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 Mi presento:

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AutoreMessaggio
Villiano



Numero di messaggi : 4
Data d'iscrizione : 08.09.14

MessaggioTitolo: Mi presento:   Mer Set 10 2014, 11:47


Salve a tutti, mi chiamo Riccardo, ho 20 anni, e vi scrivo dalla provincia di Bologna.
Conosco da poco la vostra proposta politica, che, devo dire, trovo estremamente interessante, nonchè affine a quelli che sono i miei ideali politici e culturali. Sono quindi sinceramente intenzionato ad avvicinarmi alla vostra, pur piccola, "comunità" politica, e per questo mi sono iscritto al vostro forum. Vi confesso però che non mi è molta chiara la vostra posizione su taluni argomenti di natura sia politico-economica che sociale-culturale. Vorrei porvi quindi alcune domande, se possibile qui di seguito, oppure, a vostra scelta, in una discussione apposita.
Non mancherò poi di fornirvi una mia presentazione più esaustiva, che ritengo necessaria.

Un saluto.
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gorritxo

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Numero di messaggi : 148
Data d'iscrizione : 15.10.09

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Mer Set 10 2014, 18:06

Ciao Riccardo, benvenuto!
In attesa di una tua presentazione più esaustiva, ti lancio una proposta per fugare i tuoi dubbi e le tue curiosità in merito alle nostre posizioni su vari temi: ci si potrebbe sentire in videoconferenza tramite skype e parlarne così direttamente. Se la cosa ti interessa fammi sapere in posta privata le tue eventuali disponibilità. In caso contrario ci si scrive su queste pagine.
A presto
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sankara

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Numero di messaggi : 416
Data d'iscrizione : 14.04.07

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Mer Set 10 2014, 21:13

Benvenuto, Riccardo...
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alekos18

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Numero di messaggi : 984
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Mer Set 10 2014, 22:51

Ben trovato qui anche da parte mia. Avremo modo di sentirci e di conoscerci. A presto
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Villiano



Numero di messaggi : 4
Data d'iscrizione : 08.09.14

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Gio Set 11 2014, 19:53

gorritxo ha scritto:
Ciao Riccardo, benvenuto!
In attesa di una tua presentazione più esaustiva, ti lancio una proposta per fugare i tuoi dubbi e le tue curiosità in merito alle nostre posizioni su vari temi: ci si potrebbe sentire in videoconferenza tramite skype e parlarne così direttamente. Se la cosa ti interessa fammi sapere in posta privata le tue eventuali disponibilità. In caso contrario ci si scrive su queste pagine.
A presto

Ti ho mandato un mp ieri, attendo una tua risposta.
Ciao.
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Villiano



Numero di messaggi : 4
Data d'iscrizione : 08.09.14

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Ven Set 12 2014, 20:20

Non avendo ricevuto risposta  da gorritxo procedo per iscritto in questa discussione.

1- La questione "Nazionalitaria":

Parto da qui perché, ovviamente, la vostra proposta politica trova nella "questione nazionalitaria/nazionale" la propria spina dorsale. Voi infatti ritenete che, ad oggi, il metodo migliore per contrastare il sistema capitalistico vigente, sia da ricercarsi nella coniugazione tra lotta di classe e lotta d'indipendenza nazionale. Il punto è però che, da quanto ho letto, la vostra proposta "nazionalitaria" è distante, e non poco, dal comune concetto di nazione derivato dall'ordinamento dello Stato-Nazionale, mentre è molto più vicina al concetto di nazione propugnata magari da etnonazionalisti o econazionalisti. Mi pare quindi che la vostra proposta nazionalitaria, essendo separatista e rivoluzionaria, sia piuttosto lontana dal Nazionalitarismo in sé. Eppure spesso parlate di questiona nazionale italiana, in un video addirittura ricordo che proponevate, durante i cortei, di far sfilare le bandiere tricolore davanti a quelle rosse, proprio per rimarcare l'importanza della questione nazionale.  
Insomma, qual è la vostra idea di nazione? Che rapporto esiste tra Nazionalitarismo, Econazionalitarismo ed Etnonazionalismo? Cosa ne pensate del modello di Stato-Nazione?

Grazie!
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gorritxo

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Numero di messaggi : 148
Data d'iscrizione : 15.10.09

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Ven Set 12 2014, 21:15

Eccomi, mi collego ora al forum.
La domanda che poni è complessa e personalmente, in questo momento, non ho veramente tempo di darti una risporta articolata per iscritto. Ti rinnovo quindi l'invito alla videoconferenza e a tale proposito ti rimando al messaggio che ti ho mandato poco fa in privato.
Ad ogni modo qualche cosina sinteticamente si può dire: il concetto di Stato-nazione (nel senso di di organizzazione politica che coincide perfettamente con lo spazio culturale) è un concetto che nella realtà trova una sua applicazione soltanto in un numero di casi piuttosto limitato. Più spesso si parla di Stato nazionale, di uno Stato cioè che dal punto di vista culturale è imperniato su una nazione ma che al proprio interno presenta minoranze culturali esterne alla nazione stessa, le quali possono però essere più o meno integrate. E qui si aprono tutta una serie di questioni. La presenza di una peculiarità culturale determina di per sé l'esistenza di una nazione? Quando si parla di nazioni senza Stato e quando di identità regionali "gonfiate" (per così dire) al rango di identità nazionali? Esiste un'oppressione di queste minoranze da parte dello Stato in questione? Sono domande molto complesse che a mio modo di vedere non possono trovare una risposta sulla base di criterio astratto (pensando cioè che ci sia un fattore che universalmente sia in grado di determinare l'esistenza o meno di una questione nazionale). Si tratta di andare a indagare caso per caso, prendendo in esame diversi fattori:
1) L'elemento culturale, i cui caratteri possibili (lingua, storia, cultura, geografia, religione, ecc.) si possono combinare in una infinità di maniere. Direi tante quante sono le nazioni.
2) L'elemento politico, cioè il fatto che vi sia una coscienza radicata in virtù della quale all'elemento culturale si legano precise conseguenze e rivendicazioni (politiche, appunto). Poniamo che, a partire da un'identità culturale caratterizzata (vedi il punto 1), si ricavino determinate rivendicazioni autonomiste o indipendentiste. La domanda cruciale a quel punto è: si tratta di un movimento radicato nel tessuto sociale di quel popolo o si tratta di una sparuta minoranza priva di un reale seguito? Su questo punto l'esistenza o meno di un'oppressione culturale e/o economica ha un peso importante.
3) Se il punto 1 e il punto 2 hanno dato esito positivo si sta parlando effettivamente di una nazione senza Stato. Tuttavia, un conto è riconoscere in astratto legittimità alle istanze di autonomia o di indipendenza, un altro è sostenere un movimento politico concreto connotato in tal senso. Qui entrano infatti in gioco altri due fattori: la direzione politica (qual è il modello di società propugnato?) e le implicazioni geo-politiche (ha una funzione antimperialista oppure è funzionale alla logica imperialista del divide et impera?).

Si tratta come già detto di indagare i singoli casi, ma una cosa te la posso anticipare: per noi la nazione italiana esiste, fermo restando che all'interno del nostro Stato esistono alcune (sottolineo alcune) nazionalità le cui rivendicazioni non sono da liquidare. È una posizione ben diversa da chi nega legittimità all'esistenza di uno Stato nazionale italiano e vorrebbe spaccare il Paese per tornare a una situazione tipo quella degli Stati pre-unitari.

Con questo mi fermo e rimando ulteriori approfondimenti ad una chiacchierata in video-conferenza.

Ciao
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Villiano



Numero di messaggi : 4
Data d'iscrizione : 08.09.14

MessaggioTitolo: Re: Mi presento:   Gio Set 25 2014, 21:04

Come avevo promesso eccovi una mia più esaustiva presentazione:
Cominciai ad interessarmi attivamente di politica l'anno in cui raggiunsi la maggior età, era il 2013, proprio quell'anno in ci furono le elezioni politiche. Fu in quell'occasione che mi resi conto di non essere in grado di districarmi nella proposta politica nazionale, perché, sostanzialmente, non avevo ancora edificato una mia coscienza politica. Non che fino ad allora non avessi maturato una sorta di ricettività verso una determinata "area" politica, nella fattispecie quella radical-destrorsa/socialista-nazionale, eppure, in quella cruciale occasione mi resi conto che molti gli ideali propugnati dalle varie formazioni neo fasciste mal si adattavano al mio personalissimo pensiero. E così, passo dopo passo, mi sono allontanato prima dalla destra radicale, e poi dai "socialisti" nazionali in genere, fin quando non mi sono ritrovato totalmente al difuori dell' "area" fascista. Contemporaneamente, pur non rinnegando i principi cardine che sostenevano ieri come oggi il mio pensiero (patriottismo in primis), cominciai ad esplorare l'altro lato della sponda. Inizialmente fui più che altro curioso di capire cosa avevano da offrire i "nemici" di ieri, anarchici e comunisti soprattutto. Curioso prima ed interessato poi, ho fatto mie molte delle tematiche tipiche della sinistra radicale ed ho ampliato notevolmente la mia cultura politica e filosofica. Ci tengo a precisarvi però che più che marxista  mi ritengo marxiano. Questo perché ad oggi ritenersi marxisti spesso implica tutta una serie di cliché, (che non di rado corrispondono alla realtà....ahinoi!) nei quali non mi riconosco assolutamente. Tramite questo processo inoltre mi sono formato non solo in senso politico, ma anche più genericamente in senso filosofico e culturale. Una formazione la mia che spesso fa storcere il naso a destra come a sinistra, e che di fatto mi aveva portato a credere di essere una specie di mosca bianca. Tutto questo sino a poco tempo fa quando, quasi per caso, ho trovato il link del vostro sito su un forum ed ho scoperto l'esistenza della vostra rivista.
Ed eccomi qua, lieto di fare la vostra conoscenza!
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