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 Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica

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alekos18

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MessaggioTitolo: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 15 2009, 19:14

Maura ha scritto:
In Italia i problemi sono molti e, secondo il mio parere, dobbiamo intervenire per gradi, altrimenti si rischia di non risolvere niente. Purtroppo non possiamo contare su una opposizione degna di questo nome, dobbiamo in primis ristabilire la nostra idea di politica e partire da quella, ristabilire il concetto di lavoratore e soprattutto avere la capacità di rischiare, cosa che è stata totalmente ignorata negli ultimi quindici anni.
Mi piacerebbe discuterne su questo e anzi raccogliere tutte le idee per trovare la strada giusta.
Raccolgo la tua proposta, Maura. Proviamo ad individuare su quali temi e come costruire interventi politici. Insomma, dalle idee alla pratica politica. Potremmo qui individuare temi che riteniamo possibili, importanti o decisivi da affrontare e su cui confrontarci. Aprire quindi, di volta in volta, voci specifiche per concentrare i vari contributi sulla specifica questione. Potremmo arrivare poi ad una sintesi scritta e far circolare certe idee...

Faccio un esempio. Riteniamo importante intervenire sulla questione scuola? Ebbene, considerato anche che esiste un variegato movimento di lotta al riguardo, e vista la decisività di questa questione quale asse centrale della vita di ogni nazione moderna, potremmo aprire una riflessione al riguardo. Che so, analizzando in sintesi le varie riforme che si sono susseguite, per cercare di capire l'ideologia e le finalità incorporate in esse, e arrivare ad una proposta a 'maglia larga' circa quale scuola o comunque quali proposte politiche formalizzare e far girare in detto movimento, dalle componenti studentesche a quelle degli insegnanti e dei genitori... Si tratta, a ben vedere l'ampiezza sociale d'interesse, di una questione di assoluto interesse generale.
"Indipendenza", al riguardo, ha scritto tanto (soprattutto sulla rivista cartacea) e questo materiale potrebbe essere recuperato, sintetizzato e discusso in una prospettiva più significativa con il contributo anche di 'esterni' al collettivo. Potremmo poi stamparlo, diffonderlo...
Che ne dite?
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Sab Ott 17 2009, 01:50

alekos18 ha scritto:
Potremmo qui individuare temi che riteniamo possibili, importanti o decisivi da affrontare e su cui confrontarci. Aprire quindi, di volta in volta, voci specifiche per concentrare i vari contributi sulla specifica questione. Potremmo arrivare poi ad una sintesi scritta e far circolare certe idee...

Faccio un esempio. Riteniamo importante intervenire sulla questione scuola? Ebbene, considerato anche che esiste un variegato movimento di lotta al riguardo, e vista la decisività di questa questione quale asse centrale della vita di ogni nazione moderna, potremmo aprire una riflessione al riguardo. Che so, analizzando in sintesi le varie riforme che si sono susseguite, per cercare di capire l'ideologia e le finalità incorporate in esse, e arrivare ad una proposta a 'maglia larga' circa quale scuola o comunque quali proposte politiche formalizzare e far girare in detto movimento, dalle componenti studentesche a quelle degli insegnanti e dei genitori... Che ne dite?
Per me la scuola è una questione assolutamente importante; forse è una delle poche che per sua natura interessa, perché li tocca, larghi strati di popolazione. Quoto quindi.
Si potrebbero comunque raccogliere altre proposte e poi, come diceva Alekos, aprire voci specifiche. Tu Maura che hai lanciato l'idea che proporresti?
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Sab Ott 17 2009, 07:36

Mi piace questo argomento Wink La scuola, come giustamente diceva Kamo, raccoglie vari strati di popolazione, quindi potremmo partire proprio su questo tema. Valutare le varie riforme è un primo passo, già su questo argomento ce ne sarebbe da dire molto, dato che negli ultimi anni, le riforme sono state un susseguirsi di fallimenti. potremmo proprio cominciare con il parlare del perchè, oggi, la scuola è diventata una fabbrica di dipendenti, pronta a sfornare non studenti preparati culturalmente, ma prossimi lavoratori. Di come il capitalismo abbia sostituito il sapere con la funzione futura.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Sab Ott 17 2009, 07:44

Un altro tema che dovremmo prendere in considerazione, anche se prende una fetta più grossa di quella della scuola, è il lavoro e il lavoratore, inteso come operaio. Vorrei approfondire e soprattutto capire perchè, oggi, il lavoratore non è più rispettato dalla popolazione italiana. Tutte le categorie sono continuamente attaccate da ogni dove e i "diritti", che avevamo acquisito con il tempo, negli ultimi anni, sono stati completamente debellati.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Dom Ott 18 2009, 12:23

Metto il link della riforma Fatta dall'allora Ministro dell'istruzione Moratti (sigh!) lo metto per primo perchè ritengo che sia la prima volta che una riforma evidenza in modo così netto lo studente visto più come una futura macchina lavoratrice, che come mente alla ricerca del sapere.
Non sapendo mettere i link (anzi colgo l'occasione per chiedere aiuto Wink) faccio il copia-incolla diretto: http://www.scuolaelettrica.it/guida/leggi/normegenerali/camera/normedacamera.htm
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Dom Ott 18 2009, 12:43

kamo ha scritto:
Per me la scuola è una questione assolutamente importante; forse è una delle poche che per sua natura interessa, perché li tocca, larghi strati di popolazione.
Maura ha scritto:
Mi piace questo argomento Wink La scuola, come giustamente diceva Kamo, raccoglie vari strati di popolazione, quindi potremmo partire proprio su questo tema. Valutare le varie riforme è un primo passo, già su questo argomento ce ne sarebbe da dire molto, dato che negli ultimi anni, le riforme sono state un susseguirsi di fallimenti. potremmo proprio cominciare con il parlare del perchè, oggi, la scuola è diventata una fabbrica di dipendenti, pronta a sfornare non studenti preparati culturalmente, ma prossimi lavoratori. Di come il capitalismo abbia sostituito il sapere con la funzione futura.
Partiamo senz'altro con la scuola, quindi.
Quanto al lavoro, che pure è di fondamentale importanza, cercherei di capire meglio come circoscrivere concretamente un lavoro di analisi e di confronto. Fermo restando che già solo mettere in comunicazione realtà di lavoro negato, precarizzato, sfruttato, è sempre importante, è necessario essere consapevoli delle forze a disposizione e delle possibilità d'intervento che si possono individuare. Rivendicazioni diversamente motivate (a seconda delle situazioni) sono sempre importanti se, oltre ad un intervento specifico di sostegno, riescono a determinare 'accumulo' di coscienza politica sul fatto che di per sé non spostano alcunché sotto il profilo dei rapporti di forza generali esistenti in questo paese. Dico questo prendendo atto della taratura, della portata che hanno avuto le lotte per/sul posto di lavoro da anni e anni a questa parte. E' possibile che esse possano fungere da detonatore se inscritte in un contesto più generale di lotta e di direzione, intesa come via, strategica, solo che questo non si verifica da decenni, senz'altro in questo paese. Così continuando mi sembra rimangano lotte "dentro il Capitale", legittime nelle possibili, immediate, parziali ragioni difensive dei lavoratori, ma strategicamente sconfitte se non mettono in discussione o concorrono a mettere in discussione l'esistente, anche solo concorrendo ad irrobustire un movimento di lotta più ampio che non può che essere politica in senso lato.

Maura ha scritto:
Un altro tema che dovremmo prendere in considerazione, anche se prende una fetta più grossa di quella della scuola, è il lavoro e il lavoratore, inteso come operaio. Vorrei approfondire e soprattutto capire perchè, oggi, il lavoratore non è più rispettato dalla popolazione italiana. Tutte le categorie sono continuamente attaccate da ogni dove e i "diritti", che avevamo acquisito con il tempo, negli ultimi anni, sono stati completamente debellati.
Penso, potrei sbagliare, che non ci sia questa situazione di "lavoratore non più rispettato dalla popolazione italiana". Detto così non mi sembra, ma mi potrebbe sfuggire il senso più profondo di quel che dici o circostanze di fatto. In caso spiegami meglio.
Piuttosto direi che, rinchiusi sempre più nel proprio quadro esistenziale o ristretto sociale, non si è più attenti a problematiche che non tocchino direttamente. Ergo, se c'è uno sciopero in un dato comparto -che so, nel trasporto pubblico- è possibile trovare persone che si lamentano e non si pongono il problema di capire quali possano essere le ragioni, cosa ci possa essere dietro. Semmai quello stesso lo puoi ritrovare a scioperare o protestare quando è toccato sul proprio vissuto di condizioni di vita e/o di lavoro, e semmai lamentarsi pure dell'indifferenza generale.
Penso che quel cui si assiste sia un effetto dello sfaldamento di un tessuto sociale che è il frutto delle dinamiche capitalistiche (sempre anti-nazionali) tanto più in una condizione di dipendenza. Pensa alle misure restrittive sul lavoro discendenti dalle prescrizioni europee (il non noto Trattato di Lisbona, ad esempio) o alla svendita degli interessi e beni nazionali ad enti imprenditorial/finanziari esteri o allo sfaldamento progressivo nello stesso campo della ricerca, il tutto a ripercuotersi, in una concatenazioni di causa-effetto, anche in tema di lavoro.

Maura ha scritto:
Metto il link della riforma Fatta dall'allora Ministro dell'istruzione Moratti (sigh!) lo metto per primo perchè ritengo che sia la prima volta che una riforma evidenza in modo così netto lo studente visto più come una futura macchina lavoratrice, che come mente alla ricerca del sapere.
Non sapendo mettere i link (anzi colgo l'occasione per chiedere aiuto Wink) faccio il copia-incolla diretto: http://www.scuolaelettrica.it/guida/leggi/normegenerali/camera/normedacamera.htm
Bene. Andiamo così...
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Dom Ott 18 2009, 18:22

alekos18 ha scritto:
Maura ha scritto:
Un altro tema che dovremmo prendere in considerazione, anche se prende una fetta più grossa di quella della scuola, è il lavoro e il lavoratore, inteso come operaio. Vorrei approfondire e soprattutto capire perchè, oggi, il lavoratore non è più rispettato dalla popolazione italiana. Tutte le categorie sono continuamente attaccate da ogni dove e i "diritti", che avevamo acquisito con il tempo, negli ultimi anni, sono stati completamente debellati.
Penso, potrei sbagliare, che non ci sia questa situazione di "lavoratore non più rispettato dalla popolazione italiana". Detto così non mi sembra, ma mi potrebbe sfuggire il senso più profondo di quel che dici o circostanze di fatto. In caso spiegami meglio.
Piuttosto direi che, rinchiusi sempre più nel proprio quadro esistenziale o ristretto sociale, non si è più attenti a problematiche che non tocchino direttamente. Ergo, se c'è uno sciopero in un dato comparto -che so, nel trasporto pubblico- è possibile trovare persone che si lamentano e non si pongono il problema di capire quali possano essere le ragioni, cosa ci possa essere dietro. Semmai quello stesso lo puoi ritrovare a scioperare o protestare quando è toccato sul proprio vissuto di condizioni di vita e/o di lavoro, e semmai lamentarsi pure dell'indifferenza generale.
Quello che intendevo dire, parlando di non rispettare il lavoratore, è proprio quello che hai citato tu. Prendiamo come esempio le manifestazioni avvenute per l'Alitalia. Come giustamente scrivevi, le persone si lamentavano perchè trovavano i loro voli prenotati in precedenza, cancellati, oppure le manifestazioni scolastiche dove venivano intervistati automobilisti arrabbiati perchè i "dimostranti" occupavano la strada rallentando il traffico. Questo per me è una mancanza di rispetto. L'italiano è ormai abituato a parlare per slogan, cosa che a me non piace. Ora i dipendenti pubblici sono tutti fannulloni, gli studenti sono tutti somari e i comunisti sono tutti sporchi (per fare qualche esempio). Rispettare il lavoratore significa anche accettare di prendere una strada diversa per andare al lavoro se quella abituale è intasata o prendere un volo diverso se questo è stato cancellato a causa di uno sciopero. Ripeto, giudicare negativamente un lavoratore che sciopera o uno studente che manifesta, per me è mancanza di rispetto, il bello è che questa mancanza finisce nel momento in cui si viene toccati di persona, allora il discorso cambia.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Lun Ott 19 2009, 21:46

Questo problema della propria ristrettezza indifferente è dovuto anche al fatto che molti lavori in sé stessi sono capitalistici, altri invece per esistere abbisognano della protezione del padrone.
Alitalia, seguendo Maura, è un esempio chiaro di entrambe le cose.
Come difendere gli scioperanti contro Alitalia (che di certo non hanno colpa in sé) se Alitalia continua ad esistere a discapito di tutti gli altri cittadini gravando sulle loro spalle?
La questione si complica, e da un certo punto di vista, chi si imbufalisce contro questi tipi di scioperi non ha tutti i torti e reagisce ad un entità parassitaria che non dovrebbe più esistere da tempo.
Siamo infatti arrivati al punto che lo sciopero è a favore e non contro il sistema, dandogli ulteriore terreno su cui esercitare il "divide et impera".

I lavoratori sono di due tipi. Quello pubblico è sempre un lavoratore con più garanzie. O tutti diventiamo pubblici, e lavoriamo affinché le garanzie siano per tutti, o eliminiamo le garanzie.
A ben vedere, entrambe le strategie sono erronee.
Rimane il fatto che il settore pubblico è sotto diretto controllo statuale, ciò non va dimenticato.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Lun Ott 19 2009, 22:54

Si può rispondere, intervenire nei topic secondo me in due modi, uno è quello di seguire per filo e per segno il discorso in atto e l'altro modo invece è lo scrivere quello che suggerisce in toto quello che gia è stato scritto nel topic stesso, io spesso mi arrogo il diritto di usare il secondo modo ma fino ad ora mi sembra di non aver disturbato...al massimo nessuno mi ha seguito e mi segue Laughing
Le Classi Sociali
Esistono ancora, non esistono più ??
Una volta esistevano si dice e venivano combattute, oggi solo parlare di Classi Sociali sembra essersi svegliati da un letargo 30ennale e di non riscuotere assolutamente consensi da chi sfortunatamente ti ascolta, dunque che fare ???
Se una categoria fa sciopero, chi sfortunatamente ne vive i disagi è pronto nel maledirli e così è per ogni singola situazione come già detto in altri interventi in questo topic, dunque qualcosa è da vedere e definire in un altro modo.
La Società Italiana per restare così nel nostro piccolino, oggi è divisa in un modo speciale anche se vecchio come il Mondo, la Società Italiana oggi è divisa per Tribù.
Ogni mansione lavorativa relega all'appartenenza ad una determinata Tribù, chi non ha un lavoro, fa parte della Tribù dei disoccupati Laughing (mi viene da ridere anche se c'è poco da stare allegri).
Non può essere questo un discorso assolutista ma in realtà oggi non abbiamo più delle Classi Sociali ma abbiamo delle proprie e vere Tribù, quelli dell'Alitalia sono una Tribù che al massimo confina con chi può stare all'altezza dell'Alitalia (non ci dimentichiamo che per un Italiano arrivare a lavorare all'Alitalia voleva significare come entrare a lavorare in Vaticano, cioè un'Aristocrazia lavorativa, una garanzia a vita).
La Tribù degl'impiegati, la tribù degl'impiegati pubblici, la Tribù degl'Operai, la tribù degl'Operai metalmeccanici, la tribù dei commercianti...
Sopportiamo tutto, finche non capita alla nostra Tribù, allora il Mondo si capovolge !!!
Una cosa ancora che mi urge far apparire è quanto si sia d'accordo sulla scelta di aver sezionato ogni mansione lavorativa Umana portandola ad essere la stessa, svolta, posta in essere, da 5 persone...(cifra ipotetica)
Perché questa è stata la soluzione capitalistica attuata oramai da decenni, fino ad ora si è risolto il problema disoccupazione inventando lavori al limite della razionalità, limite della razionalità perché ci troviamo con individui che lavorano facendo il nulla.
Ricordo che io scrivo dall'Olanda e ben anche ci siano i soldi, è assurdo per me vedere alcune mansioni lavorative, è per me inconcepibile.
Tutti ma dico tutti, oramai viviamo in una catena di montaggio e nessuno se ne è accorto, la catena di montaggio non è una dittatura ma all'atto pratico si rivela esserlo !!!!

noname
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Mar Ott 20 2009, 19:07

..... ha scritto:
Siamo infatti arrivati al punto che lo sciopero è a favore e non contro il sistema, dandogli ulteriore terreno su cui esercitare il "divide et impera".
Sono d’accordo con te, il problema è che abbiamo cambiato il modo di fare sciopero. Mi dite che significa scioperare il sabato, oppure fare scioperi di due ore, nella pausa pranzo? (vi posso assicurare che l’ho vissuto da vicino). Questi sono atti dimostrativi che non portano a niente.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 00:08

Fantasiosamente ( ma tenendo i Principi in mente ) un movimento dovrebbe coordinare tali attività

Per i lavoratori privati " autonomi e dipendenti " :

a)evasione fiscale e contro economia

Per i lavoratori pubblici " dipendenti " :

b)lotta sindacale per il mantenimento del posto di lavoro con adeguamento equo e progressivo del salario.


Per tutti:

-non votare
-vivere autarchicamente uno stile di vita sobrio
-lotta al crimine di strada al posto della polizia
-lotta ai privilegi politici di ogni tipo


Lo stato sarebbe costretto a ridimensionarsi per forza di cose ed il movimento si addestrerebbe nel contro-stato, non per sostituirlo ma per soppiantarlo.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 01:50

Una volta esisteva una pratica che sembrava interessante,non che si sia mai pianificato che io sappia un vero e proprio coordinamento Nazionale,in ogni caso era ed è pratica comune informare ad esempio "il vicinato" con lettere ad ampio respiro quasi confidenziali dal momento che si subentrava e si subentra in quel determinato e ristretto tessuto sociale con una occupazione invadente per i principi e le conosenze appunto del "vicinato"......
In altre parole Laughing
informazione e controinformazione.

Noi pigri internettiani abbiamo solo un punto da organizzare per dar luce ad un eventuale rinascita,dobbiamo iniziare nel riportare su carta quello che viene comunicato in rete e distribuirlo capillarmente porta a porta !!!

Un idea dunque da mettere in pratica partendo dal supporto appunto di Indipendenza,sarebbe quello di decidere un comunicato scritto,scritto in maniera comprensibile per le persone normali ma che affronti temi importanti che appunto stanno a cuore ad indipendenza e dopo di che noi pigri internettiani preoccuparsi di uscire fuori dal mondo internettiano e distribuire copie nei propri quartieri nelle buche delle lettere.
Se questa è una logica normale per la rivista Indipendenza (suppongo),diventa una novità se il mondo internettiano inizia nello elaborare si le cose in rete grazie alla infinita comodità e velocità ma poi le trasforma in carta e le fa circolare nel mondo reale.
Quindi si,parlare di scuola,parlare di tutti i temi ma con questo fine e cioè farne uscire una copia da distribuire nei propri quartieri,rioni, citta,paesi e cittadine.
cosa ne dite ????
(io ovviamente che sono ad Amsterdam mi sono potuto permettere di dirlo visto che non farei testo.. alien Twisted Evil ..ma l'idea è interessantissima )

noname
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 08:12

noname ha scritto:
Una volta esisteva una pratica che sembrava interessante,non che si sia mai pianificato che io sappia un vero e proprio coordinamento Nazionale,in ogni caso era ed è pratica comune informare ad esempio "il vicinato" con lettere ad ampio respiro quasi confidenziali dal momento che si subentrava e si subentra in quel determinato e ristretto tessuto sociale con una occupazione invadente per i principi e le conosenze appunto del "vicinato"......
In altre parole Laughing
informazione e controinformazione.

Noi pigri internettiani abbiamo solo un punto da organizzare per dar luce ad un eventuale rinascita,dobbiamo iniziare nel riportare su carta quello che viene comunicato in rete e distribuirlo capillarmente porta a porta !!!

Un idea dunque da mettere in pratica partendo dal supporto appunto di Indipendenza,sarebbe quello di decidere un comunicato scritto,scritto in maniera comprensibile per le persone normali ma che affronti temi importanti che appunto stanno a cuore ad indipendenza e dopo di che noi pigri internettiani preoccuparsi di uscire fuori dal mondo internettiano e distribuire copie nei propri quartieri nelle buche delle lettere.
Se questa è una logica normale per la rivista Indipendenza (suppongo),diventa una novità se il mondo internettiano inizia nello elaborare si le cose in rete grazie alla infinita comodità e velocità ma poi le trasforma in carta e le fa circolare nel mondo reale.
Quindi si,parlare di scuola,parlare di tutti i temi ma con questo fine e cioè farne uscire una copia da distribuire nei propri quartieri,rioni, citta,paesi e cittadine.
cosa ne dite ????
(io ovviamente che sono ad Amsterdam mi sono potuto permettere di dirlo visto che non farei testo.. alien Twisted Evil ..ma l'idea è interessantissima )

noname
Direi che è un'ottima idea, ne gioverebbe anche la mia pigrizia. Laughing
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 09:52

noname ha scritto:
Un idea dunque da mettere in pratica partendo dal supporto appunto di Indipendenza,sarebbe quello di decidere un comunicato scritto,scritto in maniera comprensibile per le persone normali ma che affronti temi importanti che appunto stanno a cuore ad indipendenza e dopo di che noi pigri internettiani preoccuparsi di uscire fuori dal mondo internettiano e distribuire copie nei propri quartieri nelle buche delle lettere.
Se questa è una logica normale per la rivista Indipendenza (suppongo),diventa una novità se il mondo internettiano inizia nello elaborare si le cose in rete grazie alla infinita comodità e velocità ma poi le trasforma in carta e le fa circolare nel mondo reale.
Quindi si,parlare di scuola,parlare di tutti i temi ma con questo fine e cioè farne uscire una copia da distribuire nei propri quartieri,rioni, citta,paesi e cittadine.
cosa ne dite ????
Altro che interessantissima, l'idea è ottima, noname. Idea che non ti sottrae dall'essere coinvolto...

noname ha scritto:
(io ovviamente che sono ad Amsterdam mi sono potuto permettere di dirlo visto che non farei testo.. alien Twisted Evil ..ma l'idea è interessantissima )
insomma, fai testo, fai testo Twisted Evil Twisted Evil Very Happy .
Sia perché in Olanda ci possono essere italiani residenti come te o presenti come turisti (dunque tornano...), sia perché certi comunicati, tradotti in olandese, potrebbero essere utilmente informativi anche lì, tradotti e affissi sia in sedi sociali, politiche, o in luoghi significativi che tu ritieni tali (anche un'uscita della metro). Penso ad esempio a comunicati su questioni internazionali... Oltre ad una possibile utilità lì, qualche individualità/realtà interessante potrebbe venir fuori e, chissà, essere interessata a contattare "Indipendenza". Tu, poi, potresti darci una mano nel mediare per la lingua, le traduzioni, forse altro....

Immagino ti starai mordendo le mani per l'incauta proposta Rolling Eyes Sad . Scherzi a parte, fermo restando la libera disponibilità di ognuno, è molto interessante la proposta. Ad integrazione aggiungo che suggerimenti sul tema potrebbero venire da chiunque sul forum, valutarli ed in caso procedere. Una volta steso il comunicato lo si potrebbe postare sul forum stesso per eventuali aggiustamenti. Meglio ancora, se non vogliamo appesantire il forum con rilanci di correzioni, spostare questo lavoro su facebook (posta e, per il confronto più rapido, chat). Una volta pronto, oltre a diffonderlo sul forum e su facebook, via con la diffusione anche su carta. Potremmo inoltrare una richiesta di disponibilità e di coinvolgimento al nostro già copioso indirizzario. Altri, probabilmente, accoglieranno l'idea. Intanto partire qui e vedere come va, rodarci...

Andiamo con le proposte?
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 11:55

sankara ha scritto:
noname ha scritto:
(io ovviamente che sono ad Amsterdam mi sono potuto permettere di dirlo visto che non farei testo.. alien Twisted Evil ..ma l'idea è interessantissima )
insomma, fai testo, fai testo Twisted Evil Twisted Evil Very Happy .
Vedi cosa vuol dire fare proposte interessanti!? Laughing
Sul proporre direi di farlo tramite facebook rischieremo di intasare e di appesantire i post. Quando si avrà un quadro completo allora potremmo riportarlo nel forum. Sankara tu che hai proposto facebook come intendi fare? Postarlo sul profilo di Indipendenza oppure tramite e-mail private? (con la seconda si corre il rischio di non coinvolgere le persone)
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 16:13

Aumentare la distribuzione della rivista ( e gli introiti per produrne copie su vasta tiratura ) magari aggiungendovi qualche volantino/adesivo "d'effetto" distribuibile anche senza rivista è un conto.
Andare alla rinfusa non ha senso.
Spero non facciate una cosa del genere. Vi si ritorcerebbe contro.
L'idea di inserirsi nei contesti sociali come i comitati di quartiere, che sò , può essere interessante.
Queste sono cose che rientrano comunque nel propagandare/diffondere la visibilità e l'incidenza di Indipendenza.
Non sono lotte sistemiche di per sé stesse credo.
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 16:45

..... ha scritto:
Aumentare la distribuzione della rivista ( e gli introiti per produrne copie su vasta tiratura ) magari aggiungendovi qualche volantino/adesivo "d'effetto" distribuibile anche senza rivista è un conto.
Andare alla rinfusa non ha senso.
Spero non facciate una cosa del genere. Vi si ritorcerebbe contro.
Che contro indicazioni vedi? In che senso "si ritorcerebbe contro"?
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 18:29

Provo nell'aggiungere qualcosa aspettando chiarimenti da puntini puntini.
Per me il primo volantino potrebbe essere anche un tema proposto gia da tempo su Indipendenza stessa che mette d'accordo tutti ma in realtà io preferirei che quest'esperimento nascesse come conseguenza del forum\facebook,cioè,sono anni che consumo forums e credo non solo io e spesso ben anche siano uscite cose importanti e sudate sono rimaste li,ma talmente li che ho sempre pensato che questa sia stata sempre la vera causa della morte dei forums di discussione politica.
Dunque il primo passo è dare sempre più importanza a questi mezzi di comunicazione e l'importanza a questo punto l'è il far diventare carta,cioè realtà quello che si elabora nei siti virtuali.
(cosi come certa carta che se non entra in rete sembra non esistere)
Poi, la mia idea si basa appunto sulla velocità che internet ci offre,quindi non alla rinfusa ma la mia idea si immagina che ecco "oggi gia staremmo dibattendo l'articolo su Mastella e company e domani già distribuito nelle cassette delle poste dei singoli condomini e questo chiaramente non con un nome nuovo che rivendica l'azione di controinformazione ma chiramente "Indipendenza" con la sua pubblicità della rivista e la possibilità di richiedere la stessa per distribuirla in zona ma come gia Indipendenza fa".
Se ho risposto in un certo senza anche a ....,ecco, per la rivista indipendenza è gia possibile farsi mandare copie e distribuirle ma è un altra pratica gia in uso ed io non ho ne l'arroganza ne la voglia di arrivare ad Indipendenza ma alle sue periferiche cioè forum e facebook.
Immagino che sia cosi voglio dire,se io volessi, immagino che Indipendenza potrebbe mandarmi delle copie della rivista ed io venderle ma questa è appunto un altra cosa,io immagino un twitter cartaceo.
Si potrebbe fare anche una cosa mensile che raccoglie i fatti salienti del mese ma questo..non so...
"cotta e mangiata"
questa è la grande opportunità che ci offre internet.
Cioè,scrive una cosa alekos18,invece di dire tutti in coro quoto,quoto quoto e finisce li,vai,quella si copia e senza impegno la si stampa e la si distribuisce,ovviamente questo è il caos presunto da puntini puntini immagino ma il mio è giusto per rendere la mia idea più ovvia possibile.
So che ho detto troppo e so anche che cosa ho delineato, ma perche no,è possibile!.(faccende legali escluse,tipo terroristi o cellule eversive)
Io per il momento ribadisco la primitività dell'idea,per me gia arrivare ad avere 100 fotocopie da mettere a quattro palazzi che ho intorno io e cosi molti altri come me,sarebbe gia tantissimo.
Sono d'accordissimo anche con il mix originale e cioè trovare punti importanti,questioni importanti come appunto la scuola etc etc etc e distribuire con quest'ottica,non seguendo cioè direttamente l'attualità ammeno che non sia eclatante e di importanza strategica parlarne dire cioè la nostra.
(aspettiamo altre idee e vediamo se accade qualcosa)
affraid Laughing
noname
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 19:27

Informare adeguatamente, senza mettere dei paletti non credo possa nuocere, anzi.
La distribuzione "casalinga" (scusate la parola, ma è per far capire il concetto) porterebbe, secondo il mio punto di vista, un'informazione sulle problematiche della nostra società in modo più incisivo e diretto.
Allora dato che abbiamo deciso che facebook è il luogo adatto...ora che si fa?
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 20:45

Noname, per me l'idea resta ottima.

Maura ha scritto:
dato che abbiamo deciso che facebook è il luogo adatto...ora che si fa?
Direi di procedere così. Dovremmo vedere se dare al volantino-comunicato un minimo di veste grafica. Cioè, immaginiamo di avere un testo. Lo inoltriamo così o cerchiamo di 'movimentarlo' graficamente? Foto o che? Anche l'occhio vuole la sua parte...

Seconda cosa. Il testo non dovrebbe essere molto lungo. Qui ci vuole la capacità di noi tutti ad essere sintetici ed incisivi nel messaggio. Detto così sembra cosa da nulla, ma al dunque non lo è. Ma si può fare, si può fare...
Si può pensare anche (nel volantino-comunicato) di giocare 'di sponda' con il forum, il sito o facebook stesso, nel senso che ci possono essere rimandi di approfondimento. Certo, non si deve dare per scontato che tutti navighino in internet (e questo va tenuto presente nella stesura del testo, preoccupandosi di dire l'essenziale) però uno-due 'link' per chi voglia saperne di più non sarebbero male.

Facebook può essere il luogo più idoneo per uno scambio idee veloce. Posta o chat. E' importante confrontarsi anche per 'tarare' il linguaggio, la ricettività del messaggio. Noi di "Indi" abbiamo i nostri canali di comunicazione collaudati e a turno uno di noi gestirebbe la risultante dei nostri scambi di idee, come già avviene, via facebook. In caso chi vuole partecipare alla cosa, scriva in privato su facebook per ritrovarsi lì e comunicare...

Sui temi: propongo di partire con la scuola o anche gli esteri. Pensando ad una prima uscita, un volantino su "Indipendenza" (chi è e che cosa dice/vuole) potrebbe essere indicato. Forse se ne potrebbero pensare di diversa tipologia, ma uno-due 'tarati' in tal senso consentirebbe, a chi poi ricevesse altri comunicati, di capire e collegare meglio.

Suggerimento per chiunque legga: è importante anche l'aiuto di chi possa stampare da uffici o altro senza gravare sulle finanze individuali. Se uno vuole contribuire, è meglio che sostenga direttamente la rivista cartacea, che ha i suoi costi obbligati (tipografici e postali). Sui volantini si può risparmiare. Chi intende distribuirli ovviamente fa mente locale a come muoversi nel proprio circondario ed eventualmente a coinvolgere altri. Poi nulla vieta che un domani si possa organizzare qualche iniziativa 'in loco', con qualcuno di noi pronto a muoversi.

Queste le mie idee. Che dite?
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 21:28

sankara ha scritto:
Direi di procedere così. Dovremmo vedere se dare al volantino-comunicato un minimo di veste grafica. Cioè, immaginiamo di avere un testo. Lo inoltriamo così o cerchiamo di 'movimentarlo' graficamente? Foto o che? Anche l'occhio vuole la sua parte...
Sì anche l'occhio vuole la sua parte. Una foto, un'immagine che anticipi il testo è fondamentale.

sankara ha scritto:
Seconda cosa. Il testo non dovrebbe essere molto lungo. Qui ci vuole la capacità di noi tutti ad essere sintetici ed incisivi nel messaggio. Detto così sembra cosa da nulla, ma al dunque non lo è. Ma si può fare, si può fare...
Si può pensare anche (nel volantino-comunicato) di giocare 'di sponda' con il forum, il sito o facebook stesso, nel senso che ci possono essere rimandi di approfondimento. Certo, non si deve dare per scontato che tutti navighino in internet (e questo va tenuto presente nella stesura del testo, preoccupandosi di dire l'essenziale) però uno-due 'link' per chi voglia saperne di più non sarebbero male.
Ahhh la sintesi questa sconosciuta. A parte gli scherzi, se è vero che la maggior parte degli italiani, in un articolo, non vanno oltre la terza riga, dovremmo essere più che sintetici. Comunque i link finali sono un'idea perfetta. E' vero che molti non hanno internet, ma molti altri si, in questo modo diamo l'opportunità di informarsi maggiormente.

sankara ha scritto:
Facebook può essere il luogo più idoneo per uno scambio idee veloce. Posta o chat. E' importante confrontarsi anche per 'tarare' il linguaggio, la ricettività del messaggio. Noi di "Indi" abbiamo i nostri canali di comunicazione collaudati e a turno uno di noi gestirebbe la risultante dei nostri scambi di idee, come già avviene, via facebook. In caso chi vuole partecipare alla cosa, scriva in privato su facebook per ritrovarsi lì e comunicare...
Ecco questo non ho capito...come si fa con la chat o con l'e-mail? Per quanto riguarda facebook bisogna essere amici per poter comunicare via chat. Per la posta, credo che tutti abbiamo indipendenza come amico, quindi su quello non c'è nessun problema. Il resto è da chiarire.

sankara ha scritto:
Sui temi: propongo di partire con la scuola o anche gli esteri. Pensando ad una prima uscita, un volantino su "Indipendenza" (chi è e che cosa dice/vuole) potrebbe essere indicato. Forse se ne potrebbero pensare di diversa tipologia, ma uno-due 'tarati' in tal senso consentirebbe, a chi poi ricevesse altri comunicati, di capire e collegare meglio.
Presentarsi è il primo passo. Se posso permettermi la scuola, a mio parere, è il tema che colpisce di più in questo momento.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Gio Ott 22 2009, 23:56

Condivido e mi sbilancio nel coniare il nome della medesima azione che ci vorremmo inventare e cioè "Stampa e diffondi". Embarassed
Perche in realtà io è cosi che lo immagino,un link da cui potersi scaricare il volantino e con senso di Indipendenza Laughing ,trovare quei 5 euro e fare più fotocopie sia possibile,dopo di che farsi un bel giro con gl'amici e volantinare..
Condivido l'idea di un minimo di grafica e condivido iniziare con la presentazione del progetto informativo medesimo e di indipendenza fulcro dalla quale questa iniziativa nasce.
Spesso la comunicazione vincente in questo tipo di situazione è porre una domanda e dare una risposta più logica e semplice possibile,tutto il contrario cioè della Politica e dei Politici.
Se si parlerà di scuola dunque, sarà da trovare quella domanda che se posta in essere ne fa nascere tante altre,altre che si tramutano in dubbi che sarebbe gia un bel risultato.
ciao a dopo

noname
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 01:56

Scriviamo su dei volantini no?
Un conto è diffondere il nome di Indipendenza, un conto i concetti.
Se si volesse divulgare qualcosa (secondo caso) sono fermamente contrario.
Se invece si volesse fare pubblicità (primo caso) il problema è uno, ma complesso: a chi riferirsi?
Se Indipendenza è realmente nazionalitaria dovrà risultare percepibile a tutte le sensibilità della nazione (indipendentemente dal numero dei volantini) escluse quelle sensibilità che osteggiano il nazionalitarismo poiché a favore del sistema.
Dato che credo sia estremamente difficile riuscirci, io pondererei la questione.
Inoltre la pubblicità deve essere scarna, essenziale, priva grossomodo di testo con, chiaramente, i riferimenti digitali.
I volantini sono ridicoli di per sé stessi, come concetto.
Questi dovrebbero avere l'attenzione di un manifesto, un qualcosa come un foglio indicante la taglia appesa al muro del saloon nel far west.

.....boh
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gorritxo

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 14:24

..... ha scritto:
Scriviamo su dei volantini no?
Un conto è diffondere il nome di Indipendenza, un conto i concetti.
Se si volesse divulgare qualcosa (secondo caso) sono fermamente contrario.
Ciao "....." posso chiederti perché?

Leggendo la discussione, trovo che la proposta sia molto interessante. Avrei però qualche interrogativo, per cui dico la mia.
Si era detto di iniziare dalla scuola, giusto? Bene, credo che allora si renda necessaria, anzi irrinunciabile, prima di tutto una discussione sui contenuti. Ovvero su qual è la nostra idea di scuola, alla luce ovviamente delle analisi che Indipendenza porta avanti da anni, a cominciare dal punto cardine costituito dal nazionalitarismo. Allo scopo sarebbe interessante per cominciare (qualora possibile) postare qualche elaborazione sull'argomento prodotta dalla Rivista. Su questa base poi, ognuno (o meglio, chi si riconosce o pensa di riconoscersi nel discorso portato avanti da Indipendenza) potrebbe apportare il proprio contributo di idee. Una volta poi fissati dei punti fondamentali si potrebbe ragionare su come tradurli efficacemente su un volantino.
Ora, se questo fosse effettivamente il percorso scelto, personalmente ritengo che tutta la prima fase (quella relativa ai contenuti) dovrebbe svilupparsi qui sul forum. Sulla bacheca di fb infatti spesso e volentieri capita di leggere interventi di persone che, aldilà di una generica identificazione con la cosiddetta sinistra radicale (quando va bene), rispetto alle posizioni di Indipendenza sta letteralmente agli antipodi. Il che, sempre secondo me, porterebbe a una eccessiva dispersività.
Che ne pensate?
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 15:25

gorritxo ha scritto:


Leggendo la discussione, trovo che la proposta sia molto interessante. Avrei però qualche interrogativo, per cui dico la mia.
Si era detto di iniziare dalla scuola, giusto? Bene, credo che allora si renda necessaria, anzi irrinunciabile, prima di tutto una discussione sui contenuti. Ovvero su qual è la nostra idea di scuola, alla luce ovviamente delle analisi che Indipendenza porta avanti da anni, a cominciare dal punto cardine costituito dal nazionalitarismo. Allo scopo sarebbe interessante per cominciare (qualora possibile) postare qualche elaborazione sull'argomento prodotta dalla Rivista. Su questa base poi, ognuno (o meglio, chi si riconosce o pensa di riconoscersi nel discorso portato avanti da Indipendenza) potrebbe apportare il proprio contributo di idee. Una volta poi fissati dei punti fondamentali si potrebbe ragionare su come tradurli efficacemente su un volantino.
Ora, se questo fosse effettivamente il percorso scelto, personalmente ritengo che tutta la prima fase (quella relativa ai contenuti) dovrebbe svilupparsi qui sul forum. Sulla bacheca di fb infatti spesso e volentieri capita di leggere interventi di persone che, aldilà di una generica identificazione con la cosiddetta sinistra radicale (quando va bene), rispetto alle posizioni di Indipendenza sta letteralmente agli antipodi. Il che, sempre secondo me, porterebbe a una eccessiva dispersività.
Che ne pensate?
Condivido quanto detto dal momento che riterrei facebook utile per la difusione dell'azione "Stampa e diffondi",mentre il forum per la messa a punto di cosa si voglia esternare sul volantino,è altresi condiviso da me il fatto che tutto partirà da un topic postato qui sul forum(( Embarassed io non ho spulciato il portale di Indipendenza,quindi non so se c'è gia un trattato sulla scuola da prendere e pastare qui nel forum per iniziare ma per il momento diciamo che è ancora legittimo perder tempo nell'organizzare l'idea e sentire ancora altre proposte.
Ciao

noname
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 15:33

Sinceramente a me non interessa come si caratterizzi la scuola.Non esiste la scuola ma le scuole.
Ora perché si scrive scuola pubblica si ritiene essa sia la scuola.Non è così.
Indipendenza a mio parere non dovrebbe sancire e ipotizzare la possibilità della scuola, ma delle scuole.
L'unico criterio valido è la verità.Una scuola che insegna stupidaggini non ha senso, perirà da sola o cambierà obiettivo e natura, quindi nome.
Andare incontro alle esigenze indotte di chi , passando dall'onda al blocco studentesco, altro non fanno che esigere LA scuola non mi tocca affatto.

inoltre calcolando l'ignoranza diffusa ( si può essere colti ed ignoranti dei principi essenziali, come illetterati e coscienti di questi , checché ne dicano gli intellettualoidi da salotto borghese ) , l'inabilità che si ha nel retto pensare dovute a scarso impegno individuale ma soprattutto all'oppressione capitalista che su ciò prospera, con un volantino divulgativo ,oltre a non servire a nulla, si otterrebbe un inflazionamento.
Indipendenza non è, per quel che vedo, come il resto delle varie arie, dei vari partiti, delle varie autonomie, dei vari movimenti.
Abbassarsi al loro livello per giungere teoricamente agli altri è negativo.Si alzino loro al nostro.
E' facile a rendere questa immagine.Quando uno è nelle sabbie mobili...mi butto appresso a lui per salvarlo, o gli dò una mano per farlo venire a me?
Volgarizzare i concetti è sempre una perdita di tempo, come minimo.
Non dà alcun miglior guadagno rispetto al muoversi, incontrare, dibattere, discutere laddove le situazioni di piazza e le singole individualità sono disponibili.

Una chicca: si potrebbe, da un certo punto di vista, dedurre che chi fa della volgarizzazione ha un secondo fine.
I gruppi di cui accennavi nella tua presentazione Gorritxo, ai miei occhi sia chiaro, danno questa impressione; esulando dalla validità o no dei contenuti loro o di chi altro.

Ad ogni modo l'idea di una scuola la possono avere pienamente solo i diretti interessati.
Per dire, però, faccio così:
Calcolando che la maggior parte delle cose insegnate a scuola sono insegnate male, me la prenderei con i professori.
Clacolando che la maggior parte degli sprechi e delle politiche difettose derivano dai presidi, me la prenderei con i presidi.
Calcolando che gli studneti fanno come reputano opportuno, me la prenderei con gli studenti.
calcolando che lo stato vuole ottundere la nostra mente ed insegnarci cose a sè strumentali, me la prederei con lo stato.

la categoria "pubblica" ( in realtà statuale ) è una grande riserva clientelare. Da questo punto di vista , visto che prediligo slogan secchi, crudi, rievocanti solidarietà , giustizia, pace e libertà, mi accontenterei di un banale:
PER LA LIBERTA' DEI NOSTRI FIGLI, DISTRUGGIAMO LA SCUOLA STATALE. W LE SCUOLE AUTONOME.
Ora esagero certo.I modi sono da trovare, affinare, rendere intelligibili.
Ad ogni modo ciò è un fatto: la scuola statale non è né pubblica ne libera.
Una scuola per esser tale è libera ed è gestita da qualcuno che non ha la pretesa di dichirarsi pubblico.

Ecco perché affermo che le cose vi/ci si possono ritorcere contro.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 15:36

se si voglia L'Indipendenza intendo Wink
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Ven Ott 23 2009, 19:30

....., parto dal riferimento che hai fatto ai gruppi che ho citato nella mia presentazione, e ti dico che leggendo discussioni come "Comunitarismo contro Nazionalitarismo" o "Campo antimperialista, Eurasia e Preve: che rapporti avete?" non posso che concordare con quanto scritto in quelle sedi da alekos e sankara. La mia impressione è che in primo luogo manchi loro un adeguato lavoro di tipo teorico, il che li porta a maneggiare in modo assai approssimativo determinati concetti. In secondo luogo mi pare che tendano a ricercare in modo esagerato la visibilità, senza curarsi troppo delle ambiguità di contenuti e compagni di viaggio. Detto questo però, di certo non credo che la loro evidente aspirazione a porsi come soggetto politico sia in se criticabile, o possa essere considerata come la dimostrazione del fatto che abbiano secondi fini. Criticabili sono semmai contenuti e modalità. A meno che tentare di porsi come soggetto politico sia in se il secondo fine, e in effetti questo mi è sembrato di cogliere dal tuo scritto, ma correggimi se sbaglio.
Ad ogni modo, io penso che volgarizzare i concetti possa essere una caratteristica tanto di un volantino quanto di un saggio, e la causa può essere sia la scarsa conoscenza dei concetti stessi, sia l'ignoranza dei principi essenziali (a proposito, concordo totalmente con quello che hai scritto a proposito), sia l'esplicita malafede. Non credo dunque che necessariamente elaborare uno slogan o ideare un volantino siano in se un modo per volgarizzare, dipende da cosa che c'è (o non c'è) dietro. E nel caso di Indipendenza ci sono anni di studio, analisi, pubblicazioni, collaborazioni ecc. ecc. che dovrebbero credo scongiurare questo pericolo.
Rispetto invece a quanto dici sulla scuola vorrei evidenziare una tua frase: "Andare incontro alle esigenze indotte di chi , passando dall'onda al blocco studentesco, altro non fanno che esigere LA scuola non mi tocca affatto." Ora, aldilà del tuo particolare punto di vista sull'argomento (che mi piacerebbe riprendere qualora parta una discussione in tal senso), mi sembra che la proposta risponda proprio all'esigenza di esplicitare posizioni che generalmente, a prescindere dall'argomento, non sono quelle dei soggetti in campo. Sinistra radicale (anche quella che si dice comunista) compresa.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Sab Ott 24 2009, 00:03

Per quanto mi riguarda, non è problematico ciò che leggi.
E' evidente che se qualcuno scrive qualcosa di qualche tipo, vi è una causa determinante il fatto che tale elaborazione prenda forma e per di più "spessore".
Se tale fattore scatenante è negativo o positivo, ciò verrà valutato da ognuno ed al riguardo, per i nominati gruppi, Indipendenza si è già espressa ed io mi trovo concorde.
I secondi fini di cui parlavo sono secondi fini evidenti nella natura delle cose, non pretendo neanche che ne siano coscienti; anzi, il fatto che si sia incoscienti di ciò che in realtà domina le intenzioni e gli atti di un individuo od un dato gruppo è molto più produttivo per la visibilità stessa e la "piattaforma" che esso ha, come per la presa di un certo potere relativo, od almeno una certa influenza.
Si sa che gli ingenui forniscono una credibilità che sarebbe difficile da imitare nel caso di qualcuno sapiente il fatto suo.
In ciò questi gruppi (qualunque sia la loro situazione ed il movente dacché rientrano in entrambe le possibilità ma ricordiamoci che la predominanza di un fattore non esclude mai l'altro.) sono negativi, oltre la questione ingenuità-secondo fine ideologico, proprio perché ahinoi ed ahiloro professano amenità false.
Il secondo fine che intendevo è perciò qualcosa di altro, rispetto alla Verità.
Ai miei occhi basta ciò per avere doppi fini.
Si sà comunque che il pesce puzza dalla testa,ma marcisce tutto assieme...
E' chiaro che questa è la mia visione, ma ritengo che alla luce dei Principi ciò sia constatabile.


concordo però su quello che scrivi. Volantini di impatto, pubblicitari , con frasi d'effetto per rendere note le posizioni d'Indipendenza ed anche il nome stesso.
Non critico ciò ( anche se il messaggio per quanto coinciso o ridotto ad una sola frase non può esser errato e non deve venir malinterpetato ); puntualizzo che si dovrebbe per via del nazionalitarismo stesso coinvolgere tutte le sensibilità nazionali, spesso artificialmente , ma anche per via di incomprensioni profonde, agli antipodi.

Se invece si intende un volantino "divulgativo" è contraddittorio.
Un saggio che volgarizza concetti , smette di essere un saggio, è un prodotto venuto male.

Specificatamente ho tirato fuori queste mie riserve vedendo il tema, ossia la scuola.
Non esistendo la scuola pubblica , come può farsi un volantino sulla scuola pubblica, per giunta a favore di questa?
E' ciò vero o è ciò falso? Ebbene , qualunque sia la verità della questione, lì le fazioni terminano, ritornando alla mia fuorisciuta con i secondi fini.

Per esempio se ciò fosse vero ed Indipendenza facesse un volantino al riguardo, manifesterebbe un secondo fine.
E' certo che ci si riprende in corso d'opera.Ma accumulare sbagli spesso fa divenire l'errore irreparabile.
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MessaggioTitolo: Re: Che fare? Dalle idee all'iniziativa politica   Sab Ott 24 2009, 07:38

Scusate probabilmente sono io che non capisco e vi chiedo scusa, ma che cosa c'è di sbagliato nel divulgare un pensiero o un'idea?
Credo che l'iniziativa di far conoscere, quello che ci circonda, a più persone possibili, non sia controproducente. Che significa volgarizzare i concetti? La parola in se non mi piace, sembra di stare su di un piedistallo a giudicare chi mi sta intorno, trasformandoli in persone ignoranti, senza cervello e senza un minimo di senso critico. Ripeto, magari ho frainteso io e vorrei spiegazioni in merito
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