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 Un tacco a spillo, per una tessera

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alekos18

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MessaggioTitolo: Un tacco a spillo, per una tessera   Dom Feb 21 2010, 14:13

Un tacco a spillo, per una tessera. Si tratta di un manifesto approvato dalla segreteria nazionale di Rifondazione Comunista che raffigura il tacco a spillo di una scarpa rossa con il simbolo glitterato della falce e martello. L’immagine è accompagnata dallo slogan “mi iscrivo a rifondazione comunista perché…sono una donna di classe”.
Insomma, un tacco a spillo come surrogato politico e degrado culturale...

Il punto non è scandalizzarsi o bacchettare i gusti e le scelte che si possono avere su questo o quel tipo di scarpe. Non è questo in questione. Sorprende il modo. Sorprende la logica da feticcio incorporata nel messaggio del manifesto, nella fattispecie un oggetto fetish con cui s'identificano le donne, che fa proprie immagini e mentalità dominanti di una logica sessista mercificata che ammicca al 'mercato' maschile (tesserabile). Sorprende insomma l'accelerazione anche simbolica (per quanto si tratti di un epifenomeno, la manifestazione di uno tra i tanti possibili) di cosa possano produrre il vuoto politico ed il degrado culturale che inevitabilmente vi si accompagna. In un'ottica comunicativa il fine è raggiunto: il manifesto catalizzerà attenzioni e farà discutere. Ma a quale prezzo?

E' fuor di luogo rilevare che, assumendo e riproponendo immagini e mentalità dell'attuale forma storicamente determinata del dominio capitalistico, senza nemmeno –almeno– un accompagno testuale o grafico ironico, il messaggio finale che si trasmette è quello di 'legittimare' l'esistente, di riflettere in modo palese un proprio vuoto culturale ed una connessa insignificanza politica? E' fuor di luogo rilevare che, facendo il verso a questa società dello show, si finisce con il celebrarla e con il sistemarsi in platea, in qualcuna delle sue poltrone, anche se rigorosamente a sinistra?...

Il peggior effetto del berlusconismo è stato l'aver prodotto l'anti-berlusconismo. Da qui analisi e ragionamenti potrebbero partire. Comprendere le forme storicamente determinate dell'attuale dominio e la necessità di un riorientamento gestaltico, di una liberazione sempre possibile delle sfere intrinsecamente connesse dell'individualità e della collettività, soggetti sociali liberabili concretamente in socialismi da XXI secolo, effettivi solo in patrie indipendenti e sovrane, liberate da capitalismi e imperialismi, internazionalisticamente solidali e fratelle.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Dom Feb 21 2010, 16:26

Carissimo alekos18,questa mattina mi hai veramente sorpreso.
Mi sorprende che parli di Rifondazione comunista,la merda ricca.
Eravamo sul finire degl'anni 80 ed i Centri Sociali in particolare di Roma venivano imbastarditi da rifondazione comunista,cacciati via tutti i veri propensi all'autogestione e dentro ai centri sociali un nuovo pensiero si faceva spazio,le FIGHE !!!!!,le gnocche,le femmine !!!!!!
Non so se sei di Roma ma lo sparti acque di quegl'anni fu proprio la figa,i centri sociali tosti, fedeli alla linea con solo quattro maschietti,mentre Forte prenestino e tutti quei centri sociali fighetti,pieni di figa e di compromessi che hanno distrutto quell'esperienza autogestionaria.
La Torretta style !!!
Mazzinga ed ufo robot !!!!!!
Manifestazioni colorate,i Centri sociali come voto utile per arrivare al Governo,per me questa non era la storia dei Centri Sociali ed in particolare dell'Autogestione,ora quindi mi sembra strano che ti meravigli ancora di Rifondazione Comunista ed i suoi tacchi a spillo.
Poi ma non è il caso ora,si dovrebbe affrontare il tema Sesso qui in questo forum almeno.
Secondo me siamo arrivati sfacciatamente nel dover ammettere definitivamente che smuove più un pelo di figa che un carro di Buoi e se questo andava bene per i bifolchi un tempo,oggi c'è da domandarsi qualcosa di veramente serio e cioè se siamo diventati tutti bifolchi o se la repressione sessuale che ci colpisce fino dalla giovane età in Italia, non sia la causa del proverbio citato sopra.
Un caro saluto dall'Olanda e dal Governo caduto !!! Razz
Ci sono tanti interessi in gioco in Olanda che è inutile credere alla favola dell'Afganistan anche se quella è stata la causa dichiarata,è molto tempo che va avanti questa crisi interna in Olanda.
Ciao
noname
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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Gio Feb 25 2010, 12:42

beh il peggior effetto del fascismo è infatti l'aver prodotto l'antifascismo.

Molto interessante. faccio una provocazione cmq

Ad ogni modo rifondazione, a mio giudizio, che si appella alle donne non fa che appellarsi ad una delle categorie più portate ad appoggiare il sistema.
Il sessismo positivamente discriminante ( sottolineo il positivamente poiché un discrimine negativo non è né violento né erroneo ma il semplice decidere di tutti i giorni in ogni ambito ) , quella mentalità del sistema che produce in risposta il femminismo idiota.
Non mi concentrerei troppo su quello.

L'incapacità di cogliere il succo della questione non fa che rimanere alla superficie della problematica nelle quisquilie indotte.

Io credo insomma che questa frase tradisca una logica confermante il sistema, ossia una logica che si pone dalla sua parte:

- il messaggio finale che si trasmette è quello di 'legittimare' l'esistente

Come quando si constata la coercizione contro gli immigrati, i gusti sessuali dei gay, le altre religioni ecc mi sembra ci si scordi sempre dell' assassinio primo, dell'oppressione prima che non si ribadisce mai, né si approfondisce, né si difende:

-L'assassinio del Maschio. ( mi rifiuto di fare l'equazione maschio=Uomo dacché tal termine deve essere per entrambi i sessi. C'è la donna e c'è il don )

Oltremodo tale assassinio è ormai perso nel corso del tempo.Sarebbe da approfondire per la carica simbolica che esso com-porta.
Si blatera spesso che Eva , lasciandosi fregare, abbia dato spazio al peccato.
Ciò è vero ma si scorda di sovente un particolare : Adamo lasciò Eva da sola alla mercé del serpente.
Eva peccò a causa di Adamo.

L'oppressione esiste per via dell'infamità.
Nota questa ovvietà è il maschio il primo venduto della storia ossia il primo assassinato e il primo oppresso.
Perché non viene mai difeso ed invogliato alla ri-volta ed a riscoprire le sue caratteristiche?
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 00:25

sinceramente tocchiamo un argomento "importante" e purtroppo non mi va di seguirvi sulle solite sviolinate parafemministe sul sessismo, rendeer lo sfruttamento dell'Uomo.
parliamo anche dell'uomo trasformato in cappone geek ecc.Ne avrei da dire tante,ma basta vivere di persona nei luoghi di lavoro,nelle scuole ecc dove ci sono donne "dominanti" farao e capire come riescano purtroppo a essere piu' stronze e conformiste degli stessi "maschiacci! afro
non mi capite????........
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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 02:56

Il don, il maschio , si svilì e mancò di dignità creando il maschilismo.
Il femminismo è un 'ideologia creata appositamente dal sistema che per affermarsi sfrutta gli errori del maschilismo.
Sarebbe da indagare il perché sia nato il maschilismo, ossia il perché il don si degradò.
I prodromi del sistema sono da ricercare qui a mio parere dacché questa corruzione non è casuale.
Qualcosa non ha funzionato.


Concordo con te apo.
Le donne "manager" e cos'altro sono alquanto spregievoli in media.
Le idealità femministe poi denotano uno scarso livello intellettuale di queste ultime.
Chissà il portafogli come sta messo...
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 12:07

Il punto secondo me è che il modello femminile stile "sex and the city" (per intenderci) poco o nulla c'entra col femminismo. Dimostrazione questa che anche le istanze più condivisibili vengono inevitabilmente svilite e svuotate di senso quando sono declinate in chiave capitalista (vedi l'esempio delle donne manager di cui parlava Apo). Questo per dire che non sono tanto le battaglie per i diritti civili (unico terreno di rivendicazione e di lotta di tanta sinistra) a essere sbagliate (ovviamente quando non diventano il pretesto per esportare democrazia), ma il loro sganciamento da qualsiasi prospettiva anti-capitalista.
Tornando a Rifondazione credo che ci sia poco da dire: è pienamente inserita nell'orizzonte capitalista, in versione rigorosamente sinistrorsa e liberal.
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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 14:52

Si ok siamo d'accordo c'è l'ingiustizia qualcuno è oppresso e frigna e trallàllà.

Ma i diritti civili sono l'arma VERA per la giustificazione della lotta intra-classista, delle future guerre civili e della divisione tra noi dominati, sono la giustificazione per l'oppressione che subiamo.
Se poi siamo sofferenti è ovvio, l'abbiamo accettato noi lasciandoci fregare.
Mi dà una rabbia atroce il frignare odierno.

I diritti civili sono fuffa, idiozie.

Diritto è che una cosa sia secondo legge.
Se una cosa è secondo legge è perché legale.
La legalità è un dovere non un diritto, o meglio, legalità e diritto sono termini equivalenti.

Il mio sacrosanto diritto, come di tutti e di tutto ( dalle bestie al cielo ) è non venir oppresso.
Il resto è un'impossibilità, è un traviamento ideologico affinché qualcuno riceva agevolazioni sulle spalle degli altri.
Ma se sei oppresso perché non cerchi il motivo dell'oppressione, perché vuoi rivalerti su di me?
Si spiega facilmente l'individualismo contemporaneo. E la sinistra che fa? Gli italiani sono cattiiiiiiivi , sono sceeeeeeemi nell'assoluzione generica di chi subisce le angherie che da quel momento in poi pure se è stronzo è santo.

D'altronde questi concetti del "diritto a" sono possibili solo tramite lo stato.
E come con questo è stato possibile assoggettare gli altri ( ad esempio le donne tramite ideologie, leggi, giustificazioni giuridiche del maschilismo)
E lo stato per realizzarli non può che prendere agli uni per dare algi altri.
Le donne che si appellano allo stato, ed il femminismo ed i diritti civili non sono altro, non fanno che far individualismo e pensare ai cavoli loro, loro contro tutti.
Ma quale giustizia sociale allora? E' una chimera!

Questa è lotta e proliferano diritti insensati e falsi quando basterebbe rispettare la legge che d'altronde non si sa cos'è.

( Si legga il phamplet di F. Bastiat, "la Legge" )

Prendiamo il termine discriminare.
Io discrimino dalla mattina alla sera. La vita è discriminare.
nel farlo però non uso violenza, se lo facessi sarei un criminale.
Ora non comprendo perché un datore di lavoro non possa discriminare.
Eppure il lavoro è suo e lui né è proprietario, come io sono mio ossia il mio corpo è mio.
Nessuno mi riprovera se non ho amici poliziotti perché detesto la categoria; ugualmente se un datore di lavoro non accetta un negro perché non gli piacciono lui però è razzista.
Ma la logica esiste ancora ? O il lavoro ha una valenza religiosa per caso?

Non si vuole ammettere che i diritti positivi possono esistere solo con lo stato e che sono fuffa ideologica.
i diritti non esistono e gli unici diritti che valgono sono quelli negativi ossia non opprimere.
Ma è ovvio che per sapere cosa sia non opprimente si deve avere un Universale.

Il vero altruismo è sempre stato non danneggiare gli altri. Il vero egoismo , di converso , è aiutare gli altri.

Quanti vantaggi non si ottengono danneggiando gli altri. Questo è l'altruismo!!!

Quanti vantaggi si ricevono aiutando gli altri. Questo è egoismo!!!


il solidarismo, il socialismo, sono stupidaggini ideologiche che pervertono la vera solidarietà e la verà socialità

p.s.
Chavez fa ciò ( strategia ) ma aumenta anche lo statalismo.
Il Venezuela crollerà inevitabilmente ed intato subisce i nefasti risultati della socializzazione.
D'altronde tranne le leggi razziali, l'imperialismo e lo sciovinismo cosa ha di diverso da Mussolini?
Forse Mussolini fu più liberale ( economicamente ). Questo è vantaggioso per Mussolini.

p.p.s ma si può parlare di Mussolini ?
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 17:38

Per "...."

Difatti ho specificato che le lotte per i diritti civili non hanno senso di per se stesse, a meno che non siano parte organica (e non scindibile) di una prospettiva più ampia di liberazione sociale, economica, politica e culturale (anti-capitalista). Altrimenti finiscono col diventare semplici rivendicazioni particolari (e quindi essenzialmente individualiste) tutte interne al sistema e alla logica del pensiero dominante.
Premesso questo, dici bene: si può parlare di diritti solo laddove vi sia un ente politico che li garantisca (lo stato), ovviamente legandoli indissolubilmente ai doveri (i diritti astrattamente intesi sono una mistificazione dell'individualismo liberale).
Al contrario, nella giungla del potere politico di natura privatistica non ci sono diritti garantiti. Quando parlo di potere politico privatistico ho in mente il modello medievale (spesso idealizzato), eredità della cultura germanica. Lo stato moderno che tanto detesti al contrario si fonda sul potere politico di natura pubblica, rifacendosi alla tradizione greco-romana.
A mio parere i detrattori del concetto stesso di stato o di potere politico di natura pubblica fondano le loro analisi su quella che è a mio parere una delle più gigantesche idiozie che la storia del pensiero abbia mai prodotto, vale a dire la separazione (quando non l'aperta contrapposizione) della cosiddetta "società civile" dalla sfera politica, nonché l'assoluta preminenza della prima sulla seconda. Tra l'altro, della società civile non fanno parte solo la famiglia, la parrocchia o l'associazione ricreativa, ma anche le lobbies economiche o le organizzazioni mafiose.
Ora, tenuto conto che la prospettiva anarchica (l'idea di fare a meno del potere) è utopia pura priva di senso (dal momento che non tiene conto della natura dei rapporti umani), le alternative sono due: o potere politico di natura pubblica, o di natura privatistica.
Propendi per la seconda? Bene, ma presentarla come rivoluzionaria o come la più aderente a Principi eterni e universali mi sembra francamente un abbaglio, oltre che anti-storico.
Ad ogni modo avrei qualche domanda da porti. Come si sostanzia politicamente una prospettiva libertaria (o paleo-libertaria)? Che c'è al posto dello stato? E soprattutto, perché e in che modo dovrebbe costituire una garanzia contro l'oppressione più efficace rispetto al modello statuale? Perché l'oppressione del più forte sul più debole è più accettabile del potere di coercizione di un organismo politico, magari finalizzata alla difesa proprio del più debole?

Mi scuso sin d'ora per il fatto che questo mio intervento vada fuori discussione, se l'admin lo ritiene opportuno lo sposti pure da un'altra parte.
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MessaggioTitolo: Re: Un tacco a spillo, per una tessera   Ven Feb 26 2010, 19:07

gorritxo ha scritto:
Ad ogni modo avrei qualche domanda da porti. Come si sostanzia politicamente una prospettiva libertaria (o paleo-libertaria)? Che c'è al posto dello stato? E soprattutto, perché e in che modo dovrebbe costituire una garanzia contro l'oppressione più efficace rispetto al modello statuale? Perché l'oppressione del più forte sul più debole è più accettabile del potere di coercizione di un organismo politico, magari finalizzata alla difesa proprio del più debole?

Mi scuso sin d'ora per il fatto che questo mio intervento vada fuori discussione, se l'admin lo ritiene opportuno lo sposti pure da un'altra parte.
Chi voglia esprimersi in tema, apra un'altra voce di discussione sull'idea/concetto di Stato in "parliamo di Indi" o "cultura e costume". Grazie, gorritxo, per il tuo contributo d'idee.
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