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 Washington contro Berlusconi? Scenari da Italy land

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alekos18

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Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Washington contro Berlusconi? Scenari da Italy land   Gio Set 17 2009, 12:36

Washington contro Berlusconi?
Scenari di ordinaria dipendenza in "Italy land"
Gli articoli, di seguito riportati, di Paolo Guzzanti presentano molti spunti interessanti per comprendere sia questo passaggio della politica italiana (in atto da alcuni mesi) sia, probabilmente, una possibile (nelle prossime settimane, mese/mesi) riscrittura del proscenio della sub/dominanza politica 'di governo' al servizio dell'impero unico bombardatore USA. Comunque s'interfacciano, per tanti riferimenti anche storici, pure sfacciatamente rimarcati ('pro domo sua') da Guzzanti, con il nodo politico di fondo che pone "Indipendenza", cioè la mancanza di indipendenza e sovranità in questo paese, un'irrisolta questione nazionale di liberazione la cui seria e radicale mancata assunzione rivendicativa è a tutt'oggi all'origine della 'forza' del sistema economico e politico dominante questo paese e della sostanziale impasse (pluridecennale peraltro) di qualsiasi prospettiva sociale di emancipazione. Chi ci legge, sa che da molti anni (dal 1994-'95) sosteniamo pericolosità e fuorviamento politico di quel che allora sintetizzammo nell'espressione "antiberlusconismo mistico", invitando ad una critica sostanziale del berlusconismo e dell'antiberlusconismo, due facce della stessa medaglia al di là dei conflitti di 'banda' e tra frazione dettati da ragioni di accesso al sub/potere di Italy land.

Dall'ultimo scritto (in ordine di tempo), scrivevamo al riguardo: "Incapaci di contrapporsi per progetti di società, asserviti con parole e fatti a chi da decenni condiziona a tutto campo gli indirizzi di questo paese al punto da esercitare il vero potere dominante, ormai si contendono [centrodestra e centrosinistra, con frazioni interne tra loro conflittuali nei rispettivi schieramenti e annesse appendici partitiche satellitari, ndr come da testo] posizioni da 'gestori servili' dell'amministrazione dell'Italy-land a stelle e strisce anche a colpi di gossip, pettegolezzi, scandalismo, moralismo ipocrita. Il centrosinistra critica il berlusconismo (effettivo sottoprodotto italiota dell'americanizzazione anche culturale di questo paese) con vocabolario, modalità e mentalità analoghi" ( http://indipendenza.lightbb.com/politica-italiana-f2/oltre-gossip-pettegolezzi-ipocrisie-e-degrado-morale-t404.htm ). Invitiamo a rileggere lo scritto indicato e poi questo paio di articoli di Guzzanti, giornalista, politico, conduttore televisivo, di recente vicedirettore de "Il Giornale", quest'anno fuoriuscito dal PDL.

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Gli USA hanno deciso di far cadere Berlusconi a causa del fatto che è diventato il maggior fornitore di denaro per la Russia. Le grandi manovre sono cominciate, il partito a tre punte Fini Casini Montezemolo affila le armi e Berlusconi minaccia elezioni anticipate e il ricorso al suo popolo, che è in crescita malgardo il martellamento mediatico. La più difficile crisi della seconda Repubblica è alle porte. Ecco gli elementi per capire.

di Paolo Guzzanti
11 settembre 2009

L’ordine è arrivato dagli Stati Uniti: Berlusconi va eliminato. Motivo: i contratti energetici che legano non solo l’Italia alla Russia, ma tutta quella parte di Europa che Berlusconi è deciso a portarsi con sé. A me già lo disse chiaro e tondo l’ambasciatore Spogli che andai a salutare quando lasciò l’ambasciata di via Veneto: "Non siamo certo noi americani che vogliamo vendere energia all’Italia, ma vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari". Da allora un fatto nuovo di enorme gravità si è aggiunto: l’Italia ha silurato il gasdotto Nabucco (che eliminava la fornitura russa passando per Georgia e Turchia) facendo trionfare South Stream, cioè l’oro di Putin. Contemporaneamente Berlusconi organizzava la triangolazione Roma-Tripoli-Mosca associando Gheddafi nell’affare. E’ opinione diffusa Oltreoceano (per esempio all’Istituto Aspen, Colorado) e anche di fonti georgiane che Berlusconi abbia interessi non soltanto di Stato.
L’operazione è stata preparata con cura attraverso una campagna mediatica di lavoro al corpo di Berlusconi basato sulle vicende sessuali, sulle inchieste di mafia e sulla formazione, nell’area moderata, di una alternativa politica a tre punte: Luca Cordero di Montezemolo, Perferdinando Casini e Gianfranco Fini, ciascuno a suo modo e con le sue vie, ma in una sintonia trasparente.
Il partito di Montezemolo, non ancora ufficiale, aprirà la sua convention sotto forma di manifestazione culturale il 7 Ottobre, lo stesso giorno in cui la Consulta dovrebbe decidere sul lodo Alfano.
Che cosa farà la Consulta è il nodo da sciogliere perché il risultato è incerto, ma se il lodo dovesse essere bocciato, Berlusconi si troverebbe dal giorno stesso imputato per gravi reati connessi con l’affare Mills.
Berlusconi tutto questo lo sa perfettamente, sostiene che dietro Fini ci sarebbe Paolo Mieli e altri intellettuali laici, e fa sapere che lui a dimettersi non ci pensa per niente e che, se mai lo costringessero, negherebbe con il PDL qualsiasi maggioranza a qualsiasi altro governo – Fini, si suppone – costringendo Napolitano a constatare la mancanza di una maggioranza e a convocare elezioni anticipate da accorpare a quelle regionali stabilite con enorme anticipo a marzo.
In questo caso ci troveremmo di fronte a una crisi virtuale e poi formale subito dopo la prima metà d’ottobre, già affollata per il congresso del PD. Lo scioglimento anticipato delle Camere dovrebbe precedere di 60 giorni la data delle elezioni e quindi il decreto dovrebbe arrivare subito dopo Natale.
Questa sarebbe, secondo lo scenario peggiore, l’ultima chance di Berlusconi pronto a sfidare i nemici sul piano elettorale, forte del massimo momento di popolarità nei sondaggi, malgrado gli scandali.
Ma – domanda – davvero Berlusconi avrebbe il potere di controllare tutti i deputati e senatori del PDL affinché neghino la fiducia ad un suo successore? E come si regolerebbe il Pd? Probabilmente sosterrebbe, ma in che condizioni? E’ infatti molto probabile che, in caso di vittoria ormai scontata di Bersani, i cattolici del Pd se ne andranno. Scissione a sinistra, dunque, e scissione anche a destra. Grande rivoluzione parlamentare e politica. Con Berlusconi deciso a resistere, sfidare, e se proprio deve morire, portarsi dietro tutti quanti.
Ma i suoi deputati sanno che se lui li mandasse a casa, poi sarebbero tutti sostituiti dalla nuova leva di giovanissimi già selezionati. Sarebbero allora i tacchini di Natale: davvero i tacchini di Natale accompagnerebbero il disegno natalizio? Appare improbabile.
Ma chi tiene le fila del gioco che punta al ricambio tutto questo lo sa e si è fatto i conti. Anche Berlusconi si fa i conti. Lo scontro è ravvicinato e mortale. Se Berlusconi riuscisse ad evitare la bocciatura del Lodo Alfano, alla fine uscirebbe rafforzato. Per ora si mostra sicurissimo di sé e ieri ha fatto il gradasso con i giornalisti spagnoli, si è confrontato a De Gasperi e ha detto di essere il primo ministro migliore di tutta la storia d’Italia. La grande manovra è cominciata, le artiglierie già battono il campo. La guerra arriverà, se arriverà, entro un mese.
 
GLI USA E BERLUSCONI, POLITICA E NON COMPLOTTO
di Paolo Guzzanti
12 settembre


Aggiornamento: non esiste alcun "complotto" americano, ma chiare manifestazioni politiche, visibili, oneste e naturalmente in grado di produrre conseguenze alla luce del sole. Vedo che una ventata di paranoia antiamericana si è abbattuta sul sito. Guardiamo solo i fatti. E allora, fatto: ieri, venerdì 11 settembre, il nuovo ambasciatore americano si è recato a rendere visita e omaggio al Presidente della Camera Fini. Non era incappucciato. Era sulle news.
Sono impressionato. Una parte incredibilmente alta di lettori si è fatta prendere da un attacco di paranoia antiamericana e pensa a complotti oscuri, manovre della Cia (dimostrando così di non sapere nulla della Cia, vedi i documenti pubblicati da Molinari che dimostrano come la Cia VOLESSE i comunisti al governo col compromesso storico, al contrario dei sovietici che fecero fuori Moro e tentarono di fare la pelle anche a Berlinguer) e di tutto l’universo quasi paranormale di oscurità americane del genere che soltanto gli americani stessi con i loro autori, giornalisti, Congresso, cinema, televisione, libri, sanno alimentare. Micheal Moore ne è il campione, e incassa benissimo. Nulla è più americano dell’antiamericanismo. E naturalmente a tutti sembra sfuggire che la posizione politica americana è quella di Obama, l’osannato e amatissimo primo presidente nero della storia. Non vi pare che ci sia qualcosa che non vada?Allora, ricapitoliamo.
Gli Stati Uniti sono quelli che per due guerre mondiali, di cui la seconda scatenata proprio dall’Italia insieme a Hitler, sono venuti qui da noi a riempire i nostri cimiteri, a rifocillarci, a restituirci dal 1945 libertà e democrazia, poi ricostruzione e sicurezza di fronte alla minaccia sovietica. Tutto ciò che tutti credono di sapere sulle malefatte del cattivo americano sono in genere - come ho potuto appurare documenti alla mano - fabbricazioni del Kgb spacciate specialmente attraverso giornali italiani: così l’assassinio di Kennedy ordito dalla Cia (la versione kgb di Oliver Stone che ormai purtroppo è diventata storia corrompendo i cervelli dei giovani che non studiano ma credono di sapere già tutto) e poi di Moro ucciso dalla Cia, come organizzato e spiegato in dettaglio proprio in un preciso documento del dossier Mitrokhin.
Gli americani, come mi dicono tutti i miei amici diplomatici, politici, gente comune amici e parenti americani (non dimenticate che io ho una famiglia americana e che mi considero per metà americano, con moglie e figli americani, ma anche amici, colleghi, gente della strada, vicini di casa) non ne possono più di veder crescere pericoli alla pace e alla stabilità e alla libertà democratica che poi tocca a loro un giorno venire a risolovere col loro sangue.
Non è che gli italiani poi vanno a combattere in Montana o in Oregon per la libertà degli americani (ma un gruppo di pistoleros texani accompagnò Garibaldi nella sua impresa italiana).
Dunque gli americani vedono male per l’Italia, per l’Europa e per la stabilità e la sicurezza mondiale, il fatto che un Paese cardine come il nostro scelga di legarsi mani e piedi dal punto di vista economico ed energetico a un Paese non democratico, violento (Georgia, Politkovskaya), potenzialmente fasciocomunista, privo di istituzioni democratiche reali, incapace di produrre ricerca scientifica che non sia militare e anche quella di genere massiccio e non figlio della ricerca fisica ed elettronica di alto livello, il quale paese non democratico sta mostrandosi già come un pericolo: alleato con Chavez in Venezuela, fornitore di contrabbando di missili per l’Iran, sostenitore di Hezbollah e Hamas in Medio Oriente, da sempre desideroso di mantenere altissimo il prezzo del greggio mediorientale per poter rendere competitivo il proprio greggio che è costoso ed estratto con tecnologia non d’avanguardia.
Hanno diritto Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito (che la pensa in maniera anche più dura) di manifestare apertamente la loro preoccupazione? Io dico di sì. Non è soltanto un diritto, ma un dovere. Berlusconi ha millantato finora una posizione filoamericana a chiacchiere, ma poi sui punti fondamentali è russo dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe.
Intendiamoci: Prodi non è meno russo di lui e infatti Putin gli aveva offerto, come a Schoereder, la presidenza di Gazprom in Italia. Sono tuti filorussi e di fatto antiamericani. Come gran parte degli italiani che, come cattolici, come fascisti o come comunisti, odiano gli Stati Uniti emettendo la consueta fontana di scorie di pensiero-immondizia, formato da leggende metropolitane, film, trovate paranoidi che - ripeto - sono in genere di fonte letteraria tutta e solo americana.
Allora: apertamente, occhi negli occhi, Bush disse a Berlusconi "Questa storia del gas russo come unica fonte privilegiata non ci piace". Obama ha ripetuto la stessa cosa. Gordon Brown anche. A tutti Berlusconi ha risposto che se ne frega e seguita a fidanzarsi con Putin al punto che ormai quasi tutti pensano - anch’io lo penso, ma non posso provarlo - che il nostro abbia la mani in pasta personalmente negli affari energetici. Ma poiché io non voglio aumentare il tasso di paranoia, dico che non lo so, ma che ne sto cercando le prove.
Dunque, quale sarebbe il complotto americano? Aver detto apertamente che la politica di Berlusconi viene considerata sbagliata per gli interessi complessivi della convivenza, pericolosa dal punto di vista della protezione della pace perché la Russia spende i soldi di Berlusconi comprando cannoni (e tecnologia militare avanzata) e tale di spostare l’asse europeo verso le steppe e le patate, e lontano dall’oceano Atlantico e dalle democrazie dell’Occidente.
E’ reato? C’è qualcosa che non va? Dove sarebbe il delitto?
Nel chiedere in Italia chi potrebbe meglio costruire una politica diversa? Nel mandare messaggi, nel fare colloqui, nel diffondere opinioni? Ma che cosa credono i paranoici del blog, che gli americani con gli occhiali neri e la pistola in tasca stiano preparando un colpo di Stato? Ma smettetela. E la smetta, fra altro, anche Israele di considerare Berlusconi un grande amico: Frattini sostiene per l’Unesco un ministro egiziano famoso per aver detto che "Noi l’odio per gli ebrei lo beviamo con il latte materno". E l’Italia lo sostiene. Questo governo russo lo sostiene. Questo governo libico lo sostiene. Questo governo che non ha fatto decidere al Parlamento le sue scelte strategiche, non si è sottoposto ad un vero dibattito e alle decisioni del Parlamento, ma che schiaccia, ignora, deride un Parlamento già di per sé asfittico.
I berlusconiani rispondono più o meno: ma a noi che ci frega? Noi l’abbiamo votato, noi abbiamo vinto, noi lo vogliamo, e guai a chi lo tocca. Ora Berlusconi non lo tocca nessuno, nel senso che se dovesse cadere, questo accadrebbe per una serie di eventi che ho già elencato. Tutti eventi POSSIBILI, non DECISI da qualcun altro.
Che deciderà la corte costituzionale? Boh.
Che succederebbe se la corte dichiarasse illegittimo il lodo Alfano? Dipende.
Nel frattempo la politica, che non è fatta dal solo Berlusconi, né dal solo Frranceschini, ha ripreso a marciare. Cè gente come me che dissente, altra che si ribella, altra che chiede democrazia interna nei partiti dove deve esistere il rispetto di regole come in America, Francia, Inghilterra e Germania.
E in questo quadro gli USA hanno detto: bene, per quel che onestamente possiamo, noi manifesteremo il nostro interesse e il nostro compiacimento per una soluzione politica democratica tutta italiana, ma che dia risultati che a nostro parere possano rendere l’Europa, la stessa Italia e il mondo più sicuri.
Dove sarebbe il satanismo? Dove il complotto? Io non ho mai parlato di complotto ma di politica. Ho fatto notare, e lo sottolineo ancora, che le grandi inchieste Mani Pulite sono nate dalla polizia americana (non dalla Cia, ma dal FBI) di cui Giovanni Falcone era un grande frequentatore e anche l’attuale direttore dei servizi e già capo della polizia De Gennaro lo era e spero che lo sia ancora (uno dei pochi che come me parla ed è capace di pensare in inglese). Gli americani lottano davvero contro la mafia, mica a chiacchiere. E la mafia gliel’abbiamo portata noi a loro, non loro a noi. E hanno sempre avuto interesse ad un rapporto di collaborazione nel campo della Giustizia che permettesse di stroncare le attività mafiose.
Dunque, ragazzi, calma e rinfoderate gli occhialini per i film in 3D. Qui siamo di fronte alla realtà, non di fronte alle puttanate di Moore. Ognuno ha responsabilità chiare, ognuno sa misurare forze e controforze e levatevi dalla testa che esistano gli spettri...
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Washington contro Berlusconi? Scenari da Italy land   Sab Set 19 2009, 22:07

Mi associo a quanto scritto da Alekos.

Aggiungo ancora qualche commento ripreso sempre dal blog di Guzzanti, a mio avviso esemplificativi della dipendenza dagli USA. Rilevo in particolare il ruolo dell'FBI dietro "Mani Pulite", di cui tempo fa ha parlato anche l'ineffabile Cossiga in un'intervista a Il Giornale. Il terzo commento è anche utile nel rilevare le credenziali di "filoamericano di ferro" di Guzzanti.


Gianluca scrive:
11 settembre 2009 alle 13:18

Scenario molto interessante caro Paolo. Non mi è chiara una cosa, come pensi gli USA muovano le loro pedine per disarcionarlo?

Ho letto l’ottima premessa che tra l’altro racchiude una notizia scoop, la tua chicchierata con l’ambasciatore Americano e dopo un interessante ipotesi di governo tecnico.

Ci hai informati di quali sono gli scenari che si potranno aprire, che condivido ed aggiungo anche che da qui a 10 anni l’Italia si ritroverà nuovamente frammentata, con il PDL ed il PD verso la scissione ed altre realtà (speriamo la ns) ad entrare in gioco.

Mi manca il come l’America parteciperà e proverà a condizionare il ns paese.

GUZZ – L’AMERICA quando vuole sa come muoversi. Craxi e Andreotti che hanno creato gravi problemi strategici agli americani, hanno sperimentato la potenza del FBI.
Mani Pulite nasce come operazione FBI (un’operazione, fra l’altro, internazionale nata proprio con il nome “clean hands”) e l’FBI segue con attenzione le vicende di mafia, finanza sporca eccetera.
Sulle escort non c’è neanche bisogno di operazioni tanto complicate.
Gli americani sono anche furibondi con SB perché si spaccia per il mediatore fra Usa e Russia.
Il declino di SB in Usa era cominciato già con Bush, per quante salve di cannone gli sparassero, trattandolo che SB tratta Gheddafi.

Marco Cavagna scrive:
11 settembre 2009 alle 18:17

Guzzanti, non è che abbia confuso l’ FBI con la CIA?

GUZZ – NO. FBI: è lì che decine di nostri magistrati e poliziotti di alto rango vanno a fare dei debriefings, pubblici e alla luce del sole. Salvo i dossier. Falcone era uno di loro e il suo referente era il procuratore antimafia Rudolph Giuliani: uno che sull’Italia ne sapeva più di tutti.



gianluca.mariottini scrive:
11 settembre 2009 alle 18:32

Gent,mo Guzzanti,
vorrei porle alcune domande che mi sembrano di interesse per noi perche’ riguardano sia la sua posizione politica (vedi l’ufficiale guanto di sfida a Berlusconi) sia l’analisi storica dei tempi.

1) Cosa ne pensa Lei di queste (molto probabili) manovre?
Ovvero, supponiamo fosse stato Lei al governo, come avrebbe cercato di difendere la preferenza accordataLe dagli elettori a fronte di certi attacchi?

2) Come avrebbe gestito Lei i rapporti economici con Gheddafi, in termini anche di immigrazione clandestina?

3) Come vede la figura di R. Murdoch in tutto questo gioco che ci ha appena delineato?

Cordialmente
Gian Luca Mariottini

GUZZ – PENSO CHE BERLUSCONI ha pensato di essere onnipotente, impunibile, il migliore, irresistibile e che si sbaglia. E’ stato imprudente nella vita privata e paga pegno. Ha subordinato l’Italia a uno Stato canaglia, e questo provoca reazioni uguali e contrarie. Io sono per definizione dalla parte degli Stati Uniti, non per definizione dalla parte di Berlusconi. A Sigonella, per intendersi, io stavo con Reagan, non con Craxi. Sono gli Stati Uniti la garanzia della democrazia in Europa e nel mondo (ma più ancora the UK, Londra), mica Forza Italia o il Pd.
I rapporti con Gheddafi sono petroliferi. I clandestini sono un paravento. Gheddafi ha chiesto e ottenuto una flottiglia militare e noi glie l’abbiamo data facendo finta che è per combattere l’immigrazione clandestina. Non pigliamoci in giro.
Murdoch è l’alibi di Berlusconi e dei berlusconiani per sostenere che tutto ciò che accade di male, e di naturale, a Berlusconi, viene da complotti e vendette. Falso. Viene dagli errori madornali e veramente autolesionisti di Berlusconi.
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