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 Che fare?

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Giancarlo54

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Numero di messaggi : 24
Data d'iscrizione : 29.06.11

MessaggioTitolo: Che fare?   Sab Gen 12 2013, 14:26

Una domanda per i compagni di Indipendenza: alle prossime elezioni, cha fare? Sinceramente io sono ancora indeciso tra l'astensione ed il votare. Probabilmente deciderò all'ultimo momento basandomi su quanto troverò sulla scheda elettorale. Se niente mi soddisferà, starò a casa. Indipendenza come comunità politica ha dato o darà qualche indicazione?
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gorritxo

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Numero di messaggi : 148
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MessaggioTitolo: Re: Che fare?   Sab Gen 12 2013, 17:45

Ciao Giancarlo. Proprio in questi giorni è in atto tra noi una riflessione sull'argomento che produrrà in tempi ragionevolmente brevi una presa di posizione. Intanto posso fare qualche considerazione a titolo puramente personale.
- Non esistono forze politiche in campo che abbiano posizioni chiare e condivisibili sui temi fondamentali (no alla UE e ai trattati, no al liberismo in una prospettiva anticapitalista e socialista, no alla NATO e alle guerre imperialiste). O meglio, esiste anche qualcosa, ma che può ambire giusto a percentuali da prefisso telefonico, o che in altri casi non si presenta neppure (vedi i Comunisti Sinistra Popolare)
- Tra le forze in campo, quelle che presentano programmi con qualche elemento condivisibile sono Rivoluzione Civile e il Movimento Cinque Stelle, anche se personalmente non mi riconosco per nulla in esse, anzi. Tuttavia sono consapevole che alcuni dei loro elettori (e anche qualcuno dei loro candidati) rientrano in quella categoria di persone a cui noi ci rivolgiamo. Difatti stiamo studiando la possibilità di intervenire in qualche evento pubblico promosso da questi soggetti con volantini che mirino a a far riflettere sulle gravi insufficienze dei rispettivi programmi, partendo dagli spunti condivisibili.
- Al netto di queste considerazioni, immaginiamoci gli scenari che si potrebbero delineare dopo il voto. L'affermazione della coalizione di centro-sinistra appare scontata, così come il fatto che, nonostante le schermaglie di questi giorni, ci sarà con ogni probabilità la cooptazione di Monti e dei centristi nel governo. Un governo che sarà pertanto il fedele esecutore delle direttive euro-atlantiche in ambito economico (e non solo), col risultato che la macelleria sociale portata avanti dal governo Monti proseguirà, in ottemperanza alle misure criminali già adottate (pareggio di bilancio in Costituzione, Fiscal Compact e MES). Se questo esecutivo dovesse avere i numeri per resistere cinque anni prepariamoci a tempi durissimi. L'unica speranza quindi è che si crei una situazione di ingovernabilità. Non perché gli avversari elettorali di questa coalizione siano meglio o siano meno liberisti, europeisti e servili (sebbene Berlusconi potrebbe in prospettiva cavalcare il malcontento assumendo posizioni via via più euroscettiche), quanto perché non bisogna dimenticare che non esiste una uniformità di interessi tra le classi dominanti, i quali sono anzi divisi in frazioni e lobbies in conflitto tra loro. Un conflitto che potrebbe, attraverso veti incrociati, rallentare l'azione nefasta del prossimo esecutivo e compromettere la longevità della legislatura. Di questo lasso di tempo toccherebbe poi approfittare per tentare di costruire una forza che coerentemente con le premesse antiliberiste rivendichi l'uscita dell'Italia dall'Unione Europea e dai trattati, quale condizione indispensabile per dar vita a un diverso modello di società.
- Votare quindi? E se sì, chi?
Rivoluzione Civile avrebbe dalla sua il rifiuto delle politiche liberiste made in UE, però Ingroia sta chiedendo insistentemente un'apertura da parte del PD. Di Pietro mi sembra che faccia lo stesso, e di Diliberto nemmeno parlo (ha sostenuto Bersani alle primarie) perché non ho più parole. Ferrero mi sembra in prospettiva l'unico con un minimo di dignità. Per queste ragioni mi riesce difficile pensare di votare questa lista, al cui interno c'è molta gente che non vede l'ora di diventare la stampella di Bersani rispolverando l'antiberlusconismo. C'è da'altra parte da dire che Rivoluzione Civile, qualora riuscisse a raggiungere il fatidico 4%, non darebbe vita a un gruppo parlamentare ma i suoi eletti confluirebbero nel gruppo misto. Il che vuol dire che ognuno avrebbe nel caso le mani libere. Si tratta quindi di capire chi saranno i candidati e se tra gli indipendenti e/o tra quelli di Rifondazione (l'unico dei partiti aderenti che difficilmente si candiderà a offrire il proprio sostegno a Bersani) ci sia qualche nome che vale la pena avere in Parlamento.
Il M5S lo sento ancora più distante come posizioni in merito alle politiche economiche (sugli inquietanti deliri di Casaleggio circa un futuro governo mondiale eletto tramite la rete stenderei poi un velo pietoso), tuttavia i sentimenti antieuropeisti mi sembra che trovino più spazio tra i grillini di quanto non avvenga in Rivoluzione Civile. Soprattutto però Grillo pare essere più affidabile e coerente in merito al fatto di non voler cedere a lusinghe circa possibili alleanze, e per questo è temuto.
- Personalmente attendo quindi di conoscere le liste e allora farò qualche valutazione più precisa. Allo stato attuale mi lascio ancora aperte le tre opzioni: Rivoluzione Civile, Movimento Cinque Stelle o astensione.
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Giancarlo54

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Numero di messaggi : 24
Data d'iscrizione : 29.06.11

MessaggioTitolo: Re: Che fare?   Sab Gen 12 2013, 20:04

gorritxo ha scritto:
Ciao Giancarlo. Proprio in questi giorni è in atto tra noi una riflessione sull'argomento che produrrà in tempi ragionevolmente brevi una presa di posizione. Intanto posso fare qualche considerazione a titolo puramente personale.
- Non esistono forze politiche in campo che abbiano posizioni chiare e condivisibili sui temi fondamentali (no alla UE e ai trattati, no al liberismo in una prospettiva anticapitalista e socialista, no alla NATO e alle guerre imperialiste). O meglio, esiste anche qualcosa, ma che può ambire giusto a percentuali da prefisso telefonico, o che in altri casi non si presenta neppure (vedi i Comunisti Sinistra Popolare)
- Tra le forze in campo, quelle che presentano programmi con qualche elemento condivisibile sono Rivoluzione Civile e il Movimento Cinque Stelle, anche se personalmente non mi riconosco per nulla in esse, anzi. Tuttavia sono consapevole che alcuni dei loro elettori (e anche qualcuno dei loro candidati) rientrano in quella categoria di persone a cui noi ci rivolgiamo. Difatti stiamo studiando la possibilità di intervenire in qualche evento pubblico promosso da questi soggetti con volantini che mirino a a far riflettere sulle gravi insufficienze dei rispettivi programmi, partendo dagli spunti condivisibili.
- Al netto di queste considerazioni, immaginiamoci gli scenari che si potrebbero delineare dopo il voto. L'affermazione della coalizione di centro-sinistra appare scontata, così come il fatto che, nonostante le schermaglie di questi giorni, ci sarà con ogni probabilità la cooptazione di Monti e dei centristi nel governo. Un governo che sarà pertanto il fedele esecutore delle direttive euro-atlantiche in ambito economico (e non solo), col risultato che la macelleria sociale portata avanti dal governo Monti proseguirà, in ottemperanza alle misure criminali già adottate (pareggio di bilancio in Costituzione, Fiscal Compact e MES). Se questo esecutivo dovesse avere i numeri per resistere cinque anni prepariamoci a tempi durissimi. L'unica speranza quindi è che si crei una situazione di ingovernabilità. Non perché gli avversari elettorali di questa coalizione siano meglio o siano meno liberisti, europeisti e servili (sebbene Berlusconi potrebbe in prospettiva cavalcare il malcontento assumendo posizioni via via più euroscettiche), quanto perché non bisogna dimenticare che non esiste una uniformità di interessi tra le classi dominanti, i quali sono anzi divisi in frazioni e lobbies in conflitto tra loro. Un conflitto che potrebbe, attraverso veti incrociati, rallentare l'azione nefasta del prossimo esecutivo e compromettere la longevità della legislatura. Di questo lasso di tempo toccherebbe poi approfittare per tentare di costruire una forza che coerentemente con le premesse antiliberiste rivendichi l'uscita dell'Italia dall'Unione Europea e dai trattati, quale condizione indispensabile per dar vita a un diverso modello di società.
- Votare quindi? E se sì, chi?
Rivoluzione Civile avrebbe dalla sua il rifiuto delle politiche liberiste made in UE, però Ingroia sta chiedendo insistentemente un'apertura da parte del PD. Di Pietro mi sembra che faccia lo stesso, e di Diliberto nemmeno parlo (ha sostenuto Bersani alle primarie) perché non ho più parole. Ferrero mi sembra in prospettiva l'unico con un minimo di dignità. Per queste ragioni mi riesce difficile pensare di votare questa lista, al cui interno c'è molta gente che non vede l'ora di diventare la stampella di Bersani rispolverando l'antiberlusconismo. C'è da'altra parte da dire che Rivoluzione Civile, qualora riuscisse a raggiungere il fatidico 4%, non darebbe vita a un gruppo parlamentare ma i suoi eletti confluirebbero nel gruppo misto. Il che vuol dire che ognuno avrebbe nel caso le mani libere. Si tratta quindi di capire chi saranno i candidati e se tra gli indipendenti e/o tra quelli di Rifondazione (l'unico dei partiti aderenti che difficilmente si candiderà a offrire il proprio sostegno a Bersani) ci sia qualche nome che vale la pena avere in Parlamento.
Il M5S lo sento ancora più distante come posizioni in merito alle politiche economiche (sugli inquietanti deliri di Casaleggio circa un futuro governo mondiale eletto tramite la rete stenderei poi un velo pietoso), tuttavia i sentimenti antieuropeisti mi sembra che trovino più spazio tra i grillini di quanto non avvenga in Rivoluzione Civile. Soprattutto però Grillo pare essere più affidabile e coerente in merito al fatto di non voler cedere a lusinghe circa possibili alleanze, e per questo è temuto.
- Personalmente attendo quindi di conoscere le liste e allora farò qualche valutazione più precisa. Allo stato attuale mi lascio ancora aperte le tre opzioni: Rivoluzione Civile, Movimento Cinque Stelle o astensione.
Ti rigrazio, Le tue considerazioni sono in parte anche le mie.
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kamo

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Data d'iscrizione : 10.05.07

MessaggioTitolo: Re: Che fare?   Sab Gen 12 2013, 20:11

Giancarlo54 ha scritto:
Ti rigrazio, Le tue considerazioni sono in parte anche le mie.
"In parte", dici. Che osservi o cos'altro diresti?
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Giancarlo54

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Data d'iscrizione : 29.06.11

MessaggioTitolo: Re: Che fare?   Dom Gen 13 2013, 10:05

kamo ha scritto:
Giancarlo54 ha scritto:
Ti rigrazio, Le tue considerazioni sono in parte anche le mie.
"In parte", dici. Che osservi o cos'altro diresti?
Riguardo alla prospettiva di votare Ingroia, il mio "in parte" si riferisce a ciò. Noto da parte di Ingroia una certa "timidezza" nell'affrontare il rapporto con la UE e l'accettazione dell'euro peer cui escludo il mio voto in questa direzione. Più possibile, se proprio devo votare, un voto al M5S.
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sovranista

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Data d'iscrizione : 23.10.12

MessaggioTitolo: Re: Che fare?   Dom Gen 13 2013, 23:02

Condivido quanto espresso da gorritxo.
Rivoluzione civile, pur avendo alcuni elementi programmatici che potrebbero andare, secondo me rimane quello che appare, un insieme di cose troppo diverse tra loro.

Dal canto suo il M5S mi crea forti perplessità un pò per l'ansia distruttiva di Grillo stesso, che oltre ad abbattere bisogna anche avere un progetto, ma soprattutto la figura di Casaleggio, che in effetti è abbastanza inquietante, sia per le sue sparate, che in alcuni casi come in quello citato raggiungono l'assurdo, sia per il fatto stesso che si tratta di un imprenditore, e scusatemi, ma io alla sinceritò ideale di un imprenditore, figura che ha come fine ultimo il profitto, non ci credo...

Ovviamente le possibilità sono quelle tre, astensione, Ingroia o M5S, dal canto mio propendo per un voto al M5S esclusivamente come voto di disturbo, più voti avrà e più forte sarà l'opposizione ai sicuri inciuci e accordi di varia natura che sicuramente sorgeranno tra PD, Monti, e probabilmente anche PDL.
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