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 Destra e sinistra

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AutoreMessaggio
stoertebeker



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MessaggioTitolo: E Indipendenza?   Lun Giu 20 2011, 04:28

ciao,

dico, e Indipendenza dove si colloca? E soprattutto il programma politico?
Io sono di sinistra e mi colloco in quella sinistra ideale che non c'è. Perché?
Semplice la sinistra è quella parte politica che ha lottato per il voto, per i diritti fondamentali ecc. la destra non si è mai battuta per il voto.

ciao
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tadiottof



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MessaggioTitolo: sirene operaie   Lun Giu 20 2011, 10:02

Il programma politico non e' organizzazione ne' organizzare.
Tu stesso suggerivi di non giudicare qualcuno o qualcosa da quello che dice, ma da quello che fa.
Organizzarsi per organizzare non e' facile.
Ci sono voluti 100 anni per portare la classe operaia alle porte del paradiso e poi, in pochi giorni, si e' sfasciato tutto per colpa di falsi profeti.
Hanno convinto la base che privatizzare e' meglio, che il posto fisso danneggia i giovani, ecc. e la base, che non ha le "basi", si e' lasciata incantare dai pifferai.
2000snlp
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alexfaro



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MessaggioTitolo: commento   Lun Giu 20 2011, 18:37

cari ragazzi, per essere chiaro vi dirò che per me non esistono le "divisioni" politiche come la DX o la SX ma la lotta politica è squisitamente di classe, cioè esistono solo due campi contrapposti, i quali sono: il Capitalismo ed il Marxismo-Leninismo, chiamato, per semplificare, Comunismo (del quale il Socialismo è o dovrebbe essere solo una tappa intermedia). Per quanto riguarda il capitalismo, qui sì che ci sono diverse forme ed interpretazioni di questo, che sono: liberismo (selvaggio o meno), corporativismo (o nazi-fascismo) e il capitalismo social-democratico (forse la migliore forma di capitalismo).
Riassumendo, mentre il liberismo e il corporativismo sono di DESTRA, quello social-democratico dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere di SINISTRA. Secondo me ogni nazione o Stato dovrebbe poter sviluppare la forma di governo che meglio si adatta alla struttura della propria società civile, senza interferenze esterne (vedi le varie esportazioni di democrazia attuate dagli USA-UE od altri).
Per concludere, quindi, io non sono nè di DX nè di SX ma sono solo COMUNISTA! Di conseguenza sono anche anti-capitalista per definizione.
alexfaro
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Lug 08 2011, 19:57

alexfaro ha scritto:
Secondo me ogni nazione o Stato dovrebbe poter sviluppare la forma di governo che meglio si adatta alla struttura della propria società civile, senza interferenze esterne
Un buon terreno su cui proseguire la discussione. La lotta per la sovranità si deve accompagnare sì alle lotte sociali, per un idea di trasformazione della società esistente, ma se non si vince lì, il resto è velleitarismo. Tu come la vedi?
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alexfaro



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MessaggioTitolo: risposta x Sankara   Lun Lug 11 2011, 17:01

caro Sankara dipende tutto dai rapporti di forza che ci sono in particolari momenti della Storia, a volte la borghesia e di conseguenza il capitalismo sono vincenti (come succede adesso, in molte nazioni del mondo) viceversa in altri periodi storici è il proletariato mondiale ad essere vincente, ma ciò è purtroppo venuto meno al momento (per motivi che ora non ti sto a spiegare, ma che penso tu conosca a sufficienza)
un saluto
alexfaro
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DonV



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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Gio Ott 13 2011, 13:52

Destra e sinistra non hanno MAI avuto senso.

C'è solo il potere.

Se lo esercitano in pochi - di destra, di sinistra, di su, di giù - faranno i loro comodi a spese degli altri. Più si spalma il potere e la responsabilità, più ci si assicura che esso non verrà abusato.

Dovunque ci siano leader carismatici, dottrine, fedi e strutture piramidali - che si chiamino comunisti, fascisti, cattolici o islamici - sai che devi smontarli.

La riscoperta dell'acqua calda.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Gio Ott 13 2011, 19:43

DonV ha scritto:
Destra e sinistra non hanno MAI avuto senso.
Non direi "mai". Attualmente, in alcune parti del mondo (America latina, ad esempio), un senso ancora l'hanno. Dopodiché è necessario interrogarsi, anche storicamente, sulla loro valenza di senso. Con buona pace di tanti confusionarismi al riguardo anche in Italia, piaccia o meno, ancora fungono -soprattutto alla vigilia delle competizioni elettorali nazionali- nel drenare di qua o di là le 'passioni'. Può essere un "senso" manipolato, certo, ma fungono ancora.

Rispetto al merito di queste categorie politologiche, direi che ci si trova di fronte a più strade possibili, tutte ovviamente percorribili. Ne prendo in considerazione solo due, perché altre possibili (che non mi interessa qui nemmeno prendere in considerazione) rappresentano strade interne senza uscita o di ri-collegamento alle due principali.

Le due da bivio reali che vedo sono profondamente differenti, direi anche polarmente opposte: una strada porta 'a destra', lungo i sentireri di una particolare componente del radicalismo che chiamo di destra per intenderci (e che i soggetti in causa rigetterebbero formalmente), che perlomeno dagli anni Settanta, ma retrodaterei anche ai Sessanta, con il loro "al di là della destra e della sinistra" -in polemica con categorie di derivazione rivoluzionaria francese (1789)- presuppongono un "oltre" che rimanda 'indietro' (alla Tradizione, alla gerarchia organica di stampo medievale, al differenzialismo sociale comunitario).

Un'altra strada, ben differente, può portare ad una sensatezza ed una radicalizzazione della critica anti-sistemica, in senso patriottico, anti imperial-imperialista, di trasformazione/sganciamento dalle formazioni sociali capitalistiche dominanti. Lo può fare prendendo sul serio la taratura storica ed il portato evocativo (da Liberté, Égalité, Fraternité per intenderci) che connota la categoria di "sinistra" e portarla avanti nelle sue conseguenze. Una grande battaglia culturale e politica che non è affatto, scontatamente, chiusa né priva di senso.

DonV ha scritto:
C'è solo il potere.
Se lo esercitano in pochi - di destra, di sinistra, di su, di giù - faranno i loro comodi a spese degli altri. Più si spalma il potere e la responsabilità, più ci si assicura che esso non verrà abusato.
In linea astratta è come dici tu. In via concreta ogni potere, anche il più orizzontale ed esteso possibile, porta le sue contraddizioni ed i suoi rovesciamenti. C'est la vie, del resto. Il che non toglie che sia questa la strada da percorrere. Ogni rosa ha le sue spine, ogni bambino la sua acqua sporca.
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DonV



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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Gio Ott 13 2011, 20:45

Mah secondo me sono termini che confondono solo le idee, e credo che siano stati formulati proprio per confondere le idee.

Se proprio bisogna scadere nei dualismi manichei trovo molto più pertinente una distinzione tra "potere" e "morale" seguendo una linea di pensiero che si rifa` in parte a Foucault, Chomsky, o Amartya Sen.

Per potere intendo l'elevazione della forza e del dominio come valore assoluto da perseguire in quanto tale, secondo la massima di Nietzsche del "Wille zur Macht:"La mia idea e` che ogni corpo specifico lotta per diventare padrone di tutto lo spazio e per estendere la propria forza (volontà di potenza) spazzando indietro tutto ciò che resiste alla sua espansione. Ma continuamente incontra simili sforzi da parte di altri corpi e finisce per arrivare ad un patto (unione) con quelli che gli assomigliano abbastanza: cosi insieme cospirano per accrescere il loro potere. E il ciclo continua." (perdona la traduzione dall'inglese ma non ho trovato la cit in italiano).

Per morale intendo l'insieme di principi nati dalla coscienza che mettono in primo piano l'empatia, la condivisione e la compassione.

Considero queste due come "facoltà innate," approcci diversi e necessari alla sopravvivenza sviluppate durante la nostra evoluzione. Facoltà pre-razionali, capaci di condizionare le azioni di individui, gruppi e istituzioni.
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 18 2011, 01:41

alexfaro ha scritto:
Per quanto riguarda il capitalismo, qui sì che ci sono diverse forme ed interpretazioni di questo, che sono: liberismo (selvaggio o meno), corporativismo (o nazi-fascismo) e il capitalismo social-democratico (forse la migliore forma di capitalismo).
Riassumendo, mentre il liberismo e il corporativismo sono di DESTRA, quello social-democratico dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere di SINISTRA.
alexfaro
Sembrerò provocatorio, ma il fascismo di sinistra dove lo metti?
E non mi riferisco solamente al fascismo storico italiano, ma anche alla galassia neofascista del dopoguerra (Niccolai non è Almirante, per citare un esempio).

In secundis, e qui rispondo ad Alekos18:
Nella dicotomia destra/sinistra si va perdendo una tradizione (non francese, non tedesca, non inglese ma Italiana) che fu vanto per il nostro Paese. Nello specifico: quale spazio per gli ideali mazziniani all'interno della visione francese dei Diritti?
"Dio, Patria, Famiglia" è una triade troppo spesso dimenticata, in buona fede o colpevolmente.
Che sia il caso di soffermarcisi a discutere un po' su? Possono questi valori dirci ancora qualcosa?
A mio avviso, sì.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 18 2011, 08:52

Il nazifascimo di sinistra (?) e' un imbroglio per i sempliciotti.
Non ricordo se in questo forum, ma ho gia' scritto che il nazifascimo fu uno strumento per arginare il comunismo dopo la prima guerra mondiale, quindi, per liberarsi di questo Golem, i paesi capitalisti hanno dovuto fare un'altra guerra.
Se non ci fosse stata la bomba atomica, una terza guerra mondiale subito dopo, avrebbe risolto definitivamente la "dicotomia" tra Russia e America, tra marxismo e capitalismo, tra economia pianificata e libero mercato.
Discutere sul nazionalitarismo (dio, patria, famiglia) e' come discutere sul sesso degli angeli. E' opportuno fare un Concilio ecumenico.
2000snlp
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DonV



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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 18 2011, 10:27

Il Marxismo diventa fascista per forza. La rivolta violenta per necessita` logica pretende un'organizzazione piramidale paramilitare che soffoca nello stato emergenziale qualsiasi pretesa di una partecipazione condivisa. E` un semplice calcolo di efficienza comandato dalle necessita della sopravvivenza in una situazione di pericolo esistenziale. In questo modo la rivoluzione per poter distruggere il potere oppressivo DEVE assumerne la forma. Non trovo differenze degne di nota tra il nazional-socialismo e il sistema sovietico. Partito unico, culti personali, controllo della produzione di una burocrazia centrale, utilizzo sfacciato della repressione violenta e della propaganda, ipermilitarizzazione, sviluppo delle capacita` produttive al fine unico di espandere il potere nazionale.

Per quanto riguarda la dicotomia "marxismo" "capitalismo" ribadisco che e` ridicola. Il sistema sovietico ha smantellato qualsiasi vestigia di marxismo praticamente subito. Il sistema "capitalista" USA non ha mai visto l'ombra di un "libero mercato" ed e` sempre dipeso dalla pianificazione centralizzata del complesso militare industriale e della politica energetica. E` importante per noi sbarazzarci di questa zavorra ideologica che nasconde le profonde similitudini nell'esercizio del potere.

Nella storia c'è sempre e solo stato un solo sistema essenzialmente identico a se stesso con minori differenze di natura estetica. Esso segue la naturale evoluzione dei sistemi di potere come descritta già ai tempi dei greci antichi nell'instabile laboratorio di stati che fu la loro penisola. Cambiano i modi di produrre ricchezza ma non cambiano le tendenze innate degli uomini ad associarsi in piramidi emergenti giustificate da complessi edifici ideologici, ma instabili per la natura stessa del comportamento del potere e per le influenze sempre presenti del desiderio di emancipazione e moralizzazione degli oppressi.

L'essere umano e` un primate, e da primate organizza la propria società. Un alieno che atterrasse sulla terra troverebbe poca differenza nel modo di associarsi di uno scimpanzé troglodita, di un gorilla e di un uomo.

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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 18 2011, 11:17

Matteo ts ha scritto:
alexfaro ha scritto:
Per quanto riguarda il capitalismo, qui sì che ci sono diverse forme ed interpretazioni di questo, che sono: liberismo (selvaggio o meno), corporativismo (o nazi-fascismo) e il capitalismo social-democratico (forse la migliore forma di capitalismo).
Riassumendo, mentre il liberismo e il corporativismo sono di DESTRA, quello social-democratico dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere di SINISTRA.
alexfaro
Sembrerò provocatorio, ma il fascismo di sinistra dove lo metti?
La risposta è già nella domanda: nella galassia (neo)fascista!!
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 18 2011, 15:48

kamo ha scritto:
Matteo ts ha scritto:
alexfaro ha scritto:
Per quanto riguarda il capitalismo, qui sì che ci sono diverse forme ed interpretazioni di questo, che sono: liberismo (selvaggio o meno), corporativismo (o nazi-fascismo) e il capitalismo social-democratico (forse la migliore forma di capitalismo).
Riassumendo, mentre il liberismo e il corporativismo sono di DESTRA, quello social-democratico dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere di SINISTRA.
alexfaro
Sembrerò provocatorio, ma il fascismo di sinistra dove lo metti?
La risposta è già nella domanda: nella galassia (neo)fascista!!

Mi prendi per scemo?
Non ci sono dubbi sul fatto che sia o no fascismo, ma sul fatto che sia o no capitalista.

Riformulo la domanda: può il fascismo di sinistra essere considerato filo-capitalista? E' corretto in ragione di ciò pensare al fascismo come ad un tutto monolitico al servizio del capitale?
Ricordiamoci chi diede vigore allo stato sociale in Italia(pur chiaramente con ottica tradizionalista, vedasi il ruolo della massaia etc...).

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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mer Ott 19 2011, 23:01

Matteo ts ha scritto:
kamo ha scritto:
Matteo ts ha scritto:
alexfaro ha scritto:
Per quanto riguarda il capitalismo, qui sì che ci sono diverse forme ed interpretazioni di questo, che sono: liberismo (selvaggio o meno), corporativismo (o nazi-fascismo) e il capitalismo social-democratico (forse la migliore forma di capitalismo).
Riassumendo, mentre il liberismo e il corporativismo sono di DESTRA, quello social-democratico dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere di SINISTRA.
alexfaro
Sembrerò provocatorio, ma il fascismo di sinistra dove lo metti?
La risposta è già nella domanda: nella galassia (neo)fascista!!

Mi prendi per scemo?
Non ci sono dubbi sul fatto che sia o no fascismo, ma sul fatto che sia o no capitalista.

Riformulo la domanda: può il fascismo di sinistra essere considerato filo-capitalista? E' corretto in ragione di ciò pensare al fascismo come ad un tutto monolitico al servizio del capitale?
Ricordiamoci chi diede vigore allo stato sociale in Italia(pur chiaramente con ottica tradizionalista, vedasi il ruolo della massaia etc...).

Può essere che mi sfugga qualcosa, ma il fascismo cosiddetto di sinistra non ha mai sviluppato (né sul piano teorico né quando ha esercitato il potere) una critica radicale (sociale ed economica) al capitalismo, al più ha espresso condanne e critiche morali.
I provvedimenti da "stato sociale" varati sotto il fascismo si inserivano in una logica capitalistica di rafforzamento dello Stato in vista di una fase espansiva dei consumi. E' stato seguito all'ingrosso il modello disegnato da Keynes perseguito in diversi paesi, anche negli Stati Uniti con il new deal rooseveltiano. Un modello che è durato anche nell'Italia semicolonizzata del dopoguerra.
Sotto il fascismo italiano questo controllo delle masse tramite provvedimenti assistenziali e limitate concessioni sociali trovò completamento nella valvola di sfogo rappresentata dal colonialismo, il che non va né sottovalutato né dimenticato.
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Lun Dic 05 2011, 23:55

iskra ha scritto:
Può essere che mi sfugga qualcosa, ma il fascismo cosiddetto di sinistra non ha mai sviluppato (né sul piano teorico né quando ha esercitato il potere) una critica radicale (sociale ed economica) al capitalismo, al più ha espresso condanne e critiche morali.
Sì, iskra, critiche morali e generiche. I fascisti cosiddetti di sinistra si potrebbe dire che sono affetti da coscienza infelice... E poi, che vuol dire, che senso ha definirsi così?
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Matteo ts

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Dic 09 2011, 02:49

kamo ha scritto:
iskra ha scritto:
Può essere che mi sfugga qualcosa, ma il fascismo cosiddetto di sinistra non ha mai sviluppato (né sul piano teorico né quando ha esercitato il potere) una critica radicale (sociale ed economica) al capitalismo, al più ha espresso condanne e critiche morali.
Sì, iskra, critiche morali e generiche. I fascisti cosiddetti di sinistra si potrebbe dire che sono affetti da coscienza infelice... E poi, che vuol dire, che senso ha definirsi così?

Assodata l'esistenza di un fascismo di sinistra, ci sarebbe da discutere innanzitutto se abbia mai "esercitato potere". Durante il "fascismo regime" mi sembra che le istanze di questa variegata corrente vennero di fatto accantonate. Rivestì invece un ruolo significativo durante la R.S.I(penso al proposito di socializzazione delle imprese, che tale restò, dato il contesto).
Al di là di ciò, come sostiene lo storico Parlato, il fascismo di sinistra fu un "progetto mancato".
A cui tuttavia si continuarono a riferire vari esponenti della galassia neofascista del dopoguerra. Beppe Niccolai non può essere definito "filo-capitalista", ad esempio. Anzi. Così come potrebbe apparire affrettato etichettare lo slogan di Tp come "filo-reazionario".


Infine, per giungere ai giorni nostri: cosa dici a quelli di Casa Pound che vanno a manifestare contro il governo Monti? Che sono al soldo del gran capitale?E allora che dire dei vari sinistrati pronti a festeggiare la caduta di Berlusconi ed il conseguente commissariamento del proprio Paese?
Ripeto: sembrerò provocatorio, ma non è la mera provocazione il fine del mio discorso. Piuttosto sarebbe interessante indagare e chiarire se sussistano o meno punti d'incontro tra realtà distanti, fermo restando alcuni indispensabili valori condivisi.

Ritornano le parole di Pasolini...«Con i fascisti, parlo soprattutto di quelli giovani, ci siamo comportati razzisticamente. Nessuno di noi ha mai parlato con loro o a loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del male».
E lo affermò Pasolini, non certo intellettuale "di destra".



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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Dic 09 2011, 04:04

Matteo ts ha scritto:
Assodata l'esistenza di un fascismo di sinistra, ci sarebbe da discutere innanzitutto se abbia mai "esercitato potere". Durante il "fascismo regime" mi sembra che le istanze di questa variegata corrente vennero di fatto accantonate. Rivestì invece un ruolo significativo durante la R.S.I(penso al proposito di socializzazione delle imprese, che tale restò, dato il contesto).
Al di là di ciò, come sostiene lo storico Parlato, il fascismo di sinistra fu un "progetto mancato".
A cui tuttavia si continuarono a riferire vari esponenti della galassia neofascista del dopoguerra. Beppe Niccolai non può essere definito "filo-capitalista", ad esempio. Anzi. Così come potrebbe apparire affrettato etichettare lo slogan di Tp come "filo-reazionario".
Io direi che è assodata l'esistenza di un confusionarismo che si definisce "fascismo di sinistra", che poi, quando si manifesta in tali termini, è semplicemente un fascismo che si pone alla sinistra del "fascismo di destra". Cioè resta sostanzialmente là, qualche spruzzata di socialese buttata lì a parte condita di critica morale al "sistema dei mercanti". Una strumentalità dell'apparire "di sinistra" che ricorda il fascismo al suo esordio (programma di San Sepolcro) e al suo epilogo (RSI). Prima e dopo fraseologie "di sinistra" senza sostanza conseguente, nell'intermezzo del ventennio molta sostanza "di destra". "Progetto mancato". Mah! Direi un progetto rinnegato da subito dopo gli inizi e poi un tentativo di ripartire da lì, alla fine, fuori tempo massimo.
Che poi a destra siano transitate persone fuori luogo, è un fatto. E chi lo è stato davvero, non a caso si è spostato da lì. Il che, a nostro avviso, va sempre guardato con attenzione da 'verificare' nei fatti con il tempo ed è da incoraggiare con un'intelligente politica 'di contrasto' e di manifestazione di ben altra progettualità politica.

Matteo ts ha scritto:
Infine, per giungere ai giorni nostri: cosa dici a quelli di Casa Pound che vanno a manifestare contro il governo Monti? Che sono al soldo del gran capitale?E allora che dire dei vari sinistrati pronti a festeggiare la caduta di Berlusconi ed il conseguente commissariamento del proprio Paese?
Casa Pound, quando lo ha ritenuto opportuno per una visibilità ed un sostegno a livello locale per proprie sedi da aprire, non ha esitato a sostenere il PdL di Berlusconi. Vero che questo esecutivo subalterno di destra è stato sfiduciato dall'estrema destra euroatlantica e sostituito con uno tecnicamente più politico negli obiettivi da raggiungere guidato da un ragioniere qual è Monti, ed è curioso che quello stesso Berlusconi sia oggi attivo nel sostenere le direttive dell'asse UE-BCE-FMI-USA. Altrettanto vero quel che dici su "vari sinistrati" e il commissariamento di questo paese.
Ciò detto, le destre (comprese quelle "sociali" o da "fascismo di sinistra") non hanno mai ragione. Non confonderei, infatti, una verità particolare con una falsità/falsificazione globale. Può quindi essere, ad esempio, che su una data congiuntura di politica interna (Monti) o estera (guerra d'aggressione in Libia) certe forze di destre possano esprimere posizioni più corrette di altre certe forze di sinistra, ma se poi andiamo ad inscrivere quella posizione in un discorso d'insieme e di prospettiva, le cose cambiano e di molto.

Matteo ts ha scritto:
Ripeto: sembrerò provocatorio, ma non è la mera provocazione il fine del mio discorso. Piuttosto sarebbe interessante indagare e chiarire se sussistano o meno punti d'incontro tra realtà distanti, fermo restando alcuni indispensabili valori condivisi.
E tutto si gioca proprio su questo, su questi valori (politici, culturali, sociali, di prospettiva strategica), su cui la condivisione con forze di destra non la vedo proprio. Prova a scendere sul terreno concreto, con un esempio, e si verifica subito.

Matteo ts ha scritto:
Ritornano le parole di Pasolini...«Con i fascisti, parlo soprattutto di quelli giovani, ci siamo comportati razzisticamente. Nessuno di noi ha mai parlato con loro o a loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del male».
E lo affermò Pasolini, non certo intellettuale "di destra".
Il fatto che possa condividere questa posizione di Pasolini non smentisce anzi conferma un passaggio di quanto ti dicevo sopra. Appunto si tratta di come porsi in vista di scollamenti 'a destra' da favorire, non certo di ambigue sintonie o convergenze, senza senso e senza futuro, da realizzare.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Lun Dic 19 2011, 16:10

Riguardo al fatto che la sinistra si caratterizza per organizzare gli sfruttati, inserisco questa citazione
2000snlp
"''''''''''''''''''''''In Un passo avanti, due indietro (1904) Lenin commenta l'esito del II Congresso del Partito socialdemocratico russo e completa la sua teoria del partito, che per lui è un'organizzazione costruita dall'alto verso il basso: considerare autoritaria e burocratica questa concezione, come sostengono i menscevichi, ma anche la socialdemocratica (poi comunista) tedesca Rosa Luxemburg, «con la loro tendenza ad andare dal basso in alto, dando a qualsiasi professore, a qualsiasi studente di ginnasio, a ogni scioperante la possibilità di annoverarsi tra i membri del partito», significa privilegiare il movimento e la spontaneità contro la coscienza critica, significa diminuire il valore dell'iniziativa politica, avere una concezione deterministica dello sviluppo sociale - illudendosi di un presunto inevitabile crollo del capitalismo - e abbandonarsi alla politica del contingente, del caso per caso.

Pur essendo il partito della classe operaia, il partito non può identificarsi con essa, perché il partito rivoluzionario è la coscienza politica e teorica dell'avanguardia della classe, e questa avanguardia non può coincidere con coscienza politica di tutta la classe operaia: «Sarebbe codismo pensare che, con il capitalismo, tutta la classe operaia sia capace di elevarsi alla coscienza e all'attività dell'avanguardia [...]: dimenticare la differenza che esiste tra l'avanguardia e le masse che gravitano su di essa, dimenticare il dovere dell'avanguardia di elevare strati sempre più vasti al suo livello, vorrebbe dire ingannare se stessi»
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sovranista

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Ott 26 2012, 13:26

Per dirla con Giorgio Gaber: "cos'è la destra? Cos'è la sinistra? Mah..."

Se guardiamo all'attuale situazione italiana mi risulta difficile identificare la sinistra con il piddì il cui segretario è un economista liberale e che contiene al suo interno il "destro" Renzi, affamato di potere come nessuno credo...

Pidielle e pidimenoelle sono entrambi omologati al neoliberismo e non rappresentano una scelta, col D'alema che sponsorizzò i bombardamenti sull'orgogliosa Serbia, avallato da Bertinotti (sic!) pur di non far cadere il governo (quale? Prodi? Non ricordo...). Con il pidielle e i suoi alleati che tradiscono in maniera scandalosa il "trattato di amicizia (sic|) italolibico" e andando contro gli interessi della Nazione da loro (s)governata partecipano all'aggressione imperialistica contro una nazione sovrana...

E' possibile parlare di destra e sinistra con simile accozzaglia di servi dell'imperialismo globale USA/NATO/UE?

Io dico di no...

Come diceva il poeta: "ahi, serva Italia"...

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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mar Ott 30 2012, 17:17

sovranista ha scritto:
Per dirla con Giorgio Gaber: "cos'è la destra? Cos'è la sinistra? Mah..."

Se guardiamo all'attuale situazione italiana mi risulta difficile identificare la sinistra con il piddì il cui segretario è un economista liberale e che contiene al suo interno il "destro" Renzi, affamato di potere come nessuno credo...

Pidielle e pidimenoelle sono entrambi omologati al neoliberismo e non rappresentano una scelta, col D'alema che sponsorizzò i bombardamenti sull'orgogliosa Serbia, avallato da Bertinotti (sic!) pur di non far cadere il governo (quale? Prodi? Non ricordo...). Con il pidielle e i suoi alleati che tradiscono in maniera scandalosa il "trattato di amicizia (sic|) italolibico" e andando contro gli interessi della Nazione da loro (s)governata partecipano all'aggressione imperialistica contro una nazione sovrana...

E' possibile parlare di destra e sinistra con simile accozzaglia di servi dell'imperialismo globale USA/NATO/UE?

Io dico di no...

Come diceva il poeta: "ahi, serva Italia"...

PD, PDL e le altre forze politiche che gravitano loro intorno sono espressione del pensiero unico liberista, atlantista ed europeista. Ciò dimostra che la dicotomia destra/sinistra non debba in nessun modo essere considerata centrale, pena il venir risucchiati nella logica del bipolarismo.
Tuttavia, a mio parere bisogna allo stesso tempo stare attenti a non cadere in un equivoco pericoloso di segno opposto, ovvero considerare la dicotomia destra/sinistra totalmente irrilevante e/o definitivamente superata storicamente. La logica conseguenza in questo caso consisterebbe nella riproposizione di vecchi cavalli di battaglia del neofascismo, come l'alleanza tra "rossi" e "neri" contro il comune nemico "capitalista". La prospettiva alter-imperialista, alter-europeista, filo-colonialista e razzista delle destre radicali è incompatibile e antitetica rispetto a una prospettiva autenticamente patriottica, sovranista, socialista.
Non solo, bisogna tenere anche presente che rivendicazioni di tipo sovranista possono arrivare anche da quelle frazioni di classi dominanti che, pregiudicate dall'euro e dall'integrazione europea, aspirino a un rapporto diretto e più vantaggioso col padrone d'oltreoceano: si può quindi essere liberisti, atlantisti e allo stesso tempo fare proprie rivendicazioni sovraniste ed "euroscettiche". Penso ad esempio ai conservatori inglesi.
Occorre pertanto andare oltre la semplice rivendicazione della sovranità. Occorre riempire di contenuti questa sovranità, affinché il nostro sia un sovranismo non qualunque.
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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Mer Ott 31 2012, 14:40

Condivido in pieno, il discorso è molto più articolato di quanto si pensi di primo acchito,

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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Nov 02 2012, 13:17

gorritxo ha scritto:
PD, PDL e le altre forze politiche che gravitano loro intorno sono espressione del pensiero unico liberista, atlantista ed europeista. Ciò dimostra che la dicotomia destra/sinistra non debba in nessun modo essere considerata centrale, pena il venir risucchiati nella logica del bipolarismo.
Tuttavia, a mio parere bisogna allo stesso tempo stare attenti a non cadere in un equivoco pericoloso di segno opposto, ovvero considerare la dicotomia destra/sinistra totalmente irrilevante e/o definitivamente superata storicamente. La logica conseguenza in questo caso consisterebbe nella riproposizione di vecchi cavalli di battaglia del neofascismo, come l'alleanza tra "rossi" e "neri" contro il comune nemico "capitalista". La prospettiva alter-imperialista, alter-europeista, filo-colonialista e razzista delle destre radicali è incompatibile e antitetica rispetto a una prospettiva autenticamente patriottica, sovranista, socialista.
Non solo, bisogna tenere anche presente che rivendicazioni di tipo sovranista possono arrivare anche da quelle frazioni di classi dominanti che, pregiudicate dall'euro e dall'integrazione europea, aspirino a un rapporto diretto e più vantaggioso col padrone d'oltreoceano: si può quindi essere liberisti, atlantisti e allo stesso tempo fare proprie rivendicazioni sovraniste ed "euroscettiche". Penso ad esempio ai conservatori inglesi.
Occorre pertanto andare oltre la semplice rivendicazione della sovranità. Occorre riempire di contenuti questa sovranità, affinché il nostro sia un sovranismo non qualunque.
Condivido in pieno!
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Ven Nov 02 2012, 22:24

gorritxo ha scritto:
Non solo, bisogna tenere anche presente che rivendicazioni di tipo sovranista possono arrivare anche da quelle frazioni di classi dominanti che, pregiudicate dall'euro e dall'integrazione europea, aspirino a un rapporto diretto e più vantaggioso col padrone d'oltreoceano: si può quindi essere liberisti, atlantisti e allo stesso tempo fare proprie rivendicazioni sovraniste ed "euroscettiche". Penso ad esempio ai conservatori inglesi
In effetti non mancano tendenze in tal senso, come scrivete nell'editoriale dell'ultimo numero.

gorritxo ha scritto:
Occorre riempire di contenuti questa sovranità, affinché il nostro sia un sovranismo non qualunque.
Questo punto è fondamentale. Ed il lavoro che fate in tal senso è molto prezioso.
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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   Sab Nov 03 2012, 16:10

kamo ha scritto:


gorritxo ha scritto:
Occorre riempire di contenuti questa sovranità, affinché il nostro sia un sovranismo non qualunque.
Questo punto è fondamentale. Ed il lavoro che fate in tal senso è molto prezioso.

Infatti, come ho appena scritto in un'altra discussione il sovranismo non può essere solo un astratto tecnicismo, deve essere anche un fatto culturale.
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MessaggioTitolo: Re: Destra e sinistra   

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