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 Il massacro del dipendente continua

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AutoreMessaggio
Susanna



Numero di messaggi : 3
Data d'iscrizione : 02.08.08

MessaggioTitolo: Il massacro del dipendente continua   Lun Ago 04 2008, 11:09

Le Questure stanno compilando elenchi di dipendenti con i dettagli SULLE loro malattie
Poliziotti in rivolta: schedato chi si ammala
Il Viminale chiede i dati degli assenti. I sindacati: vogliono tagliare gli stipendi, è l'effetto Brunetta


Ecco un'altra notizia che avevo previsto, conoscendo i Sigg.ri Politici e in special modo quelli della stirpe anomala "I berluschini"!

L'informazione continua a fare il gioco di questo Governo, divulgando solo le informazioni che non ledono troppo le decisioni anti-costituzionali della Repubblica Italiana, si continua a massacrare il dipendente pubblico, facendo credere che dal D.L. 112 dell'alto nano, ci si ammala di meno, è falso!!!!! Perchè nessuno si ammala perchè gli piace essere malato, i miei colleghi continuano ad ammalarsi lo stesso, e non possono farci niente se gli verrà decurtata una parte di stipendio, sono malati e basta!

E i Medici? Crediamo davvero che i Medici siano così accondiscendenti ad elargire giornate di malattia?

E il diritto alla salute? Perchè a chi si ammala, non concedono l'eutanasia, così si assolve a tutto questo problema!

L'attuale Governo continua a dire di lavorare forte del consenso ricevuto in campagna elettorale, ma se non sbaglio, i primi provvedimenti che "i berluschini" avrebbero dovuto prednere, dovevano essere a favore delle famiglie, all'incremento dei salari per mantenere un potere d'acquisto decoroso e dignitoso, considerando che i lavoratori dipendenti fanno parte di quelle famiglie, perchè l'essere uno non può escludere l'altro! Si è pensato bene invece a cammuffare con la sicurezza dei cittadini, il salva culo al premier, e siccome son figlia di buona donna, la prossima manovra "urgente" (dopo le intercettazioni telefoniche) sarà "manipolare ed aggiustare la Legge elettorale", mi duole adesso fare una considerazione, nei confronti del nostro Presidente della Repubblica, che io rispetto, ma credo che l'età gli abbia leso una parte di cervello se continua a dire che tutto è Costituzionalmente corretto.

Qui non basta più scendere in strada a manifestare, visto che riceviamo anche gli insulti dai "berluschini - stirpe anomala", prima come COGLIONI e poi come SPAZZATURA! Qui occorre veramente cominciare a lavorare "chiannu-chiannu" come dicono a Napoli, in fin dei conti siamo lavoratori dipendenti, ma non cottimisti!!!!!!

Sono i lavoratori dipendenti la maggiore risorsa dello Stato Italiano, e non possiamo permettere che si crei il mercato degli schiavi del XX° secolo!!!!!!!

Credo che non si debba nemmeno aspettare di avere delucidazioni dai Sindacati, noi siamo il Sindacato, e noi abbiamo intelligenza e iniziative per proporre serie opposizioni, quindi ogni idea od ogni iniziativa, dovremo appoggiarla tutti uniti, perchè è vero che l'unione fà la forza!

Susanna
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Nello

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Numero di messaggi : 6
Età : 55
Localisation : Ragusa
Data d'iscrizione : 03.08.08

MessaggioTitolo: Re: Il massacro del dipendente continua   Ven Ago 15 2008, 12:17

La persecuzione dei dipendenti, già in atto da oltre 1 decennio, assume toni più forti, che hanno l'amaro sapore dell'istigazione all'odio di classe.

Da un punto di vista contabile, i danni arrecati dai fannulloni alle casse pubbliche sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli causati dal malcostume, clientela, tangenti, che fanno lievitare i costi delle opere pubbliche di cifre che nessun lavoratore dipendente vedrà mai nell'intera vita lavorativa.

Dal punto di vista etico, un governo formato da pregiudicati e che sostiene ideologicamente attacchi alla magistratura e supporto agli evasori e agli sfruttatori, non mi pare abbia le carte in regola per indignarsi di fronte ai fannulloni...
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sankara

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Numero di messaggi : 416
Data d'iscrizione : 14.04.07

MessaggioTitolo: Re: Il massacro del dipendente continua   Ven Ago 15 2008, 17:43

Sull'attacco al lavoro dipendente ed il "mercato degli schiavi del XXI secolo" sono state espresse su questo post considerazioni in gran parte ampiamente condivisibili. Aggiungo che i cambiamenti sulla condizione del lavoro dipendente dell’ultimo decennio sono avvenuti nel quadro della strategia neoliberista elaborata a Washington e propagata in queste lande per il tramite dell’Unione Europea. Volta a volta, centrodestra e centrosinistra si sono regolati nel mettere in atto quelle linee guida (precarizzazione del lavoro, privatizzazioni e liberalizzazioni, tagli alla spesa pubblica, eccetera). Dal "pacchetto Treu" al "protocollo sul Welfare", si sprecano gli attacchi materiali al lavoro dipendente portati da centrosinistra e persino dai vari partiti di cosiddetta “sinistra radicale”. Non si può scindere l’obiettivo di decurtare i salari dei dipendenti pubblici dal rigore finanziario del Patto di Stabilità europeo. Anche il tema oggi di attualità del "federalismo fiscale", con un Umberto Bossi che annuncia (15 maggio) di voler elaborare una propria "riforma" partendo dalla cosiddetta "Bozza Violante", andrebbe inserito nel processo di cessione di competenze statali verso il centro europeo e le periferie locali e di controllo delle finanze degli Enti territoriali per rispettare i vincoli del detto Patto europeo.

È da questo quadro di dipendenza che bisognerebbe partire se si vuole agire efficacemente, anche per tutelare gli interessi del lavoro dipendente. Faccio notare che la liberalizzazione dei movimenti di capitale, promossa da Washington ed attuata dall’Unione Europea attraverso direttive come quelle sul sistema bancario, che ne hanno mutato profondamente ruolo e funzioni, si ripercuote oggi sulle stesse piccole imprese, messe in crisi ad esempio dalla sottoscrizione di contratti "derivati" che ne hanno portate diverse addirittura al fallimento. Se l’analisi della "dipendenza" è corretta, per ribaltarla andrebbe costruito un ‘programma’ di valorizzazione degli interessi dei vari strati di classe sociale a vario grado dominate –dal lavoro dipendente alla piccola impresa. Segmenti da collegare attorno ad una prospettiva di valorizzazione degli interessi collettivi che possibilmente sia pregna di spirito a-capitalistico, intendendo sinteticamente per capitalismo un sistema basato sulla dominanza di grandi lobby di potere economico-finanziario e sul primato del profitto a scapito di qualsiasi altro valore politico e sociale. Il che non esclude la conduzione nel Paese di forme di intrapresa individuale (preferisco usare questo termine piuttosto che quello "privato", di cui ci sarebbe da fare un discorso sulla sua derivazione dal verbo "privare") che si pongano in termini comunque di servizio alla collettività. Su queste basi potrebbe costituirsi ed acquisire forza un vasto movimento popolare che, a partire dalla rimozione di quei nodi, si faccia anche carico delle esigenze del mondo del lavoro sempre più sfruttato e penalizzato.
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