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 Italia/ Unione Europea, rifiuti industriali e liberazione

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alekos18

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MessaggioTitolo: Italia/ Unione Europea, rifiuti industriali e liberazione   Dom Mar 23 2014, 17:30

Italia/ Unione Europea, rifiuti industriali e liberazione
A voler affrontare seriamente la questione dei rifiuti industriali ci si scontra con quello che prevedono e impongono i Trattati Europei in materia di liberalizzazione delle offerte di servizi nonché di libera circolazione delle merci. È dell'Unione Europea la direttiva agli Stati membri di mantenere il settore del trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali completamente liberalizzato. Ora, sugli sversamenti vi sono cause e responsabilità storiche interne di diversi soggetti, locali e di Stato, un pregresso storico aggravato irreversibilmente, se lo si assume, dall'impianto ideologico neoliberista dell'Unione Europea e dai suoi vincoli. Ora, se si vuole risolvere il problema, non si può prescindere da questo nodo decisivo.

L'Italia non è più uno Stato sovrano, non può emettere moneta, è obbligato per assurdi vincoli monetaristi e finanziari a drenare fiumi di denaro (ed il peggio non è ancora arrivato) per interessi esterni al Paese, è quindi costretto ad indebitarsi sempre più sui "mercati" e a tagli continui e crescenti della spesa sociale. L'Italia non può intervenire come uno Stato sovrano per le esigenze del proprio popolo. C'è quindi il problema e la necessità di un recupero pieno della nostra sovranità politica nazionale (come in Europa per tutti i Paesi) che comporta l'indispensabile e necessaria uscita dall'Unione Europea. In questo quadro non solo la riappropriazione della sovranità monetaria, ma è da ripristinare, con maggiore accentuazione, la funzione della Banca Centrale (pubblica) di finanziare la spesa pubblica necessaria agli obiettivi economici, sociali e ambientali di interesse collettivo da individuare. Vien da sé che abbiamo anche il problema e la necessità di un cambio radicale del tipo di società e quindi di classe politica. Nessun nostalgismo, quindi, per le classi politiche della cosiddetta prima Repubblica che a questa situazione hanno finito con il concorrere a portarci.

È insomma evidente che, se non riusciamo a rovesciare il meccanismo di ”regole” e di vincoli imposti dalla UE (anche) all'Italia, sulla questione dei rifiuti industriali non si otterranno risultati degni di nota. Proteste e denunce sono condannate al pressoché nulla. È necessario inquadrare rivendicazioni e lotte specifiche all'interno di una cornice rivendicativa, di liberazione, concreta e complessiva. Altrimenti, a ben vedere e a prendere atto, non se ne esce. Che si tratti di rifiuti o di altro.
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