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 Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre

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MessaggioTitolo: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Mar Set 30 2008, 20:24

Dal Comitato No dal Molin.

Pochi giorni fa abbiamo diffuso un appello (vedi http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_246.html) ricordando che domenica 5 ottobre si terrà la consultazione popolare sul Dal Molin a Vicenza e che la questione riguarda non solo la nostra città e che tutti hanno diritto di partecipare. Per questo, da oggi, è possibile votare online e invitiamo tutti, vicentini e non, ad esprimere la propria contrarietà alla nuova base Usa votando SI.

Votate all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Mer Ott 01 2008, 16:37

Penso che il referendum del 5 ottobre sulla nuova base di guerra americana "Dal Molin" sia molto importante. Si tratta di un'occasione per sperimentare la forza della democrazia diretta. Certo, la consultazione non ha potere vincolante sul piano giuridico, ma se partecipata e, ancor più, di fronte ad una valanga di "sì" che respingesse la costruzione di questa nuova base avrebbe un significato politico enorme sotto più punti di vista.

Mi pare sia la prima volta che in Italia un tema relativo alla difesa nazionale viene affrontato in forma di consultazione popolare. Sono stato però colpito dalla continuità di atteggiamento sprezzante verso i cittadini e servile verso gli Stati uniti che accomuna Berlusconi al suo predecessore di centrosinistra, Prodi. L'attuale presidente del consiglio si è infatti addirittura scomodato a scrivere una lettera al sindaco di Vicenza, Achille Variati, invitandolo a non procedere nel progetto. Mi è piaciuta la lettera di risposta del sindaco che, proprio nella partecipazione diretta alle scelte strategiche di sviluppo della città e del mondo, ha detto di individuare la strada migliore per la democrazia.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Mer Ott 01 2008, 20:12

Il Consiglio di Stato ha bocciato poche ore fa il referendum consultivo, previsto domenica, sulla costruzione della nuova base USA del Dal Molin, a Vicenza. La motivazione: "ha per oggetto un 'auspicio' del Comune di Vicenza al momento irrealizzabile". Così si legge nell'ordinanza, resa nota dal legale del Comitato favorevole alla base, avvocato Pierantonio Zanettin, nella quale il massimo organo della giustizia amministrativa spiega che "irrealizzabile" è il progetto "di acquisire un'area sulla cui sdemanializzazione si sono pronunciate in senso sfavorevole le autorità competenti". Il sindaco, Achille Variati, definisce la decisione "un bavaglio posto nei confronti dei cittadini". La consultazione era stata promossa dal Comune.

Appresa la notizia il Presidio Permanente No Dal Molin, ha indetto per stasera un corteo ed un presidio notturno, alle ore 20.30, a piazza Castello. Si denuncia "l'emergenza democratica", "l'atto di regime con il quale si cancella un diritto previsto dalla Costituzione che garantisce alla popolazione di esprimere liberamente la propria opinione". Evidentemente si ha paura del parere dei cittadini, pericoloso per chi ha promesso di cedere il Dal Molin agli USA. Dal "Comitato Sì Dal Molin", invece, si esprime "viva soddisfazione" e si chiede di "discutere sulle compensazioni e sul ritorno economico che Vicenza si aspetta dalla nuova struttura".
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Gio Ott 02 2008, 17:05

Posto qui, e non alla sezione "Immagini", stante la connessione con quanto sopra riportato.

Il video è relativo alla manifestazione di ieri sera, indetta subito dopo la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, del referendum consultivo, previsto domenica, sulla costruzione della nuova base USA del Dal Molin, a Vicenza.

Domenica la città autogestirà lo stesso il voto.

http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_257.html
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noname

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MessaggioTitolo: C'è un limite a tutto....   Ven Ott 03 2008, 21:48

C'è un limite a tutto, è questo quello che io penso.
Queste battaglie,queste "masse" che si muovono, sono quanto di più consumistico ci possa essere.
Sono mancato per 10 anni dall'Italia, sono sceso in Italia per tre mesi scarsi ed ho notato proprio come sia di moda "essere impegnati" tra i cittadini comuni !!!
Oltre ad essere evidente la mia acididità oggi, è comunque vero che alcune battaglie che vedono il popolo coinvolto sono valide, portano a dei frutti, solo se sono, se coprono interessi provinciali o al massimo Regionali e comunque di lieve entità,cose come queste invece sono solo dispersive, inutili, consumiste.
Se mi sei antipatico, è meglio che te lo dica in faccia che invece io vadi a cercare un pretesto per..
Si, io sono contro la guerra, sono contro la spesa assurda militare ma cosa vuoi che mi importi o quale importanza possa avere una base militare Americana in una colonia Americana ???!!!!
Dunque prendiamo il toro per le corna e forse forse si, ma cosi no è una perdita di tempo ed energie, secondo me.

noname
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MessaggioTitolo: Manifestazioni simboliche, battaglie simboliche....   Sab Ott 04 2008, 22:31

BASE USA: A VICENZA GAZEBO PER LA CONSULTAZIONE AUTOGESTITA
Tutto è pronto per il voto, che non ha carattere istituzionale, con cui dalle 8 alle 21 i cittadini esprimeranno la propria preferenza sulla destinazione degli spazi dell'aeroporto Dal Molin
(giusto questo il trafiletto dell'articolo trovato sull'ansa.it...)
http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_787218771.html

Manifestazioni simboliche.......

Io voglio sapere a cosa servono se non a quello che ho detto nel post sopra che poi è quello che traspare dall'articolo ansa.it letto da una persona seria con i piedi per terra.
Se anche tutto dovesse finire con un voto positivo cosa cambierebbe ???!!
Chi di quelli che manifesta oggi è pronto nel mettere in gioco quel poco che ha ???!!!
Se il popolo chiede quello che al Padrone va bene, allora tutto si realizza, se il popolo chiede onestamente e senza violenza quello che il Padrone non vuole, proprio la forma di onestà e la forma non violenta agevolano il Padrone nel perseguire la sua strada e lasciare che il popolo consumi la sua ira al massimo contro la Polizia .
Un articolo preso dai media, un azione, un vivere, tutto contrassegnato dal simbolico...!!!!!!!
Tutti artisti siamo diventati, lo volete capire !!!!
In altre parole, nà schifezza !!!!!
L'artista ed i suoi simbolismi che esprimono..........
I movimenti ed i loro simbolismi.....
Simbolicamente io non sono d'accordo con te......
Ah si ???
E sti cazzi ???!!!!!!!!

noname
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Lun Ott 06 2008, 19:19

Chiedo scusa ancora eh..

Citazione :
Base Vicenza: bocciata al 95%
Il 28% dei cittadini in voto autogestito dopo no Consiglio Stato
(ANSA) - VICENZA, 6 OTT - Il 95% alla consultazione autogestita di ieri a Vicenza ha votato contro la trasformazione dell'area dell'aeroporto Dal Molin in base Usa. Si e' espresso il 28,5% degli 84.349 aventi diritto. La consultazione, del tutto priva di ufficialita', si e' tenuta per protesta dopo che un referendum indetto dalla giunta guidata dal sindaco Variati e' stato bocciato dal Consiglio di Stato. Le operazioni si sono tenute in 32 gazebo nei pressi di quelli che avrebbero dovuto essere i seggi ufficiali.
Qualcuno mi spiega a cosa serve tutto questo ???????

Io continuo con la mia acidità e dico questo :
84.349 aventi diritto.....di cui solo il 28% si è prestato al giochetto..
Se ne deduce quindi che il restante 72% mangia grazie agl' Americani o che prevedono di mangiare ancora di più con l'ampliamento della base..(hahaheheh)

Citazione :
Si' Dal Molin, sindaco si dimetta
Fava, risultato referendum e' una vittoria della democrazia
(ANSA) - VICENZA, 6 OTT - 'Il risultato di ieri e' un'altra sconfitta del sindaco e della sua politica isolazionista ed estremista', dice il comitato Si' Dal Molin. All'indomani del referendum autogestito, il comitato favorevole alla nuova base Usa di Vicenza chiede le dimissioni di Achille Variati. 'La consultazione e' stata una vittoria della democrazia, contro un governo che pretende silenzi e obbedienza', e' invece l'opinione di Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra Democratica.
(hahahehehehe).........
Rido per non piangere ma almeno sono sincero.
Cosa sono queste cose, dove siamo arrivati in verità ???!!!
Ora ??
Mentre l'Italia nel contempo è diventata capitalista\fascista,sono anni che ci si ingrassa con queste battagliucce consumiste,ora ????!!!!
Sono 15 anni e più che tutti hanno sbagliato seguendo le strade più semplici che sono quelle poi perseguite dai nonni dei padroni,le strade perseguite da sempre e questi sono alcuni dei risultati che oggi ci si materializzano sotto gl'occhi.
Sono molti anni ormai che avendo aperto gl'occhi mi sono maledetto,mi sono maledetto perche ho perso tempo,voi, come loro, uguali, c.....o, aprite gl'occhi !!!!!!
I compagni che vivono trequarti della giornata da normali, poi la sera quattro cazzate giusto per hobby..
Ed una volta, oggi non so non ci sono più io lì, ma una volta chi realmente gestiva i Centri Sociali erano costoro,gl'inseriti nel sistema,quelli che dovevano combattere il sistema dall'interno del sistema stesso ???!!!
Eccoli i primi risultati !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pazzi, lasciati belare......
I soldi possono permettere tutto anche di prendersi perculo da soli....
Il consumismo,nessuno c'ha capito un c.....o su quello che è .

http://ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-10-06_106261906.html
http://ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-10-06_106261417.html
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Mer Ott 08 2008, 18:43

Vedi, in un paese colonizzato come il nostro, anche un referendum consultivo [consultivo: che esprime un parere, senza quindi essere vincolante] può svolgere una funzione importante. Sulla carta è facile svilirne il significato. Nelle tue critiche trovo, certo, spunti di critica condivisibile, ma anche passaggi -come dire- ermetici. Mi par di capire che, nella sostanza, tu ritenga iniziative come questa una perdita di tempo da evitare. "Se anche tutto dovesse finire con un voto positivo cosa cambierebbe?", scrivevi qualche postato sopra, alla vigilia del voto vietato. Se ci si ferma al dato, hai ragione. Ma da qui si dovrebbe estendere questo senso di nullità, di insignificanza, a tutto. Cosa proponi di alternativo e di incisivo, o quantomeno incidente? Non vorrei che il tuo, tanto per dirne una, fosse per via diversa un inconsapevole invito ad indirizzare il proprio tempo verso un più interessante consumismo merceologico. Non dico che non si debba discutere ed anche dividersi sulla valenza o meno di questa o quella lotta, o anche sulle relative modalità di conduzione e prospettive. Però il discrimine non può essere quello del non fare perché tanto non cambia niente. Questo mi sembra un alimentare disincanto e, nella migliore delle ipotesi, attesismi, che trovo sì molto funzionali allo stato di cose esistente e dominante.

In termini concreti, immediati, quel referendum consultivo non avrebbe cambiato niente, anche in caso di vittoria. Ma qui si gioca la portata di una lotta che sta tutta principalmente nelle mani del comitato che la sta portando avanti, e che necessiterebbe di sostegno nel paese, sostegno che latita perché i "mali" sono un tantinello più profondi di quelli che da decenni troneggiano nelle discussioni piagnone sulla "sconfitta storica" della sinistra, del comunismo, eccetera eccetera. E cioè questa scadenza mi sembra che sia stata posta dai suoi promotori come un passaggio -non l'esito decisivo- di una lotta di più lunga durata e che, a ben vedere, si inscrive in una dinamica ancora tutta da costruire, (anche) in questo paese, di tipo nazionalitaria, di liberazione nazionale. In quest'ottica, dal mio punto di vista, la questione della base USA del Dal Molin è molto significativa. Perché fa prendere coscienza del problema. Perché svela ancora una volta la natura anche sempre meno formale di questo sistema "democratico". Perché concorre a mostrare con chiarezza il senso delle scelte di governo dei (sub)dominanti nostrani e a mostrare la convergenza tra centrosinistra e centrodestra su questioni e nodi di fondo come l'indirizzo subalterno a Washington in politica estera.

E' necessario riflettere con serenità sulla partecipazione di circa il 30% della cittadinanza vicentina al voto extra-istituzionale di domenica. Ironizzando, rileverei che si tratta di una situazione analoga a quella che ha visto eletti svariati Presidenti statunitensi con percentuali di non-partecipazione alle presidenziali del 60-70% dei cittadini. Parliamo non di bruscolini, ma dei dominanti veri, dei Padroni, parliamo della "culla della democrazia". Lo dico per chi fa della facile ironia su questi numeri, in un contesto in cui l'illegalizzazione del referendum ha inciso anche materialmente su quella che sarebbe potuta essere una certo più cospicua partecipazione finale. Con questo non voglio dire che ci si debba crogiolare sul 30% circa di partecipazione. Da qui si deve continuare e soprattutto prendere coscienza che lotte locali di portata nazionale come quella contro la base USA del Dal Molin, sicuramente necessitano di una determinazione di resistenza locale, ma non basta. Devono farsi capaci, non solo dal punto di vista teorico/analitico, ma anche pratico, di divenire parte di una resistenza nazionale ben più ampia per ambiti e aree geografiche. Caro noname, sarà tempo perso anche questo, ma non pensi che sia nella necessità delle cose avviarsi verso la costruzione di un movimento di liberazione nazionale (e sociale) anche nel nostro paese? A suo modo il responso per te "inutile" che viene da Vicenza, se vuol prendersi sul serio, dovrà nei fatti dare una risposta a quella domanda. Le premesse, per me, a Vicenza, sono potenzialmente interessanti.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Gio Ott 09 2008, 21:39

Citazione :
Caro noname, sarà tempo perso anche questo, ma non pensi che sia nella necessità delle cose avviarsi verso la costruzione di un movimento di liberazione nazionale (e sociale) anche nel nostro paese?
Certo e se le stesse (poche) persone stessero manifestando allo stesso modo con la stessa inconcludenza ma stessero denunciando quanto siamo circuìti dall'esportazione Statunitense studiata sempre a tavolino,sarebbe sempre meglio, più chiaro e più forse concludente anche ai fini di trovare quest'alternativa che non può essere presa in prestito dagli Stati Uniti come fino ad oggi è accaduto .
Se c'è qualcuno che è afflitto in modo Patologico dall'esistenza degli Stati Uniti questo sono io,io sono una persona di modesta costituzione,non alto, timido e schivo, mentre gli Stati Uniti sono alti, grandi, arroganti ed assolutamente non inclini nel confrontarsi con gl'altri senza mostrare la loro forza .
Gli Stati Uniti per me hanno la stessa psicologia di una persona alta due metri che non si è fatto cosciente della sua straordinarietà ,risultando cosi sempre invadente,viziato ed incline nell'usare la sua forza .

Ora dimmi te se sono queste le cose che escono dal movimento..poi sarei io l'ermetico eh ?????!!
Chi deve capire, chi già sa ?????
Questo dico e questo contesto,chiarezza, facciamo chiarezza.
Tu generico,lo sai che per quanto alternativo, hai gli Stati Uniti nel sangue o nella mente come è meglio dire ???
Mentre la gente pensa che io sto bene, in realtà io sto male,mentre la gente pensa che io sto male in realtà sto bene e questo non è solo per me ma è una legge.
Dove sono gli Stati Uniti che tutt'ora affascinano sullo schermo cinematografico che ha eccitato le menti dei nostri padri e le nostre ???
Come funziona la mente ??
Come funziona l'essere Umano ??
Se ormai non hai queste risposte in tasca hai poco da competere .
Gli Stati Uniti,chi ci governa e dirige, ormai da anni ci dirige grazie a queste carte, lui, loro sanno tutto, sanno cosa tu fai se loro ti provocano e la provocazione ha mille facce,mentre la risposta è sempre quella.
Ribadisco che io mi preoccupo di quei 15 milioni di persone che votano e dicono la loro ma che non sanno che sono un prodotto della Tv e la Tv produce quello che ha prodotto in America,queste non sono chiacchiere,i programmi di intrattenimento della Tv di Stato di oggi provengono direttamente dalla Tv Statunitense degl'anni 50 !!!!!!
Il modo,lo stile di vita che lo Stato tramite la Tv sta pubblicizzando, proviene direttamente dagl'anni 50 Americani .
Ora, per quello che riguarda me specifico, sono talmente uno stronzo che non mi interessa chi mi da da vivere,l'importante che io sia libero di fare quello che voglio ed è questo il motivo per la quale non ritengo l'economia una cosa importante ma la cultura, cioè come posso vivere la mia vita,i miei secondi che passano e non tornano .
Io quindi non sono preoccupato di essere vivente in una colonia americana mi preoccupa e molto il fatto che non sia più libero di essere quello che voglio essere, perche ormai è da anni che si è passati nel forgiare l'individuo cittadino e l'individuo cittadino ormai deve corrispondere anche nelle scelte dei divertimenti secondo un criterio, un volere di Stato,Stato che è Statunitense .
Pensi che stiamo dicendo le stesse cose con quelli di Vicenza ??

Saluti cortesi

noname
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Ven Ott 10 2008, 16:48

noname ha scritto:
Citazione :
Caro noname, sarà tempo perso anche questo, ma non pensi che sia nella necessità delle cose avviarsi verso la costruzione di un movimento di liberazione nazionale (e sociale) anche nel nostro paese?
Pensi che stiamo dicendo le stesse cose con quelli di Vicenza ?? Saluti cortesi
Non ritengo ci sia nessuno titolato a parlare per "quelli di Vicenza", se non per dire che una buona fetta di cittadinanza non vuole la base militare USA del Dal Molin. Non vedo questa lotta in contrasto con quella all'americanizzazione culturale, così potremmo definirla, cui –mi sembra– tu, in postati precedenti, ti riferisca. I piani sono distinti ma si tengono insieme nell'essere loro (ed altri) la materializzazione del dominio e manifestazione della dipendenza coloniale di questo paese.

Nessuna rivoluzione e nessuna liberazione sarà mai "pura" in termini di "classe". Altro che "giovani e belli". Tu parli come a prefigurare una sorta di "uomo nuovo" rivoluzionario che, nella Storia, è appannaggio –quando avviene– di individualità e minoranze. Le liberazioni si costruiscono con gli uomini e le donne che ci sono, unitamente anche ai loro bisogni. Indubbiamente, quando certe dinamiche si innescano, si ha anche un transmutare delle individualità. Sono gli eventi stessi a modificare, in un senso o nell'altro, la qualità, l'essere stesso degli individui, delle persone.

In quel 30% circa di votanti, e specificamente nel 95,66% di questo 30% circa che ha votato, le ragioni del rifiuto della base USA possono essere state le più diverse. C'è comunque un buon terreno su cui lavorare per allargare coscienza e consapevolezza, non solo –come dicevo in un precedente postato– per la portata nazionale di quella lotta, ma per la dimensione complessiva della dipendenza stessa. Mi fermerei su quei numeri in modo certamente critico (perché quel 30% circa non deve nascondere un 70% di non votanti fatto di inconsapevoli, di indifferenti e di "venduti" per le più diverse ragioni), ma senza esagerare. Sai, la non ufficialità del referendum, già depotenziato per la sua funzione consultiva, ha avuto senz'altro effetti demotivanti dal punto di vista psicologico per i meno accorti e ha prodotto, inoltre, effetti materiali anche sul piano stesso della partecipazione. La prima cosa cui si può pensare è, ad esempio, il mancato allestimento di seggi negli ospedali, in luoghi cioè dove fosse possibile votare per chi volesse farlo. Quel che non condivido è il liquidare in modo sbrigativo lotte che, anche per il loro significato, comportano difficoltà di costruzione e di conduzione. Sul Dal Molin si gioca una partita grossissima e ci sono interessi fortissimi, Atlantici e dei servili (sub)dominanti 'nostrani', che non si possono dimenticare. Il fatto che una eventuale non-costruzione della base USA del Dal Molin non significhi la cessazione della condizione colonizzata di questo paese, non è certo una buona ragione per non portare avanti quella lotta. Anzi.

noname ha scritto:
(...) Io quindi non sono preoccupato di essere vivente in una colonia americana mi preoccupa e molto il fatto che non sia più libero di essere quello che voglio essere, perche ormai è da anni che si è passati nel forgiare l'individuo cittadino e l'individuo cittadino ormai deve corrispondere anche nelle scelte dei divertimenti secondo un criterio, un volere di Stato,Stato che è Statunitense.
Dal punto di vista individuale si hanno, egoisticamente, più margini di manovra. Direi, però, in parte e, per certi versi, in apparenza. Posso infatti decidere di trasferirmi all'estero, in una realtà che può essere peraltro diversa ed analoga da quella che lascio. Posso anche decidere di andare a vivere in una più affine, socialmente e politicamente, al mio sentire "ideale" e trovare una dimensione esistenziale in tal senso soddisfacente e gratificante. Forse, dico forse, la scelta più impegnativa è costruire liberazione nel proprio paese colonizzato. Comunque un sottrarsi individuale non garantisce l'immunità dagli effetti di qualsiasi dipendenza. Pensa ad esempio alla crisi finanziaria scoppiata a Wall Street che sta rovinosamente portando con sé principalmente le economie dei paesi subalterni (tra cui l'Italia) con annessi effetti su famiglie e individualità in termini materiali, economici (caro mutui, licenziamenti, ecc.). Non è garanzia di immunità mettere la testa sotto la sabbia o voltarsi da un'altra parte quando si è parte di una collettività. In un modo o nell'altro si è coinvolti.
In ultima istanza, per non farla lunga, presterei attenzione a costruire un equilibrio tra una dimensione individuale, consapevole di costruire liberazione in sé e per sé, e la dimensione che definisco "nazionale" (per i miei criteri di sensatezza politica dell'orizzonte da perseguire) che dà -come dire- più pienezza di senso alla propria individualità. Continuo infatti a pensare che l'umanità sia un concetto astratto che si concreta nazionalmente e quindi nel solidarismo e nella fratellanza inter-nazionale. Con tutte le contraddizioni effettuali e del caso. Come quell'equilibrio si possa costruire e concretare, per sé risponde ognuno, per la "nazione" servono confronto e capacità di condivisione.
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Dal Molin (Vicenza): consultazione popolare il 5 ottobre   Lun Ott 13 2008, 01:09

Citazione :
Forse, dico forse, la scelta più impegnativa è costruire liberazione nel proprio paese colonizzato.
Scusami se prendo questa frase che magari sminuisce l'impegno dimostrato in questo topic.
Sono più che convinto che sia vero quello da te affermato,tanto è, che è stata sempre la mia risposta sin da giovane a chi mi domandava perche non andassi all'estero.
Poi però in alcuni casi straordinari può accadere di arrivare ad un punto in cui o si intraprende la lotta armata o ci si integra,la mia dipartita dall'Italia quindi è stato qualcosa di diverso mosso addirittura da dinamiche interne o prossime al movimento.
Pensa un po che se ho deciso anni fa di cedere al computer e internet lo è stato proprio perche comunque mi mancava l'Italia e comunque anche se la scrittura non è proprio il mio mezzo prediletto,cercare di starci.
Una cosa riguardo alla discussione si, non c'è nessuno che ama il movimento più di me anche se ho avuto ed ho un conflitto di odio e amore con il medesimo,questo non togli però il poter dire che alcune volte ci si muove tardi,cioè non ci si muove quando veramente il plebiscito, il popolo, potrebbe intervenire,ci si muove sempre quando ormai le cose sono state pattuite,voglio dire, spesso non si da importanza immediatamente alle cose.
Scusa se divento banale ma mi sembra di star esternando ancora una volta la peggiore caratteristica degl'Italiani,cioè quella di credere che ogni legge,ogni emendamento, colpisca sempre e solo gl'altri ed è di questo passo che ci siamo ritrovati in una società caserma,dove bisogna stare sull'attenti anche se non c'è nessuno.

Grazie comunque per lo scambio di vedute.

noname
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