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 Noi e loro

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etrusco

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Numero di messaggi : 48
Data d'iscrizione : 06.02.09

MessaggioTitolo: Noi e loro   Ven Feb 06 2009, 16:38

Innanzitutto buona sera a tutti e grazie dello spazio che mi concederete.

Leggo da un po' di tempo la vostra rivista in rete e vi ho trovato spunti di grande interesse, specie per chi, come me, ha da sempre creduto nella necessità di conciliare il socialismo con l'amore per il proprio Paese.
Premetto che quando parlo di amore per il proprio paese, intendo la sua lingua, la sua cultura, le sue tradizioni popolari, di cui tutti noi siamo figli, ben oltre le diverse concezioni politiche.
Apprezzo anche che si cerchi un dialogo con le forze di sinistra e comuniste, ma purtroppo la mia esperienza personale mi dimostra che è molto difficile far passare certe idee con chi -come molti militanti di sinistra e prc- non odia solo l'idea di nazione, ma odia l'Italia e mette in ridicolo tutto ciò che essa è ed è stata rifiutandola, ridicolizzando infine anche chi prova a spiegare loro, che nessuna rivoluzione in nessuna parte della terra è stata fatta contro la cultura e la storia dei propri paesi (Cuba ne è un grande esempio) o che si può conciliare amore per la propria terra e socialismo (come accade sempre in Sud America).

Personalmente per anni ho cercato di dire queste cose e per anni sono stato deriso. Oggi c'è addirittura chi inneggia alle foibe e al massacro di un sacco di italiani, quando quantomeno un comunista o un uomo di sinistra dovrebbe essere per principio -come infatti io sono- contro i nazionalismi esasperati e la pulizia etnica. Invece si condanna giustamente la pulizia etnica fascista e si fa l'apologia di quella di Tito, perchè fatta contro italiani. Vedete a che punto siamo arrivati!

A scanso di equivoci per tutti, premetto che sono stato iscritto 2 anni al prc e che da quando ne ho avuto la possibilità ho sempre votato prc.
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alekos18

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Numero di messaggi : 984
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: Noi e loro   Sab Feb 07 2009, 04:41

etrusco ha scritto:
Innanzitutto buona sera a tutti e grazie dello spazio che mi concederete.

Leggo da un po' di tempo la vostra rivista in rete e vi ho trovato spunti di grande interesse, specie per chi, come me, ha da sempre creduto nella necessità di conciliare il socialismo con l'amore per il proprio Paese.
Premetto che quando parlo di amore per il proprio paese, intendo la sua lingua, la sua cultura, le sue tradizioni popolari, di cui tutti noi siamo figli, ben oltre le diverse concezioni politiche.
Apprezzo anche che si cerchi un dialogo con le forze di sinistra e comuniste, ma purtroppo la mia esperienza personale mi dimostra che è molto difficile far passare certe idee con chi -come molti militanti di sinistra e prc- non odia solo l'idea di nazione, ma odia l'Italia e mette in ridicolo tutto ciò che essa è ed è stata rifiutandola, ridicolizzando infine anche chi prova a spiegare loro, che nessuna rivoluzione in nessuna parte della terra è stata fatta contro la cultura e la storia dei propri paesi (Cuba ne è un grande esempio) o che si può conciliare amore per la propria terra e socialismo (come accade sempre in Sud America).

Personalmente per anni ho cercato di dire queste cose e per anni sono stato deriso. Oggi c'è addirittura chi inneggia alle foibe e al massacro di un sacco di italiani, quando quantomeno un comunista o un uomo di sinistra dovrebbe essere per principio -come infatti io sono- contro i nazionalismi esasperati e la pulizia etnica. Invece si condanna giustamente la pulizia etnica fascista e si fa l'apologia di quella di Tito, perchè fatta contro italiani. Vedete a che punto siamo arrivati!

A scanso di equivoci per tutti, premetto che sono stato iscritto 2 anni al prc e che da quando ne ho avuto la possibilità ho sempre votato prc.
Innanzitutto benvenuto. Un paio di notazioni generali, introduttive, ad alcuni passaggi –che ti invito a sviluppare poi in altre voci del forum– di quanto scrivi nella tua presentazione.

1. Non generalizzerei parlando di "odio a sinistra e tra le forze comuniste" dell'idea di nazione e dell'Italia stessa. A parte "Indipendenza" stessa, che nasce collocata in questa generica area, non parlerei in tali termini ("odio") nella generalità dei casi. Già durante la Resistenza, il tema della Patria e dell'indipendenza nazionale erano parte, ad esempio, del programma politico delle Brigate Garibaldi. Il Partito Comunista Italiano per anni, nel dopoguerra, ha rivendicato la necessità dell'indipendenza nazionale di questo paese. Certo, con il tempo si è stemperata questa decisiva rivendicazione, ma questo si è accompagnato al processo di progressiva involuzione politica del PCI stesso. E potrei continuare anche spostandomi sul versante extraparlamentare di sinistra e/o comunista. Convengo con te sull'esistenza, nell'area che indichi, di diffidenze culturali anche forti sul concetto di nazione e sul richiamo politico esplicito e centrale a questa idea-forza, che in questo paese (in molti "altrove" del mondo è diverso) caratterizza per ora in solitario "Indipendenza". Alla luce di riscontri vari che traiamo dal nostro agire politico, detto che il nostro porre questo punto di snodo ed il nostro argomentare al riguardo molto spesso suscitano attenzioni ed apprezzamenti, resta che, indubbiamente, nella percezione comune, il fascismo storico e le destre sono associate di primo acchito all'idea di Patria, di Nazione. Niente di più infondato storicamente. Sul punto sarebbe da aprire una voce di discussione apposita in questo forum.

2. Dici di (ed inviti ad) essere "contro i nazionalismi esasperati e la pulizia etnica". La prima parte della tua espressione a mio avviso è mal formulata, perché ogni nazionalismo perde di credibilità, di dignità, di senso, nel momento in cui nega l'altro o cerca di comprimere altre identità nazionali. Nell'insieme questo e la "pulizia etnica" sono la negazione dell'idea di nazione, sono l'espressione patologica della negazione dei diritti nazionali. Pure questo va argomentato e sulla rivista cartacea abbiamo scritto non poco al riguardo.

A ben ritrovarti
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etrusco

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Numero di messaggi : 48
Data d'iscrizione : 06.02.09

MessaggioTitolo: Re: Noi e loro   Sab Feb 07 2009, 14:40

Guarda, secondo me, le cose più belle e significative per la storia italiana le ha fatte la sinistra.
E con questo alludo alla Repubblica Romana e a certi moti risorgimentali di chiara ispirazione socialista-come le idee portate avanti da Pisacane-agli Arditi del popolo,all'antifascismo e alla Resistenza.
Per questo niente di più lontano dal capire certi atteggiamenti che spargendo fango, non sul malaffare del sistema politico/economico Italia, diventano da "italioti" nel senso indicato da montanelli, del denigrare e dello sputare di continuo su una cultura, su una storia e infine su un popolo intero.
Si stratta di atteggiamenti isolazionisti che portano solo alla chiusura in un mondo ideale, in un mondo di odio dove pochi BUONI guardiani della rivoluzione lottano contro tutto un mondo di cattivi.
E' purtroppo un atteggiamneto diffuso in certi ambienti.
Per questo credo che certi luoghi e ambienti politici siano oramai quasi irrecuperabili e che la gravità della nostra situazione economica e politica, imponga di parlare apertis verbis, agli italiani tutti, anche al bistrattato popolo minuto digino di ideologismi e politica.
Proponendo cosa?
Prima di tutto una forte opposizione morale ad una casta che ha fatto rotolare nella malversazione e nel malaffare il Paese, ha rimpinguato fila e cassa delle mafie, ha venduta la ns dignità ed autonomia a potenze straniere.
Poi una opposizione sociale intansigente ad ogni forma di nuovo liberismo strisciante e a difesa di ogni singolo posto di lavoro.
Quindi una proposta socialista ITALIANA che metta al centro i bisogni primari delle persone in carne ed ossa(lavoro, casa, salute, pensioni, cultura e istruzione)proponendo un'idea nuova e accattivante di socialismo fondata sull'idea di solidarietà. condivisione, comunità e perchè no, autogestione.
Nel rispetto della storia, della cultura e dello spirito italiano-come insegnava Gramsci-, perchè ogni Paese ha la propria via al socialismo
come ci dicono le esaltanti vittorie dei popoli sudamericani sui loro antichi feudatari.
Ecco, credo che alcune di queste cose siano difficilmente proponibili ai vecchi partiti e alle loro vecchie burocrazie..
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