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 IL "LAVORO" PSICOLOGICO DI BRUNETTA

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Maura

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MessaggioTitolo: IL "LAVORO" PSICOLOGICO DI BRUNETTA   Mar Ott 06 2009, 07:45

Vorrei soffermarmi un momento sulle ultime (ma a parer mio non meno importanti) sparate del Ministro Brunetta, per far vedere al popolo italico, che il Governo lavora, mettendo in risalto (secondo sempre il suo parere) i fannulloni e innalzando il lavoratore onesto.
Prima se ne è uscito con l'insignificante e, aggiungo, controproducente, lista dei salari dei Dirigenti della PA sul web. Assolutamente inutile, dato che a me non interessa quanto prende un Dirigente, ma fare in modo che riceva uno stipendio adeguato. Cosa totalmente ignorata dal Ministro. Ora se ne è uscito con lo stipendio dei giornalisti e dei presentatori tv. idem come sopra. Affermazioni che non comportano nessun cambiamento, se non quello di "aizzare" il cittadino verso una precisa categoria. Questo modo di fare politica è molto pericoloso, come dicevo lavorano sulla mente delle persone per spostare l'attenzione dal vero problema, aiutati da questa pseudo opposizione, più concentrata a salvaguardare la poltrona, che a proporre soluzioni.
Questa disinformazione politica sta avendo successo, grazie, soprattutto, alle tv, private e pubbliche e alla carta stampata.
Noi possiamo proporre, tramite il web, una vera informazione. Ma in che modo?
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MessaggioTitolo: Re: IL "LAVORO" PSICOLOGICO DI BRUNETTA   Mer Ott 07 2009, 18:50

Citazione :
Affermazioni che non comportano nessun cambiamento, se non quello di "aizzare" il cittadino verso una precisa categoria
Ciao Maura, mi associo in pieno. Che toni! Sparare e basta - contro gli immigrati, gli impiegati, i docenti, i precari - giù con le parole d ordine: criminali, sfaticati, fannulloni...
La fanfara dell'eco che rimbomba arriva all'ultimo cittadino che per sentirsi parte di qualcosa, nel piu totale qualunquismo, scimmiotta i capò e va avanti - fino ad arrivare ad episodi di razzismo.
Questa è la negazione della politica.

Sempre Peace and Love a Tutti sunny
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: IL "LAVORO" PSICOLOGICO DI BRUNETTA   Gio Ott 08 2009, 07:41

leandra ha scritto:
Citazione :
Affermazioni che non comportano nessun cambiamento, se non quello di "aizzare" il cittadino verso una precisa categoria
Ciao Maura, mi associo in pieno. Che toni! Sparare e basta - contro gli immigrati, gli impiegati, i docenti, i precari - giù con le parole d ordine: criminali, sfaticati, fannulloni...
La fanfara dell eco che rimbomba arriva all ultimo cittadino che per sentirsi parte di qualcosa, nel piu totale qualunquismo, scimmiotta i capò e va avanti - fino ad arrivare ad episodi di razzismo.
Questa è la negazione della politica.

Sempre Peace and Love a Tutti sunny
Ciao Leandra. Negazione della politica, perfettamente d'accordo. Per nascondere il fatto di non saper gestire un Paese, totalmente incapaci di fare politica, usano toni da "bettola" per riscuotere successo tra gli elettori, intanto continuare a farsi i propri affari sotto il banco. Indefinibili!!
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MessaggioTitolo: Re: IL "LAVORO" PSICOLOGICO DI BRUNETTA   Mar Ott 13 2009, 22:50

Il problema di Brunetta è che aizza troppo poco e dimentica due categorie fondamentali:
-politici (ovvio)
-cartelli industrial-imprenditoriali

Il settore statale è un settore non pubblico ma privato, poiché l'esistenza stessa dello stato pone limiti all'usufrutto di date risorse (nazionali ad esempio) a vantaggio di qualcheduna categoria che ipso facto persegue fini privati costituendosi oppressivamente.
Quella di Brunetta è una sparata strumentale e ben studiata ed infatti come scrivete lo stato non lavora affatto più di quel che si vuole far credere( ma è nella sua natura il lavorare il meno possibile per il cittadino indipendentemente dagli inquilini che vi si trovino)

I toni da "bettola" comunque sono sempre stati i toni che fanno infervorare le folle, evidentemente se ne vuol trarre qualche profitto appunto; la realtà ci è però sotto gli occhi ed il problema non sono i toni ,che al momento giusto possono anche porsi in stile "bettola", ma riguardo cosa ci si esprime, con che criterio , su quali basi e per quale obiettivo.
I criminali ci sono infatti, ugualmente i ladri e gli arraffoni e non comprendo (forse lo comprendo e lo comprendiamo troppo bene) perché siano ancora vivi o no siano bloccati.
Brunetta ha ragione non sapendo che anche lui rientra, coerentemente con ciò che lui stesso afferma, negli obiettivi da abbattere.


Assodato che minor stato è maggior libeertà, conviene però sempre visualizzare dove i tagli vengano fatti.
E' lì infatti la chiave per inquadrare quali siano i reali interessi dello stato,od anche, le sue dipendenze rispetto agli imperialismi stranieri.

saluti
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