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 Napolitano e gli USA

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sankara

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MessaggioTitolo: Napolitano e gli USA   Dom Apr 21 2013, 00:11

«Magari rimanesse Napolitano». Sarà sicuramente contento l’attuale ambasciatore USA in Italia David Thorne, che già ad inizio aprile aveva auspicato la rielezione di “Re Giorgio” a presidente della Repubblica. A Washington intanto salutano la riconferma dell’ex fascista ed ex comunista ed attendono il varo di un esecutivo che prosegua sulla strada dei provvedimenti ammazza-Italia varati dal governo Monti.

In tal senso Napolitano è «il vero punto di riferimento della Casa Bianca», disponendo «di un mandato settennale, a differenza dei capi del governo che andavano e venivano» e soprattutto per il suo essere garante di «serietà fiscale, riforme, Europa e ancoraggio atlantico del paese».

Diktat USA ad eseguire i quali, stando alle indiscrezioni circolate, dovrebbe essere nominato come presidente del Consiglio di un “governissimo” un altro grande fiduciaro di Washington: Giuliano Amato. Così anche il consulente geopolitico USA Edward Luttwak sarà contento...

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/washington-in-allarme-chiede-a-napolitano-via-corriere-di-restare-a-fare-la-guardia-53594.htm

http://www.lastampa.it/2013/04/20/italia/speciali/elezione-del-presidente-della-repubblica-2013/il-sollievo-degli-stati-uniti-e-il-presidente-della-stabilita-eDUXM9NKQ8l5NMiLv9Pf5J/pagina.html

http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/lazanzara/2013-04-17/edward-luttwak-migliore-amato-181936.php
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Napolitano e gli USA   Lun Apr 22 2013, 03:06

Dall'ANSA: "(...) Il Cavaliere lo [Napolitano, ndr] esorta ad accettare, sottolineando che solo il suo nome può tenere unito un Pd sull'orlo della frantumazione, ma con numeri tali in Parlamento da prolungare lo stallo. Napolitano non scioglie subito la riserva, ma pone subito una condizione che, in estrema sintesi, suona così: se accetto, si fa quello che dico io (...)".

Insomma, Berlusconi si preoccupa di salvare il PD e Napolitano, atlantista di ferro, con il 'placet' di Bruxelles, Francoforte e Washington si appresta a "servire" come sempre.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Napolitano e gli USA   Lun Apr 22 2013, 16:19

Oggettivamente, un merito, anzi tre, la presenza del M5S in Parlamento per ora l'ha prodotto:

1. ha concorso, indirettamente, in modo decisivo, all'implosione del Partito Democratico lasciando che si sgretolasse e si screditasse ridicolmente nelle sue costitutive ambiguità politiche e miserie interne, intrecciate ad ambizioni personalistiche e di frazione, un processo che, peraltro, ancora non ha dispiegato tutti i suoi effetti;

2. ha evidenziato il gioco di specchi, versione "Italyland", tra le diverse componenti del Cerbero euroatlantico, di questo cane da guardia a tre teste (centrodestra, centrosinistra, centristi) che da tanto, tanto tempo confliggono sul proscenio per interessi economici e di sub-potere 'di parte', ma in ultima istanza convergono nell'accettare i vincoli esterni e nell'ottemperare alle direttive dell'asse dei dominanti euroatlantici UE-BCE-FMI-USA;

3. ha disvelato la natura della 'democrazia apparente' di questo paese nella sua dimensione commissariata: il governo presidenziale che l'atlantista Napolitano indicherà è infatti in subordinata continuità con il commissariamento sfacciatamente formalizzato nella lettera Trichet-Draghi dell'agosto 2011. Questo determinò l'investitura di Monti e poi, dopo un esito elettorale poco gradito, la scelta extracostituzionale dei 10 saggi. Ora si esige una prosecuzione: direttive e vincoli dell'asse che da Bruxelles e Francoforte porta direttamente a Washington devono essere proseguite ed applicate "senza se e senza ma".
Non a caso l'attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, ha plaudito all'elezione di Napolitano quale figura di "garanzia" nei rapporti [di subordinazione, ndr] tra Stati Uniti e Italia.

L'operazione di inciucio politico e di sudditanza è palese e sfacciata. Non è però sufficiente evidenziare 'nodi' e squarciare veli mistificatori. E' necessario porsi l'obiettivo, possibile e realistico, del cambiamento radicale, della liberazione. A tal fine, se è vero che l'assunzione rivendicativa –centrale e decisiva– della sovranità e dell'indipendenza deve ancora irrobustirsi e fare strada, è indubitabile che la crudezza e la durezza dei fatti, destinati a peggiorare, le stanno consentendo passi notevoli avanti ed aprendo spazi enormi. Sempre più apparirà palese, ineludibile, inscrivere attorno a quell'asse rivendicativo una possibilità di rinascita sociale. Per questa prospettiva ha senso politico lavorare. Per questa prospettiva "Indipendenza" sta concorrendo a fare la sua parte.
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alekos18

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MessaggioTitolo: Re: Napolitano e gli USA   Sab Apr 27 2013, 21:06

Nasce l'esecutivo PD-PDL-Centristi, che prosegue l'agenda Monti, che era espressione del commissariamento euroatlantico sfacciatamente formalizzato con la lettera Trichet-Draghi dell'agosto 2011 ma effettivo da molto tempo prima. Con il paese socialmente prostrato, colonizzato economicamente, politicamente estero-diretto, dopo il teatrino elettorale con gli uni contro gli altri scatenati (i Monti, i Bersani, i Berlusconi...), di nuovo appassionatamente insieme. Con alla presidenza ancora lui, l' "amico americano", quel Napolitano di lunghe e compiacenti frequentazioni a Washington. Tutta la servitù atlantica italofona di sinistra, di centro e di destra, si ricompatta nello stesso schieramento esecutivo: stessa musica, stesso spartito. Con attori in gran parte differenti. Si plaude al ringiovanimento e alla nutrita "quota rosa".
Siamo alla farsa senza ritegno.
Resistenza per la sovranità, indipendenza per la liberazione.
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