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 era post-industriale

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tadiottof



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MessaggioTitolo: era post-industriale   Lun Nov 03 2008, 22:26

La rivoluzione industriale, che si situa intorno al 1750, ha creato una nuova categoria sociale: il proletariato.
La "rivoluzione dell'industria" e' conseguente all'accoppiamento delle macchine con i motori.
Le macchine c'erano anche prima dei motori; pensiamo ai carillon e agli altri congegni: orologi ecc. che erano messi in movimento da una molla o da contrappesi.
I motori hanno liberato gli operai dalla fatica muscolare, anche gli animali: buoi, cavalli non servono piu', e hanno moltiplicato la quantita' dei beni prodotti.
Gli operai addetti alle macchine devono soltanto controllare che la sequenza delle operazioni programmate sia senza intoppi.
Oggi il compito di sorvegliare le macchine, mosse dai motori, e' assegnato ai computer.
Percio' gli addetti alla produzione sono sempre meno.
L'occupazione dei proletari e' riservata al settore dei servizi, finche' non arrivera' un robot anche per queste operazioni.
Non ho finito, continuero'.
2000snlp
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tadiottof



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MessaggioTitolo: lavoro muscolare   Mer Lug 29 2009, 21:06

da Wikipedi
"A Al-Jazari è attribuito il primo progetto documentato di automa programmabile nel 1206, usato per una serie di automi umanoidi."

Ho copiato queste poche righe, rintracciate su wikipedia, alla parola "automa".
Non immaginavo che la meccanizzazione fosse cosi' antica.
E' comunque una conferma che "macchine", anche molto elaborate, erano preesistenti alla rivoluzione industriale.
Il motore e' servito soltanto a sostituire il lavoro muscolare.
Sembra che gli operai avessero il solo compito di mettere le macchine in movimento.
D'altra parte gli operai non sono "artigiani".
E' vero che esiste l'aristocrazia operaia, operai cioe' che, mentre lavorano, ragionano, ma la maggior parte esegue e basta.
Il lavoro alienante, ripetitivo, fu dunque un'invenzione degli intellettuali filantgropi?
Oggi nell'era post-industriale l'industria ha eliminato anche l'aristocrazia, che poteva essere rappresentata dai "quadri" (diplomati e laureati).
Oggi la catena di montaggio e' controllata dal computer e i "periti tecnici" sono superflui.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: gli operai superflui   Mer Ago 05 2009, 20:51

Nell'era postindustriale o quarta rivoluzioneindustriale gli operai sono diventati superflui. Non si parla piu' di esuberi!

da Internet (sui giornali cartacei c'era lo foto di una fionda gigante)
Corea Sud: polizia carica operai Ssangyong in sciopero precariato sociale

Gli agenti si sono scontrati con 600 lavoratori licenziati.
La polizia sudcoreana in tenuta antisommossa ha caricato pesantemente i lavoratori in sciopero della casa automobilistica Ssangyong.
Per porre fine ad una mobilitazione che dura ormai da più di due mesi, sono stai impiegati circa 400 poliziotti. Gli agenti si sono calati da un container trasportato da un elicottero e hanno attaccato gli occupanti con idranti e gas lacrimogeno.
Dopo un giorno di combattimenti, durante cui i lavoratori si sono difesi lanciando bulloni con le fionde, la polizia ha riguadagnato il controllo della fabbrica, eccezion fatta per uno degli edifici, dove si trovano gli impianti di verniciatura, dentro il quale si sono rifugiate 520 persone. La polizia ha evitato gli scontri all'interno di questo fabbricato per i rischi legati alla presenza in esso di materiale infiammabile.
Molti lavoratori in seguito all'intervento delle forze dell'ordine hanno abbandonato lo stabilimento, ma la maggior parte dei contestatori hanno rifiutato l'offerta della direzione dell'industria di ridurre il numero degli scioperi, annunciando che combatteranno fino alla morte nel caso in cui la polizia dovesse entrare nell'edificio occupato con la forza.
La Ssangyong, la più piccola delle case automobilistiche sudcoreane, è in grave crisi finanziaria ed è in amministrazione controllata. Per uscirne ha in programma il solito metodo padronale: tagliare più di un terzo delle sue 2.600 maestranze. Circa 600 dei lavoratori che dovrebbero essere licenziati hanno occupato la fabbrica negli ultimi 70 giorni provocando un danno economico che la società ha stimato in oltre 245 milioni di dollari, imponendo alla controparte un alto livello di scontro. Uno scontro che il governo sudcoreano ha oggi affrontato militarmente.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: missione della sinistra   Sab Ago 08 2009, 13:15

Era post-industriale non significa che e' finita l'industria o, meglio, che e' finita la produzione industriale.
La produzione c'e' sempre, ma si produce senza addetti; lavorano le macchine guidate dai computer, messe in movimento dai motori.
La chiamano era post-industriale per confondere; meglio chiamarla quarta rivoluzione industriale (ultima in ordine di tempo).
- La prima quella dell’abbinamento dei motori a vapore ai telai nelle filande per l’industria tessile.
- La seconda la siderurgia per avere acciaio per costruire macchine e motori in quantita’.
- La terza il motore elettrico che ha permesso la sostituzione del “padrone del vapore”, cioe’ del riccone che aveva a disposizione il “capitale”, con il “capitano d’industria” cioe’ l’arricchito. Il capitano d’industria non ha “capitale”, non ne ha bisogno, perche’ se lo fa dare dalle banche o, meglio, dai risparmiatori che depositano i risparmi nelle banche.
Il capitano di industria, con poco capitale, perche’ il motore elettrico non costa quanto uno stabilimento, stabilimento necessario per lo sfruttamento economico del vapore, organizza la vendita dei beni prodotti con singole macchine; esempi: Benetton, che ha cominciato con i maglioni filati dalle famiglie contadine, Leonardo del Vecchio, che vendeva li occhiali degli artigiani agordini, Ferrero e Miroglio di Alba ecc.
- La quarta rivoluzione industriale in atto, o era post-industriale, ha eliminato quasi del tutto gli addetti alle macchine e ai motori. Ormai la produzione e’ automatizzata.
Queste trasformazioni "rivoluzionarie" dovrebbero far parte della cultura della sinistra.
In questo periodo, che potra’ durare qualche anno o qualche decennio, si decide il nostro futuro.
Bisogna anticipare i tempi, intuire, interpretare: se i mezzi di produzione rimangono nelle mani dei famigli di Agnelli o degli oligarchi russi o dei magnati americani o dei politici cinesi, il resto della popolazione mondiale, il 99%, vivra’ di elemonisine, di beneficienza. Dobbiamo tornare alla proprieta' collettiva dei mezzi di produzione predicata da Marx e dal marxismo.
Atrimenti sii ritornera’ all’organizzazione feudale, quando il signore, per la propria tavola, si limitava a far coltivare i terreni attorno al castello e impediva di coltivare il resto, inviando gli armigeri a distruggere i raccolti. Non erano preoccupati delle carestie; era un problema che non li riguardava.
Il feudalesimo e’ scomparso perche' la gente comincio’ a fuggire dal “contado” e a riunirsi in borghi e citta’. L’organizzazione delle comunita’ in “comuni” fu una rivoluzione.
Cosi’ nel prossimo futuro: se i beni verranno prodotti da automi, questi beni saranno per pochi signori e il resto stara’ a guardare con la bocca aperta, meravigliati e invidiosi del dell’ultimo ritrovato della tecnologia: iPod, iPhone ecc. posseduto da altri.
Non avra’ nemmeno i soldi per comprarsi la lavatrice e fara’ il bucato a mano.
Questa gente con la bocca aperta dovra’ organizzarsi per fare un’altra rivoluzione: sara’ meglio cominciare al piu’ presto.
2000snlp
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tadiottof



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MessaggioTitolo: AGRICOLTURA   Sab Ago 29 2009, 13:49

Facciamo un confronto con gli occupati nell'agricoltura.
Ho trovato un dato recente in questi giorni: gli occupati sono cira il 3% del totale delle forze lavoro.
Eppure la produzione non e' diminuita rispetto all'800, quando l'economia era prevalentemente agricola e in agricoltura erano occupati l'80% dei lavoratori. Forse, o meglio, senz'altro, la produzione di prodotti alimentari e' aumentata, altrimenti non saremo in 6 miliardi sulla Terra; c'e' gente alla fame, ma non c'e' carestia.
Accadra' anche per la produzione industriale: aumentera', pur con meno addetti alla catena di montaggio.
2000snlp
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tadiottof



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MessaggioTitolo: crisi strutturale   Lun Set 07 2009, 06:07

Per questi motivi, mentre le crisi precedenti erano crisi congiunturali, questa è una crisi strutturale.
Perciò, se non si cambia la “struttura” economica, non si risolve.
E la soluzione riguarderà l’organizzazione sociale: o capitalista o comunista.
Nel sistema capitalista i profitti rimangono in tasca ai privati, in quello comunista non ci dovrebbero essere “profitti”.
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: era post-industriale   Dom Ott 04 2009, 08:31

Mi ricollego al commento lasciato nelle presentazioni. Con il capitalismo il lavoratore è visto più come una macchina che come essere umano. Sfruttare il lavoratore, in questo senso, serve, come giustamente scrivevi, ad arricchire i privati e relegare l'operaio al semplice ruolo di "controllore".
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Deaglio   Dom Ott 04 2009, 11:26

Grazie per il commento.
Potresti leggere anche "Risposta di Mario Deaglio" nella stessa sezione Cultura e Societa'?
Dopo aggiungero' qualche altra riflessione sul Capitalismo.
2000snlp
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aposkinhead

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MessaggioTitolo: Re: era post-industriale   Mar Ott 06 2009, 02:12

Maura ha scritto:
Mi ricollego al commento lasciato nelle presentazioni. Con il capitalismo il lavoratore è visto più come una macchina che come essere umano. Sfruttare il lavoratore, in questo senso, serve, come giustamente scrivevi, ad arricchire i privati e relegare l'operaio al semplice ruolo di "controllore".
Più che controllore l'operaio è FORZA LAVORO, possibilmente da bestia, idiota, disorganizzato od organizzato con apparati al vertice ampiamente compromessi o infiltrati (vorrei fare esempi nostrani ma non voglio essere linciato, per ora). Ieri il meridionale sradicato dalle campagne ora l'extracomunitario...con la differenza che almeno si riusciva a parlarci insieme; qui ci sono fabbriche dove molti extracomunitari, dopo anni di permanenza in Italia, capiscono poco o nulla. Difficile spiegargli che le conquiste, le lotte si fanno con il sacrificio, non con il lavoro in nero, ecc
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tadiottof



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MessaggioTitolo: un successo   Mar Ott 06 2009, 05:54

Mi sembra che la comunità di "rivista Indipendenza" stia cominciando a capire cosa vuol dire era post-industriale cioè che si tratta di una ulteriore, ultima per il momento, rivoluzione dell'industria a favore dei padroni, dei proprietari.
La crisi delle banche passerà, ma l'occupazione non aumenterà e soprattutto non aumenterà nel settore secondario, cioè nell'industria.
La concentrazione di migliaia di operai nelle fabbriche non sarà più possibile. (Marx sosteneva che la coscienza di classe si poteva creare tra gli operai, e non tra i contadini, appunto perché gli operai si incontravano sul posto di lavoro a migliaia)
L'occupazione industriale si ridurrà a una minima percentuale come è avvenuto nel secolo scorso in agricoltura; il lavoro dei campi occupa meno del 5% dei lavoratori.
Ai disoccupati verranno concessi lavori umilianti, degradanti e marginali, come risponditori nei call center telefonici oppure volontari nelle ONLUS o militi della Croce Rossa o verde o bianca (a Genova ce ne sono decine)
E' un peccato che l'URSS sia caduta proprio quando le contraddizioni del capitalismo sono esplose.
2000snlp
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Maura

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MessaggioTitolo: Re: era post-industriale   Mar Ott 06 2009, 07:20

aposkinhead ha scritto:
Maura ha scritto:
Mi ricollego al commento lasciato nelle presentazioni. Con il capitalismo il lavoratore è visto più come una macchina che come essere umano. Sfruttare il lavoratore, in questo senso, serve, come giustamente scrivevi, ad arricchire i privati e relegare l'operaio al semplice ruolo di "controllore".
Più che controllore l'operaio è FORZA LAVORO, possibilmente da bestia, idiota, disorganizzato od organizzato con apparati al vertice ampiamente compromessi o infiltrati (vorrei fare esempi nostrani ma non voglio essere linciato, per ora). Ieri il meridionale sradicato dalle campagne ora l'extracomunitario...con la differenza che almeno si riusciva a parlarci insieme; qui ci sono fabbriche dove molti extracomunitari, dopo anni di permanenza in Italia, capiscono poco o nulla. Difficile spiegargli che le conquiste, le lotte si fanno con il sacrificio, non con il lavoro in nero, ecc
Capisco quello che intendi ed hai perfettamente ragione, ma siamo noi a dover far capire che le lotte si fanno con i sacrifici e non la LEGA (per fare un esempio).
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tadiottof



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MessaggioTitolo: punti di vista   Dom Ott 18 2009, 08:56

Ho incontrato ieri un "professore" di qualcosa (il mio maestro nella professione, direttore di una clinica universitaria, ai pazienti che gli riferivano di essere gia' stati visitati da un altro professore, rispondeva: "professore di musica? di violino?").
Seccondo lui per era post-industriale si deve intendere che l'economia (la produzione?) si occupa oggi di computer, informatica e cose del genere al posto della siderurgia e altri lavori sporchevoli.
Ho cercato su Internet: per quanto riguarda la produzione di acciaio l'Italia e' decima a livello mondiale con 28 milioni di tonellate nonostante ci siano meno operai addetti.
Come la mettiamo?
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Jobless recovery   Gio Mar 04 2010, 08:46

conferma che nell'era postindustriale manca l'occupazione.

Oggetto: Jobless recovery

Dal fotografico al fotovoltaico: ecco Ferrania Solis
Secolo xix.it del 2/3/2010

Dei fasti passati è rimasto un residuo di magazzino con
pellicole della Ilford, che resiste all'assedio del digitale
grazie al fascino delle foto in bianco e nero, mentre il futuro
è nel silicio cristallino lavorato per produrre pannelli
fotovoltaici...
La Ferrania, storica fabbrica del Novecento di Cairo Montenotte
(Savona), ha voltato pagina e si è salvata da una fine
annunciata con un colpo di coda che le può garantire nuovi
mercati nel settore delle energie rinnovabili...
divisa tra Ferrania Technologies, e Ferrania
Solis, lanciata nel fotovoltaico, è un mezzo miracolo nato nel
retroterra di Ponente in piena crisi grazie a una scommessa del
gruppo Messina, controllato dalla omonima famiglia genovese di
armatori e terminalisti....
Hanno investito 41,2 milioni dopo un
accordo con la Regione Liguria e il ministero della Attività
produttive firmato nel 2005 i Messina hanno confermato gli investimenti sul fotovoltaico e stimano di dare lavoro a regime a circa 160 persone nell'intero complesso indutriale...
se si pensa che all'epoca di maggior successo i dipendenti erano arrivati a toccare quota 4.160,
l'euforia per questo passaggio pur importante viene meno.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: telaio a pedali   Ven Set 10 2010, 04:00

Ho trovato casualmente che il telaio tessile a pedali fu inventato intorno al 1250. Prima l'operatore applicava al telaio solo la forza delle braccia
Nel 1750 circa il motore a vapore fu applicato al telaio e, con questa novita', iniziano le "rivoluzioni industriali"
L'ultima e' individuata dai software che guidano macchine e motori.
2000snlp

http://it.wikipedia.org/wiki/Telaio_(tessitura)
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tadiottof



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MessaggioTitolo: tecnologia moderna   Lun Set 13 2010, 08:13

Penelope tesseva con un telaio senza pedali.
Probabilmente anche per questo motivo non riusciva a lavorare e finire la tela piu' in fretta.
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: era post-industriale   Mer Nov 02 2011, 23:59

Alla luce dei default, vi sembra adesso piu' chiaro il significato di era-postindustriale?
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MessaggioTitolo: Re: era post-industriale   

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