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 In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?

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AutoreMessaggio
sankara

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Numero di messaggi : 416
Data d'iscrizione : 14.04.07

MessaggioTitolo: In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?   Sab Mag 26 2007, 17:05

Leggo sul sito di terre libere (http://www.terrelibere.it/terrediconfine/?x=completa&riga=03206) una notizia inquietante: Sigonella si appresterebbe a diventare la base per l’insediamento del centro operativo dei "Global Hawk", i "velivoli senza pilota" protagonisti di efferate stragi in Afghanistan e Iraq. Secondo gli intendimenti del Pentagono è prevista la dislocazione di 40 velivoli teleguidati in cinque siti: Kaneohe, Hawaii; Jacksonville, Florida; Diego Garcia, Oceano Indiano; Kadena, Okinawa, ed appunto Sigonella «per assicurare la sorveglianza marittima in qualsiasi parte del mondo». Sigonella sarebbe inoltre una seria candidata per il Comando del nuovo sistema di sorveglianza terrestre della NATO (AGS), destinato a divenire lo strumento fondamentale d’intelligence per gli interventi della Forza di Reazione rapida della NATO, già predisposta per intervenire in qualsiasi parte del mondo.

Insomma, da Vicenza a Sigonella, l’Italia è sempre più una base ed uno snodo essenziale operativo delle strategie di guerre statunitensi. Anche senza un pronunciamento dello stesso Parlamento, le scelte militari di Washington, che sulle basi ha piena giurisdizione, di fatto mettono in guerra il popolo italiano contro quei paesi e popoli destinatari delle operazioni militari. Gli italiani sono così chiamati, sotto varie forme, a pagare il conto delle operazioni militari USA, mentre varie inchieste dicono addirittura che cresce il numero delle famiglie non in grado di arrivare, con il proprio stipendio, alla fine della terza settimana.

A questo punto vi chiedo: cosa si può fare per aumentare la consapevolezza popolare su queste tematiche, considerato che manifestazioni come quelle di Vicenza hanno dimostrato una certa sensibilità e relativa incidenza sul tema? Potrebbe essere un passaggio importante per aprire contraddizioni nella base votante, simpatizzante e militante dei partiti dell'estrema sinistra istituzionale (PRC, PdCI, Verdi)? Come provare in particolare a raccordare l’area anti-imperialista con il mondo dell’associazionismo cattolico e pacifista, comunque accomunati da una opposizione alle aggressioni USA? Qui, ormai, certe notizie e certi fatti passano come se niente fosse. Certo, il 9 si manifesterà contro Bush e ciò che rappresenta, ma non vorrei che fosse una manifestazione d'ordinanza e risultasse, per quelle forze che citavo sopra, un'operazione da marketing per tutelare la propria immagine, ora che dal governo concorrono alla messa in atto di scelte a dir poco imbarazzanti.

Penso che "Indipendenza" debba crescere, aggregare (spero che il forum vada in questa direzione), organizzarsi, per far sentire la propria voce e diffondere certe idee, anche in occasioni di piazza come quella del 9 giugno. Grazie a tutti
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kamo

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Numero di messaggi : 271
Data d'iscrizione : 10.05.07

MessaggioTitolo: Re: In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?   Dom Mag 27 2007, 15:05

Una notizia veramente inquietante. Mi fa specie che il tutto avvenga sotto un governo caratterizzato addirittura dalla partecipazione di forze della cosiddetta "sinistra radicale". Ma questi non hanno niente da dire? La verità è che in questo paese gli USA fanno quello che vogliono senza pressoché rendere conto di niente a nessuno, "sinistra" o "destra" che sia...
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Razumichin

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Numero di messaggi : 67
Data d'iscrizione : 05.05.07

MessaggioTitolo: Un interrogativo   Mer Ago 15 2007, 19:24

Una breve riflessione che è anche una domanda. Kamo, giustamente, scrive che gli Stati Uniti fanno quello che vogliono in questo paese, ossia, logica conclusione, siamo una colonia.

Qualche tempo fa in un paese dei Castelli Romani, insieme ad altri compagni, ho partecipato ad un incontro pubblico tenuto da Silvia Baraldini coadiuvata da Lucio Manisco e Raoul Mordenti. La prigionia di Silvia è stata evocata nella giusta misura, sottolineandone il significato politico, senza presentarla come mero 'caso umano'.
Tuttavia, ancora più interessanti le considerazioni della stessa Silvia di Mordenti e Manisco che hanno stigmatizzato la dipendenza dell'Italia dagli Stati Uniti, con ragionamenti di un'evidenza solare.
Ebbene, mi sono chiesto e chiedo ai compagni di Indipendenza, come mai pur essendo genericamente accettata l'idea che l'Italia è un paese privo, o quasi, di sovranità -tesi che Indipendenza sostiene da sempre e ne fa, coerentemente, l'asse portante del proprio progetto di liberazione, perché non può esserci nessuna giustizia senza libertà- ebbene, dicevo, perché non se ne traggono le ovvie conclusioni politiche e si continua invece ad eludere la questione chiave dell'indipendenza nazionale?
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alekos18

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Numero di messaggi : 1020
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?   Ven Ago 17 2007, 23:12

Concordo con quanto dici. Esiste una percezione diffusa che l'Italia sia priva di sovranità e si trovi in uno stato di effettiva colonizzazione. Non penso solo ai casi in cui, per un qualche evidente evento, è capitato di sentire ammissioni su questa subalternità o comunque sentir posto il problema, pur senza troppa convinzione e ovviamente conseguenzialità politica, addirittura da personaggi impresentabili ed inaspettati, anche in ambiti politici-parlamentari-istituzionali. Penso anche nel piccolo. Già solo nel mio circondario, fatto anche di persone non particolarmente informate e preparate dal punto di vista politico, o nel corso di situazioni pubbliche casuali, mi è capitato di sentire affermazioni di questo tipo sull'onda di eventi seguiti in televisione o anche per accadimenti del proprio vissuto quotidiano o lavorativo. Questo la dice lunga sull'esistenza del problema. Un nodo decisivo, a ben riflettere, per quanto rimosso. Anche se, te ne rendi conto da solo, la sola presa di coscienza emotiva o occasionale non è che porti lontano...

Ti chiedi perché non se ne traggano le ovvie conclusioni. La tua è una di quelle domande cui è difficile rispondere compiutamente nella sinteticità richiesta su un forum. Ci sarebbe tanto da dire e da circostanziare. Esordirei dicendo che la bistrattata, misconosciuta e anche manipolata idea di nazione, e quindi l'idea di un'indipendenza e di una sovranità nazionali, sono parte del problema della dipendenza, nella fattispecie della colonizzazione culturale di questo paese. In secondo luogo ritengo che ancora non siano chiusi i conti e di conseguenza gli equivoci con la torsione ideologica che dell'idea di nazione ha fatto il fascismo. In terzo luogo i partiti -e relativi eredi e diramazioni- che maggiormente hanno segnato la vita politica e culturale di questo paese per decenni, la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista Italiano, hanno accettato la subalternità all'alterità ideologica ovest / est - USA / URSS, abdicando ad un'idea di sovranismo di questo paese. Il PCI espresse, all'indomani del secondo conflitto mondiale, istanze esplicite di "indipendenza nazionale" ma solo per una breve fase, mai conseguentemente fino in fondo, e fattivamente in funzione e sull'onda di una condivisione ideologica della politica estera sovietica. Le destre poi, ritenute -chissà perché- suppostamente ed infondatamente più attente alla questione nazionale, nel nostro paese si sono ritrovate sino ai giorni nostri ad assolvere ad una funzione costantemente anti-nazionale. Per limitarci alla fase susseguente il secondo conflitto mondiale, si sono poste come forze di complemento filo-atlantiste, cioè fattivamente dei lacché dell'imperialismo statunitense e quindi anti-nazionali. Anche a sinistra, includendo il suo versante radicale (parlamentare ed extra parlamentare), ritengo che, in parte per pregiudizio, in parte per una distorsione ideologica e teorica (ed anche in controtendenza con teorici marxisti, come Lenin ad esempio, che in tema hanno scritto pagine fondamentali e assunto posizioni conseguenti), la questione nazionale non sia adeguatamente considerata. Non è raro sentirne parlare come un fattore che svia la lotta di classe e non piuttosto, come invece sarebbe, quale concretazione anche dell'emancipazione delle classi sfruttate. Ritengo che sia molto grave -e direi provinciale nell'accezione deteriore del termine (cioè avendo insufficiente cultura e lettura di quanto avviene nel mondo)- la sottovalutazione della dirompenza rivoluzionaria dell'istanza nazionalitaria. Infine pesa l'assenza, sullo scenario politico di questo paese, di un qualche partito o formazione politica che dal nodo della dipendenza faccia scaturire una lettura critica ed un indirizzo politico anti-capitalista ed anti-imperialista, con una progettualità a tutto campo conseguentemente radicale ed emancipativa. Questo è per me all'ingrosso, rispondendo alla tua domanda, lo stato dell'arte.

Sviscerare il tema della dipendenza ha in sé una valenza innanzitutto critica nel saper andare al fondo delle problematiche della presente epoca, consente una chiave di lettura del perché di una serie di questioni e problematiche economiche, sociali, culturali, ambientali, eccetera, altrimenti inspiegabili o poco chiare, e di riflesso è in grado di indicare indirizzi altri, di dispiegare potenzialità propositive notevoli. Il lavoro politico/culturale di "Indipendenza", che purtroppo si staglia solitaria nel muoversi in questa direzione, è allo stato insufficiente a rispondere alla portata del problema, nonostante i meriti che le si possono riconoscere. Alzare il livello qualitativo è la sfida che abbiamo di fronte. Ciao
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MessaggioTitolo: Re: In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?   

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In Italia la base dei "velivoli senza pilota" USA?
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