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 Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"

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tadiottof



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MessaggioTitolo: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 05:10

E' una vittoria!
Potrebbe essere una vittoria di Pirro?
Tutti gli uomini del premier: in Parlamento e fuori, cioe' nel governo, nelle Regioni, nei Comuni, nei Consigli di amministrazione, nella RAI ecc. fanno quadrato per difenderlo.
E' una sentenza politica, dicono.
Certo, come la loro reazione.
Il premier e' stato votato da milioni di persone, aggiungono!
E cosa c'entra: se ha rubato lui, non per questo hanno rubato anche i suoi elettori. Cosa ne possono gli elettori della responsabilita' personale civile e penale di un candidato?
Ieri la Consulta ha riscattato le Istituzioni; e' una vittoria, ma la guerra sara' lunga e il percorso pieno di tranelli.
2000snlp
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 07:55

Sono d'accordo. Il brutto viene adesso. Sono felice per la bocciatura di una legge incostituzionale, ma sono convinta che dobbiamo tenere i piedi per terra e che sia venuto il momento di farci sentire. Ho letto svariati articoli che riportano quanto detto tempo fa da Paolo Guzzanti, sul suo blog, che l'America ha deciso da tempo di far fuori l'Hobbit (troppo impicci e poco incline al rispetto di facciata) e di racchiudere il parlamento in pochi "eletti". Bersani, Casini, Fini e Montezemolo, in modo da eliminare tutti quei legami sul piano energetico che ha l'Italia con la Russia ed anche per i legami tra Italia e Iran . Se queste voci risultassero vere, non c'è da stare tanto allegri. Comunque non so come la pensiate ma dopo la decisione della Corte, molte persone invocano le dimissioni del premier. Non sono d'accordo. Non ora almeno. Tornare alle urne ora significherebbe, tra le altre cose, rallentare i processi che si sono riaperti dopo la bocciatura. Rischieremo ancora di vederli cadere in prescrizione. La cosa più giusta da fare sarebbe che il premier venga processato e che in seguito si dimetta.
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 17:36

Citazione :
E' una vittoria!
E' una grande vittoria perchè segna l impossibilità per il Parlamento, presente e futuro, di riproporre una legge simile, anche con diverso nome, dato che la bocciatura interessa il merito e non la forma.
Non è una vittoria politica, ma delle chiarezza inoppugnabile delle regole del gioco.
Secondo il costituzionalista Alessandro Pace, rappresentante della Procura di Milano, il Lodo Alfano "viola la Costituzione in 5 punti: violazione del principio di eguaglianza; automatismo generalizzato perchè si applica anche se ha stuprato o ucciso; durata irragionevole del processo; trattamenti diversi tra presidenti e organismi che presiedono; passaggio per legge ordinaria e non costituzionale".

Citazione :
Potrebbe essere una vittoria di Pirro?
Di fatto, Berlusconi, non potendo riprensentare il Lodo nè come legge ordinaria nè come legge di rango costituzionale, può avviare alle Camere un processo di revisione della Costituzione, già fatto in passato per il Titolo V. E' un iter legislativo molto lungo e bisogna vedere cosa succede in questi giorni.

Sempre Peace and Love a Tutti sunny
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 18:39

Le tue, Maura, sono pennellate di uno scenario in cui davvero, come dici, "non c'è da stare tanto allegri". La bocciatura del "lodo Alfano" si inscrive in uno scontro che non è solo affaristico tra gruppi imprenditoriali (quello di Berlusconi e di De Benedetti) da tempo in guerra tra loro per ragioni di concorrenza, ma che è anche e soprattutto politico (essendo il primo Presidente del Consiglio ed il secondo ha rivendicato di essere la tessera n.1 del Partito Democratico). Non si tratta di uno scontro 'autonomamente' interno a questo paese, ma ci sono interferenze estere, particolarmente statunitensi. Ci sono perché continuiamo ad essere, dal secondo dopoguerra, una loro colonia e, se non sono messi in condizione di mollare, non si vede perché a Washington dovrebbero desistere dal condizionare per i loro interessi la vita politica italiana, con relative ripercussioni 'a cascata' nella società. Quando ragioniamo sulle congiunture e sugli eventi di oggi (e dunque anche sulla figura di Berlusconi), dobbiamo prestare attenzione ed interfacciarli con lo scenario di fondo. Qui, in Italia, con le mutate condizioni di fase della geopolitica mondiale post guerra fredda (1989-'91) nell'ottica a stelle e strisce e con il relativo riassestamento profondo che questo ha comportato nella vita politica italiana.

Se si prescinde da questo scenario di fondo, la puntata che sta andando in onda e che si è aperta con la bocciatura della Consulta della Corte costituzionale del "lodo Alfano" (che a sua volta non va sconnessa alla vicenda "papi", D’Addario, l'uno-due del Lodo Mondadori) rischia davvero di essere sostanzialmente incompresa, fraintesa nei suoi termini e nella sua portata, perché segue molte altre precedenti.
Cerchiamo dunque per un attimo di andare al "generale" rispetto al "particolare", congiunturale oggetto del contendere (il Lodo Alfano), sul cui merito rinvio a quanto riporta Leandra poco sopra.
Chi si fa accecare da un odio (in gran parte indotto) nei confronti di una figura (sicuramente mediocre dal punto di vista politico) come Berlusconi rischia davvero, come del resto è da un quindicennio, di farsi trascinare in un gioco largamente manipolatorio in cui il fottisterio ai danni della nazione, dei suoi interessi collettivi, è davvero trasversale alle cordate partitiche di subdominanti di destra, di centro e di sinistra.

Proviamo piuttosto ad interfacciare il quadro geopolitico con le modifiche indotte nel contesto italiano. L'esordio della storia, l'evento cioè che modifica la situazione iniziale (la perdurante colonizzazione di questo paese) senza volerne alterare il quadro di fondo, anzi per rafforzarlo, e che mette in moto l'azione, è l'operazione giudiziaria cosiddetta "Mani Pulite" (curioso rilevare che l'arresto di Mario Chiesa, avvenuto il 17 febbraio 1992, segue di 10 giorni la sottoscrizione del Trattato di Maastricht). Un'operazione giudiziaria dalla quale, ad esempio, il businessman De Benedetti è stato curiosamente sfiorato e poi ignorato, nel mentre il vero obiettivo era fare piazza pulita di un sicuramente mastodontico e clientelare regime politico-parlamentare, quello DC-PSI, ingrassatosi al tempo della "guerra fredda" sotto l' "ombrello NATO" e ritenuto a Washington non più adeguato alle direttrici geopolitiche d'interesse cui si intendeva destinare (anche) l'Italia dopo l'implosione dell'URSS e lo schiudersi di un "nuovo mondo", sostanzialmente poli-centrico dal punto di vista capitalistico, nel quale l'uni-polarismo imperialista statunitense mira(va) a mantenere una funzione in certi luoghi di dominio, in altri egemonica. Le forze politiche italiane di governo di allora, con i loro interessi e relazioni maturati nel quadro di una dipendenza che consentiva margini di manovra di tutela 'autonoma' di interessi capitalistici e quindi parzialmente geopolitici 'italiani', non si confacevano a questo nuovo quadro unipolare, non erano più accettabili. Per comprenderlo bisognerebbe rivedere la politica estera italiana di quel periodo con particolare attenzione agli ultimi anni della cosiddetta Prima Repubblica e da lì ricollegarsi alle dinamiche politiche interne.
Oltretutto andava smantellato il "capitalismo di Stato“ (vedasi liquidazione IRI, con banche e industrie connesse) ed indebolire così le velleità capitalistiche 'italiane', con le oligarchie parassitarie di questo paese sempre più nelle mani della finanza statunitense.

Il dato politico di fondo è che l'operazione dei magistrati che parte nel 1992 è fattivamente 'indirizzata' colpendo particolarmente alcune forze politiche e non altre, e soprattutto lasciando in ombra corruttori 'di peso', forze grande imprenditoriali che dalle inchieste escono rapidamente. Quando Berlusconi si presenta sullo scenario politico, forte della sua mediocrità politica e del suo 'potere' soprattutto massmediatico, mira a drenare frazioni di "borghesia di Stato" ed interessi colpiti da "Mani Pulite" e contrapporsi al nuovo ceto politico che si pone come referente più affidabile di Washington nel nuovo scenario internazionale. Il tutto anche con il consenso di buona parte dei ceti medi professionisti e imprenditoriali diffidenti se non ostili verso gli ex comunisti.

La scesa in campo del parvenu Berlusconi, allora fuori dal salotto buono dei poteri forti dell'oligarchia bancario/finanziaria-grande industriale/imprenditoriale che subito si riposizionano nelle referenze partitiche al (sotto)comando nella nostra nazione, è dettata da ragioni personali e di gruppo affaristico. Berlusconi è fuori da questi giochi di sotto potere italiota, perché è un emergente (la società di produzione multimediale Mediaset è fondata nel 1993). Ha legato le sue sorti al sistema politico-parlamentare del tempo, incernierato sulla figura di Craxi e del relativo modello rampante di potere, il craxismo appunto, e capisce che la fine del suo mentore politico avrebbe prevedibilmente significato di lì a poco anche la fine sua e del suo gruppo. Sono i suoi interessi personali la ragione principe della sua discesa in politica che l'ha messo in frizione forte con i poteri politici emergenti (già da tempo in via di accreditamento a Washington) di questo paese e con quei grandi gruppi che rapidamente si stavano riposizionando all'ombra delle nuove direttrici d'oltre Atlantico. La famosa dichiarazione di Giovanni Agnelli, un vero e proprio imprimatur politico, che disse che solo un governo di centrosinistra poteva fare una politica di destra, è la mirabile sintesi dello scenario che stiamo qui solo tratteggiando. Certo, Agnelli pensava innanzitutto ai suoi interessi di gruppo (un regime di salari bassi e incremento delle regalìe alla Fiat nel nuovo scenario neoliberista mondiale), ma era l'espressione –e fu così nei fatti– degli interessi capitalistici dei gruppi imprenditoriali italioti interessati a riposizionarsi nel nuovo quadro internazionale (fine della Guerra Fredda e implosione/dissoluzione dell’URSS) in via di accelerato mutamento geopolitico e geocompetitivo. Berlusconi sceglie non un accomodamento inevitabilmente subalterno con l'apparato di banche e grandi gruppi imprenditoriali (sub/)dominanti nel nostro paese (forse nemmeno c'era questa possibilità) ma la strada di una 'autonoma' discesa in campo politica che non mette in discussione i vincoli con i dominanti d'oltre Atlantico ma cerca di accreditarsi meglio.

La storia anche di questa fase della politica italiana va letta in questo quadro di fondo. In cui resta il convitato di pietra, il grande Innominato di questo paese che è quella potenza straniera (gli USA) che le diverse frazioni di sottopotere nostrano comunque ossequiano. Solo che, per ragioni nient'affatto antagonistiche con il cuore dell'Impero, Berlusconi (come ieri per Craxi con punta dell'iceberg la vicenda di Sigonella, comunque in una cornice non ancora rivoluzionata dagli eventi internazionali del 1989-'91), nel suo muoversi politico, e con un occhio ad interessi capitalistici interni, ha mosso passi oggettivamente confliggenti con gli interessi geopolitici statunitensi. I rapporti in affari con Putin (gasdotto South Stream e partecipazione dell'ENI) e con Gheddafi probabilmente scandiscono le ragioni della fine politica di Berlusconi ma non del berlusconismo sociale e men che meno della sudditanza di questo paese.
All'orizzonte, si affacciano le più inquietanti -e per Washington più affidabili- figure di Draghi, di Montezemolo, dietro cui i Fini, i Bersani, i Casini, i Rutelli sono solo dei comprimari subalterni, funzionali alla manipolazione delle coscienze e dello spazio politico.

Tenendo conto di questo quadro, cara Maura, sarebbe da aprire una discussione su come intervenire politicamente e nella società italiana.
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 20:00

Ciao Alekos. prima di tutto ti ringrazio per il commento riguardante l'aspetto geopolitico, non sono molto preparata a riguardo e apprendere notizie fa sempre piacere. Su mani pulite, purtroppo hai perfettamente ragione, si è fatta una "giustizia" più di facciata che di sostanza, soprattutto da una parte politica, tralasciando totalmente o sfiorandole, le altre. Ritengo che si stia ripetendo, con metodi diversi, la stessa identica cosa. Se guardiamo bene (e qui correggimi se sbaglio) l'imperialismo statunitense, negli ultimi anni, si è "riposato sugli allori" più incentrato a far risalire l'economia, mettendo in secondo piano la colonizzazione. Con l'entrata in scena di Obama si sta cercando di ristabilire la bilancia (colonialismo e imperialismo) con le conseguenze a cui stiamo assistendo.
Quello che è successo ieri è una vittoria nel campo giuridico-costituzionale, ma dobbiamo stare attenti, come giustamente dicevi, a non farlo diventare una vittoria politica, perchè così non è.
Parlavi di interventi. In Italia i problemi sono molti e, secondo il mio parere, dobbiamo intervenire per gradi, altrimenti si rischia di non risolvere niente. Purtroppo non possiamo contare su una opposizione degna di questo nome, dobbiamo in primis ristabilire la nostra idea di politica e partire da quella, ristabilire il concetto di lavoratore e soprattutto avere la capacità di rischiare, cosa che è stata totalmente ignorata negli ultimi quindici anni.
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alfonsomessina



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 20:05

Io penso che Berlusconi dovrebbe dimettersi. E' tutto vero quello che sostenete riguardo agli interessi degli Stati Uniti e di altri poteri forti, nonostante cio' la sua uscita di scena potrebbe favorire un cambiamento di scenario non del tutto sfavorevole. Sul breve periodo penso anch'io che vedremo farsi avanti i vari Fini, Casini, Draghi, D'Alema e compagnia cantando, ma almeno la situazione generale risulterebbe piu' chiara e meno inquinata di come appare oggi. Secondo me le forze che si dicono anticapitaliste dovrebbero cercare di unirsi, mettendo da parte le varie differenze di carattere culturale e ideologico, proponendo un programma semplice e chiaro da presentare alle masse popolari di questo paese, masse le quali non credo abbiano nessun interesse ad appoggiare un'ennesima riproposizione di un governo tecnico o bipartisan, legato agli interessi del grande capitale. Cosa ne dite?
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 20:08

.... Aggiungo anche un'ultima cosa, può sembrare fuori tema, ma questo accanimento e questo denigrare la donna in ogni sua forma (dalla nomina a Ministro della Carfagna, alla candidature di escort e veline, e per finire, le offese alla Bindi) non solo è un metodo per sviare l'attenzione, ma è anche molto controproducente e non mi riferisco ad una sola parte politica
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 20:12

alfonsomessina ha scritto:
Io penso che Berlusconi dovrebbe dimettersi. E' tutto vero quello che sostenete riguardo agli interessi degli Stati Uniti e di altri poteri forti, nonostante cio' la sua uscita di scena potrebbe favorire un cambiamento di scenario non del tutto sfavorevole. Sul breve periodo penso anch'io che vedremo farsi avanti i vari Fini, Casini, Draghi, D'Alema e compagnia cantando, ma almeno la situazione generale risulterebbe piu' chiara e meno inquinata di come appare oggi. Secondo me le forze che si dicono anticapitaliste dovrebbero cercare di unirsi, mettendo da parte le varie differenze di carattere culturale e ideologico, proponendo un programma semplice e chiaro da presentare alle masse popolari di questo paese, masse le quali non credo abbiano nessun interesse ad appoggiare un'ennesima riproposizione di un governo tecnico o bipartisan, legato agli interessi del grande capitale. Cosa ne dite?
Ciao Alfonso. Non credo che con la venuta di tali signori le cose risulterebbero più chiare, tutt'altro. A parere mio prima di proporre programmi dovremmo disintossicarci da questi stereotipi televisivi e toglierci di dosso l'idea del consumismo a ogni costo.
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iskra

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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 21:01

Sottoscrivo le parole di Maura ed apprezzo molto l'analisi di Alekos.

alfonsomessina ha scritto:
Io penso che Berlusconi dovrebbe dimettersi. E' tutto vero quello che sostenete riguardo agli interessi degli Stati Uniti e di altri poteri forti, nonostante cio' la sua uscita di scena potrebbe favorire un cambiamento di scenario non del tutto sfavorevole. Sul breve periodo penso anch'io che vedremo farsi avanti i vari Fini, Casini, Draghi, D'Alema e compagnia cantando, ma almeno la situazione generale risulterebbe piu' chiara e meno inquinata di come appare oggi. Secondo me le forze che si dicono anticapitaliste dovrebbero cercare di unirsi, mettendo da parte le varie differenze di carattere culturale e ideologico, proponendo un programma semplice e chiaro da presentare alle masse popolari di questo paese, masse le quali non credo abbiano nessun interesse ad appoggiare un'ennesima riproposizione di un governo tecnico o bipartisan, legato agli interessi del grande capitale. Cosa ne dite?
Per certi versi, Alfonso, ti darei ragione. Senza Berlusconi, chi critica Berlusconi e non propone e fa (quando stava al governo) niente di veramente alternativo, non saprebbe più a che appigliarsi... Non si sa cosa è peggio, però...

Sul "programma semplice e chiaro" che proponi, sono d'accordo. Penso che a partire dalla "dipendenza" di cui parla "Indipendenza" ci sia molto che si potrebbe dire di semplice e chiaro. Mi sa che sarebbe una rivoluzione...
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alfonsomessina



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 21:01

Ciao a te, Maura. Le tue argomentazioni sono sicuramente interessanti, pero' continuo a pensare che Berlusconi sia un fattore di inquinamento nella politica italiana. Una volta uscito di scena lui non è che tutti i problemi del nostro paese sarebbero risolti, questo è chiaro, ma almeno gli schieramenti in campo dobrebbero risultare piu' evidenti. Fino ad oggi certa sinistra ha continuato a chiedere il nostro voto agitando lo spauracchio di un presidente del consiglio mafioso, corrotto, antidemocratico. Io ho quasi quarant'anni e da quando ho l'eta' della ragione continuo a sentire questo discorso. Vorrei una volta tanto potere sostenere una forza politica seria che faccia gli interessi dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani e cosi' via. Certo che bisogna disintossicarsi dal consumismo e dall'individualimo, diciamo pure da questo modello di societa' opprimente ed alienante, ma senza un programma politico capace di mobilitare le forze di chi vuole un reale cambiamento non vedo come questo sia possibile. Il compito è sicuramente difficile, ma da qualche parte bisogna pure cominciare...
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Gio Ott 08 2009, 21:19

mi permetto di aggiungere un altra considerazione squisitamente tecnica alle vostre riflessioni.
Il nostro ordinamento tutela il lavoratore e gli da il diritto - se indagato - di proseguire la propria professione fino alla conclusione del processo a carico e, solo in caso di giudizio negativo, lo obbliga a sospendere le attivtà professionali.
Nel rispetto del principio di uguaglianza, è stato applicato lo stesso concetto: non esiste alcuna norma che vieta alla persona che ricopre una carica istituzionale - in questo caso Berlusconi - di proseguire la propria attività e contestualmente di presentarsi a propria difesa nelle aule di tribunale. Solo al termine dei processi, e solo in caso di condanna, Berlusconi sarebbe obbligato a dimettersi (ma qui c'è una letteratura in merito, quindi prendetela con le pinze).

Nell associarmi all'invito di Alekos, guardare il generale e non il particolare che si muove intorno alla vicenda del Lodo Alfano (ex Schifani), e alle rivendicazioni di AlfonsoMessina, faccio notare che Berlusconi e le sue vicende personali hanno monopolizzato l attenzione di questo paese, di fatto immobilizzandolo. Ci siamo impantanati in una miriade di processi, sotto processi, accuse, calunnie, ecc ecc nel 'fotterio' generale - dimenticando i nodi cruciali del nostro paese, le innumerevoli domande irrisolte, per inseguire le infinite e stressanti vicende di un protagonista decisamente eccessivo.
E' questa la società civile che vogliamo per noi e per i nostri figli?
Non sarebbe più giusto lasciare spazio e dare voce a chi magari vuole proporre qualcosa ma che in questa 'dominanza' costante non ha lo spazio?
La sentenza della Corte Costituzionale non ci riporta tutti, dal punto di vista etico, a dare lo stesso peso a tutti i giocatori in campo e non solo e sempre soltanto a uno solo?

sempre peace and love a tutti sunny
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gian



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 00:02

Citazione :
All'orizzonte, si affacciano le più inquietanti -e per Washington più affidabili- figure di Draghi, di Montezemolo, dietro cui i Fini, i Bersani, i Casini, i Rutelli sono solo dei comprimari subalterni, funzionali alla manipolazione delle coscienze e dello spazio politico.

Tenendo conto di questo quadro, cara Maura, sarebbe da aprire una discussione su come intervenire politicamente e nella società italiana.
Condivido in toto l’analisi di alekos 18.

Le dimissioni del berlusca ? Per ora non ne vedo la necessità finchè all’orrizzonte non si affaccia una nuova forza politica con gente capace di difendere almeno gli interessi del paese con idee ed un indirizzo politico chiaro e indipendente, e che sia del tutto estranea ai subalterni citati sopra.

Teniamoci pure la puzzola maleodorante, ma almeno questa “sembra “ che stia scompaginando lo status-quo cronico della cosidetta sinistra trasformista, rinnegata, ex piccista, che per un pugno di mosche ha già venduto, anima e corpo al colonizzatore USA.

Come intervenire in questo conflitto ? Mi sa che mancano pure delle idee da parte nostra, sul che fare. O sbaglio ?

Saluti
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La Quinta Stagione



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MessaggioTitolo: Ma di questa Italia non se ne può più..   Ven Ott 09 2009, 00:22

Non voglio aggiungere un altro commento alla ridda di quelli già espressi da tutto l' arco costituzionale (ed oltre) italiano. Non tifo Berlusconi né il gruppo editoriale-finanziario-bancario nazionale ed internazionale, che gli si contrappone. I miei occhi sono puntati su questo disgraziato Paese, costretto sempre a dividersi su questioni sollevate contro i suoi reali interessi ed a suo esclusivo danno. Che ha sempre bisogno di essere "intruppato" da qualcuno per scendere in "piazza", per muoversi, per farsi sentire. E sennò, si sfoga nei bar, alla radio, in rete o, al limite, a tavola. Un Paese diviso inesorabilmente tra fessi e furbi. Dove il fesso (per dirla con il graffiante e compianto Prezzolini) "è colui che paga il biglietto ferroviario, che non si procura un biglietto per entrare gratis a teatro, che non è massone né gesuita, che dichiara tutto il suo reddito, mantiene la parola data e non può contare sulle protezioni della politica o di altri poteri come la magistratura. Un Paese che va avanti perché ci sono fessi che lavorano, pagano e crepano". Un Paese dove si parla male del governo a prescindere. Dove la politica è avvocatesca, nel senso che "il dire niente in molte parole è stata sempre la prima qualità degli uomini politici". Dove i ministri non sono mai scelti per le competenze, ma per le appartenenze geografiche o partitiche. Dove l' usciere conta più del ministro, il piantone più del colonnello, il segretario più del cardinale. Dove la classe dirigente (?) soggiace sempre alla "piazza" perché non è capace di imporre una direzione di marcia condivisa. Dove "non si può ottenere nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali". Dove la giustizia colpisce a caso e dove la realtà insegna che "per le cose grandi non si cade mai, per quelle piccine spesso". Dove convivono due dimensioni territoriali: "una europea che arriva grosso modo a Roma ed una africana o balcanica che va da Roma in giù". Dove ogni cittadino avverte molto di più il richiamo regionale che quello nazionale. Dove la patria è un "mito vago" relegato alle classi intellettuali, alla burocrazia statale o a qualche escrescenza politica più o meno nostalgica.
E in tutto questo viene lo sconforto a dover spiegare, per l' ennesima volta, che parlare di libertà di stampa minacciata da Berlusconi, in un Paese dove tre gruppi economici (cir, rcs, mediaset) si spartiscono l' informazione e dove per fare il giornalista ci vuole la certificazione come per i prosciutti o i salami, è ironico, quando non ridicolo. Che inneggiare alla Costituzione salvata dalla bocciatura del lodo Alfano, quando tutti i giorni quella stessa costituzione è stuprata dal diritto al lavoro negato (leggi "precarietà") e dal diritto alla casa negato (leggi" affitti di STANZE alle stelle"), è TRAGICO.
Davvero di questa Italia non se ne può più.
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alfonsomessina



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 10:15

Allora va bene, teniamoci Berlusconi per i prossimi cinque, dieci anni, assistiamo pure sogghignando allo sfacelo attuale. Ma davvero pensate che questo governo possa realizzare una politica indipendente dagli interessi degli Stati Uniti? Ma se così fosse l'avrebbero già fatto fuori anche fisicamente. Secondo me vi illudete troppo...
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gandalf



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 10:23

Non mi ha reso felice la decisione della consulta. D'altra parte nemmeno mi straccio i capelli per le sorti del premier. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso: il premier continua a prendersela con fantomatici giudici comunisti (magari ce ne fossero) quando si guarda bene dal denunciare chi davvero c'è dietro questo attacco, e cioè gli USA. Se è così pavido come sta dimostrando, tanto vale che cada. In Italia ci vorrebbe un Putin, altro che Berlusconi... Ma all'orizzonte non si vede proprio nessuno. Mi sa che ci beccheremo Fini e la nostra subdominanza aumenterà vieppiù.
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 12:46

Citazione :
il premier continua a prendersela con fantomatici giudici comunisti (magari ce ne fussero) quando si guarda bene dal denunciare chi davvero c'è dietro questo attacco, e cioè gli USA
ma..scusate, esistono solo gli USA in questo Paese?
Gli USA avranno anche la loro influenza e non discuto, ma non si può fare lo stesso gioco di Berlusconi: lui urla ai comunisti e qui si urla agli USA.
Questo Paese ha delle regole che sono indipendenti da Berlusconi, dai comunisti e anche dagli USA. Queste regole sono state adottate nel 1948 e a queste regole tutti si devono adeguare, senza distinzione.
Berlusconi continua a chiedere, attraverso l'adozione di provvedimenti legislativi mirati, misure eccezionali per sé e per i suoi che non sono previste dal nostro ordinamento.
Di questa Italia, che non accetta le regole del gioco ma che continua a forzare e a cercare escamotage secondo il giudizio del più furbo, mi associo a La Quinta Stagione:

Citazione :
Davvero di questa Italia non se ne può più.
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 12:57

Faccio fatica ad entrare nel forum, spero che il commento venga pubblicato. Che Berlusconi abbia rovinato l'Italia è un dato di fatto, e vi do ragione nel sostenere che dovrebbe essere allontanato ed al più presto. Quello che affermavo ieri è di non fare l'errore di dare la colpa solo ad una persona, come se, andato via il nano dalla scena politica tutto si sistema, perchè così non sarà. Berlusconi pone problemi seri sia in campo politico, che in quello mediatico, informativo, economico etc. etc., se esce di scena, si sistemeranno alcune cose, ma nel piano politico, a mio parere, il problema principale resta. E' vero che la Costituzione è stata fatta subito il dopo Guerra, ma lo sappiamo tutti le pressioni che sono state fatte dall'America. Siamo sempre stati un Paese "succube" e questo non dobbiamo dimenticarlo.
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Ven Ott 09 2009, 14:22

Sapete...io credo che sottovalutiate gli italiani. Sicuramente ora come ora sono ignoranti e menefreghisti, ma non scemi.
E permettetemi è proprio perché non sono scemi che vince berlusconi.

Cosa intendo dire oltre a fare una provocazione?
E' ora come ora inutile e insensato sperare, ciò che cambia sulla superficie parlamentare è solo una sfumatura diversa del potere capitalistico.
Si parla di costituzione, quando è essa stessa la fonte dei nostri mali. Si parla di lavoro quando esso stesso soggiace alle dinamiche oppressive.
Stiamo prendendo fischi per fiaschi...
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tadiottof



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MessaggioTitolo: richiesta di chiarimenti   Ven Ott 09 2009, 14:33

..... ha scritto:
Si parla di costituzione, quando è essa stessa la fonte dei nostri mali. Si parla di lavoro quando esso stesso soggiace alle dinamiche oppressive.
Stiamo prendendo fischi per fiaschi...
Interessante.
Anch'io credo che alcuni passi della costituzione siano una palla al piede, così come alcuni miti sull'occupazione.
Chissà se partiamo dagli stessi punti di vista.
2000snlp
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giuseppe



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Dom Ott 11 2009, 22:26

E' UNA GRANDE SCENEGGIATA.
UNA DELLE SOLITE.
BERLUSCONI FA FINTA DI ESSERE INDIGNATO MA IN REALTA' NON GLIENE FREGAVA NIENTE DEL LODO ALFANO CHE NON LO TUTELAVA
DA UNA CONDANNA UNA VOLTA FINITO IL MANDATO...
VEDRETE CHE RIDURRANNO I TEMPI DI PRESCRIZIONE DEL REATO
COSICCHE' ANCHE STAVOLTA SARA' LIBERO E IMPUNITO
...E POTRA' RICOMINCIARE FORTE COME SEMPRE,INSIEME A TUTTI GLI ALTRI AMICI CHE LAVORANO PER I POTERI FORTI (PD,LEGA,IDV...) A PRENDERE IN GIRO GLI ITALIANI CREDULONI.
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Lun Ott 12 2009, 00:40

Citazione :
BERLUSCONI FA FINTA DI ESSERE INDIGNATO MA IN REALTA' NON GLIENE FREGAVA NIENTE DEL LODO ALFANO CHE NON LO TUTELAVA
DA UNA CONDANNA UNA VOLTA FINITO IL MANDATO...
beh, l 'articolo 5 del Lodo bocciato, avrebbe consentito di reiterare l'immunità in caso di rielezione. In pratica è come un jolly che lo tieni in tasca per un mandato poi, se ti dice bene e sei rieletto, ricomincia daccapo per il mandato successivo. E' vero che la rielezione non è automatica, soprattutto in un paese molto mutevole come il nostro ma..di piu non si poteva fare, certo angelino alfano non poteva certo scrivere 'a vita' Laughing
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Lun Ott 12 2009, 00:44

Citazione :
VEDRETE CHE RIDURRANNO I TEMPI DI PRESCRIZIONE DEL REATO
COSICCHE' ANCHE STAVOLTA SARA' LIBERO E IMPUNITO
questo, potrebbe essere vero...tecnicamente, le mie analisi in questo caso si attengono esclusivamente all'aspetto tecnico, le vie del signore sono infinite: se le regole del gioco non piacciono al premier, il parlamento può avviare una revisione delle regole e cambiarle. Quindi, una delle strade è quella che indica Giuseppe, senza dubbio

sempre peace and love a tutti sunny
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alfonsomessina



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Lun Ott 12 2009, 14:38

La costituzione va difesa assolutamente, rappresenta un argine a disastri ben peggiori. Non è un caso che viene continuamente messa in discussione, a destra come a sinistra. Se venisse applicata alla lettera saremmo quasi un paese socialista. E' chiaro che si tratta di principi in qualche modo astratti e spesso disattesi, ma rappresentano comunque lo scheletro ideologico e direi quasi spirituale della nostra nazione. Non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe cambiarla...
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Lun Ott 12 2009, 15:49

alfonsomessina ha scritto:
Non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe cambiarla..
Purtroppo e' gia stata cambiata piu' di una volta da Berlusconi, per esempio la legge elettorale, l'iter delle leggi, l'istituzione dei viceministri, che prima erano i sottosegretari ecc.
2000snlp
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Lun Ott 12 2009, 23:12

tadiottof ha scritto:
Purtroppo e' gia stata cambiata piu' di una volta da Berlusconi
questo è vero però per apportare una modifica alla Costituzione serve la maggioranza assoluta e non relativa. Quindi: è vero che il promotore delle modifiche è stato Bossi profittando dell accordo con Berlusconi - nel primo governo - ma per par condicio bisogna dire che hanno votato tutti, anche l' 'opposzione'.

tadiottof ha scritto:
per esempio la legge elettorale, l'iter delle leggi, l'istituzione dei viceministri, che prima erano i sottosegretari ecc.
la legge elettorale non è una legge costituzionale, né di rango costituzionale. Idem per l'iter delle leggi, l'istituzione dei viceministri ecc. Tutto quello che attiene all amministazione dello stato - come si vota, chi fa cosa- passa per l'iter normale. Il sistema dello Stato, cioè come sono gestiti i rapporti tra il centro e la periferia sono una modifica della Costituzione.

Non è facile apportare modifiche o cambiamenti al testo della Carta Costituzionale -come tutti sanno, ci sono delle parti che possono essere cambiate e altre no. Il punto è che non è facile ma non è neanche impossibile...

sempre Peace and Love a tutti sunny
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Mar Ott 13 2009, 06:34

leandra ha scritto:
Non è facile apportare modifiche o cambiamenti al testo della Carta Costituzionale -come tutti sanno, ci sono delle parti che possono essere cambiate e altre no. Il punto è che non è facile ma non è neanche impossibile...
Brava! hai fatto bene a puntualizzare e a sottolineare i miei errori.
2000snlp
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Mar Ott 13 2009, 11:50

I love you

per chi vuole approfondire: art. 138 della Costituzione.

Attualmente prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con due votazioni (due per il Senato e due per la Camera in maniera incrociata). Per la prima votazione non è richiesta alcuna maggioranza qualificata e, perciò, la legge costituzionale o di revisione costituzionale può essere approvata anche a maggioranza semplice.
Nella seconda votazione (quella determinante) è richiesta la maggioranza assoluta o la maggioranza dei 2/3 dei componenti. Nel secondo caso - a differenza che nel primo - non è possibile dar corso al procedimento referendario di tipo confermativo.

Dunque, Berlusconi ha la maggioranza relativa e non la maggioranza assoluta, a meno che non sia d'accordo anche l'opposizione alle modifiche da apportare, come è successo nel caso del (tristemente noto) Titolo V. E'un gioco sul filo del rasoio - per tempi e numeri - e infatti se avete letto gli editoriali degli ultimi giorni, Berlusconi sta prevendendo una serie di mosse - davvero destabilizzanti.

Cmq, al di là delle considerazioni tecniche, è BELLA la nostra Costituzione - è un meccanismo intelligentissimo che si autosalvaguarda, fermo restando la possibilità di 'aggiornarla' nelle parti tecniche e non di principio alle esigenze del paese I love you

Sempre Peace and Love a Tutti sunny
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Mar Ott 13 2009, 19:42

Citazione :
Attualmente prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con due votazioni (due per il Senato e due per la Camera in maniera incrociata). Per la prima votazione non è richiesta alcuna maggioranza qualificata e, perciò, la legge costituzionale o di revisione costituzionale può essere approvata anche a maggioranza semplice.
La seconda deve aver luogo dopo 6 mesi?

Citazione :
Berlusconi sta prevendendo una serie di mosse - davvero destabilizzanti.
E come fa se non ha la maggioranza qualificata?

Citazione :
Cmq, al di là delle considerazioni tecniche, è BELLA la nostra Costituzione - è un meccanismo intelligentissimo che si autosalvaguarda, fermo restando la possibilità di 'aggiornarla' nelle parti tecniche e non di principio alle esigenze del paese
Il meccanismo sara' intelligente, tuttavia avrei preferito una Costituzione intelligente.
E come la mettiamo con l'articolo 7?
Inoltre non e' vero che la Repubblica e' fondata sul lavoro; il lavoro di chi?
Dei dipendenti, degli autonomi, dei liberi professionisti, dei banchieri?
Certamente di tutti, lo si deve riconoscere! I dipendenti tuttavia hanno bisogno dello stipendio oltre che del lavoro!
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   Mar Ott 13 2009, 23:17

a) L'Italia è una Repubblica democratica fondata ( da chi verrebbe da chiedersi...) sul lavoro...

b)La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione ( questo era scontato ).

c) La Repubblica riconosce [...] e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

d) È compito della Repubblica rimuovere [...]



a) L'Italia è un paese geografico. La repubblica essendo comune è democratica ipso facto ma non politicamente poiché la democraticità è data dalla comunanza di dati beni , date risorse, data cultura e dal rispetto di questi che all'interno dell'Italia ci si scambia.Una Repubblica democratica in modo politico per forza di cosa manifesta il tirannismo della maggioranza.Una repubblica, ciò che abbiamo in comune, non è fondato giammai sul nostro lavoro, ma su quel che siamo ed abbiamo ricevuto, su quel che viviamo ( declinato nel tempo-spazio ).
Inoltre il lavoro è un concetto capitalistico.Una società libera ha attività e non lavoro poiché questo è teso all'accumulazione di capitale, esso nasce unicamente come alienazione rispetto l'atto che si compie, forzatura del mercato capitalistico che dispone la scelta tra lavori ignobili e non confacienti l'individuo, la comunità, lavori che non sviluppano l'uomo ( maschio e femmina, don e donna ).

b)il popolo non ha sovranità.Ciò è un illogismo.Laddove il popolo governa chi sarebbero i governati? In realtà laddove c'è sovranità il governo cessa di essere poiché se il popolo realmente governasse non avrebbe bisogno di delegati. Con ciò quindi la repubblica politica cessa di essitere e quindi si è già suicidata ossia la costituzione si è già annullata da sola o meglio, ha già svelato quale sia la sua natura.

( Questo ad ognimodo è un punto interessante poichè pone interrogativi sulla realtà di un governo altro, completamente estraneo alle dinamiche di oggi )

c) per il punto b non può una repubblica né riconoscere né richiedere alcunché.Per far ciò oltretutto con toni e caratteri così perentori e minacciosi si dovrebbe almeno esser onesti nel riconoscere che tali applicazioni siano valevoli solo su coloro che abbiano firmato la costituzione ossia su coloro che sono stati resi consapevoli delle sue richieste e si siano quindi trovati d'accordo.Gli italiani ( indipendenetemente dalle loro capacità ) né hanno firmato alcunché né sono mai stati interpellati dal 48 in poi.
Inoltre NON SI PUO' GIAMMAI costringere individui, comunità o gruppi ad essere solidali, ad essere generosi. Questo è fascismo.

d) no comment.


Se nella costituzione vi sono Principi giusti come chiaro ed ovvio, è perché nulla vieta di trovare una pepita d'oro in una sacca di escrementi.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: stangata   Mar Ott 13 2009, 23:58

Citazione :
Se nella costituzione vi sono Principi giusti come chiaro ed ovvio, è perché nulla vieta di trovare una pepita d'oro in una sacca di escrementi.

E' un giudizio impietoso ma logicamente conseguente alla premessa.
Non posso che concordare.
Hai i messo i puntini sugli i.
2000snlp
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MessaggioTitolo: Re: Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"   

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Oltre la bocciatura del "lodo Alfano"
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