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 Fascisterie e ambiguità. Parliamone

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etrusco

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MessaggioTitolo: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Mar Mar 03 2009, 15:30

Girando sui siti della nsotra area, ho notato almeno 2 brutte sosprese.
la prima riguarda "sinistra nazionale"
propone alcune buone analisi,ma spesso ripropone un vecchio e insopportabile armamentario ideologico fascista, oltre ad un terzomondismo spicciolo che non ho mai condiviso.
la seconda e piu' cocente, riguarda comunità e resistenza,
mi pare dogmaticamente legata ad un marxixsmo leninismo datato
vicina allo stalinismo, o sbaglio?
caro alekos
quali sono i punti di differenza di indipendenza rispetto a loro?

c'è qualche gruppo, più vicino di questi?
grazie
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MessaggioTitolo: Re: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Mar Mar 03 2009, 15:54

etrusco ha scritto:
Girando sui siti della nsotra area, ho notato almeno 2 brutte sosprese.
la prima riguarda "sinistra nazionale"
propone alcune buone analisi,ma spesso ripropone un vecchio e insopportabile armamentario ideologico fascista, oltre ad un terzomondismo spicciolo che non ho mai condiviso.
la seconda e piu' cocente, riguarda comunità e resistenza,
mi pare dogmaticamente legata ad un marxixsmo leninismo datato
vicina allo stalinismo, o sbaglio?
caro alekos
quali sono i punti di differenza di indipendenza rispetto a loro?

c'è qualche gruppo, più vicino di questi?
grazie
Cambio il titolo del tuo postato nel ben più appropriato "Fascisterie e ambiguità. Parliamone".
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Mar Mar 03 2009, 16:29

etrusco ha scritto:
Girando sui siti della nsotra area, ho notato almeno 2 brutte sosprese.
la prima riguarda "sinistra nazionale"
propone alcune buone analisi,ma spesso ripropone un vecchio e insopportabile armamentario ideologico fascista, oltre ad un terzomondismo spicciolo che non ho mai condiviso.
la seconda e piu' cocente, riguarda comunità e resistenza,
mi pare dogmaticamente legata ad un marxixsmo leninismo datato
vicina allo stalinismo, o sbaglio?
caro alekos
quali sono i punti di differenza di indipendenza rispetto a loro?

c'è qualche gruppo, più vicino di questi?
grazie
Non so se consapevolmente o perché effettivamente non conosci bene ciò di cui parli, ma trovo quantomeno un (bel) po' di confusione in quanto scrivi. E' vero che ti sei iscritto da poco al forum, però basterebbe girare un pochettino già solo qui per avere un po' di risposte ai tuoi quesiti. Poi c'è anche il sito (www.rivistaindipendenza.org), dove ti segnalo alla voce "Contributi per una teoria nazionalitaria" scritti come: "Comunitarismo, Eurasia, Impero. Le ragioni nazionalitarie di un rifiuto" (prima e seconda parte); poi "Comunità contro Comunitarismo"; ancora: "Le ragioni di un dissenso. Notazioni critiche a Costanzo Preve" il sèguito di un'intervista a Preve stesso, pubblicata anch'essa sul sito. Poi c'è la rivista cartacea dove trattiamo anche altre questioni che comunque si inscrivono in una visione d'insieme dell'idea, dell'analisi e della progettualità politica nazionalitaria che da molto tempo portiamo avanti. Insomma, se ci sono dubbi, domande, facciamolo ma a partire da più robusti riferimenti e avendo almeno letto quel che già è stato scritto, che è pubblico e di immediato accesso...

Esordisci parlando di "nostra" area. "Nostra" di chi? A parte che non ti conosciamo, diciamo che prendo per buono questo tuo sentire. Te lo chiedo però comunque: ma la tua area, esplicitamente, qual è? Rispetto a quelle realtà che citi siamo distinti e distanti (scusa l'approssimazione concettuale per difetto...). Se fossi della "nostra" area, dovresti saperlo e sapere bene anche i perché. La specificità del nostro punto di vista (la rivendicazione nazionalitaria di indipendenza, sovranità, liberazione come snodo efficace di lotta e di progetto anti-capitalista ed anti-imperialista) è limitata alla nostra realtà. Nessuno la esplicita nei termini di "Indipendenza". In Italia, perlomeno. Poi, che noi si abbia una serie, una marea di rapporti con individualità e realtà di sinistra, comuniste, antagoniste e quant'altro, è un fatto. E' questa senz'altro l'area in cui ci collochiamo, pur nella nostra specificità e con critiche che muoviamo alle categorie definitorie di cui sopra, di cui vorremmo più pregnanza e significato di senso politico oggi. Se comunque muoviamo dei distinguo politici ed anche delle critiche, come è normale che sia, all'interno di questa variegata (e differente al suo stesso interno) area, ben diverso è il caso dei gruppi che citi. Vedi, nella storia della fascisteria non mancano casi (di individui e gruppi) che si sono addirittura riferiti al "comunismo" per ragioni ora di chiaro opportunismo e/o provocazione politica, ora (anche) con una propria specificità di progetto (uno per tutti? Franco Giorgio Freda), dando delle motivazioni.

Si tratta di temi da affrontare e lo faremo, perché la destra radicale che si vergogna di definirsi tale, per varie ragioni, presenta operazioni di maquillage politico su cui ragionare collettivamente. Limitarsi al neofascismo è riduttivo.
C'è, come dire, una metafisica, una metapolitica di destra che va assolutamente contrastata. Al di là del peso politico specifico di questo o quel gruppo, la rilevanza è più sul piano culturale e politico in senso lato. Una riflessione del genere (che avvieremo) aiuterebbe –come dire– a cogliere due (forse più...) piccioni (coglierli 'simpaticamente', sia chiaro... non pochi di noi sono 'animalisti'...) con una fava: stoppare (anche) 'strane' operazioni e cogliere l'opportunità, al contempo, soprattutto per chiarire meglio, ulteriormente, il proprio (tutti, anche noi) portato di idee. Sarà un lavoro molto interessante...
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etrusco

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MessaggioTitolo: Re: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Mar Mar 03 2009, 22:58

Scusa alekos se mi sono permesso quel NOSTRO, si è trattato di una svista dettata dall'entusiasmo di chi credeva di aver ritrovato una casa politica.
Credevo perché ho letto e leggo la vs rivista e mi pareva di scorgere la volontà di conciliare ad una liberazione sociale una liberazione nazionale,
fatto inusuale in Italia per una sinistra da un lato sempre più laicista e zapaterista dall'altro legata a schemi ideologici dogmatici.
Penso infine che se una sinistra nuova che mira a comporre l'insano conflitto tra liberazione nazionale e sociale ha da essere veramente
e il cielo sà se ne abbiamo bisogno. questa può costruirsi solo se popolare
ovvero se esce da circuiti e centri ristretti per stare tra la gente e i suoi bisogni.
Sono antifa per storia familiare e personale ma è utile scannarsi su fascismo/antifascismo quando il Capitale ci dissangua e i bisogni REALI della gente crescono?
Ma è solo l'opinione di un apolide della politica.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Mer Mar 04 2009, 00:56

Nessuno qui vuole colpevolizzare il tuo "entusiasmo", Etrusco, o quello di chiunque altro. Ben venga anzi l'entusiasmarsi...

Credo che Alekos sia rimasto colpito da quel "nostra area" e dunque da quell'accostamento con realtà con cui non abbiamo niente a che fare. Non comprendo poi il tuo "mi pareva di scorgere": quanto scrivi di seguito sulla necessità di associare liberazione sociale e nazionale è sostenuto chiaramente da "Indipendenza". Ma che c'entra con quei gruppi che citi?

Chiedi se sia "utile scannarsi su fascismo/antifascismo quando il Capitale ci dissangua e i bisogni REALI della gente crescono". A parte che il (neo)fascismo ha nei fatti tradotto e fuorviato la retorica "interclassista" nella difesa di ben determinati interessi di classe (anche certa destra sociale "anti-capitalista", ad esempio, sul discorso immigrati finisce con il fare il cane da guardia di certi interessi capitalistici), converrei nel riconoscere che il "fascismo storico", come ogni fenomeno politico storicizzato, non si può mai ripresentare uguale, ma lo si ritrova (non solo a ritroso nella Storia) in tante forme...

Se la violenza di naziskin&affini autorizza ad esempio l'attualità di una legittima difesa, non bisogna però enfatizzarne il ruolo oltre misura non rappresentando quelli alcunché di significativamente politico. C'è però un altro "fascismo" più inquietante che va ri/conosciuto bene per essere contrastato. Non è solo il fascismo delle guerre umanitarie, delle sovranità nazionali negate, dell'imperialismo e dell'ascarismo dei suoi alleati/subalterni, delle mille forme di sfruttamento del lavoro precario, dei diritti negati, eccetera eccetera. C'è anche un "fascismo" culturale imperiale, europeista, comunitario, feroce con i "diversi", su cui occorrerebbe parlare...

Insomma, forse serve un nuovo linguaggio per arrivare ai più, ma resta l'importanza di tenere acceso il cervello e comunicare/creare coscienza, informazione, aggregazione. E sviluppare lavoro politico e culturale anche per svuotare certe aree e reindirizzare energie. A tal fine, le dicotomie fascismo/antifascismo e destra/sinistra, o anche credente/laico, non vanno né rimosse né assunte in toto per come vengono proposte dal circuito massmediatico dominante. Diciamo che andrebbero "rimasticate", aggiornate, riempite di contenuto attuale.
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etrusco

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MessaggioTitolo: Re: Fascisterie e ambiguità. Parliamone   Lun Mar 09 2009, 13:38

rispetto la vostra opinione,
quello che volevo dire è che in un'epoca tanto catastrofica per l'italia, un'epoca di totale annientamento dei diritti sociali, di fame canina capitalistica, di deperimento e caduta etica, di disgregazione del paese, ecco in questa epoca, a mio parere è necessario rispondere ad una emergenza con una nuova emergenza, una sorta di nuovo CNL che metta insieme le forze anticasta e di rinnovamento morale e sociale, in nome dell'interesse prioritario dei lavoratori e del Paese.
Come si fa?
secondo me si può fare su due terreni soltanto
1)rivolgersi ai lavoratori sul terreno di una nuova sindacalizzazione
2)rivolgersi a tutti i cittadini, sul terreno della forma di governo più vicina ai cittadini, ovvero i comuni

è chiaro che un'azione di questo tipo presuppone di anteporre l'interesse dei lavoratori e dell 'italia a qualsiasi mira di parte
ed è chiaro che presuppone anche di aprire cuori, menti e dialogo con i cittadini minuti in carne ed ossa-magari non politicizzati e ideologizzati-per abbandonare i lughi della nostalgia, dell'ideologia dogmatica, della chiusura nelle riserve indiane.
ecco questo è il mio parere
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