alekos18
Registrato il : 04/04/07 Messaggi : 98
| Oggetto: Nazionalismo e nazionalitarismo Ven Mag 11 2007, 13:04 | |
| KAMO scriveva (in "politica intern.le": "Libano e... un saluto"): Salute a "tutti". Per quanto sia un tipo a cui piaccia più leggere e ascoltare che intervenire in prima persona, per una volta voglio fare uno strappo alla regola. A differenza di Razumichin, conosco il sito della "rivistaindipendenza" da alcuni mesi attraverso i notiziari di cui mi arriva periodicamente avviso. Per quanto il materiale disponibile sul sito sia interessante (anche se a mio avviso ci vorrebbero aggiornamenti più frequenti e con una maggiore attenzione all'attualità politica) e premesso che non ho potuto leggere tutti gli articoli di carattere teorico, mi piacerebbe che venisse approfondita la "teoria nazionalitaria" che proponete. Diciamo che un forum, per il suo carattere "colloquiale", potrebbe fornire delle prime idee "alla buona" da approfondire magari ulteriormente negli articoli teorici. Prendo le mosse da queste considerazioni sul Libano. Hezbollah è un "movimento nazionalista di ispirazione islamica", scrive Razumichin. Ma per voi "nazionalitario" e "nazionalista" sono sinonimi? Cosa dice la "teoria nazionalitaria" in merito alla religione? Mi sembra poi di capire che "nazionalitario" e "comunitarismo" siano termini in irriducibile contrapposizione fra loro. Per Alekos la logica "comunitarista" è sinonimo di "frantumazione". Faccio però notare che anche l'Unione Europea si definisce una comunità, e che in questo caso non vedo una logica di "frantumazione" (va da sè che sull'impostazione di base neoliberista di questa "Unione" ci sarebbe da discutere....).
ALEKOS: Eccomi alla tua serie di questioni, kamo. Per ragioni di spazio, te le sciolgo -dicendoti la mia- 'a puntate'. In Irlanda del Nord, Corsica, Palestina, Paesi Baschi, Libano, Cuba, Venezuela, eccetera, si definiscono intercambiabilmente nazionalisti, o patrioti, uomini e movimenti che non si limitano al solo, importantissimo, nodo politico della sovranità ed indipendenza nazionali ma, propriamente e pertinentemente, pongono la necessità del suo completamento sul piano ambientale, sociale, culturale, eccetera. C'è poi da discutere in merito, ma la direzione è quella. Non si tratta di una esclusiva delle realtà su richiamate, ma di un naturale e legittimo diritto di ogni dove nazionale di questo mondo. Questo approccio globale dell'essere difensori della propria terra, come principio egualitario da riconoscere non solo nello spazio-mondo, ma anche da affermare all'interno dei singoli spazi-nazionali (ad investire formazione sociale, rapporti di produzione, relazione uomo/ambiente/territorio, cultura, eccetera) è decisivo per smarcare questa -ripeto- naturale e legittima rivendicazione di base dell'uomo, che non è propriamente un'entità generica, dall'utilizzo strumentale che nella storia si è fatto e si fa della forza dirompente della rivendicazione nazionale. Dirsi nazionalisti non ha scontatamente corrisposto, infatti, al portato essenziale che dovrebbe caratterizzare il definirsi in questo modo, ma ha subìto appropriazioni indebite da chi se ne è servito (magari da motivazioni rivendicative 'di partenza' valide) per affermare interessi egemonici settoriali, oligarchici, di classe, prevaricatori fuori e/o dentro la nazione stessa.
Prendiamo un esempio storico che riguarda l'Italia. Il fascismo passa per aver rappresentato e affermato istanze nazionaliste. A ben vedere, invece, resta un parametro straordinario di cosa non è e non può essere il nazionalismo. Quel qualcos'altro si chiama in altro modo: colonialismo, imperialismo, ma non nazionalismo. Il fascismo ha operato scelte che hanno negato nei fatti la sostanza dell'idea di nazione. Di più: i suoi atti peggiori il fascismo li ha commessi proprio quando si è richiamato alla nazione. In estrema sintesi: colonialismo interno; aggressività sub-imperialista all'esterno; discriminazione nazionale all'interno (tra italiani, cioè), su basi religiose, con le leggi razziali; identificazione del partito politico fascista (cioè una parte ideologica) con l'italianità, giustificando così la repressione dell'opposizione antifascista, arrogantemente bollata come anti-italiana per il solo fatto di non accettare il fascismo.
Le destre, per loro natura, operano una distorsione ideologica dell'idea-forza di nazione. Da sinistra è un errore non rompere, non spezzare questo equivoco non solo storico (uso queste categorie politiche destra-sinistra nel senso comune acquisito, tanto per capirci...). E' un errore strategico, perché un diverso orizzonte di società, radicalmente diverso da quello dominante, non si concreterà mai in un contesto in cui latitano sovranità, indipendenza e partecipazione democratica effettiva, più larga possibile. I fatti dimostrano che le sinistre (genericamente intese, includendo anche forze che si definiscono comuniste) possono al limite arrivare al governo, ma, schiacciate dai vincoli della dipendenza e dalle sudditanze a tutto campo, non riuscire a quagliare alcunché di sostanziale, ad imprimere neanche un avvio di rotta differente.
"Nazionalitario" lo intendo come termine che fa riflettere, che può non determinare automatismi di rifiuto al solo sentire parlare di nazione, che richiede di essere discusso, definito, circostanziato. Ogni paese deve fare i conti con la sua particolare Storia e chi intende muoversi, operare, sul piano politico e culturale non può prescindervi. La nostra terra, l'Italia, ha la sua. Ben venga il dirsi nazionalitari, quindi, se serve non solo a rimuovere equivoci, ma -quel che più conta- ad attrezzare un movimento (ancora inesistente) che voglia davvero, seriamente, un'uscita dal capitalismo, una radicale opposizione ad ogni imperialismo, un ben diverso tipo di società. Tutto questo è non solo possibile, ma necessario. |
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kamo
Registrato il : 10/05/07 Messaggi : 49
| Oggetto: Re: Nazionalismo e nazionalitarismo Sab Mag 12 2007, 21:00 | |
| | Quanto scrivi sul fascismo e le destre in merito all'idea di nazione è certo interessante e direi originale. Sarebbe comunque da approfondire ulteriomente il discorso sull'idea di "nazione": sarà per la mia "formazione culturale", ma pavento sempre un rovesciamento in senso razzista ed imperialista della tematica "nazionale". Per ora aggiungo solo questo aspettando le prossime "puntate". |
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alekos18
Registrato il : 04/04/07 Messaggi : 98
| Oggetto: Re: Nazionalismo e nazionalitarismo Mar Mag 22 2007, 00:26 | |
| | kamo ha scritto: | | Quanto scrivi sul fascismo e le destre in merito all'idea di nazione è certo interessante e direi originale. Sarebbe comunque da approfondire ulteriomente il discorso sull'idea di "nazione": sarà per la mia "formazione culturale", ma pavento sempre un rovesciamento in senso razzista ed imperialista della tematica "nazionale". Per ora aggiungo solo questo aspettando le prossime "puntate". |
Ascolta, ti rispondo per la differenza tra "nazionalitarismo" e "comunitarismo", che ponevi due msg sopra, aprendo una nuova voce (topic): "Comunitarismo" contro "nazionalitarismo". Quanto a quello che paventi ("rovesciamento in senso razzista ed imperialista della tematica nazionale"), c'è solo da battersi sul piano teorico/culturale e su quello politico per contro-rovesciare certe mistificazioni. |
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