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 Terremoto in Abruzzo

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tadiottof



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MessaggioTitolo: terremoti   Lun Apr 06 2009, 09:04

In Italia ci sono terremoti catastrofici ogni 10 anni in media.
1968 Belice
1976 Friuli
1980 Irpinia
1997 Molise
oggi Marche
Per un po' dovremmo stare tranquilli, ma la statistica non e' matematica.
Il terremoto in Irpinia venne solo 4 anni dopo quello del Friuli.
Nel 1976 suggerii a Zambeletti di usare i container come rifugio per gli sfollati
Ne fecero scorta e 4 anni dopo, per l'Irpinia, erano gia pronti.
Si dimenticarono dove fossero accatastati per il terremoto successivo, in Molise 17 anni dopo, e "striscia la notizia" li rintraccio' coperti dai rovi.
I giornalisti infine sono moto ignoranti, confondono ancora la scala Richter con la scala Mercalli.
Non e' neccessario aver studiato geologia all'Universita', basta leggere le cronache dei terremoti precedenti.
2000snlp
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tadiottof



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MessaggioTitolo: rettifica   Lun Apr 06 2009, 14:05

necessaria rettifica
1997 Marche e Umbria
2009 Abruzzo
Mi dispiace dell'imprecisione, ma la media statistica non cambia; dal 1968 ad oggi ci sono stati 5 terremoti catastrofici. In 40 anni, escludendo il primo, anno di partenza, uno in media ogni 10 anni.
Le scosse sismiche strumentali, cioe' registrate solo dagli strumenti, sono quotidiane.
Viviamo in edifici che non sono antisismici e d'altra parte non e' pensabile di ricostruire l'Italia intera.
E' la nostra condizione umana.
Quando vivevo a San Dona' di Piave, dopo il terremoto, per qualche notte ho dormito in macchina, poi tutti, io mia moglie e le figlie e il resto del paese, siamo tornati sotto i tetti, coscienti che poteva crollarci addosso.
Ci sono e' vero costruzioni che resistono al 9° della scala Richter e, per ottenerle basta fa coincidere il baricentro della massa con il baricentro inerziale, per evitare la torsione (ma non sono un tecnico del settore).
Ecc.
2000snlp
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kamo

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MessaggioTitolo: Terremoto in Abruzzo   Lun Apr 06 2009, 20:38

Qualcuno lo aveva già previsto ed il massacro poteva essere evitato. Ascoltate quanto dice Giampaolo Giuliani (http://www.youtube.com/watch?v=dHq4TtzBB2M), il ricercatore del laboratorio nazionale di Fisica del Gran Sasso, che aveva lanciato l'allarme già da una settimana e che in compenso ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura (ma quanto é solerte la nostra magistratura...) per "procurato allarme". Per l'altro sismologo Francesco Stoppa, i danni e le vittime sono "opera dell'uomo", perché non si investe alcun soldo pubblico per la manutenzione degli edifici.

Ora la macchina massmediatica si è messa al lavoro per approntare i soliti "servizi spaccalacrime". Quanta commozione, quanta tristezza, quanto dispiacere! Sull'onda dell'emozione si prepara intanto il prossimo saccheggio di risorse pubbliche. Non è difficile prevedere esiti alla terremoto del Belice ed Irpinia, dove famiglie ancora aspettano la casa promessa. La "lobby del cemento" e le banche che la sostengono (ma siamo sicuri che anche qualche impresa in odor di mafia e camorra non riceverà la sua fetta...?) si stanno già fregando le mani. Per questi avvoltoi, in tempi di crisi, le disgrazie per la collettività sono manna dal cielo. Appronteranno un "commissario per l'emergenza", e così come per l'Irpinia e la spazzatura ingoieranno risorse pubbliche indisturbate. Destra e sinistra avranno la loro parte della torta, ed all'improvviso Berlusconi, al contrario che per scuola e Università (non si tratta certo del programma di riarmo aeronautico al servizio degli USA, 13 miliardi di euro complessivi stimati!), dice che i soldi ci sono: certo, quando si tratta di far arricchire le oligarchie parassitarie di casa nostra i fondi pubblici si reperiscono sempre!

Beh, vi lascio con una canzone che mi sembra sempre attuale. http://www.youtube.com/watch?v=4OfJpPxtQVI
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Mar Apr 07 2009, 19:55

È il Terremoto più piccolo avvenuto in quelle zone ma sembra il Terromoto più grande mai avvenuto in Italia,,,,http://deepactions.blogspot.com/2009/04/le-torri-gemelle-ed-il-terremoto.html
Le piccole torri gemelle d'Italia

noname
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Mar Apr 07 2009, 20:11

Ad integrazione di quanto scritto in precedenza, posto il seguente commento del giornalista di la Repubblica Federico Rampini, tratto dal suo blog:

"Nel maggio scorso il terremoto che sconvolse la provincia cinese del Sichuan era stato preceduto da alcuni avvertimenti di autorevoli geologi-sismologi locali, che le autorità avevano ignorato e poi cancellato dai siti Internet. In Cina vi furono polemiche, puntualmente soffocate dalla censura di Stato. All’interno di una tragedia ben più grande (70.000 vittime accertate) questo scandalo degli avvertimenti censurati fu “catalogato” da noi occidentali tra i tipici misfatti di un regime autoritario, abituato a censurare l’informazione".
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Ven Apr 10 2009, 17:45

Italia terremotata: moralmente e materialmente.

Due fatti che vedo parte di uno stesso problema...

A Pavia e' ricoverato in rianimazione un ragazzo di 21 anni, boliviano, immigrato cosiddetto "clandestino", che per paura di essere espulso (effetti del ben noto e famigerato decreto cosiddetto "sicurezza") non si e' recato in ospedale quando si e' sentito male. In ospedale dal 28 marzo scorso, ha gia' subito cinque operazioni chirurgiche. E' un solo esempio...
Al di la' della disumanita' incorporata nel decreto, ne rilevo l'imbecillita' e la valenza anti-nazionale. La salute e' un diritto da riconoscere a tutti, per ragioni etiche e politiche. Evitare il ricovero per paura di essere espulsi e tornare nell'inferno che si e' lasciato alle spalle espone a rischio salute anche la popolazione "non clandestina". Le destre, che si sciacquano la bocca con il concetto di "nazione", per mille ragioni (storiche, di classe, ideologiche, ecc.) non sanno manco dov'e' di casa...

Leggo che in Abruzzo, per il terremoto, anche edifici moderni hanno subito gravissimi danni; alcuni sono crollati. Non c'e' prevenzione sociale, non c'e' controllo qualita' delle costruzioni, non c'e' amore per la gente che si governa. Pronti a spendere soldi per le guerre imperiali dell'alleato/padrone statunitense o per gli appetiti delle classi (sub)dominanti nostrane (ad esempio Ponte sullo Stretto), il resto lo si abbandona a se stesso, all'intrapresa privata.

Ora si contano i morti. Ed e' la sinfonia di sempre: mettere da parte le polemiche e appelli alla solidarieta' di tutti e di ciascuno.
Forse e' bene che, nel mentre si aiuta, ognuno come puo', queste polemiche si alimentino. Perche' quando la notizia uscira' dalla grancassa massmediatica, tutto sara' come prima, come e' sempre stato e come sempre continuera' ad essere quando a farla da padrone sono speculazione e sfruttamento. Dopo queste catastrofi, o si resta 'baraccati' o arrivano gli avvoltoi (come dopo il terremoto dell'Irpinia) con i loro scempi.
Solo che le polemiche, pur importanti quando servono, comunque non bastano...

Il problema e' strutturale, ben al di la' del governo Berlusconi. Gli esempi di cui sopra parlano di sofferenze e di ingiustizie 'a monte'. Sono solo alcune, tra le tante, le troppe. Parlano della necessita' di costruire un ben diverso assetto di societa'.
O si mette in campo un grande movimento di lotta di liberazione nazionale, di riconquista di una dignita' collettiva per chi abita questo paese (autoctoni e non) o a ben vedere si risultera' parte di questo stesso sistema di cose, conniventi e permanentemente terremotati nel cervello, nell'anima...
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Gio Apr 16 2009, 14:27

(da facebook)

Io per il terremoto non dò neppure un euro - Giacomo di Girolamo

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come …

… una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non dò un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non dò una lira. E dò il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Gio Apr 16 2009, 16:36

Riprendendo quanto posti, Sankara, invito a leggere "Il cacciatore di terremoti" su http://www.byoblu.com/post/2009/04/15/Il-cacciatore-di-terremoti.aspx . Mi sembra uno scritto molto istruttivo...

Riporto il testo per comodità, segnalando comunque altri scritti interessanti in tema sullo stesso blog.

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I terremoti si possono prevedere. Gli studi di molti ricercatori in tutto il mondo convergono. La sperimentazione è ormai matura. Ma questo è il paese delle contraddizioni, dei paradossi, delle poltrone da tenersi strette, del business che viene prima di tutto. E' il paese dei conti cinici e sommari fatti sulla pelle degli altri: in fondo, quanto costano trecento morti? Di meno rispetto a quanto ci vuole per mantenere in piedi un apparato in grado di proteggerli. Quindi...
E dire che proprio a L'Aquila, dove vive e lavora il Cacciatore di Terremoti, il piccolo grande uomo che li ha fregati tutti, sviluppando la tecnica più avanzata e funzionale disponibile al mondo, si è verificato il disastro annunciato più sconcertante di tutti.

Su quale altare sono state sacrificate le vite di tanta gente? Di chi erano gli interessi da tutelare? Chi ha preso la decisione di azzittire Giampaolo Giuliani con una querela per procurato allarme, quando lui non disse mai le cose che gli furono imputate? Chi ha sulla coscienza centinaia di corpi travolti dalle macerie o decedeuti per soffocamento nell'aria satura di polveri di gesso e calce? Chi dice che i terremoti non si possono prevedere? Per quali interessi lo fa?

Tante domande. Ma le risposte stanno arrivando...

Per il momento, iniziate ad ascoltare la cronistoria ufficiale degli avvenimenti, ricostruita dallo stesso Giuliani.


Giampaolo Giuliani: "Noi abbiamo tre stazioni di monitoraggio di Radon, che rilevano i precursori sismici e attraverso di essi ci danno informazioni sulla possibilità di un evento sismico tra le 6 e le 24 ore prima dell'evento stesso. Il sindaco dell'Aquila, che aveva tra l'altro messo a disposizione una di queste stazioni, mi aveva chiesto di fargli delle piccole relazioni qualora io avessi osservato delle situazioni anomale che avrebbero potuto condurre a un evento di terzo o quarto grado, in maniera che lui potesse evacuare, magari anche con una scusa banale, gli alunni di alcune scuole a rischio sismico.
Il 27 e il 28 marzo gli mando una piccola relazione dicendo che ci sarebbe stato un evento di magnitudo 2.3, 2.4 previsto per il 28. Il 28 gli mando un'altra segnalazione circa un nuovo evento che si sarebbe verificato nella mattinata, all'Aquila, sempre di magnitudo 2.2, 2.4 - poi si è verificato il 2.4 alle 8 del mattino - e segnalando anche un ulteriore evento un po' più forte che si sarebbe verificato a 50 o 60km dall'Aquila, che quindi non avrebbe interessato la città.
Il 29 mattina si ebbe un 2.4 a L'Aquila, e alle 9.40 un 3.8 a Sulmona, circa 50 km da L'Aquila. Il sindaco mi chiamò nella mattinata per chiedermi cosa si sarebbe dovuto fare. Gli risposi che ormai l'energia era stata scaricata, gli eventi si erano verificati, e che se nell'arco della giornata avessi verificato qualche dato ulteriore gliel'avrei fatto sapere. Gli dissi anche che avrebbe potuto correlarsi con il sindaco di Sulmona, e analizzando i dati delle tre stazioni avremmo potuto vedere se ci sarebbero state altre scosse di assestamento a Sulmona.

La mattina del 29 marzo 2009 il sindaco di Sulmona mi telefona chiedendomi come si sarebbe evoluta la situazione nella sua città. Io gli dico di aver bisogno di almeno tre ore per analizzare tutti i dati e che mi sarei fatto sentire non appena l'analisi fosse stata pronta. Inizio ad elaborare i dati di tutte le stazioni e alle 13.00 vedo i grafici, i quali indicano che il picco che aveva procurato l'evento del 3.8 era in discesa, quindi si trattava di una situazione che stava tornando alla normalità. Alle 15.00 questo picco continua a scendere, segnalando una situazione piuttosto stazionaria.
Alle 15.30 chiamo il sindaco di Sulmona sul cellulare e non mi risponde. Allora chiamo la sala dove era riunita la Protezione Civile, mi risponde l'Assessore alla Protezione Civile al quale dichiaro che le macchine osservano che dalle 15.30 alla mezzanotte non ci saranno altri eventi, neanche scosse di assestamento. Avrebbe quindi potuto tranquillizzare la popolazione, perchè non avrebbero avuto nemmeno delle piccole scosse. Gli ho detto che avrei continuato a monitorare la situazione con i dati che sarebbero pervenuti nell'arco della giornata e, se avessi notato delle anomalie, avrei richiamato personalmente. Dato che non c'erano state anomalie, mentre invece osservavo una situazione in cui il Radon cresceva e che interessava L'Aquila, non ho avvisato più il sindaco di Sulmona.
La mattina dopo, svegliandomi, ho scoperto attraverso i media di aver ricevuto un avviso di garanzia perchè il sindaco dichiarava che gli avevo detto che Sulmona sarebbe stata colpita da un evento catastrofico più forte di quello della mattina.

Il 31 marzo osserviamo una situazione che va crescendo in L'Aquila, un innalzamento del Radon al di fuori della norma. Non so più che cosa fare, se avvisare o se non avvisare. Rileviamo che abbiamo intanto un quarto grado a L'Aquila, e poi tutta la sequenza degli eventi che conduce fino alla notte tra il 5 e il 6 di aprile, una settimana dopo, quando si è verificato l'evento catastrofico.
Il 5 aprile, alle 20.00, constato che la situazione è fortemente anomala, e vado a scaricare i dati alla scuola Edmondo De Amicis. Incrociando i dati, verso le 22.00 o le 23.00, vedo che la situazione si sta evolvendo verso una situazione catastrofica, un forte evento. Non so chi avvisare. Tantissimi nell'aquilano che conoscono la mia tecnica e i nostri studi osservano i grafici su internet che denunciano una situazione piuttosto allarmante, e prendono autonomamente la decisione di abbandonare le case e passare la notte fuori. Io invece ho vissuto una situazione drammatica perchè vedevo montare un evento disastroso e non sapevo cosa fare."

Claudio Messora: "Perchè lei è stato querelato e temeva successive azioni legali.."

Giampaolo Giuliani: "Certo! Avevo subito pressioni: anche se avevssi visto un evento catastrofico non avrei dovuto allertare e dirlo a nessuno! A chi mi telefonava e mi diceva di avere visto dai grafici che stava succedendo qualcosa, io domandavo che tipo di casa avessero. A chi aveva una casa vecchia, antica suggerivo di passare la notte fuori. C'è stato un passaparola tra le persone, e mi hanno detto che tantissimi amici sono usciti e si sono salvati. Nella notte, mentre controllavo e rifacevo i calcoli, e controllavo in linea anche il nostro sismografo vicino alla stazione principale dove c'era il monitoraggio del Radon, e vedevo che caricavano piccole scosse premonitrici di un forte evento, e vedevo il Radon che continuava a salire, il tempo di continuare a fare i calcoli nella speranza di avere sbagliato qualcosa, ... e l'evento me lo sono beccato io stesso dentro casa!
E' stato un evento violentissimo, anche perchè l'epicentro era a pochissimi distanza da me: 4 o 5 km dalla mia abitazione dove stavo in quel momento ricontrollando tutto, per cui anche gli allarmi che arrivavano, rispetto alla media degli allarmi, hanno anticipato di un'ora, un'ora e mezza circa rispetto alle sei ore di anticipo con cui ci dovrebbe arrivare il primo allarme. Tante persone che non hanno avuto la possibilità di saperlo, trecento persone, sono morte. Ma se fosse stata data la segnalazione, come è successo per tanti per cui c'è stato un porta a porta tranquillo, senza scatenare il panico, senza correre rischi, che infatti hanno preso le famiglie e le hanno messe nei camper, nelle roulottes, sono usciti per strada, sono andati in qualche altro posto, forse... avrebbero potuto essere salvate molte persone in più."

Claudio Messora: "Se lei non avesse ricevuto questo avviso di garanzia, probabilmente la situazione avrebbe potuto cambiare perchè lei non si sarebbe sentito costretto a tacere, con la museruola."

Giampaolo Giuliani: "Certo, in una situazione del genere, con un simile sciame sismico, avrei detto che se si fosse sentita una scossa premonitrice in cui in casa si muove il tavolo, si muovono le sedie, tintinnano i bicchieri, si muovono i lampadari, visto che viviamo su un territorio a rischio sismico, a questo primo accenno la gente avrebbe dovuto abbandonare la casa e passare la notte fuori."

Claudio Messora: "Si è fatto un'opinione sulle motivazioni di questo avviso di garanzia?"

Giampaolo Giuliani: "Ritengo che sia falso. E' difficile poter male interpretare 'State tranquilli, perchè fino alla mezzanotte non ci sarà un evento sismico' e trasformarlo in 'ci sarà un evento catastrofico più grande di quello che avete avuto'."

Claudio Messora: "Quindi possiamo ipotizzare che sia stata un'azione dolosa?"

Giampaolo Giuliani: "Secondo me sì. Perchè poi lo dovrei pagare io questo dolo, se ho detto qualcosa di diverso, che poi è stato riportato in maniera catastrofica?"


Nei prossimi post spiegheremo bene come funziona la tecnica di rilevamento del Radon messa a punto da Giuliani, e perchè consente di prevedere gli eventi sismici con questa particolare affidabilità.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Terremoto in Abruzzo   Ven Apr 17 2009, 23:35

Per affrontare l'emergenza terremoto non ci sarebbero risorse disponibili. Mentre si chiedono contribuzioni agli italiani e si ventila una tassa aggiuntiva una tantum, aumenta la spesa militare al servizio dell'alleato/padrone USA. I soldi, se servono, si trovano eccome, ma non per le spese sociali, che sono i veri interessi nazionali. Non si tratta solo delle faraoniche spese per l'inutile e dannoso Ponte sullo Stretto di Messina. C'è anche il programma di acquisto, nell'arco dei prossimi diciotto anni, di 131 caccia-bombardieri da attacco di 5^ generazione Joint Strike Fighter, meglio conosciuti come F-35 Lightning II. Il tutto nel mentre è in corso una crisi economica determinata dal crack finanziario "made in USA"...

E' di alcuni giorni fa il via libera delle commissioni Difesa di Camera e Senato al programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Spesa complessiva: oltre 13 miliardi di euro. Una cifra immensa. I caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni '90, al quale hanno aderito molti Paesi "alleati", tra cui l'Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D'Alema e nel 2002 dal secondo governo Berlusconi). Una convergente subalternità anti-nazionale a tutela di interessi oligarchici...

Nei mesi scorsi il capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Vincenzo Camporini, aveva definito l'acquisizione degli F-35 "assolutamente vitale per la difesa" del nostro Paese. In realtà, per la 'difesa' propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104. Pur definendo il programma come "destinato alla difesa nazionale", il testo che il ministro La Russa ha sottoposto alle commissioni parlamentari enuncia chiaramente la destinazione d'impiego degli F-35 "nelle missioni internazionali a salvaguardia della pace" in virtù della loro "spiccata capacità di impiego fuori area". L'Italia, insomma, è sempre più forza di complemento militare degli Stati Uniti.

Il terremoto ha palesato una delle vere minacce alla sicurezza dei cittadini: il dissesto idrogeologico di una penisola -l'Italia- ad alto impatto sismico con edifici costruiti come cartone da una speculazione immobiliare a tutto campo, nel pubblico e nel privato, che non ha potuto non agire senza coperture e connivenze politico-economiche. Ai "terremotati" morti anche per incuria, disinteresse e speculazione si aggiungeranno i morti, i mutilati e le sofferenze che produrrà l'impiego dei nuovi cacciabombardieri nelle missioni "di pace". Mancano pochi giorni al 25 aprile... Non è ora di raccogliere istanze sociali di liberazione e di rifiuto di macroscopiche ingiustizie e prevaricazioni attorno ad interessi nazionali effettivi, attorno ad un'idea di liberazione nazionale incompiuta?
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Terremoto in Abruzzo
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