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 Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...

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AutoreMessaggio
iskra

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Numero di messaggi : 224
Data d'iscrizione : 22.08.09

MessaggioTitolo: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Ven Nov 20 2009, 15:38

...Immagino di sì, che ne dite?

Il Parlamento ha dato il via libera alla privatizzazione dell'acqua. Ora, per contrastare il decreto che la "liberalizza", consegnandola cioè ai privati e alla speculazione finanziaria, la partita si sposta su altri piani:
1. possibilità che gli enti locali neutralizzino il decreto dichiarando, negli statuti comunali, l'acqua bene pubblico e non un servizio a rilevanza economica. Considerando che anche gran parte del centrosinistra è localmente convergente con le posizioni governative, non sarà cosa facile.
2. convocazione di una grande manifestazione popolare per l'acqua pubblica in occasione della giornata mondiale dell'acqua promossa dalle Nazioni Unite.
3. promozione di un referendum per abrogare la legge.

Anche l'acqua entra a far parte dell'agenda per la liberazione e la sovranità nazionale di questo paese. Giusto?
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.....



Numero di messaggi : 236
Data d'iscrizione : 29.05.09

MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Ven Nov 20 2009, 16:44

certo!

p.s. comunque l'acqua non è tua né nostra. E' dello stato. Ad indagarne la qualità poi...

p.p.s. calcolando che verrà venduto l'appalto a qualcuno di dovere e di adatto, l'acqua rimarrà dello stato.
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aposkinhead

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Numero di messaggi : 124
Localisation : udine
Data d'iscrizione : 22.08.09

MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Ven Nov 20 2009, 17:43

..... ha scritto:
certo!

p.s. comunque l'acqua non è tua né nostra. E' dello stato. Ad indagarne la qualità poi...

p.p.s. calcolando che verrà venduto l'appalto a qualcuno di dovere e di adatto, l'acqua rimarrà dello stato.
Purtroppo le politiche neoliberiste sia in Occidente che in Sudamerika dimostrano esattamente il contrario di ciò che afferma il commento precedente....l'acqua, il PETROLIO BIANCO, sta passando interamente sotto il controllo dei pescecani!!!

arditi non gendarmi e neppure suore orsoline
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sankara

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Numero di messaggi : 416
Data d'iscrizione : 14.04.07

MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Ven Nov 20 2009, 18:41

iskra ha scritto:
...Immagino di sì, che ne dite?

Il Parlamento ha dato il via libera alla privatizzazione dell'acqua. Ora, per contrastare il decreto che la "liberalizza", consegnandola cioè ai privati e alla speculazione finanziaria, la partita si sposta su altri piani:
1. possibilità che gli enti locali neutralizzino il decreto dichiarando, negli statuti comunali, l'acqua bene pubblico e non un servizio a rilevanza economica. Considerando che anche gran parte del centrosinistra è localmente convergente con le posizioni governative, non sarà cosa facile.
2. convocazione di una grande manifestazione popolare per l'acqua pubblica in occasione della giornata mondiale dell'acqua promossa dalle Nazioni Unite.
3. promozione di un referendum per abrogare la legge.

Anche l'acqua entra a far parte dell'agenda per la liberazione e la sovranità nazionale di questo paese. Giusto?
Come dici tu, iskra, la partita è ancora tutta da giocare. Quanto dici, si pone su una prospettiva di linea resistenziale. In termini generali servirebbe una forte rimessa al centro del dibattito politico la questione non casualmente rimossa della sovranità nazionale, che avrebbe poi nell'acqua uno dei suoi tanti concreti capitoli di concretazione.

Su questa tematica, dò qualche sintetica informazione. Il Parlamento ha convertito in legge l'articolo 15 del decreto 135/09 riguardante trasporti pubblici su gomma, rifiuti e servizio idrico, che spinge ulteriormente alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. L'obiettivo di questa legge è aumentare la presenza dei privati nella gestione dei servizi pubblici locali ed entro il 2010 si prevede l'azzeramento di tutte le società per azioni a capitale pubblico (con qualche eccezione entro il 2011). La gestione ordinaria dei servizi pubblici locali sarà svolta da S.p.A. in totale mano privata. A beneficiarne le multinazionali all'assalto dei servizi pubblici locali.

Attenzione, però. Il processo di privatizzazione non è arrivato ieri. Ieri c'è stata sicuramente una grossa spinta in avanti, ma il processo è iniziato una quindicina d'anni fa, con l'approvazione della legge Galli (L. 36/1994). A livello locale sono state le grandi giunte di centro-sinistra (la Roma di Veltroni, la Genova di Pericu e Vincenzi, la Firenze di Domenici, la Bologna di Cofferati) ad aprire al mercato -quotandole in Borsa- le società che gestiscono i nostri acquedotti. Gli "investimenti" sui servizi idrici le pagheranno ancora di più gli utenti, con ricarichi in bolletta. Anche questa non è una novità dell'ultimo decreto, ma è dentro la legge Galli. Leggevo che, negli anni ’90, prima dell’entrata in vigore della legge Galli, si spendevano circa 2 miliardi l’anno per la manutenzione degli acquedotti. Da quando è iniziato il processo di liberalizzazione e privatizzazione si è scesi ad una media di circa 700 milioni. Di questi 700 milioni investiti si realizza solo il 55% circa dei lavori programmati. Stime attuali indicano in oltre 60 miliardi di euro gli investimenti necessari a ristrutturare condotte e fognature, considerando che si registrano, negli acquedotti, perdite pari a circa il 30% dell’acqua immessa con punte nel meridione che arrivano al 49%. Delegare al privato ciò, vuol dire che nulla o poco si farà al riguardo, con in più la possibilità di scaricare sulle tariffe il costo di questa operazione che resterà sulla carta. Ovunque sono subentrate le grandi società, infatti, agli aumenti di tariffe non hanno corrisposto investimenti per il risanamento o il miglioramento della rete. A Latina la società AcquaLatina, che ha tra i suoi soci Veolia, una delle più grandi multinazionali mondiali, ha aumentato le bollette del 300%. Ad Arezzo si sono avuti aumenti vertiginosi delle bollette, più del 60%. Qui la Nuove Acque SpA, pur avendo il 54% di capitale in mano pubblica, è a tutti gli effetti gestita in modo totalmente privatistico da Acea e Suez che detengono il primato di città con la tariffa dell’acqua più alta in Italia. Sono solo alcuni esempi.

Sulle possibili forme di resistenza, già diceva sopra iskra. Non sembri stucchevole la necessità di richiamare la valenza nazionale anche di questa battaglia. L'acqua è un diritto fondamentale, universale, un bene comune, certamente. Privatizzarlo significa per certi versi privatizzare il corpo umano che è fatto in gran parte d'acqua. Ma il rivendicare l'universalità come diritto e l'utilità generale, se non vuol essere un'istanza astrattamente onnipotente e concretamente impotente, esige una presa d'atto politica: la sua nazionalizzazione in termini di proprietà e di gestione. Ecco perché necessiterebbe rivendicare la natura nazionalitaria anche del bene comune chiamato acqua...
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Mar Nov 24 2009, 10:56

Leggo da Nigrizia ( http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=8876&IdModule=1 )

Acqua privata: appello di Zanotelli

«Una sconfitta della politica». È il giudizio del comboniano Alex Zanotelli, dopo che il decreto Ronchi, approvato in parlamento, ha deciso di privatizzare ciò che appartiene a tutti. E contro la mercificazione di “sorella acqua”, il missionario lancia un appello a tutti i cittadini, in particolare alle comunità cristiane e alla Cei.

"Maledetti voi!". Per coloro che, il 19 novembre, hanno votato in parlamento per la privatizzazione dell'acqua, non posso usare altra espressione che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca: «Guai a voi, ricchi!» (Lc 6,24). Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua. Noi continueremo a gridare che l'acqua è vita, l'acqua è sacra, l'acqua è un diritto fondamentale umano.

Questa è la più clamorosa sconfitta della politica. È la stravittoria dei potentati economico-finanziari e delle lobby internazionali. È la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.

A farne le spese è "sorella acqua", il bene più prezioso dell'umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici sia per l'aumento demografico.

Quella della privatizzazione dell'acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese (bollette del 30-40% in più, come minimo), ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all'anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, chi potrà pagarsi l'acqua?

Noi siamo per la vita, per l'acqua che è vita e fonte di vita. Chi ha cantato vittoria, sappia che si tratta di una vittoria di Pirro. A chi si sente sconfitto, chiediamo di trasformare questa "sconfitta" in un rinnovato impegno per l'acqua, per la vita, per la democrazia. Questo voto parlamentare sarà un boomerang per chi l'ha votato.

Il nostro è un appello, prima di tutto, ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente, dai comuni.

Per questo chiedo:

¦ Ai cittadini: di protestare contro il decreto Ronchi, inviando e-mail ai propri parlamentari; di creare gruppi in difesa dell'acqua a livello localmente e regionale; di costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.

¦ Ai comuni: di indire consigli comunali monotematici in difesa dell'acqua; di dichiarare l'acqua bene comune, privo di rilevanza economica; di fare la scelta dell'Azienda pubblica speciale (la nuova legge non impedisce che i comuni scelgano la via del totalmente pubblico, dell'azienda speciale, delle cosiddette municipalizzate).

¦ Agli "Ambiti territoriali ottimali" (Ato): di trasformarsi in aziende speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini. (Oggi i 64 Ato sono affidati a spa a totale capitale pubblico).

¦ Alle regioni: d'impugnare la costituzionalità della nuova legge, come ha fatto la Regione Puglia; di varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell'acqua.

¦ Ai sindacati: di pronunciarsi sulla privatizzazione dell'acqua; di mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell'acqua.

¦ Ai vescovi italiani: di proclamare l'acqua un diritto fondamentale umano, sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, la quale si augura che «maturi una coscienza solidale che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni» (27); di protestare come Conferenza episcopale Italiana contro il decreto Ronchi.

¦ Alle comunità cristiane: di informare i fedeli sulla questione acqua; di organizzarsi in difesa dell'acqua.

¦ Ai partiti: di esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell'acqua; di farsi promotori di una discussione parlamentare sulla legge d'iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.

L'acqua è l'oro blu del 21° secolo. Insieme all'aria, l'acqua è il bene più prezioso dell'umanità.

Vogliamo gridare, oggi più che mai, quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese, ben riassunto in queste parole di mons. Giovanni Marra, arcivescovo emerito di Messina: «L'aria e l'acqua sono in assoluto i beni fondamentali e indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili. L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto. Pertanto, si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile».
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Mar Nov 24 2009, 13:48

Io ho delle priorità e se questo può portarmi ad una solitudine,questa solitudine stessa la chiamerei in un altro modo, a voi dunque di trovare in che modo chiamarla Shocked
Sono rimasto shockkato da piccolo ??
Anche se fosse, mi piace assai.

Quella dell'acqua è l'ennesima brutta storia che mi fa la mia fidanzata,ora,o mi metto di nuovo a litigare per questa ennesima infinitesimale storia con la mia fidanzata o mi faccio forza e valutando tutta la situazione in generale la lascio definitivamente.

Questa situazione metaforica racchiude la mia diversità agente nel quotidiano e nella mia logica.

Ho conosciuto molte persone che all'acquisto o all'affitto di una casa, sul principio sembrava chissà quale casa aperta dovesse essere ma poi con il tempo,causa l'arredamento,causa alcune particolarità che diventano legittime nel proprio spazio abitativo,quella\e case diventavano soffocanti.
La stessa cosa è accaduta a tutti quelli che hanno una moglie o hanno avuto una Madre maniaca delle pulizie,tipo "pattine "per casa...

La società Occidentale ha da tempo intrapreso questa strada,alcune città Nord Europee sembrano delle perfette case di casalinghe maniache dell'ordine e della pulizia,questa è dunque la mia priorità,fermare questo massacro,quella dell'acqua è l'ennesiama "storta" che ci fa la fidanzata..ma deve essere proprio amore se si soprassiede o ci si perde dietro l'ennesimo sfizio della casalinga stressata.

Una Madre,una casalinga, maniaca dell'ordine, non ti reprime perche ti ordina ma ti reprime per il rispetto insito nella disposizione del suo ordine,io in una città cosi ordinata mi sento a disaggio come in una casa gestita da una casalinga maniaca dell'ordine e questo è,dove vado ora ???

Poi si, la privatizzazione dell'acqua.....

ciao

noname
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MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Mer Nov 25 2009, 00:09

è già privata l'acqua.
Poi certo , la prospettiva è pessima ed obbrobbriosa.
Ma fino a quando non diventerà palese questo aspetto, io dirò questo aspetto, che è quello più infingardo d'altronde e quello che ci frega sempre ed a-priori.

Per questo chiedevo: adesso in mano a chi è l'acqua? Che è buona l'acqua? E' come dovrebbe essere?

No...ma ci svegliamo con l'acqua "privata".
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alekos18

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Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: Acqua, "bene comune", cioè nazionalitario?...   Mer Nov 25 2009, 03:16

sankara ha scritto:
Sulle possibili forme di resistenza, già diceva sopra iskra. Non sembri stucchevole la necessità di richiamare la valenza nazionale anche di questa battaglia. L'acqua è un diritto fondamentale, universale, un bene comune, certamente. Privatizzarlo significa per certi versi privatizzare il corpo umano che è fatto in gran parte d'acqua. Ma il rivendicare l'universalità come diritto e l'utilità generale, se non vuol essere un'istanza astrattamente onnipotente e concretamente impotente, esige una presa d'atto politica: la sua nazionalizzazione in termini di proprietà e di gestione. Ecco perché necessiterebbe rivendicare la natura nazionalitaria anche del bene comune chiamato acqua...
Il cuore (anche) di questa questione è tutta qui, infatti...
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