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 associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti

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MessaggioTitolo: associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti   Lun Ago 04 2014, 12:05

ORIENTAMENTI PER LA LIBERAZIONE
– documento politico dell’ass. “Indipendenza” –

Con l'aggravarsi della crisi dell’Unione Europea e della zona euro, il tema della sovranità e l’ipotesi di una uscita dell’Italia –solo dalla moneta unica per alcuni, necessariamente anche dai Trattati europei ad avviso non solo nostro– si stanno facendo strada, pur con percorsi e contenuti molto diversificati. Tuttavia ancora si veicolano affermazioni catastrofiste per seminare paure ed incassare un consenso emotivo sull'irreversibilità dell'euro e le relative politiche d'accompagno. La paura indotta tra la popolazione sta servendo anche per indurla ad accettare alterazioni profonde (in senso ancor più autoritario ed oligarchico) dei preesistenti assetti economici, sociali, giuridici, politici, che di fatto stanno acuendo la subalternità dell'Italia ad una gerarchia di decisori, dalla potenza sub-dominante tedesca fino a salire in cima ai centri strategici situati negli States, attuali regolatori d’ultima istanza del polo capitalistico “occidentale”.

Senza sovranità e indipendenza, senza mettere in discussione lo status di sudditanza del nostro Paese, come sarà possibile costruire una società ‘altra’ rispetto ai rapporti economici, sociali e culturali vigenti che la regolano? Come liberarsi dal dominio geo-politico statunitense esercitato tramite l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale? Come scrollarsi di dosso i ceti sub-dominanti di casa nostra che di quei poteri sono interessata referenza? Come attrezzarsi a fronte di quel Mercato Unico Transatlantico USA-UE (TTIP) i cui negoziati, in corso e secretati, Washington vuole chiudere a fine 2015 o del “Trade in Services Agreement” (TISA) che completa il TTIP intervenendo nel settore dei servizi e che prefigurano sul continente europeo uno scenario peggiore dell’attuale?

La conquista della sovranità deve pertanto essere considerata come la madre di tutte le battaglie, di tutte le lotte. Non si tratta solo di sovranità monetaria, di riconquistarla. Si tratta di recedere dai Trattati europei che vincolano le politiche di bilancio ed economiche. Dobbiamo riprenderci la piena sovranità economica, monetaria, doganale e produttiva. Ma questa presuppone una sovranità politica, un'indipendenza dai vincoli euroatlantici ed un riorientamento radicale della politica estera.
La conquista della sovranità formale –o anche della sola sovranità monetaria– è dunque un obiettivo necessario ma in sé non sufficiente, se non è inscritta nel conseguimento di una effettiva indipendenza sul piano politico, economico, culturale e geo-strategico.
Occorre insomma perseguire una lotta di liberazione nazionale e raccordarsi internazionalmente ad analoghe esperienze (movimenti, partiti, anche governi) connotate in tal senso, assumendo come obiettivo la conquista della sovranità e dell'indipendenza dai vincoli imperialisti per riscrivere rapporti sociali e modo di produzione.

È necessario quindi operare con intelligenza nella società italiana perché non qualunque rivendicazione e versione della sovranità e nemmeno qualsiasi alternativa all’europeismo è detto che vadano bene.
Sarà necessario non lasciarsi irretire o suggestionare da pulsioni antieuropeiste di realtà politiche liberal-liberiste che –saldandosi anche a spezzoni di classi dominanti– potrebbero puntare a contrattare uno status di dipendenza a condizioni più vantaggiose direttamente con il padrone americano e senza essere inquadrati nell’UE.
Sarà necessario attrezzarsi per fronteggiare la reviviscenza, già in atto in alcuni Paesi europei, di populismi regressivi, neo-fascismi et similia. Puntando sulla rivendicazione della sovranità, questi movimenti potrebbero far leva sul malcontento popolare per deviarlo verso obiettivi sbagliati (demonizzazione degli stranieri, razzismo, tentazioni autoritarie, ecc.), guardandosi bene peraltro dal mettere in discussione gli assetti sociali esistenti e le relative ingiustizie.
Occorre pertanto essere consapevoli che la rivendicazione della sovranità è un obiettivo irrinunciabile ma al tempo stesso di per sé non garantisce nulla, potendo essere posta al servizio di progettualità politiche e prospettive di società assai differenti, non tutte desiderabili. Si rende dunque assolutamente fondamentale definire quale sovranismo perseguire, avendo di vista gli interessi reali e generali della nostra società, ed essere attrezzati anche sul piano dell'organizzazione politica. Non si tratta solo di rivendicare una centralità propulsiva dello Stato e nemmeno di limitarsi all’indicazione di una spesa pubblica che sappia rinvigorire la domanda privata in caduta, fungendo da volàno per una ripresa dell'economia. Si tratta di intervenire anche nella qualità e nella natura delle scelte, nell'organizzazione produttiva, mercantile e delle relazioni sociali, nella definizione di una direzione politica e di un progetto strategico di società, nella necessaria costituzione di blocchi sociali orientati al conseguimento di mutamenti radicali dei rapporti economici.

Indipendenza è pertanto l’idea-forza fondamentale, la conditio sine qua non per costruire un futuro diverso. In ragione di questo l’abbiamo assunta ieri come nome della rivista, oggi come quello della nascente associazione.
Sovranità economica e indipendenza politica da poteri esterni sono due facce della stessa medaglia su cui devono essere impressi e riempiti di contenuti due concetti: democrazia (sostanziale) e liberazione (sociale), basi indispensabili su cui costruire una reale alternativa di società.
Una società in cui l’attività economica sia posta al servizio del bene comune, non delle direttive dei cosiddetti mercati o degli interessi delle oligarchie imprenditorial/finanziarie, interne o estere che siano.
Una società improntata al perseguimento concreto di ideali di giustizia, uguaglianza ed emancipazione sociale, che sappia vedere e contrastare i germi dello sfruttamento, del razzismo e della persecuzione dell’altro ovunque si manifestino.
Una società autenticamente democratica, pluralista, non più in balìa del paradigma culturale oggi dominante, il quale –mercificando e banalizzando ogni aspetto della vita umana– sottopone ad attacchi sistematici la dignità della persona. Il tutto con la finalità –nemmeno troppo nascosta– di poter disporre di una massa di individui deboli, sradicati, de-culturati e manipolabili, ridotti al rango di semplici consumatori.
Una società che assuma come indispensabile la difesa del territorio e della natura dal carattere distruttivo dell’attuale modello di sviluppo.

In un mondo in cui la dominazione politica è incorporata nelle merci di massa, la libertaria espressione delle identità culturali dei popoli, delle loro economie, dell’essere liberi in terre libere –condizione imprescindibile per un senso di autentica fratellanza tra le nazioni e di un sistema di rapporti internazionali giusto ed equo– è già di per sé qualcosa che strutturalmente contrasta con gli interessi sovranazionali delle oligarchie economiche e finanziarie, e dei loro referenti (geo)politici.
La rivendicazione 'nazionale' è dunque oggi la più efficace a contrastare le tendenze 'globaliste' del capitalismo, potendo fungere da premessa e da collante generale per tutta una serie di rivendicazioni sociali. Dall’incontro delle due diverse prospettive può scaturire il massimo dell’efficienza politica. Sintetizzando: la rivendicazione nazionale (innanzitutto nei termini della conquista della sovranità e dell’indipendenza) è la questione principale, la prospettiva della giustizia e della liberazione sociale è la questione fondamentale.

L'associazione "Indipendenza" intende diffondere le idee sopra indicate, entrare nel merito, estenderne le ricadute d'interesse collettivo, raccogliere la più ampia massa critica di cittadini e acquisire più forza d'analisi, di progetto e d'intervento.
È questa la grande sfida che ci aspetta, per affrontare la quale non da oggi operiamo.

SOVRANITÀ, INDIPENDENZA, DEMOCRAZIA, LIBERAZIONE!
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Gli otto punti che seguono ed il documento “Orientamenti per la liberazione” che li precede, vanno considerati unitariamente una sorta di piattaforma e di indirizzo politico della neonata associazione “Indipendenza”.
La rivista e l’associazione, pur giuridicamente e organizzativamente distinte, condividono nome, intenti e prospettiva politica. La seconda ha l’obiettivo di imprimere più forza aggregativa e d’azione rispetto a quanto possa per sua natura svolgere una rivista che pure ha promosso e co-promosso, in tutti questi anni, una mole davvero notevole di iniziative in diversi luoghi d’Italia. Parallelamente l’associazione intende stimolare analisi ed attivare dibattiti, finalizzati all’elaborazione di un progetto da discutere anche esternamente. Nel complesso, alzando il livello qualitativo, dare maggiore concretezza a quel progetto di liberazione nazionale e di emancipazione sociale che caratterizza dalla sua nascita “Indipendenza”.

Nata ufficialmente nel settembre 1986, la rivista si è caratterizzata con una prima serie dal 1986 alla fine del 1996 e con una seconda, perdurante, iniziata nel 1997. Il cuore politico della rivista è da sempre la rivendicazione dell’indipendenza nazionale esterna e della liberazione sociale interna in vista di un autentico cambiamento emancipativo di società.
Tale ottica, suffragata da una lettura ampia e complessiva delle dinamiche dei rapporti internazionali e della situazione interna dell’Italia in svariati ambiti –politico, economico, sociale, culturale–, ha portato “Indipendenza” a rivendicare istanze e ad anticipare ‘nodi’ e scenari al tempo nemmeno ipotizzati pressoché da alcuno.
Quel punto di vista per decenni ha sì creato una rete di contatti (interni ed internazionali) fatta di estimatori, sostenitori, collaboratori, apportatori di conoscenze e competenze, ma ha anche –per moltissimi altri– fatto percepire “Indipendenza” una realtà anomala e bizzarra (se non peggio…).
Da pochissimi anni a questa parte si può dire, senza tema di smentita, che le tesi “sovraniste” abbiano trovato visibili riscontri e siano divenute d’attualità e percepite, oltre “Indipendenza” stessa, come una chiave di volta decisiva per una soluzione della “crisi” economica e sociale in atto. Si può dire che la funzione della rivista, ieri ed oggi, sia di ‘levatrice’ di individualità, di idee, di progetto.

Chi vuol essere parte e partecipe della costruzione dell’associazione, si attivi.

VERSO L’INDIPENDENZA. OTTO PUNTI

1. Uscita da euro, Unione Europea e annessi vincoli e trattati, nonché cancellazione dalla Costituzione delle modifiche di matrice liberista introdotte negli ultimi anni, quali la riforma del titolo V ed il pareggio di bilancio.

2. Riappropriazione da parte dello Stato delle leve di politica monetaria, fiscale, industriale, commerciale e doganale, e contestuale recupero di una piena capacità d’indirizzo del sistema bancario e dell’economia, nonché adozione di vincoli alla circolazione dei capitali in entrata e in uscita. Indispensabile dotarsi di una Banca Centrale pubblica (non autonoma, quindi), al servizio dello Stato e della collettività; reintrodurre la separazione tra banche commerciali e banche d'investimento, sottoposte a meccanismi regolativi della loro attività; promuovere misure finalizzate al protezionismo finanziario e commerciale, incluso il governo delle dogane e misure protezionistiche in senso stretto (barriere tariffarie e non tariffarie, contingentamenti, sussidi).

3. Introduzione di meccanismi di protezione dei redditi (indicizzazione di salari e pensioni; amministrazione di alcuni prezzi base per governare gli sbalzi nella distribuzione degli stessi, ecc.), diritto sociale al lavoro e alla casa (equo canone sulla casa d'abitazione, acquisizione pubblica delle proprietà abbandonate, incentivazione del recupero del patrimonio edilizio privato e pubblico senza nuovo consumo di suolo), rilancio delle politiche sociali e riscrittura dei rapporti di lavoro, mediante il recupero dei contratti collettivi, la protezione del lavoro e dei salari estesa anche ai lavoratori a tempo parziale, la riqualificazione del settore lavorativo pubblico e l’introduzione di forme di controllo dei lavoratori sulla vita e gestione delle imprese.

4. Ridefinizione di un nuovo modello economico che ripristini la centralità del ruolo dello Stato, da concretarsi tramite il riassetto pubblico della ricerca, della sanità, dell’istruzione (con definizione, al riguardo, di un asse culturale nazionale della scuola) e della previdenza; nazionalizzazione di tutti i comparti strategici (reti energetiche e idriche, ricerca, industria, farmaceutica, comunicazioni, trasporti, viabilità, rifiuti); tutela e sostegno ad agricoltura (anche mediante l’uscita dalla nociva Politica Agricola Comune), commercio, artigianato, libere professioni, piccola impresa e cooperazione. Inalienabilità dei beni comuni quali acqua, territorio, patrimonio artistico e culturale, la cui gestione –in nome e per conto del popolo– demandare allo Stato, con attivazione di forme di partecipazione sociale e controllo da parte del popolo stesso.

5. Riassetto e messa in sicurezza del territorio, tramite opere di bonifica, controllo e tutela dello stesso dai fattori inquinanti e dal rischio idrogeologico; rifiuto di quelle “grandi opere” che, lungi dall’essere di utilità reale per il benessere della popolazione, si rivelino funzionali a soddisfare appetiti speculativi e a devastare il territorio nazionale; pubblicizzazione del servizio di smaltimento e trasporto dei rifiuti (industriali e non), con obiettivo tendenziale rifiuti zero attraverso il risparmio, il riuso e il riciclo delle risorse.

6. Perseguimento dell’indipendenza energetica, anche attraverso lo sganciamento dalla dipendenza dal petrolio e la valorizzazione delle fonti rinnovabili.

7. Edificazione di una società autenticamente democratica, pluralista, rispettosa delle minoranze linguistiche, culturali e nazionali, con al centro la dignità della persona. In tal senso, oltre a conseguenti interventi in ambito politico, istituzionale ed economico, occorre intervenire anche in ambito culturale (decisivo al riguardo il ruolo della scuola) e comunicativo, ridando ruolo al servizio pubblico radio-televisivo, sia in ambito informativo (garantendo la massima pluralità) sia per quanto concerne la valenza culturale ed educativa.

8. Riorientamento della politica e delle relazioni estere sulla base dei princìpi di non ingerenza, reciprocità, rispetto delle sovranità nazionali, perseguimento della pace e della cooperazione tra i popoli. Necessaria, in tal senso, una ridefinizione della collocazione geopolitica dell’Italia, a partire dalla fuoriuscita dalla NATO.


Ultima modifica di Admin il Gio Mag 07 2015, 01:05, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti   Gio Apr 30 2015, 20:10

Con viva soddisfazione informiamo che oggi, 30 aprile, si è proceduto alla registrazione dell'associazione "Indipendenza". Questa si affianca alla rivista cartacea (fondata nel settembre 1986) condividendone nome, intenti e prospettiva politica, ma rimanendo distinta sul piano giuridico e organizzativo. Qui i due documenti costitutivi : http://indipendenza.lightbb.com/t1251-associazione-indipendenza-documento-generale-e-8-punti .

Chi è interessato, chieda la scheda di iscrizione. Sarà possibile prenderla anche nel corso delle iniziative di "Indipendenza".
Ricordiamo quelle a breve scadenza: Roma (martedì 5 maggio), Reggio Emilia (venerdì 8 maggio), Imola (sabato 9 maggio).

Infine un appuntamento importante: domenica (mattina e pomeriggio) 6 settembre 2015, a Roma, ci sarà la 1^ assemblea nazionale dell'associazione.
Chi sia interessato a partecipare come socio o come curioso/simpatizzante scriva a ass.indipendenza.info@gmail.com o a info@rivistaindipendenza.org



Ultima modifica di Admin il Dom Set 13 2015, 20:20, modificato 4 volte
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MessaggioTitolo: Re: associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti   Gio Mag 21 2015, 18:09

Per aderire all'associazione Indipendenza, qui le info https://associazioneindipendenza.wordpress.com/come-aderire/

Sullo stesso sito si trovano i due documenti costitutivi e lo statuto. 'Altro', via via, sarà inserito.
Ricordiamo che il sito dell'omonima rivista (edita dal 1986) è www.rivistaindipendenza.org
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MessaggioTitolo: Re: associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti   Dom Giu 21 2015, 18:20

Da domenica scorsa, ad una settimana cioè dall'apertura di questo evento e più in generale dall'inizio della divulgazione del programma dell'assemblea del 6 settembre, è tempo di un primo, provvisorio e comunque precario bilancio. Mancano infatti 78 giorni e tutto può sempre mutare, in un senso o nell'altro o in un altro ancora...

Tra contatti telefonici e videoconferenze, interlocuzioni dirette, de visu, con simpatizzanti e curiosi di Indipendenza, con attivisti/militanti di altre formazioni sovraniste o di partiti di sinistra o di 5S o anche con individualità senza referenza organizzativa, sono 57 le persone che parteciperebbero all'assemblea. Ve ne sono, in aggiunta, poco meno di 30 che, pur interessate, affermano di voler partecipare ma di poter sciogliere la riserva a ridosso, chi per ragioni di turnazioni al lavoro, chi per ragioni di salute di propri genitori, eccetera. Un numero superiore agli attuali 48 "partecipanti" all'evento. Mancano, però, ancora tanti con cui interloquire...
Questo tipo di lavoro sta interessando ancora un nucleo ristretto di coloro che si riconoscono in Indipendenza. È bene che tutti, ognuno per le proprie possibilità, si attivino in tal senso. Ricordiamo che è necessario comunicare direttamente (se si hanno canali diretti) o in posta su fb o ai seguenti indirizzi: ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org gli aggiornamenti sul numero dei partecipanti e poc'altro che sarà chiesto in privato per ragioni organizzative.

Pur con la prudenzialità dei numeri e dell'effettiva rispondenza che verificheremo il 6 settembre in assemblea, un paio di considerazioni su ciò che sta emergendo si possono fare: 1) diffusa stima e apprezzamento del nostro lavoro politico espressi da persone che, anche su fb, non erano tra le nostre interlocuzioni, ma che ci seguivano e che si sono 'fatte avanti' proprio con l'indizione dell'assemblea; alcune di queste sono attive o militanti in altre formazioni, pur tuttavia sono interessate ad operare a diverso modo con Indipendenza. Troveremo senz'altro le modalità. 2) Una presenza frammentata sul territorio nazionale, ad eccezione di alcune località, che può trasformarsi, con un intelligente operare, in trampolino per aggregazioni locali più consistenti, e costituire l'ossatura di un'associazione a pieno titolo "nazionale".
Disponibilità e credibilità che continuiamo a riscontrare sono senz'altro gratificanti e devono rafforzare il senso di responsabilità e la determinazione nell'intraprendere la nuova fase che attende Indipendenza. Il lavoro avviato molti anni fa, nel lontano 1986, in quasi sostanziale solitudine, pur con i limiti a diverso livello di quella lunga fase, ha prodotto un 'accumulo' di conoscenze (in diversi ambiti), di esperienze, di rapporti. Un patrimonio che, come combinato di rivista e (da quest'anno) associazione, risulterà prezioso nella nuova fase che si apre, con gli enormi spazi che vediamo davanti a noi. Ieri come oggi saranno il lavoro collettivo e lo spirito di fraternità a guidare la nostra azione.

Mancano due mesi e mezzo all'evento. Indipendenza si appella al senso di responsabilità di tutti coloro che a diverso grado si riconoscono nelle sue linee di orientamento e progetto politico: guardarsi intorno tra le proprie conoscenze, valorizzare contatti acquisiti nelle reti sociali, andare in cerca (anche divulgando l'evento) di persone interessate e interessabili. L'assemblea del 6 settembre sarà un evento molto importante sia per la messa a punto delle linee politiche generali –già note a chi conosce Indipendenza e comunque da ri-focalizzare a beneficio di chi si è avvicinato di recente– sia per la condivisione delle modalità operative da mettere in atto dal giorno dopo. Stiamo lavorando ai materiali documentarii e alle proposte per consentire ai partecipanti di arrivare mentalmente 'preparati' su suggerimenti, considerazioni, modalità d'impegno.
Invitare alla partecipazione all'evento (https://www.facebook.com/events/899270580134935/), con gli aggiornamenti che seguiranno e che arriveranno come notifiche in automatico da fb, è preferibile che sia connesso ad una effettiva volontà di partecipare allo stesso (salvo, ovviamente, gli imprevisti dell'ultima ora). Non è però solo su fb che bisogna lavorare.

Sovranità, indipendenza, liberazione!
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: associazione "Indipendenza": documento generale e 8 punti   Mar Set 08 2015, 22:45

La prima assemblea nazionale della neonata associazione Indipendenza, tenutasi domenica 6 settembre a Roma, si è aperta con un riconoscimento a quanti, con il loro impegno e a diverso titolo, hanno concorso nel corso degli anni alla crescita di un progetto politico che continua a vedere come indissolubili e concatenati i concetti di sovranità, di indipendenza e di liberazione sociale. Un lavoro culturale e politico avviato a metà degli anni Ottanta come rivista e proseguito ora anche come associazione. Quei nodi che ponevamo (sulla base di analisi ad ampio raggio) e quegli scenari che prefiguravamo, da alcuni anni sono realtà sempre più evidente.

Nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e soprattutto coloro che si sono spesi per la realizzazione di questa prima assemblea esprimiamo la nostra soddisfazione innanzitutto per il numero delle presenze: nel corso della giornata sono intervenute circa sessanta persone, provenienti da diverse parti d'Italia. Non dimentichiamo poi sia coloro i quali, pur molto interessati, non sono riusciti a partecipare, sia coloro che all’ultimo momento sono stati costretti a rinunciare. Con tutte queste persone si apre ora una fase conoscitiva e di lavoro organizzativo. Numeri a parte, la nostra maggiore soddisfazione si deve alle parole di stima e di apprezzamento espresse per il lavoro svolto fino ad ora da Indipendenza e per il progetto politico che l’associazione intende mettere in campo, nonché alla disponibilità ad impegnarsi in tal senso di molte persone.

Pensate in concatenazione tra loro, le relazioni hanno trattato nelle linee essenziali origini, sviluppo e attualità della proposta politica di Indipendenza, esposto le ragioni della sua costituzione e delle sue finalità in connessione con un'analisi generale del contesto interno ed internazionale (economico e geopolitico). Ci si è soffermati quindi su come Indipendenza si pone nei confronti delle organizzazioni della sinistra radicale, del M5S e di altre realtà sovraniste. Infine sono state illustrate alcune proposte d'azione, altre accennate. Il lavoro da fare è molto ma le idee e la voglia di realizzarle non ci mancano. Articolato e partecipato il dibattito che ha contrassegnato una parte della mattinata e del pomeriggio. In proposito sottolineiamo, tra gli altri, il tema dell'immigrazione. Su questo, come sul resto, intendiamo intervenire in maniera approfondita, anche con iniziative e campagne pubbliche.

Si terranno iniziative di resoconto dell'assemblea in alcuni paesi e città, di cui intendiamo fornire a breve un primo elenco. Altri incontri, ufficiali ed informali, seguiranno non appena saranno messe a punto con i promotori locali le linee organizzative. Con altri e con chi sia interessato ci si ritroverà a gruppi in videoconferenza tramite skype. Videoconferenze che interesseranno comunque tutti coloro che hanno espresso disponibilità all'impegno negli ambiti da noi suggeriti ed in quelli che sono stati proposti dai firmatari nel modulo apposito che è circolato in assemblea. La possibilità di partecipare resta ovviamente aperta anche a chi non c'era.

Ci siamo dati appuntamento per la II assemblea al 6 febbraio (preferibilmente), al massimo per i primi di marzo, per un bilancio del lavoro svolto nel frattempo e per il suo prosieguo. Tra 5-6 mesi, insomma. Decideremo dopo aver sciolto alcuni 'nodi tecnici'. Quel giorno confidiamo di essere ancora più numerosi e più diffusi e radicati sul territorio nazionale.
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