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 Foibe: fare chiarezza

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MessaggioTitolo: Foibe: fare chiarezza   Dom Feb 14 2010, 13:47

Foibe: un viaggio attraverso la palude maleodorante della "memoria condivisa"

Lunedì 15 febbraio 2010 - ore 16.00
Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea – Facoltà di Lettere e Filosofia
Università “La Sapienza” - Roma


Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale.


Interverranno:

Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica esperta di storia istriana

Sandi Volk – Ricercatore storico della Biblioteca Nazionale Slovena e degli studi di Trieste

Valerio Gentili – Scrittore


Organizzano: Rash Roma, Patria Socialista, Magazzini Popolari Casalbertone
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Lun Feb 15 2010, 17:19

da www.nuovaalabarda.org

Giorno del Ricordo o dell'Amnesia Storica?

Giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo e dell’amnesia storica.

febbraio 2010


La giornata commemorativa del 10 febbraio è stata istituita con la legge 30 marzo 2004, n. 92, “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”. Lo scopo di questo “ricordo” avrebbe dovuto essere lo studio e la diffusione della conoscenza degli avvenimenti al confine orientale d’Italia tra il 1943 ed il 1947 (fino alla firma del Trattato di pace, il cui anniversario cade proprio il 10 febbraio). Già la scelta della data costituisce di per se stessa uno stravolgimento storico: la firma del trattato di pace vista non come la fine della guerra ma come il giorno in cui l’Italia (che aveva perso una guerra che lei stessa aveva cominciato, particolare che nessuno ricorda) dovette rinunciare ad un parte del suo territorio.

Fin dalla prima celebrazione, avvenuta nel 2005, abbiamo visto come la ricorrenza invece di essere un’occasione di approfondimento della storia è stata subito monopolizzata da associazioni nazionaliste ed irredentiste (Lega Nazionale, Unione degli istriani, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e da forze politiche di destra più o meno estrema (Forza Nuova, Alleanza Nazionale, ed ora il PDL dopo che AN vi si è sciolta) con il risultato che il 10 febbraio è diventato, secondo una definizione (che condividiamo) dello storico Sandi Volk, il “Giorno dell’orgoglio fascista”.

Infatti nelle celebrazioni, sia ufficiali, sia delle singole associazioni, sentiamo l’ostinata continua descrizione della ferocia dei partigiani (quelli comunisti) e dell’Esercito jugoslavo, che viene considerato non come uno degli eserciti alleati ma trattato alla stregua di un esercito di occupazione, e nel contempo vengono del tutto cancellate le responsabilità del fascismo nel conflitto; vediamo gerarchi fascisti, collaborazionisti, persino acclarati criminali di guerra descritti come “martiri” ed “eroi” in quanto “soppressi e infoibati” da forze jugoslave. Perché la legge prevede anche una onorificenza per questi “soppressi ed infoibati”, e pazienza se abbiamo visto “premiare” anche torturatori, o semplici militari collaborazionisti dei nazisti morti in combattimento, o ancora persone delle quali non si conoscono neppure le modalità della morte, mettendo tutti i nomi in un gran calderone di “vittime degli slavi”. Il fatto che negli ultimi anni non si siano neppure resi pubblici i nomi di coloro che hanno ricevuto questa onorificenza fa pensare che addirittura si temano obiezioni sulla liceità di queste attribuzioni. E però, nonostante le modalità piuttosto sui generis dei riconoscimenti, evidentemente le cose non sono andate come si aspettavano i promotori della legge (primo ideatore Roberto Menia), visto che nel sito del Consolato italiano di Madrid leggiamo che “finora, dopo 5 anni di lavoro della commissione, è pervenuto soltanto un limitato numero di domande a fronte del potenziale, elevato numero delle persone destinatarie del riconoscimento (circa 10.000, secondo le stime [stime inesatte, ndr], furono le persone che persero la vita la vita per infoibamento)”; e quindi “d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministero Affari Esteri, si ritiene pertanto opportuna una capillare azione d’informazione anche all’estero, ove si trasferirono numerosissime famiglie di esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia, i cui discendenti potrebbero beneficiare della Legge di cui trattasi”. Come ammettere che si sta raschiando il fondo del barile dopo il flop, che si è dimostrata essere questa iniziativa.

A fronte di tutta di questa propaganda e disinformazione, di diffusione di odio antijugoslavo ed anticomunista, di insulti alla Resistenza, un gruppo di storici (tra i quali chi scrive) ha in questi anni cercato di “resistere”, in collaborazione di volta in volta con l’Anpi, con partiti di sinistra (i soli Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), con le Università e con i Centri sociali, con organizzazioni giovanili e di base, organizzando e partecipando ad iniziative di informazione storica per cercare di porre un freno alle falsità dilaganti che vengono a tutt’oggi diffuse. Dopo un lavoro ormai più che decennale di attività di informazione e di una vera e propria “resistenza storica” (spesso siamo stati tacciati di “negazionismo”, abbiamo subito contestazioni pesanti e tentativi di impedirci di parlare), piano piano il nostro discorso si è allargato al punto che lo storico Jože Pirjevec, accademico di fama e (fatto non indifferente) non comunista ha pubblicato per l’Einaudi lo studio “Foibe. Una storia d’Italia”, libro che ha creato un grande scompiglio.

Infatti il 30 gennaio scorso due consiglieri regionali del PDL del FVG (Roberto Novelli e Edoardo Sasco) hanno lanciato un attacco a Pirjevec che viene accusato di “negare che la tragedia delle foibe sia da attribuirsi alla volontà di effettuare una pulizia etnica premeditata, frutto di un’azione politica tesa all’eliminazione di quanti si opponevano all’annessione alla Jugoslavia dopo la fine della seconda guerra mondiale”; di non avere preso “in considerazione fatti storicamente assodati”, perché le sue affermazioni “stridono con le testimonianze di tutte le persone che hanno vissuto il dramma dell’esodo dall’Istria e l’opera di epurazione perpetrata dai soldati titini durante e dopo la fine del secondo conflitto mondiale, secondo le quali le foibe rappresentano a tutti gli effetti fenditure carsiche in cui i partigiani jugoslavi gettarono i corpi dei nemici”.

Come si vede, mentre Pirjevec ha scritto un libro di quasi 400 pagine basandosi su fonti storiche accertate come documenti ufficiali, gli specialisti del PDL, l’ingegnere Sasco ed il perito agrario Novelli si arrogano il diritto di decidere che, dato che le conclusioni di Pirjevec “stridono” con “le testimonianze” (non si sa bene di chi), è lo storico ad essere inattendibile e non la vulgata da rivedere.

A sua volta il PDL nazionale (il responsabile della Consulta Cultura del partito, Fabio Garagnani e la vice Paola Frassinetti) propone di “istituire un albo nazionale di associazioni autorizzate a recarsi negli istituti scolastici a parlare del fenomeno delle foibe e dell'esodo istriano-giuliano-dalmata”, in modo da “evitare che l’argomento venga affrontato nelle scuole da associazioni gestite da comunisti” (sic). Cioè non si chiede che chi intende parlare nelle scuole di questo argomento abbia la preparazione storica necessaria per farlo, ma semplicemente che non sia “comunista”. Così un Marco Pirina che riempie i suoi libri di falsità (assieme alla moglie Annamaria D’Antonio è stato recentemente condannato dalla sezione civile della Cassazione a risarcire i danni per diffamazione a tre ex partigiani da loro accusati senza alcuna prova di avere “infoibato” civili italiani) potrebbe andare a parlare agli studenti, non essendo “comunista”, mentre uno storico che si è specializzato sull’argomento non potrà farlo se l’associazione che lo propone è “gestita da comunisti”.

Potremmo ora semplicisticamente affermare che ci troviamo in pieno regime, perché impedire la parola in base alle idee politiche è fascismo puro, e poi chi è che decide se un’associazione è “comunista”, o se è “comunista” chi parla, ma vorremmo invece cercare di essere costruttivi ed invitare i democratici, gli esponenti della cultura, tutti coloro che hanno a cuore la verità storica e la libertà di parola, gli antifascisti, ad opporsi a questo sfacciato tentativo di imbavagliare e censurare l’informazione storica, ad esprimere la propria solidarietà al professor Pirjevec ed a tutti gli studiosi che in questi anni, fra innumerevoli difficoltà, hanno studiato e si sono fatti carico di rendere noto il risultato dei loro studi spesso non “graditi” perché diversi da ciò che per sessant’anni la propaganda ha diffuso.


Link: http://www.resistenze.org/sito/te/cu/an/cuanab10-006325.htm
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tadiottof



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MessaggioTitolo: fantasie storiche   Lun Feb 15 2010, 20:34

e' solo revisionismo!
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mer Feb 17 2010, 11:58

Qualcuno di "Indipendenza" ha partecipato?
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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mer Feb 24 2010, 11:43

kamo ha scritto:
Qualcuno di "Indipendenza" ha partecipato?
Sì, c'era qualcuno di noi. Nell'insieme iniziativa interessante giacché sul tema, come sai, impazzano le speculazioni tutt'altro che patriottiche o nazionaliste delle destre. Nell'insieme valido il lavoro di voler ricostruire i fatti e di sottrarli all'improvvisazione e all'opportunismo speculativo politico da parte di dette forze, esploso in questi ultimi anni ma con radici che partono da lontano.
Se è illusorio parlare di "memoria condivisa" troppo legata alle soggettività, alle passioni, alle ragioni dei conflitti che si snodano nella Storia, esiste invece per ogni nazione la necessità di una conoscenza storica condivisa. In tale direzione il contributo dei due relatori è stato senz'altro prezioso quantunque –vien da sé– parziale. Serve infatti incrociare diverse e plurali ricerche, storiograficamente fondate, per –quantomeno– ricostruire.

Ciò detto, qualche perplessità hanno suscitato le relazioni di Alessandra Kersevan e di Sandi Volk. Affermare la tesi di un conflitto, in quell'area, tra un nazionalismo italiano e una visione socialista attenta ad una sensibilità plurinazionale incarnata dalle forze titoiste, è sembrato un po' una sorta di rovesciamento agiografico. Con un retrogusto di anti-italianità non esplicito ma che si è avvertito in alcuni passaggi degli interventi, pericoloso perché impregnato di un segno uguale, anche se contrario, a quello del fascismo. Connesso a questo, è sembrato che, nelle relazioni, si finisse con il confondere italianità e fascismo nella mancanza dell’esplicitazione –come sempre si dovrebbe fare in ogni tempo e luogo– della differenza, dello spartiacque che intercorre tra il richiamo legittimo ad un'idea di nazione e la strumentalizzazione di esso. La storia del fascismo (e non solo in Istria e Dalmazia) è la storia di una grande mistificazione e quindi negazione dell'idea di nazione in funzione sciovinista e per ambizioni imperiali. Negare ad altri il diritto di nazionalità, discriminare, massacrare (e non è questo il solo punto sul quale il fascismo esce con le ossa rotte proprio e a partire dal terreno della questione nazionale) vuol dire essere del tutto inadeguati ad aver alcun titolo di credibilità per parlare al riguardo. Interessante, en passant, la sottolineatura, marcata dai relatori, del mantenimento dei campi concentrazionari fascisti per sloveni, croati, ecc., decisa dopo l'8 settembre da Badoglio ed autorità politiche di certo "antifascismo".

Nell'insieme, comunque, una valida iniziativa e, in relazione al postato incoraggiante di sopra di Gorritxo, l'auspicio che si prosegua a più voci su un impegno che colmi il permanere a tutt'oggi, purtroppo, su quegli eventi, di un grande vuoto di ricostruzione storica…
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Ven Feb 26 2010, 00:47

foibe, esodo, dobbiamo avere più coraggio, più palle. Innanzitutto affermare che la nostra PATRIA, dopo l'8 settembre dal Tagliamento in poi era stata annessa al TERZO REICH come ADRIATISCHE KUESTENLAND, sotto il Gauleiter della KAERNTEN (Carinzia), quindi i fascisti altro che patrioti... erano solo dei burattini sotto le SS naziste oppure addirittura inquadrate in esse. Altra verità è che soprattutto sotto il Governo imperiale austro ungarico vi era stata una mescolanza di nazionalità nelle zone in questione tanto da rendere alcune zone miste. Definire a proposito la Dalmazia italiana etnicamente è una forzatura, in quanto a città marinare a prevalenza italiana esisteva, soprattutto nelle colline e campagne, una predominanza slava....ma varie etnie erano presenti, ad es. i cimbri, i germanici (Volksdeutsch in alta Slovenia-Carniola), ecc. Idem anche se in modo minore in ISTRIA.
Poi bisogna avere anche il coraggio di dire da nazionalitaristi che la Kersevan spara grosso, dà fiato alle trombe del fascismo sloveno soprattutto, inventando l'idillio magico della convivenza in Jugoslavia di varie paritetiche etnie. O che gran stronzata, cara Kersevan, ci risulta che la minoranza italiana sotto la Jugoslavia è praticamente scomparsa (30mila scarsi ad oggi tra Slovenia e Croazia). Il fallimento di un comunismo che spesso è stato panslavismo ecc. è sotto gli occhi di tutti. E' stata persa sì una grande occasione per costruire un socialismo inter-nazionalista, rispettoso di tutti i popoli presenti. I fascistelli razzisti di marca slava hanno appunto slavizzato tutto, compreso l'Arena di Pola, fino alle mutande PIU' INTIME di ognuno. Insomma, il coraggio di dire una parte della verità viene poi buttata nel cesso proprio con questo farneticante atteggiamento ipersciovinista, con un cordoncino di compagni che non hanno il coraggio di "limitarla", debordarla, tagliandole le unghie.
Scusate l'intervento ma mi sarei aspettato da questa nostra area una presa di posizione coraggiosa su questo argomento...proprio perché è sotto gli occhi di tutti...la sinistra anticapitalista in Italia è assente, morta, vive solo in qualche zombi VETERO-internazionalista (apolide-) che spara grosso per crearsi una piccola nicchia di foresta protetta.

ps: a Fernetti, le frontiere sono aperte, da anni si poteva oltrepassarle... non ci risultano file se non per ferragosto
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Ven Feb 26 2010, 20:12

aposkinhead ha scritto:
foibe, esodo, dobbiamo avere più coraggio, più palle. Innanzitutto affermare che la nostra PATRIA, dopo l'8 settembre dal Tagliamento in poi era stata annessa al TERZO REICH come ADRIATISCHE KUESTENLAND, sotto il Gauleiter della KAERNTEN (Carinzia), quindi i fascisti altro che patrioti... erano solo dei burattini sotto le SS naziste oppure addirittura inquadrate in esse. Altra verità è che soprattutto sotto il Governo imperiale austro ungarico vi era stata una mescolanza di nazionalità nelle zone in questione tanto da rendere alcune zone miste. Definire a proposito la Dalmazia italiana etnicamente è una forzatura, in quanto a città marinare a prevalenza italiana esisteva, soprattutto nelle colline e campagne, una predominanza slava....ma varie etnie erano presenti, ad es. i cimbri, i germanici (Volksdeutsch in alta Slovenia-Carniola), ecc. Idem anche se in modo minore in ISTRIA.
Poi bisogna avere anche il coraggio di dire da nazionalitaristi che la Kersevan spara grosso, dà fiato alle trombe del fascismo sloveno soprattutto, inventando l'idillio magico della convivenza in Jugoslavia di varie paritetiche etnie. O che gran stronzata, cara Kersevan, ci risulta che la minoranza italiana sotto la Jugoslavia è praticamente scomparsa (30mila scarsi ad oggi tra Slovenia e Croazia). Il fallimento di un comunismo che spesso è stato panslavismo ecc. è sotto gli occhi di tutti. E' stata persa sì una grande occasione per costruire un socialismo inter-nazionalista, rispettoso di tutti i popoli presenti. I fascistelli razzisti di marca slava hanno appunto slavizzato tutto, compreso l'Arena di Pola, fino alle mutande PIU' INTIME di ognuno. Insomma, il coraggio di dire una parte della verità viene poi buttata nel cesso proprio con questo farneticante atteggiamento ipersciovinista, con un cordoncino di compagni che non hanno il coraggio di "limitarla", debordarla, tagliandole le unghie.
Scusate l'intervento ma mi sarei aspettato da questa nostra area una presa di posizione coraggiosa su questo argomento...proprio perché è sotto gli occhi di tutti...la sinistra anticapitalista in Italia è assente, morta, vive solo in qualche zombi VETERO-internazionalista (apolide-) che spara grosso per crearsi una piccola nicchia di foresta protetta.

ps: a Fernetti, le frontiere sono aperte, da anni si poteva oltrepassarle... non ci risultano file se non per ferragosto
Assolutamente d'accordo con te. Mi sembra che tu sia in sintonia con le impressioni di "Indipendenza", a leggere quanto scrive sopra admin.
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Sab Feb 27 2010, 18:23

Aggiungo poi sull'esodo, che esso viene legato alla questione foibe in modo strumentale. Il nazionalismo sciovinista, che non è altro che imperialismo e prevaricazione è l'arma di fascisti, post fascisti e roba destro varia. Quelli che vorrebbero esserlo ma non possono neppure ammetterlo, perché dire di esser fascista oramai è solo una mini minoranza, neppure più tutta la destra radicale. Si mascherano appunto, per poi uscire su questi argomenti dando fiato a trombe falsificando la storia né più né meno che quei protocomunisti ecc che negano foibe, che osannano la Jugo ecc. Insomma fanno il lavoro uguale ma opposto, alimentando fascismo panslavista ecc.
poverini, non si accorgono neppure di questo, eterni pupazzi in mano ora ai padroni ora alle istanze nazionaliste ecc un vero disastro che noi PATRIOTI non dobbiamo non denunciare apertamente!!!
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Dom Feb 28 2010, 16:20

Completamente d'accordo con te Apo. C'è secondo me una tendenza diffusa in certi ambienti, ovvero di andare contro le mistificazioni abbracciando mistificazioni opposte. L'esempio delle foibe è uno dei tanti, ma mi viene in mente una certa apologia della fu Jugoslavia, o della Cina e della Russia odierne (e la conseguente frettolosa demonizzazione delle rivendicazioni di ceceni e tibetani, per esempio). Come iskra, ho sempre apprezzato l'atteggiamento di Indipendenza, che su questi argomenti non assume posizioni manichee e ottuse, ma cerca di sviscerare le questioni assumendo posizioni ragionate, articolate e soprattutto motivate.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Dom Feb 28 2010, 17:18

gorritxo ha scritto:
ho sempre apprezzato l'atteggiamento di Indipendenza, che su questi argomenti non assume posizioni manichee e ottuse, ma cerca di sviscerare le questioni assumendo posizioni ragionate, articolate e soprattutto motivate.
Bravi!
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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Lun Mar 01 2010, 20:59

Aposkin veramente toccante ciò che scrivi.
Complimenti e grazie per le analisi fatte ( riassunte da Gorritxo tra l'altro )

p.s. il fatto che la Rash appoggi questi incontri è indicativo.
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mar Mar 02 2010, 01:54

non entro nel merito su Rash sharp eccetera. Sono il valore degli uomini che danno un senso alle cose... le sigle ecc sono oramai involucri vuoti e marci (spesso). Personalmente penso che a situazioni create da Rash Roma molto interessanti poi avvengano fatti che mi rendono perplessi sulla linearità di certe posizioni ma sono idee che tra compagni affermo da sempre. Poi ripeto, io vedo ogni giorno di più come oramai il significato in occidente di sinistra rivoluzionaria, comunismo ecc sia assolutamente privo di significato... serve solo esteriormente per appiccicarti una casellina utile solo al sistema capitalista che così ti USA, TI STRUMENTALIZZA e ti dà il tuo piccolo orticello in cui pascolare, magari appestato, settario ma contento. Io invece voglio parlare alle masse. Farei riflettere i compagni anche sull'utilità di facebook ecc... si utilissimi ma evidentemente non servono a nulla. Basta scorrere tra gli "AMICI" di "Indipendenza" per vedere una carrellata di emerite teste di cazzo, magari col pedigree di rifonda e pdci, o varie cariche istituzionali. Personaggi che non hanno nella loro vita politica ecc mai fatto nulla di veramente patriottico, di popolare inteso per interNAZIONALISMO tra popoli. Anche loro sono apolidi come i banchieri che finanziarono Trotzky ecc per uccidere la rivoluzione proletaria in URSS. Scusate la constatazione ma il forum serve per questo, non per stringere amicizie con paranoici che pensano ancora che pirlusconi è un pericolo fascista e che il centrosinistra è meno peggio, o che appunto le foibe non esistono, o che bella la Jugo.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mar Mar 02 2010, 13:12

aposkinhead ha scritto:
non entro nel merito su Rash sharp eccetera. Sono il valore degli uomini che danno un senso alle cose... le sigle ecc sono oramai involucri vuoti e marci (spesso).
Sul merito dell'iniziativa sulle foibe (promossa non solo dalla Rush di Roma, ma anche da Patria Socialista e Magazzini Popolari Casalbertone) mi riconosco nelle luci e nelle ombre che sopra admin evidenziava e non aggiungo quindi altro...

aposkinhead ha scritto:
Personalmente penso che a situazioni create da Rash Roma molto interessanti poi avvengano fatti che mi rendono perplessi sulla linearità di certe posizioni ma sono idee che tra compagni affermo da sempre. Poi ripeto, io vedo ogni giorno di più come oramai il significato in occidente di sinistra rivoluzionaria, comunismo ecc sia assolutamente privo di significato... serve solo esteriormente per appiccicarti una casellina utile solo al sistema capitalista che così ti USA, TI STRUMENTALIZZA e ti dà il tuo piccolo orticello in cui pascolare, magari appestato, settario ma contento.
Sullo sviluppo di una politica e di un movimento che riesca ad andare oltre le oggettive secche in cui si trova un'area politica variegata che reitera nominalmente definizioni tipo quelle che tu ricordavi (sinistra rivoluzionaria, comunismo, ecc.), in vista di qualcosa di incisivo che sappia riproporre fattivamente spirito e sostanza di certe istanze di liberazione e di costruzione di felicità sociale, beh, si tratta di operazione non facile anche considerando i suddetti settori che in ben altro modo dovrebbero accogliere certe istanze 'nuove', per 'teorica' affinità di sensibilità e di prospettiva di società.

Su Patria Socialista, che tra le righe è l'oggetto delle tue "perplessità sulla linearità di certe posizioni". Si tratta di compagni che hanno il meritevole intento (da noi ovviamente condiviso, stante ciò che sosteniamo) di puntare allo sviluppo di una forza politica patriottica e socialista. Un obiettivo che ha oggettiva somiglianza con il nostro lavoro politico/culturale, anche se diversi, ma nient'affatto indifferenti l'uno all'altro per loro natura, i terreni e le modalità lungo i quali si sta cercando di concretare questo obiettivo. Bene. E' un fatto che a sinistra, nell'area cosiddetta della sinistra rivoluzionaria (non elenco il ventaglio di possibili definizioni di questa area magmatica, perché non è importante), nel momento in cui si parla di nazione e di patria, tanto più se riferito all'Italia, scattano squilli di tromba, adunate telematiche, attacchi denigratori, anatemi, eccetera eccetera. E bada che mi mantengo soft. E' un fatto che noi ben conosciamo da svariati anni solo perché, essendo nati prima di Patria, abbiamo avuto modo di verificarlo svariate volte. Sul perché di certi dati di fatto (idealismo e materialismo devono procedere sempre a braccetto) ci sarebbe molto da dire.
Non entro nemmeno nel merito delle forti contraddizioni, dei paradossi politici, dei danni politici che il pregiudizio anti-patriottico comporta. Di ciò si può parlare in altro luogo. Resta che tutto questo rappresenta un oggettivo ostacolo allo sviluppo di un movimento patriottico italiano, anti-imperialista, anticapitalista, anti-fascista in senso lato e non solo in quello riduttivamente storico.
Ora, un'impressione politica che avverto, forse infondata, è che in questa fase Patria Socialista, nata solo da pochissimi anni, sia condizionata da questo clima di perplessità, di ostracismi, di ostilità politica su certi temi, e stia cercando di superare certi atteggiamenti caratterizzando al massimo centralità e natura del taglio antifascista del loro agire politico e delle loro iniziative. Nel far questo s'inscrive l'iniziativa sulle foibe che, pur partendo da un legittimo e sacrosanto intento di contrasto alle strumentalizzazioni delle destre, ha dato l'impressione di rovesciarsi in un'agiografia di segno contrario. C'è indubbiamente il rischio che la necessità primaria, che si è posta Patria, di riempire di contenuti contemporanei il senso di un "patriottismo socialista" oggi in Italia, rifluisca in un luogocomunismo antifascista testimoniale ed ininfluente. Confido, tuttavia, in ben altri esiti, giacché la partita –e non solo sul fronte Patria– è in corso, ed è ancora tutta da giocare.

aposkinhead ha scritto:
Io invece voglio parlare alle masse. Farei riflettere i compagni anche sull'utilità di facebook ecc... si utilissimi ma evidentemente non servono a nulla. Basta scorrere tra gli "AMICI" di "Indipendenza" per vedere una carrellata di emerite teste di cazzo, magari col pedigree di rifonda e pdci, o varie cariche istituzionali. Personaggi che non hanno nella loro vita politica ecc mai fatto nulla di veramente patriottico, di popolare inteso per interNAZIONALISMO tra popoli. Anche loro sono apolidi come i banchieri che finanziarono Trotzky ecc per uccidere la rivoluzione proletaria in URSS. Scusate la constatazione ma il forum serve per questo, non per stringere amicizie con paranoici che pensano ancora che pirlusconi è un pericolo fascista e che il centrosinistra è meno peggio, o che appunto le foibe non esistono, o che bella la Jugo.
Parlare alle masse, dici. E chi obietterebbe ad un'affermazione così inobiettabile? Il punto è riuscire a creare le condizioni per farlo. Individuare, insomma, il come arrivarci. "Indipendenza", qualcosa, in tal senso, lo sta facendo. Direi anche Patria&affini... E' necessario che chiunque si trovi su un'analoga lunghezza d'onda concorra a fare la sua parte in tal senso...

Su facebook. Non c'è da enfatizzare e nemmeno da svilire. E' vero quanto dici (e potremmo dire cose anche più 'intriganti' –mooolto interessanti– sulla natura di certe "amicizie" feisbucchiane, ma non è qui il caso...) ma è anche vero che certi rapporti (interlocuzioni, abbonamenti, collaborazioni...) che prima "Indipendenza" non aveva (siamo su facebook da poco più di un anno) da questo canale sono arrivati, altri si sono rafforzati da vaghe conoscenze o 'sentito dire' precedenti. Per non parlar d'altri e per non andare troppo lontano, non è forse a partire dalla conoscenza su facebook che è inscrivibile anche questo tuo 'avvicinamento' a "Indipendenza"?
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mar Mar 02 2010, 17:56

cari compagni, in fondo diciamo le stesse cose. I complimenti ai compagni di Patria Socialista e anche Rash Roma li ho fatti ripetutamente e pagandone lo scotto di insulti, minacce, ecc., che certa chincaglieria apolide riserva a chi tocca tematiche fuori i loro consueti binari fatti di tanta ruggine, musica a palla e elisir di sbamballamento cerebrale (ecc) Sleep . Quindi le mie perplessità sono appunto quando non continuano a perseverare sulla stessa sintonia d'onda forse proprio per farsi legittimare (ma da chi e perché? Chi dovrebbero rappresentare, santi divinità ecc ???).
Su facebook cherry :certamente è positivo. Ma personalmente è devastante e mortificante vedere come molti di costoro NULLA RECEPISCONO, continuando a infarcire di stronzate arrugginite pig il tutto, svilendo i temi. Ad es. ho stretto amicizia con alcuni di questi e mi sono ritrovato il pc pieno di messaggi deliranti, fuori dal mondo... nessuna critica costruttiva solo odio distruttivo antiberlusconiano, ecc. (non capiscono che le idee del neoliberismo, del colonialisno yankee pervadono non solo il centro sinistra ma parte degli stessi apparati comunisto-occidentali. affraid . Indietro di 10 anni!!!! Anche più.
Chiedo venia pale a tutti i compagni di Indipendenza se ho espresso male le mie impressioni; probabilmente non era il luogo questo per esprimere le mie perplessità.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mer Mar 03 2010, 09:57

aposkinhead ha scritto:
cari compagni, in fondo diciamo le stesse cose. I complimenti ai compagni di Patria Socialista e anche Rash Roma li ho fatti ripetutamente e pagandone lo scotto di insulti, minacce, ecc., che certa chincaglieria apolide riserva a chi tocca tematiche fuori i loro consueti binari fatti di tanta ruggine, musica a palla e elisir di sbamballamento cerebrale (ecc) Sleep . Quindi le mie perplessità sono appunto quando non continuano a perseverare sulla stessa sintonia d'onda forse proprio per farsi legittimare (ma da chi e perché? Chi dovrebbero rappresentare, santi divinità ecc ???).
Su facebook cherry :certamente è positivo. Ma personalmente è devastante e mortificante vedere come molti di costoro NULLA RECEPISCONO, continuando a infarcire di stronzate arrugginite pig il tutto, svilendo i temi. Ad es. ho stretto amicizia con alcuni di questi e mi sono ritrovato il pc pieno di messaggi deliranti, fuori dal mondo... nessuna critica costruttiva solo odio distruttivo antiberlusconiano, ecc. (non capiscono che le idee del neoliberismo, del colonialisno yankee pervadono non solo il centro sinistra ma parte degli stessi apparati comunisto-occidentali. affraid . Indietro di 10 anni!!!! Anche più.
Perfettamente d'accordo.

aposkinhead ha scritto:
Chiedo venia pale a tutti i compagni di Indipendenza se ho espresso male le mie impressioni; probabilmente non era il luogo questo per esprimere le mie perplessità.
Alla fine va bene anche così. Non mancheranno occasioni per riproporre questo tipo di discussione, analizzando ulteriori aspetti.
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Hoffa

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Ven Ott 01 2010, 18:29

Io personalmente credo che le Foibe siano ancora un mistero da chiarire. Detesto chi strumentalizza una tragedia per ragioni politiche, per queste ragioni non partecipo a queste cose perché vi sono delle strumentalizzazioni e si cerca di cambiare la storia. Se mi si chiede di condannare le intemperanze di chi, vincendo la guerra, si macchiò di uccisioni illegali non c'entravano nulla dico che fu comunque colpa del fascismo che cominciò a scatenare la violenza e fu sempre il regime fascista che, per prima cosa, si appropriò dell'impresa di Fiume e successivamente portò la guerra nel resto della Jugoslavia commettendo violenze e sopraffazioni. I missini per anni ci ammorbarono circa la vicenda di Trieste, ma dove stavano quando le formazioni di Tito entravano a Trieste? Non c'erano e il più delle volte erano scappati buttando via il fucile per correre più veloce e abbandonarono la popolazione inerme a se stessa. E si stupiscono o si indignano di quanto è accaduto?
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MessaggioTitolo: Oggetto: fantasie storiche Lun Feb 15 2010, 19:34   Dom Ott 03 2010, 08:01

Ripeto: e' solo revisionismo!
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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Mer Ott 06 2010, 00:37

in definitiva, compagni rivoluzionari credevano realmente nell'internazionalismo comunista, invece si sono ritrovati l'odio seminato dai fascisti, il panslavismo razzista anti-italiano e così fine del sogno e vince il nazionalismo sciovinista slavo(oggi), come prima quello italiano. Ping pong palla al centro. Non capire questo significa schierarsi per i fascisti italiani o per i fascisti slavi.... scelta assolutamente in linea con chi vuole creare contrapposizioni apparenti. Poi i popoli per essere mischiati devono avere padri e madri portatrici sani, altrimenti alimentano solo discriminazioni, razzismo e sottomissione.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: panslavismo   Gio Ott 07 2010, 07:36

nella sezione politica italiana, nel post "dove andare?" mi chiedevo se gli slavi hanno ancora un futuro?
Il panslasvismo, fascista o marxista, e' morto.
La guerra del Kosovo, per distruggere le fabbriche serbe, ha raggiunto lo scopo!
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Ven Ott 15 2010, 20:17

La tematica è meritevole di una riflessione ben più ampia di qualche riga su un forum.

Mi preme comunque puntualizzare come anche in questo contesto, nessuno abbia menzionato la copiosa tradizione di patriottismo civile italiano della Venezia-Giulia. Sembra che le parti in causa siano due: da un lato i fascisti italiani, dall’altro i titini.
Non è così.

Le culture civile giuliana ed istriana possono infatti vantare un filone patriottico ma apertamente anti-fascista, saldo nel voler tutelare l’integrità della Patria e la vera giustizia, basata su volontà popolare e non su ideologie. A dimostrazione di ciò segnalo alcuni nomi, di cui stupisce francamente l’ignoranza di tanti intellettuali o presunti tali: Gabriele Foschiatti, Ercole Miani, Carlo Schiffrer, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Giani Stuparich, Biagio Marin, Fausto Pecorari, senza dimenticare Nazario Sauro, "mazziniano di sicura fede", per usare le parole di Bruno Pincherle.
Ce ne sono molti altri, per motivi di spazio per ora mi sono limitato a citarne solo alcuni.

Entrando poi nel dettaglio di un intervento, mi sfugge come non si possa addossare la responsabilità di alcune azioni agli stessi titini, tanto più se questi ultimi si ammantavano del termine di "liberatori" e di portatori di giustizia(sic!).

In conclusione, voglio ricordare una frase che esprime forse meglio di molte altre la situazione che subirono gli istriani di lingua italiana nel dopoguerra: "mi speto ancora de vignir liberada".
L’espressione è in dialetto(come si evince facilmente), e vuol dire:"io aspetto ancora di esser liberata".
Questa frase l'ha detta alla vigilia di un 25 aprile di qualche anno fa mia nonna, istriana di lingua italiana. Ora esule.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Dom Ott 17 2010, 18:53

Matteo ts ha scritto:
La tematica è meritevole di una riflessione ben più ampia di qualche riga su un forum.

Mi preme comunque puntualizzare come anche in questo contesto, nessuno abbia menzionato la copiosa tradizione di patriottismo civile italiano della Venezia-Giulia. Sembra che le parti in causa siano due: da un lato i fascisti italiani, dall’altro i titini.
Non è così.

Le culture civile giuliana ed istriana possono infatti vantare un filone patriottico ma apertamente anti-fascista, saldo nel voler tutelare l’integrità della Patria e la vera giustizia, basata su volontà popolare e non su ideologie. A dimostrazione di ciò segnalo alcuni nomi, di cui stupisce francamente l’ignoranza di tanti intellettuali o presunti tali: Gabriele Foschiatti, Ercole Miani, Carlo Schiffrer, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Giani Stuparich, Biagio Marin, Fausto Pecorari, senza dimenticare Nazario Sauro, "mazziniano di sicura fede", per usare le parole di Bruno Pincherle.
Ce ne sono molti altri, per motivi di spazio per ora mi sono limitato a citarne solo alcuni.
Due domande. Questo "filone patriottico ma apertamente anti-fascista" ha riferimenti politici o culturali (associazioni o quant'altro) dalle tue parti o altrove (in altre città)? Esiste una produzione scritta?
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Foibe: fare chiarezza   Dom Ott 17 2010, 22:59

sankara ha scritto:
Matteo ts ha scritto:
La tematica è meritevole di una riflessione ben più ampia di qualche riga su un forum.

Mi preme comunque puntualizzare come anche in questo contesto, nessuno abbia menzionato la copiosa tradizione di patriottismo civile italiano della Venezia-Giulia. Sembra che le parti in causa siano due: da un lato i fascisti italiani, dall’altro i titini.
Non è così.

Le culture civile giuliana ed istriana possono infatti vantare un filone patriottico ma apertamente anti-fascista, saldo nel voler tutelare l’integrità della Patria e la vera giustizia, basata su volontà popolare e non su ideologie. A dimostrazione di ciò segnalo alcuni nomi, di cui stupisce francamente l’ignoranza di tanti intellettuali o presunti tali: Gabriele Foschiatti, Ercole Miani, Carlo Schiffrer, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Giani Stuparich, Biagio Marin, Fausto Pecorari, senza dimenticare Nazario Sauro, "mazziniano di sicura fede", per usare le parole di Bruno Pincherle.
Ce ne sono molti altri, per motivi di spazio per ora mi sono limitato a citarne solo alcuni.
Due domande. Questo "filone patriottico ma apertamente anti-fascista" ha riferimenti politici o culturali (associazioni o quant'altro) dalle tue parti o altrove (in altre città)? Esiste una produzione scritta?
Premetto che parlo della mia città, nelle altre non so di preciso come sia la situazione (anche se posso intuirlo).
A Trieste, dal punto di vista culturale, particolare rilevanza nel perpetuare questa memoria storica è assunta dall'Associazione Volontari della Libertà di Trieste, che rappresenta e riunisce i partigiani italiani insorti a Trieste il 30 aprile 1945 (ormai sono rimasti in pochissimi), oltre a possedere un vasto archivio sull'argomento.
Dal punto di vista politico l'unico che presta attenzione a questa tematica (se non altro a livello locale) mi pare essere Stelio Spadaro, già segretario della federazione provinciale dei Ds dal 1993 al 2001.

Altro non vedo. Del resto, è un po' come chiedere quale associazione o partito politico italiano si ispiri all'ideale mazziniano attualmente.

Per quanto riguarda produzione scritta e riferimenti bibliografici, rimando nell'ordine alle seguenti pubblicazioni, da cui poi si possono trarre spunti per eventuali approfondimenti:
-A cura di Stelio Spadaro e Patrick Karlsen, "L'altra questione di Trieste. Voci italiane della cultura civile giuliana 1943-1955", Libreria Editrice Goriziana, Gorizia, 2006;
-A cura di Stelio Spadaro, "La cultura civile della Venezia Giulia: un'antologia 1905-2005", Libreria Editrice Goriziana, Gorizia, 2008;
-le varie pubblicazioni patrocinate dalla suddetta Associazione Volontari della Libertà, mi riferisco in particolare al libro "La resistenza patriottica a Trieste 1943-1945"(a cura di Lino Felician, Fabio Forti, Stelio Spadaro, Vittorio Leschi, con un saggio di Marina Cattaruzza), Libreria Editrice Goriziana, Gorizia, 2009.

Altre opere aventi come argomento la resistenza patriottica nella Venezia Giulia sono a firma di Roberto Spazzali e Fabio Amodeo (per la Libreria Editrice Goriziana, anch'esse patrocinate dall'Associazione Volontari della Libertà di Trieste), e quelle di Carlo Schiffrer e del Colonnello Antonio Fonda-Savio dell'editore Del Bianco. Tra l'altro questi ultimi furono testimoni diretti degli eventi in questione.
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