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 riflessioni sul nuovo "pacchetto sicurezza"

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lu agnello



Numero di messaggi : 9
Data d'iscrizione : 05.11.07

MessaggioTitolo: riflessioni sul nuovo "pacchetto sicurezza"   Mer Nov 14 2007, 18:45

“Potrebbe averlo commesso anche un italiano”, ha dichiarato con grande dignità il marito di Giovanna Reggiani, la donna assassinata a Tor di Quinto. E’ proprio così. La cronaca quotidiana di casa “nostra” è piena di casi in cui maschi italianissimi assassinano o usano violenza contro le mogli, le fidanzate, le figlie o altre donne. Questa volta, però, partendo da un singolo sciagurato caso, è stata scatenata una infame campagna razzista che ha messo sotto accusa un intero popolo, i romeni prima, poi i rom, e poi ancora gli immigrati, tutti gli immigrati.

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” del governo Prodi, le urla e le richieste dell’opposizione di centrodestra e le aggressioni squadristiche contro i lavoratori rumeni, sono tre facce della stessa medaglia. Prima dicevano che i criminali erano i marocchini, poi gli albanesi, poi gli islamici, adesso tocca ai rumeni. La verità è che governo, padroni e padroncini vogliono terrorizzare e dividere gli immigrati. Vogliono che i lavoratori rumeni, albanesi, asiatici, africani e latino-americani sgobbino come bestie nei cantieri, nelle fabbriche, nei ristoranti e presso le famiglie, ma che stiano zitti, a testa china e che non rivendichino i loro sacrosanti diritti. E, infatti, non è certo un caso se praticamente nessun giornale ha dato notizia delle due manifestazioni che hanno visto scendere in piazza uniti migliaia di lavoratori immigrati di varie nazionalità il 27 ottobre a Brescia e il 28 ottobre qui a Roma.

Ma il razzismo è un veleno usato anche contro i proletari italiani. Il lavoro è sempre più precario e faticoso, le pensioni sempre più magre, curare la salute propria e dei propri cari è sempre più costoso, arrivare con lo stipendio alla fine del mese è ormai quasi un’impresa. Tutto ciò sta determinando un senso di crescente insicurezza generale tra i lavoratori italiani. E di fronte a questa situazione i “nostri” governi ed i “nostri” padroni (cioè i principali ed unici responsabili di questa situazione) stanno facendo di tutto per far sì che la rabbia dei lavoratori venga scaricata contro gli immigrati in una guerra tra poveri che indebolirebbe tutto il mondo del lavoro.

La rapina, la fame, la miseria, le distruzioni e le guerre che le “nostre” aziende, le “nostre” banche e i “nostri” stati occidentali portano quotidianamente nei paesi del Sud e dell’Est del mondo costringono e costringeranno milioni e milioni di uomini e donne a lasciare la propria terra e i propri affetti per venire qui in Italia ed Occidente. Di fronte a tutto è necessario che i lavoratori italiani inizino a vedere negli immigrati non dei nemici e dei pericolosi concorrenti, ma degli alleati con cui scendere in lotta comunemente contro padroni e governo, cioè contro i veri vampiri che succhiano la nostra vita. Solo per tal via ci si potrà davvero difendere dal continuo peggioramento delle condizioni di vita e lavoro, dal degrado dei propri quartieri e si potrà sconfiggere quel senso di insicurezza e paura che attanaglia come una morsa.
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alekos18

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Numero di messaggi : 1020
Data d'iscrizione : 04.04.07

MessaggioTitolo: Re: riflessioni sul nuovo "pacchetto sicurezza"   Ven Nov 23 2007, 17:21

Ciao Lu Agnello. Segnalo a tutti la manifestazione nazionale contro il cosiddetto «pacchetto sicurezza» e contro il decreto sulle espulsioni che l’Unione delle Camere Penali ha tenuto a Roma. Denunciano i provvedimenti del governo come un «attacco alle garanzie costituzionali», a cominciare dal principio della presunzione di innocenza e l'arbitrarietà di giudizio lasciato alla polizia, oltre che essere «demagogici» e «inutili». La sicurezza, sostengono, va garantita sul fronte della prevenzione e dando più strumenti alle forze dell’ordine. «E invece si rispolverano strumenti repressivi di 30 anni fa, come il mandato di cattura obbligatorio, che ci rimandano a un passato sinistro. Se tutto questo fosse avvenuto ai tempi del ministro Scelba si sarebbero riempite le piazze "contro un governo che attenta alle libertà costituzionali"», dice il presidente dell’Unione, Oreste Dominioni. «Le incostituzionalità sono fin troppo evidenti e gravi», ha aggiunto.

Insomma, ci vuole un governo di centrosinistra, con dentro tutta la sinistra cosiddetta "radicale" (Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi) per varare provvedimenti più a destra delle destre? E questo avviene da molto tempo, ormai, in una pluralità di campi e di ambiti. Sarebbe ora di ragionare in merito e trarre le dovute conseguenze in termini di intervento politico. A breve e a lungo termine.
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