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 Grillo, Fiscal Compact... e la dipendenza

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alekos18

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Numero di messaggi : 999
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Grillo, Fiscal Compact... e la dipendenza   Mar Mar 11 2014, 01:17

Se al governo, il M5S “cancellerà” il Fiscal Compact. Così Beppe Grillo sul suo blog, che lancia di fatto la campagna elettorale del M5S per le Europee. Ricorda che l’Italia si trova con un “debito in salita verticale, discesa del Pil e aumento costante degli interessi sul debito”. In questa situazione, aggiunge, “il Fiscal Compact, che taglierebbe la spesa pubblica dai 40 ai 50 miliardi all’anno per vent’anni in mancanza di una fortissima crescita, del tutto impossibile, è irrealistico”. Inoltre “consegnerebbe l’Italia alla miseria con tagli neppure immaginabili alla spesa sociale, dalla scuola alla sanità, e ucciderebbe ogni possibilità di ripresa”.

Parole assolutamente condivisibili, che tra l’altro riconoscono che l’Italia è già disastrata (come lo è un po’ tutta l’Europa) senza dover aspettare l’entrata in vigore del Fiscal Compact. Non è il caso, quindi, prendere atto che la condizione di prostrazione (anche) dell’Italia scaturisce innanzitutto dai vincoli e dalle politiche dell’Unione Europea e, in scia, del servilismo e degli interessi famelici dei ceti politici sub/dominanti nostrani?
Non è il caso, quindi, prendere atto che lo Stato italiano (si) è privato delle fondamentali leve di politica monetaria, industriale e fiscale, doganale e commerciale? Che non ha più una piena capacità d’indirizzo del sistema bancario e dell’economia? Che non è più in grado di porre alcun freno alla circolazione predatoria dei capitali? Che non ha più piena capacità d’alcunché, se non recepire le politiche euroatlantiche che gli vengono dettate?

Per finanziarsi in eurozona lo Stato deve andare dai “mercati finanziari” e farsi prestare denaro: o emettendo titoli con alti tassi d’interesse o sottoscrivendo derivati finanziari. Dalla padella alla brace, insomma. Ed il debito cresce, inesorabile ed inarrestabile. Quindi le autorità euroatlantiche chiedono “di fare i compiti a casa” (dismissioni, svendite, tagli) per pagare debiti la cui natura e dinamica è stata pensata per essere inestinguibile. Il Fiscal Compact (50 miliardi e forse più, per vent’anni e forse più) è per l’Italia qualcosa di semplicemente inconcepibile e assurdo, tale da poter determinare la sua disgregazione economica, sociale, politica.
Non è il caso, quindi, assumere come indispensabile e centrale una riconquista della sovranità a tutto campo, la sua indipendenza dai vincoli colonialistici esterni, e costruire una nuova Italia? Ben oltre il rifiuto del Fiscal Compact, insomma. Non c’è alternativa.
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