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 Afghanistan

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sankara

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MessaggioTitolo: Afghanistan   Lun Set 07 2009, 17:08

Il mantra che centrosinistra (ieri) e centrodestra (oggi) recitano è che stiamo (stanno) in Afghanistan per la "nostra" sicurezza. E' un mantra trasversale. Lo ha consacrato più volte anche il Presidente della Repubblica. Peccato che si eviti di spiegare gli autentici "perché" e "come".
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tadiottof



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MessaggioTitolo: i perche' e i come   Mar Set 08 2009, 08:04

Domanda a Sankara: quali sarebbero gli autentici perche' e come?
2000snlp
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Sab Set 12 2009, 19:27

tadiottof ha scritto:
Domanda a Sankara: quali sarebbero gli autentici perche' e come?
2000snlp
Sul "come" si stia dispiegando l'intervento italiano ci sarebbe da dire. Ora mi soffermo sui "perché". E' evidente che la "guerra al terrorismo", avviata su scala planetaria dall’amministrazione Bush e proseguita da quella Obama e che vede gli Stati Uniti in Afghanistan, è di una pretestuosità assoluta, anche risibile. Le guerre d’aggressione, si sa, sono solitamente ammantate di nobili princìpi e di pezze d’appoggio giustificative, a nascondere inconfessabili motivazioni di potenza e di dominio. L’elemento su cui gli USA hanno fondato la propria egemonia e la stanno estendendo nel pianeta è la funzione militare. Questa, oltre a ricadute importanti sulla propria economia (c'è l'enorme indotto da considerare, oltre l'industria degli armamenti), svolge anche funzioni strategiche nei confronti degli alleati/subalterni (potenzialmente, ma ancora lontanamente in questa fase, concorrenti). All’epoca del con/dominio conflittuale planetario con l’URSS, il meccanismo funzionava sulla base della logica di scambio egemonia politica / copertura militare. Implosa l'URSS, la sudditanza ha significato oneri crescenti e gravosi, per via di un coinvolgimento diretto –e non solo logistico– nelle diverse aree rese critiche, a fronte di limitati ritorni diversamente ripartiti a seconda della discrezionalità e delle relazioni bilaterali d'interesse gestite dai tenutari di turno della Casa Bianca. Per gli USA l’ottica è ‘tenere impegnate’ e frustrare le possibili, ma così velleitarie, aspirazioni di sviluppo autonomo concorrenziale dei paesi europei, e conseguire proprie finalità geopolitiche nell'ottica di mantenere, rafforzandola, la propria supremazia globale che, pur allo stato in crisi, ancora è in grado di dispiegarsi a tutto campo ed è sostanzialmente indiscussa.
 
Se le prime due guerre imperiali post guerra fredda (Iraq e Balcani degli anni '90) erano prevalentemente anti-europee, di riaffermazione egemonica interna al campo cosiddetto alleato, la guerra afgana (2001) ripropone questa funzione in uno schema geopolitico 'offensivo'. Gli Stati Uniti si proiettano –ed è qui la novità– direttamente in Asia centrale, in quell’area "turanica" (Iran, Afghanistan, Tagikistan, Kirghizistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Pakistan) che da secoli è il "ventre molle" della Russia, ed anche della Cina, per via della contiguità con lo Xin-jiang, tra i più grandi bacini minerari e petroliferi del mondo, proprio a ridosso dell’Afghanistan. Ci si incunea militarmente, per restarci in via permanente, in zone nevralgiche dal punto di vista strategico. Si arriva a ridosso di potenze in ascesa (Russia e Cina) con le quali il confronto (già in atto) non è ancora, per una serie di ragioni, militarmente diretto. Ma la prospettiva di uno scontro armato è dentro la strategia imperiale di Washington, e si sta preparando anche nel contesto di una geopolitica di avvicinamento per progressive destabilizzazioni regionali e guerre ‘locali’ che intanto mirano a smembrare o quantomeno indebolire i suddetti paesi, nell'intento di determinare forti sollecitazioni interne. Questo è allo stato evidente più per la Russia che per la Cina.
 
La Casa Bianca punta con la "guerra al terrorismo internazionale" a modificazioni geo-politiche in precise aree del pianeta (Corno d’Africa, ‘Medio Oriente’, Asia centrale e, quantunque sullo sfondo, Asia sud-orientale e America latina) ma restano una certa confusione sul come proseguire e arrivarci nonché evidenti difficoltà determinate sul terreno militare (Iraq ed Afghanistan). L’evidente nanismo politico, che caratterizza da tempo la politica estera statunitense, è per ora molto ben coperto dal gigantismo militare che lo surroga e che mostra di avere come fine principale, quantunque non esclusivo, il proliferare dell’insediamento di proprie basi e presidi permanenti in tutte le aree del pianeta in cui sia possibile prevenire l’insorgere di minacce ai propri interessi economici e politici.
Alla luce di tutto ciò, sinteticamente espresso, le reiterazioni giustificative (la "sicurezza") dell'interventismo militare italiano, accettato dalle amministrazioni di destra e di sinistra e avallato dalle massime istituzioni, rendono solo più patetico il servilismo cui è sottoposto, da tanti decenni, il nostro paese.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Set 21 2009, 22:35

Perché non si organizza nemmeno un corteo di portata nazionale per il ritiro dei soldati italiani dall'Afghanistan? Perché non farlo aprire da uno stuolo di tricolori a significare anche simbolicamente, mediaticamente, che una parte degli italiani (probabilmente la maggioranza) non accetta che le si raccontino storie e che contrasta la vergognosa falsificazione degli "interessi nazionali" presuntivamente da difendere al seguito dell'alleato(/padrone) statunitense?

Macché "democrazia"! Ma quale "terrorismo"! Gli interessi in gioco sono quelli geopolitici anti-russi ed anti-cinesi di Washington, quelli dei fabbricanti d'armi soprattutto statunitensi e quelli dei trafficanti di droga di alto livello internazionale presenti nel governo fantoccio Karzai.

Morire per Washington (anche) a Kabul?
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Set 21 2009, 23:40

Io non so cosa dire ma ho idee molto contrastanti la quale soluzione è sicuramente ambigua. Io sono Anarchico o forse sono solo "matto" ma in ogni caso ho sempre ritenuto di essere da esempio ed in base a questa coscienza ho spesso evitato di gioire o infierire, proprio perché poi altri lo avrebbero potuto fare, copiare, in un certo senso quindi "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", di seguito quindi ogni volta che mi sono ritrovato nell'essere il Capo di una qualche situazione, ancor prima, l'attimo prima che il tutto iniziasse, io ero gia scomparso, proprio perché altrimenti si sarebbe instaurato l'esser Capo, il che avrebbe sempre leso l'intento di essere Anarchico ed estendere il valore Anarchico.
La Guerra in Afghanistan e mille altre guerriciole, senza mancare di rispetto per chi ci muore, sono ingiuste ma allo stato attuale delle cose e cioè l'impreparazione dell'Occidente nello gestire il suo Potere ha aperto di nuovo le danze per il Dominio della Terra ed è questo che oramai con tristezza dovrebbe essere affrontato.
In un certo senso la globalizzazione è solo servita per rimpicciolire il Pianeta Terra, il sistema che l'essere Umano ha usato ed usa per vivere oramai ha solo stretti confini ma tutti, veramente tutti, dagli Africani che non vogliono più essere tali e cioè quello che il gergo li identifica, a qualsiasi altra potenza o etnia, dunque ???
L'Occidente è stato cattivo Maestro ed ora che tutti si sono imparati ad essere cattivi non basta più smettere, questo è il vero problema.

Citazione :
Morire per Washington (anche) a Kabul?
Oggi come oggi si muore affinché in Occidente si stia da nababbi e questo è; alla fin fine chi è morto in Afganistan è morto anche perché io stessi qui comodamente scrivendo, senza avere i Talebani intorno ed io chiuso in un sotterraneo come i carbonari...Perché questo è, l'Occidente non è stato in grado di mostrare la sua saggezza ma ha mostrato la sua forza, mettendo tutto di nuovo in discussione. Se l'Occidente si ferma, si fermano anche gli altri a questo punto ????????
Se la soluzione fosse dare ad ognuno quello che è giusto, è chiaro che cambierebbe anche per noi qui, nel tuo paese, nella tua vita, nella mia vita, in Occidente, visto che esso ancora campa sfruttando tutto quello che c'è da sfruttare in giro per il Pianeta Terra ????!!!!
Paga il giusto a quello, paga il giusto a quell'altro... a noi non ci andrebbe poi più così tanto bene, o no ????
Ecco, ora è un bel casino secondo me.
noname
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Mar Set 22 2009, 02:45

sankara ha scritto:
Perché non si organizza nemmeno un corteo di portata nazionale per il ritiro dei soldati italiani dall'Afghanistan? Perché non farlo aprire da uno stuolo di tricolori a significare anche simbolicamente, mediaticamente, che una parte degli italiani (probabilmente la maggioranza) non accetta che le si raccontino storie e che contrasta la vergognosa falsificazione degli "interessi nazionali" presuntivamente da difendere al seguito dell'alleato(/padrone) statunitense?

Macché "democrazia"! Ma quale "terrorismo"! Gli interessi in gioco sono quelli geopolitici anti-russi ed anti-cinesi di Washington, quelli dei fabbricanti d'armi soprattutto statunitensi e quelli dei trafficanti di droga di alto livello internazionale presenti nel governo fantoccio Karzai.

Morire per Washington (anche) a Kabul?
condivido in pieno compagno, allora sotto con la manifestazione, per dare una testimonianza viva, senza mettersi in silenziosa scia di eventuali rifonda pdci e barzellette varie.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: enrico berlinguer   Mar Set 22 2009, 08:01

è stato lui a rinunciare ai cortei, al tempo del compromesso storico, per entrare al governo dalla porta di servizio.
Senza organizzazione sarà impossibile organizzare cortei, e la sinistra, che non esiste più, era giusto organizzazione dei lavoratori.
La destra è riuscita a disfare la sinistra, l'organizzazione.
Sono scomparsi i luoghi di discussione, le vecchie sezioni del PCI.
Sono scomparsi in tutti i Partiti attuali (o gruppi di affari).
La mancanza di sedi, in cui elaborare e discutere tesi democraticamente (senza vocazione democratica), sembra sia la causa dello scontro tra Fini e Berlusconi. Fini si rende conto che il PDL fagociterà AN. Si può fare un parallelo con Aronne e Mosè: Aronne, quello del vitello d’oro, del culto dell’idolo, sono i colonnelli di Fini; Fini invece rappresenta Mosè, che fa discendere il suo potere da un’entità fittizia, intangibile.
In verità il PDL sembra più una chiesa (intesa come edificio), dove la gente si raccoglie per sentire la predica senza interloquire.
Berlusconi preferisce le adunanze senza dibattito.
2000snlp
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Mar Set 22 2009, 09:35

Condivido in toto, per la prima volta, le affermazioni del compagno tadiofff
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tadiottof



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MessaggioTitolo: ringraziamenti   Mar Set 22 2009, 21:49

aposkinhead ha scritto:
Condivido in toto, per la prima volta, le affermazioni del compagno tadiofff
Sono sicuro che, con un po' di impegno, potresti condividere anche quanto scrivo sull'era post-industriale nella sezione Cultura e costume.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Napolitano e la guerra in Afghanistan   Lun Set 28 2009, 19:15

Il "larghissimo sostegno dell'opinione pubblica e delle forze politiche all'impegno di militari italiani in missioni di pace all'estero", condiviso dalle "forze fondamentali dell'opposizione anche in occasione di importanti votazioni in Parlamento" è "un dato rilevante e importante, che non può essere scalfito da episodi di becera e indegna contestazione ai quali non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo". E' l'essenza della nota del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, diffusa oggi, che segue le polemiche innescate da dichiarazioni di Berlusconi e dalla susseguente richiesta di intervento del capo dello Stato da parte di Casini, "per ristabilire la verità dei fatti" (questo ha chiesto Casini) sul ruolo dei partiti d'opposizione per le "missioni" anche in Afghanistan. Un tassello quest'ultimo, molto attuale, del ruolo integrato dell'Italia nelle guerre scatenate dagli Stati Uniti. Una dichiarazione, quella di Napolitano, in linea con quanto dichiarato dallo stesso il 18 settembre scorso, parlando con i giornalisti a Tokyo: "Non credo ci sia nulla da rivedere nella missione italiana in Afghanistan".

Secondo la Costituzione, il presidente della Repubblica è garante della stessa. E' curioso che Napolitano parli di "missioni di pace" quando è di una evidenza palmare che in Afghanistan è in corso una guerra, una guerra che vide nel 2001 un'aggressione ed un'invasione unilaterale degli Stati Uniti, successivamente avallata dall'ONU, ergo divenuta "missione di pace" per coinvolgere gli alleati/subalterni e quindi consentire che, per paesi come l'Italia, si eludessero, con un trasformismo verbale della realtà dei fatti, articoli della Costituzione stessa, nella fattispecie l'art. 11 che, sul ripudio dell'Italia alla guerra, esprime parole e concetti chiarissimi, inequivocabili. Qui ci sono tutta una serie di 'nodi' e di riflessioni che andrebbero fatti su Costituzione, democrazia, sovranità, indipendenza, eccetera.

Altri due punti sono interessanti. Il primo, descrittivo, è il coinvolgimento dell'intero arco dei partiti, quindi anche del centrosinistra (con relative appendici di PRC, PdCI, Verdi) nella condivisione e partecipazione (quantunque subalterna...) in guerre d'aggressione, pardon, "missioni di pace". Insomma, un richiamo alla memoria ed una chiamata, come dire, quantomeno di 'corresponsabilizzazione'...

Napolitano, infine, parla di "larghissimo sostegno dell'opinione pubblica" a quel che si dicono "missioni di pace" e che nei fatti sono guerre. Qui si dovrebbe aprire una serie di riflessioni su cosa è democrazia, cosa è volontà popolare, qual è il rapporto con la rappresentanza, il tutto alla luce dell'accertamento o meno di una effettiva e piena indipendenza e sovranità politica del nostro paese, eccetera eccetera. Sul punto, però, Napolitano non fornisce riferimenti di fatto che diano fondamento alla sua affermazione ("larghissimo sostegno dell'opinione pubblica"). Forse esprime sensazioni... Sensazioni per sensazioni, noi riteniamo l'esatto contrario e che, se è vero che si può parlare di una trasversalità dei partiti nell'accettazione di questa ed altre guerre a "stelle e strisce", prese di posizione e manifestazioni contro la guerra nel nostro paese indicherebbero ben altro.
Sarebbe un atto di democrazia aprire una grande riflessione nel paese su questo punto, consentire una libera e paritaria espressione sui grandi mezzi di comunicazione alle diverse/contrapposte posizioni al riguardo e promuovere una sorta di referendum consultivo per 'sentire' ciò che si pensa nella società.
Riteniamo che non si tratterebbe di un "episodio di becera e indegna contestazione ai quali non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo". O forse sì?
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alfonsomessina



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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Set 28 2009, 19:48

Napolitano, ex comunista, è convinto di rappresentare l'interesse nazionale? Secondo me nemmeno lui crede a quello che dice. E poi questa polemica è assurda, la missione dei nostri militari in Afghanistan è stata appoggiata da tutto l'arco costituzionale, da destra a sinistra. Dove sarebbe questa opposizione formata da individui beceri e indegni? Vorrei ricordare che uno dei morti nel recente attentato in Afghanistan era iscritto ad un gruppo di facebook che faceva lampante apologia del fascismo. Sono questi i galantuomini che vanno a portare la pace e la democrazia nel mondo? Presidente, trovati un'altra patria...
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Set 28 2009, 20:26

Ho riflettuto un po prima di scrivere e mi vengono due considerazioni: la prima è che la Delega, il delegare, è diventata oramai un'imposizione delle nuove regole e che inoltre il Popolo c'ha sempre sguazzato dentro all'ambito della delega. A questo ci pensa lo Stato, a questo ci pensa la Polizia e via di seguito, contribuendo così nel mantenimento di quelle due famose realtà e cioè come vive il popolo e le sue leggi e come lo Stato impone le stesse.
Se lo Stato dovesse rispettare la Costituzione ed ogni cittadino dovesse imporsi affinché lo Stato rispettasse la costituzione, questo vorrebbe dire che tutti gli individui, tutti i cittadini, dovrebbero essere essi stessi dediti al rispetto della costituzione Italiana ed etica nel senso più generale dell'esistenza, cioè diritti Umani e civili dello stare insieme, ma qui casca l'asino Italiano e non solo, chi vorrebbe seguire i precetti della costituzione Italiana, chi vorrebbe essere il primo ????!!
Dunque ecco che ben anche il Popolo dica di non volere la Guerra, alla prima occasione della spettacolarizzazione della stessa, anche se si tratti solo di morti ammazzati e funerati in forma solenne, ecco che tutto il Popolo è li per curiosità e non si rende conto che legittima quanto accade e li, sì, che non si può dare torto a Napolitano.....
Poi l'altra cosa forse pallosa, paranoica, deviante e deviata, è la solita constatazione che, sì, l'Italia è tutta un fermento ma un fermento che inizia sempre più nell'essere Orwelliano, infatti il fermento Italiano è il solito fermento che gradirebbe rovesciare le leggi che mantengono in essere la società Stato attuale e con ciò incontrante i pareri contrari di chiunque sieda gia nei tavoli di guida dello Stato, sia esso di destra che di sinistra o di centro.
In fine, in confidenza, leggere queste cose, arrivare sempre alle solite conclusioni, mi sembra come quando si è stati truffati ma si continua quasi autisticamente nel non volerci credere, in quattro righe, così si potrebbe dire del tuo scritto visto la vastità dei temi, insorge prepotente solo una sensazione e cioè da quanto tempo è che veniamo sfruttati e truffati... ma quando è che ci si stancherà di osservarlo e dirlo senza agire ???

un saluto

noname
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tadiottof



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MessaggioTitolo: condivido   Lun Set 28 2009, 22:01

alfonsomessina ha scritto:
Presidente, trovati un'altra patria...
Napolitano e' un "becero" che nasconde la verita'.
Comunque ho gia' scritto che gli alleati non possono abbandonare gli Stati Uniti, pena un possibile ricorso alle armi atomiche da parte loro.
Gli Stati Uniti sono solo 300 milioni, hanno un piccolo esercito.
Non possono vincere sul terreno.
Ma perche' dovrebbero accettare di perdere, visto che hanno armi nucleari a disposizione?
Vogliamo accettare noi che sono una potenza invincibile?
L'unico antagonista era l'URSS e non c'e' piu' e, del resto, non poteva durare.
La Cina, l'India avranno un PIL in crescita, ma non una potenza militare pari agli Stati Uniti.
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Kurtz64



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MessaggioTitolo: non si capisce...   Lun Set 28 2009, 22:05

Trovo personalmente oscene le parole del Presidente della Repubblica (di quello che ne resta). Anche a volerle inquadrare all'interno di una logica di schieramento (ma allora bisognerebe dire che Berlusconi aveva ragione quando disse al PD che loro già avevano la presidenza della repubblica!) e interpretarle come un argine contro le provocazioni di Berlusconi rimangono indecenti perchè il massimo garante della Costituzione e quindi della libertà di espressione si permette di strumentalizzare, di offendere, di insultare e di annullare la legittima espressione di opinioni.

Io personalmente non appoggio PER NIENTE la presenza dei "nostri" soldati in quella guerra, nata come guerra di aggressione (per evidenti motivi geopolitici) e poi vergognosamente coperta con il penoso lenzuolino di un'ONU in balia degli USA e completamente svuotato da qualsivoglia contenuto democratico. Anche ora che il ministro La Russa continua a fare sfoggio di machismo militare ricordandoci che le condizioni di ingaggio sono cambiate: cioè che i "nostri" soldatini mercenari sparano addosso agli insorti senaza tanti complimenti (cioè siamo in GUERRA!). Insorti che, nessuno lo ricorda mai, controllano il 70% del paese.

Umanamente sono sempre colpito quando ci sono delle vittime, e il mio primo pensiero doloroso va sempre alle vittime civili. Ma sono ferito anche dalle morti dei così detti "insorti" e dei militari, anche quando questi sono palesemente dalla parte del torto, sono palesemente fascisti (stiamo parlando dei parà della folgore!) e sono a loro volta assassini. Ma purtroppo sono giunto alla conclusione che per scuotere questo assurdo paese ci vorrebbero centinaia di morti italiani, non solo sei. E' orribile da dirsi, ma onestamente se l'unica strada per giungere a un tentativo di trattativa politica (l'unica per intenderci autorizzata dall'articolo 11 della Costituzione) ed evitare altri massacri di civili è questa, BEN VENGA LA MORTE DEI MILITARI MERCENARI E FASCISTI... sarebbe almeno un sacrificio sensato, invece di quello folle e quotidiano dei civili afgani.

Per quello che riguarda il fronte interno direi che con queste parole di Napolitano possiamo fare partire il primo giorno della NEF, la Nuova Era Fascista.
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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Set 28 2009, 22:50

Le parole del Presidente Napolitano sono purtroppo vere: i partiti tutti sono dalla stessa parte, hanno lo stesso padrone, da destra a rifondazione. Asserviti piu' o meno subdolamente al grande fratello, gli interesi del ceto dominante e del loro "pastore" per antonomasia, gli USA. Sugli Italiani il discorso è giusto ma non del tutto. Esistono molti che non condividono questi missioni di guerra, ma non contano nulla. Chi è al potere è asservito. L'esempio è stato quello di Rifonda e Pdci, una volta al governo pur con viscidi distinguo, votavano e suggellavano la politica imperialista..."per fermare le destre"???
BUFFONI e adesso dicono di aver sbagliato e che aveva ragione Turigliatto.(Letto sul manifesto di 8 giorni fa). Che schifo!! infami e bugiardi fino alla fine.
Personalmente rivaluterei l'uso delle foibe.
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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Mar Set 29 2009, 12:56

aposkinhead ha scritto:
Esistono molti che non condividono questi missioni di guerra, ma non contano nulla.
Qui si isolano con diverse manovre le voci critiche e il dissenso attraverso l'adesione a riti di massa post moderni, questa la verità. Pensiamo all'ultimo allucinante lutto nazionale. Un sindacato che annulla una manifestazione importante che aveva visto l'adesione di tantissime personalità di spicco per 'il rispetto dell'unità della nazione'. Una sinistra salottiera e zitta, pronta a ululare insieme a tutti gli altri cani di questo parlamento. Che il Parlamento rispetti il silenzio per quei soldati, fascisti o no, che ha mandato a morire in Afghanistan è un suo dovere, visto che tutti i parlamentari hanno votato e rivotato il finanziamento della missione.
Che si imponga alla società civile il minuto di silenzio burocratico, proprio non ci sto - perseguitando, oltretutto, con minacce di provvedimenti disciplinari tutti coloro che si sono rifiutati a vario modo di aderire alla 'chiamata' nazionale.
Non è dando ai nostri miltari il bollino blu dell ONU che si può negare all'infinito la realtà dei fatti. Questo, uno stralcio della Commissione di Inchiesta sull'uranio impoverito del Senato della Repubblica:
"centinaia di migliaia di vittime civili e militari sono state contaminate in Paesi che si volevano liberare, come i Balcani, l'Iraq e l'Afghanistan. I nostri soldati sono stati esposti senza protezione alla contaminazione: hanno operato in quei luoghi con la stessa divisa che indossavano in Italia, a mani nude, respirando la terra sollevata dai carri armati mentre i militari americani e inglesi portavano tute speciali, maschere e guanti".
Napolitano queste cose le sa benissimo e le conosce molto meglio di tutti noi, per quanto riusciamo ad informarci su fonti alternative e di controinformazione.
Per quanto mi riguarda, nell'intreccio criminale dell'abuso dell'intervento e dell'interesse economico all'aiuto che osservo quotidianamente, mi ritrovo ogni giorno di più a spegnere la tv-accumulapolvere e possibilmente ad incontrare meno gente possibile per strada perché potrei non gestire il mio ingestibile conato di vomito.
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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Mer Set 30 2009, 01:29

Il presidente della repubblica non potrebbe prendere parte a discussioni di tipo politico perché è estraneo alle sue funzioni ma è altrettanto palese che non esiste nessuna discussione politica sulla nostra partecipazione alla guerra in Afghanistan nonostante una larga parte della popolazione abbia più volte in passato manifestato la propria contrarietà e non solo quei "beceri" che il presidente individua nel suo messaggio in quanti inneggiano alla morte dei militari con le scritte sui muri nonostante i titoli dei giornali e le televisioni non divulghino il messaggio nella sua interezza manipolandone in parte il senso come loro consuetudine (ma questo è un altro discorso...). Resta però il fatto che, nonostante la maggioranza della popolazione e gran parte del parlamento (anche questa contraddizione fa parte di un altro discorso) siano dichiaratamente contrari alle guerre di aggressione e la nostra permanenza in Afghanistan costituisca parte integrante di una guerra di aggressione, non esiste neanche la lontana prospettiva di una discussione politica inerente quantomeno il significato e le prospettive del nostro impegno nel teatro operativo neanche all'interno della cosiddetta opposizione. Purtroppo l'auspicio di una politica estera autonoma rilevante sul piano internazionale del nostro paese è un miraggio, ma dobbiamo pretendere almeno dall'opposizione che si apra una discussione sulle prospettive di quella che ormai ha dichiarato persino il CSM esecito è una guerra. La totale assenza di rappresentazione del cittadino italiano e dei suoi voleri in parlamento è ancora una volta un ennesimo problema da risolvere a priori ma dobbiamo chiarire attraverso la politica, ammesso che esista ancora in questo paese non solo il volere del popolo ma il significato della nostra permanenza in teatro operativo nella speranza di un governo che abbia peso nelle decisioni internazionali e non si limiti con la sua sudditanza ad essere servo delle decisioni americane. Potremmo parlare di legittimità costituzionale delle successive leggi che autorizzano il finanziamento del nostro esercito in Afghanistan ma perché diventi un problema della corte costituzionale sarebbe necessario che almeno un militare finisca in giudizio per aver rifiutato di partecipare alla guerra e questo è impossibile non solo perché i gradi di giudizio per presentare questo problema internamente ed esternamente all'esercito sono infiniti ma perché difficilmente un militare potrebbe, nell'ambito di un esercito che non riconosce lo status di lavoratore, riuscire a far valere una posizione comunque improbabile considerando che, attraverso il nepotismo e l'uso subdolo delle leggi che regolamentano i concorsi di assunzione, l'esercito è diventato accessibile solo ad una determinata fazione interna alla nostra nazione al pari delle altre forze dell'ordine....ed anche questo è un altro discorso importante...
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MessaggioTitolo: napolitano e l'afghanistan   Lun Ott 05 2009, 19:37

e' il caso di chiedersi: cosa vogliamo aspettarci dalle istituzioni ? formalmente, il presidente della repubblica dovrebbe essere il garante del rispetto costituzionale, e de facto quando mai tale rispetto viene garantito da chi ? nei fatti l'italia non è nemmeno una repubblica indipendente, è occupata dalle basi militari di un paese straniero, gli usa. la guerra contro la yugoslavia iniziò con i bombardamenti partiti dalla base militare di aviano (caccia usa e italiani insieme) prima ancora che l'allora "presidente del consiglio" d'alema facesse approvare l'iniziativa dal voto delle camere. dunque il voto era puramente formale, la guerra era già iniziata per decisione straniera, del criminale di turno alla casa bianca, noi siamo un paese invaso e occupato . date queste premesse, constatato cioè che l'italia non è un paese libero, bensì una colonia americana, è tempo perso attendersi che il sig napolitano faccia il suo dovere istituzionale contro la guerra . il capitalismo imperialista internazionale segue i propri interessi, non certo i principi delle carte costituzionali. o rivoluzione, o restaurazione, e la prima attualmente non c'è: quindi ci resta lo schifo che abbiamo, napolitano conta meno del due di picche .
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pinodeluca



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MessaggioTitolo: Difendere le parole: Eroe   Gio Ott 15 2009, 18:47

Cielo di ottobre, grigio. Un vento forte e freddo piega gli alberi e increspa le acque. Nove gradi, ci sono nove gradi e solo l'altro ieri erano ventiquattro.

Era appena ieri e sembra lontanissimo, faceva caldo e ora è freddo. Repentini sono i cambiamenti delle stagioni, repentini e inattesi, così in cielo come in terra. E la terra ci è più vicina, più alla portata, più semplice da comprendere.

Per una di quelle perversioni del fato che non sappiamo spiegare come le zone per i minimi delle basse pressioni e i luoghi in cui si abbattono le frane, la terra mia, dal passo più breve a quello più lungo, è il luogo in cui, di questi tempi, si concentrano le situazioni più inquietanti.

Erra chi immagina un paese come un unicum da descrivere con un solo pensiero, ogni paese ne contiene una molteplicità. Ebbene, il mio paese non è diverso rispetto agli altri, il fatto è che la molteplicità gareggia al peggio inducendo una sorta di stimolo al silenzio e al ritiro nel privato.

José Saramago, con il quale condivido una qualificazione ormonale, ha sapientemente fatto osservare che le prime vittime di una deriva sono le parole.

Le parole vengono asservite, stravolte, rimacinate e smembrate. Cambiano valore e significato. Alcune, un tempo impronunciabili, diventano luogo comune, altre, appena ieri aggettivi qualificativi e qualificanti, oggi sono impronunciabili.

Il primo bastione di libertà che bisogna difendere è quello della protezione del vocabolo, della tutela dell'espressione linguistica, della blindatura del verbo e dell'aggettivo.

In questo autunno che così repentinamente ci ha sorpreso, è tempo di raccontare l'alfabeto del disastro. Un disastro che stavolta viene da destra, se destra può dirsi questa accozzaglia sgangherata al potere in Italia. Mi sembra quasi un'offesa verso uomini che ho sempre avversato ma con grande rispetto, Bozzi, Malagodi, Montanelli, Scalfaro, lo stesso Almirante erano ben altra pasta per etica e capacità.

Siamo a due passi dal baratro. Un burrone verso il quale la compagnia di fannulloni con la bava alla bocca, segnati da frequentazioni scarsamente raccomandabili e ispirati da rara ipocrisia, stanno allegramente portando un intero paese che li segue come i topi appresso al pifferaio.

Riprendiamoci le parole, cominciando da quelle sacre, riservate al dolore immenso di famiglie che hanno perduto figli, fratelli, mariti, padri in una guerra lontana nel tempo e nello spazio.

La parola abusata è stata: Eroe.

Eroe è un essere che da prova di coraggio e di abnegazione, colui che è pronto a dare la vita combattendo per una causa più grande, per un bene superrimo.

In un luogo lontano che si chiama Afghanistan sono caduti, circa un mese fa, sei giovani italiani. Uccisi come agnelli dalla cieca esplosione di un attentato che non era, probabilmente, nemmeno diretto a loro. Vittime inconsapevoli di uno dei tanti atti di terrore che insanguinano quella terra sfortunata.

Quelle morti senza combattimento, catalogate come eroiche, sono state la scusa per una parata politico-militare di pura propaganda. Nessuno ne ha più chiesto conto del perché e del per come, nessuno ha domandato se i soldati italiani sono li per combattere o per fare da bersaglio ad autobombe disseminate qui e là, nessuno ha chiesto conto delle ragioni e degli autori di quell'attentato. I morti sono serviti più alla politica interna che alla politica estera. Basta che i morti si dipingano come eroi anche se erano ignari del pericolo.

Il bombardamento mediatico fa poi presto a cancellare i ricordi lontani e recenti. Quattro zoccole, i guai giudiziari del Presidente sceso in politica per evitarli, una cattolica fanatica capace di tenere in scacco un partito intero incapace di dirle con gentilezza di andarsene, i pennivendoli di regime che pontificano su mille e una nuove ciambelle con e senza buco.

I morti ormai son morti, hanno avuto ai funerali Presidenti, Generali e patriottardi da un tanto al chilo. E chi se li rammenta più? Furono dichiarati Eroi, il massimo a cui può aspirare uno che entra nella Folgore (sic!).

Come mi è venuta questa idea? Nulla, mi capita di leggere un po' di stampa estera per cercare di avere qualche idea dell'Italia.http://www.lefigaro.fr/international/2009/10/15/01003-20091015ARTFIG00508-soldats-francais-tues-l-italie-mise-en-cause-.php Le Figaro riporta una notizia pubblicata dal Times, una notizia che mi ha fatto ricordare quei morti invitati senza appello al loro funerale. Questa notizia dice che i servizi italiani pagano i Talebani per evitare attentati …

Ho pensato malignamente che il funzionario che doveva pagare il detentore del detonatore che ha fatto saltare la macchina in quel giorno di settembre ha dimenticato la scadenza o, più semplicemente, si è intascato il pizzo.

Ma forse non è vero nulla e questo è ancora un tassello degli stranieri che complottano ai danni delle italiche genti e del loro invincibile condottiero Silvio il Breve, come Pipino.

Certo è che, qualunque sia la situazione, il conducator migliore degli ultimi centocinquantanni farebbe bene a riferire almeno al parlamento. Personalmente sono molto più interessato a queste risposte piuttosto che a quelle sulle frequentazioni sessualii per le quali mi basta e avanza la cronaca di Checco Zalone.

Che i casi son due: se gli inglesi e i francesi dicono la verità qualcuno dovrebbe prendersi da solo a calci nel sedere, se mentono non è più il caso di tenere le truppe insieme ad alleati inclini alla calunnia.
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MessaggioTitolo: no alla guerra senza se e senza ma   Gio Ott 15 2009, 23:09

il "larghissimo impegno" italiano nella guerra contro gli afghani è una pura e semplice ididozìa, o meglio una banale bugìa di regime, una di quelle frasi prive di senso reale che corrispondono solo a sbaffi di inchiostro sprecato, consumando alberi per fabbricare carta, per stampare stupidi fogli propagandistici che sono i quotidiani italiani.
la criminale invasione coloniale fascista in afghanistan realizzata con bande di mercenari armati di regime ci costa un sacco di soldi, si tratta di soldi rubati alle nostre tasche, tramite le tasse che i lavoratori pagano a quella squallida banda di zombies che si è impossessata di palazzo chigi, illegittimamete (infatti restano incollati alle poltroncine solo grazie a leggi-truffa elettorali che azzerano le minoranze, razza di sporchi fascisti).
quanto, poi, al "sostegno della opposizione", questa è una bugìa priva di qualsiasi giustifcazione: inn italia non c'è governoo, dato che quello fascista 1816p2 è morto (solo il 45% alle utime votazioni) e non c'è opposizione, perchè non è mai nata (franceschini è una suora, non il capo di una opposizione, è diverso: lui non si oppone a niente, tira a campare come può e qundo può).
dunque, tutto quello che resta da fare agliitaliani è prendere atto dell'inesistenza di una classe dirigente politica degna di questo nome, e sbarazzarsi delle pallide controfigure che popolano le camere e palazzo chigi.
per cacciarli a calci nel sedere, perchè oltre ad aver rubato i nostri soldi per spenderli delinquenzialmente in afghanistan hanno ammazzato una montagna di afghani innocenti, crimine bestiale di fronte a dio e di fronte agli uomini, che qualifica i nostri squallidi figuri come assassini dalle mani bagnate di sangue, oltre che rapinatori dei nostri beni.
al davolo la classe politica criminle della seconda repubblica, i laratori difendano il loro diritto alla vita ed eliminino le bestie della "politica ufficiale" (ma truffaldina e fascista).
viva la libertà, viva il comunismo !
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tadiottof



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MessaggioTitolo: solo chiacchere   Ven Ott 16 2009, 08:04

Nn si vuole prendere atto che siamo nell'era post-ndustriale, ovvero ultima rivoluzione dell'industria in ordine di tempo.
I nuovi mezzi di produzione impongono una ricollocazione della manodopera non piu' necessaria.
I dipendenti tutti, anche quelli piu' qualificati, dovranno essere relegati in mansioni avvilenti e a basso reddito.
I beni prodotti saranno solo per la classe dirigente, anche cinese; del resto non si puo' pensare di concedere, non dico l'automobile, ma nemmeno la lavatrice, a 1 miliardo e mezzo di Cinesi e circa altrettanti Indiani.
Temo cioe' che anche un'eventuale risorta classe dirigente marxista, si ritagliera' privilegi.
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panizzi



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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Ven Nov 13 2009, 21:37

Napolitano appartiene a quella corrente che comprende D'Alema e Veltroni ovvero i bombardatori etici e umanitari della Iugoslavia. Hanno lobby al seguito che sanno far passare meglio le guerre imperialiste e coloniali tant'è che nel 1999 non ci fu la mobilitazione del 2003 per l'Iraq dove il loro profilo era diverso. Si vedano anche le posizioni di Napolitano sul sionismo e la sua condanna degli antisionisti equiparati ad antisemiti.
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Ros



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MessaggioTitolo: LA FABBRICA MONDIALE DELL'EROINA   Sab Nov 14 2009, 10:56

LA FABBRICA MONDIALE DELL'EROINA

Oltre ai motivi politici – evitare il collasso di uno stato in preda all’anarchia – e ai motivi militari – impedirvi l’instaurazione di regimi islamici integralisti di supporto al terrorismo internazionale –, c’è un’altra ragione fondamentale per cui occorre resistere in Afghanistan, e riguarda il mondo intero: nel paese si coltiva il 90% della produzione totale di oppio del pianeta. Questa gigantesca struttura produttiva è nelle mani del nuovo organizzatissimo cartello del narcotraffico afgano comprendente una cinquantina di gruppi criminali. Oggi i narcos afgani invadono ogni nazione coi loro carichi di oppio, eroina e morfina: dalla Cina alla Russia, dai paesi arabi all’India, fino all’Occidente europeo e americano, ogni anno tonnellate e tonnellate di droga afgana arrivano a casa nostra uccidendoci.
Secondo il recente Survey September 2009 dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), la situazione del narcotraffico in Afghanistan...

Continua a leggere tutto qui:

http://www.loccidentale.it/articolo/s.0081553

Se questo articolo ti sembra interessante ti sarei molto grato qualora, con la tua mailing-list, vorrai darne massima risonanza inoltrandone l’INIZIO e il LINK. Ti ringrazio molto.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Sab Nov 14 2009, 23:27

Ros ha scritto:
c’è un’altra ragione fondamentale per cui occorre resistere in Afghanistan, e riguarda il mondo intero: nel paese si coltiva il 90% della produzione totale di oppio del pianeta. Questa gigantesca struttura produttiva è nelle mani del nuovo organizzatissimo cartello del narcotraffico afgano comprendente una cinquantina di gruppi criminali. Oggi i narcos afgani invadono ogni nazione coi loro carichi di oppio, eroina e morfina: dalla Cina alla Russia, dai paesi arabi all’India, fino all’Occidente europeo e americano, ogni anno tonnellate e tonnellate di droga afgana arrivano a casa nostra uccidendoci.
Solita propaganda imperialista.
Siamo distinti e distanti dai taliban, ma è cosa nota che con i taliban la produzione di droga era scesa ai minimi termini. Applicando la loro legge islamica non è che andassero troppo il sottile.
Demmo notizia di rapporti dell'ONU che riconoscevano questo dato ed aggiungevano che detta produzione era risalita ben presto e vertiginosamente con l'arrivo degli americani ed in virtù dei loro accordi con i "signori della guerra" locale in funzione anti-resistenza.

Ancora, dall'ultimo notiziario:

Afghanistan. 29 ottobre. Fratello di Karzai: narcotrafficante e, da anni, sul libro paga della CIA. A rivelarlo, il New York Times. Imbarazzo alla Casabianca. Secondo il giornale, Ahmad Wali Karzai, fratello del presidente uscente [e riconfermato con elezioni farsa, riconosciute tali anche dall'ONU e, con imbarazzo, anche da chi lo ha sostenuto, USA in testa, ndr] Hamid Karzai, signore del traffico dell’oppio afgano è stato pagato fino ad oggi per fornire informazioni e servizi agli Stati Uniti. Il narcotrafficante avrebbe pure allestito segretamente una forza paramilitare afghana che opera sotto direzione della CIA nella provincia turbolenta di Kandahar dove sono frequenti gli attentati “terroristici”. Non pochi osservatori si chiedono se alcuni degli attentati verifcatisi in questa regione e attribuiti ai taliban siano invece opera della CIA.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Dom Nov 29 2009, 18:02

Afghanistan: Roma promette ulteriori truppe ad Obama. Sarà la spesa sociale a pagarne il conto?

Gli USA si aspettano che gli “alleati”/subalterni NATO mandino 10.000 soldati in Afghanistan. Berlusconi avrebbe promesso di incrementare il nostro contingente di 4-500 soldati, forse ritirandone altri da Libano o Kosovo, riferisce La Stampa (27 novembre 2009).

Ma chi pagherà il conto? Il quotidiano italiano riferisce che la missione in Afghanistan brucia oltre 500 milioni di euro all’anno, per giunta al netto di stipendi e usura dei mezzi. Ogni soldato costa circa 220 mila euro in termini di equipaggiamento, cibo e acqua, munizioni, carburante (solo di gasolio se ne bruciano 30 tonnellate al mese), che per via degli assalti della resistenza costano molto di più dei normali “pezzi di mercato”. Se il governo deciderà di inviare 500 soldati, serviranno altri 100 milioni di euro ogni anno.

Guarda caso, 500 milioni di euro sono l’entità dei tagli alla scuola del governo Berlusconi. Si taglia dunque l’istruzione per servire gli USA in Afghanistan?

Non si creda che il centrosinistra avrebbe fatto diversamente. Un’interpellanza del 2 luglio 2009 del sottosegretario di Stato per l’istruzione Giuseppe Pizza ha posto l’attenzione sulla cosiddetta “clausola di salvaguardia” introdotta dal governo Prodi nella legge finanziaria 2007. Il comma 620 dell’art. 1 della legge n. 296/07 aveva previsto per la scuola i seguenti risparmi: euro 448,20 milioni per l'anno 2007, euro 1.324,50 milioni per l'anno 2008 e euro 1.402,20 milioni per l'anno 2009. Risparmi da ottenere tramite taglio di docenti e personale amministrativo. Se il risparmio previsto non fosse stato realizzato, ecco la clausola per realizzare i detti risparmi tagliando i finanziamenti diretti alle scuole. Per l’impraticabilità politica di realizzare tutti i tagli previsti, il governo Prodi la dovette sospendere. Ora è il centrodestra ad usare la mannaia sulla scuola. Ed a buttare in mezzo alla strada lavoratori di questa nazione per pagare il conto delle guerre di Washington.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Gio Dic 03 2009, 16:17

Ascarismo italiota e patriottismo di liberazione

Il premio Nobel per la pace, il presidente USA Barack Obama, annuncia la «new strategy» (imperiale) degli Stati Uniti in Afghanistan: prima una dichiarazione-immagine (ritiro entro luglio 2011) poi la sostanza (comprare i capi e clan taliban e, soprattutto, incremento delle truppe con 30mila uomini). Al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Ignazio La Russa dice che l'Italia invierà circa 1.000 soldati(/ascari) per sostenere gli USA. «Finora, gli americani pensavano che prima si dovesse mettere in sicurezza un’area e poi avviare la ricostruzione. Ora si sono convinti che le due operazioni devono marciare insieme (...). C’è da parte nostra la condivisione del piano ed è cambiato l’atteggiamento americano: non siamo più esecutori ma partecipi di un’operazione comune». Insomma, da «esecutori» ascari a «partecipi» ascari. Muta la forma delle parole, non la sostanza dei fatti. La Russa ammette una subalternità dell'Italia che deve molto far riflettere sulla condizione di sudditanza di questo paese. La politica estera è sempre la punta di un iceberg, la spia dello status interno di ogni paese.

Il capo del Pentagono, Robert Gates, ha detto di sperare in un incremento del numero delle truppe alleate in Afghanistan da 44 a 50mila uomini. Svariati analisti giudicano l'affermazione di Obama sul ritiro «rischiosa» e «irrealistica». Non si annuncia una data di ritiro ancora prima dell’inizio di una nuova fase di operazioni varata per ribaltare l’esito della guerra. E' ovvio che l'idea del «ritiro» serve ad indorare la pillola oltre che propagandisticamente. A parte gli esiti incerti (in termini militari, geopolitici e di perdite), vi sono costi pesanti che torneranno ad essere chiesti anche ai governi dei paesi alleati/subalterni, oltre che al contribuente americano. Obama ha ammesso che la nuova strategia sarà costosa e ai contribuenti americani ha già parlato, per il prossimo anno, di ulteriori 30 miliardi da rastrellare... Insomma, stessa politica e stesse parole di Bush.
I taliban hanno già risposto promettendo agli invasori sangue a fiumi.

La sudditanza politica della nostra nazione tocca anche le tasche. Con buona pace dei pesanti effetti della crisi americana in atto riverberatisi anche nel nostro paese, con i tagli e restrizioni sociali come da un paio di decenni, il Consiglio dei Ministri ha varato con quattro giorni di anticipo sulla scadenza la proroga trimestrale al 31 dicembre 2009 per le "missioni di pace" con uscite autorizzate che arriveranno a fine anno a 1 miliardo e 521 milioni di euro. In realtà, per le operazioni di "ascarismo militare all'estero" si arriva a quasi 2 miliardi e mezzo di euro compresi i "rilievi" denunciati dalla Corte dei Conti che risultano omessi nella contabilità. Il ministero per lo Sviluppo Economico e l’Industria ha contribuito nel 2008 a finanziare la Difesa per 1.8 miliardi, il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (e si continua a tagliare nella scuola...) ha contribuito per 1 miliardo. Con i "rientri" di capitale dal gettito dello scudo fiscale, La Russa ha dichiarato che si prevede di incassare da Tremonti 1.1 miliardi dei 5 previsti con una destinazione di spesa di 480 milioni di euro per le "missioni di pace" del 2010 che vedranno un ulteriore aumento di militari italiani impegnati in Afghanistan. E si sa già che la spesa lieviterà ulteriormente. La Russa è stato esplicito: «Le illazioni, i numeri e le date apparse sui giornali sono tutte ipotesi (...). Quello che è sicuro è che guardiamo con grande attenzione alla richiesta che viene dalla NATO e dagli Stati Uniti». Insomma, pare si speri solo che Washington sia clemente nel non appesantire l'onere da pagare.

Non c'è opposizione reale, su "queste" problematiche reali, in Italia. Non ci sono più nemmeno i testimoniali cortei pacifisti di un tempo. Non c'è nemmeno quell' "imperialismo italiano" che è solo servito a non guardare in faccia la realtà della condizione coloniale dell'Italia ed ha consentito di eludere il nodo decisivo di una questione nazionale irrisolta legata a doppio e triplo filo allo status dei rapporti sociali dominanti in questo paese. Non emergono, dietro questo ascarismo militare italiota, ragioni politiche e nemmeno interessi finanziari, commerciali, industriali. Niente che possa almeno giustificare l’enormità delle risorse profuse e da profondere ancora, nemmeno autonomi interessi capitalistici interni contro cui scagliarsi. I ritorni, per quanto se ne sa, oscillano tra il modestissimo e l'inesistente.

Urge più che mai (e latita da troppi decenni) l'assunzione di una rivendicazione patriottica di liberazione in questo paese. E' giunta l'ora di cominciare a muoversi significativamente in questa direzione.

"Indipendenza"
3 dicembre 2009
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panizzi



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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Sab Dic 12 2009, 20:54

questi servi degli americani si sono inventati i bombardamenti umanitari, vedi veltroni del 1999 guerra alla Jugoslavia, e le aggressioni coloniali le chiamano operazioni umanitarie, il loro è uno dei peggiori tipi di imperialismo e essendo voluto dai poteri forti è bipartisan e trova il suo sacerdote nel presidente Napolitano che non a caso è sempre stato punto di riferimento per gli americani.
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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Lun Mag 17 2010, 15:05

Altri due soldati italiani muoiono per le guerre imperiali americane. Stavolta in Afghanistan. Non si tratta di una missione di pace, ma anche qui dell'occupazione di un paese. Per gli interessi geopolitici degli USA che mirano ad insediarsi nel cuore dell'Asia. Sullo sfondo, un massacro silenziato di civili afgani. Dettagli collaterali...

Intanto in Italia si tagliano spese sociali a tutto campo e si perde il lavoro, mentre s'intensificano le spese militari per interessi anti-nazionali, per la servitù che ci lega da 65 anni agli Stati Uniti. Centrodestra e centrosinistra sono concordi nel loro servilismo anti-nazionale.

Basta con i massacri di civili in Afghanistan, ritirare le truppe d'occupazione, riprendiamoci la nostra sovranità.
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MessaggioTitolo: Re: Afghanistan   Mar Mag 25 2010, 13:43

alekos18 ha scritto:
Altri due soldati italiani muoiono per le guerre imperiali americane. Stavolta in Afghanistan. Non si tratta di una missione di pace, ma anche qui dell'occupazione di un paese. Per gli interessi geopolitici degli USA che mirano ad insediarsi nel cuore dell'Asia. Sullo sfondo, un massacro silenziato di civili afgani. Dettagli collaterali...

Intanto in Italia si tagliano spese sociali a tutto campo e si perde il lavoro, mentre s'intensificano le spese militari per interessi anti-nazionali, per la servitù che ci lega da 65 anni agli Stati Uniti. Centrodestra e centrosinistra sono concordi nel loro servilismo anti-nazionale.

Basta con i massacri di civili in Afghanistan, ritirare le truppe d'occupazione, riprendiamoci la nostra sovranità.
Come mai le forze di sinistra non fanno sentire la loro voce per il ritiro immediato delle truppe? Questo diffuso silenzio fa veramente pensare. Chiederlo significherebbe avanzare una richiesta da paese sovrano. Si è forse consapevoli che l'Italia non lo è?
Trovo grave tutto questo, perché mi chiedo che senso abbiano allora tutte le rivendicazioni sociali critiche rispetto al sistema di potere dominante. E' come dire che si vuol far vedere che si è di sinistra, ma che alla fine si è consapevoli della condizione in cui versa il nostro paese e si vuole essere complici di questo stato di cose...
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tadiottof



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MessaggioTitolo: dovere di alleati (o di servi)   Mar Mag 25 2010, 23:21

Gli Stati Uniti hanno un esercito esiguo, proporzionale alla popolazione. Per loro, la morte di un soldato e' una perdita inestimabile di addestramento e di tecnologia.
Senza il contributo degli alleati gli Stati Uniti non potrebbero tenere a bada il mondo intero.
Gli alleati sono costretti ad aiutare, altrimenti gli Stati Uniti, lasciati soli, dovrebbero ricorrere alla bomba atomica.
Per fortuna, per ragioni morali, non lo fanno, ma se lo facessero chi potrebbe reagire? La Russia, la Cina o forse l'Iran? Con quali speranze di successo? Forse al tempo della guerra fredda!!
I capi dei governi occidentali, e anche orientali, dovrebbero dichiarare che non hanno voce in capitolo, che non contano nulla. (Lo vedete Berlusconi dichiarare che il suo amico Obama non lo caga neppure)
Questa ammissione pero' porterebbe il mondo sulla buona strada e l'abbandono del terrorismo internazionale.
Alle elezioni nazionali si voterebbe per amministratori prudenti, competenti e onesti, senza mire di egemonia sugli altri Stati.
L'unico orgoglio nazionale potrebbe restare la vittoria ai campionati del mondo di calcio.
2000snlp
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