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 Corsica/ FLNC avverte lo Stato islamico

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alekos18

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MessaggioTitolo: Corsica/ FLNC avverte lo Stato islamico   Ven Lug 29 2016, 03:10

Interessante presa di posizione del FLNC. Un documento, quello che segue e di cui riferiamo con ampiezza, che lascia trasparire molto: una comprensione lucida e sintetica dello scenario internazionale, una presenza sul territorio attenta e ramificata, un rispetto ed un'intelligenza nel saper valorizzare le diversità interne alla società còrsa, la propensione al dialogo e all'azione condivisa con le componenti immigrate, un chiaro posizionamento di opposizione alla barbarie del Califfato di Daesh, al colonialismo francese e “occidentale” e alle derive fascistoidi, razziste, xenofobe presenti sull'Isola. Non male per “un'organizzazione nazionalista e indipendentista”.

Un saluto a chi di noi, in questi giorni, si trova in Corsica per una serie di incontri e la segnalazione delle imminenti Ghjurnate Internaziunale a Corti il 4, 5 e 6 agosto (quest'anno la 35^ edizione).

*************

Con un comunicato, pubblicato sul giornale “Corse Matin” il 28 luglio [in fondo il testo completo in francese], il Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica (FLNC) minaccia i salafiti-wahabiti dello Stato Islamico (IS, Daesh) di rappresaglia in caso di attentati sull'Isola. «La Lotta di Liberazione Nazionale non è affatto terminata. Avere avviato un processo di smilitarizzazione progressiva non significa affatto rinchiudersi nel silenzio, non reagire di fronte alla situazione internazionale o abdicare davanti all'intransigenza del Potere francese attuale», esordisce il Fronte. Espressa la propria profonda vicinanza alle vittime dei più recenti attacchi (Nizza, Baghdad, Ansbach, St Etienne du Rouvray), la Corsica, scrive il FLNC, «è ancor oggi considerata dal mondo politico internazionale come un territorio francese e la Francia è il Paese occidentale più nel mirino dopo gli Stati Uniti; questo significa chiaramente che il nostro Paese può essere toccato domani da una o più azioni dello Stato Islamico».

Da qui il rivolgersi del FLNC ai musulmani di Corsica, all'Isis e allo Stato francese.

Ai musulmani di Corsica

Preso atto che i musulmani sono le principali vittime della barbarie salafita (in Tunisia, in Bangladesh, a Istanbul, a Baghdad, a Nizza che ha visto un 40% di vittime musulmane), si evidenzia l'intento di Daesh di intervenire sulle «zone grigie» delle comunità musulmane. Stante la significativa presenza dei credenti in questa fede sulla terra di Corsica, il rischio di un conflitto risulta elevato. Il FLNC invita i musulmani di Corsica al senso di responsabilità per non trovarsi poi in una situazione da cui sia difficile uscire. Dopo mezzo secolo di convivenza, l'invito è a vivere serenamente in terra di Corsica e a resistere insieme per vincere il fanatismo sanguinario salafita. Resistere insieme, precisa il FLNC, non significa che si chieda di rinnegare le proprie origini o tradire la propria religione, ma di 'prendere posizione': manifestando insieme contro questa barbarie, collaborando insieme allo sganciamento della Corsica dalla tutela francese, segnalando derive che possano riguardare giovani disoccupati tentati dalla radicalizzazione e non indossando segni religiosi come il burka, il nikab. Quindi viene espresso apprezzamento nei confronti dei responsabili dei culti musulmani di Balagne e di Bastia per essere intervenuti nell'impedire a dei «radicali» di predicare sulla spiaggia di Bodri.
«La comunità di destino non è affatto una parola vuota, ed oggi più che mai abbiamo il dovere di ricercare la capacità a che questo popolo, piccolo nel numero, sia grande per il progetto di vita comune. E se lo Stato Islamico rivendicasse delle azioni terroriste sul nostro suolo, noi potremmo vincere insieme».

Agli islamisti radicali di Corsica

Il Fronte ricorda che nel 2014, in sua rappresentanza, membri dell'organizzazione avevano incontrato responsabili del culto musulmano ad Aiacciu. Questi ultimi, nel corso dell'incontro, avevano espresso preoccupazioni su una radicalizzazione crescente, ma di aver sotto controllo la situazione. Questo controllo, nel sud della Corsica, questi responsabili del culto musulmano l'hanno perso. Quando, a fine 2015, si sono prodotti i fatti nel quartiere di Jardins de l’Empereur –uno dei quartieri più poveri della città di Aiacciu– [info qui: http://www.ilpost.it/2015/12/27/manifestazioni-corsica-islam/, ndt] «noi abbiamo immediatamente cercato di capire se si fosse trattato di un incidente occasionale o di una strategia di destabilizzazione». Secondo il FLNC si è voluto saggiare la reazione del popolo còrso. Aggiunge di essere riuscito a sventare, a giugno, un attentato sull'Isola in un luogo pubblico frequentato.
«La volontà dei salafiti è chiaramente di impiantare in casa nostra la politica dell’Isis e noi siamo pronti. La vostra filosofia medioevale non ci spaventa», prosegue il comunicato del FLNC. «Il popolo còrso è forte di secoli di lotta, di avversità politiche, di scontri terribili e indurito dalle sofferenze; è forte di scelte politiche difficili, che non ci hanno mai fatto scivolare come voi nella barbarie. Sappiate che ogni attacco contro il nostro popolo susciterebbe da parte nostra una risposta determinata senza indugi».

Allo Stato francese

Il FLNC lancia durissime critiche alla Francia responsabile, «con il mondo occidentale», della catastrofe in corso. L'organizzazione clandestina ricorda che la guerra in Iraq, il rovesciamento di Gheddafi in Libia, poi la gestione caotica in Siria, senza dimenticare l'Afghanistan e il Mali e in generale le ingerenze nei Paesi arabi e africani non potevano non avere conseguenze in Europa e negli Stati Uniti. La Francia deve cessare la sua propensione ad intervenire militarmente e a voler dare lezioni di democrazia al mondo intero, se vuole evitare che i conflitti, che semina nel mondo, non rientrino come un boomerang, sul proprio suolo. Il FLNC ricorda «gli algerini, i marocchini, i kanaki, i còrsi, i baschi, i vietnamiti, i maliani e tanti altri. Noi tutti abbiamo subìto la colonizzazione della Francia ed il suo seguito di umiliazioni per secoli». Parigi avrà «una parte importante di responsabilità se il dramma dovesse prodursi qui da noi poiché conosce i salafiti in Corsica (sarebbero 8 e sappiamo per certo che uno degli Imam còrsi è un informatore della polizia). Governanti francesi, il popolo còrso ha pagato fin troppo il prezzo della vostra storia imperialista. Rispettate i vostri impegni, state al vostro posto ed evitate di provocare il mondo che vi circonda. Può darsi che allora riuscirete ad arginare la violenza che oggi vi aggredisce».

In chiusura, un appello al popolo còrso alla vigilanza e alla calma di fronte alla barbarie

Con implicito riferimento agli attacchi razzisti anti islamici sull'Isola negli ultimi tempi, il Fronte scrive: «coloro che tra di noi sentono delle affinità con partiti o associazioni di estrema destra, còrse o francesi, hanno sbagliato lotta. Il FLNC non è il rifugio per i frustrati di una lotta razziale o xenofoba. Niente di ciò che difendiamo è avvicinabile alle ideologie fascistoidi che alimentano gli spiriti fragili e le reti sociali in questo momento. Non è così, non è mai stato così e non lo sarà mai. Noi confidiamo nella forza dei nostri giovani, nella loro capacità di resistere all’oscurantismo e di creare una società più giusta e le condizioni di un avvenire più nobile, più sereno e più equilibrato. In questo ci avrà al suo fianco».

"A ragione hè a nostra forza" – F.L.N.C.

[Qui il testo: http://france3-regions.francetvinfo.fr/corse/sites/regions_france3/files/assets/documents/doc280716.pdf]

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