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 Fine della contrattazione collettiva nazionale?

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alekos18

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Numero di messaggi : 1020
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Fine della contrattazione collettiva nazionale?   Gio Ott 08 2015, 01:45

Fine della contrattazione collettiva nazionale?

Rottura di Confindustria con i sindacati sul rinnovo dei contratti nazionali di lavoro previsti nei prossimi sei mesi in almeno 40 comparti industriali. L'ha dichiarata martedì sera il suo presidente, Giorgio Squinzi, al termine della riunione con le associazioni di categoria. «Non abbiamo margini di manovra per poter proseguire il colloquio sui contratti nel modo tradizionale. Per noi è un capitolo chiuso», ha dichiarato Squinzi, ventilando la possibilità che, a risolvere la situazione, «in qualche modo potrebbe anche entrare il governo».
Insomma, decenni di UE stanno fungendo da grimaldello e scardinamento delle conquiste sociali e politiche ottenute con le lotte di fine anni Sessanta e del decennio dei Settanta del secolo scorso, scardinamento reso possibile dal preliminare smantellamento delle sovranità nazionali.

Non pochi ritengono che la chiamata in causa del governo Renzi da parte di Squinzi miri, in scia delle politiche d'indirizzo della carolingia/atlantica UE, all'introduzione di un salario minimo da rimandare a trattative tra le parti sociali a livello territoriale o aziendale, con ciò sancendo il superamento del contratto nazionale ed una fattiva riduzione salariale. Del resto lo stesso ministro del Welfare Giuliano Poletti ha poi dichiarato che «il governo non ha esercitato la delega» prevista sul salario minimo «proprio per evitare di aprire un problema a fronte della volontà e della necessità che le parti trovino un'intesa» ed ha aggiunto che «se sarà necessario intervenire, lo si dovrà fare in maniera organica».

Si profilano, insomma, passi ulteriori nell'attacco ai diritti dei lavoratori che seguono la cancellazione dell’articolo 18 e le ulteriori compressioni al diritto di sciopero.
Un esito che sancirebbe l'esaurirsi delle relazioni sindacali e delle organizzazioni del lavoro per come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Questo trascinerà, oltre ai sindacati, anche i partiti eurodipendenti legati alla storia del mondo del lavoro, evidenziando se non l'inutilità, certamente la loro inadeguatezza, a fronte dei mancati 'conti' con il sistema euroatlantico UE-euro e dell'aver abdicato alle lotte di classe nazionali.
Una netta inversione di tendenza culturale e politica su questi nodi decisivi è quindi più urgente che mai. Indipendenza continuerà a fare la sua parte.

Indipendenza
8 ottobre 2015
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