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 La resistibile ascesa di Gianfranco Fini

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kamo

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MessaggioTitolo: Re: La resistibile ascesa di Gianfranco Fini   Mer Dic 02 2009, 02:20

gian ha scritto:
E se non sarà presidente della repubblica, diverrà forse Presidente del Consiglio ? Inverosimile, ma credo che l’appoggio americano lo abbia già avuto.

Un video fuori onda - non a conoscenza di Fini - ? Chissà !

http://tv.repubblica.it/copertina/fini- ... rale/39739?
video (con versione sottotitolata).

Fini traditore di Berlusconi ? Più che probabile !

Fini alternativa di Berlusconi ?
Nella spola tra Washington e Roma, forse gli è stata aperta la strada per la successione, diventando il referente degli americani , visto che il Cavaliere è andato ormai in disgrazia a causa della sua politica estera, (quella sopratutto che riguarda il versante energetico) non proprio in sintonia con il dettato angloamericano.

Fini, oggi detto “ il rosso “ sta preparando il colpo gobbo contro il Berlusca, facendosi appoggiare dai più retrivi e parassitari poteri dalla magistratura “forcaiola” e dalla "sinistra" filoamericana, seguita a ruota dalla sua costola estremista suddivisa nelle sue cento sigle diverse ?

I “ sinistri “ in appoggio di Fini nel buttar giù il Berlusca ?
Come ormai dimostrasi già da tempo, la loro qualifica, quella di servi, sopratutto filoamericani.

Gian
Luttwak ieri sera, a "Ballarò", ha detto esplicitamente che a Washington Fini viene visto come un'alternativa credibile a Berlusconi. Qualche giorno fa (il 25 novembre) su La Stampa...

LA TELA DIPLOMATICA CHE PREPARA LA VISITA A WASHINGTON
E ora gli americani puntano su Gianfranco
A febbraio viaggio in Usa da «interlocutore privilegiato»

Fabio Martini
Roma

Da qualche giorno si sta lavorando di bulino, alla ricerca dell’incastro giusto. Ma oramai il dado è tratto: nei primi giorni di febbraio Gianfranco Fini sarà a Washington, ospite della Camera dei Rappresentanti e della sua leader, Nancy Pelosi. Nei prossimi giorni, quando si sarà trovato spazio nelle rispettive agende, verrà resa nota la data ufficiale dell’incontro. Certo, non è la prima volta che Fini entra a Capitol Hill, ma stavolta il passaggio può trasformarsi in una svolta nella carriera politica dell’ex leader di An, perché in questo caso è in atto un investimento politico da parte dell’amministrazione americana sul presidente della Camera italiana.

Sul piano formale e anche per effetto del proverbiale pragmatismo americano, da parte dell’Amministrazione non c’è alcuna intenzione di scavalcare il capo del governo italiano, ma è pur vero che dopo la ripetuta (e sgradita) sequenza di battute di Berlusconi sull’«abbronzatura» del presidente e di sua moglie, a Washington si cercano in Italia altri canali di interlocuzione. E per una serie di circostanze - talora volute, talora fortuite - Fini si è ritrovato in prima linea come interlocutore degli americani. Sin dalle prime settimane della sua amministrazione, il presidente Obama, di fatto, aveva affidato il dossier-Italia alla Pelosi e in questi mesi la speaker della Camera Usa, mentre accresceva in patria il suo personale carisma e il suo potere, ha via via costruito un rapporto con il presidente della Camera.

E’ stato Fini, nel febbraio 2009, ad invitare per la prima volta la Pelosi in Italia. In quella occasione la speaker della Camera Usa si mostrò commossa («Mama mia!», disse quando l’amico Gianfranco le regalò i certificati di nascita dei nonni italiani), ma significativa fu la sostanza degli incontri con Fini e di quello successivo con Berlusconi. La Pelosi lo disse poi ad Obama: l’Italia resta un alleato affidabile. E a settembre la speaker è tornata a Roma, accettando l’invito di Fini per il G8 dei presidenti delle Camere, una trasferta significativa perché in quei giorni al Congresso americano era in corso la bagarre sulla riforma sanitaria. Negli Stati Uniti Fini è stato già altre cinque volte. Il primo, pioneristico approdo (assieme a Tremaglia, La Russa, Selva e Malgieri) risale al 1995, poi sono seguiti viaggi ufficiali (2001, 2004, 2005, 2006) con incontri formali di livello ma mai finalizzati da parte degli americani a un «investimento» politico.

Ma stavolta - per effetto di un efficace lavorìo diplomatico dell’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giuliomaria Terzi di Sant’Agata (uno degli artefici dello storico viaggio di Fini a Gerusalemme) e, per altri versi, di un personaggio apprezzato dai diplomatici per la sua riservatezza come Alessandro Ruben (che è diventato il vero “ministro degli Esteri” di Fini) - lo sbarco a Washington può lasciare il segno. Anche il presidente del Senato Renato Schifani intende recarsi a Washington, magari prima di Fini, ma anche in questo caso non è stata ancora fissata la data. In compenso, alla presidenza della Camera, immaginano di poter utilizzare i 70-80 giorni che mancano allo sbarco a Washington, per riservatamente verificare le possibilità di un incontro, oltreché col vicepresidente Joe Biden, anche con Barack Obama.
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panizzi



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MessaggioTitolo: Re: La resistibile ascesa di Gianfranco Fini   Gio Dic 03 2009, 21:47

credo che Gian abbia proprio centrato il problema,Fini e' l'uomo giusto per gli americani e a livello nazionale per quel che rimane di una sinistra filoamericana,filoisraeliana e sostenitrice del pensiero unico turbocapitalista
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: La resistibile ascesa di Gianfranco Fini   Ven Dic 04 2009, 14:04

Gianfranco Fini, il classico ex neofascista in doppio petto, un po' clericale, un po' no, un po' eco, un po' no, un po' sociale, ma un po' no, un po' nazionalista ma un po' no, ma sempre tanto tanto servo dei poteri forti, ieri nel MSI di Almirante ora nella pd/l.
Con lui al timone L'Amerika, le multinazionali e i ceti forti brindano di gioia, coi baffini, i massoni, e tutta la sinistra capitalista, compreso i Quaqquaraqua di Dilib e compagnia tromboni "rosa"....
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gian



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MessaggioTitolo: Re: La resistibile ascesa di Gianfranco Fini   Ven Dic 04 2009, 19:59

Ritorno ancora sull'argomento.
Ho la sensazione che fra non molto tempo ci sarà una "resa dei conti" dentro la compagine governativa a scapito del capo del governo, sempre che questo non decida a dovere.
Ma lo vedo principalmente intento a tutelare i suoi interessi privati più che gli interessi nazionali. Non che sia interessato e preoccupato per la "fine politica" dell' autocrate, ma mi preoccupano le servitù ben più bieche che si annidano dentro e fuori la sua compagine governativa, e che si nascondono dietro una falsa maschera democratica.

Luttwak ( quel gran figlio di p……a) che ogni sua intervista sulle reti pubbliche nazionali ce la fa costar cara, non solo per le migliaia di euro di quattrini che chiede come compenso ogni volta che appare in tv per imporci le sue lezioni di "politica estera corretta" che fanno venire il voltastomaco - l'altra sera, a "Ballarò", ha detto esplicitamente che a Washington Fini viene visto come un'alternativa credibile a Berlusconi. Anche La Stampa...(il 25 novembre), annunciava la preparazione della visita di Fini a Washington .

Credo che gli Usa vogliono che la nostra politica estera ( che è già favorevole all’80% agli interessi americani, l’altro 20% mi sembra rivolta verso i paesi dell’est ) sia totalmente (al 100 %) sotto il loro controllo.

Il capo del governo in questo ultimo periodo è intento a fare affari (per nostra fortuna questa volta) verso l’oriente ( Russia). E questo evidentemente agli americani non piace, e per arrivare a questo totale loro controllo (del 100%) devono oggi cercare di “defenestrare ” il capo del governo (oggi Berlusconi) come sono abituati solitamente a fare (ad est finanziando le rivoluzioni colorate) in tutti quei stati sparsi nel nostro pianeta che decidono la propria sovranità e in autonomia la loro politica economica.

Per raggiungere il controllo totale del 100% si affidano ora a quelle due forze politiche dei due opposti “rinnegamenti”, la cosiddetta destra governativa di Fini, e gran parte della cosiddetta “sinistra” annidata ora all'opposizione che sta dentro il PD (vedi Veltroni, D’Alema, Fassino ecc..) tutta oggi ricattabile politicamente, che stanno tramando dentro e fuori le sedi costituzionalmente deputate, per portare una nuova compagine governativa più servile e prona ai desideri statunitensi.


Di quello che sta avvenendo (come sul caso “...fuori onda televisivo ” di Fini & C. di questi giorni) fatico a capire il perché il capo del governo non riesce a controllare e usare gli apparati di sicurezza coi mezzi che sono noti da che mondo è mondo, per smascherare questo ( dal mio punto di vista) tentativo di “defenestramento illecito” o di “sovversione” da parte dei suoi infidi alleati, appoggiati dall’esterno dalla "sinistra cialtrona" filoamericana.

E gran parte di tutti questi che, non so come definirli se non rinnegati, si troveranno pure in piazza tra qualche giorno (con le loro rivoluzioni colorate – di viola questa volta) a chiedere che cosa ? Il defenestramento del Berlusca per mettere al suo posto un più servile e “credibile” agente filoamericano come annunciava quel “Luttwak” che tutti conosciamo.

Dovremmo vederne delle belle. Alla faccia di chi continua, per pigrizia mentale, ad non accorgersi dove si annidano i nemici dei “nostri“ interessi nazionali, in gran parte nei due gruppi del rinnegamento politico.

Spero di non passare come un ardito patriota nazionalista, e filogovernativo.

Ma credo che l'evidente sia sotto gli occhi di tutti ormai.
Saluti
Gian
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: La resistibile ascesa di Gianfranco Fini   Ven Dic 04 2009, 20:57

Al "no berlusconi day" NON CI SARO'. Perché non mi faccio strumentalizzare, né nulla c'entro con dipietristi (fascisti di destra in libera uscita), cani sciolti del pd, vecchi trombati della sinistra (diliberto e compagni, rottamati dal popolo perché incapaci al governo di fare una sola legge a favore di noi lavoratori), magistrati protagonisti e schierati a cosca, giornali come "la Repubblica", che di libero nulla hanno. Ci vogliono propinare in futuro Gianfranco Fini, il classico ex neofascista in doppio petto, un po' clericale, un po' no, un po' eco, un po' no, un po' sociale, ma un po' no, un po' nazionalista ma un po' no, ma sempre tanto tanto servo dei poteri forti, ieri nel MSI di Almirante ora nella pd/l.
Con lui al timone L'Amerika, le multinazionali e i ceti forti brindano di gioia, coi baffini, i massoni, e tutta la sinistra capitalista, compreso i Quaqquaraqua di Dilib e compagnia tromboni "rosa"....
per questo non ci sarò, in totale disaccordo con tutto, chiaramente contro anche questo governo, che non ho votato e non mi piace per nulla se non per le scelte internazionali sull'energia con la Russia.
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Valerio



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MessaggioTitolo: Gianfranco è un bravo ragazzo   Gio Gen 14 2010, 11:41

Ciao a tutt*,
sono abbonato alla versione cartacea di Indipendenza.
Mii sono iscritto anche al Forum, per condividere con voi qualche riflessione
sull'ultimo parto "letterario" del PdC (Presidente della Camera...), e credo che questo
possa essere il thread giusto.
Ve ne copio l'incipit, mentre il documento completo lo segnalo con il link.

Ciao,
Valerio

*

1) In virtù del masochismo, che da sempre ci affligge, ci siamo inflitti la lettura dell’ormai imprescindibile libro di Gianfranco Fini: “IL FUTURO della LIBERTÀ” [1].
Tuttavia, il maggior dolore non ci è stato procurato dalla lettura del testo, che, anzi, in alcuni punti, è stato pure fonte di sano divertimento, bensì dal terribile pensiero che, per commentarlo, saremmo dovuti venir meno alla nostra regola di non sparare sulla Croce Rossa.
Confidiamo, comunque, di essere perdonati anche in virtù di quel “Buonismo”, che intride il libro al punto che l’Autore corre il rischio di (s)cadere nel caramelloso.
Va, però, dato atto all’attuale Presidente della Camera che, così interloquendo, ha conseguito un risultato di rilievo: ha dimostrato che il “Buonismo” non è più patrimonio solo della Sinistra, ma anche della Destra; ora, entrambe riescono a parlare ed a scrivere senza dire più nulla.

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tadiottof



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MessaggioTitolo: paternita'   Gio Gen 14 2010, 22:34

mi viene un dubbio!
La resistibile ascesa di Gianfranco Fini non l'avevo iniziato io?
2000snlp
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