o”.
E loro, pur rappresentando un italiano su quattro, grazie ad un sistema e un congegno altamente democratico, hanno vinto. A furor di popolo, o forse no? La risposta la fornisce sempre Lui, il grande, l’imbattibile. Non passa giorno in cui non lanci strali, attacchi furibondi, improperi, accuse contro tutti, dal cofondatore del PDL all’opposizione, dai giornalisti della carta stampata a quelli radio-televisivi (di cui ne controlla un buon 80%), dai magistrati alle piu’ alte cariche istituzionali, dagli artisti agli uomini di cultura. Tutti complottano contro di lui ! Ma, allora, chi lo vota? La risposta ognuno se la può dare da solo. A me preme completare l’analisi della seconda parte della frase del mio amico, cioè di chi perde, perché qui c’è un’altra metà della spiegazione del perché la destra “vince”. Qualcuno ha affermato, in questi giorni, che il PD è un soggetto acefalo sul territorio. Al contrario, io penso che sia acefalo soprattutto al vertice. A parte gli sbandamenti paurosi da qualche anno a questa parte sulle strategie, le alleanze, la metodologia delle scelte, che vorrebbero far passare per autenticamente democratiche, ma poi sono sempre dominate dalle congiure di palazzo e dai soliti giochi di potere esercitate da soggetti che dominano la scena da molti lustri. Ma, a parte ciò, sono degli autentici masochisti, e quindi assumono tutte le caratteristiche dei perdenti calcistici. Almeno tre delle quattro regioni perdute in favore della destra sono state un autentico regalo, poiché anche uno sciocco capisce ed intuisce che non si possono riconfermare candidature di personaggi che hanno amministrato come i porci e sono indagati dalla magistratura, anche se è vero, com’è vero, che questa regola non vale per i candidati di destra, poiché per questi ultimi piu’ lunga è la fedina penale e piu’ voti raccolgono. Ma gli elettori di sinistra o progressisti non sono assolutamente uguali a quelli di destra e non perdonano che i loro personaggi di riferimento si comportino come gli avversari. E’ proprio questa differenza che determina le scelte di voto, diversamente l’uno vale l’altro.
Infine, tale appiattimento si verifica anche sulle scelte fondamentali di politica economico finanziaria, dal momento che nessun partito di opposizione è capace di indicare dove trovare le risorse per affrontare una crisi profonda nel contesto di un Paese indebitato oltre ogni ragionevole misura e che rischia di fare tra poco la fine della Grecia. Le risorse vanno recuperate dai super ricchi, come indica il Governatore di Bankitalia, non già dai ceti medi.
Da ciò, molto verosimilmente, discende l’aumento del fenomeno astensionismo al quale paradossalmente dovremmo agganciarci, quale ultima dea, per sfaldare l’impianto mostruoso che stanno per mettere in atto i vincitori, l’imperatore con la riforma presidenzialista e il senatur con il federalismo, perché evidentemente 150 anni di unità possono bastare a questa povera Italia.
E la storia, così, si ripete, non quale maestra di vita bensì come maestra di malavita, in cui potranno sguazzare i vecchi e i nuovi intrallazzisti di ogni genere e di ogni risma. Probabilmente senza neanche piu’ l’ingombro dei Magistrati, la cui “riforma” è alle porte.
La speme, ultima dea, l’astensionismo.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   Ven Apr 02 2010, 16:49

gorritxo ha scritto:
Proposte costruttive? Mah, il quadro a sinistra resta sconfortante: troppa gente vede ancora tutto solo attraverso la lente dell'anti-berlusconismo; troppa gente pensa che il problema stia nel fatto che i politici siano onesti o disonesti, senza pensare che per esempio il rapporto collusivo tra politica e affari è un effetto del sistema capitalista, non una sua disfunzione; troppa gente non pensa nemmeno in astratto che il capitalismo possa non essere qualcosa di necessariamente ineluttabile e insostituibile; troppa gente pensa che di fronte ai problemi dell'Italia la migliore soluzione sarebbe andarsene, ragionando così in termini iper-individualistici; troppa gente a sinistra, pur essendo politicamente e culturalmente ottusa, si crogiola nella convinzione di una presunta superiorità morale e antropologica nei confronti di chi vota per il centro-destra; troppa gente pensa all'idea di nazione come a un'anticaglia del passato, e a un'anticaglia para-fascista.... Su quest'ultimo punto però l'affermazione della Lega potrebbe paradossalmente scatenare una reazione positiva. L'anno prossimo ricorrono i 150 dell'Unità d'Italia: ora, ferme restanti le mille ombre del Risorgimento (a cominciare dal colonialismo interno di cui il sud è stato vittima), potrebbe essere l'occasione per riscoprire la valenza popolare di figure come Mazzini e Garibaldi, e risvegliare un po' di sana coscienza patriottica in settori tradizionalmente "di sinistra". Magari proprio a partire dal desiderio di reagire all'ondata di leghismo
Molto interessante quanto scrivi...
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pinodeluca



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MessaggioTitolo: Tornare in fabbrica   Ven Apr 02 2010, 16:55

Alea Iacta est.
I risultati elettorali sono noti e leggibili a tutti.
La lettura che di quei risultati si dà ha molte versioni, in generale confuse e spesso false come banconote da dodici Euro.
Come sempre hanno vinto in molti per propri meriti e i pochi che hanno perso si esercitano ad attribuire le colpe della sconfitta a congiunzioni astrali o misteriosi filtri magici.
Ci sono però almeno due cose indiscutibili: al Nord ha vinto la Lega e in Puglia ha vinto Vendola.
Il resto è fuffa, è racconto per lotte interne alle bande.
I luoghi del cambiamento sono questi e di questi bisogna discutere.
Il Nord ricco e industrializzato ma in un momento di crisi profonda si rivolge ad un partito organizzato e presente per avere sicurezza e considerazione, la Lega ha mutuato la sua organizzazione e il suo radicamento dal PCI degli anni sessanta e settanta ricevendo consenso e costruendo uno zoccolo duro che sarà difficile scalfire. Ha costruito anche una classe dirigente di amministratori pragmatici e, ad oggi, con un tasso di corruzione di molti ordini di grandezza inferiore ad altri. Si affida ad una ideologia grezza e gretta che ha l'alterità come nemico e il territorio come identità. La Lega è facile, risponde al bisogno più importante della popolazione occidentale in fase decadente: il bisogno di coesione sociale, la necessità di evitare la solitudine. La camicia verde ha preso il posto della camicia rossa.

In Puglia, nella più evoluta delle regioni del Sud, nella più importante mi viene spesso da dire, si afferma Nichi Vendola, per la seconda volta, a furor di popolo.
E questa volta la vittoria è diversa dalla precedente. Cinque anni or sono ogni partito della coalizione fu determinante, un piccolo scarto di voti consentì al Poeta di Terlizzi di mandare a casa il Principino di Maglie. Questa volta le elezioni le ha vinte Vendola, uno scarto di quasi duecentomila voti sul Pediatra di Acquarica e, quel che più mi preme di sottolineare, di oltre centomila voti sulla coalizione, giusto per avere una dimensione la lista che ho votato e che comprendeva tre partiti la volta scorsa ne ha prese meno di settantamila di voti.
Nichi Vendola è il leader incontrastrato della Puglia, non della sinistra pugliese, della Puglia. Non vi è all'orizzonte nessuno che possa oscurare il suo personaggio (forse Big Michi ma i due hanno stretto un patto d'acciaio). Ci hanno provato in molti, alcuni con astuzia altri rozzamente, sono stati sconfitti sonoramente perché Vendola accetta le sfide, scende in campo, combatte come un leone, con sensibilità e grande pudore ma senza arretrare di un millimetro, con la determinazione e la decisione di chi crede fermamente di essere nel giusto.
Lo ho scritto più di una volta, Vendola è l'alter Berlusconi e per questo è tanto ferocemente inviso alle classi dirigenti di entrambi gli schieramenti quanto amato dal popolo.
Il post-berlusconismo era cominciato, queste elezioni regionali lo confermano e propongono due possibili uscite: il partito-mamma a legioni e falangi della Lega Nord o Le fabbriche di Nichi.
Il primo modello, se dovesse diffondersi, fermerebbe il progresso civile e condannerebbe l'Italia a morire per la paura di morire. Il secondo modello può diventare propulsivo, capace di contaminare i territori, sia quelli geografici che quelli politici, di lanciare i suoi insediamenti ove è possibile, potrà essere il luogo di ricomposizione di una società e di costruzione di un progetto politico per l'intero paese. Le Fabbriche di Nichi possono essere una sorta di franchising, popolate da giovani multicolori che hanno necessità di costruire un futuro, capaci di attrarre anche chi, da tempo, ha rinunciato a dire la sua opinione.

È stato pubblicato da Nuovo Quotidiano di Puglia – 2 Aprile 2010

E lo scontro politico sarà, nuovamente e finalmente chiaro, tra la conservazione e il progresso, liberando il paese dagli zombie che ancora si ostinano a passeggiare per le istituzioni, sposando ora l'una ora l'altra causa, incapaci di pensarsi nella tomba a riposare come è giusto che sia.
Non so nelle altre regioni, ma in Puglia il voto ha mandato a casa tanti Signor nulla che per anni si sono vestiti di Signor qualcosa, e questo processo è destinato ad accelerare. I garanti non garantiscono più nulla, il consenso va cercato sul campo. Per questo i vecchi bacucchi non vogliono il voto di preferenza, perché hanno paura del giudizio.
Per la mia parte politica dobbiamo prendere atto che è stata spazzata via per intero, non v'è nessun dubbio come è certo che io, da quelle idee, non mi schiodo. E proprio per questo credo che, se le fabbriche di Nichi ne avessero bisogno, occorre prestare il proprio lavoro. Lo so che sono “di Nichi” e non di chi lavora, ma meglio un padrone illuminato che una fabbrica fallita.


Il corsivo non ha trovato spazio ma qui ve ne è a sufficienza.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Ballottaggio   Lun Apr 12 2010, 21:49

Secondo me gli astensionisti sono di sinistra che non perdonano Bersani e gli altri. Avranno deciso che e' meglio affrontare il fuoco nemico del PDL del fuoco amico del PD.
2000snlp
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MessaggioTitolo: Re: Un commento sulle elezioni amministrative?   

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