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 Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario

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alekos18

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MessaggioTitolo: Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario   Sab Mar 20 2010, 16:32

L'acqua, uno dei beni comuni di necessaria proprietà collettiva.
In astratto patrimonio in usufrutto dell'umanità (e da ri-trasmettere alle generazioni che seguono), in concreto patrimonio affidato alla gestione delle nazioni. Chi rivendica una declinazione a tutto campo concreta di diritti propri del genere umano e vuole che siano concreti, se non vuole cadere in un'astrattezza di intenti, è necessario che li affermi in un quadro di rapporti sociali socialisti incernierati in un contesto, protetto, di sovranità nazionale. Altrimenti ci si condanna di fatto alla logica privatistico-commerciale interna e/o estera, in balìa degli animal spirit del privato interesse, individuale o 'comunitario' che sia.
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MessaggioTitolo: Re: Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario   Ven Apr 02 2010, 01:48

La proprietà collettiva è una contraddizione in termini.
E' giusto semmai il dire BENE COMUNE.

Per avere l'acqua reale, libera per tutti, bisogna distruggere il corporativismo economico protetto dall'assetto privatistico-statuale che socializza le perdite.
L'acqua con lo Stato è già privata.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario   Ven Apr 02 2010, 09:49

..... ha scritto:
La proprietà collettiva è una contraddizione in termini.
E' giusto semmai il dire BENE COMUNE.

Per avere l'acqua reale, libera per tutti, bisogna distruggere il corporativismo economico protetto dall'assetto privatistico-statuale che socializza le perdite.
L'acqua con lo Stato è già privata.
Non vedo contraddizione. In caso, si tratterebbe di un ossimoro...
Mi pare comunque evidente che un bene non può essere effettivamente comune in assenza di regolazione dei rapporti. Un'astratta libertà per tutti anche sul piano dell'accesso, dell'usufrutto al "bene comune acqua" spalanca le porte all'arbitrio dei singoli, in assenza di regolazione dei rapporti tra i tutti, e tra i tutti ed (anche) il bene in questione.
Qualsiasi organizzazione è per definizione "status". E dall'idea plurale di Stato (pluralità di forme esistenti e possibili) secondo me non si può prescindere.
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MessaggioTitolo: Re: Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario   Ven Apr 02 2010, 16:20

Ecco che forse ci si può finalmente capire.

Beh è sicuramente un ossimoro dire che la proprietà possa essere collettiva, ciò presuppone quindi che si faccia uso di simbolismo mentre il retaggio sinistrato non presuppone ciò perché crede e reputa che sia realmente possibile avere una proprietà collettiva.
Per tali epigoni si DEVE usare il termine limitatezza intellettuale perché così è.

La proprietà è innazitutto escluviva, cosa che per i beni comuni non può darsi poiché , come il principio di libertà nazionale vale qui da noi per l'Italia ma vale anche per i sud tirolesi e gli occitani piemontesi ( quindi deve venir riconosciuto ovunque ), ugualmente i beni comuni che sono italiani sono al contempo degli abitanti del Cile, dell ' Etiopia e della Russia poiché costituiscono un a-priori logico da rispettare anch'esso ovunque.

Quindi mi si dovrà spiegare come è possibile accostare socialismo lasalliano ai beni comuni quando le due cose si auto-escludono; la concezione proprietà collettiva valutata secondo la questione figura retorica esclude quella basata sul reale intendere una contraddizione di tal fatta.

Ciò scritto, non ho mai negato che non ci debba essere una necessaria regolazione dei rapporti.
Nego che tale regolazione la faccia lo stato, non perché non la faccia, cosa impropria, ma in quanto facendola impone classismo.

Quindi, a divertirsi nelle definizioni, neanche io reputo si possa prescindere dallo Status.

Il problema è che la vostra concezione pluralistica è e rimane all'interno di una valutazione dello Status come classista quindi verticalista, laddove il vostro indagare e ricercare una possibile risoluzione è sempre all'interno del limite.
Lo Status in assenza di classismo ( si potrebbe dire anarchismo ma non è così ) è plurale non perché abbisogni di forme susseguentesi ma poiché non monopolista, impostato quindi in un policentrismo totale comunque impernato sul "centralismo" dell 'Universale.

La Grassa, come gli austriaci , affermano che lo stato è per definizione classista e non organico il ché evidenzia tutta la vostra contraddizione.
Il problema a mio avviso è che voi scambiate quel che è oppressione nelle sue varie forme ( comunitarismo, eurasiatismo, cattolicesimo, liberalismo, capitalismo, feudalesimo ecc ) chimandolo organicismo e andando quindi contro ogni idea di organcità quando ne è in realtà la contraddizione, come La Grassa giustamente fà notare nei riguardi dello stato.
Organizzare è rendere organo.
Una società libera è organica ( ossia sanamete gerarchica come la natura insegna) è senza stato, senza oppressione sistemica, senza ideologie, senza centri che si ergono ad Unico centro, ruolo che spetta al solo Universale che per via della sua non-locazone e non-temporalità è l'unico che può svolgere tale ruolo affinché non ci sia un federalismo incontrollato privatisco ma al contempo non ci sia classismo statuale ergo in entrambi i casi oppressione.
Come?

Boh.
Io pongo questioni corrette ed ovvie dal punto di vista Principiale. Sarebbe opportuno non dedicare troppo tempo alle facezie e spingersi verso questa visione "politica".
Se potessi fare tutto da solo l'avrei già fatto...
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Acqua, bene comune dell'umanità e nazionalitario   Gio Apr 08 2010, 12:52

alekos18 ha scritto:
L'acqua, uno dei beni comuni di necessaria proprietà collettiva.
In astratto patrimonio in usufrutto dell'umanità (e da ri-trasmettere alle generazioni che seguono), in concreto patrimonio affidato alla gestione delle nazioni. Chi rivendica una declinazione a tutto campo concreta di diritti propri del genere umano e vuole che siano concreti, se non vuole cadere in un'astrattezza di intenti, è necessario che li affermi in un quadro di rapporti sociali socialisti incernierati in un contesto, protetto, di sovranità nazionale. Altrimenti ci si condanna di fatto alla logica privatistico-commerciale interna e/o estera, in balìa degli animal spirit del privato interesse, individuale o 'comunitario' che sia.
C'è da attivarsi per il referendum (raccolta firme) sull'acqua...

Fermare la privatizzazione, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua. Sono questi i tre quesiti referendari depositati nei giorni scorsi alla Corte di cassazione di Roma dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua insieme a moltissime associazioni. La campagna referendaria di raccolta firme inizierà sabato 24 aprile e in tre mesi dovranno essere raccolte almeno 500mila firme affinché possa essere chiesto il referendum...
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