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 Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente

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AutoreMessaggio
Zoot



Numero di messaggi : 2
Data d'iscrizione : 04.08.08

MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Lun Ago 04 2008, 17:26

Anch'io credo che la questione non stia tra Ferrero e Vendola: il problema è far riconquistare credibilità al termine "comunista".
Ho dato il mio appoggio a RC, all'inizio, proprio perché aveva avuto il coraggio di mantenere sostenere "quel" nome senza farsela sotto di fronte al nano che continuava a urlacchiare "komunisti mangiabambini"; perché speravo che cercasse di dimostrare che il fallimento dell'applicazione pratica (ma deviata, rimaneggiata, trasformata) di un'ideologia non significava che quell'ideologia non avesse più ragion d'essere (e non potesse essere applicata meglio di quanto non fosse stato fatto).
l'In-Fausto non mi ha dato niente di tutto questo. Invece di cercare una dimensione "moderna" dell'ideologia a cui avrebbe voluto attingere (almeno visto il nome del partito...), ne ha cercato un'applicazione "moderata".
Cambiano solo due lettere, ma l'elettorato comunista (per davvero) si è sentito tradito. Se è per questo io mi sono sentita tradita da tutta la sinistra nel preciso momento in cui ha avuto in mano il Governo e non ha fatto una legge sul conflitto di interessi nel giro di due ore, come avrebbe assolutamente DOVUTO fare per bloccare il nanopotere.
Due ore dopo l'ascesa di Prodi, io mi sentivo già fregata. Tempo un mesetto, scoprendo che anche Bertinotti se ne stava buonino buonino in linea, ho profferito la seguente gufata "alle prossime elezioni scompariremo".
Purtroppo ci ho preso in pieno.
Ora che volete che facciamo, in questo clima di "volemose bene" e soprattutto di "non pestiamo troppi piedi che poi ci facciamo male noi?"
Non lo so.
Non mi convincono né Ferrero né Vendola, che mi hanno dato la sensazione di parlare di aria fritta.
Non potendo riesumare dalla tomba Berlinguer, forse posso solo augurarmi che salti fuori (ma da dove?) un altro leader che pensi davvero agli operai, ai precari, a tutti quelli che non si sentono più rappresentati da "nessuna" sinistra e che quindi hanno solo due opzioni: o non votano, o votano dalla parte opposta, un po' per protesta e un po' perché, visto che sono stati traditi, ricambiano con pan per focaccia. O ancora, si adeguano all'andazzo del "votiamo per il più forte e speriamo che qualcosa ci esca anche per me".
Perché nel momento in cui vengono a mancare i valori, gli ideali, l'idea di un "mondo migliore collettivo", si finisce per pensare forzatamente al proprio orticello privato; e questo è il primo passo per cominciare a credere nel capitalismo.
Quindi, qual è la componente migliore di RC, per me?
La terza.
Quella che ancora non c'è.
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altrestorie

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Lun Ago 04 2008, 18:40

tadiottof ha scritto:
Ho gia' scritto che i partiti della sinistra organizzano i proletari, cioe' quelli che non riescono a sfamare la prole, mentre i partiti della destra, con le buone (leggi berlusconiane e dalemiane) o con le cattive (fascismi) disorganizzano.
Per il momento pochi sono alla fame.
Non e' ancora il tempo della "rifondazione".
Intanto consiglio la lettura di "La produzione di merci per mezzo di merci"
di Piero Sraffa, perche' senza adeguati strumenti teorici non si va da nessuna parte.
franco2000snlp


Il ragionamento non farebbe una piega se si individuassero chi sono oggi i proletari!! Del resto lo dici tu stesso che gente che ha davvero fame non ce n'è e senza quella non ci sono assalti ai forni. Tutti abbiamo troppo da perdere. E non esiste nessuna coscienza di classe.
Però esiste che un elettore ha più potere quando sceglie al supermercato che non in cabina elettorale. Credo che una nuova sinistra invece di rincorrere schemi vecchi superati dall'evoluzione (involuzione?) della società, dovrebbe scoprire contenuti e strumenti nuovi di comunicazione.
Che non è una cattiva parola, ma il quid su cui si regge il gioco politico.

pino
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philus



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Lun Ago 04 2008, 22:04

Guarda Kamo, se proprio fossi costretto a scegliere con una pistola alla tempia il migliore tra Ferrero e Vendola sceglierei il primo. Fortunatamente però la scelta non è così pressante, quindi il mio parere è che si tratti di un falso problema. La corrente di Vendola probabilmente avrebbe optato per una collaborazione "proficua" con il PD, se non addirittura una manovra entrista; quella di Ferrero tenterà di riconquistare l'elettorato perduto facendo leva su un fantomatico ritorno al comunismo che non porterà da nessuna parte. La realtà dei fatti a mio parere è che nessuno all'interno dei partiti di sinistra ha una benché minima capacità di autocritica, sono tutti malati di antiberlusconismo e non vedono al di là di quello. Il governo Prodi è stato uno dei peggiori in assoluto degli ultimi decenni, quello attuale riuscirà a fare anche peggio, non ci sono dubbi. Però sfuggono i due nodi centrali della questione: la sovranità nazionale (sulla quale mi permetto di rimandare al preciso e corretto intervento di Alekos) ed il fatto che oramai il ceto politico, sia esso di destra o di sinistra, funge solo da "amministratore" di gruppi di potere ben definiti e che vanno ben oltre i piani del venerabile Licio Gelli. I centri nevralgici di potere sono tutti a guida statunitense, a cominciare dalle grandi banche finanziarie, fino alla NATO, passando per le varie WTO e compagnia bella. Tutte le politiche governative di destra e sinistra sono alfine mirate a permettere a tali organismi di continuare a trarre profitti e potere. Una nazione non si piega all'impero? Iniziamo a creare e foraggiare un'opposizione interna, poi sottoponiamolo alla cura della banca mondiale e, in casi estremi ci sono le truppe della NATO! Altro che rifinanziamento alla missione in Afghanistan votata dalla sinistra!! Qualcuno ha per caso detto che le impronte digitali che diverranno obbligatorie dal 2010 verranno messe a disposizione di un "cervellone" dell'FBI? Altro che emergenza Rom, qui stiamo arrivando alla repressione preventiva! Con buona pace di Ferrero, Ferrando e compagnia bella. Fino a che da quella parte non riusciranno a fare una seria analisi della realtà attuale dirò sinceramente che delle loro begucce intestine non me ne può fregare di meno.
Cordialmente
Philus
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philus



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Lun Ago 04 2008, 22:22

alekos18 ha scritto:
Nei congressi di Verdi, PdCI e PRC ciò che è apparso sulla scena, visibili a tutti, sono state le lotte intestine, di potere, e una resa dei conti sulle responsabilità politiche di politiche fallimentari. Ma ora, a sipario calato, lo scenario che caratterizzerà non solo questi tre partiti, ma anche tutti i vari altri partitini comunisti (e probabilmente di ulteriori germineranno) continuerà a ruotare attorno al rapporto più o meno stretto da avere con il Partito Democratico. Chi punta sull'identità comunista senza fare i conti con quei nodi (secondo me decisivi) che ponevo, con il tempo finirà con il rifluire nell'orbita del PD o nel consacrarsi a presenza testimoniale e irrilevante nella società. Penso quindi, giacché la rassegnazione è la peggiore delle sconfitte, che quei nodi debbano essere posti, spiegati, articolati, diffusi, fatti diventare coscienza e possibilmente azione, in qualunque partito "di sinistra" o comunista si intenda stare. E anche guardando oltre, a strati sociali e generazioni che questi mondi "identitari" percepiscono sempre più lontani e inutili. Cominciarne a parlare anche da questo forum non sarebbe male.

Invito anche io, data la mole di persone che hanno partecipato e che partecipano a questa discussione, a dire la loro sulle questioni della sovranità nazionale e del ceto politico che funge da mero amministratore di interessi economici perlopiù statunitensi; presumibilmente si può avviare un dialogo interessante e ricco di spunti.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 00:29

Zoot ha scritto:
(...) nel momento in cui vengono a mancare i valori, gli ideali, l'idea di un "mondo migliore collettivo", si finisce per pensare forzatamente al proprio orticello privato; e questo è il primo passo per cominciare a credere nel capitalismo.
Quindi, qual è la componente migliore di RC, per me?
La terza.
Quella che ancora non c'è.

Beh, la prima cosa che mi viene da dire, a te, a tutti, è diamoci da fare. Capisco chi si sente "tradito", deluso, dall'insignificanza politica che ha caratterizzato la presenza di forze di sinistra, comuniste, al governo. Forse la categoria del "tradimento" non è sufficiente a capire. Forse bisogna dire altro sulla realtà politica in cui viviamo e sulle dinamiche che passano sulle nostre teste. Forse anche confrontandoci su un forum come questo, per riuscire a capire meglio e a muoverci meglio. Tutti quanti. Il rischio di rinchiudersi nel proprio guscio per scoramento o disillusione c'è, ma non la vedo una grande soluzione. Neanche per sé...
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 01:21

alekos18 ha scritto:
Entro nel forum e vedo un balzo di iscritti e di interventi. Per giunta ad agosto !!! Tutta colpa di Kamo, e delle sue domandine... scherzo, ovviamente.

Se questi sono i risultati... ne ho di riserva altre...

philus ha scritto:
Guarda Kamo, se proprio fossi costretto a scegliere con una pistola alla tempia il migliore tra Ferrero e Vendola sceglierei il primo. Fortunatamente però la scelta non è così pressante, quindi il mio parere è che si tratti di un falso problema. La corrente di Vendola probabilmente avrebbe optato per una collaborazione "proficua" con il PD, se non addirittura una manovra entrista; quella di Ferrero tenterà di riconquistare l'elettorato perduto facendo leva su un fantomatico ritorno al comunismo che non porterà da nessuna parte. La realtà dei fatti a mio parere è che nessuno all'interno dei partiti di sinistra ha una benchè minima capacità di autocritica, sono tutti malati di antiberlusconismo e non vedono al di la di quello. Il governo Prodi è stato uno dei peggiori in assoluto degli ultimi decenni, quello attuale riuscirà a fare anche peggio, non ci sono dubbi. Però sfuggono i due nodi centrali della questione: la sovranità nazionale (sulla quale mi permetto di rimandare al preciso e corretto intervento di Alekos) ed il fatto che oramai il ceto politico, sia esso di destra o di sinistra, funge solo da "amministratore" di gruppi di potere ben definiti e che vanno ben oltre i piani del venerabile Licio Gelli. I centri nevralgici di potere sono tutti a guida statunitense, a cominciare dalle grandi banche finanziarie, fino alla NATO, passando per le varie WTO e compagnia bella. Tutte le politiche governative di destra e sinistra sono alfine mirate a permettere a tali organismi di continuare a trarre profitti e potere. Una nazione non si piega all'impero? Iniziamo a creare e foraggiare un'opposizione interna, poi sottoponiamolo alla cura della banca mondiale e, in casi estremi ci sono le truppe della NATO! Altro che rifinanziamento alla missione in Afghanistan votata dalla sinistra!! Qualcuno ha per caso detto che le impronte digitali che diverranno obbligatorie dal 2010 verranno messe a disposizione di un "cervellone" dell'FBI? Altro che emergenza Rom, qui stiamo arrivando alla repressione preventiva! Con buona pace di Ferrero, Ferrando e compagnia bella. Fino a che da quella parte non riusciranno a fare una seria analisi della realtà attuale dirò sinceramente che delle loro beguccie intestine non me ne può fregare di meno.
Cordialmente
Philus

Guarda, leggo "Indipendenza" da non molto e sto maturando anch'io certe cose. Mi chiedo ancora come in Italia si possa muovere, esprimere, un movimento di liberazione nazionale. Durante la Resistenza c'erano i Comitati di Liberazione Nazionale, ma i partigiani avevano un nemico visibile contro cui combattere. Oggi come si potrebbe fare? Certo, se uno legge la realtà cercando di vedere se in Italia c'è vera sovranità popolare, vera democrazia, cadono le braccia. Altro che Berlusconi. Per me è un pupazzo. Chi mi preoccupa è chi c'è sopra di lui. Mi chiedo come si potrà mai realizzare una società socialista, o anche solo più giusta, se non c'è libertà sostanziale. Vi rendete conto che l'Italia ha accettato il Trattato di Lisbona con l'unanimità del parlamento (poi dicevano dei consensi "bulgari"...) senza che se ne sappia niente nel paese? E' allucinante!!! Giuste le lotte contro il precariato, contro la guerra, per la casa, per i diritti, ecc. però mi chiedo che sbocco possano avere se mancano informazione, libertà, democrazia, sovranità.

Quanto alla mia "domandina" (come dice Alekos) la ponevo per aprire una discussione tra compagni. Non sono tormentato se stare con una corrente o con un'altra, anche se con la stessa pistola alla tempia di cui parli tu, Philus, anch'io sceglierei Ferrero. Solo che invocherei sempre, fino ad un attimo prima del colpo, una terza scelta (hai visto mai?...).
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tadiottof



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 08:29

altrestorie ha scritto:
tadiottof ha scritto:
Ho gia' scritto che i partiti della sinistra organizzano i proletari, cioe' quelli che non riescono a sfamare la prole, mentre i partiti della destra, con le buone (leggi berlusconiane e dalemiane) o con le cattive (fascismi) disorganizzano.
Per il momento pochi sono alla fame.
Non e' ancora il tempo della "rifondazione".
Intanto consiglio la lettura di "La produzione di merci per mezzo di merci"
di Piero Sraffa, perche' senza adeguati strumenti teorici non si va da nessuna parte.
franco2000snlp


Il ragionamento non farebbe una piega se si individuassero chi sono oggi i proletari!! Del resto lo dici tu stesso che gente che ha davvero fame non ce n'è e senza quella non ci sono assalti ai forni. Tutti abbiamo troppo da perdere. E non esiste nessuna coscienza di classe.
Però esiste che un elettore ha più potere quando sceglie al supermercato che non in cabina elettorale. Credo che una nuova sinistra invece di rincorrere schemi vecchi superati dall'evoluzione (involuzione?) della società, dovrebbe scoprire contenuti e strumenti nuovi di comunicazione.
Che non è una cattiva parola, ma il quid su cui si regge il gioco politico.

pino

Insisto nel consiglio di leggere "la produzione di merci per mezzo di merci" che risolve un problema lasciato in sospeso da Marx.
Piero Sraffa, usando le matrici, dimostra che non si puo' prestabilire il costo di produzione di un bene.
A posteriori si potrebbe dire che la soluzione e' intuitiva, in quanto se fosse possibile nessuna industria rischierebbe il fallimento, ma lui lo dimostra.
La morale e' che "l'economia di mercato" e' un'invenzione.
E, se l'economia di mercato e' un'invenzione, il sistema occidentale e' un imbroglio e, quel che e' peggio, e' a rischio di crollo. Basketball
L'assalto dei forni sarebbe una rivolta non una presa di coscienza.
franco2000snlp
PS
D'Alema e' un traditore: ha venduto Ocalan, un compagno di partito; venderebbe la madre per la sua vanita'.
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 14:48

noname ha scritto:
In Italia ma non solo, sul finire degl'anni 80' inizio 90', c'erano molte individualità che volevano cambiare le cose, non migliorare quelle che gia c'erano, ma cambiarle !!!!!

Rifondazione Comunista si infiò in codeste frange rendendo vane tutte quelle conquiste fatte fino a quel momento grazie all'autogestione.

Perche c'è da ribadire oggi più che mai che in Italia in realtà, nulla di nuovo c'è stato dal dopo guerra in poi se non l'esperienza autogestionaria.

A quale esperienza autogestionaria ti riferisci? E in che periodo?

noname ha scritto:
Tutto il barattato per nuovo dalla sinistra rifondarola viene direttamente dalle esperienze autogestionarie, rimodellate, svuotate dei loro valori e svendute cosi...come oggetti "cool" del vivere fico.

Anche qui potresti precisare? Per capire meglio il tuo pensiero ed in caso confrontarci. Poi, ora, usi il plurale riferendoti alle "esperienze autogestionarie". Ti riferisci forse ai centri sociali? Grazie. Ciao
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noname

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MessaggioTitolo: Ciao a tutti..   Mar Ago 05 2008, 14:58

Torno in questo forum e torno ancora a dire la mia anche se sono dedito ad uscire fuori dal discorso per abbracciare più cose possibili per poi tornare al tema del discorso, cosa questa che piace a pochi.....
Vabbè...

Se qualcuno non lo sa ancora, torno a precisare che vivo in Olanda ad Amsterdam da molti anni, quasi 10 .

Quindi essendo io che propongo di vedere di trovare la soluzione del problema partendo dalla considerazione accertata che ormai si vive in un parco giochi, può sembrare una mia distorzione soggettiva dal momento che vivendo ad Amsterdam è come se si vivesse in un grande Luna park...

Ma cosi non è o meglio, l'Olanda non è certo l'Africa di un tempo che segue gl'eventi(hahahehehehuhuh che genio che sono !!), anzi l'Olanda è sicuramente molto avanti nei confronti di quel capitalismo perbenista che è il nervo del Nuovo Ordine Mondiale .

Quindi ben anche io fossi stravolto da Amsterdam, comunque la tendenza della civiltà Occidentale attuale è quella di rendere l'individuo pianificato fin nei suoi più piccoli divertimenti.

Se qualcuno, pochi a dire il vero, si "straniscono" solo al pensiero di avere anche il minimo divertimento gia pianificato, il restante degl'individui trova in questo, un senso di benessere, di comodità che lo rende asuefatto all'inverosimile, inverosimile che interviene dal momento che la massa di individui è asuefatta.

In una festa Rave ci si droga ????
No, perche tutti si drogano, in una festa Rave è stonato chi non è drogato .

Attualmente la società Occidentale sta vivendo questo .

Tutti drogati ma nessuno se ne accorge !!!!!!!!!!!!!

Drogati da quanto detto prima, comodità,divertimento, benessere consumista.

Quindi, come farsi capire da chi è stravolto dal gioco di un Luna Park ???!!!!

Purtroppo in un Luna park possono lavorare tante persone e non più di quelle, se tu provi a parlare di organizzazione con chi lavora nel parco giochi, bene, forse ti starà anche a sentire, ma se provi a parlare di organizzazione ai clienti del parco giochi, ti rideranno in faccia e prenderanno ad evitarti, perche giudicato un tipo pesante che non si diverte, che è poi questa una delle cose più gravi nel mondo capitalista perche è segno di disaggi mentali !!!!!!!!

Non divertirsi con quello che lo Stato propone è come gettare il guanto della sfida, in altre parole si è tacciati di essere malati mentali o meglio, "disturbati".

Visto che tutti abbiamo paura di sentirci "disturbati", ecco che tutti facciamo buon viso a cattivo gioco .

Se ci si spoglia della serietà, se ci si prende un pò in giro, risulta subito evidente come tutti partecipino a questo gioco.

-------

Quì si parla di Rifondazione Comunista, come se potesse esistere un qualcuno in grado di far camminare da solo una automobile senza ruote !!!!!!!!

La società, la Civiltà attuale, è un automobile senza ruote e non esiste nessuno che alla sua guida non faccia la stessa figuraccia di tutti gl'altri, tornando poco dopo nel compiere gli stessi passi dei suoi predecessori .

È sull'essere Umano che bisogna lavorare, secondo il mio modesto punto di vista.

L'essere Umano, anche se detto cosi può risultare offensivo perche sbrigativo, comunque è fermo all' età della pietra se non prima !!!

Perche nessuno ha il coraggio di domandarsi il fatto di come possa essere che tremila anni fa qualcuno e più di qualcuno abbiano detto talmente tante cose che non ci si è più mossi da lì ???!!!!.

Voglio dire a scuola i bambini, i giovincelli e giovincelle studiano filosofi di tremila anni fa !!!!???????

I punti cardine dell'esitenza del genere Umano sono fermi ai primordi della sua esistenza !!!!!!

Si, lo so, capita a tutti di dover smettere di crescere perche c'è da trovare i soldi per sfamarsi ma a volte potrebbe essere meglio morire che campare cosi, o no ??!!!!!!

Il genere Umano ha incontrato questo empasse e dopo millenni ancora non ne esce fuori !!!!!!!

Prima o poi l'essere Umano in giro per lo spazio commetterà qualcosa di inreparabile causa la sua arretratezza cognitiva della sua essenza e della vera essenza della vita .

Tutto sulla carta è giusto, mille teorie sono state ormai raggiunte, molti di noi ormai veramente saprebbero come fare per vivere in armonia, in pace e nel benessere ma ci sono loro, la moltidudine di persone che ferme loro ai primordi dell'esistenza, annegano noi nella solita massacrante routine.

Rifondazione, prima ha voluto guidare i centri sociali e li ha portati a sbattere il muso verso l'omologazione, poi ha voluto guidare l'automobile senza ruote e sta ancora quì a nascondere la figuraccia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cosa vuoi fare ???

Rifonda e storie simili sono parte dello Luna park sociale.......

Se tutto fosse andato bene, comunque si sarebbero dovuti arrendere al fatto intrinseco dello Luna Park .

Mi fanno ridere i precari che per tali si intendono quelli che hanno fatto i rivoluzionari fino a ieri ed oggi ritrovandosi gl 'ultimi, sono precari !!! ( hahahahehehehhuhu)

Balla e difendi, consuma la tua giovinezza, su .. da bravo, e poi rompono le palle perche sono precari !!!!!!!

I miti Americani sono miti Americani anche se antagonisti, l'anima delimort.....vostri !!!!

Zone temporanee, e loro te c'hanno fatto i Cpt !!!

Centri di permanenza Temporanea ( hahahahehehehhuhuhu)

Tiè beccatevi questa !!!!!

Questo è.

Poi è ovvio ci sono quelli che credono nelle poltrone, poltroncine, salottini e quelli si.., che sono quelli che poi vanno al Governo.....

Rifondazione Comunista ??

Una sola da quando è nata !!!!!

Individui convinti di poter cambiare il parco giochi, si....... facciamolo migliore !!!!!!!!!!!!!

Migliorare l'esistente, vuol dire migliorare il parco giochi !!!!!!

Canzone

Il tempo passa e va veloce, nessuno vuole fare qualcosa che non vedrà con i suoi stessi occhi, il tempo passa cosi veloce che nessuno fa più nulla ???!!!!

Tu quanti anni hai ????
perche se hai la mia stessa età,tu non sei come me ???????

Quando ti sei arreso, lo ricordi ???!!!!!

Ti ricordi quando ci davamo la pacca sulla spalla e ridevamo dicendo che stavamo parlando di aria fritta....

Perche non accade più ???
Perche ormai sei avvolto e ti senti impegnato in quell'aria fritta ???!!!

Parlare tanto per parlare..............

Poi però si diventa grandi e si scopre che la società non ti accetta per quello che sei, perche la società è .

Tutti in un " loop" che continua inesorabilmente.....

Rifondazione ???

O da una parte o dall'altra di rifondazione mai nessuno è sceso in campo contro la truffa dell'euro agl'operai !!!!!!!!!

Or dunque ma chi sono, ma che vogliono ma che cercano ???!!

Lo Stato Italia avrebbe gia da tempo dovuto chiedere aiuto all'Unione Europea, l'Italia è entrata in Europa ma gl'Italiani no !!!!!!!!!
La truffa ai danni degl'operai è stato il Cavallo di troia che ha permesso all'Italia di entrare in Europa !!!!

Però eccoci ancora quì nel dire, come quasi decantare un danno, presi dall'impotenza .

Operai che dovrebbero gioire di quattro centesimi di aumento, quando invece all'origine gli è stato dimezzato o meglio non duplicato come i parametri dell'Euro avrebbero richiesto il proprio salario .

Ma si, parliamo delle correnti interne va che è meglio, è meno pesante e più divertente . no ??!!!

Saluti cari

noname
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MessaggioTitolo: sankara, ti risponderò tra un pò..   Mar Ago 05 2008, 15:08

sankara ti risponderò tra un pò, ho appena finito di scrivere ora le mie pene..(hahaheh)
Saluti
noname
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 17:00

sankara ha scritto:
noname ha scritto:
In Italia ma non solo, sul finire degl'anni 80' inizio 90', c'erano molte individualità che volevano cambiare le cose, non migliorare quelle che gia c'erano, ma cambiarle !!!!!

Rifondazione Comunista si infiò in codeste frange rendendo vane tutte quelle conquiste fatte fino a quel momento grazie all'autogestione.

Perche c'è da ribadire oggi più che mai che in Italia in realtà, nulla di nuovo c'è stato dal dopo guerra in poi se non l'esperienza autogestionaria.

A quale esperienza autogestionaria ti riferisci? E in che periodo?

Vengo a risponderti approsimativamente

Mi riferisco pur sapendo che tutto non nasceva da sotto un cavolo, all'esperienza

autogestionaria che nasce potremmo dire con il Virus a Milano, mi riferisco

quindi a quella cultura di sinistra ma che in realta di sinistra non è e non era .

Quando ai tempi di Indymedia Italia mi firmavo con lo pseudonimo di Sinistra

Urbana, volevo chiaramente alludere a quel filone cosi detto di sinistra ma

totalmente digiuno di Marx, Engels e di Comunismo in generale.

Inverosimilmente cosi come i Ragazzi di Salò vivevano ed avevano in mente una

cosa che svisciolata da loro stessi oggi, si pone diametralmente a Mussolini ed al

Fascismo , cosi quei qualcuno inglobati nella sinistra, in realtà di sinistra

comunista non avevano nulla .

Poi, se dai tempi dei tempi, in caso di bisogno era sempre una sinistra

extraparlamentare, o filo istituzionale o totalmente istituzionale che interveniva in

difesa degli spazi Occupati, questa è un'altra cosa .

Ho fatto un esempio azzardato parlando dei ragazzi di Salò ma io che ho vissuto

con tutta l'anima e corpo dal 1988 fino praticamente ad oggi senza una casa di

proprietà e fondamentalmente nell'autogestione in fra/tra i non autogestiti, nella

società attuale mi sento come si sono sentiti i Ragazzi di Salò quando tutto gli fallì

.
Per società intendo proprio quella della sinistra ufficiale, rifondarola o meno .

Poi per essere vagamente più pignoli, io che vivevo a Roma negl'anni 90', ricordo

chiaramente quando dentro gli spazi Occupati iniziò nel comandare letteralmente

Rifondazione Comunista.

Dopo pochi anni ci ritrovammo a far comunella con i filo cattolici di Woitila, dopo

pochi anni ancora ci ritrovammo a Genova come coglioni !!!!!!!!

Nulla di quello che era nostro, nulla di quello che avevamo guadagnato fino ad

allora venne difeso.

Cosa accadde poi... è sempre più storia popolare.

Un Morto, un eroe,la piazza si sfascia, la lotta scema nel nulla e Bertinotti si

siede alla presidenza della camera.....

Ruolo più stupido e castrante non può esistere al Governo, ma Bertinotti se lo

ciuccia tutto !!!!!!!!!!!!!

Immaginiamoci se Genova fosse stata una dimostrazione di chi eravamo noi,

quelli autogestiti e non i Comunisti ???!!!!!!

Immaginiamoci di stare a Genova per lottare, per manifestare per le nostre storie

e non per il G8 che fa tanto fico ma non serve a nulla se non ai borghesi

alternativi .

Ecco........più o meno..


noname ha scritto:
Tutto il barattato per nuovo dalla sinistra rifondarola viene direttamente dalle esperienze autogestionarie, rimodellate, svuotate dei loro valori e svendute cosi...come oggetti "cool" del vivere fico.

Anche qui potresti precisare? Per capire meglio il tuo pensiero ed in caso confrontarci. Poi, ora, usi il plurale riferendoti alle "esperienze autogestionarie". Ti riferisci forse ai centri sociali? Grazie. Ciao

Vengo a risponderti approsimativamente

Colgo con piacere la tua osservazione, è vero, ho avuto un attimo di riflesione

quando stavo scrivendo, in realtà per me l'Autogestione è una e nel mio caso

l'Autogestione non è una formula matematico\economica ma in primis

l'autogestione, è da se stessi .

L'Autogestione permette di (auto)gestire le emozioni, i pensieri, le azioni, ed è

questa la vera Autogestione che cambia la vita di un individuo .

Imparare a conoscersi, conoscere quello che normalmente non viene considerato

per la fretta .

L'Autogestione filosofica, autogestione da quell'impasse che ci vuole sempre più

privati dello spirito di indipendenza.

Tutto questo purtroppo sono anni che non c'è più e proprio nei centri sociali

grazie a Rifondazione comunista ed i suoi rappresentanti, l'autogestione si è

trasformata in una vana e fantasmagorica teoria matematico\economica...
Valida però solo se..., non si pagano le tasse !!!!!!!!!!!!!!

In altre parole l'uscire dal ghetto fu la nascita dei Centri Sociali ma la morte

dell'autogestione, chi spinse ad uscire dal ghetto ??
Rifondazione comunista .

_____
Tutto il barattato per nuovo dalla sinistra rifondarola viene direttamente dalle

esperienze autogestionarie, rimodellate, svuotate dei loro valori e svendute

cosi...come oggetti "cool" del vivere fico.
__________

Questa è una mia teoria visionaria se si vuole ma io vedo la società stessa ormai

simile ad un enorme Centro Sociale e non nell'accezione migliore .

Ben anche sono 50 anni e più che tutti vanno in India per emanciparsi

sessualmente e non solo, in realtà nella Terra Indigena cioè in Italia oltre

l'esperienza dei Centri Sociali non vi è stato nulla di nuovo .

Dalla pubblicità, al modo di fare spettacolo, dal modo di condurre la politica a

tutto di ciò si può riscontrare, la lotta, l'emancipazione che è stata possibile

maturare solo grazie all'autogestione è la generatrice di tutto ciò che è fico

nell'attuale società .


Si insomma quanto da dire.. uffi quanto.....

saluti

noname
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ar



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MessaggioTitolo: dopo Rifondazione che cosa?   Mar Ago 05 2008, 17:27

5.8.08
Per Rifondazione non c'è un gran futuro :
Si ,vivra'ma sempre all'angolo della politica italiana e sara' considerato piu' per il suo gloorioso passato che per il peso presente .
In fondo e' da 30 anni qausi che il mondo va a destra e la sinistra ha presentato sempre persone che miravano piu' alle proprie posizioni personali pur parlando di temi collettivi .
Ultimo in ordine di tempo e' il signor Bertinotti ceh dovrebbe presentarsi in maniera umiliativa ai militanti piu' che ricevere applausi.
Io leggo i sondaggi e ho notato la discesa della sinistra nel tempo di Prodi quando tutti avevamo da vedere Bertinotti che da militante faceva il cameriere delle regole del parlamento .Un'immagine incresciosa.
Il nuovo segretario non sara' d ameno .Dopo qualche buona iniziativa verso i luoghi di lavoro si mettera' fra pochi mesi dietro una scrivania per seguire i problemi.
In fondo la sinistra non ha uomini .La destra ne ha uno.Mancano gli uomini di peso e di prestigio ,mentre le condiziopni di lavoro peggiorano sempre di piu' nei luoghi di lavoro e si pretende di far lavorare i ragazzi per 5 euro all'ora .
I datori di lavori sono sempre piu' cattivi da Prodi in poi .Puntano arubarsi il lavoro per la concorrenza e per avere amrgini diprofitto maggiori.
Fiducia in Veltroni?Non credo .Oggi e' solo Berlusconi capace di tirare fuori l'Italia .A modo suo ,ma è l'unico modo .
Armando todesco
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 18:03

ar ha scritto:
Oggi e' solo Berlusconi capace di tirare fuori l'Italia .A modo suo ,ma è l'unico modo.

confusedconfusedconfused
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sankara

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 21:10

philus ha scritto:
Qualcuno ha per caso detto che le impronte digitali che diverranno obbligatorie dal 2010 verranno messe a disposizione di un "cervellone" dell'FBI? Altro che emergenza Rom, qui stiamo arrivando alla repressione preventiva! Philus

Quanto dici è molto interessante, Philus. Potresti dire qualcosa di più su questo "cervellone" dell'FBI?
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philus



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 21:53

sankara ha scritto:
philus ha scritto:
Qualcuno ha per caso detto che le impronte digitali che diverranno obbligatorie dal 2010 verranno messe a disposizione di un "cervellone" dell'FBI? Altro che emergenza Rom, qui stiamo arrivando alla repressione preventiva! Philus

Quanto dici è molto interessante, Philus. Potresti dire qualcosa di più su questo "cervellone" dell'FBI?

Qui sotto trovate uno dei tanti link che parla del progetto "Server In The Sky"...inutile ribadire che è quantomeno sospetto che, contemporaneamente a questa sorta di "grande fratello" si sia deciso acnhe nel nostro paese di raccogliere le impronte digitali.

http://government.zdnet.com/?p=3605
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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 22:18

Altri contributi in redazione con richiesta di inserimento nel forum.

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La politica/partitica è fallita....
il modo migliore di oerare è il gruppo di azione di persone libere in rete (max 5-10 persone)
altrimenti si infiltrano i servizi... come in "rifognazione" comunista.....
laddove Bertinotti prendeva ordini da Tel Aviv
fino a concludere la sua opera...
controllare e regimare i "comunisti veri" affinché l'apparato non li faccia operare...
organizzazioni microcellulari antagoniste al sistema
attivazione dell'informazione d'azione locale porta a porta...
cambiamento dei consumi e della quotidianità diffusa
bioregionalismo e rieducazione alle tradizioni
mercati locali agroalimentari e recupero della popolazione rurale al 15% minimo...
presidio del territorio
rete di vendite dirette interconnesse (alimenti, energie rinnovabili, motorizzazione ecologica, compostaggio dei rifiuti dei piccoli centri presso le aziende agricole su piccola scala, eliminazione del packaging plastico ecc.ecc. ...insomma "la revolucion de la naturaleza" come a Cuba ...finché ancora sopravvivono i piccoli e medi proprietari non indebitati)
saluti
Giuseppe Altieri

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QUALCHE COSA IN COMUNE

Qualche cosa in comune esiste tra un grande scrittore Maggiani, un giornalista ex direttore de il Manifesto Riccardo Barenghi e il presidente della Repubblica Napolitano
Riccardo Barenghi attento osservatore al congresso PRC e, come al solito, brillante giornalista si chiede che cosa poi voglia dire comunista …………boh!
Certo è più evidente e facile identificare sostanza e contenuti dei sedicenti democratici o anagrammando pidisti, pidiellisti, idvaloristi e via con la modernità concettuale dei partiti persona e dei simboli fantasia!
Brillante giornalista ma con qualche amnesia per un ex direttore di un giornale comunista come il Manifesto. Maggiani scrive: in Rifondazione devono ancora abbattere il Muro riferendosi credo di capire a naso ad un muro di Berlino mentale che non sarebbe ancora caduto. La memoria è un obbligo morale, come scrive l'amico Marcenaro in tutt'altro contesto ma affermando una verità sostanziale. Quale muro? Quello in Palestina che strazia un popolo in modo crudele o quello tecnologico tra USA e Messico che provoca molte vittime innocenti o quello tragico che miete vite ogni giorno in un orrore infinito tra Africa ed Europa?
Di che cosa stiamo parlando? Conosce Maggiani quale sia dal punto di vista quantitativo l'adesione e la partecipazione politica non solo in Rifondazione ma in tutti i partiti dall'estrema destra alla sinistra critica? Provi a fare una cifra su un milione di abitanti a Genova: avrà qualche sorpresa che non sarebbe male rendere nota ai lettori
Quanto al Presidente della repubblica che firma la legge Alfano-Berlusconi altro che lodo !!!!!!!che è termine arbitrale del tutto fuori luogo-in una prefazione ad un volume sulle opere di Palmiro Togliatti -Editori Riuniti 1971 dopo aver ricordato i duri colpi ricevuti dall'illusione di poter dar vita ad un grande partito socialdemocratico capace di ridurre fortemente l'area di influenza del partito comunista scriveva quanto segue:.......con Togliatti questa visione si traduce in politica concreta del partito comunista italiano. Insieme con l'elaborazione gramsciana è l'insegnamento di Lenin che guida la ricerca originale e l'audace iniziativa di Togliatti — e del partito da lui diretto..............
Ad maiora
Rino Vaccaro

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Dopo il congresso di rifondazione!?!?!???
Mi va di dire una sola cosa:---.....
--quando smetterete di essere autoreferenziali,
--quando deciderete di parlare con la gente e riallacciare i rapporti con chi ha bisogno,
--quando tutti i quadri dirigenti attuali di tutti e 3-5 partiti comunisti ittaliani si faranno di lato
--quando emergeranno politiche partecipative
a questo punto sarete di nuovo comunisti, e io tornerò a lottare con voi contro il capitale e il neoliberismo berlusconiano!!!
grazie
Gianni Battaglia

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Innanzitutto il controllo dei media. Se in questo maledetto paese i lavoratori o chi per loro non hanno una rete tv indipendente il PRC è destinato a scomparire e gli sta bene perché è stato governato da degli idioti. La lega ha una radio, i radicali hanno una radio, i preti hanno tante radio Maria e voi???? Non avete un c...o .
Adesso informatevi del progetto Pandora che è l’ultima chance che è rimasta.
Poi leggetevi cosa dice Monforte. Sarà un problema salvare ciò che rimasto dello stato sociale. Nessuno dei dirigenti ha parlato del trattato di Lisbona. Avete dei dirigenti parolai come Vendola o come Bertinotti che ben vestito andava da Bruno Vespa a far salotto
(naturalmente Bertinotti è una persona onesta, ma è la sua visione politica è stata nel tempo catastrofica). Il progetto arcobaleno era una buona cosa, ma andava preparato negli anni e non all'ultimo minuto. Bisognava formare un partito dei lavoratori europei (PLE) Arcobaleno e come dire alla gente cielo stellato. Neanche hanno fatto un indagine sul simbolo elettorale se era gradito agli elettori.
Siete un branco di apprendisti stregoni e per questo siete nei guai. Una alleanza con il PD provocherà il risultato che vi scaricheranno a voi la colpa delle cose che non vanno. Colpa del centrosinistra. Rimane nella gente il concetto di sinistra/o peggio perché vi siete lasciati chiamare radicali. Berlusconi è destra radicale!!!!!!!
Fate almeno una riflessione prima che si abbatta su di voi un’altra batosta elettorale da cui non vi alzerete più.
Auguri di buon lavoro
Giorgio Quarantotto
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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 22:56

Io non mi inganno su Ferrero e compagni, ma sono contento che si siano sbarazzati di quei parassiti anticomunisti, dannosi e mortali. Ogni tanto ci vuole una boccata d'aria fresca.
Francamente la sconfitta della banda bertinotti è una boccata d'ossigeno; poichè almeno tutte le chicchiere fumose e disoneste, sulla non violenza unidirezionale, l'ipocrisia da poltrona senatoriale, lo snobismo da parvenu sociale dell'infausto (vedasi qui: http://lafrusta.homestead.com/fili_bertinotteide.html), che avevano francamente stancato, se non rotto le scatole; non dovremo sorbircele nelle varie 'manifestazioni culturali' alla TV.
L'arroganza dei gruppettari bertinottisti non gli aveva fatto notare i vari segnali d'allarme che provenivano dalla società. I fischi degli studenti dell'ateneo di Roma a Bertinotti, erano già un segnale.
L'insofferenza poi, si moltiplicava, a causa delle vere e proprie misure repressive contro le minoranze interne, adottate dal blocco dei fedeli del Lider Minimo... Esclusione dalle liste elettorali, da organismi dirigenti, ecc. (la componente di Grassi ne è stata l'ultima vittima, nonostante la sua fedeltà canina verso gli infausti).
Che cosa c'è da sorpendersi, se poi tutte le correnti minoritarie si sono unite contro i vendoliani e il 'progetto Bertinottiano-Dalemiano'?
Dovevano continuare a subire e a farsi calpestare per cosa? Un'altra sconfitta, o per il suicidio ideologico-culturale, innanzitutto, da avanzare in cambio dell'invito al banchetto dalemiano, allestito dal gallipolese, assieme ai suoi compari di merende Fava, Mussi e Francescato?
Ovviamente Vendola, su consiglio di dalema e bertinotti, costituisce questa sua nuova corrente, che avrà per scopo principale, se non unico, la sottrazione di buona parte del patrimonio accumulato grazie alle prebende statali elargite a partiti, partitini e pseudopartiti.
Dopo, ci sarà la scissione e l'adesione al gruppo Fava-Mussi (Dalema nell'ombra, utilizzerà queste truppe cammellate per la conquista dell'egemonia nel centrosinistra).
Perciò, ritengo inevitabile una ri-confluenza del PRC attuale con il PdCI dei post-cossuttiani. Sarà una battaglia identitaria per forza di cose. Non avendo, il bertinottismo, che generato, scientemente, confusione ideologica e culturale. Una accozzaglia di pseudoriformismo con notevoli inquinamenti transgender, clericali, ilmanifesto-pensiero, gandhismo unidirezionale e opportunismo lampante (Vendola e le sue locuzioni lacrimevolmente ipocrite, ne sono l'incarnazione). Ma il peggio che ha saputo fare il circo bertinottesco, è quello di aver fatto di tutto per mandare al macero 150 anni di storia, liquidandolo dall'alto delle 'proltrone vespasiane', come museo degli orrori. Il miltante perciò è stato lasciato senza memoria, senza storia, senza dottrina; non solo per la manifesta ignoranza snobistica dei quadri del PRC. Ma anche per una scelta precisa: avere materiale umano malleabile, che si potesse mobilitare con parole d'ordine miserevoli e innocue (spinello, matrimonio gay, funerali laici, ecc.); producendo così, dei soggetti la cui memoria/storia/tradizione politica è costituita dalle magliette del Che, dalle canne, dal boa parlamentare di luxuria e dall'esaltazione (spropositata) del dubbio sub Marcos.
So che anche Ferrero ha fatto parte del circo governista bertinottiano. Non so se avrà la capacità di forgiare un partito, di sinistra (niente pretese 'bolscevico-rivoluzionarie'), ma il fatto di aver posto un muro, un argine, a fazioni sponsorizzate dall'apparato mediatico-ideologio statal-imprenditoriale italiano, è un punto che gli va a favore e gli rende onore.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mar Ago 05 2008, 23:49

masilich ha scritto:
una domanda semplice:
se ci si svestisse dei panni identitari e le varie forze a sinistra cominciassero a lavorare assieme su tematiche stringenti, tipo il lavoro, la laicità statale, la sicurezza sul lavoro, la politica estera, l'ambiente, ecc...senza troppi simboli e falci e martello?
Mi trovo molto in sintonia con quanto dici. Lo "svestirsi dei panni identitari" o, come direi io, l'accantonare quantomeno riaffermazioni categoriali ideologiche identitarie, non significa secondo me rinunciare a proprie identità, che possono anzi risultare fattore di arricchimento, se con intelligenza le si sa far vivere dentro le situazioni, in termini di contributi di idee, di conoscenze, di esperienze. Significa solo prendere atto della loro funzione -da tempo e per i più- elusiva, rassicurante ed auto-consolatoria. Una forma di pigrizia mentale che ha fatto smarrire la necessità dell'interrogarsi a fondo su dove andare, su come andarci ed anche sul contenuto di ciò che si fa o si può/deve fare. Auto-definirsi mi sembra sia diventato un po' come auto-mettersi un codice a barra e si deve ricorrere ad una macchinetta per decodificarlo...
Lo svuotamento di significato politico di queste categorie mi pare fin troppo evidente. Come via d'uscita, non evocherei la categoria del "tradimento" delle classi dirigenti. Questa categoria, in politica, rischia di fuorviare e non spiega mai problematiche e dinamiche di più ampio respiro. Può anzi risultare interessante per nuove micro schiere di politicanti confusionari ed arruffoni sedicenti "comunisti", "socialisti", bla bla, di arrampicatori sociali interessati a lucrare sulla rendita che potrebbe ancora derivare da quel grande patrimonio di idee sbocciato nella prima metà del secolo scorso. Bisogna interrogarsi sul perché, nella società, tra le giovani generazioni, il definirsi "comunista" stranisce o comunque lascia perplessi senza nemmeno quella pluralità di emozioni che potrebbe suscitare l'apparizione di un marziano. Anche tra quelle più adulte, la considerazione che ancora poteva sussistere in settori di società, per ragioni anche solo protestatarie, si è fortemente ridimensionata ed il disincanto è ormai dilagante. E allora è meglio accantonare, sospendere, avere almeno estremo pudore e ritegno nel declinare qualsiasi voce identitaria di appartenenza (comunista, socialista, anarchica, ambientalista, con tutte le relative varianti interne).
Provare a non definirsi in modo categoriale e a relazionarsi sul piano sociale e politico in termini dialettici, diventa estremamente interessante perché obbliga a non procedere per definizioni e frasi preconfezionate. Non sono così convinto che sia un percorso facilmente accettabile, ma per chi ha sensibilità ed interesse a prendere sul serio se stesso ed il proprio ideale di liberazione lo vedo come un necessario passo.

masilich ha scritto:
se (...) le varie forze a sinistra cominciassero a lavorare assieme su tematiche stringenti, tipo il lavoro, la laicità statale, la sicurezza sul lavoro, la politica estera, l'ambiente, ecc...senza troppi simboli e falci e martello?
In termini partitici il tuo invito lo vedo irricevibile. La stessa esperienza (ultima) della Sinistra Arcobaleno è lì a dimostrarlo. Un cartello elettorale e basta. Sotto il profilo delle lotte sociali e dell'impegno culturale e civile quanto dici può essere possibile a livello di 'militanti' e non. Con le contraddizioni che possono derivare dall'esistenza di inevitabili vasi comunicanti base-vertici di partiti.

masilich ha scritto:
A me la realpolitik staliniana di diliberto non interessa, il pacifismo istituzionale di bertinotti neppure e l'ambientalismo velleitario dei verdi ....beh, meno ancora....
Mi trovo in assoluta sintonia. Presterei attenzione però a non buttare via il bambino con l'acqua sporca, distinguendo cioè tra ceti dirigenti e strati significativi di quadri intermedi, politicamente ossidati e imbolsiti, e chi si riconosce nei rispettivi partiti. Non per una idealizzazione di ogni votante, simpatizzante o militante, ma solo perché sulla carta c'è sempre una sensibilità da considerare e valorizzare. Fino a prova contraria. Nel senso ad esempio di evidenti ambizioni burocratiche o di stupidità politica acclarata e irrecuperabile.

masilich ha scritto:
che fare?
I presupposti sono gli stessi decisivi di ogni epoca: scavare nella realtà, cercare di capire meglio le dinamiche culturali, politiche, sociali, economiche della società in cui viviamo e del mondo. Quando questo lavoro si elude, inevitabilmente si perde il senso di ciò che si fa. E si procede, anche generosamente in certi casi, a lume di naso. Creare quindi collegamenti nel proprio vissuto. Pensare che da soli si è solo autoreferenziali, e che una rivista, un forum, un luogo dove incontrarsi, dove anche progettare iniziative, restano (questi ed altro di possibile) strumenti di apertura e di disponibilità all'incontro. Esibire il meno possibile identità precostituite, senza per questo negare la propria ed il proprio portato di idee, ma metterle sempre in discussione attraverso un approccio dialettico nella realtà e con gli altri. Essere percepiti come persone che criticano il sistema, che strategicamente non puntano ad aggiustamenti interni, determinare aperture a rivoluzionamenti già nel proprio vivere, trasmettere spirito di in-sottomissione, seminare insorgenze e attitudini di lotta, consapevoli che si tratta di un processo di liberazione di lunga durata. A presto
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tadiottof



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MessaggioTitolo: necessarie le "tesi"   Mer Ago 06 2008, 11:19

come ai congressi del PCI degli anni 60.

La validita' del Comunismo mi sembra fuori discussione.
Il capitalismo finira' come la societa' patriarcale, schiavista, feudale, borghese ecc.
Quando?
Purtroppo i tempi biologici non concidono con i tempi della storia.

Rifondare un partito che attui il comunismo e' un altro discorso.
Bisogna sostituire alla dittatura del capitale la dittatura dell'elettorato, che, volta per volta, viene illuso e tradito.
Come?
Abbandonata la soluzione cruenta, rimane quella pacifica. Ha ragione a noname quando suggerisce (2 agosto) di lavorare sull' "uomo".
2000snlp
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kamo

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mer Ago 06 2008, 14:20

Leggete un po' qua. La cosa mi ha molto colpito molto (sottolineature e neretto sono miei).

(...) “I comunisti non possono (...) parlare solo a sé stessi o alla sinistra. In questo momento così drammatico per il paese sarebbe grave ed irresponsabile rinunciare alla vocazione nazionale e di massa della nostra proposta politica. Noi dobbiamo lanciare un appello a tutto il Paese, a tutti i cittadini, all’intera società (...). Per respingere le tentazioni di subalternità agli Usa, tanto care alla destra italiana ed alle forze economiche più reazionarie espressione di settori economici in difficoltà, bisogna riprendere nelle nostre mani la responsabilità del futuro. Vogliamo quella piena indipendenza e sovranità che ci viene negata dall’influenza politica e dalla tutela militare che gli Usa esercitano sui paesi europei. Dobbiamo liberarci delle basi militari Usa e Nato ed impedire progetti guerrafondai come quello dello scudo stellare (...)”.

Ebbene, questo passo è tratto dal Documento "Ricostruire la sinistra. Comuniste e Comunisti, cominciamo da noi", approvato dal comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) del 7 e 8 giugno 2008, e poi approvato dal V Congresso del PdCI (18-20 luglio 2008). Per una lettura integrale rinvio al sito http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=4691

alekos18 ha scritto:
(...) Questa evidente impasse politica non è a mio avviso congiunturale ma si collega al nodo irrisolto e nemmeno dibattuto (al congresso del PdCI solo accennato), ma assolutamente decisivo, circa il sussistere o meno di sovranità in questo paese e quindi su quale capacità effettiva di incidere si possa avere al governo.

Era a questo documento che ti riferivi, Alekos? Ma non ti sembra che sia una ripresa evidentissima e sorprendente delle cose che dice "Indipendenza"? Non è secondo te un fatto da mettere molto in evidenza?
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Zoot



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mer Ago 06 2008, 16:42

sankara ha scritto:

Beh, la prima cosa che mi viene da dire, a te, a tutti, è diamoci da fare.

Okay. Ma come?
Fondiamo il centocinquantesimo partito?
Aderiamo a uno dei centocinquanta già esistenti e formati da dieci persone l'uno?
Seguiamo la corrente dei grossi partiti, che sarebbero gli unici ad avere un minimo potere politico, consci però che i grossi partiti (salvo forse IdV, che però tutto mi sembra tranne che un partito "comunista") sono asserviti al potere berlusconiano?
Oppure scriviamo sui forum e ci compiacciamo di quanto abbiamo scritto, ma con influenza sulla politica "reale" pari allo zero assoluto?
Io, se è per questo, scrivo pure su un giornale: un giornalINO, piccolissimo, limitato alla mia provincia. Ma ci sono fior di giornalisti che scrivono sui giornalONI e che non ottengono risultati migliori dei miei.
I comunisti sono ancora tanti: ma sono allo sbando, senza nessuno che li rappresenti davvero.
A destra hanno trovato un leader disposto a mettere assieme cani e porci pur di vincere, ad accogliere a braccia aperte chi gli sputava in faccia quattro anni fa, a farsi rappresentare da un fascista dichiarato pur di avere un giornale "a favore" (perché gli altri, invece...): e il bello è che tutto questo lo dichiara spudoratamente, magari per smentirlo il giorno dopo e ribadirlo quello dopo ancora: e la gente, invece di spernacchiarlo, gli fa la ola.
Perché? Secondo me, perché il berlusca è un simbolo: è il capitalismo fatto uomo.
Il proletariato, invece, non lo incarna nessuno. E se da un lato c'è un trascinatore di folle (per folle che sia) e dall'altro ci sono tante personcine che si scannano tra loro per la micropoltroncina del micropartito, sinceramente io non vedo in che modo il cittadino normale possa darsi da fare. O mette le bombe (pratica che si può effettuare anche singolarmente, ma che personalmente aborrisco), oppure deve per forza legarsi a una forza, a una corrente, a un movimento.
E qui rifaccio la domanda: quale?
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Alexis



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mer Ago 06 2008, 18:22

Susanna ha scritto:
Io credo che finchè ci si becchetterà per giochi di potere, non sarà più possibile una rinascita della Sinistra Italiana, e parlo di Sinistra vera! E non mi riferisco al comunismo Russo o Cinese, come tanti vogliono addossarci, ogni Nazione ha le proprie esigenze e necessità.

Sono d'accordo con Susanna.
L’unico "nuovo soggetto politico" per la sinistra sarebbe un partito veramente operaio e veramente comunista.
Tale soggetto politico in una sociata' capitalista non puo', per definizione, avere come scopo quello di "puntellare" o "migliorare" il sistema attuale, quindi quello di partecipare nella gestione del sistema.
A questo soggetto in questo momento e nelle condizioni attuali spetta il ruolo di "opporsi", localmente e innanzitutto globalmente, ossia nell'ambito del nuovo "ecosistema" globale, quello stesso in cui opera oggi il capitale.
Purtroppo sembra che nessuno in Italia, tra i politici di sinistra “costituenti”, ha intenzione di fare.
Alexis
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rifo88



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Mer Ago 06 2008, 20:50

Provo a rispondere brevemente anche qui.. In realtà il mio parere è stato pubblicato su Liberazione in una lettera il 1 agosto..
Condivido il risultato del congresso in quanto ritengo la componente costituita dall'unificazione delle mozioni 1,3,4,5...
Spero però che adesso si possa lavorare insieme, perché io a suo tempo ho lavorato pur essendo vicino a Essere Comunisti e non vedo il motivo per cui i vendoliani debbano tirarsi indietro o fare troppe storie.. Cioè lo vedo il motivo, ma non glielo perdonerei
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AgrimensoreK



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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Gio Ago 07 2008, 12:56

alekos18 ha scritto:
Creare quindi collegamenti nel proprio vissuto. Pensare che da soli si è solo autoreferenziali, e che una rivista, un forum, un luogo dove incontrarsi, dove anche progettare iniziative, restano (questi ed altro di possibile) strumenti di apertura e di disponibilità all'incontro. Esibire il meno possibile identità precostituite, senza per questo negare la propria ed il proprio portato di idee, ma metterle sempre in discussione attraverso un approccio dialettico nella realtà e con gli altri. Essere percepiti come persone che criticano il sistema, che strategicamente non puntano ad aggiustamenti interni, determinare aperture a rivoluzionamenti già nel proprio vivere, trasmettere spirito di in-sottomissione, seminare insorgenze e attitudini di lotta, consapevoli che si tratta di un processo di liberazione di lunga durata.
Caro Alekos,
vedo, leggendo altre cose rispetto a ciò che quoto, che maneggi gli strumenti della filosofia e della politologia con capace disinvoltura, quindi resto perplesso per questa riduzione prospettica.
Per cortesia spiega come pensi di poter dare forma e sostanza a qualcosa che rappresenti alternativa di sistema, che stabilisca un nuovo quadro valoriale fondativo, con la ricetta che fornisci nella parte che ho quotato: assolutamente condivisibile per i comportamenti individuali, così come ciò mi pare in sostanza dice NONAME, certamente importante, ma in assenza di una costruzione collettiva, radicale quanto strutturata, cosa modifica ? Sa un po’ di torre d’avorio, tanto vale consigliare i libri di Naomi Klein o Noam Chowsky per poi discuterne in un gruppo di lettura.
Credo sinceramente preoccupante che persone così capaci di analisi diano indicazioni buone solo per la sopravvivenza del disilluso di sinistra in attesa di tempi migliori.
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socialjahstice



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MessaggioTitolo: alla ricerca della verità   Gio Ago 07 2008, 13:21

Non si esce vivi dagli anni '70...
Son passati praticamente 40 anni dal periodo delle grandi divisioni (manipolate) ideologiche, abbiamo (non io, 25enne) attraversato ormai tante società, e nel 2008 ancora la sinistra parla con gli stessi linguaggi, gli stessi simboli, gli stessi metodi di allora.
Io, ormai ex portavoce provinciale dei Giovani Comunisti, mozione ex maggioranza, non ce l'ho fatta ad appassionarmi a questo congresso come agli ultimi anni di vita di rifondazione, come della politica italiana in genere.
Credo che oggi un partito di sinistra debba svolgere il ruolo di chi comunica, di chi dice la verità, di chi apre gli occhi ai cittadini.
Ritengo che tutta la sinistra ha perso la sua battaglia sul terreno della sicurezza e dell'immigrazione, non perchè non è riuscita a dare risposte, ma perchè non è stata in grado di far comprendere ai cittadini che non esiste un problema sicurezza, che ancora una volta la macchina diabolica del teatrino dei burattini si è messa in moto manipolando la realtà, ed ora ci ritroviamo con 3000 militari nelle città, ci ritroviamo con Licio Gelli che si masturba all'idea che Berlusconi (tesserato P2) sta realizzando esattamente il volere della P2, abbiamo due torri gemelle FATTE CROLLARE come edifici in demolizione, abbiamo il potere delle banche internazionali che arbitrariamente decide se mandare nel baratro l'economia mondiale a seconda dei suoi piani di espansione, abbiamo un presidente del consiglio pieno di reati fino ai capelli, infatti se li è fatti ricrescere perchè i reati superavano i capelli...
Abbiamo dei democratici partiti (il PD) che invitano al dialogo ed alla moderazione..non lo so ma mi sa tanto di presa per i fondelli..
E noi stiamo ancora pensando se mantenere o meno il simbolo della falce e martello, se chiamarci rifondazione comunista o cosa rossa, se aveva ragione il che fare di lenin o il comunismo post chic sbruff di bertinotti..
Forse è meglio che ce ne usciamo dalle sedi dei nostri circoli e congressi e ci rendiamo conto che nella nostra pretesa di detenere la verità, siamo finiti ad essere dei burattini...semplici burattini..
grazie
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Gio Ago 07 2008, 15:22

AgrimensoreK ha scritto:
alekos18 ha scritto:
Creare quindi collegamenti nel proprio vissuto. Pensare che da soli si è solo autoreferenziali, e che una rivista, un forum, un luogo dove incontrarsi, dove anche progettare iniziative, restano (questi ed altro di possibile) strumenti di apertura e di disponibilità all'incontro. Esibire il meno possibile identità precostituite, senza per questo negare la propria ed il proprio portato di idee, ma metterle sempre in discussione attraverso un approccio dialettico nella realtà e con gli altri. Essere percepiti come persone che criticano il sistema, che strategicamente non puntano ad aggiustamenti interni, determinare aperture a rivoluzionamenti già nel proprio vivere, trasmettere spirito di in-sottomissione, seminare insorgenze e attitudini di lotta, consapevoli che si tratta di un processo di liberazione di lunga durata.
Caro Alekos,
vedo, leggendo altre cose rispetto a ciò che quoto, che maneggi gli strumenti della filosofia e della politologia con capace disinvoltura, quindi resto perplesso per questa riduzione prospettica.
Per cortesia spiega come pensi di poter dare forma e sostanza a qualcosa che rappresenti alternativa di sistema, che stabilisca un nuovo quadro valoriale fondativo, con la ricetta che fornisci nella parte che ho quotato: assolutamente condivisibile per i comportamenti individuali, così come ciò mi pare in sostanza dice NONAME, certamente importante, ma in assenza di una costruzione collettiva, radicale quanto strutturata, cosa modifica ? Sa un po’ di torre d’avorio, tanto vale consigliare i libri di Naomi Klein o Noam Chowsky per poi discuterne in un gruppo di lettura.
Credo sinceramente preoccupante che persone così capaci di analisi diano indicazioni buone solo per la sopravvivenza del disilluso di sinistra in attesa di tempi migliori.

Parto dalla fine. Mi sta a cuore –potrei anche dire: ci sta a cuore (mi riferisco alla compagneria di "Indipendenza")– una tenuta della sensibilità e dell'attenzione politica anche del singolo che si sente di sinistra e/o comunista. Fuori, nella società, ed anche in interventi che hai potuto scorrere sopra, serpeggiano a sinistra –o comunque nella variegata area comunista– scoramento, disillusione, smarrimento. Di questo e di queste persone, di questi compagni, bisogna tener conto, proprio perché non miriamo a rinchiuderci in una torre d'avorio. E la nostra prospettiva sociale guarda anche oltre, guarda anche alla larga maggioranza sociale di questo paese con scarsa o nulla coscienza politica. Allo stesso tempo siamo consapevoli –ed è capitato di scriverlo (sul forum, sulla rivista...) e dirlo, nei luoghi sociali e politici dove interveniamo– che le cause dello squagliamento politico e culturale delle forze politiche di sinistra e/o comuniste hanno ragioni più profonde che malamente o opportunisticamente sono aggirabili con la sindrome del Maligno incarnato nello "psico-nano". E al riguardo circostanziamo. La funzione di questo forum mira non a intrattenere, ma a costruire (relazioni, rapporti, iniziative, radicamenti, ecc.) nel mentre ci si confronta. E ci si confronta con diversi gradi di sensibilità e di coscienza/consapevolezza politica. Personalmente mi riconosco nel percorso politico di "Indipendenza", ma ti rendi ben conto che non è possibile rispondere –a chi, scorato e disilluso, interviene sul forum– dicendo: "beh, c'è Indipendenza, l'alternativa al sistema, vieni con noi!!!". Si tratta, insomma, di accoglienza e di rispetto. E' attraverso la dialettica e la conoscenza che possono maturare crescite (e si cresce sempre collettivamente, quantunque differentemente) e motivazioni. Nel frattempo, laddove occorra, è necessario anche tenere e favorire la tenuta delle posizioni (qui, a dir meglio: sensibilità, disponibilità all'impegno, alla lotta, ecc.). Tu la chiami "sopravvivenza". Rilevo che, per vivere, in certe situazioni è decisivo sopravvivere. Quanto dici sull'importanza di "dare forma e sostanza a qualcosa che rappresenti alternativa di sistema, che stabilisca un nuovo quadro valoriale fondativo" è parte del lavoro politico e culturale di "Indipendenza" che si ha intenzione di estendere anche attraverso questo forum, oltre che già sulla rivista cartacea che esce da tantissimo tempo. La pazienza è rivoluzionaria. Anche la determinazione. Confido in tuoi contributi conseguenti alle tue preoccupazioni. Ciao
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noname

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Gio Ago 07 2008, 15:49

AgrimensoreK ha scritto:
, così come ciò mi pare in sostanza dice NONAME, certamente importante, ma in assenza di una costruzione collettiva, radicale quanto strutturata, cosa modifica ? Sa un po’ di torre d’avorio, tanto vale consigliare i libri di Naomi Klein o Noam Chowsky per poi discuterne in un gruppo di lettura.

Io posso ribaltare la tua domandama cioè :
Citazione :
"....in assenza di una costruzione collettiva, radicale quanto strutturata, cosa modifica ?"...

Fino ad oggi mi sembra che accaduto perfettamente il contrario.
Centri Sociali strutturati alla perfezione ma che hanno generato cosa ???!!
Una Sinistra strutturata talmente tanto che è arrivata anche ad essere una forza di governo ma che ha generato cosa ?????
Dunque potremmo affermare che la verità starebbe nel mezzo, non esiste l'una senza l'altra.
Poi chiedo scusa di ciò che dico, so che non è facile capire .
Cosi come non è facile capire che la Politica è la responsabile dell'intenzione, mentre la psicologia è la responsabile dell'azione .
Non porterà mai a nulla la Politica senza un chiaro intervento sulla psicologia.
Io sarò io ma sono rimasto sempre male nel constatre nei compagni attegiamenti da strada, soluzioni di gruppo tendenti nel fare\creare il soggetto di gruppo per scaricare in esso la merda(capro espiatorio) e nello stesso tempo quello che si atteggiava a capo, a fico e che veniva pure acclamato !!!
Se non sono queste le dinamiche vere che bisogna sviscerare allora tutto non fa per me .
Ma non fa neanche per nessun altro.....
Perche sono queste alcune delle principali deviazioni che portano qualsiasi teoria nel naufragare nel mare delle ripetizioni .
Ed è questo l'unico motivo\visione che rende valida la critica che giudica ormai i Politici tutti uguali .
Perche hanno tutti la stessa psicologia.
Visto che è la psicologia che determina l'azione, mi dispiace ma se si vuole uscire fuori da questo empasse, bisogna sprofondare in quei meandri interiori che permettono di ricostruire più da zero che sia possibile un nuovo se stesso e collettivo e sociale.

Saluti frettolosi

noname
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tadiottof



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MessaggioTitolo: I Partiti   Gio Ago 07 2008, 17:14

I partiti sono organizzazioni.
I partiti sono organizzazioni in difesa della borghesia o della teocrazia o dell'aristocrazia e sono finanziati dal capitale o dal clero o dalla nobilta'.
Cinquantanni dopo la pubblicazione del manifesto del Comunismo si' e' costituito in Italia il Partito socialista: ci si arrivo' dopo molte cooperative di mutuo soccorso ("Mazzini e Bakunin" di Nello Rosselli ed. Einaudi 1972)
Scusate compagni (?) ma non ho proprio tempo per continuare.
Aggiungo solo che i partiti degli operai non hanno finanziatori e un partito non si fa con un blog, un partito ha delle spese vive da sostenere per sopravvivere.
2000snlp
PS
Mussolini all'inizio era anticapitalista, anticlericale e repubblicano, poi divenne filocapistalista, clericale e monarchico.
D'Alema sta percorrendo la stessa strada, ma non hanno bisogno di lui.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Dal congresso del PRC, tra scissioni, futuro... e presente   Gio Ago 07 2008, 17:58

kamo ha scritto:
Leggete un po' qua. La cosa mi ha molto colpito molto (sottolineature e neretto sono miei).

(...) “I comunisti non possono (...) parlare solo a sé stessi o alla sinistra. In questo momento così drammatico per il paese sarebbe grave ed irresponsabile rinunciare alla vocazione nazionale e di massa della nostra proposta politica. Noi dobbiamo lanciare un appello a tutto il Paese, a tutti i cittadini, all’intera società (...). Per respingere le tentazioni di subalternità agli Usa, tanto care alla destra italiana ed alle forze economiche più reazionarie espressione di settori economici in difficoltà, bisogna riprendere nelle nostre mani la responsabilità del futuro. Vogliamo quella piena indipendenza e sovranità che ci viene negata dall’influenza politica e dalla tutela militare che gli Usa esercitano sui paesi europei. Dobbiamo liberarci delle basi militari Usa e Nato ed impedire progetti guerrafondai come quello dello scudo stellare (...)”.

Ebbene, questo passo è tratto dal Documento "Ricostruire la sinistra. Comuniste e Comunisti, cominciamo da noi", approvato dal comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) del 7 e 8 giugno 2008, e poi approvato dal V Congresso del PdCI (18-20 luglio 2008). Per una lettura integrale rinvio al sito http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=4691

alekos18 ha scritto:
(...) Questa evidente impasse politica non è a mio avviso congiunturale ma si collega al nodo irrisolto e nemmeno dibattuto (al congresso del PdCI solo accennato), ma assolutamente decisivo, circa il sussistere o meno di sovranità in questo paese e quindi su quale capacità effettiva di incidere si possa avere al governo.

Era a questo documento che ti riferivi, Alekos? Ma non ti sembra che sia una ripresa evidentissima e sorprendente delle cose che dice "Indipendenza"? Non è secondo te un fatto da mettere molto in evidenza?

Sì, mi riferivo a quel documento. Potrei anche aggiungere, per conoscenza, un passaggio del documento politico conclusivo "Ricominciamo: una svolta a sinistra" (http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/2881/314/) approvato dalla maggioranza del PRC (Partito della Rifondazione Comunista) al VII congresso, a Chianciano: “Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova, ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro l’occupazione militare e per l’autodeterminazione” (PRC - 27 Luglio 2008).

Insomma, con parole inequivocabili (PdCI) e significative –se si vuol essere conseguenti– quantunque timide (PRC), si tratta sulla carta di aperture all'importanza della questione della sovranità e dell'indipendenza nazionale, delle lotte di resistenza, di liberazione e di autodeterminazione. Direi che la forza dei fatti impone ormai questa presa d'atto: sovranità ed autodeterminazione nazionale e tematiche/problematiche sociali sono assolutamente intrecciate e correlate in modo sempre più evidente. Ora, fuori dal governo, e dopo una batosta politica/elettorale che apre ad una prospettiva non congiunturale di vedere questi due partiti fuori dal parlamento per lungo tempo, ammesso che non si squaglino politicamente prima nel Partito Democratico, non si poteva e non si può fare a meno di valorizzare queste questioni decisive.

Sono richiami certamente da riprendere nel confronto con compagni che si riconoscono in questi due partiti. Non nutro però alcuna consequenzialità nelle rispettive classi dirigenti per una pluralità di ragioni. Mi limito qui a rilevare la non casuale assenza di un bilancio, di almeno un decennio (1998-2008), sul rapporto con il centro-sinistra e sulle esperienze di governo. Un bilancio che, rispetto alle aspettative (anche parziali e riformiste) alimentate in chi li ha votati, sarebbe improprio definire fallimentare: si è rovesciato sistematicamente dopo, al governo, quanto propagandato prima in termini di impegni. Ricorderai, Kamo, che il PdCI esordì proprio nel governo D'Alema. Proprio in relazione al passaggio di cui sopra che riporti, richiamo l'illuminante lettera di Carlo Scognamiglio al Corriere della Sera (7 giugno 2001). Il ministro della Difesa del governo D'Alema spiegava che detto governo (di cui era parte il PdCI) era stato formato per rispettare gli impegni NATO (assolutamente consigliata la lettura integrale: http://www.peacelink.it/storia/a/6575.html ). Il seguito ha visto il PdCI ed anche PRC condividere sostanzialmente le politiche non solo anti-popolari ma anche di subalternità nazionale dei governi di cui hanno fatto parte. Insomma, altro che "piena indipendenza e sovranità", altro che liberarsi "dall’influenza politica e dalla tutela militare degli USA"!! La storia politica parlamentare ed istituzionale di questi due partiti, nei passaggi decisivi che l'hanno caratterizzata, è la storia di un rovesciamento spaventoso –e cinico– di impegni e dichiarazioni pieni di buone intenzioni politiche e sociali.

Con ciò, ripeto, la positività in quei documenti dei su indicati passaggi e peraltro anche di altri non di poco conto, incluse vistose contraddizioni interne disseminate qua e là, sta perlomeno nell'agevolare meglio la dialettica con compagni (militanti e simpatizzanti) che in quei due partiti si riconoscono. Il resto si vedrà.
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radicale



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MessaggioTitolo: meglio Vendola   Ven Ago 08 2008, 04:41

kamo ha scritto:
Che ne pensate della conclusione del congresso di Rifondazione Comunista? Quale, secondo voi, la componente 'migliore'? Quella di Ferrero o di Vendola? Per me quel partito è destinato a spaccarsi e non vedo un gran futuro né per gli uni né per gli altri.

E dopo i congressi dei Comunisti italiani e dei Verdi, come vi sembra lo stato della sinistra italiana?

Le due componenti rappresentano a mio avviso le due strade che la sinistra più estrema (evitiamo di usare termini che appartengono ad altri, grazie) si trova davanti, e che inevitabilmente comporterà scissioni ulteriori con una parte che sarà assorbita dal PD ed un'altra che magari si ricoalizzerà in funzione elettorale. Tutto dipende dalle leggi elettorali, molto diverse come sapete tra le varie competizioni;
Ma il punto cruciale è proprio questo; le teorie della sinistra più estrema, sembra che in Italia difficilmente possano prendere il governo del Paese, come del resto ovunque in Europa.
Io sarei anche d'accordo a provare un sistema che tuteli al massimo il lavoratore, che ridistribuisca al massimo la ricchezza dal ricco imprenditore al povero lavoratore dipendente, ma credo che sia difficile valutando l'orientamento generale elettorale del popolo italiano, oggi come nel passato.
Per questo, essendo pragmatico, e pensando alla mia esperienza di vita e lavorativa, sono passato dall'essere completamente convinto che il modello anglosassone, quello senza articolo 18 per intenderci, quello che offre poche se non zero tutele di mantenere un posto di lavoro (a meno che non lo si meriti) ad una mia idea personale, di come dovrebbe essere regolato il rapporto di lavoro tra datore e dipendente.
Intanto, salario minimo garantito a tutti, e questo per svincolare in più possibile il concetto di lavoro come "bisogno" per farlo diventare invece un vero modo per realizzarsi, per scegliere un'attività che ci faccia migliorare la condizione economica e quant'altro....
Ovviamente sempre poche tutele di avere il posto garantito a vita, e questo ovunque, pubblico, privato...
Se ti possono licenziare facilmente, ti assumono anche facilmente, e per come è oggi la situazione in Italia, scendere in piazza a milioni per difendere il diritto al contratto a vita, protestare perchè in altrettanti milioni si perderebbero sicurezze che altri già hanno però perso... è il vero modo di essere conservatori, di salvaguardare privilegi non per i pochi ricconi che ci sono, ma per la stragrande massa di gente che con i soldi del suo stipendio a vita, ha comprato case, ha investito per il futuro preoccupante dei loro figli, e se ne fotte se un singolo laureato di 40 anni che vorrebbe solo lavorare per se... non trova lavoro, per colpa delle tutele ancestrali che esistono non tanto per lui, quanto per la sua famiglia.
Il 90 per cento delle idee di Ferrero, e dei comunisti in generale, mi trovano d'accordo, ma c'è sempre quella idea di come realizzare una maggiore giustizia sociale, c'è sempre quell'utopia di poterlo fare con una legge, che mi deprime.
Perciò io spero in un'unica tipologica di contratto di lavoro, tutti precari, se vogliamo, ma non questa assurdo e ipocrita stato di cose, in cui si sostiene tranquillamente che è necessario un anno, o due forse di prova, affinchè si possa essere assunti.
Mi chiedo perchè dopo due anni posso fare il lavativo, se sono furbo, mi chiedo che razza di prove vogliono se non quella che sono in grado o meno di svolgere il mio lavoro.
Infini oggi è possibile licenziare cmq, una azienda deve ricorrere ad una richiesta di esubero, e spesso sono così ignoranti da non accettare neanche richieste di buonauscita, per avviarsi in pratiche costose e lunghe di ammortizzazione sociale che poi finiscono in cause perse e in risarcimenti pari alle iniziali richieste del lavoratore (esperienza personale).
Questo dimostra ignoranza, incapacità, paura, inadeguatezza, della classe dirigente imprenditoriale, che come giustamente dice Gianfranco Pasquino è la responsabile principale come categoria del disastro del nostro paese; più di politici, giornalisti, magistrati, è di coloro che invece di investire, di formare il personale, di innovarsi, pensano al profitto fine a se stesso, e a selezionare attentamente i loro schiavi tenendoli continuamente sotto minaccia, e mi riferisco appunto ai precari, che sono la minoranza che in ogni azienda rappresenta un ruolo strategico, non certo basato sulla flessibilità del mercato, ma sulla necessità del controllo del lavoratore.
E la colpa non è del singolo imprenditore, ma di tutto il sistema, che per assurdo tende a mantenersi in equilibrio grazie anche a queste contraddizioni.
Per questo credo che se romanticamente è bello mantenersi uniti sulle proprie posizioni, è passionale la posizione di Ferrero e della sua parte, è il momento invece di prendere posizione in un grande partito che è capace di portarci ad una soluzione nuova, ibrida, ma certamente più giusta per i tempi e per le nostre esigenze.
Forse Vendola non la pensa come me, forse la sua posizione rispecchia il suo attuale ruolo istituzionale, che lo vede governare con la vecchia Unione, ma di sicuro c'è che l'attuale Governo sguazza nell'incredibile storia di leggi specifiche per specifici casi di reintegri con allarmi sociali connessi... e non affronta di petto i motivi che portano a tali paradossi.
Hanno paura per esperienza di parlare di articolo 18, e cmq non proporrebbero mai il salario garantito... Quindi meglio le posizioni del PD, anche se in quel caso si propone un contratto unico come tipologia con crescenti tutele negli anni, riproponendo quindi il tema del contratto a vita come meta da raggiungere, inquinando ancora il rapporto di lavoro con il datore...
E poi, non capisco perchè Alitalia o la aziende private possano accusare esuberi e le Poste italiane no. E questo solo per restare a come stanno ora le cose, ma se cambiassero come desidero, allora anche questi problemi non esisterebbero. Dobbiamo cambiare proprio il concetto di lavoro, dobbiamo eliminare l'ipocrisia di pensare che il rapporto tra un datore di lavoro e un suo dipendente possa essere tutelato da leggi... può bastare un preavviso lungo può bastare un pò di buon senso, ma basta per favore ministri che hanno successo perchè prima ti vietano di ammalarti e poi gioiscono perchè le malattie sono diminuite. Siamo alle solite, è come se Sirchia fosse contento che nei locali pubblici non si fuma più... mentre io ancora non capisco perchè invece di obbligare ad andare in ospedale dopo 10 gg. di malattia non si lasci ad un naturale controllo e giudizio del datore di lavoro tutto questo.
Troppo facile dire che diventerebbe una giungla, perchè chiunque di noi può immaginare di essere un datore di lavoro un giorno e cosa e come gli conviene comportarsi con chi lo aiuta a creare ricchezza, a produrre.
Oggi è così, i dipendenti sono schiavi dei datori di lavoro, anzi dei loro capi ufficio, ma sono comunque contenti perchè hanno un contratto a tempo indeterminato, perchè sanno che gli basta leccare un pò il culo a chi serve quando serve e arrivare puntuali, oppure solo marcare il cartellino poi del resto chi se ne frega, ci sono i precari a sgobbare.
Cambiamo, per favore, per noi, non per i nostri figli, la vita è breve... buttate tutte le vecchie ideologie e le bandiere nel cestino, domani è un altro giorno, e per tutti, non solo per chi oggi ha dei privilegi.
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