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 IRAP addio; addio Italia

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tadiottof



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MessaggioTitolo: IRAP addio; addio Italia   Gio Ott 22 2009, 20:53

E' facile governare così.
Abolire l'IRAP.
Abolire l'ICI.
Il debito pubblico è vicino al 120% e il rapporto deficit/PIL è ben oltre i parametri di Maastricht.
Così si porta l'Italia alla bancarotta.
E' ben vero che ci sono satrapi e satrapi, vassalli e vassalli.
Un fulgido esempio è il Conte di Carmona in "Tutti gli uomini sono mortali" di Simone de Beauvoir.
2000snlp
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Gio Ott 22 2009, 23:40

scusami, non è tanto dover rispettare quella m....fottuta di Maastricht, ma è ben altro che sta a cuore a me ad esempio. Vengo al sodo, "la crisi la stiamo pagando solo noi lavoratori", i bonus, i superpremi, gli stipendi da nababbi delle classi dirigenti, i lauti dividendi TESTIMONIANO che LA CRISI è SOLO PER ALCUNI, IL POPOLO. La casta invece si arricchisce. Poi, altra questione fondamentale è che questo va a 2 marce, i lavoratori dipendenti e gli atipici e precari tartassati, alcune categorie invece in giro con jeepponi, cene al ristorante, sfarzo, e poi presentano l'ISEE al nido e all'asilo e poverini, da indigenti (FALSI) ricevono sussidi, precedenza nelle iscrizioni ecc. Uno scandalo, come uno scandalo è tutto il meccanismo ISEE, che nel nuovo contesto europeo è fuori realtà. Faccio un altro esempio scandaloso, e tocco il tema immigrazione (quella dei tanti furbetti e/o criminali): nella compilazione ISEE e vi darei tutti i dati, bancari, di assicurazione sulla vita, la casa ecc e così ci troviamo i vicini (non importa se americani, rumeno o nigeriani) che lavorano tutti e 4 (genitori e figli adulti) spediscono tutti i loro stipendi in patria, si stano costruendo il villone con piscina nella loro capitale, qui vanno in giro col mercedes da 30 mila euro e risultano per l'ISEE poveri, quindi precedenza, asilo quasi gratuito ecc.
Mio figlio, figlio di proletari, tra i furbetti nostrani e quelli d'importazione si trova a dover stare a casa, perché veniamo dopo....ma dopo chi, i figli degli evasori e dei truffatori????
Questa è la situazione, al di là di ideologie e schematismi che fanno solo ridere per l'astrattezza.
MAASTRICHT, caro compagno, non frega nulla!!!! E' solo il prodotto marcio di burocrati e mi dispiace che si stia ancora dietro a queste cose. MAASTRICHT, l'Europa dei mercanti e degli speculatori a me personalmente interessa solo come NEMICO potenziale da sconfiggere, non certo per far polemica antiberlusconiana sull'irap sì o no. La tolga pure, benissimo, a patto che anche gli artigiani paghino le tasse.
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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Ven Ott 23 2009, 01:36

Per quanto condivida il tuo messaggio Aposkin , credo tu abbia preso male la mira.
Molte inutilità, delle inefficienze e delle indegnità odierne esistono proprio perché vi sono le tasse ossia il sostentamento dell'oppressione statuale.

Ho già avuto modo di far notare che la difesa del posto di lavoro dipende dal tipo di lavoro svolto. Molti lavori non dovrebbero non solo esistere, ma neanche venir immaginati.
Disprezzo ovviamente i ladri, gli imbroglioni ed i corrotti, ma queste categorie sono trasversali ed inoltre indipendenti dal tipo di lavoro fatto e dal fatto che si paghi o no le tasse, come tu stesso dimostri (richiedere agevolazioni non previste e qualsiasi cosa di affine indica un'indecenza morale ed un chiaro inganno, un furto ai danni degli altri).

Non pagare le tasse è eticamente e filosoficamente legittimo. E' autodifesa.
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tadiottof



Numero di messaggi : 621
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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Ven Ott 23 2009, 08:38

Citazione :
scusami, non è tanto dover rispettare quella m....fottuta di maastricht, ma è ben altro che sta a cuore a me
Ti sbagli.
Comunque quello che non capisco è l'aumento del debito pubblico, nonostante Maastricht.
Prima dell'euro, moneta unica per i paese aderenti, i singoli Stati potevano stampare moneta (carta) per pagare stipendi agli statali, pensioni, cassa integrazione ecc.
Con l'euro questo non è più possibile e per impedire che alcuni Stati facciano pagare agli altri Stati la loro finanza allegra, c'è un valore percentuale fissato del rapporto deficit/PIL.
Non capisco: con quali soldi Berlusconi paga le tendopoli in Abruzzo? Con il finanziamento ai Comuni dopo l'abolizione dell'ICI e, tra pco, con l'abolizione dell'IRAP?

Non pagare le tasse è possibile, ma comporterebbe la bancarotta per lo Stato.
Nell'improbabile ipotesi che nessuno più alla scadenza pagasse la tassa sulla spazzatura, le bollette dell'ENEL e del gas e del telefono, i bolli di circolazione delle auto (ora tassa di proprietà) ecc. ecc., con quali soldi lo Stato pagherebbe gli stipendi, ai medici, agli insegnanti, manutenzione alle strade, alle strade ferrate, scuole, ospedali ecc. ecc.
Sarebbe una rivoluzione incruenta (?).
E chi andrebbe al governo?
Anche con il socialismo, e anche di più, ci vuole una corretta e oculata amministrazione del bene pubblico (con il socialismo anche dei beni privati: chi non avesse cura della sua proprietà, che è il frutto del lavoro di altri (l'auto, la casa, frigorifero, televisione ecc. ecc.) dovrebbe essere messo in carcere. Non importa che l'abbia pagato, sarebbe spreco emancanza di rispetto del lavoro altrui).
Vogliamo rischiare?
2000snlp
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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Ven Ott 23 2009, 13:25

Tadiotoff no perché si cancella un nome come ICI o IRAP scopaiono poi le tasse...Da che mondo è mondo, con un governo democratico le tasse aumentano e non diminuiscono.
In tempi monarchici eravamo intorno al 10% di tasse...se si saliva al 12% i contadini si rivoltavano ed il regno subiva sconquassi.
Di certo le rivolte contadine non portavano all'eliminazione dell'oppressione, ma le tasse non potevano aumentare più del 12%.
La pressione fiscale odierna è intorno al 60 % per quanto i falsi economisti possano sbraitare numeri più bassi.
Ossia fino alla fine di Luglio lavori per altri, poi lavori per te.
E' chiaro che un dipendente pubblico che riceve il suo stipendo al netto le tasse non le paga affatto.D'altronde dato che il suo stipendio è fatto di tasse, come potrebbe pagarle?

Ora due questioni.

a) il bene pubblico non è né la scuola, né la sanità, né gli stipendi dei dipendenti dello stato. NO
Il bene pubblico sono aria, acqua e terra.Stop.Quando questa cosa sarà chiara avremo più possibilità di certo, proprio perché questa contraddizione è tarpante e abilmente tenuta in voga affinché non venga smascherato il sistema.
Ciò che è pubblico è di tutti, e pre-esiste a tutti.Ciò che è pubblico non può venir sfruttato, ma solo usufruito.Ciò che è pubblico va tenuto tale per tutte le generazioni a venire.

b) la descrizione che dai del socialismo è una visione totalitaria di quest'ultimo.Io non l'appoggio minimamente.
D'altronde il termine social-ISMO fa subito capire come si auspichi una solidarietà imposta.
l'uomo è sociale o socievole? Io opto per la seconda realtà.

-I possessi privati, dato che è preservato il bene pubblico (inteso come da me scritto ) non possono per natura nuocere a meno che non vengano usati per un fine malvagio, ma questo rientra nella sfera giudiziara della punizione del crimine.


Dò un contributo letterario esterno:

"
Lo stato effettivamente svolge molte funzioni importanti e necessarie: provvede alla legge, mantiene polizia e vigili del fuoco, costruisce le strade, gestisce i trasporti curandone la manutenzione e la rete postale.
Ma questo non dimostra in alcun modo che soltanto lo stato possa svolgere queste funzioni, né che esso riesca a svolgerle in modo passabilmente efficace.
Supponiamo ad esempio che in un quartiere vi siano molti negozi di meloni.Smith , uno dei venditori, scaccia dal quartiere con la violenza tutti i suoi concorrenti; in altri termini egli fa uso della violenza per costituire un monopolio forzoso sulla vendita dei meloni in una data area.
Ciò significa forse che l'uso della forza di Smith per cotituire e preservare il proprio monopolio era essenziale alla fornitura dei meloni nel quartiere?
Certamente no.Vediamo la questione dal punto di vista economico: il servizio di Smith tenderà ad essere scadente sia sotto il profilo della qualità che sotto quello dell'efiicenza.
Protetto dalla concorrenza con la forza Smith potrà permettersi di fornire servizi ad un prezzo molto maggiore del loro reale valore, giacché i consumatori sarebbero privati di alternative.
Vi è poi da aggiungere che se un gruppo di persone chiedesse l'abolizione del monopolio imposto da Smith, ben pochi avrebbero la faccia tosta di accusare questi "abolizionisti" di voler privare la popolazione degli agognati meloni.
Lo stato è il nostro Smith con la differenza che esso opera in maniera gigantesca ed in modo enormemente più invasivo.
[...]Vi è un potere importantissimo connaturato all'apparatos tatale.Tutte le altre persone o gruppi presenti nella società ( tranne i criminali come ladri e rapinatori od altri ) ricavano il proprio reddito per mezzo di accordi e scambi volontari: vendendo prodotti o servizi oppure tramite cessioni volontarie ( donazioni, eredità, ecc ).Solo lo stato realizza le proprie entrate con la coercizione minacciando penen severe qualora non si dovessero materializzare.
Questa coercizione va sotto il nome di "tassazione" che è un fruto puro e semplice su scala grandiosa, colossale, di cui nessun criminale comune potrebbe avvalersi.
Si tratta di sequestro forzoso delle proprietà degli abitanti,ovvero i sudditi, dello stato.
Per il lettore scettico sarebbe un utile esercizio quello di cercare di fornire una definizione di tassazione che non implichi contemporaneamente quella di furto.
Come il rapinatore lo stato esige il denaro tramite le armi; se il contribuente si rifiutasse di pagare i suoi beni verrebbero sequestrati con la forza, e qualora egli si opponesse a questa rapina, verrebbe arrestato; se continuasse a porre resistenza si arriverebbe addirittura a sparagli.
E' vero che gli apologeti dello stato sostengono che la natura delle tasse sia volontaria;una semplice ma istruttiva confutazione consiste nel riflettere su cosa accadrebbe se il governo abolisse le tasse e si limitasse a semplici contributi volontari.
Davvero qualcuno può credere che continuerebbero a riversarsi nei forzieri dello stato entrate anche lontanamente comparabili con quelle attuali?E' probabile che perfino quei teorici che affermano che la punizione non scoraggia mai le cattive azioni si ritrarrebbero sgomenti davanti ad una tale affermazione.
la teoria che accomuna le tasse alle quote di un club od all'acquisto di servizi di, poniamo, un medico, non fa altro che provare quanto questa parte delle scienze sociali sia lontana da una formulazione scientifica.
Recentemente alcuni economisti hanno sostenuto che la tassazione è "in realtà" volontaria in quanto si tratta di un metodo per assicurarsi che tutti gli altri paghino il proprio contributo per la realizzazione di un progetto unanimamente desiderato.
Questa ipotesi presenta molti difetti.Il primo consiste nell'intrinseca contraddizione che esiste tra volontarietà e coercizione: una coercizione di tutti contro tutti non rende il contributo minimamente più volontario.In secondo luogo quand'anche ammettessimo per un momento che ciascun individuo voglia contribuire alle spese statuali , non c'è alcun modo per assicurarsi che la tassa imposta a ciacuna persona non superi l'ammontare che questa persona sarebbe disposta a pagare volontariamente, anche nel caso che tutti contribuissero.
Il governo potrebbe ad esempio esigere da Jones 1000 euro anche se questi sarebbe disposto a darne solo 500.
Il punto nodale è che proprio perché la tassazione è obbligatoria non vi è modo alcuno per esser certi che la somma richiesta a ciascuno sia quella che sarebbe disposta a pagare.
In una società libera un individuo che compra un televisore per 100 euro di-mostra per mezzo della propria libera azione che il televisiore vale di più dei 100 euro sborsati; egli dimostra riassumendo che il suo è stato un pagamento volontario.Difronte la minaccia della tassazione invece rimane solo la resa dell'uomo che evidenzia la sua assenza di preferenza volontaria , ignorante dei benefici che ne trarrà.
Una terza contraddizione è che tal ragionamento pro-tasse dimostra troppo.Infatti tramite l'arma del finanziamento per mezzo delle imposte, può essere ampliata la fonitura di ogni servizio esistente.
E' stato affermato che in regime democratico l'atto di votare rende effettivamente volontario il governo ed i suoi atti e poteri.
Anche in questo caso l'argomentazione dimostra vari difetti.
In primo luogo anche se la maggioranza della popolazione approvasse specificatamente ciacsuna singola azione del governo questo non rappresenterebbe altro che la tirannia della maggioranza e non un'azione volontaria , libera, intrapresa da ciascun abitante.
la natura dei cirmini rimane tale, checché ne possano disquisire il governo o la maggioranza.
se le cose non stessero così potremmo dire ad esempio che gli ebrei assasinati dal governo nazista democraticamente eletto non furono assassinati ma bensì "si suicidarono".Questa è la conseguenza, certamente grottesca ma logica, della pseudo dottrina della democrazia come espressione della volontà generale.
In secondo luogo in una repubblica odierna, a differenza di quanto avviene in una democrazia diretta, le persone no votano su misure specifiche, ma per eleggere "rappresentanti" che offrono un "pacchetto" di proposte politiche ; in seguito questi rappresentati danno libero corso alla propria volontà per un periodo di tempo prestabilito.
L'artificio è però evidente poiché essi non sonoveri rappresentati, in senso giuridico, poiché quando in una società libera un individuo assume un agente od un rappresentante per proprio conto innanzitutto lo può licenziare quando vuole, ma , cosa importantissima, egli deve pagare perchè è responsabile degli atti che questo compie.Insomma i funzionari "eletti" del governo non sono affatto i nostri servi, i nostri agenti od i nostri rappresentati proprio perché noi non paghiamo per i loro errori.
Nessuno che subisca danni dallo stato si può rivalere sui singoli elettori e ritenerli causa di un dato male.E' dimostrato con facilità che i funzionari statali non siano quindi rappresentanti di nessuno.
Il concetto di maggioranza è poi altamente relativo.Votando il 40% della popolazione , il 22 % potrebbe votare un candidato, il 18% un altro.
Come può costituirsi , per quanto contradditorio in sé, un cosidetto governo della maggioranza?
Com'è inoltre che le tasse vengano imposte a tutti, che abbiano votato o no? ome può l'astenzione dal voto , o il voto a favore del candidato perdente , indicare una sorta di approvazione delle azioni del governo?
Ma è indagando la natura del voto che viene si scopre come questo non sia affatto una prova del libero assenso.
Si deve pensare a rgore che un uomoessendo attorniato da uno stato mai chiesto, si trova ormai incapace di resistere.
Lo stato lo obbliga a pagare le tasse, a ricevere servizi indesiderati o scadenti ed egli rinuncia all'esercizio di molte sue libertà sotto la minaccia di pesanti punizioni.
Ora egli comprende anche che gli altri uomini son nella sua stessa situazione e che per mezzo del voto esercitano questa tirannia su di lui.
egli capisce inoltre che se sarà disposto ad usare anch'egli il voto potrà avere qualche possibilità di sottrarsi a questa tirannia degli altri, sottoponendoli alla propria.In breve si trova , senza averlo deciso, nella situazione di esercitare il voto e diventare un piccolo padrone , oppure non esercitarlo e subire le angherie di tutti gli altri come uno schiavo.
Non avendo alternativa, privo di autodifesa, sceglie la prima delle due.
Come può dedursi che dal fatto che, in una guerra in cui si viene mandati senza averlo desiderato, si uccida l'avversario sia ignobile quando la situazione impone la scelta: tu od io.
Le battaglie a suon di voti sono come dei surrogati delle pallottole.Il fatto che vi partecipi per autoconservarsi non significa che lo abbia voluto fare.
Certo il più miserabile degli uomini sarebbe ben lieto di votare sotto il governo più oppressivo del mondo, intravedendovi un miglioramento della propria infima condizione.
Ma a tale governo nn ha mai dato la sua adesione.
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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Ven Ott 23 2009, 14:04

La funzione dell'ideologo statalista è quella di intessere il falso vestito del re, di indurre la popolazione ad accettare due pesi e due misure.Quando infatti lo stato commete delitti gravissimi, su scala planetaria, in realtànon si macchia di nessun crimine, ma fa qualcosa di necessario, giusto, importante.Il successo consolidato nel tempo degli ideologi dello stato è probabilmente la più grande frode della storia.
Non è necessario che tale consenso sia entusiastico: una passiva rassegnazione è sufficiente.ma comunque deve esserci.se infatti il grosso della popolazione fosse realmente convinto dell'illegittimità dello stato, se fosse convinto che altro no è che una banda di crminiali in grande stile, non godrebbe di maggior rispetto o forza di una qualsivoglia associazione mafiosa.
Da ciò dipende appunto il bisogno di impiegare ideologhi al propio servizio.
lo stato tirannico è composto sempre da una minoranza della popolazione, come illustra De la Boétie ; esso deve assumere per conservarsi una leggittimità tramite la meccanica del consenso.Il tempo che passa farà poi la sua parte.
Nei tempi antichi questi " intellettuali" erano invariabilmente i preti , oggi invece non potendosi più avvalere di una chiesa ufficiale, è divenuto importante che los tato si avvalga del controllo diretto dell'istruzione per plasmare le menti dei suoi sudditi.
oltre a influenzare le università per mezzo di sovvenzioni di ogni tipo o direttamente come nelle università statali, lo stato controlla l'istruzione tramite la scuola "pubblica" e per mezzo di requisiti di idoneità le altre scuole private o parificate con leggi come l'istruzione obbligatoria.
Aggiungiamoci il controllo pressocché totale di radio, giornali , televisioni sia in modo diretto con la partecipazione statale, che in modo indiritto tramite sovvenzioni o la nazionalizzazione dell'etere.
PEr sua stessa natura lo stato no fa che violare le leggi che presume di difendere.E' evidente.
Come si può allora considerarlo legittimo?
Gli "intellettuali" si affidano allo stato pperchè i loro servigi non sono così necessari alla popolazione , mentre nelle braccia dello stato trovano un mercato sicuro.
esso allora gli concede quel prestigio sociale, quel potere e quella richezza che in una società libera si potrebbe raggiungere solo in base all'applicazione severa delle loro capacità reali, senza alcuna protezione.
E' realmente contraddittorio che possa lo stato definiris il guardiano della moralità pubblica.
riflettendoci, ogni versa spiritualità ha iniziato il suo cammino degenerativo quando si è alleata con lo stato o si è configurata in tale sistema.
Lo stato non può essere mai arbitro né neutrale.L'esistenza stessa delle imposte lo dimostra.
Il meno che si può creare è infatti la classe dominate, che trae beneficio dalla tassazione, e la classe dominata, che paga le imposte.
La costituzione in sè non può fermare mai tale processo.Lo stato minimo non tarderà a divenire enorme.
Ciò perchè seppur nelle varie costituzioni dispongono regole per mantenere limiti allo stato, queste sono regole fatte all'interno della classe statuale stessa.
nel corso del tempo inoltre tale costituzione verrà lette sempre in modo più ampio, per forza di cose, e sempre chiaramente a favore della classe politica.
Lo stato non ha portato nulla di buono.Il diritto stesso, che viene ancora ritenuto essere frutto dell'organizzazione coercitivo.statale, è invece storicamente nato fuori da queste dinamiche.
Come ogni scienza, la legge non va stabilita, ma scoperta alla luce dei Principi , per poi applicarla secondo i casi e le condizioni nel modo più accurato possibile.
Lo stato non fa altro che stabilire, inventare in modo del tutto arbitrario.
Un arbitrio chiaramente imposto sugli altri, ma evitato a sé stesso

"

Un'altra citazione:

Il fatto è che lo stato, come un bandito di strada intima alle persone "o la borsa o la vita".E molte, se non tutte le tasse vengono pagate sotto il peso di questa minaccia.
Lo stato in effetti non tende un agguato ad un uomo in luogo solitario , balzando dal ciglio della strada per puntargli la pistola alla tempia e svuotargli le tasche.Ma non per questo la rapina cessa di essere rapina a tutti gli effetti,anzi, più codarda e vergognosa.Il bandito di strada assume su di sé tutta la responsabilità , il pericolo e la criminalità del suo atto.egli non pretende di aver un giusto titolo al vostro denaro, nè di volerlo usare a vostro beneficio.Non pretende di essere altro che un rapinatore.Non è tanto impudente da affermare di essere semplicemente un "protettore" e di prendere il denaro dei passanti contro la loro volontà solo per essere in grado di proteggere quei viaggiatori che si illudono di essere perfettamente capaci di difendersi da soli o non apprezzano il suo peculiare sistema di protezione.Il bandito è un uomo troppo ragionevole per fare affermazioni del genre.per di più , una volta che vi ha sottatto il denaro, egli vi abbandona al vostro destino.il bandito non continua a seguirvi lungo la strada, contro la vostra volontà, sostenendo di essere il vostro "legittimo sovrano" in virtù della "protezione " che vi accorda.
Non continua a "proteggervi", ordinandovi di piegarvi ai suoi voleri e seguirlo, esigendo che facciate quello e non facciate quello; sottraendovi altro denaro tutte le volte che ritiene che ciò sia nel suo interesse oppure quando ne ha voglia, e marchiandovi come traditore e nemico del vostro paese bbattendovi senza pietà, ritenendovi un ribelle, se mettete in dubbio la sua "autorità" o opponete resistenza alle sue richieste.Il bandito è troppo gentiluomo per macchiarsi di imposture, insulti e scelleratezze di questo tipo.In sintesi, oltre a rapinarvi, egli non cerca di rednervi il suo zimbello ed il suo schiavo.

Lysander Spooner
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MessaggioTitolo: Re: IRAP addio; addio Italia   Sab Ott 24 2009, 12:56

aposkinhead ha scritto:
scusami, non è tanto dover rispettare quella m....fottuta di Maastricht, ma è ben altro che sta a cuore a me ad esempio. Vengo al sodo, "la crisi la stiamo pagando solo noi lavoratori", i bonus, i superpremi, gli stipendi da nababbi delle classi dirigenti, i lauti dividendi TESTIMONIANO che LA CRISI è SOLO PER ALCUNI, IL POPOLO. La casta invece si arricchisce. Poi, altra questione fondamentale è che questo va a 2 marce, i lavoratori dipendenti e gli atipici e precari tartassati, alcune categorie invece in giro con jeepponi, cene al ristorante, sfarzo, e poi presentano l'ISEE al nido e all'asilo e poverini, da indigenti (FALSI) ricevono sussidi, precedenza nelle iscrizioni ecc. Uno scandalo, come uno scandalo è tutto il meccanismo ISEE, che nel nuovo contesto europeo è fuori realtà. Faccio un altro esempio scandaloso, e tocco il tema immigrazione (quella dei tanti furbetti e/o criminali): nella compilazione ISEE e vi darei tutti i dati, bancari, di assicurazione sulla vita, la casa ecc e così ci troviamo i vicini (non importa se americani, rumeno o nigeriani) che lavorano tutti e 4 (genitori e figli adulti) spediscono tutti i loro stipendi in patria, si stano costruendo il villone con piscina nella loro capitale, qui vanno in giro col mercedes da 30 mila euro e risultano per l'ISEE poveri, quindi precedenza, asilo quasi gratuito ecc.
Mio figlio, figlio di proletari, tra i furbetti nostrani e quelli d'importazione si trova a dover stare a casa, perché veniamo dopo....ma dopo chi, i figli degli evasori e dei truffatori????
Questa è la situazione, al di là di ideologie e schematismi che fanno solo ridere per l'astrattezza.
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Hai perfettamente ragione Apo. Ma chissenefrega dei parametri di Masstricht!
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