| | Il problema della sovranità e dell'indipendenza | |
| | | Autore | Messaggio |
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sankara
Registrato il : 14/04/07 Messaggi : 57
| Oggetto: Il problema della sovranità e dell'indipendenza Ven Set 07 2007, 22:14 | |
| "(...) Esiste una percezione diffusa che l'Italia sia priva di sovranità e si trovi in uno stato di effettiva colonizzazione. Non penso solo ai casi in cui, per un qualche evidente evento, è capitato di sentire ammissioni su questa subalternità o comunque sentir posto il problema, pur senza troppa convinzione e ovviamente conseguenzialità politica, addirittura da personaggi impresentabili ed inaspettati, anche in ambiti politici-parlamentari-istituzionali. Penso anche nel piccolo. Già solo nel mio circondario, fatto anche di persone non particolarmente informate e preparate dal punto di vista politico, o nel corso di situazioni pubbliche casuali, mi è capitato di sentire affermazioni di questo tipo sull'onda di eventi seguiti in televisione o anche per accadimenti del proprio vissuto quotidiano o lavorativo (...).
Ci sarebbe tanto da dire e da circostanziare. Esordirei dicendo che la bistrattata, misconosciuta e anche manipolata idea di nazione, e quindi l'idea di un'indipendenza e di una sovranità nazionali, sono parte del problema della dipendenza, nella fattispecie della colonizzazione culturale di questo paese. In secondo luogo ritengo che ancora non siano chiusi i conti e di conseguenza gli equivoci con la torsione ideologica che dell'idea di nazione ha fatto il fascismo. In terzo luogo i partiti -e relativi eredi e diramazioni- che maggiormente hanno segnato la vita politica e culturale di questo paese per decenni, la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista Italiano, hanno accettato la subalternità all'alterità ideologica ovest / est - USA / URSS, abdicando ad un'idea di sovranismo di questo paese. Il PCI espresse, all'indomani del secondo conflitto mondiale, istanze esplicite di "indipendenza nazionale" ma solo per una breve fase, mai conseguentemente fino in fondo, e fattivamente in funzione e sull'onda di una condivisione ideologica della politica estera sovietica. Le destre poi, ritenute -chissà perché- suppostamente ed infondatamente più attente alla questione nazionale, nel nostro paese si sono ritrovate sino ai giorni nostri ad assolvere ad una funzione costantemente anti-nazionale. Per limitarci alla fase susseguente il secondo conflitto mondiale, si sono poste come forze di complemento filo-atlantiste, cioè fattivamente dei lacché dell'imperialismo statunitense e quindi anti-nazionali. Anche a sinistra, includendo il suo versante radicale (parlamentare ed extra parlamentare), ritengo che, in parte per pregiudizio, in parte per una distorsione ideologica e teorica (ed anche in controtendenza con teorici marxisti, come Lenin ad esempio, che in tema hanno scritto pagine fondamentali e assunto posizioni conseguenti), la questione nazionale non sia adeguatamente considerata. Non è raro sentirne parlare come un fattore che svia la lotta di classe e non piuttosto, come invece sarebbe, quale concretazione anche dell'emancipazione delle classi sfruttate. Ritengo che sia molto grave -e direi provinciale nell'accezione deteriore del termine (cioè avendo insufficiente cultura e lettura di quanto avviene nel mondo)- la sottovalutazione della dirompenza rivoluzionaria dell'istanza nazionalitaria. Infine pesa l'assenza, sullo scenario politico di questo paese, di un qualche partito o formazione politica che dal nodo della dipendenza faccia scaturire una lettura critica ed un indirizzo politico anti-capitalista ed anti-imperialista, con una progettualità a tutto campo conseguentemente radicale ed emancipativa. Questo è per me all'ingrosso, rispondendo alla tua domanda, lo stato dell'arte.
Sviscerare il tema della dipendenza ha in sé una valenza innanzitutto critica nel saper andare al fondo delle problematiche della presente epoca, consente una chiave di lettura del perché di una serie di questioni e problematiche economiche, sociali, culturali, ambientali, eccetera, altrimenti inspiegabili o poco chiare, e di riflesso è in grado di indicare indirizzi altri, di dispiegare potenzialità propositive notevoli. Il lavoro politico/culturale di "Indipendenza", che purtroppo si staglia solitaria nel muoversi in questa direzione, è allo stato insufficiente a rispondere alla portata del problema, nonostante i meriti che le si possono riconoscere. Alzare il livello qualitativo è la sfida che abbiamo di fronte".
Mi sono permesso di riproporre qui gran parte dell'intervento di Alekos tratto da "In Italia la base dei 'velivoli senza pilota' USA?" (in "Politica italiana"). Innanzitutto perché mi sembra che i punti, interessanti, meritino di essere evidenziati e ancora sviluppati. E poi perché pensavo alla campagna sulla Sovranità alimentare e il NO agli OGM che è partita proprio in questi giorni, per iniziativa di circa una trentina di realtà grandi e piccole del panorama sociale, politico e produttivo di questo paese. Mi sembra che anche nelle campagne e sulle mense si stia prendendo coscienza dell'esistenza di un problema, di cui le su indicate iniziative sono solo un sintomo ed uno spaccato, quantunque significativo. Se a questo ci aggiungiamo le lotte in corso dei comitati No TAV, No Dal Molin, No Ponte, No Triv, No inceneritori, No rigassificatori, No elettrosmog, eccetera, buona parte dei quali hanno anche deciso di nazionalizzare il portato delle loro lotte proprio per la posta in gioco, insomma, sembra che la questione nazionale stia sempre più emergendo di fatto. Che ne pensate? |
|  | | Rodolfo Loffredo
Registrato il : 31/08/07 Messaggi : 20
| Oggetto: Il problema della sovranità e dell'indipend, critiche minori Ven Set 21 2007, 18:36 | |
| Forum, a sankara, critiche minori ad Esiste una percezione diffusa ovvero Il problema della sovranità e dell’indipendenza. Questo è il testo, lo copio: resterà integro, ma solo in calce alle mie note. Non lo trasmetterò per non ingolfare il forum: lo trovate nella sezione che ha per OGGETTO: «Il problema della sovranità e dell’indipendenza». MA NON DIRO’ DI CONTENUTI, MA DEL CONTENITORE: CHE’ IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO DISSE McLUHAN. È un testo affiancato dalla dicitura in chiaro SANKARA che ne fornisce il nome dell’autore; — che si darebbe per scontato coincida con il nome di chi lo ha spedito. Ciò (in tutto il mondo) salvo che non sia detto altrimenti in epigrafe al testo (= cioè all’inizio) e non in calce ad esso. Il testo può essere diviso in TRE blocchi. Il blocco iniziale che inizia con virgolette, il classico [...] ed ESISTE UNA PERCEZIONE DIFFUSA per finire con VISSUTO QUOTIDIANO O LAVORATIVO e [...] Stop. Segue un rigo vuoto, una «riga» di stacco, con il significato grafico che le si dà nell’uso. Dopo lo stacco il secondo blocco (che solo per un lettore sgamato ma attento continua ad essere interno alle virgolette) che inizia con CI SAREBBE TANTO DA DIRE e chiude, nella pagina successiva, con LA SFIDA CHE ABBIAMO DI FRONTE". E, per chi le ha tenute in mente, riecco le virgolette. Siamo a pagina 2. Segue un altro rigo vuoto, una «riga» di stacco. Infine il terzo blocco — 15 righe — da MI SONO PERMESSO DI RIPROPORRE QUI fino a CHE NE PENSATE? Ora io — utente medio — dico «voglio leggermi tranquillo questo pezzo di sankara di cui ho tanto sentito parlare» e vado. Trallallero… «quindi sankara mi dice che Esiste una percezione diffusa…» No, ma non era sankara; sankara comincia subito dopo commentando. Infatti attacca con «Ci sarebbe tanto da dire e circostanziare…», e via su due facciate. (Ma allora di chi zz’era quel pezzo riportato tra le classiche [...] e [...]? Chi? Di chi?) Cerco senza esito. Vabbé: continuo a leggere sto pezzo di sankara «Ci sarebbe tanto da dire e circostanziare...» Trallallero… Solo alla fine mi toccherà sapere che non stavo per nulla leggendo le riflessioni di sankara, ma ancora una volta di un altro. Alekos ed i suoi pensieri. Che dire? Dico che io ho in mano, e da tempo, una rivista dignitosissima — pressoché impeccabile — sotto il profilo dell’editing, del comporre correttamente, del comunicare senza confusione, Indipendenza: fatta da gente che in redazione ed in sala composizione ci sa stare, che sa farsi capo redattore e domina QuarkXpress. Com’è che poi per uno straccetto di 2 pagine al forum presenta sto pastrocchio? Dove se ne va a finire la «comunicazione» se deve perdersi in errori percettivi imperdonabili a chi lavora di intelletto, penna e tastiera? Saluti imbarazzatissimi da rodolfo. SU I CONTENUTI: è una elencazione dei temi e dei problemi: serve sempre elencarli — ricordare che sono lì che «gridano vendetta». Un po’ retorico il fraseggio dell’Alekos, ma che importa. Te salüdi, forum. r.L. |
|  | | Admin Admin
Registrato il : 21/03/07 Messaggi : 84
| Oggetto: Re: Il problema della sovranità e dell'indipendenza Ven Set 21 2007, 20:38 | |
| Rodolfo, ho spostato qui il tuo scritto, perché non ha senso aprire un'altra "voce" per rispondere o dire la propria per una già aperta.
Nel merito. Mi sembra che sei nel caos più totale con lo strumento informatico. Forza e coraggio che con la pratica andrà meglio. Vediamo in breve i termini della questione: Sankara ha ritenuto di riportare un passo (che correttamente ha quindi virgolettato) di un altro utente (che correttamente ha indicato) per poi dire la sua. Lo ha fatto -basta leggere quel che dice- per riproporre in una voce del forum che ha ritenuto più idonea quanto era contenuto da un'altra parte. Tutto qui. Ti è più chiaro, adesso?
Grazie e continua ad intervenire sul forum |
|  | | Rodolfo Loffredo
Registrato il : 31/08/07 Messaggi : 20
| Oggetto: Re: Il problema della sovranità e dell'indipendenza Sab Set 22 2007, 08:22 | |
| Non del tutto. Il primo autore riportato, quello tra (...) e (...) rimane sconosciuto. Ciao admin, rodolfo p.scr.: Admin, un apprezzamento a voi. Siete bravissimi, pazientissimi e diplomatici. r.L. |
|  | | Admin Admin
Registrato il : 21/03/07 Messaggi : 84
| Oggetto: Re: Il problema della sovranità e dell'indipendenza Sab Set 22 2007, 13:09 | |
| Quei puntini di sospensione tra parentesi indicano che, in quei precisi punti della citazione, sono state omesse delle parti. Chi lo ha fatto, ha ritenuto che non fossero importanti per ciò che aveva da rilevare e da dire. Hai notato, infatti, che sono posti all'interno delle virgolette?
La scelta di Sankara di evidenziare in blu la parte dello scritto di Alekos (che per giunta Sankara ha voluto evidenziare in rosso) ha il manifesto fine di far balzare subito -agli occhi di legge- cosa è di chi. |
|  | | Rodolfo Loffredo
Registrato il : 31/08/07 Messaggi : 20
| Oggetto: Re: Il problema della sovranità e dell'indipendenza Sab Set 22 2007, 17:30 | |
| Ok admin. Conosco l'uso dei segni che dici. Credo ora di capire che nel testo "viola" (= blocco uno e blocco due, secondo la mia analisi) esiste solo un autore citato - Alekos 18 - e sta tutto tra virgolette ["]. La presenza di una parte, per giunta iniziale, di questo tipo= (...) Abcd efg hilmn. (...), e dello stacco di un rigo vuoto subito sotto che la separa dal testo successivo MI AVEVA CONVINTO DELL'ESISTENZA DI UNA CITAZIONE NELLA CITAZIONE, e ne reclamavo il nome dell'autore! Che bel rebus per voi capirmi in questa ricerca di un terzo che non c'era. Chiuso, e grazie.// ALTRO: te lo scrivo qui perché non ho ancora capito come si fa a mettersi in contatto con te, ed ora ti ho acchiappato. Dici giustamente che col "programma informatico" del forum non ho alcuna confidenza. Ascolta: avevo beccato - non chiedermi come! - un pezzo di Alekos 18 dal titolo "Anti-americanismo o anti-imperialismo?" che avevo voluto stampare e leggere. (Intanto non ho avuto l'occhio di leggerne la data - aprile o maggio!!!= tanto tempo fa) e poi - giuro, anzi debbo dire giurerei - finiva lì, con Per ora mi fermo qui. A voi la palla. Non c'era o non ho visto altro. Così gli ho risposto di getto come se stessi rispondendo io per primo ad una cosa scritta 24 ore prima... Stop. Ora, un momento fa, mi sono ricollegato ed ho scoperto una ricca corrispondenza A SEGUIRE di kamo, sandinista, alekos18, sandinista, ed alekos18 che chiude in bellezza: tutta roba interessantissima, forse da copiare ed archiviare: vedrò rileggendo. Ciò che ti voglio dire - e vorrei dire ad alekos18 - è che il suo lavoro se nel primo pezzo partiva un po' a fatica nello spaccare l'atomo in quattro avvitandosi in definizioni e distinguo (essere il primo a partire è sempre più difficile che seguire) poi tutto il resto delle sue risposte decollano fluide e chiare, del tutto a loro agio, dicendo molte cose che non mi hanno fatto accendere mai la spia dell'"uffa!" ma mi hanno incollato allo schermo. Tanto dovevo a lui e kamo e sandinista, (uno che altrove vi ha fatto un po' stizzire, credo a ragione). Ho finito il mio lungo bla bla e ti ringrazio. Ciao rodolfo - Richiesta di informazia tecnica: all'inizio ho registrato il nome ed una parola d'ordine. A cosa serve la seconda? Forse a farsi riconoscere se mi connetto da un altro computer? O cos'altro? Ciao, rL |
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