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 Dove va la neonata Federazione della Sinistra?

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alekos18

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MessaggioTitolo: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 15:40

DOVE VA LA NEONATA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA?
«Pronto ad allearmi anche con il diavolo» pur di battere Berlusconi. Pronto anche ad accettare Pier Ferdinando Casini come candidato di un governo di centrosinistra e Di Pietro nella coalizione con al centro il PD. Non ricorre a mezzi termini Paolo Ferrero nell'intervista a "la Repubblica" (21 dicembre scorso). Idee che il segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, aveva già abbozzate in un'intervista a "il Manifesto" di qualche giorno prima: un fronte comune contro Berlusconi, un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) in difesa della Costituzione. «Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto di interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo». E fuori da Palazzo Chigi: «non ripeteremo l'esperienza del governo Prodi». Condizionando almeno, forse, dall'esterno, l'esecutivo? Nemmeno: «con l'attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all'accordo di governo». In chiusura d'intervista, poi, un passaggio rivelatore della contrattazione già avviata per rimediare qualche eletto alle prossime regionali, obiettivo a breve di questa subalternità mai così sfacciata e penosa. Alle critiche che seguono, Ferrero risponde, due giorni dopo, con un editoriale su "Liberazione" (23 dicembre), invitando a «discutere della luna e non del dito». Ribadisce che il fronte "democratico" con PD e UDC è solo elettorale, e non riguarda il governo. Che per le regionali l’accordo può essere ricercato «su contenuti programmatici chiari». Che il fronte democratico con PD e UDC non va confuso con il fronte sociale. Infine, per sostanziare qualcosa 'di sinistra', annuncia che la Federazione della Sinistra interverrà con una campagna referendaria che «avrà al centro l’abrogazione della legge 30», la legge di riforma del mercato del lavoro varata dal secondo governo Berlusconi, sèguito di quel "Pacchetto Treu" (1997) che, votato anche da Rifondazione Comunista (PRC), introdusse –nell'ordinamento italiano del lavoro– l'interinale e altre forme contrattuali di lavoro atipico, uno dei principali atti legislativi che hanno determinato la nascita del precariato.

Questa l'essenza di un'operazione massmediatica che evidenzia un tatticismo peraltro strampalato per la sua manifesta vacuità ed impotenza, funzionale ad una navigazione a vista per posti di micropotere purchessia (almeno per le imminenti regionali...). Prospettive politiche alternative e strategiche di medio-lungo periodo: zero. Non c'è più nemmeno quella patina di illusorietà PRC-bertinottiana di voler condizionare da sinistra il governo di centrosinistra di turno. In nome di queste «alleanze con il diavolo», in assenza di una visione strategica alternativa effettiva, negli ultimi quindici anni si è accelerata la deriva in generale della sinistra italiana, con atti conseguenti di compartecipazione ai tagli sociali, alle privatizzazioni, allo smantellamento del sistema industriale del paese, alle norme sulla precarietà del lavoro, alla svendita del sistema scolastico, ad istituzioni di lager come i Cpt per gli immigrati, ai crediti di guerra per le missioni ascare al seguito delle aggressioni imperiali dei padroni di questa nazione, gli USA, eccetera. La conseguente scomparsa dal Parlamento è stata la spia terminale del discredito accumulato.

L'opposizione “democratica” cui Ferrero offre i servizi della Federazione della Sinistra si caratterizza in linea generale per una condivisione sostanziale delle direttrici politiche di fondo dell'attuale governo, surrogata da una critica di bassa lega, polemica e gossippara, del personaggio Berlusconi secondo linee americane della lotta politica, in cui individualismo, invettiva, personalizzazione, sono alcuni degli ingredienti fondamentali. Un antiberlusconismo tanto più viscerale quanto più avulso dalla materialità delle contraddizioni sociali, incapace di presa sugli effetti della crisi e di critica agli attuali assetti sociali e cosiddetti democratici dello stato di cose in Italia e assolutamente incapace di prospettare un cambiamento reale, un’alternativa sistemica. Insomma, un antiberlusconismo per riproporre, con soggetti e accenti diversi, la solita politica antipopolare ed atlantista che connota le forze bipolari e relative appendici satellitari di questo paese. La proposta dei novelli "federati di sinistra" è alla fin fine una sostanziale riproposizione in forma peggiore di quella già pessima "desistenza" del 1996.

Conflitto d'interessi, sistema elettorale “tedesco”, legge 30, regionali
Vediamo alcuni punti che emergono dalle interviste.

La legge sul “conflitto di interessi” è sempre evocata quando Berlusconi è al governo e costantemente ignorata ogni volta che ci va il centrosinistra. Sembra davvero che sia sinora servita per mantenere in piedi l'argomento principe dell'antiberlusconismo di maniera, funzionale all'acquisizione di consensi.

Sul sistema elettorale “tedesco”, sistema proporzionale basato su soglia di sbarramento del 5%, è indubbio che sia preferibile all’attuale”porcata” del maggioritario, ma non lo si spacci per passaggio democratico: ogni soglia di sbarramento di per sé nega l'elementare principio democratico dell'uguaglianza dei voti e del principio della rappresentanza proporzionale. E' senza fondamento, poi, che sia anti-bipolare. Alle regionali già si vota con il sistema proporzionale con sbarramento, ma proprio i "federati di sinistra" sono i primi a mettere al centro la necessità delle alleanze. Dunque non è quel sistema a svincolare dalla logica delle “coalizioni forzose”, quanto piuttosto una volontà politica.

Bizzarro, poi, l'annuncio della raccolta firme per «l’abrogazione della legge 30» che fu mantenuta, nonostante ben altri impegni elettorali, durante l'ultimo governo di centrosinistra ed anzi riconfermata anche dal PRC incluso l'allora ministro Ferrero, appena due anni fa, con il famigerato accordo sul Welfare. Ora questa raccolta firme viene proposta come fiore all'occhiello di un rilancio delle lotte sociali, per un referendum che, forse, si terrà tra due anni, ed i cui quorum da anni non vengono mai raggiunti. Se si punta all’alleanza con PD e UDC nelle regioni ed in prospettiva per il governo del paese, non li si può certo irritare. Ecco allora che una raccolta firme è un'operazione-immagine discreta e poco irritante, ed allo stesso tempo consente di accumulare una massa critica contrattuale da spendere sul terreno negoziale con PD e UDC.

Quanto ai “contenuti programmatici chiari e condivisi” sulle alleanze regionali, PRC e PdCI da molti anni sono parte di giunte (Campania, Calabria, Liguria, Marche, Toscana, Umbria) che stanno cercando di confermare (talvolta allargandole all'UDC) ed il cui triste lascito, non messo effettivamente in discussione, si chiama dissesto delle politiche sanitarie, cliniche private, speculazioni affaristiche, sostegno finanziario alle scuole private, incuria ambientale, devastazione del territorio, insensibilità alla cura dei beni comuni, precariato, eccetera. Insomma, dalla “svolta a sinistra” opposta a Vendola, quando si trattava di ottenere i voti congressuali, all'apertura all'UDC.

Questa deriva è figlia di un antiberlusconismo irrazionale e strumentale. Da quindici anni andiamo sostenendo che si tratta di un allucinogeno ideologico che svia dall'individuazione dei veri poteri e dei veri decisori in questo paese. Le aspettative sociali di cambiamento sono candidate ad un destino di illusorietà e a determinare impotenza e frustrazione se, nell’indicazione anche condividibile di una serie di ambiti e tematiche di lotta da rilanciare, si elude questo nodo, che è anche la vera questione morale e di democrazia di questo paese. La pericolosità di Berlusconi, che pure esiste, si batte solo con una rivendicazione della piena sovranità ed indipendenza di questa nazione, una conseguente e coerente opposizione sociale ed una prospettiva, almeno di massima, di cambiamento sistemico.

Quale Comitato di Liberazione Nazionale
E' infatti sull'idea di CLN, evocata da Ferrero, che l'equivoco è patente, tanto più se la si lega alla difesa della Costituzione. Centrodestra e centrosinistra sono referenti servili delle politiche neoliberiste impresse dai dominanti di questo paese, gli Stati Uniti, direttamente e per via interposta dell'Unione Europea. Ma ad essere disattesa, ed in molti suoi articoli divenuta carta straccia, la Costituzione lo è da molto, molto tempo e ad opera di entrambe queste compagini neoliberiste. L'attacco ai principi e valori della Costituzione, se si vuol scendere su questo terreno, è condiviso a destra come a sinistra nelle politiche antipopolari ed atlantiste sinora condotte. Il centrosinistra è inoltre responsabile per averla minata con l'introduzione della legge elettorale maggioritaria e la modifica del Titolo V. Se di CLN si vuole parlare, si evidenzi la necessità di mettere in discussione, innanzitutto, la condizione servile di questo paese e di conseguenza gli attori politici (i sub/dominanti di centrodestra e centrosinistra) che occupano il proscenio per gli interessi delle oligarchie, di cui sono parte, e per la loro funzione contoterzista di tutelare quegli interessi nell'ambito della dipendenza imperialista che in ultima istanza hanno fatto propria. È da una critica politica e sociale alla condizione servile di una nazione che si arriva ad una sensata messa in discussione degli attori politici di casa propria, a qualunque cordata appartengano. La catena di comando all'origine della dipendenza di questo paese è trasversale agli schieramenti politici sub/dominanti, che tra loro si contrastano per ragioni di potere e di tutela di confliggenti interessi imprenditoriali interni. Non prendere atto di questa condizione, e trarne le debite conseguenze politiche, come emerge dalla direzione politica su cui si è incamminata la Federazione della Sinistra, più che un errore di lettura o di omissione, pare sempre più diventare una consapevole connivenza ed accettazione dell'esistente.


Indipendenza
4 gennaio 2010
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Robespierre



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 16:43

Dopo mesi che si discute di questa federazione, mi sento di poter dare una risposta lapidaria e forse un po' provocatoria alla domanda posta: la neonata federazione della sinistra non va da nessuna parte.
Adesso cercherò di spiegarmi con un po' di storia personale.
Sono stato un iscritto a Rc fino all'ultimo congresso ed ho visto come l'ambiguità del partito di lotta e di governo ha finito per distruggerlo. La svolta di Venezia puntava a sfruttare i movimenti come grimaldello per "spostare a sinistra" l'asse del governo Prodi.
Peccato che i grandi movimenti (sindacale, pacifista) sono da subito andati in vacanza; gli unici a continuare sono stati quelli più piccoli e radicali (no Tav, centri sociali, no Dal Molin), con i quali è avvenuta una separazione quasi consensuale, dopo anni di problematica vicinanza.
La risposta alla disfatta dell'Arcobaleno è stata, da parte del congresso di Rc, una "santa alleanza" che ha indicato Ferrero segretario.
Dopo il congresso, nel quale avevo votato la mozione 4, mi resi subito conto che la "svolta a sinistra" era soltanto uno specchietto per le allodole: infatti, poco tempo dopo, la mozione 4 venne scaricata dalla maggioranza a favore dei bertinottiani rimasti.
La creazione della federazione della sinistra è stata la comica finale: dopo tante parole versate per difendere la nostra identità comunista, con un colpo di teatro la si mette sotto il tappeto...Perché non l'hanno chiamata "federazione dei comunisti"????
Così lasciai il partito per aderire al MpS di Vendola, ed oggi milito in SeL.
Insomma ho preferito il progetto di realizzare coalizioni di governo ovunque possibile alla claudicante ipocrisia della Federazione della Sinistra (mi dà molto dispiacere vedere che, nel giro di pochi mesi, ex compagni baldanzosi, quasi un po' bulli, oggi pietiscano accordi elettorali alla corte del Pd).
Attualmente preferisco l'irrilevanza di SeL all'irrilevanza totale di micro partitini coerenti o di movimenti che non riescono mai ad incidere.
In fondo sono convinto che Fed e SeL siano destinate a reincontrarsi, anche se nel futuro politico dell'Italia vedo soltanto la possibilità di un epilogo di stampo latinoamericano, con un partito radicale e progressista in grado di raccogliere vasti consensi.
Dentro il quale ci sarà di tutto, dai trotkisti ai cattolici...ma i tempi non sono ancora maturi.
Dobbiamo ancora scendere un po' più in basso, cessare di portare le nostre verità in tasca, riponendole nell'armadio.
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tulliocipriano



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 17:13

Ottima analisi.
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aparme



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 19:05

In realtà dà ragione a Vendola e a chi ha costituito e sta costituendo SEL che è in realtà l'unica speranza di progetto unitario perchè mette al centro i contenuti e non le classi dirigenti. La federazione è destinata a fallire proprio perchè le fusioni fredde tra classi dirigenti non funzionano, il Pd ne è un esempio.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 19:24

aparme ha scritto:
In realtà dà ragione a Vendola e a chi ha costituito e sta costituendo SEL che è in realtà l'unica speranza di progetto unitario perché mette al centro i contenuti e non le classi dirigenti. La federazione è destinata a fallire proprio perché le fusioni fredde tra classi dirigenti non funzionano, il Pd ne è un esempio.
Il documento parla della Federazione della Sinistra e non di Sinistra e Libertà, e non sono così sicuro che l'opinione dei compagni di "Indipendenza" vada nel senso che tu dici, dare cioè "ragione a Vendola".

Comunque, posso chiederti qual è questo progetto unitario e quali sono i contenuti messi al centro, di cui parli? Sono davvero interessato. Un'altra cosa, non ti sembra che il partito di Vendola sia inclinato verso il Partito Democratico e che prima o poi vi confluirà? Grazie, ciao
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 19:33

Penso che, stando alle analisi classiche, sinistra e guerra dovrebbero essere incompatibili; come sinistra e massoneria; come sinistra e saccheggio delle risorse pubbliche per alimentare le clientele elettorali; come sinistra e leggi elettorali truffa; come sinistra e rapporti con criminalità organizzata; come sinistra e dominio della grande finanza sionista.
Penso che le analisi classiche non abbiano fatto i conti con gli attuali poteri reali, con i pericoli che corre il pianeta, con lo svuotamento della democrazia, con il potere dei media in mano alla grande finanza sionista.
Penso che oggi destra, centro e sinistra siano la stessa cosa.....e ogni giorno succede qualcosa, come l'analisi in oggetto, che conferma quest'idea.
Fernando Rossi
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Robespierre



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 19:49

Certo che detto da un ex deputato del PdCI...
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andrea evangelista



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 20:34

la legge non è evocata quando è berlusconi al governo, ma quando Berlusconi da motivo di farla "usare"
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 20:49

Ancora una volta ci ritroviamo ad assistere alla ricerca disperata, da parte di una parte politica che dovrebbe rappresentarci, di accaparrarsi una poltrona, e di mettere in secondo piano i problemi fondamentali del popolo, non solo dei suoi elettori, come il precariato e la disoccupazione. Questi ancora parlano di alleanze che non stanno né in cielo né in terra.
Loro continuano per la loro strada ed io, di conseguenza, continuerò a non votare.
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 22:54

Robespierre ha scritto:
Certo che detto da un ex deputato del PdCI...
Forse proprio per questo, non trovi?
Ricorderai che lui (PdCI) e Turigliatto (PRC) finirono nell'occhio del ciclone per non aver votato il rinnovo dei crediti per la guerra USA in Afghanistan, come richiesto dalla mozione dell'allora ministro degli Esteri, Massimo D'Alema.
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Robespierre



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Lun Gen 04 2010, 23:21

Certo: infatti mi ricordo che i compagni dell'allora mozione 5, nel 2006, rifiutarono 1 eletto sicuro al parlamento (cencelli delle correnti), motivando la scelta con il fatto che, presto o tardi, si sarebbero trovati di fronte a contraddizioni insostenibili per la loro coscienza.
Ho grande stima di Turigliatto, anche perché lo conosco, ma certe cose si sanno già in precedenza: persone di grande cultura politica come loro non possono fare finta di cascare dal pero.
All'epoca compresi ma non condivisi la scelta di Turigliatto, perché la politica estera di Prodi e D'Alema aveva segnato la discontinuità più forte con il passato: ritiro dall'Iraq, minor sudditanza psicologica verso lo Stato di Israele.
Ma secondo voi Spogli non si è sbattuto, nemmeno un po', per far cadere il governicchio Prodi? Io dico di sì...
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14ivan10



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 00:04

Continua conformemente alla deriva della nostra democrazia l'annullamento della sinistra radicale. Si tratta di qualcosa di continuativo sin dalla nascita della cosiddetta seconda repubblica e i partiti della sinistra radicale non sembrano ancora purtroppo intenzionati ad una inversione di marcia. La nascita del calderone del PD, la frammentazione della sinistra, la nascita di Sinistra e Libertà che ha abbandonato anche nella definizione ogni ideologia stampando il generico "sinistra" sul simbolo e infine questo ingiustificato arrocco dei partiti della federazione, in un periodo in cui le necessità urgenti e la disillusione nelle volontà politiche del PD rientrano in un unico disegno gestito dai poteri deviati della nostra repubblica.
Tutto ciò accade in aperto contrasto della volontà popolare forti di leggi elettorali illiberali e volte a tutelare la casta di ogni colore.
Non possiamo continuare ad arrenderci alla deriva fascista del paese e accontentarci di subire la politica del partito. Dobbiamo pretendere democrazia partecipativa e partiti che la rappresentino pienamente.
NON VOTARE un'alleanza con il diavolo perché allearsi con il diavolo vuol dire arrendersi al diavolo. Evil or Very Mad Twisted Evil
Non si può sconfiggere il diavolo alleandosi con lui. Un semplice presupposto etico che si accosta benissimo all'esempio portato da Ferrero e all'attuale panorama politico imposto.
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 00:53

Non condivido né il post né i commenti.
In primo luogo si sta facendo un processo alle intenzioni. Ovvero trovo rituali le recriminazioni del passato, già ampiamente discusse all'interno delle organizzazioni che oggi costruiscono la federazione, e tutte nel campo delle opinioni le malfidenze sui propositi della stessa per il futuro.
In merito alla proposta politica, le cose che ho letto non considerano che viene ribadita la non disponibilità ad un accordo politico-programmatico (ed è dunque un impegno per il futuro), ma ci si rende disponibili ad un accordo sulle regole con le forze presenti oggi in parlamento.
La modifica del sistema elettorale è necessaria per favorire l'agibilità politica di tutta la sinistra di ispirazione marxista che intende agire anche nel parlamento. Contrariamente resta in essere il solo voto utile, che, per quanto deprecabile, è per l'oggi e per il futuro, l'unica opzione che quanti vogliamo rappresentare possono esercitare. Questo esercizio porta alla marginalità i nostri movimenti, relegandoli in nicchie elitarie spesso incomprensibili ai più: e, come noto, i lavoratori non hanno mai votato per partiti elitari.
Queste condizioni servono anche a favorire la riaggregazione della diaspora comunista e del socialismo di sinistra.
Rimane per me un mistero perchè esistono almeno tre partiti diversamente trotskisti fuoriusciti dal PRC senza trovare modo di lavorare insieme. E Non comprendo la necessità di Marco Rizzo di incontrare l'ambasciatore Nord Coreano. Siamo di fronte ad esercizi onanistici di differenziazione.

http://www.facebook.com/album.php?aid=11867&id=100000111657486

Che sia in atto invece un processo di riaggregazione tra ex PRC ed ex PDS mi pare invece un fattore positivo, così come credo che ciò debba essere condiviso anche da altri movimenti.
La federazione non è un partito nuovo. Le sue regole prevedono il principio di una testa un voto, l'adesione di gruppi organizzati e singoli. Nessun soggetto organizzato può avere più del 50% dei gruppi dirigenti a tutti i livelli e le decisioni vengono assunte con maggioranza dei 2/3, senza la quale esiste l'autonomia dei singoli. La federazione è dunque anche una sperimantazione alla quale dovrebbero partecipare anche altri. Ovvero, se si vuole costruire un fronte anticapitalista ampio e che erediti magari dal PCI la capacità di tenere insieme le differenze, da qualche cosa bisognerà ripartire. Il resto rimane testimonianza. La risposta a Fernando Rossi è eloquente, da questo punto di vista. Non si capisce quali carte di identità bisogna esibire per poter essere ascoltati senza pregiudizi.

Non credo in partiti fuori dalle assemblee elettive e non mi pare che la federazione accetti tutto pur di entrare nelle regioni. Non è stato così alle ultime amministrative che come ricorderete ci videro fuori da decine di alleanze locali col PD. Affermare che si vogliono solo poltrone mi pare vada più alla ricerca di facili applausi che non verso una discussione di merito.
In politica bisogna saper essere laici e coerenti allo stesso tempo. Non dico sia una cosa che la federazione sappia fare senza tema di smentita, ma certo non credo nel cimento a trovare necessariamente la critica polemica.
Ciao
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gian



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 05:12

Concordo in toto col post di Maura.

E trovo aberrante discutere di rimettere ancora in campo una fatiscente “classe dirigente” ormai screditata dal suo stesso elettorato, quella che ha contribuito all’evaporazione, alla scomparsa elettorale dell’unica forza politica che stava in parlamento, fatta di persone non solo di sinistra, ma anche comuniste che è una cosa ben diversa.

Non credo che gran parte dell’elettorato del cosidetto arcipelago di “sinistra” si sia talmente incretinito da rieleggere ancora quelli che un anno fa furono cacciati (metaforicamente parlando) a “calci in culo”, se così fosse, meglio evitare inutili discussioni, e ogni uno per la sua strada.

Destra e sinistra in questa fase storica, è ancora valida questa distinzione ? Io credo di no. Si può ancora ritenere, Rifondazione o Pdci o quella formazione che verrà a formarsi prossimamente di cui si sta accennando, di “sinistra”? Mi sembra assurdo. Destra e sinistra sono state per oltre un secolo correnti politiche delle classi dominanti; però, appunto, politiche.

Rifondazione, il Pdci, o i nuovi “scissionisti” che andranno a formarsi, non hanno più nulla di politico: si tratta di un informe ammasso di beceri intriganti, legati ad ambienti stranieri (in specie americani). Simile marmaglia non coltiva il benché minimo progetto politico, una qualsiasi idea.

Queste cosidette federazioni, raggruppamenti o che cacchio si vuol chiamarli che si andrà a formare sotto l’ideologia “sinistra” saranno condannate a fallire, per la loro pochezza politica dimostrata fino ad ora, la loro scarsità di analisi e di idee, e senza nessun progetto politico a venire.

Questi “sinistri” hanno semplicemente creato oggi il loro capo espiatorio, “l’antiberlusconismo”, una singola persona, perché non sono in grado di indicare programmi o reali valori da onorare. In più, ripeto, non hanno più seguito popolare, che non sia fatto di pensionati inquadrati in organismi sindacali ormai sclerotici, o in quello “protetto” del pubblico impiego.
Gian
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Robespierre



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 13:52

Certo, certo... se non sono i marchi tedeschi saranno i dollari americani.
Sento puzza di una ben nota malattia infantile, associata a quella più senile del qualunquismo.
Mi raccontavano che quando uno si professava nè di destra nè di sinistra, negli anni 70-80, 90 volte su 100 era un missino...
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 15:24

Condivido le idee di Gian, mentre pur avendo ragionato come Robespierre (in un passato temporalmente recente) non credo più che gli attuali partiti deviati possano risolvere i problemi che loro hanno contribuito a creare.
Penso che perpetrare l'applicazione di stereotipi (dobbiamo rappresentare la classe operaia, arrivare alla proprietà pubblica dei mezzi di produzione, Berlusconi è il male noi siamo il bene, il fine giustifica i mezzi…) sia come tenere stretta la coperta di Linus per paura di un mondo che non è più misurabile con le vecchie certezze , ma sia anche una resa morale e politica al berlusconismo (non importa se praticato da Berlusconi, da Di Pietro o da Diliberto), una inutile rinuncia al dovere ed al diritto di capire ciò che impedidisce al/alla DEMOS di esercitare la CRATOS e al dovere di agire per rimuovere tali ostacoli (non di allearsi con loro per essere autorizzati a sopravvivere come delegati a parlare per “gli operai”).
Può essere che a parlare di signoraggio bancario, di massoneria, di club in cui la grande finanza decide le cose del mondo, di follia dell'incenerimento e del nucleare, di una stragrande maggioranza del nostro popolo drogata e corrotta dal "tengo famiglia" implementato dal berlusconismo e dal trionfo del dio denaro, siano solo nicchie elitarie (come dice vedraivedrai, che aggiunge di non credere ai partiti fuori dalle istituzioni, quasi fossero loro - o meglio fossimo noi PBC- colpevoli delle attuali leggi elettorali incostituzionali e della non applicazione della legge sulla Par condicio) o partitini moralmente rigorosi ma ininfluenti, ma a me interessa il bene comune (anche quando ero iscritto al PCI lavoravo per questo ideale) e non quello della oligarchia politica e delle sue clientele, e quindi continuerò obtorto collo a lavorare con Per il Bene Comune.
Dico “Obtorto collo” perché so che i poteri forti, come diceva Solgenitsin, hanno decretato la mia morte civile, mentre Diliberto e Sofritti vorrebbero anche quella finanziaria (ho una nuova udienza a metà gennaio con richiesta danni di due milioni di € per aver detto che in PdCI non c’era democrazia, si usavano metodi massonici e che il capolista era della massoneria).
In merito a quanto scritto da Vedraivedrai (e basterebbe dirgli che da quei personaggi abbiamo già visto abbastanza):"La modifica del sistema elettorale è necessaria per favorire l'agibilità politica di tutta la sinistra di ispirazione marxista che intende agire anche nel parlamento", questo tema che non mi appassiona più, avendo finalmente capito che sia il marxismo che il liberismo capitalista porterebbero alla invivibilità del pianeta (con la loro competizione a chi fa confluire più plusvalore nell'incremento della produzione di nuove merci); tralasciando le esperienze del comunismo e del capitalismo reale...
Ringrazio tutti quelli che hanno voluto commentare il mio post, ma sarei particolarmente lieto se dopo aver valutato le nostre idee (www.perilbenecomune.net) quanti si sono già liberati, o non sono mai stati vittime delle reti clientelari degli attuali partiti deviati, volessero accettare l’invito di un incontro di persona o di spedirmi una mail a ferroferrarese@libero.it
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 17:47

Ad abundantiam:
La Giunta Regionale toscana ha nominato l’Amministratore delegato che dovrà gestire la privatizzazione Toremar (parte della privatizzazione Tirrenia). La scelta, tanto per ricordare adeguatamente il genocidio dei palestinesi e il massacro di un anno fa a Gaza , è caduta su Angelo Roma, rappresentante in Italia della compagnia Israeliana Zim. La nascente Federazione della sinistra non c’era? E se c’era dormiva ? Oppure sionismo “non olet”?
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gian



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 18:48

Robespierre ha scritto:
Certo, certo... se non sono i marchi tedeschi saranno i dollari americani.
Sento puzza di una ben nota malattia infantile, associata a quella più senile del qualunquismo.
Mi raccontavano che quando uno si professava nè di destra nè di sinistra, negli anni 70-80, 90 volte su 100 era un missino...
Mi dispiace replicare, credo che non serva avere il "pedigree di sinistra”, o ad essere iscritto forzatamente ad un’Anagrafe Ideologica, per non essere confuso tra la schiera dei qualunquisti, senza la quale non hai diritto di cittadinanza nella discussione del dibattito politico-culturale pubblico.

Sono stato operaio per tutta la mia vita lavorativa, provengo da una famiglia di operai, che han consumato la loro vita, in quelle industrie di Porto Marghera, non sono schierato in quella "sinistra" come forse qualcuno la vuole intendere, ho militato nei partiti comunisti dal '70 in poi, fino alle loro rifondazioni; il qualunquismo , infantilismo, come si paventa non so cosa siano, forse sono solamente comunista, cosciente della mia condizione sociale.
Saluti
Gian
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mar Gen 05 2010, 19:07

gian ha scritto:
Robespierre ha scritto:
Certo, certo... se non sono i marchi tedeschi saranno i dollari americani.
Sento puzza di una ben nota malattia infantile, associata a quella più senile del qualunquismo.
Mi raccontavano che quando uno si professava nè di destra nè di sinistra, negli anni 70-80, 90 volte su 100 era un missino...
Mi dispiace replicare, credo che non serva avere il "pedigree di sinistra”, o ad essere iscritto forzatamente ad un’Anagrafe Ideologica, per non essere confuso tra la schiera dei qualunquisti, senza la quale non hai diritto di cittadinanza nella discussione del dibattito politico-culturale pubblico.

Sono stato operaio per tutta la mia vita lavorativa, provengo da una famiglia di operai, che han consumato la loro vita, in quelle industrie di Porto Marghera, non sono schierato in quella "sinistra" come forse qualcuno la vuole intendere, ho militato nei partiti comunisti dal '70 in poi, fino alle loro rifondazioni; il qualunquismo , infantilismo, come si paventa non so cosa siano, forse sono solamente comunista, cosciente della mia condizione sociale.
Saluti
Gian
Mi riallaccio alle parole di Gian che non posso non condividere, aggiungo anche che sono comunista e anche fiera di esserlo.
Oggi parlare di sinistra è utopia, la sinistra non esiste, figurarsi parlare di comunismo in un Paese dove tale nome è visto come il male dei mali.
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 03:06

Robespierre ha scritto:
Certo, certo... se non sono i marchi tedeschi saranno i dollari americani.
Sento puzza di una ben nota malattia infantile, associata a quella più senile del qualunquismo.
Mi raccontavano che quando uno si professava nè di destra nè di sinistra, negli anni 70-80, 90 volte su 100 era un missino...
e 90 volte su 100 chi da del fascista a chi sbugiarda i soliti vecchi tromboni parolai (che si dicono difensori del popolo solo per accaparrarsi la poltroncina!!) è un pupazzo di merda, arrugginito peraltro! Poi, oltre a concordare con la compagna Maura per la lucida analisi CHE SMASCHERA VENDOLIANI E PRC, oramai sullo stesso binario di subalternità al partito (capitalista) democratico. E trovo azzeccata in pieno anche la disanima del compagno onorevole Rossi (tranne sull'accezione della guera-sinistra, dove appunto le scorie 68esche da figli dei fiori, da boy scout o giovani marmotte produce il pacifismo progressista: non c'è pace senza giustizia)
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 04:20

Le opinioni sono tutte lecite, ma usare un forum per sfogarsi mi pare poco produttivo.
Ognuno segua la propria strada. Io la mia l'ho scelta e mi rammarico di non poterla condividere anche con voi.
Non ho incarichi di partito, neanche nella mia sezione locale. Sono un ex iscritto al PdCI e appartenevo ad un gruppo fatto fuori da Diliberto. Tuttavia costruire un progetto politico viene prima delle mie simpatie/antipatie e viene prima anche dei dirigenti che lo promuovono a livello nazionale.
Se non si è in grado di capire questo (e magari si bolla di militonto chi in un progetto ci crede) rimane solo l'esercizio dello sfogo in un forum, cosa che non serve ne a quelli dentro ne a quelli fuori dal forum.
La politica, continuo a credere che sia tutto: movimento, intellettuale collettivo, istituzioni... Per fare questo ho scelto un progetto, quello della federazione, che propone unità nelle differenze. Perseverare nel rimanere divisi mi pare poco saggio.
Ciao

PS: il tema mi pare che interessi dal momento che vedo un record nelle visite alla discussione. Spero in futuro si possa dialogare con più serenità
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 04:47

vedraivedrai ha scritto:
Le opinioni sono tutte lecite, ma usare un forum per sfogarsi mi pare poco produttivo.
Ognuno segua la propria strada. Io la mia l'ho scelta e mi rammarico di non poterla condividere anche con voi.
Non ho incarichi di partito, neanche nella mia sezione locale. Sono un ex iscritto al PdCI e appartenevo ad un gruppo fatto fuori da Diliberto. Tuttavia costruire un progetto politico viene prima delle mie simpatie/antipatie e viene prima anche dei dirigenti che lo promuovono a livello nazionale.
Se non si è in grado di capire questo (e magari si bolla di militonto chi in un progetto ci crede) rimane solo l'esercizio dello sfogo in un forum, cosa che non serve ne a quelli dentro ne a quelli fuori dal forum.
La politica, continuo a credere che sia tutto: movimento, intellettuale collettivo, istituzioni... Per fare questo ho scelto un progetto, quello della federazione, che propone unità nelle differenze. Perseverare nel rimanere divisi mi pare poco saggio.
Ciao

PS: il tema mi pare che interessi dal momento che vedo un record nelle visite alla discussione. Spero in futuro si possa dialogare con più serenità
Ci sono punti di vista diversi, ma non mi pare che non ci sia serenità. Semmai c'è passione politica...
Un forum, del resto, serve anche a questo, a confrontarsi con posizioni diverse. Al di là delle strade che uno sceglie, è sempre importante mantenere aperte le porte al confronto. Dopodiché penso che sono sempre i fatti... ad aiutare a chiarirsi le idee. Il tempo, come si dice, è galantuomo...

Comunque ho notato anch'io questo afflusso notevole di visitatori nell'arco di poco più di un giorno. Che dire, continuiamo così...
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 05:38

sankara ha scritto:
Ci sono punti di vista diversi, ma non mi pare che non ci sia serenità. Semmai c'è passione politica...
Un forum, del resto, serve anche a questo, a confrontarsi con posizioni diverse. Al di là delle strade che uno sceglie, è sempre importante mantenere aperte le porte al confronto. Dopodiché penso che sono sempre i fatti... ad aiutare a chiarirsi le idee. Il tempo, come si dice, è galantuomo...

Comunque ho notato anch'io questo afflusso notevole di visitatori nell'arco di poco più di un giorno. Che dire, continuiamo così...
Bene, io ci sono!
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 15:19

aposkinhead ha scritto:
E trovo azzeccata in pieno anche la disanima del compagno onorevole Rossi (tranne sull'accezione della guera-sinistra, dove appunto le scorie 68esche da figli dei fiori, da boy scout o giovani marmotte produce il pacifismo progressista: non c'è pace senza giustizia)
In effetti sono pacifista, ma il passaggio l’ho messo per denunciare che una sinistra che approva una guerra tanto chiaramente imperiale, decisa anni prima dalla CFR e dal Bilderberg e preparata con il concorso delle lobby sioniste, petrolifere e militari, è al capolinea.
Sono pacifista ma, con il vero Gandhi (non quello dei Lions Club), penso che le armi possano essere l’ultima strada, quando tutte le altre sono state chiuse. Sulla Palestina penso che a più di 60 anni dalla Nakba, la resistenza armata al sionismo sia un sacrosanto diritto e non sia affatto una violazione di nessun principio e di nessuna regola internazionale; una violazione sono invece le 72 risoluzioni ONU che Israele ignora (più le 200 bombe atomiche che hanno costruito) le migliaia di prigionieri palestinesi tra cui il presidente del parlamento, di cui nessun partito italiano parla.

vedraivedrai ha scritto:
Non ho incarichi di partito, neanche nella mia sezione locale. Sono un ex iscritto al PdCI e appartenevo ad un gruppo fatto fuori da Diliberto. Tuttavia costruire un progetto politico viene prima delle mie simpatie/antipatie e viene prima anche dei dirigenti che lo promuovono a livello nazionale. (...). La politica, continuo a credere che sia tutto: movimento, intellettuale collettivo, istituzioni... Per fare questo ho scelto un progetto, quello della federazione, che propone unità nelle differenze. Perseverare nel rimanere divisi mi pare poco saggio.
Ti chiedo scusa preventiva perché so che, sbagliando, farò fatica a non valicare la sottile border line che mi hai lasciato.
Innanzitutto, non esiste alcun progetto politico della Federazione, a meno che per tale non venga spacciato il fare quadrato (ad alcuni, troppi, verrebbe meglio il fare triangolo) delle oligarchie e delle clientele pasciute mettendo all’incasso i nostri sogni.
Ho capito che vuoi viaggiare (fare politica) e questo è un diritto civile ed un dovere etico, ma invece di prendere la prima nave, dovresti informarti sulla destinazione. Personalmente, dopo le esperienze vissute mi informerei anche su chi la pilota e sull’equipaggio; le simpatie/antipatie non c’entrano, ma se risultasse che nei viaggi precedenti hanno cambiato rotta rispetto a quella prevista e progettata, o hanno nascostamente trasportato “merce pericolosa” pur di trarne profitto, mi cercherei un’altra nave o preparerei un viaggio con più calma.
Per tua maggiore tranquillità comincerei con il chiedere se nelle ragioni dell’unione ci sono: la sovranità e l’indipendenza della nostra patria (no alla nuova base americana di Vicenza e chiusura delle altre, ridiscussione di Nato, trattato di Lisbona e signoraggio bancario); la difesa e l’attuazione della Costituzione (compresi i diritti in essa sanciti e ignorati per oltre 60 anni, Governi di centrosinistra inclusi); rapporto con massoneria e opus dei (compreso Lega coop/compagnia delle opere); grandi, inutili e dannose opere; piani regolatori concordati con il maggior speculatore immobiliare del luogo (spesso legato od operante per conto della criminalità organizzata); politica energetica affidata a ENEL ed ENI (con fasi attuative lasciate a ditte amiche, di destra, centro e sinistra, in modo da poter costruire turbogas, cancrovalorizzatori, biomasse, carbone e ora nucleare, ovunque, più “contributi” ufficiali al partito).
Non scandalizzarti per i “contributi”, piuttosto vedi se li hanno messi a bilancio, ….anche se Craxi insegna….e sappi che sono arrivati da tutte le parti (persino dalla sgangherata e morente Alitalia), dalle industrie farmaceutiche, dall’ANAS, dalle Ferrovie, ecc., ecc.
Ma se alla fine ti imbarchi…buon viaggio, ma occhi aperti e cerca la cabina più vicina alle scialuppe di salvataggio.
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Robespierre



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 17:37

Mi dispiace per te caro compagno Gian, ma le tue affermazioni circa finanziamenti nordamericani ai partiti della sinistra radicale sono totalmente prive di fondamento ( o se questo fondamento esiste, rendici edotti) e null'altro che uno sterile esercizio di diffamazione ( con effetti qualunquistici) e dietrologismo degno del Codice da Vinci.
Un conto è la critica politica o l'indicazione di storture ( come fa l'on Rossi), un conto è proferire spropositi in libertà.
Inoltre io non ho dato del fascista a nessuno, volevo solo far notare certe somiglianze nel modo di ragionare, come dire, con "l'accetta".
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 17:52

Caro Fernando e cari tutti.
Che non ci sia simpatia (o empatia) con la federazione della sinistra l'ho capito, ma, primo, eviterei il paternalismo. Secondo, se si recrimina il passato non credo siano in molti ad essere puri. Terzo, alcune cose mi paiono forzate oltre il reale stato delle cose (tipo pensare a partiti che ad ogni singolo livello fanno inciuci coi poteri forti) e vanno supportate da fatti riscontrabili. Quarto, che riassume la riflessione, non si capisce perchè alla sinistra della federazione esistono una decina di sigle che non sono in grado di essere unite ed allora incidere qualcosa, perchè, come noto, divise, neanche col proporzionale inciderebbero alcun che.
Il punto è anche questo. Come detto io credo in un progetto (Fernando, è solo una tua opinione che il progetto non esista o sia solo per garantire poltrone) perchè sono convinto che il nostro famoso popolo voglia delle forze politiche presenti nelle istituzioni a tutti i livelli. Poi sta alle forze politiche essere in grado di non perdere coerenza e decenza, ma questo è un altro discorso e NON VALE RICORDARE GLI ERRORI DEL PASSATO perchè non è dimostrabile che verranno ripetuti.
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 17:58

Ho fatto qualche errore nel postare...
Dovevo aggiungere che:

Non è coerente dare la colpa solo ai media o al piccolo vantaggio che rifo raccoglie ancora dal proprio brand perchè sappiamo tutti che il problema è più complesso. Non vale, lo si dovrebbe aver imparato, l'elementare schema secondo cui "più il PD va a destra, più gli elettori si spostano a sinistra". Il nostro famoso popolo non ha mai votato elite dello 0,5 e quindi spetta a noi capire quali strumenti utilizzare per incidere ancora in qualcosina, per lo meno. Coltivare autonomamente l'idea che noi si sarebbe fatto di più e meglio è esercizio retorico e gratuito.
Ho detto alcune cose sul regolamento e il funzionamento della federazione. Le si vogliono prendere in considerazione o rimaniamo nei nostri piccoli fortini?
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Fernando Rossi



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 18:18

Ma non vi rendete conto che parlate di voti, di potere di incidere...dentro il recinto definito dalla grande finanza?
Basta Di Pietro, che bisogno c'è della sinistra sinistrata?
E' talmente ancillare che ha perfino usato le sue risorse per pagare 200 pullman a Di Pietro per il suo (Casaleggio &Associati) No B day.
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 19:51

PD, Rifondazione, Sinistra arcobaleno, Sinistra democratica, Ulivo, Socialisti democratici italiani etc. etc. Hanno creato negli ultimi anni una serie di partiti che non hanno mai avuto un serio programma da portare avanti. Con la scusa dell'avvenuta del Berlusconismo, della sua personalizzazione si è arrivati ad una totale mancanza di organizzazione. Quello che sta facendo Ferrero non è altro che propaganda elettorale, ma che, di fondo, non tocca nessun argomento importante e nessuna soluzione alle problematiche italiane, in primis la disoccupazione. Come, d'altronde, ha lui stesso ammesso (ferrero intendo) quando parla di schierarsi con l'UDC per contrastare Berlusconi. In questa ottica non si parla di politica. Le idee sono inesistenti come il Partito che vuole rappresentare. La parola sinistra, oggi in Italia, in ambito istituzionale, è pressochè inesistente.
La colpa non è solo dei media, come giustamente diceva vedraivedrai, anzi la colpa è, nella maggior parte nostra, che continuiamo a dare credito a codesti individui che non possono rappresentare gli ideali della vera sinistra.
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vedraivedrai



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MessaggioTitolo: Re: Dove va la neonata Federazione della Sinistra?   Mer Gen 06 2010, 20:20

La vostra proposta politico-organizzativa?
Io quella che ho scelto l'ho detta. La vostra?

Se non sento proposte ogni commento appare pretestuoso. Per esempio la federazione promuoverà il referendum sulla legge 30, non va bene?
No perchè il post dice che è un'iniziativa ipocrita, tanto si sa che non si vince e si terrà tra due anni, l'ultimo commento dice che non si fa nulla per i lavoratori. E Nessuno tiene a mente cosa sono le pratiche del partito sociale che per esempio hanno tenuto banco nella discussione di Chianciano.

Capisco tutte le antipatie, le disillusioni, le malfidenze e non ho mai detto essere ingiustificate, ma voglio sapere voi cosa proponete, altrimenti, a rigor di logica, state facendo solo un processo alle intenzioni. Peraltro quelle che vi siete messi in testa voi. Quando si afferma che Ferrero ammette la propria impotenza con gli eventuali accordi con l'UDC è evidentemente una mera forzatura perchè finge di ignorare che i campi tra accordo politico-programmatico e accordo istituzionale sono due cose diversi!

QUINDI? COSA PROPONETE A ME E A MILIONI DI PERSONE DI SINISTRA?
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