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 Malavita organizzata e legittimità democratica

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AutoreMessaggio
Danilo Di Mambro



Numero di messaggi : 14
Data d'iscrizione : 26.08.08

MessaggioTitolo: Malavita organizzata e legittimità democratica   Ven Dic 11 2009, 23:04

Ho l'impressione che si voglia far passare l'idea che chi ha i voti sia intoccabile, che il consenso elettorale cioè elevi chi ce lo ha al di sopra di tutto. Ora, anche se in linea di principio questo punto di vista potrebbe non essere un assurdo, secondo me c'è da riflettere. Se c'è uno stato nello Stato, che organizza il consenso popolare con metodi mafiosi, possiamo accettare che nel momento in cui tale consenso si esprime con le elezioni ci si dimentichi la sua provenienza? Non si dà così legittimità politica alla malavita organizzata? D'altro canto però se si mette in discussione la legittimità di una parte del consenso, ci si espone a rischi gravissimi perché chi può decidere in merito? Come si risolve il problema? Credo che in Italia la democrazia abbia bisogno anche su questo versante di fare un passo in avanti.
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Numero di messaggi : 236
Data d'iscrizione : 29.05.09

MessaggioTitolo: Re: Malavita organizzata e legittimità democratica   Lun Dic 14 2009, 17:58

A mio parere valutare l'esistenza di uno stato nello stato ( di fatto certamente , ma non di principio ) è fuorviante e strumentale.

La mafia esiste ed ha forza proprio perché lo stato le ha consegnato gli ambiti in cui agire.
Mafia e stato sono affaristi, complici.

E' ora di terminare con l'idealità dell'immacolata concezione dello stato. Il fatto che si discrimini la mafia è perché reputiamo lo stato come utile.
In sé esso non è altro che parassitismo politico ed oppressivo.Lo stato è una mafia che si è fatta riconoscere necessaria.

I nodi sono sempre gli stessi: infondatezza e barbarie del regime sistemico democratico.

Se non fosse per la merce, saremmo tutti di nuovo in monarchia.La democrazia vive sul sangue.
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Numero di messaggi : 236
Data d'iscrizione : 29.05.09

MessaggioTitolo: Re: Malavita organizzata e legittimità democratica   Sab Dic 19 2009, 17:03

chiarisco due concetti:

Lo stato ( responsabile con le sue politiche di migliaia di morti e condizioni di schiavitù ) è una mafia che si è fatta riconoscere come necessaria.
E' più proficuo guadagnare sulle spalle della gente convincendole della propria utilità.
La rendita è garantita, la ribellione sedata sul nascere.

Il sistema democratico è una delle più avanzate disfatte dell'umanità.
La presunta libertà è risassumibile in vari punti:

-povertà del resto della popolazione mondiale
-distruzione del mondo stesso
-instupidimento diffuso e relativizzazione
-deresponsabilizzazione diffusa
-perdita di identità
-fuga delle condizioni reali d'esistenza in un'apparenza del reale
-oppressione sconsiderata e mai vista prima


Queste sono le conquiste della nostra "civiltà".
Su ogni punto vi è un mondo da sviscerare.


L'analisi del regime monarchico è molto più umana rispetto all'analisi che si ha della "democrazia".

Se non fosse per la merce, saremmo tutti di nuovo in monarchia.La democrazia vive sul sangue.

Intendevo sottolineare che la mercificazione abbatte l'istituzione monarchica poiché essa può gestirla e farla nascere ma si rivela insufficiente con il tempo ed incapace di reggerne lo sviluppo.
Lo stato democratico è l'evoluzione in peggio dell'oppressione monarchica.

Quando avremo chiaro questo, potremo comprendere che i mafiosi bassi sono alleati del sistema per definizione; esecutori.
I mafiosi alti ne sono padroni ( i grandi del pianeta ).

Che la democrazia debba quindi fare un passo in avanti lo auspichiamo tutti.Per sparire, non per "migliorarsi".
Nel mondo della retorica radical-chic , ogni miglioramento , è un diamentro sempre maggiore infilato in quel famoso posto lì.

p.s. "se si mette in discussione la legittimità di una parte del consenso, ci si espone a rischi gravissimi perché chi può decidere in merito?"

Ci si renderà prima o poi conto della contraddizione insita in questa frase?
Ci si renderà conto che in questo ragionamento è implicato il riconoscimento del classismo?
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